Cronaca

Cronaca 5 Ottobre 2018

Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola verso il rinnovo, autocandidature entro il 2 novembre

Si possono presentare entro il 2 novembre le autocandidature per entrare a far parte della Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola.

La delibera di Giunta n. 81 del 27 settembre dispone infatti il rinnovo della Commissione, nata nel 2003 per essere uno “strumento di partecipazione delle istanze e delle forme associative delle donne sul territorio” e per affermare la piena dignità della donna, attuare il principio di uguaglianza e promuovere la piena parità di opportunità e diritti tra i cittadini, a prescindere dalla loro appartenenza di genere, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto comunale

Le donne interessate, singolarmente o in rappresentanza di associazioni del territorio, potranno dunque presentare la loro autocandidatura per costituire la nuova Commissione che avrà un numero di componenti compreso da un minimo di 10 a un massimo di 20. La domanda dovrà essere compilata usando la modulistica preposta e depositata presso i Servizi per il Cittadino (Sala Giulio Miceti, piazzale Ragazzi del ’99) entro il 2 novembre prossimo. Le autocandidature saranno valutate dalla Giunta comunale che poi sceglierà le nuove commissarie tenendo conto di specifiche esperienze professionali inerenti le politiche di genere e di conoscenza del territorio.

Per informazioni ci si può rivolgere ai Servizi per il Cittadino o consultare il sito internet del Comune di Imola.

Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola verso il rinnovo, autocandidature entro il 2 novembre
Cronaca 5 Ottobre 2018

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci

«Allattiamo insieme!» è il nome del flashmob per sostenere l”allattamento al seno, un appuntamento importante per le neomamme e per i loro bimbi.

L”iniziativa, promossa per il sesto anno consecutivo dalla Regione Emilia Romagna (assessorato Politiche per la salute e assessorato Politiche sociali) in collaborazione con le Ausl, si inserisce nell”ambito delle manifestazioni legate alla settimana mon-diale dell”Allattamento materno.

Appuntamento sabato 6 ottobre alle ore 10 in piazza Gramsci a Imola.

Allattiamo insieme! Il flashmob va in scena sabato 6 ottobre alle 10 a Imola, in piazza Gramsci
Cronaca 5 Ottobre 2018

Avis e Aido insieme per promuovere la cultura del dono: domenica la Camminata per le strade di Castel San Pietro

Una camminata di cinque chilometri per promuovere la cultura del dono. E” l”iniziativa che i gruppi Aido e Avis di Castel San Pietro Terme propongono per la seconda volta domenica 7 ottobre, in occasione del Giorno nazionale del Dono, in calendario il 4 del mese.

La partenza della camminata, non competitiva bensì ludico ricreativa, gratuita e aperta a tutti, è prevista alle 9.30 dal Cassero, con ritrovo alle 9. Il percorso, a passo libero, si snoda poi alla scoperta della città, per terminare con un piccolo ristoro. La giornata nazionale, giunta quest”anno alla quarta edizione, è stata fortemente voluta dall”Istituto italiano della Donazione (Iid) per valorizzare e coltivare la solidarietà, contribuendo a costruire una cultura condivisa del dono.

Un anno fa, in occasione della prima edizione, alla camminata presero parte circa 200 persone. Le motivazioni alla base dell”iniziativa sono precisate dalle due presidenti delle associazioni organizzatrici, Cristina Baldazzi dell”Avis e Giorgia Bottazzi di Aido: «L’obiettivo che ci poniamo è quello di valorizzare la cultura condivisa del dono e di fare incontrare tutti i cittadini con il mondo del volontariato. I volontari Avis e Aido testimoniano che si può e si deve essere generosi e questo vale innanzitutto per la donazione di sangue e degli organi. La nostra città è ricca di persone che donano il loro tempo e che con il loro impegno personale e gratuito svolgono il proprio servizio sul territorio in modi diversi. Noi pensiamo che questa giornata possa essere un”occasione per stare piacevolmente  insieme. Le parole chiave sono proprio dono e insieme, per promuovere valori importanti come la salute e la solidarietà».

La manifestazione, che si svolgerà con qualsiasi clima, si avvale del patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme. «Grazie ad Avis e Aido per i valori di solidarietà e altruismo che promuovono con la loro attività e con l’organizzazione di eventi e iniziative di sensibilizzazione – aggiunge la vicesindaca Francesca Farolfi -. Grazie anche a tutte le associazioni che partecipano all’evento e che sempre sostengono una cultura del dono, fatta di generosità e solidarietà verso gli altri».

Informazioni: 346 6124034 – 348 5432688 – 339 8667600

Avis e Aido insieme per promuovere la cultura del dono: domenica la Camminata per le strade di Castel San Pietro
Cronaca 4 Ottobre 2018

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero

Da una parte slittano gli interventi sulle scuole e sul palazzo comunale, dall’altra aumentano quelli sulla manutenzione straordinaria delle strade e sul cimitero del Piratello, mentre restano invariate le cifre previste per le opere di adduzione alla quarta corsia dell’autostrada, almeno in attesa di sapere con certezza se e come verranno rivisti gli interventi previsti, a partire dal completamento della bretella. Quello approvato giovedì 27 settembre dal Consiglio comunale, con i soli voti favorevoli del M5s (contrari Pd, Carmen Cappello di Imola guarda avanti, Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola e Lega), è un piano triennale delle opere 2019/2021 che, escludendo alcuni corposi interventi finanziati con risorse esterne, non sembra lasciare molti margini di manovra.

Rispetto al piano approvato in luglio, infatti, la spesa prevista per il 2019 scende da 4,6 milioni a 3,4 milioni di euro, mentre cresce leggermente (da 24 a 24,5 milioni) quella del 2020. Per l’ultima annualità, il 2021, si ipotizzano investimenti per appena 3 milioni di euro. «E’ un piano che si basa sulle previsioni delle possibilità di bilancio, vogliamo essere il più credibili possibili sulle coperture» ha motivato l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio.

Tra le principali variazioni, si nota l’assenza dei 900 mila euro previsti nel 2018 per adeguamenti normativi sulle scuole inseriti in luglio (ora compaiono nel 2020 e nel 2021 due generiche tranche da 500 mila euro), mentre sono slittati al 2021 i lavori sulle elementari Rodari (320 mila euro) e Sasso Morelli(100 mila euro), finanziati attraverso fondi statali dei mutui Bei.

D’altra parte, sono stati inseriti 200 mila euro già nel 2019 per manutenzioni straordinarie al cimitero del Piratello. Inoltre, è stata innalzata a 780 mila euro la cifra per le manutenzioni straordinarie sulle strade comunali (altri 480 mila euro sono stati inseriti nel 2021, mentre nel 2020 non ve n’è traccia).

«Sono investimenti all’insegna della decrescita e sono spariti del tutto riferimenti a nuove ciclabili e frazioni, mentre è stato ridotto all’osso il tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici» ha commentato il consigliere del Pd, Roberto Visani. Stessi toni da Carmen Cappello: «Quando non si fanno le opere, questo significa fermare le imprese, il lavoro e la città stessa». (gi.gi.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre.

Foto d”archivio del Consiglio comunale di Imola

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero
Cronaca 4 Ottobre 2018

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine

L’Azienda usl, sollecitata dalle organizzazioni sindacali, ha deciso di proporre un protocollo di collaborazione con le forze dell’ordine e ha fissato per lunedì prossimo, 8 ottobre, un tavolo di confronto al quale parteciperà anche l’assessora del Comune di Imola, Ina Dhimgjini.

Il tema sono le aggressioni agli operatori sanitari, in particolare in Pronto soccorso. Episodi resi noti dalla Lega Nord, facendo immediatamente venire alla mente certi casi drammatici di cronaca. Gli episodi segnalati a Imola stati avvenuti tre in Pronto soccorso e uno nel reparto di Medicina, due riguardano persone per le quali si stava attivando un Tso e un terzo un paziente con problemi cognitivi che, cercando di allontanarsi dal reparto, ha colpito gli infermieri che tentavano di fermarlo, l’ultimo caso è riferito ad una persona in attesa che si è spazientita e ha tirato un vaso contro il banchetto del triage. Questo per ricostruire l’accaduto, che non minimizza la preoccupazione e relativa richiesta di sicurezza che accomuna l’Ausl stessa e i sindacati. Sono «episodi verificatisi nell’ultima settimana, con una frequenza certamente inconsueta e non rappresentativa del grado di sicurezza generale dell’ospedale di Imola» sottolinea l’Ausl con una nota.

Il protocollo di intesa con le forze dell’ordine, continua l’Ausl, dovrebbe garantire «l’intervento delle forze dell’ordine in caso di chiamata da parte degli operatori, negli orari in cui il posto di Polizia sito al Pronto soccorso non è attivo (nel pomeriggio e negli orari serali e notturni)».

Nel frattempo il triage del Pronto soccorso da lunedì 1 ottobre è stato già potenziato con un’unità di personale infermieristico. Una linea che sembra perseguire anche quella caldeggiata dai sindacati, in particolare dalla Fp Cgil che concorda sul protocollo («indispensabile» ma sbagliata la «militarizzazione del pronto soccorso») ma vorrebbe approfittarne per andare oltre, con proposte sull’organizzazione dei sevizi, ad esempio rivalutando l’attività del distretto per «trovare risposte primarie di base perchè altrimenti tutti si riversano in Pronto soccorso». (l.a.)

Foto d”archivio

Aggressioni in Pronto soccorso e Medicina, proposto un protocollo che coinvolga le forze dell’ordine
Cronaca 4 Ottobre 2018

Case della Salute e primari mancanti: le richieste del dg Andrea Rossi alla Regione per l'Ausl di Imola

«Se consideriamo che l’obiettivo del processo di riordino è l’integrazione, che etimologicamente significa rendere completo, direi che Imola porterà a casa qualcosa che prima non aveva…». Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl, sintetizza con questa battuta ottimista quanto si auspica per la sanità imolese dalla futura riorganizzazione metropolitana.

Il percorso di ascolto e partecipazione sul documento tecnico di riordino terminerà il 5 novembre. Nel frattempo, i cittadini del circondario hanno bisogno quotidianamente del pronto soccorso o dell’assistenza domiciliare, di interventi chirurgici, esami e cure. E se i timori per il futuro sono tanti, più concrete sono le esigenze del presente sotto forma di posti letto, servizi per i cittadini e personale. «Stiamo lavorando per attivare entro il 2019 alcune funzioni della Casa della salute di Imola, a partire dall’accoglienza – anticipa Rossi -, inoltre il 15 settembre abbiamo inviato alla Regione la richiesta con i fabbisogni triennali nella quale chiediamo di poter avere i primari per tutte le aree cliniche vacanti, cioè Pediatria, Oculistica, Gastroenterologia e Chirurgia generale».

La macchina del welfare e della sanità continua a girare. In alcuni casi prendendo direzioni apparentemente diverse rispetto al recente passato, vedi sui primariati, che Rossi rivendica come una risposta a chi gli chiede qual è il limite sotto il quale non è possibile scendere per Imola. Tassello fondamentale, secondo Rossi, sono le Case della salute. «Imola potrebbe diventare la prima Azienda usl ad avere sul territorio un numero di Case della salute tale da poter coprire il fabbisogno dell’intera popolazione. Abbiamo già quelle di Castello, Medicina e Borgo, manca solo quella per Imola e Mordano».

L’idea, nota da tempo, è quella di concentrare gradualmente tutte le funzioni nell’ospedale vecchio, liberando il Lolli, che a regime sarà messo a disposizione «di altre attività non esclusivamente sanitarie – spiega Rossi -. Ad esempio, come polo formativo e per l’università. Avremo bisogno di 25 mila metri quadrati per la Casa della salute sui 60 mila disponibili».

Il progetto già validato dall’Ausl costa circa 7 milioni per mettere mano ordinatamente alle strutture. «Non li abbiamo – ammette Rossi – quindi si procederà per gradi». (l.a.)

L”intero articolo è disponibile su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Case della Salute e primari mancanti: le richieste del dg Andrea Rossi alla Regione per l'Ausl di Imola
Cronaca 4 Ottobre 2018

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come

Sono passati otto anni dall’ultimo taglio del nastro della bretella. Nel luglio del 2010, infatti, venne inaugurato il tunnel sotto via Villa Clelia, costruito e poi letteralmente spinto sotto la rotonda, che si aggiunge al pezzo compreso tra via Villa Clelia e via Salvo D’Acquisto, aperto nel 2008.

Ancora oggi, la bretella si interrompe bruscamente e risale in superficie in corrispondenza della rotatoria lungo via Salvo D’Acquisto, in attesa del completamento dell’ultimo tratto fino alla rotonda di via Punta. Per il completamento di quest’opera l’anno scorso erano stati destinati 14 milioni di euro, ossia 11 milioni (su 18 complessivi) di risorse di Autostrade Spa legate alla realizzazione della quarta corsia dell’A14 tra San Lazzaro e il bivio con Ravenna, più altri 3 milioni derivanti dal Patto per Bologna, ma la nuova Amministrazione pentastellata conferma l’intenzione di rimettere mano al progetto.

«Abbiamo lasciato le stesse voci di spesa per non creare incoerenze, ma è in corso una ridefinizione alla luce delle analisi tecniche che stiamo effettuando, a partire dai dati sui flussi di traffico» ha detto l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, nel presentare il piano triennale delle opere 2019-2021 in Consiglio comunale. Già durante l’estate (sabato sera del 2 agosto) l’assessore aveva annunciato di voler prendere una decisione «entro metà settembre».

Tuttavia, seppur sollecitato dalle opposizioni, Minorchio per ora non si è sbilanciato esplicitamente sull’opzione preferita per modificare la bretella, ma ha detto che «dovrà essere realizzata sulla reale necessità di quella struttura viaria, valutando la spesa corretta e con il minor impatto ambientale possibile».

Come renderla meno costosa? Scostandosi dal progetto attuale che prevede la realizzazione in trincea e due tunnel (in corrispondenza di via Salvo D’Acquisto e della chiesa di San Francesco), una prima ipotesi, già accarezzata per un breve periodo ma poi scartata anche dalla precedente Giunta Manca, sarebbe realizzarla a raso, dimezzando i costi.

Tuttavia, evidenzia il consigliere Pd Fabrizio Castellari, «le case della Pedagna in quel tratto sorgono molto vicine al tracciato e non è garantito che ai residenti una soluzione a raso piaccia». Inoltre, potrebbe essere realizzata a una sola corsia per senso di marcia anziché due come altrove, e questo potrebbe essere fatto sia in trincea che a raso. In questo caso, tuttavia, difficilmente si riuscirebbe ad evitare l’effetto a collo di bottiglia che già si verifica all’altezza del ponte della ferrovia.

Un problema già sollevato anche dalla sindaca Manuela Sangiorgi durante la campagna elettorale che, nell’elenco dei 20 punti «per la qualità della vita degli imolesi», aveva inserito «l’allargamento del sottopasso ferroviario della bretella».

Molto critiche le opposizioni. Carmen Cappello (Imola guarda avanti) ha ricordato che «il progetto attuale ha già passato la fase della Valutazione di impatto ambientale (Via). Modificarlo significherebbe ricominciare da capo, con una nuova Via». (gi.gi.)

Il servizio completo si trova su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto il punto in cui finisce la bretella attuale

Bretella, l'assessore Minorchio conferma l'intenzione di ridimensionare il progetto, ma non si sa ancora come
Cronaca 4 Ottobre 2018

Mercati ambulanti, si cambia: novità in Pedagna il sabato e a Ponticelli per la Sagra dei Maccheroni

Il Consiglio comunale approva la proposta di modifica dell’ubicazione dei posteggi del mercato ambulante del sabato pomeriggio nel quartiere Pedagna e del mercato previsto a Ponticelli, in occasione della Sagra dei Maccheroni.

Mercato in Pedagna. Il Comune ha previsto la diminuzione da 32 a 16 del numero dei posteggi e il loro trasferimento da via Donizetti al parcheggio adiacente. «Il mercato del sabato pomeriggio in Pedagna ha subito i cambiamenti che hanno investito tutti i mercati. Con questa delibera procediamo a riorganizzarlo, spostando gli operatori all’interno del parcheggio di proprietà pubblica e liberando via Donizetti, in modo da aprire finalmente al transito quel tratto di strada che collega le vie Puccini e Rossini», spiega Patrik Cavina, assessore allo Sviluppo economico.

Ad oggi, infatti, il mercato ambulante risulta sovradimensionato rispetto alla domanda di posteggi e nel contempo la presenza dei posteggi stessi impedisce la circolazione e la sosta dei residenti. Così, grazie alla riduzione del numero dei posteggi e al loro spostamento nella piazzetta laterale, via Donizetti tornerà ad essere fruibile per la circolazione e per il parcheggio.

Mercato di Ponticelli. Il Comune ha poi stabilito di modificare ubicazione e numero di posteggi del mercato che si svolge nella frazione di Ponticelli, a febbraio, in occasione della Sagra dei Maccheroni.

«Abbiamo provveduto allo spostamento da via Grilli ed a regolamentare la nuova area nel parcheggio laterale alla via Montanara su richiesta anche degli organizzatori della sagra», sottolinea Cavina. Via Grilli è molto ripida e per gli operatori commerciali risultava infatti difficoltoso stabilizzare automezzi e banchi. Inoltre, gli accessi carrabili delle nuove abitazioni sorte hanno ridotto il numero di posteggi disponibili. Per cui il mercato traslocherà da via Grilli alla nuova area di parcheggio laterale alla via Montanara e i posteggi totali disponibili passeranno dagli attuali 13 ad 11.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Mercati ambulanti, si cambia: novità in Pedagna il sabato e a Ponticelli per la Sagra dei Maccheroni
Cronaca 4 Ottobre 2018

Osteria Grande, la qualità dell'acqua del rubinetto è di buona qualità, ma più dura perché ricca di sali

L’acqua che esce dai rubinetti delle case di Osteria Grande è assolutamente pura e di buona qualità, ma più «dura». Lo conferma una relazione redatta da Hera, su richiesta dell’Amministrazione comunale, a seguito di segnalazioni pervenute da cittadini della frazione castellana dopo il cambio di approvvigionamento idrico.

In particolare i cittadini avevano lamentato una maggiore durezza dell’acqua. La durezza è un parametro riconducibile al contenuto di sali ed è strettamente legata all’origine superficiale o profonda delle acque e alla geologia dell’area di captazione.

In effetti, fino a febbraio 2017 Osteria Grande era alimentata dall’impianto che potabilizza l’acqua di superficie stoccata nei bacini di Bubano (in comune di Mordano), integrata (ma solo marginalmente) con acqua di falda (più dura) distribuita dalla rete di Ozzano Emilia. Attingimento dalla rete ozzanese recentemente potenziato per ovviare all’aumentato fabbisogno idrico legato allo sviluppo dell’area del palazzo di Varigana, tant’è che oggi Osteria Grande, Palesio e Varignana sono alimentate integralmente con acqua di Ozzano Emilia.

Per saperne di più l”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Osteria Grande, la qualità dell'acqua del rubinetto è di buona qualità, ma più dura perché ricca di sali
Cronaca 4 Ottobre 2018

Truffe ai commercianti della Vallata, denunciati tre giovani

Tre giovani, di età compresa tra i 20 e i 34 anni tutti disoccupati e senza fissa dimora, sono stati denunciati dai carabinieri di Fontanelice con l”accusa di aver truffato diversi negozianti della Vallata. 

I tre, infatti, li avrebbero ingannati e raggirati al momento del pagamento della merce da loro acquistata, riuscendo a confonderli nell”attimo di corrispondere il resto. Una truffa resa celebre anche nei film anni ”70 per farsi beffe, ad esempio, di una cassiera distratta o un barista indaffarato e per incassare piccole somme in contanti. Spesso si lascia intravedere al negoziante una banconota di grosso taglio, con la quale pagare una consumazione o una spesa minima. Così il negoziante inizia a cercare la cifra da restituire al cliente che, a un certo punto, si ricorda di avere forse un’altra banconota e inizia a contare le monetine in tasca. Poi il truffatore ritorna sui suoi passi dicendo che non riuscirà a pagare se non con la prima banconota, che lui assicura di aver consegnato al cassiere quando invece l’ha velocemente reintascata e pretende il resto dal negoziante. Nella concitazione di quei secondi è facile che l”esercente finisca per credergli e consegnargli la cifra richiesta, anche perché, di solito, arriva qualche complice a ingrossare la fila dei clienti, mettendo così ulteriore pressione al proprietario.

Secondo la ricostruzione degli investigatori molti commercianti sarebbero finiti nella trappola dei malviventi e, per chi non l”avesse ancora fatto, la raccomandazione dei militari è di recarsi in caserma per aiutare agli inquirenti ad assicurare alla giustizia i tre uomini. Nel frattempo per loro è già stata richiesta la misura del foglio di via da parte dei comuni interessati.

r.c.

Nella foto: la caserma di Fontanelice

Truffe ai commercianti della Vallata, denunciati tre giovani

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