Cronaca

Cronaca 8 Gennaio 2019

A Medicina pronto il progetto per la messa in sicurezza e recupero dell'area del Canale

Riqualificare tutto il corso urbano del Canale di Medicina, il corso d’acqua che attraversa e caratterizza il paesone della bassa. Un obiettivo ambizioso che potrà beneficiare di 1 milione di finanziamenti regionali (pari al 70 per cento del valore totale del progetto), a cui il Comune aggiungerà circa 400 mila euro di risorse proprie. Il progetto, infatti, si è aggiudicato uno dei contributi previsti nel Bando di rigenerazione urbana promosso dell’Emilia Romagna, arrivando nono tra gli oltre 121 presentati a livello regionale. «Un bel risultato merito soprattutto del piano strategico avviato da questa amministrazione da almeno tre anni, e promosso con il supporto dei cittadini – sottolinea il vicesindaco Matteo Montanari -. Abbiamo dimostrato che alla base c’è un percorso partecipativo, come per il Bando periferie non si tratta di un intervento spot. E questo ha premiato».

Il progetto complessivo è denominato «Lungo il Canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale, sociale». L’area comprende un’ampia fascia che, seguendo il percorso del Canale attraversa Medicina da sud a nord per oltre 1 chilometro e mezzo, in sostanza da via San Paolo alla zona del mulino Gordini-ex Macello via Luminasi. Il Comune utilizzerà i fondi per il primo stralcio, che ha come obiettivi, in particolare, la rigenerazione ambientale e la qualità dell’acqua, nonché la sicurezza idraulica. «Fuori dal centro abitato, a sud, sarà realizzata una vasca di fitodepurazione per migliorare la qualità dell’acqua in modo naturale, poi verranno fatti alcuni interventi di miglioria di tutto l’asse del Canale che costeggia l’area Pasi (Parco delle Mondine), compresa pulizia e sistemazione del vecchio lavatoio, sul quale c’è in attesa del via libera della Soprintendenza da tempo un progetto per farne un luogo di testimonianza – dettaglia Montanari -. Inoltre metteremo una staccionata o simile per maggior sicurezza nella ciclopedonale che costeggia il corso d’acqua e altri interventi. Per la zona del mulino Gordini, a nord del centro abitato, stiamo ragionando con la proprietà per la cessione al Comune dell’area verde, attualmente degradata, che vorremmo diventasse pubblica, utile per ulteriori collegamenti ciclopedonali anche in funzione della futura bus station. Nell’area Luminasi si prevede la sistemazione del percorso ghiaiato lungo via Fava (San Vitale) e la riqualificazione dell’area migliorando verde e alberature».

Infine c’è il recupero dell’edificio presente nel vecchio parcheggio dei vigili: «E’ inagibile per un problema al tetto, l’idea è sistemarlo come Casa di quartiere a fini sociali e associativi». Un elenco corposo che riguarda soprattutto viabilità e verde, molti sono piccole opere ma tutto va appaltato entro il 2019 per non perdere il contributo. Il vicesindaco è ottimista: «La trattativa col privato è avviata e tutta la progettazione è a buon punto». (l.a.)

Nella foto: il canale di Medicina

A Medicina pronto il progetto per la messa in sicurezza e recupero dell'area del Canale
Cronaca 8 Gennaio 2019

Bimbo in pigiama da solo per strada, agenti di polizia lo notano e rintracciano la madre

Ieri pomeriggio, verso le 16.15, agenti della polizia di Imola hanno notato, in piazza Mirri, un bimbo di un anno e mezzo impaurito che si aggirava per la strada da solo in pigiama e a piedi nudi.

Le forze dell”ordine l”hanno così preso in braccio e portato nella volante, provando a capire da dove provenisse. In una strada poco lontana i poliziotti hanno visto il portone di un condominio aperto e, al primo piano dell”edificio, una porta spalancata, entrambe senza effrazione. Una volta entrati, gli agenti hanno cercato i proprietari, riuscendo a risalire alle generalità dei genitori del bambino grazie ai documenti del piccolo e del fratello lasciati sopra un mobiletto.

La madre era uscita di casa, mentre lui dormiva, per andare a prendere il fratellino da scuola e il piccolo, salendo sopra una sedia, era riuscito a spingere il bottone del citofono e aprire le due porte, prima di uscire. La donna, spaventatissima, una volta rintracciata è stata denunciata per abbandono di minori. (d.b.)

Foto d”archivio

Bimbo in pigiama da solo per strada, agenti di polizia lo notano e rintracciano la madre
Cronaca 8 Gennaio 2019

Incendio nella notte all'Ondulati Santerno di Casalfiumanese

Nella serata di ieri quattro squadre dei vigili del fuoco di Imola e Fontanelice sono intervenute, intorno alle 21.15, per spegnere un incendio divampato all”interno dell”azienda Ondulati Santerno, operante nel settore del cartone e degli imballaggi, in via Pila 4 nella zona industriale di Casalfiumanese.

Secondo una prima ricostruzione, le fiamme sarebbero scaturite dalla caldaia ad olio per il ciclo produttivo senza per fortuna propagarsi in altri locali e rendendo così contenuti i danni. Non si sono registrati feriti e sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Casalfiumanese. L”intervento è poi proseguito tutta la notte, con i vigili del fuoco che hanno tenuto sotto controllo la situazione anche dopo aver spento le fiamme. Questa mattina l”attività dell”Ondulati Santerno è proseguita regolarmente, con l”azienda che si è già attivata per sostituire la caldaia. Al momento non si conoscono le cause dell”incendio. (d.b.)

Nella foto: i carabinieri di Casalfiumanese all”interno dell”Ondulati Santerno

Incendio nella notte all'Ondulati Santerno di Casalfiumanese
Cronaca 8 Gennaio 2019

Incidente tra un'auto e uno scooter in via Pirandello

E” dovuta intervenire la polizia municipale ieri pomeriggio a Imola, intorno alle 14.40, a causa di un incidente avvenuto nell”intersezione tra via Pirandello e via Boccaccio.

Secondo una prima ricostruzione, una Yaris condotta da una 29enne di Imola stava percorrendo via Pirandello quando, mentre si accingeva a svoltare a sinistra su via Boccaccio, si è scontrata con uno scooter Honda, guidato da un 58enne di Bologna, che invece viaggiava sulla via Pirandello in direzione opposta rispetto all”auto, ovvero verso Bologna.

L”uomo in sella alla moto è stato portato al pronto soccorso di Imola. Per lui 40 giorni di prognosi e il trasferimento, in data odierna, al Maggiore di Bologna. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell”incidente

Incidente tra un'auto e uno scooter in via Pirandello
Cronaca 8 Gennaio 2019

Epifania di lavoro tra guadi e cascate per i volontari dell'Enduro Motor Valley

Primo intervento del 2019 per i volontari dell”Enduro Motor Valley che, come da tradizione, si sono ritrovati domenica scorsa, giorno dell”Epifania. «Essendoci ancora poche ore di luce disponibili – spiega Simone Zaniboni, meccanico imolese – abbiamo lavorato vicino a Fontanelice, dove peraltro c’era un’opera importante da fare, ovvero ripristinare un guado su un percorso che collega via Cima con la zona di Fornione. Dopo aver rimesso a regime un ruscello secondario che aveva preso a scorrere lungo la strada erodendola completamente, abbiamo ripristinato il passaggio sul rio che è ora transitabile».

Un”altra squadra, intanto, era impegnata poco lontana nella pulizia dell”area attorno alla Cascata dei Due Salti dove alberi crollati, arbusti e rovi avevano reso impraticabili i sentieri circostanti, mentre altri si sono calati dall’alto per ripulire la pozza collocata fra la cascata superiore e quella inferiore. «Abbiamo approfittato della scarsa portata d’acqua attuale – spiega Marco Maccarelli, sommozzatore del gruppo Poca Pora Boys che, munito di muta, si è immerso in entrambe le pozze per ripulirle dalla vegetazione crollata – per un tipo di pulizia che va fatta periodicamente, onde evitare che le due cascate e le relative pozze vengano invase dalla vegetazione trasportata dalle piene del Rio di Gaggio. Ora però speriamo che un po’ di precipitazioni rimpinguino le sorgenti, perché avere così poca acqua a gennaio può essere preoccupante». (d.b.)

Foto gentilmente concessa dall”Enduro Motor Valley

Epifania di lavoro tra guadi e cascate per i volontari dell'Enduro Motor Valley
Cronaca 8 Gennaio 2019

Per la rivista Forbes il borgo di Dozza è tra le mete italiane più autentiche e ricche di fascino per chi viaggia

Una conferma internazionale per Dozza come meta turistica di prima scelta. Arriva dal sito della rivista Forbes, che ha inserito il borgo tra le tre piccole città italiane da non perdere se si è in cerca di luoghi autentici e di fascino.

L”articolo è della giornalista Irene S. Levine, che un po” provocatoriamente, nei suoi consigli di viaggio, invita i lettori a «dimenticare» Firenze, Venezia e Roma, puntando piuttosto su piccoli centri appunto più autentici e meno turistici, anche se ammette che le tre celebri città devono essere visitate almeno una volta nella vita.Di Dozza la collaboratrice di Forbes, che in passato aveva già scritto articoli sul territorio bolognese, dimostra di apprezzare il borgo come «museo vivente», con i muri dipinti da importanti artisti contemporanei che risaltano tra le strette vie del borgo medievale. Inoltre, si sottolinea la presenza dell”Enoteca regionale e la possibilità di gustare piatti tipici (in particolare la piadina e i formaggi) nei ristoranti del paese.

Il fatto che Dozza sia stata inserita, con Galatina e San Gusmè, tra le tre piccole città imperdibili del paese fa ovviamente piacere a If Imola Faenza, la società di turismo dei territori imolese e faentino. «L”aumento dell”interesse per le mete del nostro territorio è frutto delle azioni promosse in sinergia con Bologna Welcome e con la destinazione turistica Bologna metropolitana», sottolinea il direttore Erik Lanzoni.

Per leggere l”articolo di Forbes: https://www.forbes.com/sites/irenelevine/2019/01/05/3-unforgettable-under-the-radar-towns-in-italy/#59928ec6a02a

Per la rivista Forbes il borgo di Dozza è tra le mete italiane più autentiche e ricche di fascino per chi viaggia
Cronaca 7 Gennaio 2019

Ozzano è il comune meno “fragile', Castel del Rio è all'estremo opposto, lo dice uno studio della Città metropolitana

Ozzano è il Comune meno fragile tra tutti i 55 che compongono la Città metropolitana di Bologna, Castel del Rio è all’estremo opposto. In generale, la zona montana, e l”estrema pianura settentrionale sono gli ambiti caratterizzati da maggiore fragilità a livello metropolitano. Un livello medio-alto di potenziale fragilità è presente anche nella periferia di Bologna, mentre una bassa fragilità potenziale caratterizza i Comuni della cintura.

E’ quanto emerge dallo studio realizzato dall”ufficio di statistica del Comune di Bologna e dal servizio studi e statistica della Città metropolitana, che ha mappato la potenziale vulnerabilità  utilizzando e incrociando alcuni indicatori demografici, sociali ed economici. Sui dati complessivi, considerando il resto del circondario imolese, anche Fontanelice si classifica negli undici comuni ad alto potenziale di fragilità seppur con un indicatore inferiore agli alidosiani, Casalfiumanese e Borgo Tossignano hanno invece un risultato medio-alto, mentre Imola, Mordano e Castel San Pietro medio, poi c’è Medicina con un indicatore medio-basso, infine Dozza e Castel Guelfo basso, seppur più alto di Ozzano. 

Le variabili utilizzate per individuare la fragilità demografica riguardano la variazione percentuale della popolazione dal 2013 al 2017, il saldo naturale medio e la percentuale della popolazione residente con 80 anni e oltre. Un ambito territoriale sarà potenzialmente tanto più fragile, quanto più la sua consistenza demografica tenderà a calare, e tanto più, di conseguenza, la popolazione insediata tenderà ad invecchiare. Trend che si riscontrano, a livello metropolitano, soprattutto nei Comuni montani, vedi Castel del Rio.Per individuare la fragilità sociale gli indicatori presi a riferimento sono stati, fra gli altri, la percentuale della popolazione ultra sessantacinquenne  che vive sola, il ricambio della popolazione italiana e straniera nel quinquennio 2013-2017 e le percentuali dei minori in famiglie mono-genitoriali. In questo caso da notare. L”ultimo valore studiato riguarda l”eventuale fragilità economica e gli indicatori presi a riferimento sono le abitazioni occupate in affitto, il reddito complessivo annuo (riferito alla dichiarazione dei redditi del 2016) e la percentuale dei contribuenti con un reddito fino a 10 mila euro. 

«In tutte le variabili prese a riferimento – afferma il sindaco di Ozzano Luca Lelli -, il nostro Comune è ottimamente piazzato. L”indice di fragilità demografica risulta molto basso (ha un valore di 17) soprattutto se rapportato a quelli dei Comuni a noi limitrofi quali San Lazzaro di Savena (39), Castel San Pietro (44) Pianoro (44) e Castenaso (27). Questi dati – continua il sindaco -, sono dovuti sicuramente al fatto che, da alcuni anni a questa parte, stiamo registrando un incremento di giovani coppie che scelgono Ozzano per venire a viverci e far crescere qui il loro nucleo familiare. La presenza di un alto numero di nuovi nati (da un po” di anni superiamo sempre i 100 bambini) fa sì che riusciamo ancora a bilanciare bene la presenza di molti ultra ottantenni, cosa ad esempio che non riesce ai comuni montani come Monghidoro, Castel del Rio, Camugnano o Lizzano». 

«La somma degli indicatori presi a riferimento per la fragilità sociale ci danno un valore di 32 che inserisce il nostro Comune nella fascia di bassa fragilità sociale – continua Lelli -. Sempre per fare un raffronto con i Comuni a noi vicini, San Lazzaro registra un dato pari a 39, Castel San Pietro 40 e Pianoro 41».

L”ultimo valore studiato riguarda l”eventuale fragilità economica, qui «la somma degli indicatori presi in esame danno, per Ozzano, un indice di potenziale fragilità economica che si colloca sul gradino più basso della scala con un valore di 22 che è ben al di sotto dei 46 di Castel San Pietro, dei 37 di Pianoro ed anche dei 28 di San Lazzaro, un Comune, quest”ultimo, che si è sempre collocato ai primi posti nelle classifiche del reddito procapite. I dati emersi per il nostro Comune direi che rispecchiano in pieno la nostra realtà – conclude Lelli -. Siamo un Comune relativamente giovane, l’età media rientra nella fascia 43-45 anni, il numero dei nuovi nati all”anno si è assestato sui 100/105, il reddito pro-capite si inserisce nella fascia medio-alta. Tutti indicatori che sono la spia di una buona qualità della vita, una buona distribuzione dei redditi senza troppi picchi e una storia di buona amministrazione». (l.a)

LE MAPPE DELLA FRAGILITA” PUBBLICATE DALLA CITTA” METROPOLITANA

Ozzano è il comune meno “fragile', Castel del Rio è all'estremo opposto, lo dice uno studio della Città metropolitana
Cronaca 7 Gennaio 2019

Finite le feste, l'abete di Natale diventa compost. Gli alberi sintetici e le luci si consegnano alla stazione ecologica

La Befana è arrivata, ha portato dolci e carbone, ma soprattutto ha fatto calare il sipario sulle feste natalizie. Ora non resta che spegnere luci e lucette e riporre gli addobbi, ma per chi ha scelto come albero di Natale un vero abete o per chi deve disfarsi di alberi sintetici che hanno fatto il loro tempo può essere utile qualche consiglio per il corretto smaltimento o, quando possibile, per il riutilizzo di materiale o parte di esso. 

Puntuale ecco il vademecum di Hera, contenente indicazioni per tutte le necessità, a partire proprio da cosa fare con gli alberi veri (3,6 milioni in Italia a Natale 2018 secondo un”indagine Coldiretti) una volta spogliati degli addobbi. «Quelli senza radici, non più trapiantabili, possono essere trasformati in ottimo fertilizzante da riutilizzare in agricoltura», spiega la multiutility, che invita quindi i cittadini a conferirli presso la stazione ecologica oppure a chiamare il Servizio clienti (chiamata gratuita al numero 800.999.500, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18) per chiedere il ritiro gratuito a domicilio.

In alternativa, è possibile anche usare i cassonetti per sfalci e potature, dopo avere però ridotto l”albero in tronchetti per poterlo inserire nei contenitori. Non dimentichiamo, inoltre, l”opportunità per i clienti domestici che hanno un”area verde di proprietà di fare il compostaggio domestico dotandosi di una compostiera, vale a dire un contenitore che trasforma gli scarti organici (residui della preparazione dei pasti, scarti di cibo, erba e fogliame derivati dalla manutenzione del giardino) in concime attraverso un processo di degradazione naturale. Per richiedere la compostiera occorre telefonare al numero del Servizio clienti, la consegna è effettuata gratuitamente a domicilio e il suo utilizzo consente di ottenere uno sconto annuale di per ogni componente del nucleo familiare nella bolletta della Tari. 

Molto più numerose sono però le famiglie (7 su 10 per la precisione, sempre secondo l”indagine Coldiretti) che hanno scelto alberi sintetici, i quali possono essere conferiti direttamente alla stazione ecologica, esattamente come le luci natalizie non più funzionanti, che diventano Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). A Imola la stazione si trova in via Brenta, 4 (traversa di via Lasie) ed è aperta tutti i giorni della settimana, domenica compresa: dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12 e dalle 14 alle 18, il sabato dalle 7 alle 13 e dalle 14 alle 18 e la domenica mattina dalle 9.00 alle 12.00.

Finite le feste, l'abete di Natale diventa compost. Gli alberi sintetici e le luci si consegnano alla stazione ecologica
Cronaca 5 Gennaio 2019

Smog, il giorno della Befana è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano

Domani, giorno dell”Epifania, è anche la terza delle otto domeniche ecologiche in programma fino a fine marzo a Bologna, Imola e nei dieci comuni dell’agglomerato urbano di Bologna (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa).

Per chi deve spostarsi occorre tener conto che le domeniche ecologiche hanno le stesse caratteristiche definite dall’ordinanza sulla qualità dell”aria già in vigore dal lunedì al venerdì, cioè stop ai veicoli fino agli euro 3 diesel e euro 1 benzina dalle 8.30 alle 18.30. 

Possono sempre circolare gli autoveicoli con almeno tre persone a bordo (car-pooling) se omologati a quatto o più posti oppure con almeno 2 persone a bordo se omologati a 2/3 posti. Possono circolare anche i veicoli elettrici o ibridi dotati di motore elettrico, quelli a metano o GPL, quelli a servizio del trasporto pubblico e tutta una serie di veicoli di emergenza e soccorso indicata nel dettaglio nelle ordinanze dei Comuni.

Le limitazioni alla circolazione nel periodo di validità dell’ordinanza non comprendono alcune delle principali vie di collegamento della città con l’area metropolitana, come ad esempio a Bologna la tangenziale e il raccordo tangenziale/Borgo Panigale, le vie che dagli svincoli della tangenziale e dell’autostrada portano ai parcheggi scambiatori della città, all”ingresso “Kiss and Ride” delle Stazione Alta Velocità, all”Aeroporto Marconi.

DETTAGLIO DELLE INFORMAZIONI PER IMOLA

LE MAPPE PER TUTTA L”AREA METROPOLITANA

Smog, il giorno della Befana è una domenica ecologica: i divieti per auto e moto a Imola e Ozzano
Cronaca 5 Gennaio 2019

«Buona settimana», prossimamente al via la nuova rubrica di Marco Raccagna su «sabato sera»

Dai prossimi numeri di «sabato sera», nello spazio «lettere e commenti», inizierà la pubblicazione di una nuova rubrica, dal titolo accattivante «Buona settimana», una sorta di Buon giorno tarato sui tempi di uscita del settimanale. A commentare fatti o argomenti sarà l’ex segretario dell’Unione territoriale del Partito democratico, Marco Raccagna. L’idea della collaborazione è nata a seguito di un’intervista che pubblichiamo qui di seguito, divenuta l’incipit ideale per dare il la alla nuova collaborazione.

Raccagna, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative del giugno scorso, lei ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di segretario dell’Unione territoriale del Partito democratico. Anzitutto, che significato va dato a tale gesto?
«Il significato credo sia semplice. Abbiamo perso le elezioni amministrative imolesi, nonostante un buon risultato del Pd, arrivato al 34 per cento. Non è questo il luogo per analizzare e discutere come mai questo sia accaduto. Ho ritenuto normale assumermene la responsabilità, aldilà di quello che ognuno di noi possa pensare e dei meriti e demeriti che si possano attribuire. E ho ritenuto che questo mio atto dovesse essere incontrovertibile. Non dare cioè adito a interpretazioni. Mi sono dimesso, mi sono anche licenziato e allontanato dalla vita politica locale e oggi non ho alcun ruolo. So che questa normalità ha destato qualche stupore. Ma solo in chi non mi conosce».

Ricoprire la carica di segretario dell’Unione territoriale era un lavoro vero e proprio, per tempo impiegato e per stipendio corrispostole. Ora che lavoro fa?
«Naturalmente, dopo più di vent’anni svolti nel partito e nell’amministrazione pubblica, non è stato facile cambiare totalmente vita. Fino ai primi mesi del 2019 sto collaborando con diversi soggetti e dalla primavera avrò un impiego a tempo indeterminato nel privato. Ho impiegato qualche mese, ma evidentemente a volte fare le cose con onestà, impegno e competenza, fa acquisire credibilità a prescindere. Sto scrivendo anche un libro. L’ho appena iniziato».

Di cosa tratta?
«E’ quasi autobiografico. Si intitolerà “E adesso?” Somiglia all’opera che ha permesso a Francesco Piccolo, scrittore e sceneggiatore, di vincere il premio Strega nel 2014».

Quindi qual è, ora, il suo rapporto con la politica?
«A uno come me la passione e l’interesse per la politica, per la cosa pubblica, non scemerà mai. Io “parteggio” fin da ragazzo e non sono indifferente, come ricordava il grande Antonio Gramsci. O come dice Nanni Moretti nel suo nuovo film: io non sono mai stato e non sarò mai imparziale. E continuerò a comportarmi così. Viviamo un’epoca fin troppo superficiale. Non ci prendiamo più il tempo per riflettere e comprendere. Non sono e non sarò mai un nostalgico. Credo tuttavia che si possano trovare spazi piccoli e grandi in cui, pur rispettando la modernità, la velocità, la socializzazione immediata dei concetti, si riesca ad essere meno superficiali e a svolgere un ruolo culturale e politico, pur senza avere incarichi e ruoli nei partiti».

In effetti in tempi di social network, ove la discussione è fatta perlopiù di frasi lapidarie e concetti poco o per nulla argomentati, c’è invece la necessità di riflettere, di approfondire. E in tempi di forti contrapposizioni, anche di dialogare. Come sta faticosamente cercando di fare il «sabato sera»  dando sempre più spazio alle opinioni, ai commenti, alle argomentazioni dei lettori e di chi ha qualcosa da dire. (fu.an.)

Nella foto Marco Raccagna

«Buona settimana», prossimamente al via la nuova rubrica di Marco Raccagna su «sabato sera»

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