Cronaca

Cronaca 11 Maggio 2020

Dario Criserà fra letture sui social e video di ospiti su Facebook

Quello dei teatri chiusi non è solo un problema economico. Per molti attori il problema più grande è stare senza il proprio pubblico. È questo il rammarico più grande di Dario Criserà, attore nonché direttore artistico del teatro Jolly di Castel San Pietro Terme e della Sala del Suffragio di Medicina.

(…) L’attore, certamente sconfortato per il periodo difficile, non si è perso d’animo e ha pubblicato sui propri social alcuni «gesti», come li chiama lui, per i propri spettatori e abbonati, «un po’ per fare compagnia e un po’ per ricordar loro che il teatro esiste ancora, nonostante tutto».
In primis Criserà ha pubblicato un video per Medicina, città fortemente colpita dal virus e dalle restrizioni di sicurezza. «Ho voluto pubblicare il video di una prova di lettura registrata proprio al teatro di Medicina prima dello stop di inizio marzo come forma di vicinanza alla città».
Nei pensieri di Criserà ci sono poi state anche le scuole della direzione didattica e dell’istituto comprensivo di Castel San Pietro Terme, con le quali da anni l’attore collabora portando in scena i propri spettacoli nei matinée in palestra. «Siccome so usare bene la voce per le letture, per le scuole castellane ho letto la filastrocca di Roberto Piumini sul Coronavirus, dal titolo Che cos’è che vola in aria, ma anche una delle Storie al contrario dell’autrice Vivian Lamarque». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 30 aprile

Dario Criserà fra letture sui social e video di ospiti su Facebook
Cronaca 11 Maggio 2020

Le biblioteche imolesi riaprono per il prestito il 18 maggio

I servizi bibliotecari imolesi si stanno organizzando per riaprire al pubblico, sebbene in forma ridotta, a partire dal 18 maggio 2020.

Nelle sei strutture (Bim, Casa Piani e biblioteche decentrate del quartiere Zolino e delle frazioni di Ponticelli, Sasso Morelli e Sesto Imolese) verranno adottate tutte le misure previste dai protocolli di sicurezza che definiscono specifiche procedure sanitarie da mettere in campo per la sicurezza nei luoghi di lavoro e degli spazi aperti al pubblico, dotando i banconi del front office di paratie in policarbonato per la protezione delle postazioni al pubblico, di segnalazioni a pavimento per il distanziamento sociale, di mascherine per i dipendenti e di prodotti igienizzanti per gli utenti.

In questa prima fase, che prevede anche orari ridotti di apertura al pubblico, saranno attivati soltanto i servizi di prestito dei documenti e non saranno consentiti gli accessi agli spazi, agli scaffali e alle sale di studio. (r.cr.)

Le biblioteche imolesi riaprono per il prestito il 18 maggio
Cronaca 10 Maggio 2020

Coronavirus, un positivo emerso dai test sugli operatori. Check point all’ingresso delle Case della salute di Castello, Medicina e Vallata

Un nuovo caso segnalato oggi ad Imola. “Si tratta di persona completamente asintomatica,  la cui positività è emersa dallo screening in corso sugli operatori dei servizi essenziali” precisa la nota odierna dell’Azienda usl. In totale salgono così a 389 i casi positivi registrati sul territorio, il numero di quelli ancora “attivi” (contagiosi) sale di una unità e arriva a 72, mentre 279 sono i guariti. In ospedale rimangono 5 persone, “ma due di esse hanno già raggiunto la negativizzazione e saranno presto dimesse” precisano dall’Ausl, due però sono ancora in terapia intensiva. Nove gli ospiti in convalescenza in attesa di doppio tampone negativo all’Eurohotel.

Anche nel resto dell”Emilia Romagna prosegue la discesa dell”epidemia: oggi 121 casi in più, uno dei dati più bassi, portano il totale a 26.719 ma fanno da contraltare 420 nuovi guariti, che salgono in tutto a 15.491.

Novità domani per le Case della Salute del territorio, dove arriveranno i check point all’ingresso come nell’ospedale di Imola. Tutti, personale, accompagnatori e pazienti, dovranno passare il posto di controllo per verificare la temperatura, disinfettare le mani e indossare la mascherina. L’obiettivo è “tenere fuori il virus”, scongiurando i contagi troppo spesso avvenuti, purtroppo, proprio nelle strutture sanitarie. I check point saranno attivi da domani nelle Case della Salute di Castel San Pietro in viale Oriani e della Vallata del Santerno in via dell’VIII Centenario a Borgo Tossignano, da martedì 12 in quella di Medicina in via Saffi.

“I check point – informa la nota dell’Azienda usl – saranno attivati con la collaborazione delle Amministrazioni comunali e la preziosa attività dei volontari, che hanno costituito una risorsa fondamentale durante tutto il periodo dell”emergenza”.

A Castel San Pietro il check point sarà nell”atrio della portineria (ingresso dal parcheggio interno); dal lunedì al venerdì, dalle ore 7 alle 17.30 e il sabato dalle ore 7 alle 12. Sarà chiusa invece l”entrata storica in viale Oriani 1. I volontari indosseranno la divisa, i primi giorni saranno affiancati anche dal personale dell’Ausl e sarà presente una pattuglia della polizia locale. Particolare attenzione sarà dedicata soprattutto alle prime ore della mattina, quando si verifica il maggior numero di accessi per i prelievi del sangue (al momento sono ancora chiusi gli ambulatori dei medici di medicina generale).

Resta però ancora vietato l”accesso ai visitatori ai reparti dell’Osco, l’area della struttura castellana dedicata all’Ospedale di comunità che, dopo aver accolto nelle settimane più critiche dell’epidemia pazienti Covid, oramai è stato riconvertito ai pazienti no-covid. “Non diversamente da quanto accade nelle residenze per anziani del territorio – motivano dall’Ausl -, gli ospiti di questi reparti sono persone particolarmente fragili per età e patologie in essere ed è quindi essenziale mantenere altissima la guardia”. La scelta fatta all”inizio di marzo di “chiudere” agli esterni le strutture per anziani del circondario di Imola, private o pubbliche, ha contribuito non poco a far sì che nessun ospite, ad oggi, sia stato infettato dal Covid.

Ritornando ai check point, a Borgo sarà presso l”ingresso principale della Casa della salute; dal lunedì al sabato dalle ore 7.30 alle 13. Infine a Medicina il controllo sarà dalla portineria, mentre rimarranno chiusi entrambi gli ingressi laterali; sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle 17.30 e il sabato dalle ore 7 alle 12.

Come per l”ospedale, verrà consegnata una mascherina chirurgica a chi non l’ha già, ma verrà detto di togliere i guanti. L’Ausl ha precisato che, “in questa situazione, possono costituire un pericoloso veicolo di contagio”. Più indicato disinfettare spesso le mani con gli appositi dispenser di gel. Chi accede ai servizi non potrà essere accompagnato, se non nel caso di persone non autosufficienti o minori (solo gli utenti pediatrici potranno avere più di un accompagnatore). (r.cr.)

Nella foto la Casa della salute di Castel San Pietro

Coronavirus, un positivo emerso dai test sugli operatori. Check point all’ingresso delle Case della salute di Castello, Medicina e Vallata
Cronaca 10 Maggio 2020

Coronavirus, un imolese a Miami: “Risse nei supermercati per la carta igienica e spiagge chiuse”

Il totale dei contagi da Covid-19 negli Stati Uniti è salito a oltre 1 milione e 250 mila, i decessi sono più di 75.000. Gli Usa detengono, ad oggi, il triste record dei morti per l’epidemia da Coronavirus nel mondo, seguiti dal Regno Unito (30.000), Italia (29.958) e Spagna (26.000).

Questo il racconto di Simon Teame Chierici, insegnante di origine imolese, che vive a Miami Beach:  

Siamo in clausura dal 16 marzo e le aspettative cambiano di giorno in giorno. La circolare “safer at home” emanata dalle città della contea di Miami ha reso obbligatoria la chiusura di tutte le attività non necessarie e ha istituito il “coprifuoco”: non si può assolutamente uscire da mezzanotte alle 5 di mattina, a meno che non si tratti di consegne a domicilio o di lavoratori che tornano a casa dai ristoranti ancora aperti per il “take out”. Comunque, non ci sarebbe nessuno in giro, visto che quasi tutti i turisti sono scappati.

I supermercati sono stati presi d’assalto il primo giorno e a parte i prodotti ovvi come disinfettanti, saponi, salviette umidificate, il prodotto che ha scatenato più risse è stata la carta igienica. Risse vere, con l’intervento degli addetti alla sicurezza. Per la carta igienica. Anche la mitica Cnn ha dedicato un servizio sulla stranezza della cosa e sul fatto che ancora dopo tre settimane ci sia scarsezza nei supermercati. Gli americani, nella loro beata ignoranza, non hanno ancora capito l’uso millenario del bidet. Il solerte giornalista, però, ha spiegato il mistero quantico con la logica della… logistica. In pratica, essendo un prodotto voluminoso e ingombrante ma non essendoci margini di guadagno elevato, si tende a tenerne lo stoccaggio al minimo indispensabile. Chi l’avrebbe mai detto.

Prima uscivo di casa verso le 6.30, adesso rimango seduto al mio tavolo e aspetto che si faccia l’ora per attivare il collegamento con i miei studenti. La mia routine non è cambiata di molto e non so ancora se mi piace quella nuova o preferisco il precedente vecchio tran tran. Di certo bisogna abituarsi e «prenderci le misure». L’impressione è che il telelavoro sia più pratico, ma allo stesso tempo dreni molte più energie, sia fisiche che mentali.  

Intorno a me e più in generale in America la situazione è allarmante. Il nuovo Convention Center di Miami appena inaugurato si pensa di trasformarlo in una struttura temporanea per accogliere la prossima ondata di ricoveri. In base alle recenti statistiche la Florida, e in particolare la zona di Miami, è previsto diventerà un focolaio del virus. Gli studi dicono che i numeri raddoppiano ogni tre giorni per cui sembra proprio il caso di prendere le necessarie precauzioni.

Nonostante il fatto che il primo caso di contagio in America sia stato registrato il 20 gennaio, mesi dopo, quasi per incanto, scopriamo di non essere preparati. Si è visto nel resto del mondo la capacità distruttiva del virus ma si è voluto far finta di niente.  

Il racconto completo è stato pubblicato sul “sabato sera” del 23 aprile.  

Nella foto la famosa spiaggia di Miami Beach chiusa per l’epidemia da Covid19

Coronavirus, un imolese a Miami: “Risse nei supermercati per la carta igienica e spiagge chiuse”
Cronaca 9 Maggio 2020

Coronavirus, a Imola solo 70 casi attivi. Venturi: “Fase finale dell’epidemia, ma dovremo convivere col virus. Consiglio le mascherine nei luoghi pubblici anche all’aperto”

Anche oggi si conferma il trend positivo per il circondario di Imola: zero nuovi casi di Coronavirus e 5 guariti (2 a Medicina, 3 ad Imola). Restano fermi così a 388 i casi refertati dall’Azienda usl dall’inizio dell’epidemia. I casi attivi scendono quindi a 71 e i guariti totali salgono a 279; nessuna variazione neppure tra i decessi che sono ad oggi 38.Ulteriore calo dei ricoverati a Imola positivi al Covid, in tutto 5 di cui 2 in terapia intensiva; 9 sono gli ospiti in convalescenza in attesa dei tamponi negativi all’Eurohotel.  

“Siamo nella fase finale della curva epidemica, finché ci saranno nuovi casi saremo insoddisfatti, ma rispetto alla situazione di qualche tempo fa non c’è paragone” ha commentato Sergio Venturi nella sua diretta di poco fa su facebook, l’ultima da commissario regionale all’Emergenza.  

Anche nel resto dell’Emilia Romagna i numeri sono confortanti. Dall’inizio dell’epidemia si sono registrati 26.719 casi, oggi sono 121 in più rispetto a ieri. “Stiamo trovando qualche positivo asintomatico tra i dipendenti del servizio sanitario e delle forze dell’ordine sottoposti a test sierologico, siamo stata la prima regione a completare il primo giro tra tutti i dipendenti del servizio sanitario, sociosanitario e gli ospiti delle cra e ora partiremo per il secondo giro sul personale”. 

Le nuove guarigioni registrate oggi in regione sono 420 (15.491 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi a ogg, passando dai 7.730 registrati ieri agli odierni 7.401. Per un differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 8.090, fra i più alti nel Paese. I nuovi decessi riguardano 16 uomini e 14 donne, complessivamente sono arrivati a 3.827. “Oggi abbiamo anche 30 decessi, già da qualche giorno siamo attorno a questa cifra, mi sarebbe piaciuto arrivare alla giornata senza morti, accadrà in futuro” ha aggiunto Venturi.  

Da domani toccherà all’assessore alla Sanità regionale Raffaele Donini (che all’inizio della crisi si è ammalato ed ha superato anch’egli il Covid-19) occuparsi di ciò comporterà gestire il virus in futuro. “Gli consegno il testimone in una situazione diversa, difficile ma positivamente nuova dell’epidemia, una fase endemica in cui dovremo imparare tutti a convivere con questo virus non dovremo farci spaventare da qualche piccolo episodio e neppure eccitare troppo quando i numeri caleranno – ha concluso Venti dopo aver ringraziato tutti coloro che si sono spesi in questi mesi di epidemia -. Le parole chiave sono responsabilità e rispetto per non far ricrescere l’epidemia senza bisogno di obblighi, facciamo vedere che sappiamo fare le cose giuste, la mascherina non è obbligatoria all’aperto e probabilmente non lo sarà mai mai io consiglio tutti ad usarla sia nei luoghi poubblici al chiuso che nei luoghi pubblici all’aperto, una protezione per noi e gli chi incontriamo”. (l.a.)

Coronavirus, a Imola solo 70 casi attivi. Venturi: “Fase finale dell’epidemia, ma dovremo convivere col virus. Consiglio le mascherine nei luoghi pubblici anche all’aperto”
Cronaca 9 Maggio 2020

Incendio a Borgo Tossignano, abitazione distrutta dalle fiamme

Un pericoloso incendio è divampato oggi pomeriggio, poco dopo l’una, nel Comune di Borgo Tossignano, nella frazione di Tossignano.

Il rogo, per cause ancora da accertare, è divampato in un’abitazione situata all’interno del bosco, costruita parte in cemento e parte in legno, che, a causa delle fiamme sprigionate, è andata letteralmente distrutta. Sul posto, per cercare di spegnere al più presto l’incendio e mettere in sicurezza lo scenario, sono intervenuti i vigili del fuoco di Fontanelice, Imola e Casola Valsenio, oltre ad un elicottero Drago da Bologna. Presenti, oltre a i carabinieri, anche i sanitari del 118 con un’ambulanza. Fortunatamente, a quanto risulta dalle prime informazioni, le fiamme non sono andate oltre il cortile di pertinenza della casa e le due persone che si trovavano in quel momento nell’area, un uomo e la sua compagna, non hanno riportato ferite e non sono rimaste intossicate. I pompieri sono riusciti a trarre in salvo anche il cane della coppia.

Nel frattempo, per evitare rischi e facilitare le operazioni di soccorso, è stata chiusa la strada attigua. L’intervento dei caschi rossi è tuttora in corso. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell’incendio

Incendio a Borgo Tossignano, abitazione distrutta dalle fiamme
Cronaca 9 Maggio 2020

Oltre 40 disegni fatti dai bambini della materna di Bubano per dire grazie agli «eroi» dell'emergenza Covid-19

Ci sono occasioni in cui le parole da sole non sono sufficienti per esprimere i sentimenti che proviamo. Ancora di più quando vogliamo ringraziare qualcuno che si sta impegnando per salvare la vita a noi e alle persone che ci sono più vicine, come sta succedendo durante l’emergenza Coronavirus. A questa «mancanza», i bambini e le maestre della scuola dell’infanzia paritaria Sacra famiglia di Bubano hanno risposto con i disegni. E gli oltre quaranta lavori prodotti sono stati raccolti ne «Il libro del Grazie», che la scuola ha deciso di consegnare a delle persone molto speciali.

Ma andiamo con ordine: «C’era una volta un Paese lungo la Selice, costruito su una terra molto buona – comincia la storia –. Infatti, con essa si potevano fabbricare mattoni, tegole, piastrelle. La vita scorreva tranquilla quando un giorno, durante un inverno, all’improvviso arrivò un “mostriciattolo cattivo cattivo” che si appiccicava alle persone e le faceva anche morire. Però arrivarono subito in quel paese piccoli elfi che, essendo tanto numerosi, riuscirono a combattere e ad annientare il mostriciattolo». «L’idea è nata come gesto di riconoscenza nei confronti delle persone che stanno lavorando per rendere migliore questo momento così brutto e negativo – spiega Carmen Falconi, direttrice della scuola –. Ci sembrava giusto ringraziare i bubanesi e i mordanesi che nelle situazioni più diverse si sono presi cura di tutti noi e hanno alleviato le nostre sofferenze». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 maggio

Nella foto, le infermiere di Villa Azzurra con il libro

Oltre 40 disegni fatti dai bambini della materna di Bubano per dire grazie agli «eroi» dell'emergenza Covid-19
Cronaca 9 Maggio 2020

Il contributo di Bacchilega Junior per il «Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi». IL VIDEO

Il 9 maggio si celebra, come ogni anno, il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi. Bacchilega Junior, editore cooperativo imolese, dà il suo contributo con un video di presentazione del libro per ragazzi “Davanti a quel muro”, recentemente pubblicato a firma dell’autrice Maria Beatrice Masella e con le illustrazioni di Claudia Conti.

Nell’anno del quarantesimo anniversario della Strage di Bologna, che il 2 agosto 1980 ha squarciato il muro della stazione centrale e ottantacinque vite, l’editore imolese, attento alla qualità dei libri per bambini in termini di prodotto e contenuti, racconta attraverso le parole della Masella la storia di un adolescente di oggi e del suo rapporto con quella stazione, quello squarcio nel muro, quella lapide… Un libro sulla memoria storica ma anche sulla memoria tangibile che non solo va ricordata ma che pone le basi per una migliore società moderna.

Il libro vanta la collaborazione dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, di cui Paolo Lambertini ha firmato una preziosa postfazione. È la storia di Ernesto, quindicenne in crisi con la scuola e innamorato di Ginni, la compagna con i capelli blu. L’istituto che Ernesto frequenta si trova vicino alla stazione di Bologna, luogo dove trascorre quasi tanto tempo quanto in classe, visto che ci va ogni volta che fa “fuga da scuola”. Un giorno, nei pressi della sala d’attesa, incontra uno strano ragazzo che gli chiede se lui le conosceva, quelle persone scritte sul muro. Ernesto, infastidito, se ne va senza rispondere, poi ci ripensa. “Alla fine mi fermo e mi rispondo da solo: certo che so di chi sono quei nomi scritti sul muro. Insomma, non li conosco ma so chi sono. Tutti in questa città lo sanno, anche i bambini: sono le persone morte per l’esplosione di una bomba. Tanti anni fa, molto prima che io nascessi, una bomba esplose in questa stazione, proprio dove sto camminando io: la stazione di Bologna”. Tutto qui? Cosa è successo davvero il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna? E perché quello strano ragazzo, con un fumetto di Ken Parker sotto il braccio, afferma di venire dagli anni Ottanta? Per Ernesto quell’incontro sarà sconvolgente quanto la storia che sta per scoprire. E la memoria, per lui, assumerà un significato nuovo e inaspettato.

Il prezzo di copertina del volume, disponibile nelle librerie e negli store digitali è di 12 euro. (da.be.)

Il contributo di Bacchilega Junior per il «Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi». IL VIDEO
Cronaca 9 Maggio 2020

Il contributo di Bacchilega Junior per il «Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi». IL VIDEO

Il 9 maggio si celebra, come ogni anno, il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi. Bacchilega Junior, editore cooperativo imolese, dà il suo contributo con un video di presentazione del libro per ragazzi “Davanti a quel muro”, recentemente pubblicato a firma dell’autrice Maria Beatrice Masella e con le illustrazioni di Claudia Conti.

Nell’anno del quarantesimo anniversario della Strage di Bologna, che il 2 agosto 1980 ha squarciato il muro della stazione centrale e ottantacinque vite, l’editore imolese, attento alla qualità dei libri per bambini in termini di prodotto e contenuti, racconta attraverso le parole della Masella la storia di un adolescente di oggi e del suo rapporto con quella stazione, quello squarcio nel muro, quella lapide… Un libro sulla memoria storica ma anche sulla memoria tangibile che non solo va ricordata ma che pone le basi per una migliore società moderna.

Il libro vanta la collaborazione dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, di cui Paolo Lambertini ha firmato una preziosa postfazione. È la storia di Ernesto, quindicenne in crisi con la scuola e innamorato di Ginni, la compagna con i capelli blu. L’istituto che Ernesto frequenta si trova vicino alla stazione di Bologna, luogo dove trascorre quasi tanto tempo quanto in classe, visto che ci va ogni volta che fa “fuga da scuola”. Un giorno, nei pressi della sala d’attesa, incontra uno strano ragazzo che gli chiede se lui le conosceva, quelle persone scritte sul muro. Ernesto, infastidito, se ne va senza rispondere, poi ci ripensa. “Alla fine mi fermo e mi rispondo da solo: certo che so di chi sono quei nomi scritti sul muro. Insomma, non li conosco ma so chi sono. Tutti in questa città lo sanno, anche i bambini: sono le persone morte per l’esplosione di una bomba. Tanti anni fa, molto prima che io nascessi, una bomba esplose in questa stazione, proprio dove sto camminando io: la stazione di Bologna”. Tutto qui? Cosa è successo davvero il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna? E perché quello strano ragazzo, con un fumetto di Ken Parker sotto il braccio, afferma di venire dagli anni Ottanta? Per Ernesto quell’incontro sarà sconvolgente quanto la storia che sta per scoprire. E la memoria, per lui, assumerà un significato nuovo e inaspettato.

Il prezzo di copertina del volume, disponibile nelle librerie e negli store digitali è di 12 euro. (da.be.)

Il contributo di Bacchilega Junior per il «Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi». IL VIDEO
Cronaca 8 Maggio 2020

Coronavirus, continua il buon andamento a Imola. Venturi: “Focolaio nell’ospedale di Budrio, ma già spento”

Continua il buon andamento dei dati per il circondario di Imola a cinque giorni dall’inizio della fase 2 dell’emergenza Covid-19. Oggi si registrano 4 nuovi guariti (2 a Medicina, 1 a Imola, 1 a Dozza) e nessun nuovo caso positivo. I casi attivi, ossia ancora positivi e contagiosi, scendono così a 76 (16 a Medicina, 37 a Imola, 3 a Castel San Pietro, 4 a Castel Guelfo, 2 a Mordano, 1 a Borgo Tossignano, 13 residenti fuori dal circondario). Invece sono 274 i guariti (131 a Medicina, 95 a Imola, 28 a Castel San Pietro, 6 a Dozza, 4 a Mordano, 3 a Borgo Tossignano, 3 a Casalfiumanese, 3 a Castel Guelfo, 1 fuori dal circondario).

Sono in totale 388 i casi refertati dalla nostra Ausl dall”avvio della pandemia, cioè 220 maschi e 168 femmine; 24 con 85 e più anni, 70 tra i 75 e gli 84 anni, 81 tra 65 e i 74 anni, 205 tra 14 e 64 anni (e più precisamente 58 nella classe d’età 14-39 e 147 tra i 40 e i 64) e 8 al di sotto dei 14 anni. Per raggiungere il totale vanno ricordati i 38 i decessi (28 a Medicina, 5 a Imola, 3 a Castel San Pietro Terme, 1 a Dozza, 1 residente fuori dal circondario). In calo i ricoverati nelle aree Covid, che oggi sono 7 (di cui 2 in terapia intensiva), e 9 gli ospiti convalescenti o asintomatici, in attesa di un doppio tampone negativo all’Eurohotel. Le persone messe in terapia domiciliare dalle Usca sono 312 dall’avvio del protocollo. Questi i dati del bollettino odierno dell’Azienda usl di Imola. 

Anche nel resto della regione i numeri sono più che positivi: 26.598 i casi in Emilia Romagna dall”inizio dell’epidemia, i nuovi oggi sono 111 mentre i guariti ben 361, che portano il totale a 15.071. Continuano quindi a scendere i casi attivi che sono 7.730. Purtroppo si registrano anche decessi, 31 oggi, che portano il totale a 3.797.

“Avrei voluto raccontare almeno una giornata senza morti. E’ in riduzione, siamo a dieci in meno dei giorni scorsi, ma sempre troppo lentamente” ha commentato poco fa il commissario regionale Sergio Venturi in quella che è la sua penultima diretta facebook, prima di lasciare l’incarico. 

“Siamo a quasi contagi zero e potremo fare un salto di gioia quando arriveremo a 30-40 nuovi casi al giorno. Soprattutto abbiamo già un ampio margine rispetto agli indicatori che prevede il ministero della Salute, il famoso Rt che deve essere largamente inferiore a 1 per essere tranquilli. In questa regione ci siamo, provincia più provincia meno”. 

Questo non toglie che il rischio è ancora alto e non si può abbassare la guardia. Nei giorni scorsi è scoppiato un focolaio nell’ospedale di Budrio, una struttura che fa capo all’Azienda usl di Bologna e che doveva accogliere solo pazienti noCovid. Eppure “abbiamo avuto 14 casi positivi tra i degenti e gli operatori (almeno uno è residente nel nostro circondario). I degenti sono già stati trasferiti – ha detto il commissario – e il focolaio è stato spento”. Uno dei ricoverati, però, è morto.

La raccomandazione a “tutti coloro che entrano in un ospedale è di trattarlo come la cosa più preziosa che abbiamo”. E stare attenti “perchè questa infezione si propaga anche con gli asintomatici per questo dobbiamo proteggerci reciprocamente con i presidi di protezione individuale”.

Come? “Utilizzando le mascherine tutte le volte che dobbiamo incontrare altre persone, anche per strada, dove non c’è l’obbligo. Portare la mascherina significa abbattere la carica virale di almeno il 90%. Se andiamo a correre o in bicicletta è sufficiente mantenere la distanza”.(l.a.)

Nella foto chek-point per il controllo di temperatura, mascherine e disinfezione delle mani di tutti (visitatori, personale e pazienti) all”ingresso dell”ospedale nuovo di Imola e il commissario Venturi

Coronavirus, continua il buon andamento a Imola. Venturi: “Focolaio nell’ospedale di Budrio, ma già spento”

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