Cronaca

Cronaca 8 Maggio 2020

La società Crif Spa realizzerà il nuovo parcheggio a servizio della frazione di Varignana

Qualcosa si muove per la realizzazione del nuovo parcheggio a servizio della frazione di Varignana. Nel consiglio comunale del 14 aprile, infatti, è stata approvata una modifica alla convenzione la quale prevede che la sua progettazione e realizzazione sarà effettuata da Crif Spa, colosso dei servizi informativi bancari che controlla anche il resort di lusso Palazzo di Varignana, che nella frazione sulle colline castellane realizzerà un ampliamento del Campus o centro direzionale e un nuovo stabile di servizio per l’hotel. In sostanza, Crif si impegna a progettare e realizzare il nuovo parcheggio a fianco del cimitero a scomputo oneri.

«È previsto un contributo straordinario di circa 500 mila euro, dei quali 200 mila verranno utilizzati direttamente da Crif per la nuova area di sosta – dettaglia il sindaco castellano, Fausto Tinti –. Si tratta di una modifica non sostanziale alla convenzione già approvata da tempo con l’azienda, un atto politico importante, che ci consentirà di dare una risposta a un territorio». In effetti, in passato il viavai di camion per le strette viuzze collinari aveva generato più di un malumore tra i residenti della zona, sebbene, va detto, gli investimenti di Crif-Palazzo di Varignana hanno portato in dote anche il potenziamento delle reti gas e acquedotto a servizio di tutta la frazione. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 maggio

La società Crif Spa realizzerà il nuovo parcheggio a servizio della frazione di Varignana
Cronaca 7 Maggio 2020

L’imolese Stefania Bartolini tra i partecipanti dei «Soliti Ignoti» su Rai 1

Un po’ di Imola questa sera su Rai 1. Tra i partecipanti del gioco Soliti Ignoti condotto da Amadeus, infatti, era presente anche l’imolese Stefania Bartolini, la cui identità di titolare di un’azienda di trasporti doveva essere indovinata dalla concorrente in studio. 

Stefania Bartolini è nota in città anche per aver vinto l’undicesima edizione del premio Sabo Rosa fregiandosi così del titolo di «camionista dell’anno 2020».

Per la cronaca la concorrente del gioco ha invece scambiato Stefania Bartolini per una addestratrice di animali attori e nel finale non ha individuato nemmeno il parente misterioso. (da.be.)

Nella foto: Stefania Bartolini questa sera su Rai 1

L’imolese Stefania Bartolini tra i partecipanti dei «Soliti Ignoti» su Rai 1
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, via libera ai test sierologici per aziende e cittadini. Procedure e laboratori autorizzati

La Regione spinge sull’acceleratore per quanto riguarda i test sierologici “privati” per la ricerca degli anticorpi al Covid-19. E lo fa su due versanti: quello del mondo produttivo, con un deciso taglio agli adempimenti burocratici. E quello dei cittadini, che da martedì 12 potranno decidere di effettuare in sicurezza il test presso i laboratori autorizzati dalla Regione, presentando la prescrizione del medico di fiducia. Come annunciato, quindi, la delibera della Giunta regionale relativa alla disciplina dei test sierologici validati è stata aggiornata e integrata.

Dalla prossima settimana, per quanto riguarda le imprese – sia quelle che hanno già fatto la richiesta, sia quelle che non l’hanno ancora fatto – potranno dare il via allo screening dei propri lavoratori con una semplice autocertificazione, nella quale deve essere indicato il laboratorio scelto.

Per i cittadini che vogliono fare il test, invece, “il primo passo è telefonare al proprio medico” informano dalla Regione con una nota. Se il medico di famiglia “riterrà appropriata la richiesta, redigerà una ricetta bianca, che potrà anche essere inviata in foto sullo smartphone del paziente”. Con la ricetta ci si potrà recare presso uno dei laboratori autorizzati per il prelievo. “Una volta ricevuto l’esito, va comunicato al proprio medico” continua la nota della Regione. Perché sia chiaro, “se il test risulterà positivo agli anticorpi, il paziente verrà sottoposto a regime di quarantena a domicilio, informata l’Ausl di competenza, che procederà all’esecuzione del tampone naso-faringeo, per avere la conferma della malattia”. Quindi nel caso di positività la persona sarà presa in carico automaticamente e immediatamente dalla propria Azienda usl.

Al momento sono 25 i laboratori di analisi privati autorizzati dalla Regione per poter processare i test sierologi convalidati. Ma il loro numero è destinato a crescere nei prossimi giorni.

I due laboratori più vicini al circondario imolese sono quello della Fondazione Iret Onlus a Ozzano Emilia e il Synlab Med Srl a Faenza. La lista completa dei laboratori privati autorizzati e l’elenco dei test sierologici convalidati (in corso di aggiornamento) è in questa pagina del sito regionale. (r.cr.)

Coronavirus, via libera ai test sierologici per aziende e cittadini. Procedure e laboratori autorizzati
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, 1 nuovo caso a Medicina, solo 80 ancora positivi nell’imolese. Venturi: “Ormai pochissimi casi sintomatici in regione”

Nella giornata di oggi si registrano 2 nuovi guariti a Imola e 1 nuovo positivo a Medicina. Quest’ultimo è “un operatore dei servizi essenziali in isolamento domiciliare” precisano dall’Ausl nel bollettino sanitario odierno.

Nel circondario di Imola ci sono solo 80 casi ancora attivi di Covid-19, cioè ancora positivi sul totale dei 388 complessivi refertati dall’Azienda sanitaria dall’inizio della malattia, e sono 18 a Medicina, 38 a Imola, 3 a Castel San Pietro, 4 a Castel Guelfo, 2 a Mordano, 1 a Dozza, 1 a Borgo Tossignano, 13 fuori dal circondario. Dalle 8 di ieri alle 8 di stamattina sono 6 i ricoveri di Pronto soccorso correlati al Covid (in attesa di tamponi) e 10 i ricoverati (4 in terapia intensiva), 10 sono gli ospiti in convalescenza in attesa di “negativizzarsi” all’Eurohotel. 

Poi ci sono i 270 guariti (certificati dal doppio tampone negativo), cioè 129 a Medicina, 94 a Imola, 28 a Castel San Pietro, 5 a Dozza, 4 a Mordano, 3 a Borgo Tossignano, 3 a Casalfiumanese, 3 a Castel Guelfo, 1 fuori dal circondario) e 38 i decessi (28 a Medicina, 5 a Imola, 3 a Castel San Pietro, 1 a Dozza, 1 residente fuori dal circondario).

“Sono tre giorni che ruotiamo attorno ai 100 casi in più in tutta la regione – ha precisato Sergio Venturi commissario regionale all’Emergenza Coronavirus -. La gran parte dei casi positivi che si trovano – ha precisato Venturi – è tra gli operatori che hanno fatto il test sierologico e poi il tampone e sono stati trovati positivi oppure tra i congiunti di casi positivi. Per questo suggerisco sempre di andare negli hotel covid. Non ci sono casi sintomatici in regione se non nelle case o nelle case protette a seguito di test e tamponi fatti a tutti gli ospiti. Gli altri sintomatici si contano sulle dita delle. L’epidemia è completamente controllata e nei prossimi giorni spero andremo ad una crescita a due cifre e poi a una cifra sola e potremo dire per ora vinta questa battaglia”. 

Nel dettaglio statistico, dei 388 casi totali refertati ad oggi nel circondario di Imola ci sono 220 maschi e 168 femmine; 24 con 85 e più anni, 70 tra i 75 e gli 84 anni, 81 tra 65 e i 74 anni, 205 tra 14 e 64 anni (e più precisamente 58 nella classe d’età 14-39 e 147 tra i 40 e i 64) e 8 al di sotto dei 14 anni. 

In regione i nuovi casi positivi oggi sono 108 che portano il totale a 26.487, mente 459 sono i nuovi guariti, che salgono in tutto a 14.710. Purtroppo, si registrano anche 29 nuovi decessi: 14 uomini e 15 donne; complessivamente, in Emilia Romagna sono arrivati a 3.766. 

“Ieri per la prima volta in Italia i guariti hanno superato i casi attivi, ma in Emilia Romagna è così da un bel po’ di giorni e oggi lo consolidiamo” ha aggiunto il commissario ormai dimissionario (sabato lascerà l’incarico) ricordando che “non sarà mai nulla come era prima negli ospedali, per chi dovrà operarsi, per i visitatori, per chi deve fare controlli, per garantire la sicurezza si stanno attrezzando. Mi auguro pio che l’estate e il caldo diano una mano per la ritirata di questo virus come accade per gli altri coronavirus e, nel caso, l’auspicio di tutti è che non ritorni ma ora sappiamo che dobbiamo essere preparati”.

Nel frattempo “nella fase di convivenza dovremo avere le accortezze di stare lontano, evitare abbracci, lavarsi le mani e portare la mascherina anche dove non è obbligatorio” è l’avvertenza di Venturi. “Ma occorre anche avere fiducia dovremo in qualche modo ritornare nelle attività commerciali, acquistare per le nostre industrie e questo potrà cominciare quando potremo avere la certezza di una malattia che ci stiamo lasciando alle spalle. Tutto non tornerà come prima ma con un equilibrio nuovo”. (l.a.)

Nella foto Sergio Venturi e l”incidenza nei territori dell”Emilia Romagna

Coronavirus, 1 nuovo caso a Medicina, solo 80 ancora positivi nell’imolese. Venturi: “Ormai pochissimi casi sintomatici in regione”
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio

Questa mattina Governo e Cei (Conferenza Episcopale Italiana) hanno siglato un protocollo che, dal 18 maggio, permetterà la ripresa delle celebrazioni con i fedeli, purché in condizioni di massima sicurezza per la comunità. «Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il premier Conte – indicano le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche avvenga nella maniera più sicura per la salute pubblica e per la tutela protezione dei fedeli. Ringrazio la Cei per il sostegno morale e materiale che sta offrendo alla collettività nazionale in questo momento così difficile per il Paese».

Tra i vari punti presenti nel protocollo, ad esempio, la distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e l’obbligo per coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche di indossare le mascherine. Inoltre agli ingressi devono essere disponibili liquidi igienizzanti. Vietati i cori, si continui ad omettere lo scambio del segno della pace e la distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante abbia curato l’igiene delle mani e indossato mascherina e guanti monouso. Le eventuali offerte non siano raccolte durante Ia celebraziorre, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo. Infine, dove possibile, può essere valutata l’ipotesi di celebrazioni all’aperto e allo stesso tempo favorire comunque le celebrazioni in streaming per chi non può essere presente. (da.be.)

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

Nella foto: Messa celebrata in streaming dal vescovo di Imola Giovanni Mosciatti

Coronavirus, firmato protocollo tra Governo e Cei. Messe aperte ai fedeli dal 18 maggio
Cronaca 7 Maggio 2020

La storia del medicinese Simone Filippone, operatore del 118 in convalescenza da Covid-19

Tra le tante storie da raccontare in questo periodo difficile, merita sicuramente spazio quella del medicinese Simone Filippone. A novembre festeggerà 40 anni, fino a poco più di 12 mesi fa era un autista soccorritore del 118 per l’Ausl di Imola, prima di trasferirsi all’Ausl di Bologna, assegnato all’ospedale di Budrio. Sin dalle prime fasi dell’epidemia si è trovato a contatto con molti malati di Covid, riuscendo comunque ad esercitare il proprio mestiere in sicurezza. Ma il virus l’ha colpito ugualmente. E Simone è stato costretto a «separarsi» dai propri familiari per essere ospitato dall’Eurohotel, la struttura adibita appositamente per accogliere persone dimesse dall’ospedale in convalescenza oppure che devono rispettare l’isolamento dopo l’accertamento della malattia per evitare di contagiare i propri familiari. «Mia moglie Simona, che sta studiando da operatrice socio-sanitaria (oss), è stata assunta in una Rsa. Probabilmente è entrata in contatto con un paziente Covid asintomatico e si è ammalata. Il 12 aprile è risultata positiva al tampone, ha avuto anche delle grosse difficoltà respiratorie, ma grazie alle terapie che ci hanno portato con l’équipe Usca nel giro di un paio di giorni stava già molto meglio. Ovviamente abbiamo cercato di mantenere il distanziamento a casa, per quanto possibile. Per fortuna i nostri figli, Christian di 13 anni e Annalisa di 4, stavano già dai nonni perchè i turni dei nostri lavori erano un po’ complicati».

Nonostante il distanziamento, però, anche tu sei stato contagiato.

«Purtroppo sì. Ho avuto i primi sintomi sabato 18 aprile, mentre ero a lavoro: non sentivo più odori e sapori, così ho fatto il tampone e sono risultato positivo. Per fortuna, nel mio caso, non ho avuto particolari sintomi, solo un po’ di debolezza, mai la febbre. La pericolosità di questo virus è proprio questa: se non avessi effettuato il tampone, potevo tranquillamente andare in giro in mezzo alla gente, contagian- do qualcuno». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 7 maggio.

Nella foto: Simone Filippone e la moglie Simona prima dell’emergenza Coronavirus

La storia del medicinese Simone Filippone, operatore del 118 in convalescenza da Covid-19
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, anche a Castello la distribuzione ai cittadini del secondo lotto di mascherine

Dopo Imola, anche Castel San Pietro, si è organizzata per la distribuzione alla popolazione del secondo lotto delle 10 mila mascherine di tipo chirurgico inviate dalla Regione Emilia-Romagna.  La consegna, dopo la prima avvenuta il 10 aprile e 11 aprile scorso, è organizzata ed eseguita dal Centro Operativo Comunale (Coc) di Castel San Pietro Terme, basandosi sulle linee guida regionali.  

In seguito all’impegno, preso con l’Ordine del Giorno approvato nell’ultimo Consiglio Comunale, di dare priorità alle fasce più fragili della popolazione, nei giorni scorsi i volontari del Coc hanno già consegnato a domicilio le mascherine a circa 3200 nuclei familiari in cui sono presenti disabili o anziani (su un totale di 9500 nuclei residenti nel territorio comunale), e nel corso della giornata di sabato 9 maggio si effettuerà la distribuzione delle mascherine alle famiglie rimanenti in diversi punti della città e delle frazioni. Come ad aprile, le mascherine sono state confezionate in buste contenenti 2 mascherine ciascuna, ma, mentre allora l’operazione era stata eseguita manualmente dai volontari, questa volta la ditta Robopac si è offerta di farlo gratuitamente con i propri macchinari. Sabato 9, quindi, quattro squadre itineranti composte da volontari delle associazioni carabinieri (Anc), Alpini (Ana) e scout in divisa effettueranno la distribuzione recandosi nei punti di consegna previsti sul territorio comunale (questa volta i punti di distribuzione sono in tutto 21, mentre ad aprile erano 35) e negli orari indicati, secondo un preciso piano definito dal Coc. Luoghi e orari sono pubblicati nel sito web e nella pagina Facebook del Comune.

In ogni punto di distribuzione si potranno recare solo i cittadini residenti nelle vie indicate nel piano. Si formerà una fila con distanza superiore a 1,5 metri tra le persone. Sarà ammessa una sola persona per ogni nucleo familiare, alla quale sarà consegnata una busta contenente due mascherine. Infine, non è stata comunicata con anticipo la consegna di mascherine a domicilio effettuata in questi giorni alle famiglie con persone in condizioni di fragilità, per ridurre il più possibile eventuali truffe ai danni degli anziani. Nonostante questo, purtroppo, si sono verificati episodici furti delle confezioni di mascherine che erano state lasciate nelle buchette della posta delle abitazioni. (da.be.)

Coronavirus, anche a Castello la distribuzione ai cittadini del secondo lotto di mascherine
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza

Dopo tanti sforzi e sacrifici, finalmente una buona notizia per il personale dell’Ausl di Imola impegnato ormai da mesi nell’emergenza Coronavirus. «Un grande accordo per dei grandi professionisti» si legge nel testo sottoscritto oggi tra i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e la stessa Ausl di Imola per premiare tutto il personale dell”azienda che ha garantito alla popolazione del circondario imolese una risposta eccellente all”emergenza Covid-19.

Gli incentivi andranno in busta paga a maggio e saranno modulati per impegno e collocazione organizzativa, anche in riferimento al profilo di inquadramento. La valorizzazione delle professioni sanitarie è infatti uno degli elementi base dell”accordo, insieme al riconoscimento del disagio derivante dall”aver lavorato nei reparti Covid, dove lavorare è veramente complesso sia dal punto di vista fisico che psicologico. In ogni caso, gli incentivi andranno a tutti quelli che hanno lavorato, nessuno escluso perché uno dei veri valori nella risposta alla crisi Covis è stata la grande disponibilità e la grande capacità di integrazione da parte di tutti. Incentivi che saranno presenti anche il prossimo mese: nella busta paga di giugno infatti arriveranno anche gli incentivi per le guide di tirocinio delle professioni sanitarie, oltre che alle risorse per la produttività a saldo dell”anno 2020. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): medici e infermieri escono dal pronto soccorso dell’ospedale di Imola

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza
Cronaca 7 Maggio 2020

Al Piratello riesumate salme senza avvisare i parenti, il Comune chiarisce dopo le accuse della Lega

Botta e risposta tra Lega e Comune di Imola in merito all”operazione di traslazione di salme avvenuta nei giorni scorsi nell”area Gran Campo, lato ovest del cimitero del Piratello, senza aver precedentemente avvisato i parenti. Ad innescare la miccia della polemica è stato Marco Casalini, segretario della Lega imolese, che in un comunicato stampa ha attaccato il Comune per quanto accaduto. «Molti visitatori, che dopo molti mesi non riuscivano a incontrare i propri morti ospiti al Piratello, si sono trovati davanti ad una brutta sorpresa – scrive Casalini -. Molti loculi erano infatti aperti e senza salme che, si è scoperto in un secondo momento, sono state spostate per motivi di sicurezza. Centinaia le salme riesumate senza avvisare i parenti». 

A Casalini risponde l”Amministrazione con una nota nella quale si precisa che la decisione è scaturita dalla relazione tecnica di Area Blu dalla quale emergeva l”aggravamento del dissesto di quella zona del camposanto. «La prima ordinanza è stata adottata dal Commissario in forma contingibile e urgente, a seguito di un sopralluogo anche degli uffici tecnici del Comune – spiegano dal municipio – poiché il cedimento strutturale avrebbe potuto danneggiare le persone in visita al cimitero o gli addetti alla manutenzione ed avrebbe potuto provocare il crollo delle strutture di separazione tra i diversi spazi della struttura». Due i rischi dunque da scongiurare: quello strutturale per l”immobile e quello di compromettere l”integrità delle salme e dei resti mortali.

Questo il motivo che ha spinto a interdire la zona al pubblico e a procedere subito alla traslazione delle salme. «Tenuto conto dell”urgenza di provvedere, Area Blu è stata incaricata di porre avvisi presso i cimiteri e sul sito internet – prosegue il comunicato – e di reperire indirizzi dei congiunti se possibile nel giro di 48 ore, mentre le singole pratiche di traslazione, con i nominativi e le tombe di prima allocazione e le postazioni di destinazione, sono disponibili presso l”Ufficio cimiteri di Area Blu. In frangenti ordinari, per reperire i nominativi dei congiunti sono necessari mesi di ricerche, in questa occasione non è stato possibile il rispetto delle tempistiche per l”urgenza di provvedere». Tra l”altro, aggiunge l”Amministrazione, «erano pochi i nominativi di congiunti che sono stati reperiti nell”archivio informatizzato del servizio cimiteriale. Prosegue l”impegno a completare quanto prima la ricollocazione delle salme traslate e la ricerca dei congiunti a cui comunicare la dislocazione delle nuove sepolture». (r.cr.)

Nella foto Isolapress un momento del lavoro di rimozione delle tombe

Al Piratello riesumate salme senza avvisare i parenti, il Comune chiarisce dopo le accuse della Lega
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, i carabinieri intervengono al supermercato: un 38enne e una 76enne rifiutano di mettere la mascherina

Nel pomeriggio di ieri, a  Imola, sono dovuti intervenire i carabinieri in due supermercati diversi per dirimere altrettante liti scoppiate per questioni attinenti il rispetto delle norme sanitarie per il contenimento del Coronavirus. Per la precisione, due persone non volevano indossare la mascherina obbligatoria.

Dapprima all’interno del centro commerciale Leonardo, dove un 38enne aveva iniziato una lite accesa col personale e altri clienti perché rifiutava, per l”appunto, di indossare come previsto la mascherina per accedere al complesso. Alla vista dei militari, l’uomo li ha apostrofati con frasi ingiuriose, comportamento che gli è costato una denuncia per resistenza e oltraggio.

Scena simile all’interno di un supermercato DPiù, dove una pensionata di 76 anni, essendosi rifiutata di indossare mascherina e guanti, ha costretto i dipendenti a chiamare il 112. Anche in questo caso, invece di ridursi a più miti consigli, l’anziana ha insultato i carabinieri e anche lei è stata denunciata per oltraggio. (r.cr.)

Foto d”archivio (Isolapress)

Coronavirus, i carabinieri intervengono al supermercato: un 38enne e una 76enne rifiutano di mettere la mascherina

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