Cronaca

Cronaca 18 Gennaio 2018

Discarica ferma, i rifiuti vanno al Frullo. Manara (ConAmi): “Massimo un mese o impatto sui costi'

La discarica Tre Monti è ferma, funziona solo nella parte relativa alla captazione e trattamento del biogas e per la gestione del percolato. Di fatto quanto compete al gestore per trent’anni una volta che un impianto del genere si satura e termina il conferimento dei materiali. Nel frattempo i rifiuti che buttiamo nei cassonetti ogni sera vengono portati dai compattatori fino al termovalorizzatore del Frullo a Granarolo dell’Emilia.

Questo è il risultato della sentenza della seconda sezione del Tar dell’Emilia Romagna che ha annullato il provvedimento della Giunta regionale sulla «Via del progetto per l’ampliamento della discarica Tre Monti: recupero volumetrico in sopraelevazione del 3° lotto nel comune di Imola». Il Tribunale amministrativo il 10 gennaio scorso ha accolto il ricorso di Wwf, Panda Imola e Legambiente Medicina e bocciato l’autorizzazione risalente a dicembre 2016 che aumentava la capienza della Tre Monti per ulteriori 375 mila tonnellate. Questo non solo ha annullato le potenzialità della discarica di accogliere altri rifiuti, ma ha portato anche a decadere le «autorizzazioni ambientali relative all”impianto» che erano contenute nello stesso provvedimento e che sono indispensabili per il funzionamento. Da qui la decisione del Comune di Imola di procedere immediatamente con un’ordinanza, in accordo con Arpae e Ausl, «per la messa in sicurezza» della discarica. Fatto ciò, il Comune si è poi messo alla finestra, limitandosi a dichiarare che per quel che riguarda il normale funzionamento della raccolta dei rifiuti «nulla cambierà sugli svuotamenti e sulla pulizia della città», in quanto da Regione ed Herambiente ha avuto «piena garanzia di assenza di disagi per la cittadinanza».

In pratica ha rimandato la palla nel campo della Regione competente per quanto riguarda la programmazione sui rifiuti. Così lunedì la Giunta dell’Emilia Romagna ha individuato i due impianti più vicini da utilizzare per i rifiuti del territorio che andavano alla Tre Monti: quelli dei dieci comuni dell’imolese sono stati indirizzati verso il Frullo, mentre quelli dell’area ravennate (Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme e Solarolo) al termovalorizzatore di Forlì. L’obiettivo dichiarato è “non accrescere i costi di smaltimento”. “La capacità di trattamento dei due impianti resta nel limite dei quantitativi massimi previsti e permette di garantire una efficace gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani – ha precisato l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo, alla quale fa capo la procedura annullata -. Il termovalorizzatore di Granarolo garantiva già lo smaltimento dei rifiuti trattati nell’impianto di Imola: si tratta quindi, in questo caso, della conferma di un flusso esistente che subirà solo un leggero e temporaneo incremento. Quanto alla sentenza del Tar, siamo al lavoro per valutare provvedimenti che ci consentano di dare attuazione al Piano regionale di gestione dei rifiuti». 

Stefano Manara, presidente del ConAmi, confida nella Regione ma chiarisce: «I camion compattatori devono andare direttamente alla stazione di scarico del Frullo e questo incide sui costi e sull’efficacia, non sono fatti per percorrere lunghe distanze. E’ difficile fare un calcolo, non c’è un costo aggiuntivo significativo né impatti per i cittadini se i tempi saranno ridotti, diciamo un mese. Sono convinto che la Regione farà quanto serve per poter riutilizzare la Tre Monti dal momento che la ritiene strategica».

Altri particolari su “sabato sera” del 18 gennaio 2018.

l.a.

Discarica ferma, i rifiuti vanno al Frullo. Manara (ConAmi): “Massimo un mese o impatto sui costi'
Cronaca 18 Gennaio 2018

Il fondatore dell'Accademia pianistica Franco Scala è il vincitore del premio Vendome Award

Un riconoscimento alla carriera e alla vita. Il maestro Franco Scala ha compiuto 80 anni il 25 novembre scorso e sta raccogliendo (non solo da allora in verità) riconoscimenti per la prestigiosa opera che lo ha portato a fondare e dirigere l”Accademia pianistica internazionale di pianoforte.  L”ultimo premio che si è avuta notizia è il prestigioso Vendome Award 2017, assegnato a Scala alla luce della sua straordinaria carriera di didatta del pianoforte. La lettera indirizzata al maestro Scala, firmata dal presidente della giuria Max Ruegg, reca a motivazione «lo straordinario servizio reso al mondo musicale con l’individuazione di giovani talenti e la promozione della loro carriera».

Il premio Vendome è uno dei grandi concorsi pianistici riservati ai giovani. Fu istituito nel 2000 a Parigi per volontà di Alexis Gregory, editore svizzero che ha ricevuto onoreficienze in tutto il mondo per la sua attività imprenditoriale e che in Italia è Cavaliere al merito della Repubblica per la sua attività di promozione del Paese con le sue pubblicazioni.,Il Vendome fu vinto nella sua prima edizione da Alberto Nosè, uno dei talenti cresciuti agli Incontri col maestro di Franco Scala. Nel 2003 fu la volta di un altro pianista cresciuto alla Rocca di Imola, Giuseppe Albanese.  Oltre ai premi ai giovani talenti i Vendome Awards premiano ogni anno personalità di spicco nell’ambito della gestione musicale, che si sono specializzate nel contribuire in modo sostanziale allo sviluppo di giovani straordinari talenti.

Nella foto: il maestro Franco Scala

Il fondatore dell'Accademia pianistica Franco Scala è il vincitore del premio Vendome Award
Cronaca 18 Gennaio 2018

Il 2017 da record dei musei imolesi è stato festeggiato con Vittorio Sgarbi

Il 2018 dei musei imolesi è cominciato con la visita di Vittorio Sgarbi alla mostra «Ricerche di Stile» allestita a Palazzo Tozzoni e che terminerà il 28 febbraio con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Il noto critico d”arte ha sancito con la sua presenza il successo dell”affluenza ai musei italiani, grazie anche alle politiche del ministero dei Beni Culturali, che anche a Imola ha avuto riscontro con 32.867 visitatori che hanno visitato i musei civici nel 2017, oltre 6 mila in più rispetto all”anno precedente. A Imola meritano di essere ricordate le numerose proposte rivolte ai bambini, l”ingresso gratuito ai musei la domenica mattina per i residenti, l”apertura estesa della Rocca Sforzesca che resta il sito più visitato da italiani e stranieri.

Nella foto: Vittorio Sgarbi alla mostra «Ricerche di stile» vista da quasi 4.000 visitatori

Il 2017 da record dei musei imolesi è stato festeggiato con Vittorio Sgarbi
Cronaca 18 Gennaio 2018

Accordo tra Imola e Bologna per Chirurgia generale e senologica. Jovine opera a Imola

Presentazione ufficiale per i due nuovi accordi tra l”Azienda usl di Imola, Bologna e Azienda ospedaliera Sant’Orsola per lo sviluppo integrato delle attività di Chirurgia generale e Chirurgia Senologica. In sostanza Elio Jovine dell’Ausl di Bologna guida l”unità operativa interaziendale di Chirurgia generale e d’urgenza dell”Ausl di Imola e Bologna, mentre la struttura complessa di Chirurgia generale e della Mammella del Policlinico bolognese, diretta da Mario Taffurelli, diviene interaziendale integrandosi con la Breast Unit dell’Ausl di Imola. Le due reti cliniche sono operative dall’1 gennaio e un primo passo concreto c”è stato il 9 gennaio con il primo intervento eseguito da Jovine a Imola su un uomo di 63 anni di resezione per via laparoscopica dello stomaco. Il paziente è già stato dimesso.

La notizia era stata anticipata a novembre, in occasione dell”iniziativa all’Osservanza con l”assessore regionale Sergio Venturi sul futuro del sistema sociosanitario imolese in ambito metropolitano . Questi due accordi si affiancano alle sei reti cliniche interaziendali già avviate, previste dalla programmazione sanitaria della Conferenza socio sanitaria metropolitana.

L’attività di Chirurgia generale e senologica dell’Ausl di Imola fino alla fine del 2017 vedeva la presenza di una struttura semplice interaziendale di Chirurgia generale guidata dal Daniele Antonio Pinna del Sant”Orsola e di una struttura semplice dipartimentale di Chirurgia senologica sotto la responsabilità di Paolo Antonino Riccio. La fuoriuscita di entrambi i professionisti, l’uno per l’assunzione di un incarico all’estero e l’altro per pensionamento, è stata l”occasione per la riorganizzazione presentata ieri dai tre direttori generali coinvolti, Chiara Gibertoni (Ausl Bologna), Antonella Messori (Aosp) e Andrea Rossi (Ausl Imola).

“In linea generale – hanno dichiarato i direttori generali -, si tenderà a coniugare la ricerca della prossimità cioè la struttura ospedaliera più vicina alla residenza del paziente con le competenze ed i servizi accessori in grado di offrire le cure con il minor rischio possibile”. Questo significa che i medici dal capoluogo si sposteranno a Imola per eseguire interventi e integrare i medici all”interno di equipe allargate, mentre i pazienti dell”area imolese saranno indirizzati a Bologna per interventi più rischiosi o complessi che richiedano un approccio multidisciplinare.

Le competenze specialistiche di alto livello saranno disponibili presso tutte le strutture delle aziende, grazie alla mobilità dei professionisti e alla realizzazione di percorsi di collaborazione multidisciplinari. Gli accordi dovranno assicurare anche l”ottimizzazione nell’utilizzo delle tecnologie e lo sviluppo dei percorsi diagnostico-terapeutici aziendali ed interaziendali.

L’accordo con l”Ausl di Bologna prevede, oltre alla collaborazione per l’attività chirurgica tradizionale programmata e di urgenza, il potenziamento della chirurgia mini-invasiva per sviluppare nuove tecniche e riconvertire così parte delle attività svolte oggi con tecnica tradizionale. Infatti, la Chirurgia diretta da Jovine al Maggiore è sede di uno dei principali centri italiani per volumi di attività nel campo della chirurgia mini-invasiva e laparoscopica (con questa tecnica si realizzato il 45% degli interventi di chirurgia epatica, il 20% di chirurgia pancreatica e l’83% di tutte le resezioni coliche sia in ordinario che d’urgenza). L’accordo prevede che l’attività per le patologie più frequenti (colon, stomaco e  surreni) sia svolta presso la sede di Imola attraverso gruppi multidisciplinari comuni per patologia oncologica, mentre le patologie neoplastiche più complesse, meno frequenti, quale epatico-biliare e pancreas, saranno centralizzate al Maggiore.

Per quanto riguarda la Chirurgia senologica il team dei chirurghi (tre del Sant’Orsola, due di Imola, oltre al direttore) ruoterà sulle due sedi: gli interventi di routine saranno svolti sia a Imola che a Bologna, per garantire alle pazienti la maggior vicinanza alla propria residenza, mentre al Sant’Orsola saranno svolti gli interventi che richiedono la collaborazione con chirurghi di altre unità operative, come la chirurgia plastica per le ricostruzioni più complesse o di ginecologia oncologica. Si integreranno fra di loro i meeting multidisciplinari per decidere il tipo di trattamento pre e postoperatorio. Il personale rimarrà invariato nelle due sedi. Grazie all’integrazione sarà sviluppato un unico percorso diagnostico terapeutico e assistenziale tra le due Aziende, saranno sviluppati progetti di ricerca congiunti e sarà esteso il database europeo utilizzato al Sant’Orsola con l’obiettivo di includere anche Imola, entro 12 mesi, nella certificazione europea Eusoma ottenuta dal Policlinico di Bologna già nel 2012. Gli interventi realizzati ad Imola nel 2016 sono stati 204, di cui 151 per neoplasia maligna. In Italia il cancro della mammella – con 50 mila nuovi casi e 13 mila decessi all’anno – è la principale causa di morte nei tumori della donna. (l.a.)

Nella foto Elio Jovine, Chiara Gibertoni, Andrea Rossi, Antonella Messori e Mario Tuffarelli

Accordo tra Imola e Bologna per Chirurgia generale e senologica. Jovine opera a Imola
Cronaca 18 Gennaio 2018

Su 'sabato sera' in prima pagina oggi

Oggi esce in edicola il nuovo numero di sabato sera e, per tutti i lettori, abbiamo preparato un breve riassunto di ciò che troveranno in prima pagina.

A Imola si parla di rifiuti, la sentenza del Tar sulla sopraelevazione ha bloccato tutta l”attività la discarica dei Tre Monti; i rifiuti vanno al termovalorizzatore ma c”è il rischio di un aumento dei costi. Intervista alla nuova segretaria del sindacato Cgil, Mirella Collina, in attesa del congresso. Nei giorni scorsi è stato presentato il progetto preliminare del nuovo centro sociale «Giovannini» nel quartiere Marconi. Sapete cosa i mangiano i nostri bimbi nelle mense scolastiche? Il Comune ha pubblicato la prima Carta dei servizi. Infine il calcio, con il segretario della Spal Stefano Salis che, in pratica, è l”unico “imolese in serie A”.

A Medicina il tema caldo è il progetto da un milione di euro per costruire una nuova palestra nelle scuole «Simoni», mentre è terminata la struttura in legno di via Flosa. Castel San Pietro ha visto arrivare sul territorio l”azienda Robopac che ha già messo in piedi un accordo di collaborazione con la Sacmi. Nello sport spazio al rally e alla castellana Giulia Maroni che è presente alla Dakar 2018, mentre in agosto tornerà a correre in Malesia. Ad Ozzano, infine, il basket sarà protagonista con il derby di C Gold tra Flying Ozzano e Castel Guelfo.

Sabato sera due si apre con due pagine dedicate alle ricette con frutta e verdura di stagione. All”interno anche l”intervista al giornalista e scrittore Paolo Rumiz che presenterà il suo nuovo libro all”Accademia pianistica. Passando alla musica il maestro Franco Scala ha ricevuto il prestigioso premio Vendome Award 2017. Iinfine, su Rai5 andrà in onda un concerto con il flautista imolese Massimo Mercelli.

Nella foto: le prime pagine di sabato sera

Su 'sabato sera' in prima pagina oggi
Cronaca 17 Gennaio 2018

Un progetto del Gruppo Hera fornirà energia pulita all'azienda bolognese Bio-on

E” nata una nuova collaborazione sul territorio del circondario tra due aziende leader nei rispettivi settori. Parliamo della bolognese Bio-on, numero uno nelle tecnologie per la chimica eco-sostenibile e del Gruppo Hera che, insieme, hanno stipulato un accordo per la fornitura di energia pulita grazie alla realizzazione e alla gestione di un nuovo polo tecnologico-energetico che conterrà un innovativo impianto di trigenerazione.

L”impianto avrà una potenza pari ad 1 MW elettrico, due caldaie a vapore, due gruppo frigo industriali ad alta efficienza ed un moderno impianto di trattamento dell’acqua. Il risparmio energetico generato è di oltre 800 tep all’anno, equivalente ad una riduzione di CO2 pari all’assorbimento annuale di un bosco di 320 ettari oppure pari all’eliminazione di 810 auto a gasolio dalle strade delle nostre città. «Per una società come la nostra, che fa di innovazione e sostenibilità due degli assi portanti – ha spiegato Giorgio Golinelli, Amministratore Delegato di Hera Servizi Energia – la collaborazione con Bio-on è la rappresentazione di una naturale comunione di intenti e di una convergenza di vedute. Con questo accordo possiamo fornire un’ulteriore impronta green a un progetto che mira a cambiare il mondo delle eco-plastiche. Settore nel quale, peraltro, Hera è da tempo in prima linea per favorire la transizione verso un modello di economia circolare, che estenda la vita di materie prime e risorse attraverso il riciclo, il riuso e una maggiore durata dei prodotti».

L’intesa pluriennale comprende un investimento complessivo da parte di Hera Servizi Energia pari a 2,4 milioni di euro ed interesserà il nuovo impianto per la produzione di biopolimeri innovativi che Bio-on sta costruendo a Castel San Pietro. Lo stabilimento, per cui è servito un investimento di 15 milioni, verrà inaugurato entro metà 2018 e permetterà di dare lavoro a circa 40 persone. Sorgerà su un’area di 30.000 mq, di cui 3.700 coperti e 6.000 edificabili, e avrà una capacità produttiva di 1.000 tonnellate all’anno espandibile a 2.000. L”accordo permetterà alla nuova fabbrica d”avere a disposizione energia elettrica prodotta ed autoconsumata, energia termica sotto forma di vapore ed energia frigorifera. «Siamo estremamente soddisfatti di questo accordo – spiega Marco Astorri, Presidente Ceo di Bio-on S.p.A. – perché ci consente di aumentare e completare la sostenibilità industriale del nostro nuovo impianto produttivo. Abbiamo scelto di non sottrarre terreno all’agricoltura rigenerando uno stabilimento in disuso e con Hera aggiungiamo una forte impronta Green nell’utilizzo dell’energia per produrre un bio polimero come Minerv Phas sostenibile e completamente biodegradabile in natura».

Nella foto: l”azienda Bio-on

Un progetto del Gruppo Hera fornirà energia pulita all'azienda bolognese Bio-on
Cronaca 17 Gennaio 2018

Dopo 35 anni il negozio di biancheria per la casa Landi cambia gestione

Per Gabriella e Alberto Landi il 31 dicembre non si è chiuso solo l’anno, ma anche il lungo capitolo della loro vita lavorativa, fianco a fianco dietro il bancone del negozio che porta il loro cognome. Dopo 35 anni di attività, Landi a Imola vuol dire ormai biancheria per la casa. E, va precisato, così sarà anche in futuro, dato che nei prossimi mesi subentrerà una nuova gestione che continuerà a vendere gli stessi articoli sotto la stessa insegna.

Poco prima di Natale, abbiamo incontrato i coniugi nel loro negozio e fra una richiesta e l’altra di chi era in cerca degli ultimi regali, ci hanno raccontato la loro storia di commercianti, attraverso i mille cambiamenti che in questi decenni hanno rivoluzionato il modo di vendere. Ma non il loro. Fedeli alla tradizione, hanno sempre mantenuto il rapporto diretto con i clienti, ascoltandone le richieste e cercando di soddisfarle al meglio. Al momento del conto, la signora Gabriella si appoggia sul bancone per fare ancora, come ormai più nessuno fa, la somma a mano senza l’ausilio di calcolatrici. Un’immagine quasi d’altri tempi. «La decisione è stata presa non per mancanza di clienti, ma per raggiunti limiti di età» precisa lei, con tono al tempo stesso compassato e ironico.

In realtà, i limiti sono stati anche oltrepassati, dato che il marito Alberto ha già (pur non dimostrandoli) 85 anni e ancora dà una mano alla moglie a servire la clientela. «Abbiamo cominciato a vendere biancheria per la casa prima a domicilio – spiega lei -. Mio marito era rappresentante della Zucchi e Bassetti, io gli davo una mano. Abbiamo aperto il nostro primo negozio specializzato nella vendita al dettaglio di biancheria nel 1982, nei locali davanti alla rocca oggi occupati dalla banca Bcc. Nel 2001 ci siamo trasferiti qui».

La forma curiosa dello stabile ci spinge a saperne di più e qui prende la parola il signor Alberto: «Questo una volta era uno stallatico, dove venivano “parcheggiate” le bestie quando si veniva in città. Prima era di proprietà della Cti». All’esterno, accanto alla porta di ingresso, mostra l’ultimo anello rimasto, a cui si legavano le briglie. «L’ho tenuto – dice con una battuta – perché può far comodo: qualche asino in giro c’è ancora…». Con l’indice punta le grandi arcate al primo piano. «Lì c’era il fienile» aggiunge. Nella campata centrale per anni c’è stato un cavallino a dondolo. «Era quello di mia figlia Tiziana – spiega – l’avevo poggiato lì e stava bene, in tanti si fermavano a guardarlo». Oggi, invece, tra le confezioni di lenzuola e asciugamani ci sono i giocattoli della nipotina Beatrice, di due anni. «E’ sempre qui con noi – dice la nonna -. Anche lei è cresciuta in bottega come le nostre due figlie, Raffaella e Tiziana, che hanno preso strade diverse e quindi non proseguiranno l’attività».

Per la famiglia Landi la bottega è stata un po’ una casa, anche se quella vera si trova a pochi metri di distanza, ma anche una passione alimentata dal quotidiano contatto con il pubblico. «I miei cugini di primo grado erano i proprietari del cinema Centrale – racconta Alberto, la cui famiglia, originaria di Ponticelli, si è trasferita a Imola dopo la guerra -. Da ragazzino li aiutavo a pulire la sala, poi con i miei familiari ho cominciato a produrre in proprio varichina e soda Solvay, grazie a un brevetto nostro». Dopo una parentesi di un paio d’anni all’Eni, Alberto è tornato al commercio, questa volta di bevande, assieme alla moglie Gabriella. «Siamo andati avanti per una decina d’anni – continua – proprio in questi locali dove ci troviamo oggi. Era un lavoro più pesante rispetto a questo, dato che dovevo sempre caricare e scaricare cassoni di acqua minerale. In quel periodo abbiamo avuto fino a 11 dipendenti. Poi abbiamo ceduto l’attività, che nel tempo è diventata Imola bevande».

Il passaggio dalle bottiglie alle tovaglie è stato casuale. «Su un giornale abbiamo visto un’inserzione: Zucchi e Bassetti stavano cercando un rappresentante e così mi sono presentato» conclude Alberto. Una scelta risultata vincente, come testimoniano i 35 anni di lavoro appena conclusi. La foto che ritrae marito e moglie dietro il bancone nell’ultimo giorno di lavoro sembra quasi parlare per loro. E tradisce la trattenuta commozione di quell’istante.

Nella foto: i coniugi Alberto e Gabriella Landi, nel 2001, mentre riordinano il negozio prima del trasferimento nella nuova sede

Dopo 35 anni il negozio di biancheria per la casa Landi cambia gestione
Cronaca 17 Gennaio 2018

Pronti 263 mila euro per la manutenzione straordinaria della Rsa «Fiorella Baroncini»

Nei giorni scorsi il Comune di Imola ha stanziato 263 mila euro per mettere in atto una serie di interventi sulla residenza sanitaria assistenziale (Rsa) «Fiorella Baroncini» di Imola, una struttura che ospita 70 anziano non autosufficienti. I lavori previsti riguarderanno la manutenzione straordinaria di parte del tetto e l’adeguamento normativo per l’ottenimento del certificato prevenzione incendi per un locale ad uso magazzino.

Nello specifico il primo intervento (progettato da Area Blu e dal costo di circa 218 mila euro) consisterà nel rifacimento di una porzione del manto di copertura, per evitare e ridurre infiltrazioni ultimamente causate dalla forte nevicata del novembre scorso, ma se ne aggiungerà uno più complessivo, che riguarda in totale una superficie minore del 30% del suo complesso. Nello stesso momento sarà anche l’occasione per migliorare l”isolamento termico, adeguandolo alle normative vigenti attraverso la posa di un nuovo pannello termoisolante, di una guaina impermeabilizzante di colore chiaro e di installare un’adeguata linea vita, oggi assente. Il secondo intervento (anch”esso progettato dal Area Blu e dal costo di circa 45 mila euro), invece, interesserà alcune modifiche nello spazio ad uso magazzino, posto al piano terra vicino alla portineria. Verrà smantellato e rifatto l’impianto elettrico, oltre all’impianto rilevazione incendi all’interno del locale stesso.

«Abbiamo ritenuto di investire per la Rsa “Fiorella Baroncini” una cifra importante  – ha sottolineato l”assessore ai Lavori pubblici e alla Sanità  Roberto Visani – con l”obiettivo di migliorare le condizioni strutturali e di sicurezza di questa struttura. La Rsa offre un servizio molto apprezzato dalle famiglie imolesi che trovano in questa casa un luogo qualificato di assistenza per le persone non autosufficienti. Il nostro sistema distrettuale di Case Residenze per Anziani, che offre oltre 500 posti accreditati, rappresenta un patrimonio prezioso, se consideriamo l”impatto sociale generato oggi dall”invecchiamento della popolazione e dall”aumento delle malattie cronico-degenerative. Con i suoi 70 posti letto, la struttura di via Montericco rappresenta un punto di eccellenza della rete dei servizi socio-sanitari. Il nostro compito di amministratori è quello di promuovere lo sviluppo di una rete di servizi residenziali, semiresidenziali e domiciliari in grado di sostenere le famiglie nell”assistenza delle persone più fragili come gli anziani e i disabili».

Nella foto: la residenza sanitaria assistenziale «Fiorella Baroncini»

Pronti 263 mila euro per la manutenzione straordinaria della Rsa «Fiorella Baroncini»
Cronaca 16 Gennaio 2018

L'«italiano dell'anno» Mattia Strocchi e il suo progetto di esoscheletro riabilatitivo ospiti a Montecatone

La ricerca è un tema che sta, o dovrebbe stare, a cuore un pò a tutti ed è ancora più bello quando un giovane si prodiga in tal senso. E” il caso di Mattia Strocchi, dicannovenne ravennate iscritto all”Università di Bologna, che, dopo essere stato nominato «italiano dell’anno» da un sondaggio di www.italiani.coop, realizzato da Coop, Nomisma e Ansa per aver progettato un esoscheletro riabilitativo, è stato invitato a passare una mattinata all”Ospedale di Montecatone.

A fare gli onori di casa il Presidente della Fondazione Montecatone Onlus Marco Gasparri, il Primario dell’Unità Spinale Dott. Jacopo Bonavita, il Direttore Sanitario Dott. Roberto Pederzini, la responsabile dell”Infrastruttura per la Ricerca e l”Innovazione Dott.ssa Tiziana Giovannini. «Da sempre – ha commentato Marco Gasparri – siamo aperti a tutti i soggetti che si occupano di ricerca. Personalmente sono convinto che occorra fare tutto il possibile per aiutare i giovani che come Mattia dimostrano volontà di capire e capacità progettuale. Come Montecatone perseguiamo da sempre attività di ricerca sulla riabilitazione a seguito di una lesione midollare, senza sensazionalismi ma con costanza e pratica quotidiana. Sono certo che aprirsi, coltivare e far crescere collaborazioni interessanti e utili anche con il mondo dell’Università, dando possibilità pratiche a giovani capaci come Strocchi, sia una scelta vincente anche per Montecatone».

Il prototipo da lui stesso creato ha già ricevuto premi anche a livello internazionale e la visita a Montecatone gli è servita per vedere da vicino il tema della lesione midollare e i campi di ricerca e sperimentazione della struttura. «E’ stata una giornata interessante – ha spiegato il giovane ricercatore – perché mi ha permesso di capire come un centro di caratura nazionale come quello di Montecatone mette in campo soluzioni pratiche per il percorso riabilitativo. Sono molto felice di questo invito e mi auguro che possa presto scaturire una collaborazione per sviluppare assieme un progetto utile e innovativo rispetto al tema dell’esoscheletro e del suo utilizzo pratico. Sarei felice di instaurare una collaborazione fattiva con Montecatone, anche in vista di una prossima start up che ho intenzione di fondare per dare attuazione pratica alla seconda fase del mio progetto».

Nella foto: a destra, il ricercatore Mattia Strocchi e il Presidente della Fondazione Montecatone Onlus Marco Gasparri

L'«italiano dell'anno» Mattia Strocchi e il suo progetto di esoscheletro riabilatitivo ospiti a Montecatone
Cronaca 16 Gennaio 2018

Continuano le aperture straordinarie dei pediatri per evitare file al pronto soccorso

Continuano le aperture straordinarie dei pediatri di famiglia di Imola per venire incontro alle esigenze dei piccoli pazienti e delle famiglie in questo periodo di massimo picco dei malanni stagionali.

In presenza di sintomi di influenza, febbre alta e mal di testa, raffreddore, tosse, mal di gola, dolori muscolari sarà possibile recarsi presso i pediatri che si sono resi disponibili liberamente e gratuitamente, per chiedere un consiglio o far visitare il bambino, anziché utilizzare il Pronto soccorso, che potrà così essere utilizzato solo per le situazioni più gravi e di emergenza.

In pratica è possibile recarsi presso questi pediatri a prescindere dal luogo di residenza, purché all”interno del territorio dell”Azienda usl di Imola, e dal medico di riferimento.

Queste le prossime disponibilità:
domenica 21 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 presso la Pediatria di Gruppo Imola centro ospedale vecchio in viale Amendola 8
domenica 28 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 presso la Pediatria di Gruppo di via Serraglio 18
domenica 4 febbraio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 presso la Pediatria di Gruppo della Pedagna di via Turibio Baruzzi 5/f

Nella foto: il reparto di Pediatria di Imola (immagine d”archivio)

Continuano le aperture straordinarie dei pediatri per evitare file al pronto soccorso

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast