#ORIZZONTI – Chi vuole liberarsi della Liberazione
Cent’anni fa il Consiglio dei ministri italiano aveva approvato le «leggi eccezionali per la sicurezza e la difesa dello Stato» che prevedevano, tra l’altro, lo scioglimento di tutti i partiti di opposizione, l’istituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato e la pena di morte per chi attentava alla vita del re e del duce.
Veniva istituito il confino per gli oppositori politici e gli obiettori di coscienza e venivano interrotte le pubblicazioni di quotidiani come l’Unità, Avanti! o La Voce Repubblicana. Nel 1926 i fascisti assaltarono la Camera del Lavoro di Milano e venne arrestato il parlamentare Antonio Gramsci.
In quegli anni l’Italia sarà coinvolta in guerre coloniali, si alleerà con i nazisti, emanerà leggi razziali, deporterà ebrei e rappresentanti di altre religioni, vivrà anni di violenza e di fame.
Cento anni dopo ci sono le proposte di remigrazione dei Patrioti di Vannacci e della Lega sono l’anticamera delle leggi razziali, l’acquisto di testate storiche da parte di gruppi economici che vogliono stravolgerne la linea editoriale non sono la loro chiusura forzata, ma la cancellazione delle idee e dell’informazione libera; l’assalto alla Camera del Lavoro a Roma, qualche anno fa c’è già stato; la violenza e le minacce ai rappresentanti delle istituzioni sono tornate di attualità.
Viene quasi il sospetto che qualcuno voglia liberarsi della Liberazione. Dei partigiani (non solo comunisti) che hanno fatto la lotta di Liberazione, purtroppo, ci libererà il tempo. Ricordiamoci però che il loro impegno per la Pace, per la convivenza tra diversi e per la democrazia ci ha portato, come Paese e come territorio, ad essere fra le punte più avanzate del mondo per benessere e qualità della vita. E per civiltà.
Oggi la Resistenza necessaria è quella per rinnovare i valori della Resistenza stessa da cui è nata la Costituzione repubblicana.
Paolo Bernardi
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