#MOTORI&DINTORNI
Sport
28 Maggio 2026

#MOTORI&DINTORNI L’orgoglio, le scuse e la realtà: Imola sia «Città del motociclismo»

Chi scrive, ovviamente senza alcuna voce in capitolo, non è molto d’accordo sul conto che porta a cento anni del Motoclub Santerno ma, ovviamente, chi lo può sapere meglio dei protagonisti e di chi ha verificato i documenti? Detto questo, c’è solo una cosa che veramente può rendere utili e indimenticabili gli eventi dell’anniversario, con annessi e connessi: che qualche rappresentante del Comune chieda scusa e riconosca Imola come Città del motociclismo, e non solo generica «Città dei motori» come già è insieme ad altri 38 Comuni italiani.

Davanti, nel bene e nel male

Il motociclismo da noi è sempre arrivato per primo, davanti a tutti e a tutto. Sia nel bene che nel male. Quando Checco Costa ebbe problemi per far tornare i conti delle varie manifestazioni, la città, tranne i soliti noti, gli voltò le spalle. E quando la gestione della pista fu in difficoltà il salto sul carro bolognese fu degno del miglior Duplantis. Dopo, nel ritorno sulla barca imolese, le moto sono naufragate, un colpo alla volta. E dire che il motociclismo imolese non è arrivato ai livelli che è perché ha fatto gare mondiali o perché c’era l’autodromo. Il motociclismo imolese è arrivato ed è conosciuto in tutto il mondo per la grande spinta innovativa sulla quale al giorno d’oggi si basa ancora, anche se lo spirito è andato a farsi benedire.

Una saga dimenticata

Un conto è arrivare nella massima serie di qualsiasi disciplina, un conto è rivoluzionare e riscrivere uno sport nelle grandi e anche nelle piccole cose. Quella del motociclismo imolese non è la storia di un club, di una scuderia o di una famiglia: è un mosaico complesso, una saga spesso comodamente dimenticata, fatta di uomini, donne, moto, intuizioni, tecnici, piloti, telaisti, artigiani (in questi due ultimi casi possiamo anche parlare di veri e propri artisti), dottori, paramedici, volontari e chi più ne ha più ne metta.

Certificare la realtà

Possiamo ancora una volta stupirci giustamente per la storia, fare vedere le foto con i muri di gente e dei campioni, sospirare, applaudire come avverrà, ma anche questa volta l’emozione passerà e per qualcuno sarà l’ennesima scocciatura scampata con parole al vento. Quindi, con la sala piena, basterà alzarsi in piedi e dichiarare, appunto, quello che Imola semplicemente è: ovvero la «Città del motociclismo», senza dimenticare i comuni tutt’attorno e lungo il Santerno, dalla valle alla pianura. Bastano quattro cartelli negli ingressi principali della città (Selice, Montanara, Emilia), fuori dal casello dell’autostrada dove c’è il chiringuito con tutte le manifestazioni e in autodromo. Non si tratta di fare chissà che cosa, ma solo di certificare la realtà. Di parole sul «fosse stato e invece non è stato così» ne abbiamo già sentite troppe. Ascoltate anche volentieri, ma troppe.

(Nelle cuffie «Diamond», Via Verdi, 1985)

Massimiliano Regazzi

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili

I film da vedere: creatività sullo schermo
Magazine
Stefania 
28 Maggio 2026
IMOLA CRISTALLO (via Appia 90) NO GOOD MEN di e con Shahrbanoo Sadat (commedia) Orari: da giovedì 28/5 feriali ore 21, sabato e festivi ore 16-18.30-2...
I cassonetti in vallata: tutti aperti tranne uno
Cronaca
Ayoub Bahi 
28 Maggio 2026
Da lunedì 1 giugno a Castel del Rio, Borgo Tossignano e Fontanelice i contenitori stradali di carta, plastica/lattine e organico saranno a libero acce...