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Ciucci (ri)belli 19 Ottobre 2020

Weekend da record a Imola, nati 21 bimbi

Weekend da record a Imola, dove tra le ore 20 di giovedì scorso fino alle 8 di stamattina sono nati ben 21 bimbi: 11 femmine e 10 maschi. L’ultimo in ordine di tempo è stato Michele, che ha deciso di venire al mondo in ambulanza, ancor prima di arrivare in ospedale, come successo quattro giorni fa a un’altra bimba.

Per mamma Federica e il personale del 118 è stata una indescrivibile gioia, con una piccola curiosità: oltre al dottor Gianni Ghetti era presente anche l’operatrice Emanuela Lavezzi, che aveva assistito anche l’altro parto in ambulanza avvenuto nei giorni scorsi. Mamma e bimbo stanno bene.

Congratulazioni anche a tutti gli altri neogenitori dei bimbi nati durante il weekend nel reparto maternità dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola: “Siamo molto contenti – spiega Elena Marmocchi, coordinatrice assistenziale del reparto di Ostetricia Ginecologia – è stato un momento professionalmente molto intenso, ma che ci ha regalato una grande felicità”.

Nella foto: mamma Federica con il suo Michele

Weekend da record a Imola, nati 21 bimbi
Cronaca 15 Ottobre 2020

Vaccinazioni antinfluenzali, l’Ausl di Imola chiarisce: «Non ci sono dosi per tutti, priorità a chi è fragile»

Quest’anno la campagna di vaccinazione antinfluenzale, iniziata lo scorso 12 ottobre, è ancora più importante. Non perché il vaccino antinfluenzale protegge anche dal Covid, ma perché, come spiega l’Ausl di Imola, «punta a semplificare la diagnosi, dato che molti sintomi sono sovrapponibili, e la gestione dei casi sospetti, oltre a ridurre il rischio di complicanze gravi e di ricovero ospedaliero delle persone con patologie croniche».

In sostanza, vaccinarsi contro l’influenza stagionale contribuisce anche a semplificare il lavoro dei servizi sanitari, in caso di contagio da Covid. La vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuitamente alle persone considerate a rischio, per età, patologie croniche, gravidanza, professione, vicinanza con soggetti ad alto rischio, ricovero ospedaliero, volontariato. Per tutte le altre persone, che non rientrano nelle cate- gorie fragili ma che vorrebbero comunque vaccinarsi, restano a disposizione in tutta la regione 36 mila dosi: una media di 13 a farmacia. Ma il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, tronca sul nascere ogni prevedibile polemica. «Abbiamo già abbastanza problemi, non creiamone altri – afferma perentorio -. È passata l’idea che ci si debba vaccinare tutti. È invece importante che si vaccinino le categorie a rischio ed è di questo che il servizio sani- tario pubblico si fa carico prioritariamente». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 15 ottobre.

Vaccinazioni antinfluenzali, l’Ausl di Imola chiarisce: «Non ci sono dosi per tutti, priorità a chi è fragile»
Cronaca 21 Settembre 2020

Ausl di Imola, 1.167 infermieri a concorso per un posto a tempo indeterminato

Un esercito di infermieri arriverà da tutta Italia all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, dove da oggi, lunedì 21, al 25 settembre si svolgerà il concorso pubblico indetto in modo congiunto dalle Aziende Usl di Imola e Bologna, dall’Azienda ospedaliero universitaria – Policlinico Sant’Orsola Malpighi e dall’Istituto ortopedico Rizzoli.

Sono infatti 11.004 i candidati ammessi alla selezione, a fronte di 4 posti a tempo indeterminato, uno per ogni struttura che aderisce al bando. In lizza per l’Ausl di Imola ci sono 1.167 candidati, 2.976 quelli per l’Azienda Usl di Bologna, 6.029 per l’Azienda Ospedaliero universitaria e 832 per l’Istituto ortopedico Rizzoli. Il concorso consentirà di formulare quattro distinte graduatorie (una per ogni polo ospedaliero), che verranno utilizzate per coprire anche i posti che si renderanno vacanti nell’arco temporale di validità delle graduatorie (due anni) e nel rispetto dei piani triennali dei fabbisogni di personale. Saranno invece un centinaio gli operatori delle aziende che sovrintenderanno all’accesso e allo svolgimento delle prove, per ogni singola giornata.

I candidati, suddivisi nelle diverse giornate secondo l’ordine alfabetico, sosterranno nella stessa giornata le due prove previste dal bando, scritta e pratica, a cui seguirà in un secondo tempo anche una prova orale. La prova scritta potrà consistere nella soluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla sulla professione specifica dell’infermiere e la prova pratica prevede soluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla volti alla verifica delle conoscenze delle tecniche e delle prestazioni infermieristiche e assistenziali o alla risoluzione di casi assistenziali.

Gli esiti delle prove, nonché l’elenco dei candidati ammessi alla prova orale, con indicato a fianco di ciascuno il luogo, il giorno e l’orario di convocazione, saranno disponibili dal 19 ottobre sui siti delle Aziende sanitarie. Il concorso si svolgerà a quasi un anno di distanza dal momento in cui gli aspiranti infermieri hanno presenta- to la loro candidatura. Da bando, infatti, il termine per presentare le domande era il 17 ottobre 2019. Poi la pandemia ha fatto slittare più volte le date delle prove, prima a febbraio, poi a maggio. Ora finalmente il momento tanto atteso è arrivato. (lo.mi.)

Foto Isolapress

Ausl di Imola, 1.167 infermieri a concorso per un posto a tempo indeterminato
Cronaca 18 Settembre 2020

Bimbi e famiglie della materna «Gasparetto» donano due otoscopi e bolle di sapone al reparto Pediatria e Nido dell’ospedale di Imola

In questo anno particolare causa emergenza sanitaria, le famiglie della materna «M. Gasparetto» di Imola hanno deciso di fare un regalo di fine anno un pò diverso dal solito. Per questo hanno pensato ad una donazione all’Ausl, in particolare al reparto Pediatria e Nido. Con la raccolta fondi sono stati infatti acquistati due otoscopi professionali per l’équipe del Santa Maria della Scaletta e tante confezioni di bolle di sapone da regalare ai piccoli ricoverati che nei giorni scorsi sono stati consegnati alla dottoressa Laura Serra, direttrice del reparto, e alla coordinatrice infermieristica Elena Teci. «Essere stati scelti come destinatari di questa donazione è prima di tutto un segnale di fiducia di queste famiglie nella nostra équipe professionale e nulla è più importante di questo quando si curano i più piccoli – ha dichiarato la dottoressa Laura Serra, direttrice del reparto di Pediatria e Nido -. Gli otoscopi sono poi tra gli strumenti più utilizzati da noi pediatri, fanno parte del kit immancabile nella visita ai nostri pazienti e ci sono quindi utilissimi, mentre le bolle di sapone sono tra i piccoli doni più graditi dai bimbi di oggi come da quelli di ieri». 

Soddisfatte anche le famiglie dei bimbi della materna «Gasparetto». «In una logica di condivisione e continuità nel percorso di crescita dei nostri bambini, abbiamo sempre scelto doni che fossero di concreta utilità per chi sarebbe entrato a far parte della comunità scolastica – raccontano Monica ed Aurora, due mamme per tutte le famiglie della scuola – Questo è stato per tutti un anno molto difficile, in cui il diritto a tutelare la nostra salute ha prevalso su altri diritti fondamentali, come la socialità e il poter condividere un percorso in presenza con i propri amici e le proprie maestre. Il distanziamento sociale ci ha comunque fatto riscoprire un forte senso di unità e di appartenenza ad una comunità e così, d”accordo con le maestre, abbiamo condiviso che il regalo più bello che potevamo fare fosse una donazione da parte dei nostri bambini per tutti i bambini della nostra comunità che potrebbero dover frequentare la Pediatria per cure ed assistenza. Un gesto concreto, ma anche un messaggio educativo ai nostri figli sull’importanza di essere generosi ed attenti agli altri». (da.be.)

Nella foto: un momento della donazione 

Bimbi e famiglie della materna «Gasparetto» donano due otoscopi e bolle di sapone al reparto Pediatria e Nido dell’ospedale di Imola
Cronaca 16 Maggio 2020

Coronavirus, a Castello Giunta e Presidenza del Consiglio comunale rinunciano all’indennità e versano 5 mila euro all’Ausl di Imola

Bel gesto dei componenti della Giunta e della presidenza del Consiglio comunale di Castel San Pietro Terme che hanno deciso di donare le proprie indennità del mese di aprile all’Ausl di Imola. La donazione ha un valore totale di 5.158,23 euro. «In questo momento di emergenza sanitaria e in cui l”azienda sanitaria locale di Imola si è dimostrata ancora una volta all”avanguardia sul territorio nazionale abbiamo voluto contribuire, anche in prima persona, con una donazione per dimostrare tutta la nostra gratitudine nei confronti dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari e della comunicazione che si stanno spendendo ogni giorno per garantire la salute e la sicurezza della nostra comunità» fanno sapere dal Comune.

«Le tante donazioni ricevute dall”azienda Usl di Imola in questi mesi di emergenza, oltre ad un contributo concreto per acquisire attrezzature, materiale di consumo e servizi sono state segni fondamentali della vicinanza della nostra comunità a tutti noi – ha detto il direttore dell”Ausl di Imola Andrea Rossi – Grazie quindi al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco e a tutti gli Assessori di Castel San Pietro Terme per questo segno di stima verso l”operato di tutte le persone che hanno dato competenza, fatica e cuore in questo frangente». (da.be.)

Nella foto (scattata prima della emergenza Coronavirus) la Giunta del Comune di Castel San Pietro

Coronavirus, a Castello Giunta e Presidenza del Consiglio comunale rinunciano all’indennità e versano 5 mila euro all’Ausl di Imola
Cronaca 7 Maggio 2020

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza

Dopo tanti sforzi e sacrifici, finalmente una buona notizia per il personale dell’Ausl di Imola impegnato ormai da mesi nell’emergenza Coronavirus. «Un grande accordo per dei grandi professionisti» si legge nel testo sottoscritto oggi tra i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e la stessa Ausl di Imola per premiare tutto il personale dell”azienda che ha garantito alla popolazione del circondario imolese una risposta eccellente all”emergenza Covid-19.

Gli incentivi andranno in busta paga a maggio e saranno modulati per impegno e collocazione organizzativa, anche in riferimento al profilo di inquadramento. La valorizzazione delle professioni sanitarie è infatti uno degli elementi base dell”accordo, insieme al riconoscimento del disagio derivante dall”aver lavorato nei reparti Covid, dove lavorare è veramente complesso sia dal punto di vista fisico che psicologico. In ogni caso, gli incentivi andranno a tutti quelli che hanno lavorato, nessuno escluso perché uno dei veri valori nella risposta alla crisi Covis è stata la grande disponibilità e la grande capacità di integrazione da parte di tutti. Incentivi che saranno presenti anche il prossimo mese: nella busta paga di giugno infatti arriveranno anche gli incentivi per le guide di tirocinio delle professioni sanitarie, oltre che alle risorse per la produttività a saldo dell”anno 2020. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): medici e infermieri escono dal pronto soccorso dell’ospedale di Imola

Coronavirus, incentivi in busta paga a maggio per il personale dell’Ausl di Imola impegnato nell’emergenza
Cronaca 24 Febbraio 2020

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni

Ha curato e visto crescere due generazioni di bambini imolesi fino ai quattordici anni di età. Non solo: ha educato e supportato migliaia di famiglie nella crescita dei propri figli, consigliando sempre lo sport e la dieta mediterranea. Qualche giorno fa, dopo avere compiuto settant’anni nel giorno di San Valentino, il dottor Antonios Thanos è andato in pensione. Secondo la norma, infatti, i camici bianchi possono restare in servizio non oltre il compimento dei settant’anni di età.

Originario della Grecia, per la precisione della città di Volos, la moderna Iolco che secondo la mitologia avrebbe dato i natali a Giasone capo degli Argonauti, Thanos è venuto in Italia cinquant’anni fa per studiare medicina ed è poi rimasto a Imola, dove ha lavorato per quarant’anni tra gli ambulatori di Zolino e Imola centro e dove vive tutt’ora. Parla italiano perfettamente, la sua velocità di parola nasconde un accento lievemente straniero. È ancora emozionato quando ci incontriamo in un bar del centro al termine del suo ultimo giorno di lavoro presso la Pediatria di gruppo di Imola centro, dove ha prestato servizio negli ultimi vent’anni. Le colleghe dell’ambulatorio lo hanno appena salutato con una festa di addio a sorpresa. «Sono giorni che ricevo telefonate di saluto e di ringraziamento da colleghi e famiglie e biglietti e disegni dai miei bambini – elenca -. Non potevo nemmeno immaginare tanta stima e tanto affetto nei miei confronti. Quello del pediatra è un lavoro a tratti difficili perché si ha a che fare con pazienti che spesso non parlano e ci si deve affidare all’intuito per non sbagliare. Ma è anche una professione meravigliosa che ho praticato con passione e coscienza».

E adesso, dopo una vita al servizio della salute dei più piccoli e quindi, in un certo senso, curando la salute del futuro del mondo?

«Adesso spero di godermi un po’ di più il tempo libero, dando maggiore spazio alla mia passione per la bici. Come sanno i miei pazienti, che spesso mi hanno incontrato in giro sulle due ruote, la bicicletta è il mio mezzo di locomozione preferito per gli spostamenti, ma con un po’ più di tempo mi piacerebbe anche fare giri più lunghi di quelli in città e magari viaggiare». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: Antonios Thanos con i figli gemelli Nicolas e Patric

La storia di Antonios Thanos, pediatra dei bimbi imolesi andato in pensione a settant'anni
Cronaca 2 Settembre 2019

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni

Un nuovo elettrocardiografo portatile a disposizione della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. Il prezioso apparecchio, che sarà impiegato per l”assistenza domiciliare, è stato donato dalla famiglia di Sandro Zaniboni in memoria del proprio congiunto, scomparso dopo una lunga malattia nell”estate del 2018.

La consegna dell”elettrocardiografo all”équipe infermieristica dell”assistenza domiciliare di Castel San Pietro è avvenuta nei giorni scorsi. Come il nuovo macchinario sarà impiegato lo spiega Sabrina Gabrielli, responsabile della Casa della Salute: «Con questa attrezzatura è possibile effettuare elettrocardiogrammi al letto del paziente, e quindi anche al domicilio. Grazie alle competenze degli infermieri e a queste tecnologie, una volta eseguito l’esame e rientrato in sede, l’infermiere domiciliare trasmette per via telematica l’Ecg alla Cardiologia. Molto spesso questa presa in carico del paziente cronico evita il ricorso al pronto soccorso e con l’attivazione di un’assistenza specifica al paziente fragile».

Sabrina Gabrielli ha poi espresso la riconoscenza per la «generosità e la sensibilità» di Carla e Giacomo Zaniboni che con questa donazione a favore di tutta la comunità castellana «hanno anche dimostrato che le infermiere della domiciliare di Castel San Pietro Terme hanno saputo essere vicine al paziente e alla famiglia, guadagnando la loro fiducia e riconoscenza. Per noi – ha concluso Gabrielli – un’importante motivazione a fare sempre del nostro meglio!». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”elettrocardiografo

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni

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