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Cronaca 19 Maggio 2020

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista

Oltre 900 mila accessi complessivi, un programma di 370 titoli tra spettacoli, concerti, film e visite ai musei e alle collezioni, con oltre 435.000 accessi dalle piattaforme regionali e 480.000 provenienti dalle 105 dirette streaming sulle pagine Facebook dei soggetti organizzatori e dei singoli artisti.
Sono i dati del successo dei due mesi di programmazione, dal 13 marzo al 13 maggio, di #lacultranonsiferma, il grande festival multimediale realizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con gli operatori culturali del territorio, con l’obiettivo di mantenere vivo il rapporto con i cittadini nel momento di lockdown di cinema e teatri, dovuto alle misure restrittive per il Covid-19.

E Imola ne è stata grande protagonista. Ad essere trasmesso nella giornata inaugurale è stato Gian Marco Pezzoli, regista del cortometraggio Mon clochard, con Roberto Citran e Giovanni Calcagno, girato in città nell’ottobre di tre anni fa.
Lo ha seguito prima Mauro Bartoli, che ha proposto i due documentari Archivi Mazzini-Il lato nascosto della moda, girato in occasione dell’omonima esposizione che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha organizzato a palazzo Tozzoni fra il dicembre del 2017 e l’aprile del 2018, e Taste Memory-Il sapore emiliano-romagnolo nel mondo. La storia di Michael White, che vede fra gli intervistati il fondatore del ristorante San Domenico Gianluigi Morini e lo chef Valentino Marcattilii.
E’ stata poi la volta di Giangiacomo De Stefano e Lara Rongoni, registi del documentario A casa non si torna-Storie di donne che svolgono lavori maschili, con -fra le altre protagoniste- l’attrice Reina Saracino e la partecipazione straordinaria di Franca Rame.
La panoramica cinematografica si è chiusa con Stefano Farolfi, regista e protagonista della web serie fantasy folk Bruciare violini (per vendere la cenere), con la partecipazione straordinaria di Pippo Santonastaso.

Passando alla musica, Emilia-Romagna Festival e il suo direttore artistico Massimo Mercelli hanno proposto il concerto Richard Galliano & Friends, ospitato alla Rocca sforzesca il 17 luglio del 2019, in occasione della diciannovesima edizione della manifestazione.
La cantante Lisa Manara e il pianista Pietro Beltrani, invece, hanno partecipato rispettivamente alla “rubrica” I live del Mei e a quella Jazz a domicilio-La maratona del jazz.

Arrivando al teatro, Stefano Randisi ed Enzo Vetrano sono “andati in scena” con i due spettacoli Totò e Vicè e Ombre folli di Franco Scaldati.
E gli studenti delle scuole di Imola che hanno partecipato al progetto “Futuri maestri” del Teatro dell’Argine di San Lazzaro, conclusosi con nove serate di rappresentazioni all’Arena del sole, hanno avuto la possibilità di rivedersi nel documentario che ripercorre l’esperienza.

Per recuperare quello che interessa, è sufficiente andare a curiosare nel motore di ricerca nella sezione “Video on demand” del sito di Lepida Tv. Per saperne di più non perdetevi l’articolo su «sabato sera» del 14 maggio. (r.c.)

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista
Cronaca 22 Aprile 2020

La Regione sostiene festival e rassegne cinematografiche. Contribuito anche a «Cinema in tour»

C’è anche la rassegna Cinema in tour fra i 44 progetti in ambito cinematografico e audiovisivo che la Regione Emilia-Romagna ha finanziato con un contribuito complessivo di 590.000 euro.
Alla rassegna che anima la stagione estiva di Imola e del circondario, in particolare, viale Aldo Moro ha assegnato 8.000, a fronte dei 35.200 euro torali previsti per l’organizzazione.

«Fa veramente impressione vedere la diffusione e la ricchezza della progettualità della nostra regione in campo cinematografico – commenta Mauro Felicori, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna – e quanto largo sia l’impegno della Regione per sostenerla, impegno confermato anche in questo 2020 così terribile per le finanze pubbliche».
Ora, «confido nell’intelligenza degli organizzatori delle manifestazioni che devono aggiornare i progetti in relazione all’epidemia – aggiunge Felicori –, vincendo la sfida della qualità e dei rapporti con il pubblico nelle difficili condizioni attuali, in particolare con l’utilizzo delle migliori tecnologie digitali. La Regione li aiuterà favorendo tale riprogrammazione con norme più flessibili». (r.cr.)

La Regione sostiene festival e rassegne cinematografiche. Contribuito anche a «Cinema in tour»
Cronaca 6 Aprile 2020

Il cinema ai tempi del coronavirus. Quattro chiacchiere con gli imolesi del mestiere

«L’essere creativi si lega alle situazioni giuste. Questo clima, però, non consente di fantasticare molto». Sceglie questa immagine Mauro Bartoli, regista e produttore cinematografico imolese della Lab Film, per descrivere le ripercussioni dell’emergenza coronavirus sul proprio lavoro.
«Avrei dovuto accompagnare in giro per l’Italia e per i festival i due documentari in uscita 1944: Silenzio sul Monte Sole (di cui è produttore, ndr) e Narratore dell”avvenire, dedicato a Giovanni Pascoli, ma tutte le presentazioni sono state cancellate – racconta –. Avrebbe dovuto essere un bel momento, che coronava il lavoro fatto in questi ultimi anni. La speranza è quella di riuscire a recuperare tutte queste occasioni».

«Nonostante tutto, la macchina è ancora in movimento», offre una prospettiva differente Giangiacomo De Stefano, regista e produttore imolese della Sonne Film.
«Sono impegnato nella produzione di un film sulla storia delle discoteche, che speriamo possa uscire verso settembre/ottobre – anticipa –. Ogni giorno mi relaziono online con i miei coproduttori e con le registe, che a loro volta sentono la montatrice, un collaboratore che si occupa della grafica e delle animazioni, e il compositore delle musiche».

«E’ dura, però voglio mantenermi moderatamente ottimista», “resiste” Gian Marco Pezzoli, regista imolese con all’attivo due cortometraggi.
«Ho perso la parte conclusiva della distribuzione di Mon clochard – racconta –. Avevamo ricevuto un invito per la cerimonia di premiazione del festival Cortoconfine al castello di Padernello, in provincia di Brescia, il 29 febbraio, e solamente lì avremmo scoperto quale premio ci era stato assegnato, ma il festival è stato cancellato».
Ancora, «ho tre progetti bloccati – prosegue –. E’ ferma la preproduzione di quello più importante, e la speranza è che i bandi per la ricerca dei finanziamenti non vengano posticipati. E sono fermi i sopralluoghi». (lu.ba.)

Le interviste complete sul numero del Sabato sera del 26 marzo

Il cinema ai tempi del coronavirus. Quattro chiacchiere con gli imolesi del mestiere
Cronaca 6 Aprile 2020

Coronavirus, Calandrini (Start Cinema): «Chiederemo al Comune di ricominciare a fine maggio»

«Chiederemo al Comune di Imola di ricominciare l”attività già alla fine di maggio». Franco Calandrini, direttore artistico di Start Cinema, che in città cura le due rassegne cinematografiche Cinema Osservanza al Teatro dell’Osservanza e Rocca cinema Imola alla Rocca sforzesca, cerca di guardare oltre la chiusura forzata delle sale cinematografiche a causa dell’emergenza coronavirus e immagina già la ripartenza.

«Spero molto in un miglioramento della situazione fra un mese o due – confida –, e le arene estive possono contribuire a recuperare parzialmente i mancati incassi di questo periodo, che si ripercuotono a cascata sugli operatori di questo settore, per cui sarà necessario mettere in campo misure di tutela adeguate».
Sempre guardando al futuro con un’ottica (pro)positiva, «i titoli nei listini saranno tanti, perché ai film che erano già stati programmati si aggiungeranno quelli la cui uscita è stata posticipata – osserva Calandrini –, quindi chiederemo anche ai distributori di poter inserire nel cartellone della rassegna qualche prima, che generalmente non abbiamo». (lu.ba.)

Le interviste agli organizzatori delle rassegne cinematografiche cittadine nel numero del Sabato sera del 26 marzo

Nella fotografia, Rocca Cinema Imola

Coronavirus, Calandrini (Start Cinema): «Chiederemo al Comune di ricominciare a fine maggio»
Cronaca 30 Marzo 2020

Il cinema ai tempi del coronavirus. Dove trovare film con le sale chiuse?

Dove trovare il cinema se le sale sono chiuse? Si può cominciare da LepidaTv (canale 118 del digitale terrestre, www.lepida.tv) e dalla piattaforma EmiliaRomagnaCreativa (www.emiliaromagnacreativa.it), su cui la Regione Emilia-Romagna ha lanciato l’iniziativa #laculturanonsiferma, proponendo cortometraggi e documentari, ma anche spettacoli teatrali, videoclip musicali e concerti dal vivo in diretta streaming.

RaiPlay (www.raiplay.it), la piattaforma digitale della Rai, ha sospeso l’obbligo di accedere ai contenuti on demand attraverso l’attivazione di un account, offrendo così la possibilità di sfogliare immediatamente il proprio catalogo di documentari, film, cartoni animati e serie televisive, ma anche di spettacoli teatrali, concerti e alcune “pillole” delle Teche Rai.

Sky (www.sky.it) offre ai suoi abbonati l’opportunità di fruire senza alcun costo aggiuntivo anche dei contenuti che non fanno parte dell’offerta che hanno sottoscritto: i clienti con i pacchetti sport e/o calcio, dunque, potranno vedere anche i sedici canali compresi nei pacchetti Cinema e Famiglia e una selezione di titoli on demand, mentre chi possiede già tutti i pacchetti potrà vedere in anteprima alcuni film normalmente a pagamento.

La società di produzione e distribuzione Minerva Pictures (www.minervapictures.com) mette a disposizione cento film gratuiti sulla piattaforma di streaming The Film Club, su cui è possibile anche noleggiare diversi titoli.

La piattaforme di streaming a pagamento Dplay Plus (http://it.dplay.com) offre un mese di prova gratuita invece dei tradizionali quattordici giorni, mentre Infinity (www.infinitytv.it) offre due mesi di prova gratuita anziché uno.

Starzplay, “canale” di Apple Channels a cui ci si abbona attraverso la app AppleTv (www.starzplay.it), è al momento disponibile al prezzo speciale di 0,99 euro al mese per tre mesi, dopo una prova gratuita che rimane di sette giorni.

Proseguono normalmente la propria attività le piattaforme di streaming a pagamento Amazon Prime Video (www.primevideo.com), che pure aveva reso il servizio completamente gratuito quando la «zona rossa» era ristretta ad alcune province, Apple Tv+ (www.apple.com/it/apple-tv-plus), Chili (http://it.chili.com), Mediaset Play (www.mediasetplay.mediaset.it), Netflix (www.netflix.com), NowTv (www.nowtv.it), Rakuten Tv (http://rakuten.tv/it) e TIMvision (www.timvision.it).

Il cinema ai tempi del coronavirus. Dove trovare film con le sale chiuse?
Cronaca 24 Gennaio 2020

Giornata della Memoria, tanti eventi a Imola proposti dal Comune e dalle associazioni per non dimenticare

Il Comune di Imola e altri enti ed associazioni hanno organizzato una serie di appuntamenti in occasione della Giornata della Memoria. Venerdì 24 gennaio, alle ore 21 al teatro comunale Ebe Stignani (via Verdi 1): «Lettere di Camelia», lettere tratte dalla storia di un ebreo di provincia, di sua moglie e dei suoi tre figli negli anni del fascismo, raccontata nel libro «I vicini scomodi» di Roberto Matatia. Recitano, cantano e suonano i ragazzi e le ragazze del laboratorio teatrale e del coro della scuola media Andrea Costa (Ic 6), della Vassura-Baroncini Open Band, dell’orchestra della scuola media Luigi Orsini (Ic 7). Sabato 25 (ore 21) e domenica 26 gennaio (ore 18), al teatro Lolli (via Caterina Sforza 3): «Corsi e ricorsi Un percorso fra vari racconti». Letture a cura di Tilt -Trasgressivo Imola laboratorio teatro. Domenica 26 gennaio, ore 16.30, «Estro – Lo spazio delle idee» (via Aldrovandi 19): «Il cappotto magico», spettacolo teatrale con burattini liberamente ispirato a «Il piccolo burattinaio di Varsavia» di Eva Weaver.

Lunedì 27 gennaio, alle ore 11, in vicolo Giudei, deposizione di una corona alla lapide in ricordo delle persecuzioni razziali. Partecipa il commissario straordinario al Comune di Imola, Nicola Izzo. Saranno presenti autorità civili, militari e religiose della città e rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma e partigiane. In serata, alle ore 19, sempre in vicolo Giudei, l’Azione cattolica della Diocesi di Imola organizza un momento di preghiera, aperto a tutta la comunità imolese, di fronte alla lapide. Da lunedì 27 a venerdì 31 gennaio, al Cinema Centrale – Sala Bcc Città e Cultura (via Emilia 210/A) proiezioni mattutine dei film «#AnneFrank – Vite parallele», e «Un sacchetto di biglie». Per orari e informazioni contattare Agiscuola (Sara) al numero 051 254582. Martedì 28 gennaio, alle ore 20.30, presso la Sala grande di Palazzo Sersanti (piazza Matteotti, 8) è in programma «Le stanze della memoria – La Shoah a villa Muggia», letture dal libro «La casa dell’aviatore» di Katia Dal Monte, con musiche della tradizione ebraica a cura della nuova scuola di musica Vassura-Baroncini.

Mercoledì 29 gennaio, alle ore 8.30, al teatro dell’Osservanza (via Venturini 18), proiezione per le scuole secondarie di primo e secondo grado del film «#AnneFrank – Vite parallele» di Sabina Fedeli e Anna Migotto. Info e prenotazioni: info@cinemaosservanza.it. Alle ore9.30, a Casa Piani (via Emilia88) e alle 14 alla Biblioteca di Ponticelli (via Montanara 252), Alfredo Tassoni del Club Cosmopolita Arpad Weisz incontra i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado raccontando loro la drammatica vita dell’allenatore ungherese Arpad Weisz. (r.cr.)

L”immagine è tratta dal depliant ufficiale del Comune di Imola

Giornata della Memoria, tanti eventi a Imola proposti dal Comune e dalle associazioni per non dimenticare
Cultura e Spettacoli 22 Gennaio 2020

Il regista Pupi Avati a Medicina in occasione della proiezione del suo film «Il signor Diavolo»

«Quando arrivi a cinquanta film, tra cinema e televisione, è chiaro che non puoi pensare che ti piacciano sempre e ancora tutti. Alcuni hanno avuto successo, di critica e pubblico, altri invece sono andati meno bene. Io però sono rimasto coerentemente sempre me stesso». Pupi Avati, 81 anni, sarà presente domani, giovedì 23 gennaio alle 20.30 alla Sala del Suffragio di Medicina, per la proiezione del suo film «Il signor Diavolo»: Avati è uno dei più importanti registi italiani anche perché ha continuato ad alimentare i suoi film con la memoria e la confessione dei suoi ricordi, «in una totale, assoluta – aggiunge lui– mancanza di talento».

Ma come?
«In tanti miei film c’è l’autobiografia un po’ compiaciuta di chi si è dovuto bruscamente svegliare dal suo sogno. Il mio era quello di diventare musicista, ma essendo molto limitato e privo di talento è stato solo da regista che sono riuscito a dire chi sono, a certificare me stesso, con uno strumento, il cinema, più docile della musica».

È la storia del clarinetto, della rivalità con Lucio Dalla…
«Sì, io la racconto perché al pubblico fa sempre ridere ma per me è stata una sofferenza enorme».

Perché il cinema è più docile della musica?
«Perché mi assomiglia terribilmente, è totalmente coincidente con il mio modo di fare e mi permette una calligrafia personale e popolare. La musica no, era il mio sogno e non ce l’ho fatta».

A Medicina presenterà al pubblico «Il signor Diavolo», ultimo film che ha segnato il suo grande ritorno al genere horror. Lo definiamo facilmente anche bellissimo esempio di quel gotico padano di cui solo Pupi Avati è Maestro, ma l’etichetta «gotico padano» le piace davvero?
«Sì, mi piace. Nacque quando uscì al cinema “La Casa dalle finestre che ridono”, dove in realtà “gotico” era solo una definizione ispirata al libro “Sette storie gotiche” di Karen Blixen. Poi, credo anche grazie a Eraldo Baldini, arrivò “padano”, aggettivo suppletivo che descrive ancora meglio non solo l’ambientazione geografica, ma proprio il mistero di questi luoghi legati alla terra, al lavoro contadino, alle tradizioni più di campagna che di città». (c.o.)

L”intervista intera è su «sabato sera» del 16 gennaio

Il regista Pupi Avati a Medicina in occasione della proiezione del suo film «Il signor Diavolo»
Cronaca 6 Gennaio 2020

Mostra “Pietro Zuffi-Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà' – IL VIDEO

Grande successo di pubblico per l”esposizione Pietro Zuffi-Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà allestita al centro polivalente “Gianni Isola” e nel ridotto del teatro “Ebe Stignani” fino al 2 febbaio.
Sono previste visite guidate effettuate dai curatori il sabato alle 16.30 con partenza dal Centro Polivalente Gianni Isola (eccetto sabato 4 gennaio e 1 febbraio 2020) o telefonando al numero 0542/32573. (r.cr.)

Fotografie di Marco Isola/Isolapress

Mostra “Pietro Zuffi-Uno scenografo tra la Scala e Cinecittà' – IL VIDEO
Cronaca 23 Dicembre 2019

Feste di Natale al cinema? I nostri consigli

Le festività natalizie sono feste anche al cinema. E i primi film “simbolo” del Natale 2019 sono sicuramente Guerre stellari-L’ascesa di Skywalker, di J.J. Abrams, e Pinocchio, del nostro Matteo Garrone.

Il nono capitolo della saga inventata da George Lucas chiude la terza trilogia cosiddetta “sequel”, composta da Il risveglio della Forza (2015) e Gli ultimi Jedi (2017), e vede il ritorno della maggior parte dei protagonisti delle due pellicole precedenti, primi fra tutti Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Mark Hamill e Carrie Fisher, scomparsa tre anni fa.
La principessa Leia rivive sul grande schermo non grazie all’aiuto della tecnologia digitale, bensì attraverso otto minuti di sequenze inedite, girate e mai montate, de Il risveglio della Forza.
I fan della saga ritroveranno anche Ian McDiarmid, che torna a interpretare il signore dei Sith Darth Sidious Palpatine, e Billy Dee Williams, di nuovo nei panni di Lando Calrissian per la prima volta da Il ritorno dello Jedi.

Anche il Pinocchio del regista romano riunisce un cast di grandi star: da Roberto Benigni (nel ruolo di Geppetto, dopo aver interpretato Pinocchio in un adattamento diretto da lui stesso), Rocco Papaleo (il Gatto), Massimo Ceccherini (la Volpe), Gigi Proietti (Mangiafuoco) e il suo attore feticcio Marcello Forte (il Pappagallo). Senza dimenticare i nostri Enzo Vetrano (Faina/Maestro) e Maria Pia Timo (la Lumaca).
E sarà proprio Vetrano a introdurre la proiezione al cinema “Centrale” di questa sera (ore 21), rimanendo poi in sala per rispondere alle domande del pubblico.


Corale è anche il gradevolissimo giallo/thriller Cena con delitto, di Ryan Johnson (curiosamente, regista de Gli ultimi Jedi), uscito il 5 dicembre e fresco di nomination ai Golden Globe nella categoria Miglior film commedia o musicale. Nel cast Daniel Craig, candidato come miglior attore nella stessa categoria, Toni Collette, Jamie Lee Curtis, Chris Evans, Don Johnson, Christopher Plummer e Michael Shannon.


A sostenere la concorrenza di Guerre stellari-L’ascesa di Skywalker e Pinocchio ci proverà Il primo Natale, della coppia Ficarra & Picone, con Massimo Popolizio nel ruolo di Erode e Giovanni Calcagno (a Imola nell’ottobre del 2017 per le riprese del cortometraggio Mon Clochard), uscito il 12 dicembre e campione di incassi del primo fine settimana “lungo” di programmazione. Un debutto con il botto, che lo ha portato a superare i 3 milioni di euro di incassi.


I più piccoli possono contare sul cinquattottesimo classico firmato Disney, Frozen II-Il segreto di Arendelle, che nella colonna sonora in versione italia comprende una versione della canzone Nell”ignoto composta nientemeno che da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.


Bisognerà aspettare i primi giorni del nuovo anno, invece, per altri due titoli che -ognuno a modo loro- faranno sicuramente parlare di sé: da una parte Sorry We Missed You del sempre attuale regista britannico Ken Loach, dall’altra Tolo tolo, quarto film con protagonista Checco Zalone.

Feste di Natale al cinema? I nostri consigli
Cronaca 19 Novembre 2019

Il Diabolik dei Manetti Bros sfreccia in Jaguar a Ozzano

Ozzano Emilia come Cinecittà, o se volete chiamatela pure «Ozzanwood». L’accostamento non è esagerato. Un’altra pellicola di peso è stata girata qua. Si tratta di «Diabolik» per la regia dei Manetti Bros (gli stessi dell’ispettore Coliandro, per intenderci).

Il copione del film, adattamento cinematografico del personaggio a fumetti creato da Angela e Luciana Giussani, prevede riprese in quattro location, Courmayeur, Bologna, Milano e Trieste.
Mentre per il capoluogo emiliano il set all’aperto su via Marconi ha richiamato in strada qualche settimana fa un plotone di curiosi, per Ozzano i registi romani hanno richiesto assoluta riservatezza.Le riprese si sono svolte all’interno di un capannone in disuso sulla via Emilia, di fronte alla Pelliconi.
Un rigido cordone di sicurezza ha avvolto la folta troupe. In un set montato per l’occasione, decine di scenografi hanno creato untunnel dove una volta c’era la sede di Unopiù.Poi sono entrati in azione l’attore Luca Marinelli, che dà il volto a Diabolik, Miriam Leone nei panni dell’affascinante Eva Kent, e Valerio Mastrandrea nel ruolo dell’ispettore Ginko. Nelcast anche attori cari al cinema dei registi, quali Alessandro Roja, Serena Rossi e Claudia Gerini.

(…) «Ci troviamo bene a lavorare qui» hanno commentato gli scenografi di Diabolik in gran parte provenienti da Roma. In parte anche per un motivo abbastanza curioso: «La stazione dei rifiuti qui dietro (quella di via dello Sport, ndr) èmolto comoda. Con tutti i rifiuti che produciamo è pratico averla così a portata di mano, possiamo “differenziare” tranquilli».

Ovviamente soddisfatto il sindaco di Ozzano, Luca Lelli: «Siamo molto felici, ci teniamo a far sentire questi ospiti completamente a loro agio, sperando vogliano tornare. I Manetti, mesi fa, chiamarono in Comune per sapere se c’era un luogo adatto a Diabolik e noi li abbiamo messi in contatto con la proprietà dell’immobile ex Unopiù – ricostruisce il sindaco –.  A noi, e credo a tutti gli ozzanesi, fa molto piacere, anche a costo di sopportare qualche piccolo disagio. Così potremo rivedere in tv o al cinema il nostro territorio, quando il film sarà finito». (t. f.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 14 novembre

Il Diabolik dei Manetti Bros sfreccia in Jaguar a Ozzano

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