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Cronaca 7 Dicembre 2018

Successo per l'iniziativa con l'astronauta Roberto Vittori a Imola per i 50 anni della cooperativa Cars

Roberto Vittori. Ovvero, il personaggio che non ti aspetti. E’ vero, essere un ex astronauta non depone a favore della normalità. Ma da una persona che ha vissuto per settimane l’esperienza di una forzata convivenza con altri colleghi negli spazi angusti di una stazione spaziale e in assenza di gravità, ci si aspetta, caratterialmente parlando, flemma e parsimonia: flemma nei gesti e parsimonia di parole. E invece il Vittori visto e ascoltato all’iniziativa offerta alla città dalla cooperativa di assistenza e ricreazione sociale Cars-Agenzia viaggi Santerno per i 50 anni di attività, assieme alla cooperativa Sacmi, si è rivelato un autentico show-man, capace di catturare anche l’intesse dei numerosi studenti (presenti classi del liceo tecnologico dell’Alberghetti, del liceo scientifico e della scuola Don Bosco), prima ascoltatori attenti e poi prodighi di domande.

Ma andiamo con ordine. A fare gli onori di casa nel bell’auditorium 1919 è stato il presidente della Sacmi, Paolo Mongardi, dopo aver accompagnato l’ospite in visita nei reparti produttivi, assieme a Raffaele Benni, presidente della Cars. Un sodalizio di vecchia data e non casuale quello che lega le due cooperative storiche di Imola: la Cars, che celebra appunto i 50 anni, e la Sacmi, che l’anno prossimo, di anni, ne celebrerà 100. «In due facciamo 150 anni di storia imolese. Due storie che hanno avviato una proficua collaborazione. Qui in azienda c’è infatti un ufficio con dipendenti della Cars impegnati ogni giorno a far viaggiare nel mondo i nostri tecnici», ha spiegato il presidente Mongardi. «La collaborazione che da tempo abbiamo con Sacmi ci ha spronato e ci ha permesso di acquisire una cultura di livello internazionale e un livello qualitativo altissimo del servizio fornito», ha aggiunto Benni.

Ma torniamo a Vittori: classe 1964, sposato, due figli, laurea conseguita presso l’Accademia di Pozzuoli, pilota dell’Aeronautica militare (con all’attivo circa 2 mila ore di volo su diversi modelli di aeroplani), generale di brigata aerea, poi astronauta dell’Agenzia spaziale europea (ha compiuto tre missioni nello spazio, nel 2002, 2005 e nel 2011: due a bordo della capsula Sojuz russa e una con lo Shuttle statunitense).Attualmente ricopre il ruolo di space attaché presso l’ambasciata italiana negli Stati Uniti ed è inoltre il responsabile dell’ufficio dell’Agenzia spaziale italiana a Washington.

«Non è stato facile strapparlo agli Stati Uniti. Ci abbiamo lavorato un anno. E se siamo riusciti nell’intento, è grazie al generale di brigata aerea Alberto Biavati, nostro concittadino, artefice del collegamento», ha raccontato Benni, riconoscente. «Non sappiamo con sicurezza cosa ci riserva il futuro, ma lo possia-mo immaginare. E magari ci riserverà l’Agenzia Santerno che proporrà viaggi nel cosmo», ha detto la sindaca Manuela Sangiorgi, coniugando il tema dell’iniziativa ed il valore del core business della Cars. Magari quando, in futuro, il biglietto sarà più a buon mercato.

«Per andare nello spazio – ha raccontato Vittori – c’erano due vettori: la Sojuz russa e lo Shuttle statunitense. Ma lo Shuttle non vola più dal 2011 e oggi chiunque voglia andare nello spazio deve usare la Sojuz. Ai tempi miei un passaggio costava 10 milioni di dollari, oggi ne costa 75». E, soprattutto, quando sarà disponibile un vettore diverso dall’attuale (e scomoda) Sojuz. Ma «il problema – ha però spiegato Vittori – non è tecnico ma culturale: occorre superare la convinzione che lo spazio sia distante. Noi pensiamo che lo spazio sia un qualcosa di in-finitamente lontano. In realtà lo spazio è vicinissimo a noi. Lo spazio dista da noi soltanto 100 chilometri», grossomodo la distanza tra Bologna e Firenze. La differenza sta che «se si vuole andare nello spazio bisogna vincere la forza di gravità e la resistenza dell’aria». (fu.an.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto l”astronauta Roberto Vittori

Successo per l'iniziativa con l'astronauta Roberto Vittori a Imola per i 50 anni della cooperativa Cars
Cronaca 23 Novembre 2018

La Clai dona 140 mila pasti al Banco Alimentare. Il presidente Bettini: «La responsabilità sociale è nella nostra anima»

Il gruppo Clai ha scelto di sostenere l’attività di Banco alimentare con una donazione che consente di recuperare cibo equivalente a 140 mila pasti (un pasto corrisponde a 500 grammi di alimenti). L’a n nu nc io a r r iva a pochi giorni dalla Giornata nazionale della Colletta alimentare di sabato 24 novembre.

Dopo la partnership dello scorso anno con il Fondo ambiente italiano per valorizzare e tutelare il patrimonio culturale, il gruppo Clai rinnova ancora una volta il suo impegno sociale di solidarietà e condivisione verso chi ha bisogno.

«L’anima di Clai è basata da sempre su un forte senso di responsabilità sociale – spiega Giovanni Bettini, presidente Clai -. E’ nella natura della Cooperazione ascoltare, leggere e vivere partecipando attivamente ai problemi sociali e, come per questa attività con il Banco alimentare, aiutare chi senza un sostegno non riuscirebbe ad andare avanti. Crediamo fortemente nel ritorno sociale, traiamo dal territorio molto del suo potenziale e abbiamo il dovere di restituire quanto riceviamo, questa restituzione fa parte del dna di Clai».

Nella foto Villa La Babina, sede del Centro direzionale Clai a Sasso Morelli

La Clai dona 140 mila pasti al Banco Alimentare. Il presidente Bettini: «La responsabilità sociale è nella nostra anima»
Cronaca 15 Novembre 2018

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey

La rassegna di CooperAttivaMente si occupa venerdì prossimo di mafie. «Processo Aemilia, oltre mille anni di condanne. E ora?» è il titolo dell’incontro che vede coinvolti Sofia Nardacchione (Libera Informazione), Daniele Borghi (Libera Emilia Romagna) ed Elisabetta Marchetti (Libera Imola), alle ore 18 alla Sala delle Stagioni in via Emilia 25.

Un incontro che, oltre a segnare la prima uscita della neo referente imolese dell’associazione fondata da don Ciotti, vuole essere l’occasione per dare l’informazione più precisa e puntuale sull’’ndrangheta in Emilia Romagna, un fenomeno criminale che cresce nell’ombra e che nella indifferenza trova la spinta per diventare sempre più forte.

I processi Aemilia e Black Monkey hanno stabilito che il fenomeno mafioso si è radicato in Emilia Romagna in questi anni. Come si capisce dall’articolo di questa pagina di Sofia Nardacchione, le mafie sono presenti e attive in questo territorio.

L’impegno di CooperAttivaMente (il cartellone voluto dal Consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 e dalla coop. Bacchilega, editrice del «sabato sera») è quello di informare e promuovere la cooperazione, i suoi valori di legalità e corretti stili di vita.

Il tutto passando da incontri di qualità che stanno riscuotendo grande partecipazione di pubblico come è avvenuto giovedì scorso in occasione della presentazione del libro «Balle mortali» di Roberto Burioni (Rizzoli editore). Il professore che lotta contro la disinformazione scientifica che produce fenomeni pericolosi, come i no-vax, ha intrattenuto il pubblico che ha gremito la Sala delle Stagioni giovedì 8 novembre.

Nella foto la Sala delle Stagioni piena per Roberto Burioni

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey
Economia 14 Novembre 2018

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri

Grazie alla vicinanza al casello autostradale, Castel San Pietro Terme si conferma sempre più territorio vocato al  trasporto e alla logistica industriali. E’ di poche settimane fa l’inaugurazione del nuovo magazzino di Decathlon Italia, il gigante del retail sportivo, già presente nell’area industriale Ca’ Bianca e trasferitasi poco più in là, in una struttura più spaziosa costruita dalla società bresciana Fap Investments in via Henry Ford 4, dalla parte dell’outlet village.

Ebbene, il prossimo 15 novembre, alle 17.30, verrà inaugurato un altro magazzino  frutto di un accordo tra Aster Coop, cooperativa di Udine attiva da 40 anni nella logistica, e Centrale Adriatica, la società cooperativa che si occupa della logistica per le cooperative di consumatori di Alleanza 3.0.

Si tratta di un centro per lo stoccaggio, la preparazione e la distribuzione, su 10.000 metri quadri, che gestirà 5 milioni di colli a servizio dei negozi di Coop Alleanza 3.0.Il centro logistico, anch’esso situato in via Henry Ford, ma al numero 9, occuperà 36 lavoratori.

«La nascita di questo nuovo centro logistico – ha commentato il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti – rappresenta un importante segnale di fiducia nel nostro territorio da parte dell’imprenditoria cooperativa, che sceglie di investire e creare nuovi posti di lavoro nel nostro Comune».

Aster Coop inaugura domani 15 novembre a Castel San Pietro il nuovo magazzino da 10.000 metri quadri
Cultura e Spettacoli 25 Ottobre 2018

CooperAttivaMente, domani alla Rocca di Dozza appuntamento con la rassegna «Seminar scrittori»

E” in programma domani, 26 ottobre, alle 18, alla Rocca di Dozza, il primo appuntamento della rassegna «Seminar scrittori. Incontri con gli autori del territorio», proposta dal consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 in collaborazione con le Librerie Coop. 

L”iniziativa prevede la presentazione del cartellone e una chiacchierata con Sabrina Grementieri, Luca Occhi, Corrado Peli, Eugenio Saguatti e Paolo Sartiani, con la partecipazione di Veronica Messora (per Officine Wort).

Anche «Seminar scrittori» si inserisce nel ricco calendario di CooperAttivaMente, il progetto ideato dal consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie Coop, nel quale grandi e piccini possono partecipare a presentazioni di libri, laboratori e altri appuntamenti per promuovere la cooperazione, la legalità e corretti stili di vita e consumo.

L”entrata all”evento in Rocca è libera.

CooperAttivaMente, domani alla Rocca di Dozza appuntamento con la rassegna «Seminar scrittori»
Economia 10 Ottobre 2018

Il viaggio dei vincitori di Vitamina C tra Puglia e Basilicata alla scoperta di passione civile e valori cooperativi

A partire quest’anno alla volta di Lecce e Matera grazie ai progetti di impresa premiati durante il passato anno scolastico (Apollo per la produzione di isolanti termici ed acustici dal riciclo delle piume di scarto degli allevamenti avicoli, Black Option per l’alimentazione del futuro a base di insetti, Giga Barper rispondere in maniera integrata alle esigenze di studio e incontro dei giovani) sono stati Lorenzo Berti, Simone Galbano, Diana Martignani, Aretha Rambaldi, Codrina Vasai, Chiara Guadagnini, Federica Pelliconi, Irene Salaroli e Sofia Tampieri dell’Istituto Scarabelli insieme a Riccardo Avarello, Alessia Benedetti, Sara Mastrorocco, Elisabeta Maria Sirbu, Raoul Tondini e Anna Visani dell’Alessandro da Imola.

I ragazzi, accompagnati dalle insegnanti Roberta Giacometti, Antonella Martelli e Simona Costa e dal funzionario di Legacoop Imola Rita Linzarini, hanno affrontato insieme un viaggio che voleva essere anche un’occasione per conoscere nuove città ma anche nuove realtà cooperative e toccare con mano i valori della cooperazione.

«La visita guidata del centro storico di Lecce, prima tappa del viaggio, è stata l’occasione per scoprire ed apprezzare l’utilizzo della pietra leccese nell’architettura della città – si legge nel diario di bordo del viaggio redatto dai ragazzi quale occasione per trasferire le conoscenze acquisite lavorando in cooperazione per un obiettivo e prodotto comune -. Martedì invece abbiamo incontrato Francesco Gigante, presidente della cooperativa sociale Terre di Puglia e i suoi collaboratori, a Torchiarolo, dove ha sede la cantina, e a Mesagne, dove la cooperativa gestisce una masseria, due luoghi di lavoro che sono anche sedi di contrasto alle mafie. La cooperativa nasce infatti, previo bando pubblico, per l’assegnazione di beni confiscati alla mafia locale, la Sacra Corona Unita: in una realtà dove la paura ha bloccato tante persone, l’orgoglio più grande della nostra azienda sono i dipendenti e i soci che lavorano per dare una nuova vita ai beni confiscati alla mafia pugliese, ci racconta il presidente illustrando i prodotti dedicati alle vitti-e delle associazioni criminali del territorio.

Il socio fondatore Alessandro Leo ha aggiunto che per impegnarsi in questa esperienza non serve il coraggio ma la passione civile, perchè per costruire un mondo basato sulla legalità non sono importanti solo eroi ma anche le tante persone normali che ogni mattina si alzano per lavorare mettendo a disposizione le proprie competenze. Una bella lezione di vita e legalità accompagnata da un forte vento di tramontana che ha scompigliato i capelli oltre che i pensieri, ma non ha impedito la prevista gita al mare, dalla grotta della poesia a Roca Vecchia fino ai faraglioni di torre Sant’Andrea ed Otranto, quindi di nuovo a Lecce per visitare il castello di Carlo quinto e il museo Faggiano con le rovine di un’antichissima struttura risalente all’epoca messapica poi utilizzata in periodo roma-no e medievale come convento e dunque ricco di simboli a testimonianza del passaggio dei templari e di altre epoche archeologiche.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Nella foto la visita alla cooperativa sociale Terre di Puglia

Il viaggio dei vincitori di Vitamina C tra Puglia e Basilicata alla scoperta di passione civile e valori cooperativi
Economia 19 Settembre 2018

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare

All”interno della cooperativa agroalimentare Terremerse il settore Cereali rappresenta circa il 24% del fatturato totale, che nel 2017 ha raggiunto oltre 142 milioni di euro (consolidato 168 milioni) e un utile netto di 181 mila euro. «Nel 2017 – dettaglia Augusto Verlicchi, direttore del settore Cereali e Proteici della cooperativa di Bagnacavallo – abbiamo ritirato 135 mila tonnellate di cereali e proteoleaginose (ad esempio girasole, soia e colza, Ndr). I produttori che hanno consegnato cereali sono stati 1.780. Di questi, 1.258 sono soci della cooperativa. Per quanto riguarda il circondario imolese, abbiamo avuto 68 conferenti, di cui 57 soci».

Coltivare cereali, oggi, è ancora remunerativo?
«Per quanto riguarda il grano – spiega il direttore – è vero che i prezzi in generale sono bassi, ma nell’ultimo periodo, da fine luglio, il prezzo del frumento tenero ha recuperato. Proprio per ovviare al problema dei prezzi volatili e bassi degli ultimi anni, dettati dai mercati internazionali su tutte le commodities, come cooperativa da anni siamo fortemente orientati a proporre ai nostri soci contratti di coltivazione e commercializzazione con premialità e maggiorazioni del prezzo di mercato. Questo viene proposto in generale su tutti i cereali e proteoleaginose che la cooperativa ritira. All’interno di questi c’è, ad esempio, anche il contratto alta qualità frumento duro Barilla, che proponiamo fin dal 2007. Per l’imminente campagna proporremo, oltre ai contratti soliti, anche alcune nuove proposte che stiamo definendo in questi giorni con l’industria molitoria, di trasformazione e la grande distribuzione».

Un altro esempio è la collaborazione con Deco Industrie, altra cooperativa di Bagnacavallo, che produce biscotti, dolci da ricorrenza e piadine. A Imola Deco Industrie ha acquisito nel 2016 lo stabilimento della Packaging Imolese, dove si producono detergenti e deodoranti (altro ambito di attività della cooperativa) e poi l’ex sede di 3elle in via Lasie, oggi centro logistico aziendale. La molla alla base della collaborazione tra Terremerse e Deco Industrie sono stati la ricerca di materie prime di qualità e il recupero delle filiere produttive locali, per andare incontro a consumatori sempre più informati ed esigenti, che prestano grande attenzione alla provenienza degli ingredienti dei prodotti.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Cereali, il progetto della cooperativa Terremerse per fornire le migliori materie prime all'industria alimentare
Economia 17 Settembre 2018

Coopstartup, il 18 settembre a Imola la presentazione del bando per sostenere i giovani cooperatori

Domani, martedì 18 settembre, sarà presentato a Imola (sala delle Stagioni, via Emilia 25, ore 17.30) Coopstartup, il bando con il quale Legacoop Bologna e Coopfond mettono a disposizione 45 mila euro per under 40 che lavorano, studiano o vivono a Bologna e nei comuni dell’area metropolitana e che vogliono creare startup cooperative.Il termine per partecipare al bando è il 31 ottobre alle 14.

Ci si può candidare direttamente sul sito www.coopstartup.it/bologna e possono farlo persone singole, gruppi e neocooperative, che potranno accedere gratuitamente a un programma di formazione, finalizzato alla costituzione di startup cooperative, attraverso la piattaforma di e-learning 10 Steps and Go. Per i primi dieci che supereranno la prima selezione sulle idee imprenditoriali in palio c’è l’accesso a un percorso finalizzato a trasformare l’idea iniziale in progetto d’impresa. Successivamente, i tre che supereranno la seconda selezione sui progetti imprenditoriali riceveranno l’accompagnamento alla costituzione in cooperativa da parte di Legacoop e, se aderiranno all’organizzazione, un contributo a fondo perduto di 15 mila euro per avviare la nuova impresa, oltre all’accompagnamento post-startup nei 36 mesi successivi.

Per saperne di più, l’appuntamento è per martedì 18 settembre alla Casa della Cooperazione, in via Emilia 25, nella sala delle Stagioni. Alle 17.30 l’incontro sarà aperto da Domenico Olivieri, presidente di Legacoop Imola e da Mirco Mongardi, di Generazioni Legacoop Emilia-Romagna. Seguiranno gli interventi di Simone Gamberini, direttore di Legacoop Bologna, Alfredo Morabito, direttore della Promozione attiva di Coopfond, Christian Gironi, direttore dell’incubatore d’impresa Innovami, Gildo Bosi, automation R&D manager di Sacmi, leader mondiale nei settori delle macchine per ceramiche e packaging.

Coopstartup, il 18 settembre a Imola la presentazione del bando per sostenere i giovani cooperatori
Cronaca 16 Settembre 2018

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti

Nel 2016 il premio “100% italiano” era andato a Judith Wade, fondatrice e amministratore delegato della rete Grandi giardini italiani che raccoglie le meraviglie verdi d’Italia. Nel 2017 a riceverlo era stato il compianto Gino Girolomoni, precursore e padre dell’agricoltura biologica in Italia. Sabato sera della scorsa settimana, in occasione dell’evento Sapori in Villa, nell’ambito della 28ª Festa del contadino a Sasso Morelli, la Clai ha consegnato il premio alla cooperativa sociale Giotto di Padova.

Creata nel 1986 da alcuni giovani laureati e laureandi in Scienze agrarie e forestali con lo scopo di creare opportunità di lavoro, la cooperativa padovana offre oggi un’ampia gamma di servizi (dalla manutenzione del verde alle pulizie, dalla custodia di parcheggi alla gestione di collegi universitari, ai servizi di ristorazione), occupando 400 persone, tra cui disabili fisici o psichici e detenuti da reinserire nella società. Un modello di economia sociale guardato e studiato a livello internazionale.

«Avere ricevuto un riconoscimento per l’impegno nella promozione della cultura e del lavoro ci riempie di orgoglio – ha commentato il presidente della cooperativa sociale, Nicola Boscoletto -, anche per il fatto che questo riconosci-mento arriva da una importante realtà imprenditoriale cooperativa, la Clai, che negli anni ha creato valore dal punto di vista lavorativo e umano».

L’articolo completo è su «sabato sera» del 13 settembre

Nella foto la cerimonia di consegna

Premio 100% italiano, la Clai premia la Coop sociale Giotto che dà lavoro a disabili e detenuti
Cronaca 4 Settembre 2018

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'

Sarà inaugurata ufficialmente venerdì 7 settembre la comunità diurna «Franca Ongaro Basaglia», funzionante da aprile nei locali del complesso «Lolli». Il bando per l’affidamento del vecchio centro diurno sanitario gestito dall’Ausl è stato fatto nel 2017 e l’aggiudicazione è andata alla Cooperativa sociale Tragitti. La comunità dispone di un massimo di 20 posti, è aperta di norma dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, ma osserva aperture straordinarie il sabato, la domenica o nelle ore serali in base a progetti e attività specifiche. Vi lavorano quattro operatori e un coordinatore, che si alternano in base ai turni: uno più dello standard stabilito dalla Regione.

Patrizia Turci, presidente della cooperativa Tragitti, riconosce un merito all’Ausl, quello di non avere fatto un’aggiudicazione al massimo ribasso. «La nostra ottica e la nostra filosofia – spiega la Turci – si riassumono con questa espressione: autodeterminazione della persona. Tutte le attività che svolgiamo, quelle in continuità con il periodo precedente e quelle che abbiamo avviato noi, si programmano ragionandole con le persone che frequentano la comunità. Si tratta dunque di condivisioni, sulla base degli interessi e dei bisogni, non di organizzazione a priori».

Ciascun ospite è inserito dal centro di Salute mentale ed è titolare di un progetto riabilitativo individuale calibrato su di lui. A questo punto, continua la presidente, «la comunità, al suo interno e dopo un periodo di osservazione e conoscenza, elabora un ulteriore progetto che contiene analisi dei bisogni, obiettivi specifici, interventi. Il progetto, in un’ottica di empowerment, è condiviso con la persona ma anche con il Dsm, l’utente e i suoi familiari, insomma con tutte le persone coinvolte nel percorso di cura. Formalmente la condivisione si sostanzia con la firma di tutte le parti».

Le attività svolte, è opportuno sottolinearlo, non sono l’obiettivo, bensì altrettanti strumenti per per-seguire il fine che è l’autonomia, la risocializzazione della persona. «Esiste un concetto nella lingua inglese che non è traducibile perfettamente in italiano: la parola è recovery – dice ancora Patrizia Turci -. Possiamo spiegarlo così: non si tratta tanto di un percorso di guarigione clinica, ma di un percorso dinamico e individuale attraverso cui la persona si prende la responsabilità della propria vita, attivando tutte le risorse che le permettono di viverla pienamente. La persona sviluppa cioè quelle strategie che permettono non solo di tenere sotto controllo i sintomi ma anche di combattere l’esclusione sociale. Qui sta un altro punto qualificante del nostro modo di lavorare, che è l’integrazione con il territorio. In un momento difficile, in cui si intensificano gli attacchi alla legge 180, è importante riaffermare questa volontà. La comunità non si chiude, non fa tutto all’interno, ma usa strumenti e infrastrutture del territorio».

Questa filosofia viene applicata interagendo con quanto accade in città. Durante Imola in Musica, ad esempio, è stato organizzato un concerto all’interno della comunità, per permettere alla comunità di essere attraversata dalla città, ma accade anche il contrario. Con l’attività artistica, una di quelle svolte in continuità perché era praticata anche all’epoca del centro diurno e si avvale dell’apporto di un maestro d’arte, ci sono sbocchi esterni, attraverso le mostre e la vendita dei quadri.

«Abbiamo già organizzato una mostra alla Casa della salute di Castel San Pietro, inaugurata dal sindaco Fausto Tinti e stiamo lavorando a un’altra mostra a Medicina, nella Casa della salute locale – elenca la Turci -. Stiamo prendendo contatto con associazioni del territorio, con la “Van Gogh” già collaboriamo, perché garantisce la commercializzazione dei quadri e permette di dare ulteriore senso al lavoro svolto nel laboratorio di pittura. Con la vendita dei quadri le persone possono avere anche un’entrata. Io c’ero quando ancora esisteva l’ospedale dell’Osservanza: anche allora i pazienti dipingevano, ma i disegni venivano buttati. Oggi si mettono in mostra, si portano fuori e se qualcuno è interessato se ne ricava qualcosa. Non stiamo parlando di redditi alti, ma di dignità. Un quadro è finito addirittura in Inghilterra». (r.c.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto alcuni dipinti realizzati dagli ospiti della comunità diurna

Inaugura giovedì 7 settembre a Imola la comunità diurna per la salute mentale “Franca Ongaro Basaglia'

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