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Economia 14 Aprile 2021

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci

Come vi avevamo annunciato una settimana fa, «sabato sera» ha voluto tracciare un quadro delle prospettive economiche per il territorio, nel breve e medio termine. La prima tappa alla cooperativa imolese Cefla dove a rispondere alle domande è il presidente, Gianmaria Balducci«Il budget 2021, presentato a inizio gennaio, prevede un rimbalzo del 5% in tutti i nostri settori di attività. Il primo trimestre è andato decisamente bene: siamo partiti con un fatturato e un portafoglio ordini migliori di quelli non solo del 2020, ma anche del 2019. Nonostante questo, all’orizzonte non mancano le minacce, che riguardano un po’ tutti ed anche per questo è prematuro dire come sarà davvero il 2021. Quali? La prima è che arriviamo in ritardo con le vaccinazioni rispetto ad altre zone del mondo come Cina e Stati Uniti. Il rimbalzo, che è già in corso e che anche noi stiamo vedendo, verrà intercettato meglio da chi è già in grado di muoversi per il mondo perché vaccinato. Il passaporto vaccinale sarebbe utile e gradito. Quando ci saranno le condizioni, ben volentieri metteremo a disposizione la nostra sede come punto vaccinale. Abbiamo già dato la nostra disponibilità a Confindustria e Legacoop». 

Ci sono anche altri fronti caldi?

«L’aumento dei costi delle materie prime. La Cina e gli altri Paesi che sono ripartiti con slancio hanno generato un aumento della domanda, con dinamiche, probabilmente anche speculative, che hanno fatto alzare anche del 30-40% i prezzi di alcune materie prime, in particolare acciaio, legno, plastica, carta e componenti elettronici. C’è il rischio di non riuscire a soddisfare la domanda attuale. Anche questo è un nodo chiave che, se non gestito con attenzione, può compromettere la competitività del sistema Paese nel suo complesso».

Quale tra le vostre business unit sta andando meglio?

«Il medicale è ripartito fortissimo. Il finishing, invece, che era più in difficoltà a livello di portafoglio ordini, vede ora il mercato di riferimento muoversi grazie a nuovi investimenti e progetti importanti che guardano al medio e lungo periodo, soprattutto in Cina e Usa. Gli ordini sono quindi in risalita».

Cefla si è aggiudicata anche i lavori per la nuova sede bolognese del Cineca, che ospiterà il supercalcolatore Leonardo. Anche per la divisione Engineering l’anno è partito col piede giusto?

«L’edilizia e l’impiantistica sono forse i settori che hanno le prospettive migliori. Il problema è che questo mercato, anche se sta ripartendo, non riconosce le marginalità corrette, nonostante ormai ci sia quasi più domanda di lavoro che offerta di imprese e impiantisti. Noi stiamo dicendo tanti no sia perché le forze non sono infinite, sia per cercare di essere selettivi sui lavori che oltre a margini sostenibili consentano anche di avere referenze importanti. Nel settore edile ancora in tanti sono in difficoltà economico-finanziarie. Presentarci direttamente evita il rischio di incappare in partner che magari possono avere dei problemi in corso d’opera. Stiamo cercando di evitare il più possibile i subappalti anche per questo motivo».

In prospettiva cosa rimarrà dei cambiamenti introdotti nella vostra organizzazione aziendale in seguito alla pandemia?

«Certe attività si faranno da remoto. Se penso al futuro, quasi sicuramente ricominceremo a muoverci solo per i contratti più importanti, mentre per le vendite di routine o più semplici questa fase farà da scuola anche in seguito. Non lo diciamo noi, ma i sondaggi delle compagnie aeree: i voli torneranno ai livelli del 2019 solo nel 2025».

E per quanto riguarda lo smart working?

«Da un sondaggio interno sappiamo che i nostri dipendenti lo hanno apprezzato. Anche oggi per i nostri impiegati la percentuale di lavoro a distanza è dell’ordine del 70-80%. Tanti auspicano di poterlo utilizzare anche in futuro, con un bilanciamento fra i giorni in presenza e non. La produttività comunque è stata sorprendentemente buona, a detta non solo dei dipendenti ma anche dei responsabili di area. E anche i risultati lo dimostrano. In certi casi il remote working è molto comodo per chi deve fare lunghi tragitti casa-lavoro, così non spreca tempo in trasferte a poco valore aggiunto. Ci sarà da attivare un vero smart working, bilanciato in base a ruoli ed esigenze, anche se limita un po’ la socialità e il fare squadra».

Di recente avete anche terminato i lavori del nuovo showroom e training center. È già operativo?

«Lo stiamo già usando, perchè lo abbiamo allestito con tutte le tecnologie necessarie a tenere corsi anche da remoto. Qualche cliente italiano è già passato a vedere i prodotti. Non lo stiamo usando in modo intensivo come faremo, speriamo, tra qualche mese, però sta già dando risultati. In attesa della ripartenza del mondo fieristico, che prevediamo lenta, avere una specie di fiera interna, con un portafoglio prodotti importanti, esposti molto bene, riteniamo possa essere un vantaggio competitivo». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’8 aprile.

Nella foto: la sede Cefla

Cefla, fatturato e ordini ok ma c’è l’incognita delle materie prime. Intervista al presidente Gianmaria Balducci
Economia 8 Aprile 2021

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna

Cambio alla guida di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna che riunisce Agci, Confcooperative e Legacoop. Il nuovo presidente per il prossimo mandato è, infatti, Francesco Milza, eletto all’unanimità nel corso del comitato esecutivo svoltosi in modalità online ieri pomeriggio con la partecipazione di oltre 50 delegati. Ai lavori hanno partecipato la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, che si è confrontata sulle sfide poste dalla pandemia e sui progetti della cooperazione, e il vicedirettore di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, che ha offerto dati e indicazioni sull’andamento dell’economia regionale e del sistema cooperativo.

Cinquantasette anni, amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza, Milza è anche presidente di Confcooperative Emilia Romagna. Alla guida dell’Alleanza Cooperative regionale prende il posto di Massimo Mota (presidente Agci Emilia-Romagna), che assume così l”incarico di co-presidente insieme a Giovanni Monti (presidente Legacoop Emilia-Romagna), a conferma della rotazione annuale alla presidenza dell’Alleanza stabilita dalle centrali cooperative. «Il ruolo dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna è fondamentale per l’interlocuzione con le istituzioni di fronte alle quali il sistema cooperativo si presenta unito e più forte – ha dichiarato Milza, ringraziando Mota e Monti per il lavoro svolto assieme nell’ultimo difficile anno -. Nel confronto con la Regione le nostre priorità riguardano: la nuova programmazione comunitaria 2021-27 nell’ambito del Next Generation Ue, la partecipazione al Tavolo della semplificazione affinché porti risultati concreti per le imprese, l’attivazione del Tavolo sui lavori sociali per valorizzare le attività delle cooperative sociali e sanitarie protagoniste di un’importante pezzo di welfare dell’Emilia-Romagna, un’iniziativa legislativa regionale per riconoscere e promuovere le cooperative di comunità come accaduto in altre Regioni, il sostegno al credito e alle attività di promozione cooperativa e formazione per la riqualificazione dei lavoratori». (r.e.)

Nella foto: Francesco Milza, nuovo presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna
Economia 24 Marzo 2021

L’ananas Dolcetto a marchio Alce Nero fa crescere l’agricoltura cooperativa in Togo

Bilancio positivo per il primo anno del progetto «Ananas Dolcetto», nato per sviluppare l’agricoltura cooperativa in Togo. L’iniziativa è promossa da Coopermondo, la Ong del sistema Confcooperative, con il contributo dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo assegnato nell’ambito del Bando Profit 2018, e vede tra i soggetti convolti anche la cooperativa Agrintesa, come partner industriale e agronomico, e Alce Nero, con sede a Castel San Pietro, come partner commerciale.

Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, 500 giovani sono stati avviati all’agricoltura e oltre 1.500 agricoltori togolesi, di cui oltre un terzo donne,  hanno ottenuto la certificazione Bio e Fairtrade. Centrato anche il bersaglio della giusta remunerazione per l’ananas. Dall’inizio del progetto, l’ananas biologico del Togo, venduto a marchio Alce Nero, ha raggiunto oltre 250 mila consumatori italiani. (lo.mi.) 

Nella foto: produzione dell’ananas Dolcetto in Togo

L’ananas Dolcetto a marchio Alce Nero fa crescere l’agricoltura cooperativa in Togo
Economia 19 Marzo 2021

Il Bilancio di sostenibilità del gruppo Caviro, risparmiate 82 mila tonnellate di anidride carbonica

Il gruppo cooperativo Caviro, di cui fanno parte 27 cantine sociali e 12.400 viticoltori (anche nel circondario imolese) per una produzione di 195 milioni di litri di vino, ha presentato il proprio Bilancio di sostenibilità.

Questi in sintesi i numeri del bilancio: 555 mila tonnellate annue di scarti agroindustriali processati; crescita del 99% della quota di recupero e valorizzazione degli scarti; totale autosufficienza energetica (il gruppo utilizza solo energia elettrica verde, autoprodotta da fonti rinnovabili e certificata); 82 mila tonnellate di anidride carbonica di origine fossile (equivalenti alla capacità di assorbimento di una foresta di 19 mila ettari, un’estensione superiore alla città di Milano) risparmiate all’ambiente, grazie all’energia e ai biocarburanti prodotti. Solo nella campagna vitivinicola 2019-20 si sono trasformate 73 mila tonnellate di vinaccia e 24 mila tonnellate di feccia in prodotti nobili, in un’ottica di economia circolare.

«Lo sviluppo sostenibile, l’impegno costante, concreto e crescente del gruppo – commenta il presidente, Carlo Dalmonte – è un concetto insito nel Dna Caviro, derivante dalla sua configurazione fondante di cooperativa: al centro non c’è solo la massimizzazione del profitto, ma anche e soprattutto le persone e la volontà di assicurare il soddisfacimento dei loro bisogni senza compromettere quelli delle generazioni future». (lo.mi.) 

Nella foto: lo stabilimento Caviro a Forlì

Il Bilancio di sostenibilità del gruppo Caviro, risparmiate 82 mila tonnellate di anidride carbonica
Economia 10 Marzo 2021

Vitamina C, torna nelle scuole in versione digitale il progetto per giovani cooperatori

Prenderà il via domani, in versione on line, «Vitamina C – Cooperazione, condivisione e cultura di impresa», il concorso promosso da Alleanza delle cooperative italiane Imola per premiare progetti di autoimprenditorialità cooperativa sviluppati dagli studenti delle classi quarte degli istituti superiori imolesi. La nuova edizione coinvolgerà, in via eccezionale, anche le attuali classi quinte che avevano chiesto di partecipare nel corso dell’anno scolastico 2019/20 e che causa lockdown non hanno potuto completare il percorso. In totale le classi coinvolte saranno 32.

La versione digitale di Vitamina C prevede, a partire dall’11 marzo, nove incontri formativi fino a metà maggio. Seguirà la parte progettuale, che si svolgerà attraverso una piattaforma on line. «Il contributo degli studenti è fondamentale per cambiare la nostra società – spiegano  gli organizzatori -. È importante la loro visione del futuro ed è importante la loro capacità di individuare i nuovi bisogni della nostra società e di creare nuove possibilità di crescita e di sviluppo per il nostro territorio, che consentano anche di generare nuovi posti di lavoro. Per costruire una società più equa, più sostenibile dal punto di vista sia ambientale che sociale, e più responsabile». (lo.mi.) 

Approfondimenti su «sabato sera» dell’11 marzo 

Nella foto: i vincitori dell’edizione 2019 di Vitamina C

Vitamina C, torna nelle scuole in versione digitale il progetto per giovani cooperatori
Economia 5 Marzo 2021

Sacmi, avvicendamento alla direzione generale del Gruppo. Il commento del presidente Paolo Mongardi

Il Gruppo Sacmi cambia e, come anticipato ieri sera sul nostro sito, nomina il 59enne genovese Mauro Fenzi come nuovo direttore generale al posto dell’ingegner Giulio Mengoli. «L’avvicendamento avverrà nelle modalità più congrue per garantire la massima continuità nella gestione strategica ed operativa dell’azienda – ha spiegato il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi, che ringraziato Giulio Mengoli per il contributo dato all’azienda nel corso degli anni.

Fenzi affronterà le nuove sfide forte della sua profonda conoscenza delle tecnologie legate all’automazione industriale, dei cambiamenti tecnologici in ambito digitale e della significativa esperienza gestionale orientata alla crescita del business e delle risorse umane. «La forte spinta alla crescita delle competenze ed al rafforzamento della leadership tecnologica nei vari business di attività – ha concluso Mongardi – si confermano al centro della visione strategica di SACMI, in continuità con il percorso tracciato sin qui ed in linea con la vocazione internazionale del Gruppo». (r.e.)

Nella foto: il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi 

Sacmi, avvicendamento alla direzione generale del Gruppo. Il commento del presidente Paolo Mongardi
Cronaca 4 Marzo 2021

Gruppo Sacmi: nuovo Dg da aprile, Mauro Fenzi sostituirà Giulio Mengoli

Cambio al vertice del Gruppo Sacmi. Dal prossimo 1 aprile Mauro Fenzi sarà il nuovo direttore generale in sostituzione di Giulio Mengoli che dal giugno 2019 aveva guidato la società di riferimento della cooperativa di Imola, attiva a livello globale con oltre 80 società di produzione, distribuzione e servizio, attive in 30 Paesi.

L’ingegner Mauro Fenzi, 60 anni, è laureato in Ingegneria meccanica presso il Politecnico di Milano e vanta una lunga esperienza internazionale nel settore automotive, e in particolare nel mondo della automazione industriale e della robotica. Fino a pochi giorni fa era amministratore delegato di Sogefi (Gruppo Cir – De Benedetti) e in passato è stato Ceo di Comau (galassia Fca) dal 2013 al 2019. Il nuovo direttore di Sacmi ha rivestito incarichi di rilievo in altre società (Tecno spazio e John Crane International).

Mengoli, come spiega una nota del Gruppo Sacmi, lascia per esigenze personali.

Nella foto Mauro Fenzi

Gruppo Sacmi: nuovo Dg da aprile, Mauro Fenzi sostituirà Giulio Mengoli
Economia 1 Marzo 2021

Giovani, aperto il bando 2021 per le borse di studio messe in palio da La Bcc e Fondazione Dalle Fabbriche

La Bcc ravennate forlivese e imolese, insieme alla Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, presenta il nuovo bando 2021 per l’assegnazione di 42 borse di studio e di ricerca per un valore complessivo di 50 mila euro (per studenti neodiplomati, universitari o neolaureati soci o figli di soci della banca, ma anche per laureandi, neolaureati o giovani ricercatori residenti o domiciliati nel territorio di competenza della Bcc) e  di  18  borse  di  lavoro-tirocinio  semestrale  nelle imprese, nell’ambito  del «Progetto  crescita  professionale»,  con  un contributo fino a 36 mila euro (per laureati dei campus universitari Unibo di Forlì e Cesena e di altri  campus universitari collegati).

È inoltre previsto il Premio Luigi e Giuseppe Piazza, del valore di 1.250 euro, riservato a laureati in Scienze dell’economia e gestione aziendale o Scienze economiche o Finanza o diplomati di istituti tecnici del settore economico negli anni 2019 e 2020. Le candidature per le borse di studio e di ricerca vanno presentate entro il 30 aprile, quelle per le borse di tirocinio semestrale potranno essere inviate fino al 20 luglio.  Il  bando  e  maggiori  informazioni  sono  disponibili  sui  siti  internet  della  Banca www.labcc.it  e  della  Fondazione  Giovanni  Dalle  Fabbriche www.fondazionedallefabbriche.it. (lo.mi.) 

Nella foto: la premiazione 2019

Giovani, aperto il bando 2021 per le borse di studio messe in palio da La Bcc e Fondazione Dalle Fabbriche
Economia 25 Febbraio 2021

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna

«Legàmi di vite» è il nuovo contratto di sviluppo «green» nel comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna, che prevede interventi per oltre 115 milioni di euro, di cui 81 milioni sul versante ambientale. Il progetto, che vede il coordinamento di Enoteca regionale, è stato presentato al ministero dello Sviluppo economico.

Vi hanno aderito le più importanti realtà regionali cooperative, rappresentative di 12 mila imprese agricole socie, per un totale di 470 mila tonnellate di uva lavorata (il 61% della produzione dell’Emilia Romagna, dato 2019) e di 3.400.000 ettolitri di vino imbottigliato all’anno. Numeri importanti anche sotto il punto di vista occupazionale, con ben 1.232.000 giornate/lavoro agricolo e con circa 2.800 unità impiegate nelle cantine. Le aziende aderenti al progetto sono: Caviro Extra, Caviro, Agrintesa, Cantina Forlì Predappio, Cantina di Carpi e Sorbara, Terre Cevico, Le Romagnole, Medici Ermete, Cantine Riunite & Civ, Enomondo.

Obiettivo del contratto è lo sviluppo di una filiera sostenibile e circolare, anche con la messa a punto di un protocollo ambientale. Tra gli interventi che saranno realizzati in Emilia Romagna, oltre all’ampliamento della capacità produttiva, si prevede la trasformazione di prodotti agricoli del settore vitivinicolo e loro sottoprodotti (circa 67 mila tonnellate/anno derivanti dai processi di vinificazione) in acido tartarico naturale e biocarburanti avanzati, efficientamento energetico nei processi produttivi, riduzioni dei gas effetto serra, riduzione dell’impatto ambientale dei processi, realizzazione e potenziamento di sistemi di depurazione delle acque reflue in uscita dagli stabilimenti (attualmente 560 mila metri cubi/anno di reflui da attività agroalimentare ceduti in depurazione) e miglioramento dei sistemi di confezionamento e di stoccaggio. (lo.mi.)

Nella foto: il modello di economia circolare del progetto «Legàmi di vite»

L’Enoteca regionale coordina maxi-progetto di filiera «green» per il comparto vitivinicolo dell’Emilia Romagna
Economia 22 Febbraio 2021

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare

La cooperativa faentina Caviro è tra le cinque aziende vincitrici dell’ottava edizione del «Premio impresa ambiente», promosso dalla Camera di commercio di Venezia Rovigo in collaborazione con Unioncamere, il più alto riconoscimento italiano per le imprese private e pubbliche che si distinguono in un’ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale. La giuria ha selezionato i vincitori tra 125 candidature arrivate da 17 regioni.

Caviro ha vinto nella categoria «Miglior gestione» per  il  progetto «Dalla vite alla biocarburazione avanzata, con Caviro è possibile». Con  29  soci,  di cui 27 cantine, la cooperativa romagnola valorizza il lavoro di 12.400 soci viticoltori di sette regioni (tra questi, anche produttori del circondario imolese) e rappresenta – si legge nelle motivazioni del premio – «uno degli esempi più significativi di filiera integrata nel settore vitivinicolo e di economia circolare. Know-how e dotazione impiantistica consentono a Caviro di produrre all’interno dei propri stabilimenti non solo del vino di qualità, ma anche di trasformare tutti i sottoprodotti della vinificazione, attribuendo allo “scarto” dignità di risorsa che si rigenera e che rientra nuovamente in un ciclo produttivo». Caviro, assieme alle altre aziende vincitrici, concorrerà anche per il prestigioso «European business awards for the environment (Ebae) 2022-2023» della Commissione europea. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede faentina di Caviro

Caviro si aggiudica il «Premio impresa ambiente» per miglior gestione ed economia circolare

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