Posts by tag: disabilità

Sport 4 Maggio 2019

L’associazione castellana «Edu» Cerè e una settimana «Diverse» coi disabili di Malta

Una settimana speciale per i diversamente abili delle associazioni sportive «Edu In-Forma(Zione) Renzo Cerè – Bfc Senza Barriere» del presidente Giovanni Grassi e «Frame Football Malta» che hanno partecipato al programma Erasmus «Diverse» al villaggio senza barriere Tolè, a Bologna.

Le attività si sono concluse con una consegna di medaglie alla quale ha preso parte anche Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro Terme. Oltre alle partite giocate, da segnalare la visita allo stadio Dall’Ara, assistendo a Bologna-Sampdoria, l’incontro col vescovo Zuppi e con l’ex capitano rossoblù Marco De Marchi. (r.s.)

Nella foto: la visita allo stadio Dall”Ara

L’associazione castellana «Edu» Cerè e una settimana «Diverse» coi disabili di Malta
Cronaca 28 Novembre 2018

I tirocini formativi per le persone disabili al centro di un incontro organizzato dall'Asp il 1° dicembre

Non lasciare nessuno indietro: è questo lo spirito con il quale l’Asp Circondario imolese da alcuni anni, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, dedica un’iniziativa all’integrazione sociale e all’inserimento lavorativo dei disabili.

Sabato 1° dicembre 2018 l’azienda illustrerà, nel corso di un incontro pubblico in programma a partire dalle 9 nella sala del Circolo Sersanti, in piazza Matteotti a Imola, il lavoro portato avanti su questo versante con la collaborazione di amministrazioni pubbliche, mondo imprenditoriale, cooperazione sociale, enti di formazione e associazionismo. 

Nell’occasione si parlerà dunque dei tirocini formativi che le persone con disabilità hanno svolto nel corso del 2018, con testimonianze dirette delle loro esperienze. Sia i tirocinanti che le aziende, pubbliche, private e no-profit, riceveranno un attestato per l’impegno profuso.

Per quanto riguarda i numeri, sono oltre 70 le aziende che anche quest’anno hanno accolto la proposta di Asp di inserire disabili nei percorsi di tirocini formativi. A queste 70 si aggiungono le cooperative sociali e le associazioni che gestiscono laboratori protetti e centri occupazionali con progetti di accoglienza anche di tipo lavorativo.

Nel 2018 il progetto di tirocinio ha interessato 71 persone, pari a circa il  20% delle persone disabili in carico ad Asp. Le risorse investite dall’Asp per dare un’indennità di frequenza ai tirocinanti raggiungono la cifra di 109.000 euro per l’anno in corso (dato aggiornato al 30 settembre), con un incremento dell’impegno del 12% rispetto all’anno precedente.

Nello stesso incontro di sabato prossimo, che ha per titolo «Dare potere alle persone con disabilità e garantire inclusività e uguaglianza» saranno presentati anche i progetti «Vita Indipendente», mirato a rafforzare l’autonomia abitativa delle persone e avviato da Asp sul territorio circondariale dal settembre 2016 e «Nessun Ostacolo Insieme», percorso di integrazione e inclusione sociale attraverso l’educazione musicale.

Fino al 9 dicembre, infine, tutti i giorni dalle 14 alle 20 si potrà visitare, sempre al Circolo Sersanti, l”esposizione fotografica di alcune esperienze di tirocinio formativo realizzate nel 2018.

La foto è tratta dalla locandina ufficiale dell”iniziativa

I tirocini formativi per le persone disabili al centro di un incontro organizzato dall'Asp il 1° dicembre
Cronaca 27 Ottobre 2018

«Weekend indipendenti» per ragazzi disabili a Imola e Castel San Pietro: sabato 27 l'inaugurazione degli alloggi

Sono pronti altri due appartamenti per ospitare i «weekend indipendenti» dei ragazzi disabili, uno a Castel San Pietro e l’altro a Imola. Rientrano nell’ambito del progetto «Dopo di noi» e verranno inaugurati ufficialmente sabato 27 ottobre.

L’obiettivo è «dare ai ragazzi con disabilità psico-fisiche, che oggi sono seguiti dal circuito assistenziale, la possibilità di vivere in una situazione abitativa autonoma, nella prospettiva del momento in cui i familiari non potranno più prendersi cura di loro», spiega Gilberta Ribani, responsabile Area territoriale Due (ovvero tutti i comuni ad eccezione di Imola) dell’Asp circondario imolese. Ribani segue il medesimo progetto a Medicina, che in via Saffi 1 conta ben due appartamenti, già inaugurati nell’autunno dello scorso anno e utilizzati da sei persone.

Nel progetto sperimentale «Vita indipendente», questo il nome del «Dopo di noi» del circondario imolese, l’autonomia viene sviluppata attraverso weekend che i ragazzi trascorrono negli alloggi appositamente predisposti lontano dalla famiglia (ma con la presenza di educatori professionali), così da sperimentare e nel tempo incrementare la propria autonomia.

A Castello, come già a Medicina, a mettere a disposizione l’appartamento per il progetto è stata l’Amministrazione locale, che attraverso la società partecipata Solaris, che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico, ne ha destinato uno gratuitamente alla convenzione con l’Asp. L’appartamento, che si trova al civico 72 di via Matteotti, sopra la farmacia comunale, può ospitare sei ragazzi, che hanno già iniziato i primi weekend indipendenti lo scorso fine settimana.

A Imola, invece, il progetto ha avuto inizio il 13 ottobre. L’appartamento in questione si trova in via Boccaccio 3 ed è stato messo a disposizione dalla Fondazione istituzioni riunite. A sperimentare la vita indipendente in questo caso ci sono ben sedici disabili. I ragazzi partecipanti sono stati scelti da Asp e Ausl in collaborazione con le numerose realtà territoriali che già si occupano di disabili nei rispettivi territori. Gli educatori assegnati provengono da Consorzio Comunità Solidale ad Imola e Medicina e dalla Cooperativa ElleUno a Castello. «Complessivamente è previsto un costo di 120 mila euro per il pro-getto, dei quali 80 mila garantiti da fondi statali – dettaglia Ribani, con riferimento alla legge 112 del 2016 – e 40 mila del Circondario che si è occupato del progetto nei tre comuni».

Con i fondi circondariali, l’Asp ha arredato ed attrezzato i tre appartamenti. Agli ospiti viene richiesto un contributo per le spese alimentari e personali durante i periodi di residenzialità: per i primi quattro weekend si tratta di circa 40 euro complessivi per famiglia. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre

Nella foto la zona di via Boccaccio dove si trova l”alloggio di Imola

«Weekend indipendenti» per ragazzi disabili a Imola e Castel San Pietro: sabato 27 l'inaugurazione degli alloggi
Sport 4 Ottobre 2018

Calcio e disabilità, l'Imolese ha «adottato» una squadra di 4ª categoria

Un occhio concreto al sociale per l’Imolese Calcio 1919 che ha deciso di aderire al progetto 4ª categoria, «adottando» una squadra che parteciperà al torneo nazionale di calcio a 7 rivolto esclusivamente ad atleti con disabilità cognitivo-relazionale, promosso dalla Figc con il sostegno del Csi.

La realtà adottata dall’Imolese è quella dei ragazzi di Accento United, associazione di Reggio Emilia che per il terzo anno consecutivo parteciperà al torneo, in collaborazione con l’Asd Sporting Sant’Ilario, dopo le esperienze con Livorno e Carrarese nelle due stagioni passate. «Come società siamo molto contenti ed orgogliosi di far parte di questo progetto – ha spiegato il presidente rossoblù Lorenzo Spagnoli -. Per noi sarà molto stimolante riuscire a lavorare con questi ragazzi: abbiamo l’obiettivo di trasmettere loro i valori importanti del calcio e fargli capire cos’è il mondo Imolese. Abbiamo a tutti gli effetti dei nuovi compagni di viaggio e dei nuovi amici, cercheremo di essere molto presenti e vogliamo che questi ragazzi si sentano parte a tutti gli effetti dell’Imolese Calcio». 

r.s.

Nella foto: da sinistra, i loghi di Imolese e del progetto 4ª categoria

Calcio e disabilità, l'Imolese ha «adottato» una squadra di 4ª categoria
Cronaca 28 Settembre 2018

Montecatone, domani 29 settembre l'open day con l'atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi

L’istituto Montecatone di Imola organizza l’open day «La nostra vita», in programma sabato 29 settembre, con una ricca serie di iniziative, previste dalle ore 11.30 alle ore 17.30. Durante l’iniziativa il parco interno dell’ospedale ospiterà per una giornata intera testimonianze di ex pazienti, dimostrazioni di ausili ed opportunità per una vita indipendente, esibizioni di teatro, autodifesa, trekking, danza in carrozzina e di ballo.

La giornata sarà allietata dalla musica dal vivo della Nama Mamba Band, dalla colorata presenza dei Clown della Croce rossa di Imola, e di Maximilian Sontacchi, pilota paraplegico e istruttore di motociclismo. Grazie alla collaborazione del Cisped (Coordinamento imolese sport paralimpico e disabilità) e dell’Asbi di Imola sono previste sfide e dimostrazioni di bocce, mentre gli ospiti saranno coinvolti da Monica Boscarato e Massimo Renzi in un laboratorio per la creazione di magliette personalizzate.

Ospite d’onore di questa edizione sarà Giada Rossi, l’atleta simbolo della nazionale italiana paralimpica di tennis tavolo, recentemente tesserata dalla società Sport è Vita, che partecipa al campionato nazionale grazie al contributo del Montecatone Rehabilitation Institute. Giada Rossi è campionessa del Mondo in carica nella gara a squadre e bronzo paralimpico alle recenti Paralimpiadi di Rio, nonché due volte bronzo in singolare alle ultime due edizioni dei Campionati Europei.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 settembre

Nella foto Giada Rossi

Montecatone, domani 29 settembre l'open day con l'atleta paralimpica di tennistavolo Giada Rossi
Cronaca 4 Settembre 2018

“L'estate di Elisa': così una ragazza dozzese con la sindrome di Down cresce in autonomia

L’estate è il tempo della maturazione, ma per Elisa Visani è anche il simbolo del proprio percorso di crescita personale nonché il marchio registrato (L’estate di Elisa, appunto) con cui stampa i propri disegni su oggetti in ceramica che poi vende ai mercatini dell’artigianato: un girasole a metà che sembra anche un sole. Il traguardo è una delle tappe del progetto che Elisa, trentenne dozzese con la sindrome di Down, segue da sei anni.

Si tratta del Progetto Abilità ideato dalle psicologhe Lorenza Tosarelli e Caterina Martelli dello studio castellano di psicologia, psicoterapia e danza terapia Terramare. «Un progetto di inclusione sociale che fa seguito alla Dichiarazione dei diritti delle persone disabili firmato dalle Nazioni Unite nel 1975 – spiega Lorenza Tosarelli -. Il percorso psicologico include attività per l’autonomia della persona tra cui danzaterapia, stage di psicodramma e attività di Milieu Therapy con la pittura espressivo-umanista che sviluppa nella persona, disabile o non, la propria personale capacità espressiva e di relazione sociale, grazie ad un consolidarsi del senso di sè».

Per le persone con sindrome di Down, che a causa di una anomalia cromosomica differiscono nella capacità di comunicazione, questo tipo di attività sono utili per attivare un processo di costruzione dell’identità e quindi di comunicazione ad espressione di se stessi. «All’inizio del percorso psicologico abbiamo puntato molto sulle abilità personali, come la gestione del proprio spazio quotidiano e del tempo, per aumentare il senso di autoefficacia della ragazza. L’obiettivo è l’autonomia di Elisa – continua Lorenza Tosarelli -. Poi, durante un gruppo intensivo di psicoterapia con psicodramma, Elisa ha rielaborato tramite la pittura ed ha realizzato una Via Lattea bellissima, mostrando una capacità che secondo la pedagogista Rita Tosarelli, che collabora con lo studio castellano Terramare, era sviluppabile.

Così Elisa ha seguito un percorso di pittura,con l’aiuto della pedagogista, che le ha permesso, al tempo stesso, di conoscere e utilizzare tecniche pittoriche e di aumentare le sue capacità espressive. I suoi lavori sono migliorati molto nel tempo e sono bellissimi».Il pensiero delle psicologhe non è influenzato dall’affetto o dal lavoro insieme. I disegni, tra cui fiori, stelle, paesaggi e tramonti, animali, sono incisivi e colorati, in un certo senso fanno compagnia. «Mi piace disegnare, ma mi piace di più vendere i lavori fatti con i miei disegni» spiega Elisa. Grazie ad una intuizione dell’architetto castellano Marco Prodi, che col proprio studio grafico collabora al progetto delle dottoresse, i disegni di Elisa sono stampati su una collezione di oggetti in carta e ceramica locale: dalle tazze ai portapenne, dai quaderni agli appoggia mestolo.

Con i propri oggetti Elisa si propone quale hobbista ai mercatini artigianali della zona. «L’obiettivo non è certo il puro e semplice guadagno, quanto piuttosto la possibilità di realizzare qualcosa di concreto e rendere Elisa sempre più autonoma, anche nella gestione delle ricevute e dei resti e nella capacità di relazionarsi con la gente» precisa la Tosarelli.

Il progetto è patrocinato e sostenuto in parte dalla onlus di volontariato psicologico Uomo e Societàdi Prato,di cui Lorenza Tosarelli è socia fondatrice. (mi.mo.) 

L’articolo completo è su «sabato sera» del 30 agosto

Nella foto Elisa Visani con la madre Morena e la dottoressa Tosarelli

“L'estate di Elisa': così una ragazza dozzese con la sindrome di Down cresce in autonomia
Cronaca 19 Luglio 2018

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»

Ina Dhimgjini, la nuova assessora alle Politiche sociali e sanitarie, abitative e volontariato, senza dimenticare le novità di famiglia e disabilità, viene da Livorno. Negli ultimi quattro anni ha fatto l’assessore per il sindaco Nogarin (M5S). Le toccano materie «pesanti» come la sanità.

Autonomia dell’Azienda usl, efficienza, integrazione, depotenziamento, reti cliniche. Parole diventate slogan. Durante la presentazione della Giunta la sindaca Sangiorgi sembra aver virato più sull’efficienza rispetto al mantenere la «partita Iva dell’Ausl». L’autonomia va difesa a spada tratta oppure no?
«Può aver fatto scalpore ma la sindaca ha detto qualcosa che è un dato di fatto, ora che stiamo andando verso accorpamenti di Aziende sanitarie le logiche dipendono molto dalla Regione. Ma siamo d’accordo che occorre articolare quei servizi che sono di prossimità al cittadino e su questi si chiede e si esige autonomia, ad esempio il percorso delle liste d’attesa è sovraordinato da un investimento anche di risorse umane che fa l’Ausl ma sindaco e territorio quando ravvisano tempi lunghi possono rappresentare un impulso molto importante di segnalazione e concertazione su percorsi più virtuosi, che può essere condiviso con protocolli o convenzioni. La stessa cosa vale per le disabilità o la non autosufficienza».

Autonomia dell’Ausl significa chiedere per il nostro territorio a prescindere da chi sarà il vertice regionale in futuro?
«Sì, e con l’efficienza di pari passo».

Martedì 17 luglio è stato presentato ufficialmente il documento sulla riorganizzazione e integrazione sanitaria metropolitana. Possiamo essere ottimistisu quello che ci aspetta per l’ospedale di Imola?
«L’attenzione va sempre tenuta alta ma ci possono essere dei presupposti sui quali lavorare. Comunque non facciamo le scelte da soli, ci vuole la condivisione con i professionisti e l’osservatorio della cittadinanza. Ne discuteremo all’interno delle commissioni e faremo dibattiti pubblici per capire se va bene o va integrato». (l.a.) 

L’intervista alla nuova assessora venuta da Livorno con domande anche sui temi del welfare e delle politiche per la case sul “sabato sera” in edicola dal 19 luglio

Nella foto Ina Dhingjini

Sanità, la neo assessora Dhimgjini: «Autonomia dell’Ausl nei servizi per i cittadini»
Cronaca 9 Luglio 2018

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce

Uno degli sport utilizzati dal Cisped per abbattere il muro della disabilità è certamente il gioco delle bocce. Sono molte le persone, infatti, che, nonostante le difficoltà, passano le loro giornate alla Bocciofila di Imola e che hanno trovato in questa disciplina una seconda vita oltre che una nuova giovinezza. E’ il caso, ad esempio, della coppia formata da Daniele Cignani e Vincenzo Spinoccia che di recente a Piacenza, al termine della quinta prova sulle quattro a cui hanno preso parte, si sono laureati campioni regionali di bocce speciali.

Daniele Cignani, sessantenne faentino, ha scoperto di avere il Parkinson circa un anno e mezzo fa e, dopo essersi messo in contatto con l’associazione Attività parkinsoniane imolesi, da qualche mese ha potuto toccare con mano e vedere con i propri occhi un centro organizzato che offre la possibilità agli iscritti di svolgere numerose attività come la ginnastica, il nordic walking o la logopedia. «A Faenza purtroppo un servizio simile non esiste – spiega Cignani –. Lo sport, infatti, è fondamentale per non perdere il tono muscolare e così ho iniziato con le bocce.  Devo dire che mi sono piaciute subito e ora mi diverto da matti». Cignani andrà in pensione a gennaio dopo che la sua azienda, a causa anche della crisi, l’ha messo in mobilità, ma la sua forza d’animo e una volontà invidiabile non è diminuita nemmeno con il presentarsi di questa malattia degenerativa. «Vengo a Imola due volte a settimana per fare esercizi di ginnastica al palaRuggi, mentre in estate ci spostiamo al parco delle Acque Minerali – racconta -. E’ un po’ problematico per me spostarmi perché sono di Faenza, ma il mercoledì e il sabato mattina finita l’ora di lezione, dalle 8 alle 9, passo alla Bocciofila per allenarmi un altro paio d’ore. Di solito io vado a punto e lui boccia. Sicuramente Vincenzo è migliore di me, per adesso…».

Vincenzo Spinoccia, 52enne nativo di Siracusa ma residente a Imola da diciotto anni, infatti, è stato vittima nel 2014 di un infortunio sul lavoro, mentre era in un cantiere edile nel quale lavorava come muratore. «Mi reputo fortunato perché poteva andarmi molto peggio – dice –. Il colpo ricevuto in testa da una lamiera mi ha fatto perdere completamente l’udito nell’orecchio destro, oltre a provocarmi altri seri problemi come un forte disorientamento che, ancora oggi, ogni tanto si ripresenta. Inoltre, avevo smesso di uscire di casa, mi ero chiuso in me stesso e avevo perso il lavoro. L’Inail si è sempre dimostrata premurosa nei miei confronti, ma l’angelo che mi ha aiutato più di tutti è stata l’assistente sociale Mirella Geremia». Grazie a lei ha potuto avvicinarsi allo sport e all’importanza di svolgere attività fisica come terapia per uscire dal tunnel in cui era entrato. «Mi aveva consigliato il nuoto – ricorda -, ma il rumore già a bordo vasca non era compatibile con i miei problemi di udito. Allora ho tentato con il ping pong, ma le difficoltà di rimanere in equilibrio e i movimenti bruschi mi hanno fatto desistere quasi subito. Alla fine ho scoperto le bocce». Quello che all’inizio era un semplice svago ora è divenuta una grande passione che gli ha permesso di trovare alla Bocciofila una vera e propria famiglia. «Qui riesco a sfogare tutto quello che ho dentro trovando la giusta serenità – conclude -. Frequento i campi da quasi due anni e tutti i giorni gioco circa 4-5 ore. Svolgo anche un tirocinio grazie all’Ausl alla Bocciofila che mi ha aiutato a reintegrarmi nella società. Con le bocce, comunque, sono rinato, ho molta più fiducia in me stesso, mi sento qualcuno e sono orgoglioso di ciò che sono diventato».

Vincenzo Spinoccia, intanto, lo scorso 16 giugno ha vinto, in singolo, un torneo di preselezione nazionale a Padova. Il test in terra veneta è stato certamente utile in vista di una sua possibile partecipazione ai Campionati italiani in programma a Perugia a settembre e, perché no, anche ad una futura convocazione in maglia azzurra. Il suo compagno Daniele Cignani, invece, non era presente perché non affiliato né alla Fib (Federazione italiana bocce) né al Cip (Comitato italiano paralimpico), in quanto i parkinsoniani non rientrano nella categoria paralimpica.

d.b.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: la premiazione di Vincenzo Spinoccia e Daniele Cignani, campioni regionali di bocce speciali

Sport e disabilità, la storia di Vincenzo e Daniele e la loro passione per le bocce
Cronaca 9 Luglio 2018

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped

«Li guardi come si divertono, vogliamo riuscire ad organizzare sempre più eventi per loro». Traspare grande soddisfazione dalle parole di Domenico Camaggi quando dall’alto del suo ufficio presso il centro sociale Asbid Bocciofila segue alcune fasi del torneo per disabili organizzato a fine maggio sui campi di viale Saffi. Camaggi di recente è diventato il presidente dell’associazione di promozione sociale Cisped, acronimo di Coordinamento imolese sport paralimpici e disabilità, che ha sede proprio all’interno della Bocciofila. «L’associazione è nata il 27 dicembre del 2017, mentre in gennaio è stata riconosciuta formalmente dal Comune di Imola – ricostruisce Camaggi -. Il nostro fine è quello di promuovere, diffondere e facilitare l’accesso alle attività motorie e sportive delle persone con ogni tipo di disabilità».

Camaggi lo scorso anno aveva lanciato l’idea di trasformare la Bocciofila in un centro di avviamento allo sport paralimpico (Casp), un percorso lungo e un risultato tutt’altro che scontato, dato che in Italia sono appena 21 quelli riconosciuti dal Comitato italiano paralimpico (Cip). «Quello è uno step successivo, prima vogliamo sviluppare l’attività con i ragazzi e le persone disabili» spiega Camaggi. A Imola, dunque, siamo lontani dal sviluppare atleti come la schermitrice Bebe Vio oppure il pilota Alex Zanardi. Da qui la scelta di partire con la creazione del Cisped. Alla Bocciofila, e non potrebbe essere diversamente, il settore fin qui più sviluppato è proprio quello delle bocce. «Siamo partiti nel 2012 con sei persone seguite dal Centro di salute mentale dell’Ausl – ricostruisce Camaggi -. Poi se ne sono aggiunte altre riconducibili al progetto di socializzazione Usciamo insieme, al Centro italiano paralimpico e all’associazione Iniziative parkinsoniane imolesi. Negli ultimi due mesi, inoltre, abbiamo insegnato il gioco delle bocce a una decina di ragazzi disabili dell’istituto Paolini Cassiano. Complessivamente, sono una quarantina i disabili che hanno giocato a bocce con noi».

In base alla gravità della propria patologia, c’è chi si limita a fare qualche tiro e sfrutta l’occasione per socializzare, ma anche chi riesce a stimolare la concentrazione e l’equilibrio e chi, infine, è pronto per delle competizioni sportive. Il prossimo passo, motivo per cui è nato il Cisped, sarà «coinvolgere altre realtà sportive del territorio che metteranno a disposizione le proprie strutture per organizzare corsi per disabili» spiega Camaggi. Al più, per le famiglie ci sarà da pagare soltanto l’istruttore anche se, ad esempio, il prossimo corso di bocce che partirà in ottobre sarà gratuito. Ma per praticare quali sport un disabile può far riferimento al Cisped? «Alla Bocciofila abbiamo anche campi da tennis e biliardi e c’è una palestra – dettaglia Camaggi -. Per il resto, abbiamo rimesso in funzione i campi da bocce presso l’ospedale di Montecatone. Inoltre, abbiamo già stretto accordi per ping pong, nuoto, volley, scherma, arti marziali e atletica, ma stiamo preparando collaborazioni con società sportive anche per praticare basket, calcio, calcetto, ciclismo e tiro con l’arco».

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 luglio.

Nella foto: un momento del torneo dedicato ai disabili che si e’ svolto alla bocciofila in maggio

Sport e disabilità, alla Bocciofila di Imola è nato il Cisped

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