Posts by tag: Donne

Sport 13 Aprile 2019

Pallavolo femminile, tutta la gioia della Clai Imola per la promozione in B1

La pallavolo imolese torna nel campionato che merita, per tradizione e movimento. Siamo ancora lontani da quel Famila che per un decennio ha frequentato la seconda serie nazionale, giocando anche due stagioni in A1, ma almeno dopo 15 anni ci sarà una squadra imolese al via della B1. La Clai può così festeggiare contemporaneamente i 50 anni dalla fondazione e il massimo risultato della sua storia. Grazie a questo club, creato e gestito per 40 anni da Francesco Spadoni, presente domenica alla partita decisiva, si sono di fatto avvicinate alla pallavolo migliaia di bambine imolesi. Da una decina di anni la società ha iniziato ad ampliare le prospettive e a capire anche l’importanza di avere una prima squadra in un campionato nazionale. E’ dunque una promozione che arriva da lontano, ma che era nell’aria da oltre un mese e si è concretizzata domenica al palaRuscello. Questo grazie a un gruppo che con la mentalità unita al lavoro ha fatto la differenza rispetto alle più accreditate rivali.

Fra le giocatrici che più hanno inciso nella super stagione della Clai, c’è Sofia Devetag. A 26 anni la schiacciatrice imolese ha disputato una stagione da incorniciare, portando in B1 la squadra della sua città, come aveva promesso due anni fa quando tornò a Imola dopo diverse stagioni al sud fra A2 e B1. «Non conoscevo ancora il valore della squadra e della B2, quindi a qualcuno sarà sembrata una sparata. Però ne ero convinta, perché avevo intuito che c’erano delle aspettative nelle mie compagne e tanta voglia di crescere. Alla fine i fatti mi hanno dato ragione e mi sento molto partecipe di questo risultato».

Perché siete state le più forti?

«Ci sono tanti motivi – risponde la schiacciatrice -. In primis perché lavoriamo parecchio e bene. Inoltre non c’è una prima donna. Poi nessuna ha mai intralciato il lavoro degli altri e c’è sempre stato grande rispetto. In campo abbiamo fatto la differenza, perché giochiamo di squadra e questo ha contribuito a farci diventare un grande gruppo, nonostante ci fossero differenze importanti di età. Questa diversità, che poteva essere un’incognita, si è rivelata un mix vincente, perché abbiamo trovato comunque molti punti in comune. Siamo amiche prima che compagne». 

Su «sabato sera» dell”11 aprile due pagine il servizio completo sulla vittoria della Clai Imola.

Nella foto: Sofia Devetag con lo «scoutman» Andrea Matteuzzi

Pallavolo femminile, tutta la gioia della Clai Imola per la promozione in B1
Sport 7 Aprile 2019

Pallavolo B2 femminile, la Clai Imola fa suo il derby con la Vtb Ozzano e festeggia la promozione

Serata indimenticabile per la Clai Imola che batte 3-1 nel derby la Vtb Ozzano e centra la matematica promozione in B1. Primi due set equilibrati, poi nel terzo le imolesi di Turrini hanno lasciato le briciole alle avversarie e hanno dato via ai festeggiamenti anticipati. Alla Clai, infatti, bastava arrivare al tie-break per conquistare il campionato, ma nonostante questo non ha mollato la presa fino alla fine. Ozzano, con questa sconfitta, rimane a +2 sulla zona retrocessione. 

Nel prossimo turno, in programma sabato 13 (ore 21) la Clai sarà impegnata sul campo della Campagnola Reggio Emilia, mentre domenica 14 (alle 18) Ozzano ospiterà la Rubierese.

Tabellino

Clai Imola-Vtb Ozzano 3-1 (25-20, 26-28, 25-10, 25-22)

Pallavolo B2 femminile, la Clai Imola fa suo il derby con la Vtb Ozzano e festeggia la promozione
Sport 4 Aprile 2019

Ecco le Ragazze del Bacchilega, al via il settore giovanile «rosa» dell'Imolese

«Col progetto calcio femminile l’Imolese si allarga ulteriormente, e insieme all’Osteria Grande, a cui do il benvenuto, ci impegneremo per far crescere le Ragazze del Bacchilega, che cercheremo di far sentire parte della famiglia, trasmettendo loro i nostri valori e sperando che il percorso iniziato ci porti tante soddisfazioni». Con queste parole Lorenzo Spagnoli, presidente dell’Imolese, ha sancito la sinergia con la società dell’Osteria Grande, per dare vita ad un polo calcistico femminile che a livello giovanile si propone di coprire la zona fra Bologna e Imola, e che avrà come centro dell’attività la casa rossoblù del Bacchilega. «Ho conosciuto il dirigente dell’Osteria Grande Giacomo Fantazzini 6 anni fa – ha raccontato Marco Montanari, direttore generale dell’Imolese e responsabile del settore giovanile -. Fra noi c’è stata subito grande sintonia e stima, che si è poi trasformata in collaborazione a tutti i livelli. Quando è nata l’idea del progetto calcio femminile, l’accordo l’abbiamo raggiunto in pochi minuti».

«Imolese Women’s» è il nome del progetto che inizialmente contemplerà solo il settore giovanile, con bambine fino ai 12 anni. «In futuro, a seconda del successo che raccoglieremo, potrà portare alla nascita di una prima squadra – ha precisato Montanari -. Che ora peraltro è ben rappresentata dall’Osteria Grande». Il progetto nasce sotto la benedizione della Federcalcio, rappresentata da Massimiliano Rizzello e Nicola Simonelli in occasione della presentazione al Centro Bacchilega. «E’ una bellissima cosa che due società d’élite nel calcio dilettantistico e professionistico si uniscano per investire nel movimento calcistico femminile, che è in grande espansione – ha detto Rizzello, coordinatore federale settore giovanile scolastico per l’Emilia Romagna, che per suggellare la collaborazione fra Federcalcio e Imolese ha premiato con una targa il presidente Spagnoli -. Siamo molto contenti, anche perché al Bacchilega domenica 12 maggio organizzeremo la fase finale del Danone Cup Under 12, portando le sei finaliste».

«Ma prima sarà la volta del Women’s Football Day regionale – ha precisato Simonelli -. Che allestiremo in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Imolese in piazza Matteotti sabato 4 maggio, al pomeriggio, riscoprendo quindi la dimensione del calcio di strada, con l’estro e la creatività che storicamente porta con sé. Poi domenica 5 maggio, il Women’s Day si sposterà al Centro Bacchilega». Per promuovere il progetto Imolese Women’s, verranno organizzati raduni e open day, che vedranno coinvolte le scuole del territorio, e che saranno coordinati da Massimo Carbone, responsabile del settore giovanile dell’Osteria Grande, nonché allenatore della prima squadra e promulgatore del calcio femminile nella frazione di Castel San Pietro. (a.d.p.)

Nella foto: la presenteazione dell” «Imolese Women”s»

Ecco le Ragazze del Bacchilega, al via il settore giovanile «rosa» dell'Imolese
Sport 1 Aprile 2019

Pallavolo B2 femminile, successo casalingo prezioso per la Vtb Ozzano

La Vtb Ozzano vince 3-1 in casa contro il Gramsci Reggio Emilia e si mantiene sempre fuori dalla zona retrocessione.

Le ragazze di Casadio partono bene, ma si fanno recuperare subito nel secondo set. Negli ultimi due parziali, però, si dimostrano più concrete, mettendosi in tasca un successo fondamentale per la classifica.

Nel prossimo turno, in programma domenica 7 aprile (ore 18) la Vtb Ozzano affronterà in trasferta la Clai Imola.

Tabellino

Vtb Ozzano-Gramsci Reggio Emilia 3-1 (25-18, 23-25, 25-19, 25-20)

Nella foto (dalla pagina facebook del Volley Team Bologna): le ragazze della Vtb Ozzano 

Pallavolo B2 femminile, successo casalingo prezioso per la Vtb Ozzano
Cronaca 31 Marzo 2019

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale

L’anno scorso, oltre a celebrarsi il centenario dalla fine della Prima guerra mondiale, Maria Mirandola compiva cento anni, festeggiata dalla famiglia e dal sindaco di Solarolo, dove ora risiede. Ma il 12 settembre 1918 Maria Mirandola è nata a Castel Guelfo, «e lì tornerò, nella bara», afferma decisa e divertita riguardo la propria fine. Ma torniamo all’inizio della storia. «Una volta si nasceva fra le mura domestiche – racconta -. Mia madre si era spostata da Castel Guelfo alla Fantuzza a casa di sua mamma per partorire me. Erano altri tempi, c’erano le levatrici comunali per assistere le partorienti insieme alle figure femminili della famiglia».

Il ritornello «erano altri tempi» ricorre di frequente chiacchierando con Maria, e in effetti così è, il mondo è cambiato davvero tanto negli ultimi cento anni. Cambiamenti talvolta repentini, ma più spesso graduali che quasi non ce ne si accorgeva. Così, senza saperlo, Maria ha fatto parte del cambiamento che ha portato al presente come oggi lo conosciamo, fatto di diritti oltre che di doveri. Ma per Maria non tutto era ovvio come per noi oggi. Innanzitutto non è stato banale realizzare il sogno di diventare maestra elementare, un desiderio maturato fin dai primi anni di scuola anche grazie alla propria maestra di allora, «Alice Ansaloni – ricorda benissimo – che portava sempre i capelli raccolti in un cucài (lo chignon, in dialetto) e una giacca colorata fatta di tanti quadrati ricamati a mano».

Uno spettacolo di colori cui la foto in bianco e nero non rende giustizia ma che brilla ancora negli occhi di Maria, che è diventata maestra soprattutto grazie alla propria tenacia. «Se non avessi fatto la maestra non avrei saputo cos’altro fare – ammette la maestra Ceccarini, come ancora la ricordano in molti a Castel Guelfo, dal cognome del marito e maresciallo del paese -. Terminata la quinta elementare ho avuto in dono dei campi da coltivare. La mia era una famiglia di contadini, lavoravamo anche la terra di proprietà dei signori Ruffo Bacci di Bologna e un pezzo di terreno è stato un bel dono. Io però volevo studiare. Ne ho parlato con mio padre, ma siccome eravamo tanti in famiglia, ben 11 fra cui 4 fratelli e 3 sorelle fra maggiori e minori, era impossibile. Mi diceva: come facciamo se anche gli altri vogliono studiare? A 16 anni ho anche scritto a Mussolini, pur di continuare gli studi. Imbucavo le lettere con la mia richiesta di un sostegno economico per il percorso scolastico alla posta di Castel Guelfo, ma non ricevevo mai risposta… Poi – dalla determinazione, l’intuizione – ho imbucato l’ennesima lettera a Bologna e poco tempo dopo sono stata convocata in Comune per la risposta! Subito sono stata rimproverata per il disturbo arrecato a Mussolini, che aveva ben altre cose a cui pensare, mi disse una segretaria comunale austera. Ma insieme alla lettera c’erano 200 lire che ho utilizzato per comprare libri e dizionari. Quello è stato l’unico aiuto. Così ho lavorato la terra fino ai 18 anni, però sempre convinta a riprendere gli studi e diventare insegnante».

Nonostante fossero «altri tempi», Maria non si arrese. «A 18 anni (diversamente da oggi Maria non era ancora maggiorenne perché fino al 1975 la maggiore età si raggiungeva a 21 anni) ero brava nei campi: zappavo, sarchiavo, eccetera, ma non faceva per me. «La Maria dovete farla studiare se non volete vederla morire», diceva un garzone a mio padre. Così il babbo ha radunato la famiglia e ha chiesto a tutti un parere sulla possibilità di rimandarmi a scuola. «E finalmente sono tornata sui banchi, io già grande insieme a tanti più giovani di me», racconta felice oggi come ieri Maria, che forse anche grazie alla soddisfazione per la carriera tanto desiderata è arrivata a superare il traguardo non da poco dei 100 anni.

«A scuola allora non si portava il grembiule – continua a ricordare -. Quando ero piccola io c’era una bella miseria. Spesso la cena era a base di fagioli sconditi, che noi bambini mangiavamo seduti in riga sulla panca in cucina prima che tornassero i grandi dai campi, affamati e stanchi. Papà Ernesto ci aveva insegnato a mettere in ordine i vestiti per l’indomani sul comodino o sulla sedia vicino al letto, in caso arrivasse la bèssa bura, cioè un temporale con tromba d’aria in grado di scoperchiare il tetto di casa».

Il percorso di studi di Maria è dunque proseguito presso l’istituto delle suore Visitandine di Castel San Pietro e poi all’istituto magistrale di Imola. Per frequentare la scuola viveva da una sorella sposata, dal lunedì al venerdì, per poi tornare a casa solo il fine settimana in bicicletta. «Mi piaceva studiare l’italiano e le materie letterarie più che quelle scientifiche, ma bisognava studiare tutto». E infatti la maestra Mirandola ha insegnato tutto, nella sua carriera, perché allora gli insegnanti seguivano le proprie classi in tutte le materie scolastiche. Di solito, i primi due anni delle elementari erano destinati alle maestre, agli insegnanti maschi, invece, venivano assegnate le classi dalla terza alla quinta. «Le maestre erano come delle mamme, insegnavano anche ad allacciarsi le scarpe perché certi bambini le mettevano solo per andare a scuola – spiega-. Allora il lavoro della maestra lo si imparava per lo più sul campo, non esistevano i tirocini come oggi». (mi.mo.)

La storia completa della maestra Maria Mirandola è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto, a sinistra un”immagine giovanile di Maria Mirandola, a destra la signora Mirandola come è ora insieme al presidente dell”Arci Castel Guelfo Ruggero Morini

Maria Mirandola, nota a Castel Guelfo come la maestra Ceccarini, racconta come riuscì a prendere il diploma magistrale
Sport 30 Marzo 2019

Pallavolo B2 femminile, pronto riscatto per la Csi Clai Imola che ormai vede la promozione

Torna subito alla vittoria la Csi Clai Imola che supera 3-1 in trasferta l”Arbor Reggio Emilia. Le ragazze di Turrini vedono così molto vicino il traguardo della B1, quando mancano solo 4 giornate alla fine del campionato, visto che Forlì ha perso in casa ed è scivolata a -12 dalle imolesi. Cremona, invece, giocherà domani e al massimo potrebbe avvicinarsi a dieci lunghezze. 

Nel match contro le reggiane, la Clai ha dominato i primi due set, prima di scivolare inaspettatamente nel terzo e chiudere i giochi «solo» al quarto parziale. Nel prossimo turno, in programma domenica 7 (ore 18) le imolesi giocheranno in casa il derby contro la Vtb Ozzano.

Tabellino

Arbor Reggio Emilia – Csi Clai Imola 1-3 (16-25, 10-25, 25-14, 14-25)

Nella foto (di Annalisa Mazzini): la gioia della Clai Imola

Pallavolo B2 femminile, pronto riscatto per la Csi Clai Imola che ormai vede la promozione
Sport 25 Marzo 2019

Pallavolo B2 femminile, solo sconfitte per Clai Imola e Vtb Ozzano

Due match e due sconfitte per le squadre di casa nostra. Partiamo dalla Clai Imola che cade in casa (secondo ko consecutivo tra le mura amiche) 3-2 contro Forlì al termine di un match equilibrato e risolto dalle ospiti al tie-break. Passando alla Vtb Ozzano, niente punti per le ragazze di Casadio che scivolano 3-1 sul campo del Rovigo.

Nel prossimo turno, la Clai Imola affronterà, sabato 30 (ore 19) l”Arbor Reggio Emilia, mentre la Vtb Ozzano giocherà, domenica 31 (alle 18), in casa contro la Gramsci Reggio Emilia. (d.b.)

Tabellino

Clai Imola-Forlì 2-3 (25-18, 22-25, 25-19, 25-27, 12-15)

Rovigo-Vtb Ozzano 3-1 (25-11, 25-19, 19-25, 25-21)

Nella foto (dalla pagina facebook del Volley Team Bologna): le ragazze della Vtb Ozzano 

Pallavolo B2 femminile, solo sconfitte per Clai Imola e Vtb Ozzano
Cultura e Spettacoli 19 Marzo 2019

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile

Sabrina Grementieri è un vulcano. Di idee, di entusiasmo, di passione. Ne sono una prova i sei libri che ha fatto nascere negli ultimi sei anni, storie d’amore e di vita che dapprima sono approdate nelle edizioni digitali poi nelle librerie tanto che La finestra sul mare è stato pubblicato nel 2016 da  Sperling & Kupfer mentre Il calore della neve è uscito nell’ottobre 2018 per Fabbri editore. E proprio quest’ultimo sarà al centro della serata di oggi, martedì 19 marzo, quando, in biblioteca a Imola dalle ore 20.30, la scrittrice imolese parlerà delle modalità di scrittura al femminile.

Un romanzo che ha al centro proprio le donne.

«Si parla di maternità e di come la gestisci quando arriva a sorpresa – spiega Sabrina -, non cercata, e stravolge i progetti fatti fino a quel momento. La protagonista si trova da sola a crescere suo figlio, con un’eredità di genitori anaffettivi, e decide che lei agirà diversamente: e così si ritrova in questo maso tutto al femminile, con la nonna, la cognata, le nipotine…».

Ma poi entra in scena anche l’amore.

«I miei sono una via di mezzo tra romanzi di narrativa e romanzi d’amore. In genere la storia d’amore è il sotto-tema, mentre il tema principale è sempre costituito dalle relazioni: in famiglia, tra amici, tra uomini e donne… Sono storie verosimili, dove ci sono sempre momenti più o meno numerosi di tormento e difficoltà».

Per i personaggi a chi ti ispiri? Inventi o «rubi» da persone che conosci?

«Uso la fantasia. Agli inizi, qualcuno dei miei amici e conoscenti si è sentito coinvolto, ma in realtà si trattava solo di reazioni emotive più che altro. Quella coinvolta, in genere, sono io: le protagoniste femminili hanno spesso caratteristiche che mi appartengono. Ne Il calore della neve in realtà la nonna della protagonista è ripresa da una persona reale che ho conosciuto in montagna, una signora molto bella e positiva».

E poi ci sono i luoghi, che esplori e descrivi con cura e attenzione.

«L’ambiente è un protagonista al pari dei personaggi, e per ogni romanzo parto dalle ambientazioni. Scelgo luoghi italiani, luoghi che amo e che mi hanno dato buone impressioni. Poi l’ambiente influisce sul carattere e sul pensiero dei protagonisti».

Com’è nata la tua passione per la scrittura?

«Ho iniziato da piccola, dapprima come lettrice, voracissima! Poi, siccome avevo una dose di fantasia molto elevata da scaricare, e non potendo vivere tutte le avventure che avrei voluto, ho deciso di scriverle. Da subito mi sono dedicata al romanzo, perché mi piaceva la storia bella corposa! Era, comunque, una cosa mia, non avevo velleità di pubblicazione. Poi, ad un certo punto, mi sono armata di coraggio e ho deciso di provare a far leggere a qualcuno i miei scritti. Nel 2012 è stato pubblicato digitalmente il mio primo romanzo, Una seconda occasione, e, da allora, ho fatto nascere quasi un romanzo all’anno. Il calore della neve, edito alcuni mesi fa da Fabbri editore, è infatti il sesto». (s.f.)

Nella foto Sabrina Grementieri

Le donne e le relazioni, stasera in biblioteca Sabrina Grementieri parla di scrittura al femminile
Sport 18 Marzo 2019

Pallavolo B2 femminile, match salvezza amaro per la Vtb Ozzano

La Vtb Ozzano perde 3-1 in casa lo scontro salvezza contro la Stella Rimini, con le rivierasche, prima squadra dentro i play-out, che accorciano così a -5 dalle emiliane.

Le ragazze di Casadio illudono vincendo il primo set. Il match però rimane combattuto anche se Ozzano non riesce a trovare il guizzo giusto per conquistare un successo chiave per la classifica.

Nel prossimo turno, in programma domenica 24 marzo (ore 18) la Vtb Ozzano affronterà in trasferta il Rovigo.

Tabellino

Vtb Ozzano-Stella Rimini 1-3 (25-22, 20-25, 24-26, 22-25)

Nella foto (dalla pagina facebook del Volley Team Bologna): le ragazze della Vtb Ozzano 

Pallavolo B2 femminile, match salvezza amaro per la Vtb Ozzano
Sport 17 Marzo 2019

Pallavolo B2 femminile, la Csi Clai Imola a Cervia riassapora subito il gusto della vittoria

La Csi Clai Imola dimentica in fretta lo scivolone casalingo con la Riviera Rimini e supera 3-1 a domicilio il Cervia. Dopo un primo set concesso alle padrone di casa, la squadra di Turrini soffre nel secondo parziale per pareggiare i conti, ma poi chiude i giochi lasciando alle avversarie solo le briciole.

Nel prossimo turno, in programma domenica 24 marzo (ore 18), le imolesi affronteranno in casa Forlì. (d.b.)

Tabellino

Cervia-Csi Clai 1-3 (26-24, 23-25, 13-25, 16-25)

Nella foto (di Annalisa Mazzini): la Csi Clai Imola

Pallavolo B2 femminile, la Csi Clai Imola a Cervia riassapora subito il gusto della vittoria

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast