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Cronaca 2 Marzo 2021

Coronavirus, primo Dpcm dell’era Draghi: tutte le novità fino al 6 aprile

In serata, come annunciato, è stato annunciato in nuovo Dpcm (il testo qui), il primo firmato dal nuovo premier Draghi, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta comprese. Fino al 27 marzo, inoltre, rimane il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l”eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità. Sempre previsto il coprifuoco e l’utilizzo della mascherina.

Ecco una breve guida sulle principali novità:

Scuola. Nelle zone «rosse» sospesa l’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nella zone «arancioni» e «gialle» i residenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell”attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell”arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico

Musei, teatri e cinema. Nelle zone «gialle» musei aperti durante la settimana. Dal 27 marzo, sempre in queste zone, è prevista l”apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Sempre dal 27 marzo, nelle zone «gialle» si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all”aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Sport. Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici

Attività commerciali. In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto

Servizi alla persona. Nelle zone «rosse» chiusi parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Zone «bianche». Si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zone «gialle», pur continuando ad applicarsi le misure anti-Covid generali (obbligo di indossare la mascherina e distanziamento e i protocolli di settore). Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). 

Foto Isolapress

Coronavirus, primo Dpcm dell’era Draghi: tutte le novità fino al 6 aprile
Cronaca 15 Gennaio 2021

Coronavirus, nuovo Dpcm firmato dal premier Conte: tutte le restrizioni previste fino al 5 marzo

Nuovo Dpcm (in fondo alla news il testo completo) firmato dal premier Conte che entrerà in vigore domani, sabato 16 gennaio, fino al prossimo 5 marzo. Il provvedimento, introdotto per cercare di limitare l’espandersi dell’emergenza sanitaria da Coronavirus, si va ad aggiungere al decreto-legge approvato mercoledì 13 dal Consiglio dei Ministri che ha inserito novità su spostamenti, «zona bianca» e proroga dello stato d’emergenza. L’Emilia-Romagna, comunque, rimarrà in «zona arancione».

Nel dettaglio, ecco cosa prevede il nuovo Dpcm:

MASCHERINA. Resta sempre obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

COPRIFUOCO. Confermato dalle 22 alle 5 del mattino.

SPOSTAMENTI. In «zona arancione» non è possibile uscire dal proprio Comune di residenza, salvo comprovati motivi di salute, necessità e lavoro. Fino al 15 febbraio , divieto di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Vietato recarsi nella seconda casa fuori dal Comune. Per quanto riguarda le altre abitazioni, invece, dal 16 gennaio e fino al 5 marzo è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi, tra le 5 e le 22, per un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Ciò può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5 mila abitanti. Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5 mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

RISTORAZIONE. In «zona arancione», purché chiusi al pubblico, consentite dalle 5 alle 22 le attività di asporto per ristoranti, gelaterie e pasticcerie. Asporto anticipato alle 18 per le attività che rientrano nei codici Ateco 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina) e 47.25 (commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati come, ad esempio, le enoteche). Resta possibile invece per tutti la consegna a domicilio senza limiti di tempo.   

SCUOLA. Le scuole secondarie di secondo grado, cioè le scuole superiori, adottano forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio, almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza

NEGOZI. Chiusi in «zona arancione», ma resta consentita la vendita al dettaglio se rientra tra le attività di servizi essenziali e indispensabili (supermercati, farmacie, parafarmacie, tabaccherie, edicole ecc.). Nei festivi e prefestivi chiusi i centri commerciali. 

SPORT. Consentite solo le discipline di interesse nazionale. Attività motoria e sportiva possibile all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l”attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

BENESSERE. Ancora stop a palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche

MUSEI. Riaprono ma solo nelle zone gialle e solo nei giorni feriali.

MANIFESTAZIONI. Quelle pubbliche consentite soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto. Vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi, così come le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico.

TEMPO LIBERO. Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente; sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

VACANZE. Ripartono le crociere ed impianti sciistici riaperti a partire dal 15 febbraio.

CONCORSI. E’ possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova.

CHIESE. L’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni.

IL TESTO DEL DPCM

Foto Isolapress

Coronavirus, nuovo Dpcm firmato dal premier Conte: tutte le restrizioni previste fino al 5 marzo
Cronaca 3 Dicembre 2020

Coronavirus, nuovo Dpcm per le Feste natalizie: le misure annunciate

Questa sera, come preannunciato, il premier Conte ha illustrato il nuovo Dpcm (il testo completo qui) anti Coronavirus pensato per le prossime Feste natalizie che entrerà quindi in vigore da domani, venerdì 4 dicembre, fino al 15 gennaio. L’Italia continuerà ad essere suddivisa in tre aree (gialla, arancione e rossa), anche se il Governo auspica che nelle prossime settimane, entro comunque Natale, tutta la Penisola diventi zona gialla, con l’Emilia Romagna che potrebbe esserlo già da domenica 6 dicembre. Già oggi, però, il Consiglio dei ministri aveva presentato il decreto legge che regola gli spostamenti durante le Feste. Tra le eccezioni, motivi di salute, urgenza o necessità, oltre alla possibilità di rientrare nel proprio domicilio o nella propria residenza (non però nelle seconde case). Di seguito le misure annunciate che, come detto dal premier Conte, sono più restrittive per evitare una terza ondata a gennaio.

Coprifuoco. Sarà dalle 22 alle 5, fino al 6 gennaio. Il giorno di Capodanno sarà invece dalle 22 del 31 dicembre alle 7 dell’1 gennaio.

Assembramenti e mascherine. Rimane anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci potranno emettere ordinanze per chiudere strade e piazze per evitare gli affollamenti anche nel corso della giornata, oppure prevedere ingressi contingentati in quelle aree di città e paesi dove c’è il rischio che si verifichino assembramenti.

Ristoranti, bar e alberghi. I ristoranti nelle zone gialle saranno sempre aperti a pranzo, anche nel giorno di Natale, il 26 e il 31 dicembre. Il 31 dicembre gli alberghi rimangono aperti ma non sarà possibile festeggiare con veglioni o cene: i ristoranti chiuderanno alle 18 e poi solo servizio in camera. Nelle aree arancioni e rosse, bar e ristoranti restano aperti dalle 5 alle 22 solo per l’asporto, mentre nelle zone gialle il servizio al tavolo, con un massimo di quattro persone se non conviventi, sarà possibile sempre dalle 5 alle 18.

Impianti sciistici. Chiusi dal 4 dicembre al 6 gennaio incluso.

Negozi e centri commerciali. Aperti fino alle 21 fino al 6 gennaio. Per evitare l’affollamento delle vie dello shopping governatori e sindaci potranno emanare ordinanze per chiudere strade e piazze, ma anche posizionare distanziatori nelle vie di maggior affluenza che consentano soltanto il passaggio di un numero limitato di persone. I centri commerciali, invece, fino al 15 gennaio saranno chiusi nei prefestivi e festivi, ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitari, tabacchi, edicole e vivai.

Quarantena per chi torna dall’estero. Dal 10 dicembre, per chi torna da uno dei 27 Paesi della Ue, c’è l’obbligo, prima di partire per l’Italia, di fare il tampone e presentarlo all’arrivo: se è negativo, si può entrare senza dover fare la quarantena. Chi arriva da un paese extra-Schengen dovrà comunque fare la quarantena. Dal 21 dicembre e fino all’Epifania scatta una regola più rigida: tutti coloro che torneranno dall’estero dovranno osservare il periodo di quarantena. Per evitare quindi la quarantena bisognerà rientrare in Italia prima del 20 dicembre.

Crociere. Sospese dal 21 dicembre al 6 gennaio quelle che partono o fanno scalo in Italia.

Scuola e università. Dal 7 gennaio anche gli studenti delle scuole superiori torneranno, con la didattica in presenza che dovrà essere assicurata per il 75% degli alunni. Nelle università, invece, tornano le lauree in presenza e potranno svolgersi in presenza gli esami, oltre alle lezioni solo per un ridotto numero di studenti.

Cenone delle vigilia e veglione di Capodanno. Il Governo non ha previsto obblighi sul numero massimo di persone da ospitare in casa, ma rimane la forte raccomandazione di non ricevere persone non conviventi durante le Feste. (da.be.)

Nella foto: la conferenza stampa di questa sera del premier Conte

Coronavirus, nuovo Dpcm per le Feste natalizie: le misure annunciate
Cronaca 2 Dicembre 2020

Coronavirus, cresce l’attesa per il nuovo Dpcm. Bonaccini: «Nessun tana liberi tutti»

«Per il periodo natalizio serviranno misure che evitino il tana libera tutti». A dirlo è il presidente della Regione, Stefano Bonaccini che ha aggiunto come «visti i dati incoraggianti probabilmente nel fine settimana l’Emilia Romagna tornerà in zona gialla». In queste ore, intanto, è atteso il nuovo Dpcm che entrerà in vigore venerdì 4 dicembre. Al momento di andare in stampa con questo numero di «sabato sera», però, si rincorrono le indiscrezioni sulle misure che saranno adattate durante le Feste per contenere il virus. Ma cosa prevederà il decreto? Proviamo a fare qualche ipotesi.

La sensazione è che si vada verso un’Italia tutta gialla o quasi, dove saranno vietati gli spostamenti tra le regioni ed un blocco dal 19 dicembre al 6 gennaio (o il 10 gennaio) per raggiungere le seconde case ed evitare così di commettere gli errori dell’estate scorsa. Il Governo, però, sta pensando ad alcune deroghe: sarà sempre consentito rientrare presso la propria residenza o domicilio, mentre si sta vagliando la possibilità di un ritorno in famiglia per gli studenti fuori sede e per chi vuole trascorrere le feste con i genitori anziani o un parente malato, previa però autocertificazione.

Confermato il coprifuoco dalle 22 alle 6 di mattina (non più alle 5) che mette così a rischio il cenone della vigilia e la notte di Capodanno: questo per cercare di limitare il numero di ospiti in casa fino ad un massimo di sei persone. Orari che obbligherebbero quindi ad anticipare la messa di Natale. Se i negozi rimarranno aperti fino alle 21, ovviamente con ingressi contigentati, così come i centri commerciali anche nel weekend, bar e ristoranti, invece, terranno le saracinesche abbassate a Natale e Santo Stefano. Chiusi gli impianti sciistici.
Sulla scuola, infine, il Governo sta vagliando un ritorno in classe dal 7 gennaio, ma c’è chi spinge per una riduzione della didattica a distanza già dal 14 dicembre. (da.be.)

Coronavirus, cresce l’attesa per il nuovo Dpcm. Bonaccini: «Nessun tana liberi tutti»
Cronaca 14 Novembre 2020

«Per un pugno di mozziconi», il Comune di Imola sospende la pulizia di parchi e giardini

Dopo la notizia dell”ingresso in «zona arancione» dell’Emilia-Romagna, il Comune di Imola e gli organizzatori hanno deciso di sospendere la pulizia dei parchi e giardini, prevista nell’ambito della campagna «Per un pugno di mozziconi». «Vista l”attuale situazione epidemiologica, abbiamo deciso di rimandare a tempi migliori l”evento di pulizia dei parchi – fa sapere l’assessore all’Ambiente, Elisa Spada -. Con il cuore pesante, riteniamo sia una scelta doverosa considerando i casi sempre più in crescita. Sperando di riprendere il prima possibile, sarà nostra cura informare quando verrà riattivata la campagna».

Il programma, domenica scorsa, aveva visto oltre cinquanta persone, fra adulti e bambini, prendere parte alla pulizia del Parco dell’Osservanza, mentre domani, sempre dalle ore 10 alle ore 12, sarebbe stato il turno dei Giardini di San Domenico e della Pineta 13 maggio 1944. Infine, domenica 22 novembre, l’ultimo intervento si sarebbe dovuto svolgere nel prato della Rocca Sforzesca. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): la pulizia al Parco dell’Osservanza

«Per un pugno di mozziconi», il Comune di Imola sospende la pulizia di parchi e giardini
Cronaca 4 Novembre 2020

Coronavirus, per il Governo l’Emilia-Romagna è in zona «gialla». Ecco le principali novità

In serata il premier Conte ha annunciato che l’Emilia-Romagna è stata inserita nella zona «gialla» (la meno rigida delle tre previste), per cui varranno le misure adottate sul territorio nazionale, come previsto dall’ultimo Dpcm. Senza ulteriori restrizioni, quindi, a differenza delle zone «arancioni» e «rosse». Il provvedimento sarà valido da venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre.

Tra le misure adottate: divieto di spostamento dalle 22 alle 5 del giorno successivo, se non «per comprovate esigenze lavorative o motivi di salute. Per uscire di casa in quella fascia oraria servirà l’autocertificazione; didattica a distanza al 100% per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e Università; sospensione dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie) dalle 18 alle 5 e possibilità di asporto e consegna a domicilio solo fino alle 22; nelle giornate festive e prefestive chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presìdi sanitari e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole; capienza al 50% per il trasporto pubblico locale e il servizio ferroviario regionale; sospensione degli spettacoli e delle mostre aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, musei; stop alle attività di palestre e centri benessere; raccomandazione al più ampio uso dello smart working per le attività lavorative e professionali, sia nel privato sia nel pubblico impiego.

Sospesa l’attività di sale giochi e scommesse, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente, sale bingo e casinò; ammesse le attività di tipo riabilitativo e terapeutico fornite da piscine, centri benessere e termali, così come quelle rientranti nei livelli essenziali di assistenza. E’ consentito svolgere attività motoria e sportiva all’aperto o nelle aree attrezzate dei parchi pubblici, nel rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro e due metri rispettivamente. Restano consentiti gli eventi sportivi di interesse nazionale così come verranno definiti in un atto del Coni sia per quanto riguarda gli sport individuali che di squadra, ma senza la presenza di pubblico. A porte chiuse anche le sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non che partecipano a tali competizioni.Sono sospesi i convegni, i congressi ad eccezione di quelli che si svolgono a distanza. Stop anche sagre e fiere. Vietate anche le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto comprese quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose. Nelle abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi. L’accesso ai luoghi di culto è ammesso solo con misure organizzative tali da evitare assembramenti, così come per le funzioni religiose. (da.be.)

Coronavirus, per il Governo l’Emilia-Romagna è in zona «gialla». Ecco le principali novità
Cronaca 4 Novembre 2020

Coronavirus, regioni divise in tre fasce: le misure introdotte nel nuovo Dpcm

Il premier Giuseppe Conte, in tarda notte, per cercare di frenare la curva dei contagi ha firmato il nuovo Dpcm che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene una regione: rossa (alto rischio), arancione (intermedio) e gialla (più sicure). In quest’ultima, salvo sorprese, rientra anche l’Emilia-Romagna, ma solo nelle prossime ore si saprà in quale categoria verrà collegata ogni regione. Il provvedimento sarà valido da venerdì 6 novembre al 3 dicembre. Tornano le autocertificazioni per chi si trova nelle zone a rischio e, per tutti, durante le ore di coprifuoco.

Su tutto il territorio nazionale, comunque, sarà vietato uscire di casa, dalle 22 alle 5 di mattina, salvo motivi urgenti di salute, lavoro o studio. Alle scuole superiori, ci sarà la didattica a distanza al 100%. Nel trasporto pubblico (quindi non quello scolastico dedicato), è prevista una capienza dimezzata: 50 per cento su bus, metro e treni regionali. I centri commerciali sono chiusi nel weekend e nei giorni festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo. Bloccate le crociere. Vengono sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola. Con l”eccezione di quelli che riguardano il personale della sanità. Sarà consentito l”accesso ai parchi, sempre rispettando la regola del distanziamento di un metro. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie chiuderanno sempre alle 18, ma potranno fare consegna a domicilio ed asporto fino alle 22. Aperti i centri e circoli sportivi (non nelle regioni soggette a restrizioni) ma vietato l’utilizzo degli spogliatoi.

Nelle zone arancioni, invece, bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre e non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi. Nelle regioni rosse, infine, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, e perfino gli spostamenti all”interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza in queste regioni scatterà già dalla seconda media (salvo le attività con minori disabili). Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali, ma parrucchieri e barbieri resteranno aperti. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, fino alle 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E le industrie. Nessuna serrata per i servizi essenziali, ovviamente farmacie e supermercati saranno aperti al pubblico come a marzo scorso. Attività sportiva consentita solo individualmente ed in prossimità della propria abitazione. Cancelli chiusi, infatti, nei centri e circoli sportivi. (da.be.)

IL TESTO DEL DPCM

Coronavirus, regioni divise in tre fasce: le misure introdotte nel nuovo Dpcm
Cronaca 2 Novembre 2020

Coronavirus, il premier Conte alla Camera: «Coprifuoco, didattica a distanza e centri commerciali chiusi nel weekend»

Oggi il premier Conte è intervenuto alla Camera sottolinenando come «il quadro epidemiologico è in via di transizione verso lo scenario 4 con particolare riferimento ad alcune regioni». In pratica, vista la situazione critica il Governo ha deciso di intervenire con una strategia modulata sulle differenti criticità di ogni regione.

Domani, quindi, è previsto salvo sorprese un nuovo Dpcm. «Indicheremo tre aree con tre scenari di rischio con misure via via più restrittive – ha detto Conte -. L”inserimento di una Regione avverrà con un”ordinanza del ministro della Salute. Questi scenari dovranno tener conto dell”indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell”occupazione dei posti letto negli ospedali. L’Rt nazionale è a 1,7 ma in alcune regioni ovviamente il dato è superiore. Esiste un”altra probabilità che 15 regioni superino le soglie critiche nelle aree delle terapie intensive e delle aree mediche nel prossimo mese».

Nello specifico verrà introdotto il limite agli spostamenti da e verso le regioni con elevati coefficienti di rischio, salvo esigenze di lavoro, studio e salute e coprifuoco dalle 21. Nell’intero territorio nazionale, invece, saranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi i centri commerciali ad eccezione di negozi alimentari parafarmacie e farmacie ed edicole dentro i centri. Chiuderanno i corner per le scommesse e giochi ovunque si trovino, così come musei e mostre. Infine, didattica a distanza al 100% per le scuole di secondo grado e la riduzione al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali. (da.be.)

Nella foto: il premier Conte durante l’intervento di oggi alla Camera

Coronavirus, il premier Conte alla Camera: «Coprifuoco, didattica a distanza e centri commerciali chiusi nel weekend»
Cronaca 27 Ottobre 2020

Coronavirus, la Regione conferma: 75% di lezioni con didattica a distanza alle superiori

Entra in vigore oggi l’ordinanza della Giunta regionale dell’Emilia Romagna che recepisce il nuovo Dpcm del Governo che alza al 75% la percentuale minima di didattica a distanza alle scuole superiori. Entro il 29 ottobre le scuole decideranno in autonomia l’attuazione.

L’ordinanza, che resterà in vigore fino al 24 novembre, precisa che andrà garantito il diritto alla didattica in presenza agli alunni con disabilità. Inoltre, raccomanda l’applicazione dell’attività didattica in presenza prioritariamente nelle classi prime e quinte, rispettivamente alle prese col primo anno e con l’anno dell’esame di maturità.

Per quanto riguarda l’orario di ingresso alle lezioni (nel Dpcm fissato alle 9), si precisa che verrà definito in seguito a un incontro del Coordinamento regionale e locale sulla scuola, così come definito dal Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (il cosiddetto “Piano scuola”).

Infine, nell’ordinanza regionale è «fortemente raccomandato» l’utilizzo della mascherina in aula all’interno di tutte le classi della scuola elementare e della scuola media, nelle quali per il momento è confermata la modalità in presenza in aula per tutti gli studenti, ma anche alle superiori, quando gli studenti saranno in classe.

«Il Governo ha deciso di alzare la didattica a distanza fino alla soglia minima del 75%, quando noi, insieme alle altre Regioni, avevamo proposto di non prevedere quote minime, lasciando ai territori la possibilità di introdurla o meno, a seconda delle criticità presenti – afferma l’assessore alla Scuola e Università, Paola Salomoni -. La comunicazione del ministero dell’Istruzione ci costringe ad accelerare i tempi e recepiamo il Dpcm, introducendo quindi la soglia minima possibile, quella del 75%. Sempre nell’ordinanza, abbiamo scelto di aprire ai test rapidi e gratuiti presso le farmacie anche al personale scolastico, oggetto di uno screening specifico lo scorso mese di settembre». (gi.gi.)

Ulteriori dettagli su «sabato sera» in edicola dal 29 ottobre

Coronavirus, la Regione conferma: 75% di lezioni con didattica a distanza alle superiori
Economia 26 Ottobre 2020

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio

Le nuove misure anti Covid imposte dal Dpcm del 24 ottobre hanno suscitato anche a Imola le reazioni degli addetti ai lavori.

Oggi pomeriggio, dalle 15.30 alle 16.30, gli addetti alla ristorazione aderenti a Confartigianato Bologna Metropolitana hanno manifestato in modo simbolico e nel rispetto delle disposizioni di sicurezza davanti alla sede imolese di viale Amendola, gettando in aria oggetti del loro lavoro come gesto di protesta contro l’ennesima penalizzazione del settore. «Esprimiamo grande preoccupazione per la scelta del Governo di chiudere alle 18 il mondo della ristorazione, una misura di cui, in particolare per i ristoranti, si fatica a comprendere la logica – ha sottolineato Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, durante la manifestazione -. Dispiace che il premier Conte non abbia tenuto in debita considerazione la lettera-appello firmata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, a nome della Conferenza delle Regioni con la quale si proponeva la chiusura dei ristoranti alle 23 e dei bar senza servizio ai tavoli alle 20».

Il mondo dell’artigianato e della ristorazione si è distinto in questi mesi per la massima collaborazione nella definizione delle linee guida. «I nostri bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie hanno sempre rispettato rigorosamente le misure di sicurezza per difendere la salute dei cittadini. A maggior ragione non comprendiamo questo obbligo di chiusura, mentre a negozi e grande distribuzione rimane permessa, ad esempio, la commercializzazione dei prodotti dolciari oltre le ore 18».

«Da sempre siamo convinti che al primo posto c’è la salute, senza difendere la salute non si difende l’economia, ma siamo altresì convinti che questo sia il momento di combattere il virus con le armi della ragione e non con azioni oscurantiste – ha sottolineato Renzi -. La scelta di adottare misure che penalizzano duramente ristoranti e bar, così come le palestre e i centri sportivi, i cinema e i teatri senza distinguere dalle situazioni realmente a rischio da quelle mantenute sicure dall’impegno degli imprenditori e del loro personale, non ci piace. Per l’incoscienza di alcuni non si possono penalizzare interi settori che, di fronte a questa chiusura, rischiano di non riaprire mai più. Più che chiudere tutto serviva una grande capacità di controllo del territorio, e penalizzare chi effettivamente non rispettava le norme di sicurezza». 

«Il Governo non ha accolto le istanze di Confartigianato, ora però ci auguriamo che le misure di ristoro annunciate siano effettivamente commisurate all’impatto provocato dalle nuove restrizioni sull’attività dei nostri imprenditori e che soprattutto siano erogate in tempi rapidi per evitare il rischio di chiusura delle imprese – ha concluso Renzi -. Confartigianato continuerà ad essere al fianco di tutte le sue imprese e continuerà, in maniera pacifica e nel rispetto delle regole, a combattere affinché si possa in tempo breve porre rimedio a questa scelta che riteniamo sbagliata e ingiusta per categorie che sono già stata duramente penalizzate dal precedente lockdown». 

Intanto anche altre associazioni di categoria hanno annunciato forme di protesta. Domani Cna Imola organizza un sit in davanti alla sede di via Pola (ore 16), mentre i gestori dei pubblici esercizi dell’Emilia Romagna, aderenti a Fipe-Confcommercio si ritroveranno in piazza Maggiore a Bologna mercoledì 28 ottobre alle ore 11.30 e, in contemporanea, nelle piazze di 10 capoluoghi di regione. «Sarà una manifestazione dal valore simbolico, ma comunque di grande impatto visivo, nel pieno e assoluto rispetto di ogni normativa, soprattutto sanitaria» spiega il presidente di Confcommercio Ascom Imola, Danilo Galassi, invitando tutte le attività del territorio a partecipare, per dare un segnale forte del settore alla politica.«Comprendiamo l’emergenza sanitaria e la gravità del momento – sottolinea Galassi – ma è impensabile che l’unica ricetta proposta per contrastare la pandemia sia quella di chiudere tutto o di generare una psicosi di massa. Coniugare sicurezza e lavoro è possibile e deve essere l’obiettivo principale del governo e della politica tutta. In questi mesi gli imprenditori della ristorazione e dell’intrattenimento hanno investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e clienti e misure di sicurezza all’avanguardia. Sono stati fatti sacrifici importanti, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole». (lo.mi.)

Nella foto: la protesta davanti alla sede imolese di Confartigianato Bologna Metropolitana

Nuovo Dpcm, a Imola le proteste di ristoratori, artigiani e commercianti aderenti a Confartigianato, Cna e Confcommercio

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