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Cultura e Spettacoli 5 Gennaio 2020

I consigli della blogger Monica Campagnoli: «Nella calza della Befana raviole e biscotti fatti in casa»

E” una festa dal sapore agrodolce, perché è l”ultimo giorno di vacanza prima del ritorno a scuola, ma un tempo era attesissima dai bambini perché dalle nostre parti era lei, non Babbo Natale, a portare i regali. Regali semplici, arance, frutta secca, qualche dolcetto se le famiglie potevano permetterselo. Stiamo parlando naturalmente della Befana, la vecchietta che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, festa liturgica dell”Epifania, attraversa il cielo a cavallo della sua scopa e scende dai camini per riempire le calze di cose buone per i bimbi che se le sono meritate oppure di carbone, magari dolce, se sono stati un po” disobbedienti.

Con Monica Campagnoli, ricercatrice, giornalista e curatrice del blog «Tortellini & Co», concludiamo il periodo delle feste (qui potete trovare i consigli per i menù di Natale e di Capodanno) cercando di dare qualche spunto su come riempire la calza dei bimbi in maniera personalizzata. «La Befana è una bella figura della nostra tradizione, da riscoprire – esordisce Monica -. Dal mio punto d”osservazione che è il blog, tramite il quale ho contatti e relazioni anche con un pubblico straniero, ho notato che c”è interesse per questa festa. Prima era sconosciuta, ora sta vivendo un nuovo momento di successo».

L”idea allora è andare in cerca dei sapori di un tempo, optando per cose fatte in casa piuttosto che per i dolci industriali. «Può diventare – prosegue la Campagnoli – una bella occasione per raccontare qualcosa ai bambini, per esempio riscoprendo la ricetta del pan croccante, oppure offrendo loro il crìcrì, come lo chiamava mia nonna, un cioccolatino fatto in casa. A me piace l”idea di cucinare biscottoni un po” più grandi del solito e confezionarli in pacchetti fatti con la carta velina. Poi si possono aggiungere qualche soldino di cioccolato e le pastigliette di zucchero».

E a proposito di ricette da raccontare, perché non preparare le raviole, classico dolcetto bolognese? «Non lasciamoci scappare l”occasione di condividere qualcosa con i nostri bambini – conclude la blogger -. Mettiamo sul tavolo delle feste la cosa più preziosa che abbiamo, il tempo. Tempo di qualità, da trascorrere insieme, lasciando perdere il cellulare magari. Se noi per primi guardiamo altrove, non diamo il giusto valore alle persone che amiamo. Meglio la bocca piena… che gli occhi incollati allo smartphone!». (mi.ta.)

Per ricette e consigli: https://www.tortelliniandco.com/

I consigli della blogger Monica Campagnoli: «Nella calza della Befana raviole e biscotti fatti in casa»
Cronaca 4 Gennaio 2020

Ozzano vivrà una domenica da protagonista a Fico grazie alla rassegna Comuni in Festa

Domenica 5 gennaio 2020 Ozzano Emilia protagonista a Fico, il parco del cibo più grande del mondo che si trova a Bologna. Il Comune e la Proloco, affiancati da alcune aziende del territorio, parteciperanno infatti alla rassegna «Comuni in Festa», promossa da Fico con l”obiettivo di raccontare le tradizioni culturali e culinarie di tutti i Comuni italiani. Per l”intera giornata Ozzano si presenterà al pubblico attraverso l”allestimento di un”area espositiva nella quale si svolgeranno degustazioni, presentazioni delle tipicità enogastronomiche e del sistema di accoglienza turistica e uno spazio per i cooking show, dove saranno protagonisti ricette e tipicità locali: il cardo ozzanese (Azienda Gualandi), gli «imbutini» (Arte della Pasta) e i lieviti e preparati per dolci (Ar.pa).

Nell”occasione sarà inoltre presentato in anteprima assoluta il nuovo brick Eco-Logiko “plastic free” brevettato dall”azienda ozzanese “Arti grafiche Reggiani”. A far conoscere il territorio, inserito nel Parco regionale “Ente Emilia orientale” (che sarà presente a Fico), contribuiranno anche diversi produttori locali che offriranno i loro prodotti in degustazione, dai vini pluripremiati della Palazzona di Maggio al miele e derivati dell”Apicoltura Palazzo Bianchetti agli insaccati della Bottega Laboratorio La Palazzina di Ciagnano. Infine, dal 5 gennaio al 5 marzo 2020 per gli ozzanesi che visiteranno Fico è prevista in omaggio la “Carta privilegio”, che dà diritto al 10% di sconto per un anno su tutti i prodotti acquistabili all’interno del Parco del cibo. (r.cr.)

Nella foto tratta dal sito del Comune di Ozzano l”area espositiva dei Comuni in Festa a Fico

Ozzano vivrà una domenica da protagonista a Fico grazie alla rassegna Comuni in Festa
Cultura e Spettacoli 29 Dicembre 2019

Il cenone di Capodanno tra piatti tradizionali e nuove ricette: i consigli di Monica Campagnoli

La notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio è certamente la più lunga dell”anno. C”è chi attende la mezzanotte al ristorante, in piazza o in giro per locali e chi preferisce organizzare il cenone in casa, insieme ad amici e parenti. E voi? Avete scelto di mettervi ai fornelli a San Silvestro e siete a caccia delle ultime idee per il menù? Dopo i consigli per la tavola di Natale, Monica Campagnoli, ricercatrice, giornalista e curatrice del blog «Tortellini&Co», ci fornisce qualche dritta per preparare piatti adatti all”occasione. 

La filosofia di fondo? Tutti devono passare una serata piacevole in compagnia, anche chi cucina. «Io opterei per portare tutto in tavola in contemporanea, in modo da mangiare insieme comodamente, senza che qualcuno debba fare la spola tra cucina e mensa mentre gli altri si divertono – spiega Monica -. Per cominciare, opterei per una spuma di mortadella e un patè di lenticchie, tanto per rispettare la tradizione, serviti con le streghette imolesi, distribuite in tante ciotoline comode per tutti i commensali».

Il primo potrebbe poi essere una bella pasta al forno. «Si può fare al pomodoro, al ragù, alle verdure ed è sempre una garanzia – commenta la blogger -. Tra l”altro è più buona fatta uno o due giorni prima, perché prende sapore. Se si ricopre la teglia con l”alluminio la pasta non si secca e il sugo non si asciuga. Poi si porta in tavola e si sporziona direttamente. A Capodanno si può fare, è un”occasione più informale rispetto al Natale». Andando avanti guardando alla tradizione, il secondo ideale è il cotechino con le lenticchie. Ma servito in una maniera diversa e originale. Ecco cosa suggerisce Monica Campagnoli: «Un”idea carina è presentare delle fettine di pandoro, magari tagliate a forma di stella, scaldate sulla piastra e decorate con una fettina di cotechino e un cucchiaino di lenticchie. E” una delle tante idee della cucina del riciclo. In questa occasione io preparo spesso crostini di pandoro o panettone, è proprio un piatto da Capodanno. Sia il pandoro che il panettone si prestano inoltre ad essere abbinati con confetture e mostarde».

Prima dei dolci, via con un bel giro di frutta fresca e secca che, sottolinea la blogger, «aiuta ad aspettare». Poi via libera ai dessert, anche questi preparati volendo qualche giorno prima. Uno di questi potrebbe essere la torta di mascarpone con salsa di lamponi, senza cottura, con una base di biscotti sbriciolati e una crema di mascarpone con vaniglia o succo di limone, sulla quale va poi versata la salsa. Un”altra idea è la torta di pancake al latticello, farcita con una crema di formaggio spalmabile e coperta con la crema al cioccolato. «Anche in questo caso – aggiunge la Campagnoli – i pancake, un po” grandi, si possono fare anche due giorni prima, la crema il giorno prima e poi la torta si monta il giorno stesso. E” una torta a strati che poi si ricopre con la crema al cioccolato anche sui lati e si decora con meringhe o frutta secca». E chi cerca un”idea dolce ma light, può provare le crostatine con crema di avocado al cacao. Una crema che può anche non essere zuccherata e che è buona anche da sola, in bicchierini individuali, coperta di frutta fresca. (mi.ta.)

Per ricette e consigli il blog di Monica Campagnoli è https://www.tortelliniandco.com/

Il cenone di Capodanno tra piatti tradizionali e nuove ricette: i consigli di Monica Campagnoli
Cronaca 22 Dicembre 2019

Tortellini in brodo di cappone e insalata russa, i consigli di Monica Campagnoli per la tavola di Natale

La famiglia riunita, una tavola imbandita, la giusta atmosfera per accentuare ancora di più il piacere di ritrovarsi insieme. Nessuna festa quanto il Natale sa esaltare il gusto della tradizione e della convivialità. Ed ecco allora l”importanza della cura nella scelta dei cibi da servire per il pranzo più atteso dell”anno, che impegna cuoche e cuochi a cimentarsi nelle più collaudate ricette di casa. Se però qualcuno ha dubbi su cosa mettere in tavola il 25 dicembre ecco qualche prezioso consiglio per una sicura riuscita, con l”aiuto di Monica Campagnoli, imolese, ricercatrice, giornalista e cuoca che, da qualche anno, è curatrice di un blog di cucina dal titolo «Tortellini&Co». Nel menù di Monica, è proprio la tradizione a farla da padrona, una tradizione che i suoi lettori sembrano proprio apprezzare, come dimostrano i risultati delle ricerche compiute. «Una delle ricette più ricercate – conferma infatti la stessa Campagnoli – è il brodo di carne. E sulla tavola di Natale un bel primo in brodo, dai classicissimi tortellini ai golosi passatelli, non può mancare».

Ad aprire il pranzo di festa, però, ci sta bene anche un bell”antipasto. Perché non dei tramezzini? «Non si fanno quasi mai, ma ci si può divertire a prepararli perché si possono fare in tanti modi, anche di solo prosciutto o di formaggio, adattandoli alle situazioni e agli ospiti», consiglia Monica. Poi, come anticipato, ecco i tortellini oppure i cappelletti, in questo caso serviti con un brodo di cappone. «L”alternativa vegetariana è rappresentata dai passatelli – aggiunge la blogger -, tra l”altro più semplici e veloci da preparare».

Dopo il primo, l”immancabile arrosto nella versione che ciascuno preferisce. E come contorno la Campagnoli opta per la sontuosa insalata russa che, rimarca, «mi piace molto, anche perché si può preparare con la maionese casalinga oppure con una buona maionese comprata. Tra i secondi aggiungerei poi un bel flan di formaggio, la torta che si faceva una volta nella zona tra Castel del Rio e Firenzuola. Io ci metto emmenthal, parmigiano e mascarpone. Il flan non è come il soufflé, non ti tradisce mai e si può accompagnare con piselli e carote. Se lo si fa in uno stampo con il foro al centro, si può riempire di polpettine. Poi sulla tavola di Natale ci stanno bene anche le cipolline glassate all”aceto balsamico».

Per i dessert, il certosino di Bologna è un classico delle feste. Monica suggerisce inoltre il Montebianco rivisitato, fatto con la polpa delle patate dolci cotte in forno, passate e mescolate con cacao e zucchero a piacere, poi ricoperto di panna montata. Ma Il Natale ideale della giornalista blogger passa anche dalla riscoperta di utensili poco usati, come la zuppiera, tradizionale piatto da portata che spesso resta a prendere polvere insieme ad altri pezzi del servizio buono. «Io quest”anno la porterò in tavola – conclude la Campagnoli – perché a forza di tenere gli oggetti nella credenza per paura di romperli si finisce per dimenticarli. Invece vanno trasmessi con i ricordi che ad essi sono legati». (mi.ta.)

Per ricette e consigli il blog di Monica Campagnoli è https://www.tortelliniandco.com/

Nelle foto Monica Campagnoli, i tortellini in brodo e il Montebianco rivisitato

Tortellini in brodo di cappone e insalata russa, i consigli di Monica Campagnoli per la tavola di Natale
Cultura e Spettacoli 8 Dicembre 2019

La storia del ristorante San Domenico nel libro di Valentino Marcattilii e nei ricordi di Gianluigi Morini

Una tastiera del computer comprata a New York da imparare ad usare, le notti insonni dopo l’intervento al cuore, i ricordi che sgorgano spontanei, di una vita vissuta intensamente in cucina. Molto intensamente. Nasce così il libro «Il San Domenico, la mia vita» di Valentino Marcattilii e Mauro Bassini, con la prefazione di Massimo Bottura (Casa editrice Minerva, collana Ritratti di Gusto), presentato domenica scorsa, 1° dicembre, in una sala grande di palazzo Sersanti gremita come un uovo. «Si può dire che ho scritto delle memorie per imparare ad usare la  tastiera del computer nuovo che, essendo pensata per il mercato statunitense, è diversa da quella che abbiamo in Europa – ha scherzato Valentino -. Scrivevo, scrivevo e alla fine mi sono accorto che avevo oltre 250 fogli pieni di storie. Ne ho parlato con Mauro Bassini ed Elisa Azzimondi, che avevano curato il libro di Massimiliano (Massimiliano Mascia, chef del San Domenico,nipote di Valentino, Ndr) e l’avventura del libro è partita».

Dentro ci sono i ricordi di una vita: dall’infanzia nell’amato paesino d’Abruzzo, Mosciano Sant’Angelo, dove Valentino è nato, all’arrivo ad Imola, ancora bambino, nel novembre del 1961, con mamma Rosina e papà Pasquale, la sorella Sandra e il fratello Natale, a quando è entrato per la prima volta al San Domenico, alla sua evoluzione professionale, con gli stage in Francia. Poi la «scoperta» dell’America, la Formula Uno, i tantissimi personaggi indimenticabili incontrati in questa lunga carriera di chef internazionale, fino ad arrivare all’oggi ed alla conduzione della cucina affidata al nipote Massimiliano Mascia.

L”intero servizio dedicato a Valentino Marcattilii è su «sabato sera» di questa settimana (5 dicembre), che contiene un ampio approfondimento sui protagonisti della storia del ristorante San Domenico di Imola, che il 7 marzo 2020 compirà 50 anni. Accanto a Valentino, ecco infatti Gianluigi Morini, il fondatore del locale, al quale nei giorni scorsi è stato dedicato un incontro organizzato dalla Delegazione di Imola dell’Accademia italiana della cucina in occasione del Baccanale 2019, con la sala conferenze della biblioteca comunale strapiena. Morini, che nella vita è stato attore e bancario, alle sue passioni ne aggiungeva
poi un’altra: quella per la buona cucina. «Mi piaceva fare qualcosa in casa, per gli amici. Solo che mia moglie dopo un po’ mi disse: “Non puoi trasformare la casa in un ristorante. Perché non ne apri uno vero?”. E lì mi dissi: “Se ho fatto l’attore, posso fare anche il ristoratore”». Così il 7 marzo del 1970 Morini aprì il ristorante San Domenico, al piano terra della casa in cui era nato. (r.c.)

Leggi il servizio completo con ampio corredo fotografico su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto: in primo piano Gianluigi Morini, dietro lo staff del San Domenico con Valentino Marcattilii (ultimo a destra), accanto al fratello Natale

La storia del ristorante San Domenico nel libro di Valentino Marcattilii e nei ricordi di Gianluigi Morini
Cronaca 1 Dicembre 2019

L'Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro a Minsk come ambasciatore della cucina italiana

Per il terzo anno consecutivo l’Istituto alberghiero Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme ha partecipato a Minsk, capitale della Bielorussia, alla «Settimana della cucina italiana nel mondo», promossa dal ministero degli Esteri, organizzata dall’ambasciata italiana e sponsorizzata da «Insieme per un futuro migliore», l’associazione di Imola impegnata da anni col progetto Chernobyl.

La rappresentanza dell’istituto castellano era composta dai professori Davide Belletti e Loris Leonardi, accompagnati da quattro allievi: due di sala e due di cucina. Le dimostrazioni dal vivo e la serata finale svoltasi nella residenza dell’ambasciatore italiano hanno ottenuto un grande gradimento. Novità di questa edizione sono stati i laboratori proposti all’interno delle scuole alberghiere di Minsk, a cui hanno partecipato insegnanti e studenti locali, apprendendo le basi della cucina emiliano-romagnola. L’auspicio è che il contatto tra le scuole alberghiere sfoci in una futura collaborazione, considerando che tutto ciò che è italiano piace in Bielorussia. (r.cr.)

L'Istituto Alberghiero Scappi di Castel San Pietro a Minsk come ambasciatore della cucina italiana
Cronaca 6 Novembre 2019

Baccanale 2019, il Garganello d'Oro consegnato alla chef stellata Rosanna Marziale

E” andato alla chef stellata Rosanna Marziale il “Garganello d’oro per la promozione della cultura del cibo” 2019, consegnato dalla sindaca dimissionaria di Imola Manuela Sangiorgi nell”ambito del Baccanale. «Orgoglio femminile nella cucina italiana, per la sua attività e per aver sviluppato e promosso anche attraverso i media, i temi della cultura del cibo e la conoscenza dei prodotti enogastronomici del nostro Paese» è la motivazione a sostegno della scelta compiuta dall”Amministrazione.

La chef campana gestisce con la madre, la sorella e il fratello il ristorante di famiglia, «Le Colonne», aperto dal padre 60 anni fa vicino alla Reggia di Caserta e nel 2013 ha ottenuto una stella Michelin. Nel ricevere il Garganello d”Oro, Rosanna Marziale si è detta «onorata e felice» per il premio e ha raccontato di avere iniziato a lavorare in cucina fin da piccola, ereditando la passione dal padre. «Sono sempre stata curiosa e vivace, caratteristiche che mi sono rimaste anche oggi, insieme al senso della competizione. Con il mio lavoro cerco di far emergere il mio territorio ed i suoi prodotti. La mia è una cucina contadina, che usa tutti i prodotti del territorio, insegnando anche ai bambini a non sprecare niente, partendo dalle ricette della tradizione per rielaborarle in chiave attuale», ha poi aggiunto. 

Da parte sua, Manuela Sangiorgi ha ricordato che la consegna del Garganello è «uno dei momenti più importanti nella programmazione del Baccanale della città di Imola». «Dal 2003 – ha sottolineato – il riconoscimento è stato attribuito a nomi illustri dello scenario nazionale particolarmente distintisi, all’interno della propria eccellenza settoriale, per la valorizzazione e divulgazione dell’arte gastronomica». Per quanto riguarda la scelta di Rosanna Marziale come premiata del 2019, la sindaca in particolare ha messo in rilievo il fatto di avere «trasformato il suo sogno in una straordinaria carriera nel campo della ristorazione nazionale e internazionale», «la volontà di adoperarsi per comunicare ai più piccoli l’importanza di una corretta alimentazione attraverso il cartone animato “La Cuoca Girovaga”» e l”essere una delle «massime esponenti della generazione di chef donne che stanno rivoluzionando l’alta cucina». 

Nel suo discorso la sindaca, che ha rassegnato le dimissioni lo scorso 29 ottobre e che, salvo ripensamenti, cesserà dalla carica alla mezzanotte del 18 novembre prossimo, ha ricordato che a Rosanna Marziale è dedicata la Barbie Chef prodotta dalla Mattel. Inoltre, la chef casertana è ambasciatrice per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. (r.cr.)

Nella foto: Rosanna Marziale (a sinistra) riceve il Garganello d”Oro dalla sindaca dimissionaria Manuela Sangiorgi

Baccanale 2019, il Garganello d'Oro consegnato alla chef stellata Rosanna Marziale
Cultura e Spettacoli 23 Ottobre 2019

Il gusto dei ricordi protagonista dell'edizione del Baccanale 2019 e dell'inserto allegato a «sabato sera»

La pasta ripiena detta spoja lorda, i tagli di carne residuali per non buttare via niente del maiale ma anche di altri animali, i frutti della terra oggi quasi dimenticati come il cardo. Sono questi alcuni di quei gusti e sapori più legati alla tradizione dei nonni che alle tavole del giorno d’oggi. Gusti e sapori di ieri che sono al centro dell’edizione 2019 del Baccanale, tradizionale manifestazione legata alla cultura dell’enogastronomia che il Comune di Imola promuove con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e della Regione Emilia Romagna, oltre che con il contributo e sostegno di numerosi sponsor. Dal 3 al 24 novembre va dunque in scena «Il gusto dei ricordi», come riassume il titolo della manifestazione.

«Questa edizione del Baccanale guarda al passato per celebrarlo proseguendo nella concreta opera di promozione e conoscenza della cultura enogastronomia del nostro territorio – commenta la sindaca Manuela Sangiorgi – attraverso un intenso programma di appuntamenti per salvaguardare le nostre radici e valorizzare le nostre tradizioni». Come detto, inizia domenica 3 novembre il ricco calendario di incontri, degustazioni, mostre, spettacoli, menù a tema, visite guidate e scuole di cucina del Baccanale 2019: l’inaugurazione pubblica è in programma al teatro comunale Ebe Stignani alle 17.30, con il saluto della sindaca,una lettura di Marcel Proust da parte di Leo Gullotta e l’introduzione storica del professor Massimo Montanari. «Quando parliamo di memoria e di ricordi stiamo parlando di un passato che rimane presente perché qualcuno lo ricorda e racconta – dice lo storico -, segno del fatto che è importante impegnarsi oggi per mantenere in vita frammenti di passato meritevoli».

Uno sguardo particolare del Baccanale di quest’anno è dedicato alle donne. Sono donne, infatti, sia l’illustratrice scelta per l’immagine dell’edizione2019 della manifestazione sia la chef premiata con il Garganello d’oro per la promozione della cultura del cibo. La prima, Beatrice Alemagna, sarà in esposizione con numerose illustrazioni alla biblioteca Casa Piani dal 9 novembre al 25 gennaio (orari di apertura: martedì e venerdì dalle 15 alle 18, sabato dalle 9.30 alle 12.30, domeniche 10, 17 e 24 novembre dalle 10 alle 13 e dalle15 alle 18). La seconda, Rosanna Marziale, sarà premiata lunedì 4 novembre alle 18.30 al museo di San Domenico: chef del ristorante Le Colonne, stella Michelin dal 2013, e di San Bartolomeo casa in campagna, è la modella scelta da Mattel per la realizzazione della speciale Barbie chef in occasione dei sessant’anni della famosa bambola. (mi.mo.)

I servizi completi e l”inserto «Oltre il Baccanale», 16 pagine all”insegna della riscoperta di ricordi e sapori antichi, sono su «sabato sera» in edicola da domani 24 ottobre

Il gusto dei ricordi protagonista dell'edizione del Baccanale 2019 e dell'inserto allegato a «sabato sera»
Cultura e Spettacoli 27 Settembre 2019

A Castel del Rio torna «Tipica», la sagra che riunisce eventi e sapori della Vallata del Santerno

Torna «Tipica», la sagra che riunisce diversi eventi della Vallata del Santerno: sabato 28 settembre, nell’area festa di palazzo Alidosi, dalle 17 alle 18.30 ci saranno musica e dj set con Nearco e dalle 18.30 alle 20 uno spettacolo comico con Davide Dalfiume e Marco Dondarini, mentre alle 20.30 ci si sposta nella sala Magnus con l’Associazione musicale di Borgo Tossignano per lo spettacolo «Una nota classica per Tipica».

Spazio alla gastronomia con piatti a base di marroni e porcini (Castel del Rio), piè fritta (Fontanelice), maccheroni di Borgo (Borgo Tossignano), polenta di Tossignano e fiori d’acacia (Tossignano), raviolo dolce (Casalfiumanese), zuccherini della cuccagna (Sassoleone). Infine, alle 18.30 partirà un’escursione in Mtb su sentieri e strade sterrate all’interno dei castagneti (info 339/1388767).

Per informazioni si può telefonare allo 0542/95906 (Comune di Castel del Rio). (r.c.)

A Castel del Rio torna «Tipica», la sagra che riunisce eventi e sapori della Vallata del Santerno
Cultura e Spettacoli 8 Settembre 2019

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi

Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che vive sottoterra, appartenente alla famiglia delle tuberacee. Non è un tubero, quindi, ma ne ha la forma. Quello che tutti conoscono, comunque, è il suo sapore buonissimo, capace di esaltare qualsiasi piatto. Sapore che è al centro della Sagra del tartufo che Castel del Rio ospita in questo weekend e il prossimo, 14 e 15 settembre. Due weekend con il gusto organizzati dall’Associazione culturale alidosiana, dal Gruppo sportivo Castel del Rio e dalla Sezione cacciatori Castel del Rio, che vedrà riempirsi di appassionati lo stand che si trova nell’area dietro il palazzo Alidosi.

Tutti pronti a tuffarsi sulla vellutata di patate al tartufo o sui tagliolini al tartufo. Poi ci sono anche i classici tortini, il risotto, i tortellini e i maccheroncini (entrambi conditi anche con la panna), ma anche primi al ragù per chi li preferisse. I secondi annoverano le uova fritte al tartufo, le scaloppine, il roast beef al tartufo e scaglie di grana, la polenta fritta e cacio al tartufo, e la piadina con salsiccia. Immancabili le patate fritte, ma anche il tartufo bianco o nero (gelato) come dessert.

Lo stand gastronomico, al coperto, apre la sera alle 19, oggi domenica anche alle 12. Nell’area della festa ci saranno anche un mercato e un’area con gonfiabili per bambini. In primo piano anche gli spettacoli. Stasera, domenica 8 alle 20.30, arriva la Nearco band. Il prossimo weekend ancora musica con Giovanni Capozio (sabato) e ballo e musica con Le comete di Romagna (domenica).

Informazioni: www.tartufocasteldelrio.eu

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi

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