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Cultura e Spettacoli 28 Giugno 2019

Torna “Fiume diVino' a Fontanelice con la musica di Osaka Flu e Modena City Ramblers

Nata dalla volontà e dall’intraprendenza di un gruppo di ragazzi di Fontanelice nel 2002, «Fiume diVino» arriva alla diciottesima edizione venerdì 28 e sabato 29 giugno. La festa, che ha ospitato negli anni artisti come i Meganoidi, Omar Pedrini o Marco Ligabue, quest’anno vedrà sul palco i Modena City Ramblers e gli Osaka Flu, continuando così una tradizione che dimostra «grande tenacia e amore per il territorio – commentano gli organizzatori -. Con il supporto dell’amministrazione comunale che ha sempre creduto nel progetto, di una rete di aziende e commercianti della zona e soprattutto grazie al lavoro e alla passione dei tanti volontari che ogni anno rendono possibile l’evento, che è sempre stato ad ingresso libero e gratuito».

Nell’area fluviale di Fontanelice, Fiume diVino dalle 19 proporrà stand gastronomici e selezioni di vini dalle cantine della Vallata del Santerno. Poi, spazio alla musica: venerdì con i Crimson Clovers e, alle 22, con gli Osaka Flu, band indipendente garage punk di Arezzo con quattro pubblicazioni all’attivo, segnalati nel 2018 tra i migliori dischi. A seguire, musica con dj Max Vasselli. Sabato ci saranno i Bequadro e, alle 22, i Modena City Ramblers con il loro combat folk: reduci dal progetto «Riaccolti», daranno vita ad un concerto trascinante, com’è nel loro stile. «Riaccolti» è la testimonianza «sonora e visiva di uno speciale concerto tenuto nel novembre 2018 all’interno dello storico Studio Esagono di Rubiera» si legge nel sito della band.

Per le due serate sarà attivo il servizio navetta gratuito con partenza da Imola e con varie fermate in vallata. Per informazioni: www.fiumedivino.it. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto i Modena City Ramblers a Imola in Musica 2015

Torna “Fiume diVino' a Fontanelice con la musica di Osaka Flu e Modena City Ramblers
Economia 24 Giugno 2019

Best managed companies, la Clai premiata a Milano dalla multinazionale Deloitte per il secondo anno consecutivo

Per il secondo anno consecutivo Clai, la Cooperativa lavoratori agricoli imolesi, ha vinto il premio conferito da Deloitte, multinazionale dei servizi professionali alle imprese, alle «Best managed companies». Si tratta di un riconoscimento attribuito quest’anno a 46 aziende italiane che si sono distinte per strategia, competenze, impegno verso le persone e performance.

La cooperativa di Imola è stata premiata il 28 maggio al palazzo della Borsa italiana a Milano da un giuria indipendente, formata da autorevoli esponenti del panorama imprenditoriale, accademico e istituzionale italiano. «Qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente, ma anche una strategia occupazionale per i giovani. Negli ultimi anni – spiega il direttore generale Pietro D’Angeli – oltre ad aumentare il fatturato, Clai ha attuato una politica aziendale basata sui valori che da sempre fanno parte dell’identità della cooperativa. I valori fondamentali dell’azienda risiedono nell’esperienza degli uomini Clai che, con dedizione e anni di lavoro, hanno reso concreto e vissuto il patto intergenerazionale, vero fondamento di questa impresa».

L’iniziativa Deloitte è nata nel 1993 in Canada. A oggi sono state riconosciute più di 1.200 Best managed companies e il programma è attivo in 13 Paesi. L’edizione italiana, che conta sulla partnership di Confindustria, Elite (Borsa italiana) e Università Cattolica, ha l’obiettivo di premiare l’impegno e le capacità di quelle società che si distinguono, diventando protagoniste del mercato e che perseguono l’eccellenza in tutti gli aspetti della gestione aziendale. (r.cr.)

Nella foto il direttore generale di Coop Clai Pietro D”Angeli

Best managed companies, la Clai premiata a Milano dalla multinazionale Deloitte per il secondo anno consecutivo
Cultura e Spettacoli 2 Giugno 2019

Scelto il tema del Baccanale 2019: è “Il gusto dei ricordi'. C'è tempo fino al 20 luglio per proporre eventi per la rassegna

La cucina e i ricordi sono da sempre due concetti legati fra loro. Basta spesso un sapore, un aroma, il nome di un piatto per tornare indietro nel tempo, all’infanzia, a giorni e immagini lontane. Da questo ragionamento il Comune di Imola ha preso le mosse per proporre il tema del Baccanale 2019, che si svolgerà da domenica 3 a domenica 24 novembre.

“Il gusto dei ricordi” è infatti il filo conduttore di quest’anno della rassegna sulla cultura del cibo, il contenitore di eventi ormai diventato un classico dell’autunno imolese. Come elaborare in cucina il tema del ricordo? Le possibili risposte sono tantissime: un filone può essere quello della riproposizione dei piatti tradizionali, della cultura contadina, realizzati con le ricette che ogni famiglia possiede e custodisce. Per quanto riguarda gli ingredienti vegetali si può puntare sui cosiddetti frutti dimenticati (nespole, mele cotogne, giuggiole, solo per fare qualche nome) oppure su verdure coltivate o spontanee oggi meno conosciute e usate di una volta. Per le carni si possono scegliere quelle più povere o i tagli residuali, protagonisti di tanti piatti della tradizione che in questa occasione possono essere riproposti, tali e quali o con nuove interpretazioni.

Le idee da sviluppare sono tante, per questo l’Amministrazione comunale invita tutti coloro che possono essere interessati alla rassegna, in particolare associazioni, enti, aziende agricole e vinicole, ad avanzare proposte per arricchire il programma del Baccanale 2019. Le proposte vanno presentate utilizzando il form apposito pubblicato sul sito www.baccanaleimola.it/proponiti entro il 20 luglio 2019. Ai ristoratori del territorio, inoltre, anche quest’anno è riservata l’opportunità di partecipare alla rassegna con menù a tema, scuole di cucina, ricette, organizzazioni di eventi: anche in questo caso le modalità di adesione sono riportate sul sito del Baccanale, ma il termine è il 30 giugno 2019.

Per informazioni: Servizio Attività culturali del Comune di Imola tel. 0542 602427-2410-2433. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Baccanale

Scelto il tema del Baccanale 2019: è “Il gusto dei ricordi'. C'è tempo fino al 20 luglio per proporre eventi per la rassegna
Cronaca 20 Maggio 2019

Il salame di Stefano Poggipollini conquista il primo premio alla tredicesima edizione del Campionato castellano

Il salame più buono del 2019 a Castel San Pietro Terme è quello prodotto da Stefano Poggipollini, che si è aggiudicato il “13° Campionato castellano dei Salami”. La manifestazione, patrocinata da Comune e Pro Loco di Castel San Pietro Terme, ha l”obiettivo di promuovere la tradizione, molto diffusa nelle campagne castellane, di produrre salami a domicilio per autoconsumo, con ricette che si tramandano di generazione in generazione.

La premiazione è stata effettuata dal sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti, affiancato dal presidente del Comitato, Luigi Roli e dall”assessore Giuliano Giordani. Questa è una festa di amicizia che si tiene ormai da 13 edizioni, perché i castellani amano ritrovarsi, sorridere e stare insieme, amano le relazioni – ha sottolineato Tinti -. Ringrazio gli organizzatori per questi 13 anni, la giuria e il ristorante La Torretta che ha ospitato la serata. Un ringraziamento particolare all’Accademia della Cucina Italiana che faceva parte della giuria e che ha premiato il vincitore con un piatto d’argento, a testimonianza che le varie realtà culturali di questo territorio sanno integrarsi anche con una semplice festa come questa».

Oltre Poggipollini, sono stati premiati con ceste di prodotti alimentari altri quattro partecipanti alla manifestazione, che è itinerante e che quest”anno si è svolta, appunto, al ristorante La Torretta di Castello. Il secondo posto è andato a Cristian Maurizi, terzi a pari merito Giorgio Cavaliero e Piero Passerini, davanti a Franco Romagnoli. In gara c”erano 21 salami, tutti confezionati da produttori artigianali privati, che sono stati giudicati da una giuria di sette membri. Alla cena di premiazione erano presenti oltre cento partecipanti e tutti i produttori in concorso hanno ricevuto un attestato di partecipazione. (r.cr.)

Nella foto il vincitore Stefano Poggipollini premiato dal sindaco Fausto Tinti (a sinistra)

Il salame di Stefano Poggipollini conquista il primo premio alla tredicesima edizione del Campionato castellano
Cronaca 19 Maggio 2019

La blogger Virginia Pizza, a Imola da due anni, tra i giudici della categoria gluten free al campionato del mondo di pizza

Con un cognome così, Virginia Pizza non poteva che fare il giudice per il Campionato del mondo della pizza. E così è stato, per la categoria pizze senza glutine. A dire il vero la trentottenne campana di Agropoli, trapiantata ad Imola da un paio di anni al seguito del marito, si è guadagnata la possibilità di fare l’esperienza del giudice nel Campionato che si è tenuto il mese scorso a Parma, grazie a celiachiamocongusto.it. Il blog che ha creato e sul quale condivide ricette e recensioni ma anche spunti e racconti di viaggio rigorosamente dedicati al mondo gluten free.

«Sono celiaca da quindici anni e rispetto a qualche anno fa oggi c’è una maggiore attenzione per questa condizione – spiega -. Non è una malattia che ti impedisce di uscire la sera a cena oppure di viaggiare, come molti ancora credono. Il mio blog nasce per offrire un aiuto a chi non sa cosa cucinare oppure dove e come trovare un ristorante che offra prodotti senza glutine, in Italia e anche all’estero».

Il blog, infatti, è anche l’occasione per mettere a frutto proprio l’altra sua passione da sempre: viaggiare. «Non volevo smettere a causa delle necessità della mia dieta, così mi sono guardata attorno e mi sono resa conto che basta semplicemente informarsi bene prima di partire. Ad esempio, non ci si pensa ma molte tradizioni culinarie straniere sono naturalmente ricche di piatti tipici privi di glutine, come le insalate o i piatti con il riso della Grecia oppure quelli a base di farina di mais del Messico». (mi.mo.)

L”articolo completo si trova su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto a destra Virginia Pizza, la blogger di celiachiamocongusto.it

La blogger Virginia Pizza, a Imola da due anni, tra i giudici della categoria gluten free al campionato del mondo di pizza
Economia 9 Maggio 2019

Francesco Cioria del San Domenico è il sommelier dell'anno secondo l'Academie internationale de la gastronomie

Ha saputo di aver vinto il “Prix au sommelier 2019”, assegnato dalla prestigiosa Académie internationale de la gastronomie, mentre era a tavola con i colleghi del San Domenico. Così Francesco Cioria, che da cinque anni gestisce la storica cantina del ristorante stellato, racconta quel momento. «Per me è stata una sorpresa. Max (lo chef Massimiliano Mascia, Ndr) mi ha passato la lettera con la comunicazione, del tutto inaspettata. Abbiamo festeggiato con lo champagne, come si fa nelle grandi occasioni».

L’Académie internationale de la gastronomie (Aig) ha sede a Parigi ed è una rete che riunisce appassionati gastronomi di tutto il mondo. Fondata nel 1983 dalle accademie di cinque Paesi diversi (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia e Svizzera), tra cui l’Accademia italiana della cucina, ogni anno sceglie i migliori chef, pasticceri, sommelier, scrittori e giornalisti enogastronomici su segnalazione delle accademie che aderiscono alla rete. Lo scorso 4 febbraio, a Parigi, si è riunita l’assemblea generale che ha deciso di premiare la professionalità di Cioria, di cui avevamo raccontato sul numero del 27 settembre scorso.

Per il sommelier e manager, che ogni giorno gestisce un patrimonio di circa 12 mila bottiglie e oltre 2 mila etichette molte delle quali preziose, non si tratta del primo riconoscimento. Nel 2016 è stato eletto «Miglior sommelier d’Italia» nell’ambito del Best Italian wine awards. Nel 2018 si è aggiudicato il premio speciale «Dire fare sognare», promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia) e dallo scorso ottobre è Ambasciatore dello champagne, titolo assegnato dal Comité Champagne che in questo modo, attraverso le segnalazioni degli stessi produtto-ri, mette in luce le professionalità in grado di far meglio conoscere e apprezzare questo tipo di vini in Italia. La cerimonia di consegna dell’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è prevista si è svolta l’8 maggio a Milano.

Ne parla però con modestia, senza perdere di vista il suo lavoro e restando con i piedi per terra. «E’ un premio che secondo me fa bene anche al territorio – commenta -. L’Académie è una associazione con un numero di iscritti importante e il nome di Imola e del San Domenico compaiono a livello internazionale. Mi è capitato che alcuni associati siano venuti a complimentarsi prima ancora che la notizia fosse ufficiale e anche questo mi ha colto di sorpresa». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Francesco Cioria del San Domenico è il sommelier dell'anno secondo l'Academie internationale de la gastronomie
Cultura e Spettacoli 11 Aprile 2019

Very Slow Italy e Very Wine, weekend col gusto e il buon vivere a Castel San Pietro

Non solo molto lento ma anche molto ricco. Il programma castellano dell’edizione 2019 di Very Slow Italy, la fiera delle Cittaslow dedicata all’enogastronomia e al vivere sostenibile, abbonda di appuntamenti per tutti i gusti, uniti fra loro dal fil rouge della filosofia della lentezza che comprende lo slow food (ovvero il buon mangiare), la slow mobility (intesa come mobilità sostenibile) e in generale un nuovo concetto di tempo più «umano» in contrapposizione con la velocità della modernità. Sul Sillaro la fiera delle Cittaslow, un’ottantina sul territorio nazionale oltre a Castello, prende il via venerdì 12 aprile con l’inaugurazione del Very Wine, spazio dedicato alle cantine locali, in programma in piazza XX Settembre alle 18.30 (e fino alle 23). Il Very Wine proporrà poi percorsi degustativi con vini e prodotti tipici, a cura dell’Accademia internazionale enogastronomi e sommeliers, il sabato dalle 17 alle 23 e la domenica dalle 11 alle 21. Domenica 14 saranno poi straordinariamente aperte anche alcune cantine castellane (Dalfiume Nobilvini, Fratta Minore, Falconi Davide e Sgarzi Luigi) per visite guidate con tanto di navetta gratuita che effettuerà i collegamenti con partenza ed arrivo al palazzo comunale ogni trenta minuti dalle 15 alle 19.30. A fare da ciceroni dei tour per conoscere dove e come le uve diventano vini saranno gli alunni dell’istituto alberghiero castellano Scappi. Sempre venerdì in piazza XX Settembre sono in programma anche il recital in dialetto a cura delle associazioni TerraStoriaMemoria e Spazio Life (ore 19.30), la sfilata di moda Fashion&Wine (ore 20.30) e il pianobar sotto le stelle (ore 21.30).

Il sabato inizia invece all’insegna della mobilità slow, con la camminata ludico-motoria a cura dell’associazione Club Carrera (iscrizioni in piazza XX Settembre dalle 8.30). Altre camminate sono in programma domenica nel parco Lungosillaro alla scoperta delle tracce degli animali che lo abitano (ritrovo alle 14.30 in piazza XX Settembre con l’associazione Ekoclub) e sabato sera dalle 20.30 alle 23 alla scoperta degli animali notturni della valle del Sillaro (prenotazione obbligatoria al 328/7414401 e ritrovo nel parcheggio della fonte Fegatella). Appuntamenti dedicati alle due ruote a pedali sono invece la pedalata dei bambini Bimbimbici, con partenza alle 9.15 nell’area antistante le scuole dell’infanzia Rodari ed Ercolani e il pic nic presso il Giardino degli Angeli, e la Trenta km con un litro bike, tour delle cantine vitivinicole castellane in bicicletta a cura delle associazioni sportive dilettantistiche Osteria Bike e Leopardi Racing Team. Sempre sabato in centro storico, dalle 14 alle 18, ci sarà il laboratorio di creta tradizionale e termale per bambini, il laboratorio di fumetto e, alle 18, l’inaugurazione della mostra personale di Ali Hosseini con musica dal vivo. Alle 17 nel cortile delle antiche carceri di via Matteotti 79, Palazzo di Varignana presenta il proprio progetto agricolo dedicato all’olio extravergine di oliva con i premi ricevuti e il proposito di diventare nei prossimi anni il primo produttore regionale.

Domenica alle 17 in piazza Acquaderni, sempre a cura del resort sulle colline castellane, lo show cooking a base di olio extravergine di oliva. Sempre domenica dalle 14 alle 19 nella parte alta di via Matteotti trova spazio la mostra-scambio di giochi, fumetti e libri dedicato a bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni.Vanno invece in scena in entrambi i giorni la fiera-mercato delle specialità alimentari italiane (per tutto il centro storico dalle 9 alle 23), la Piazza delle Cittaslow con le eccellenze enogastronomiche e artigianali delle città che abbracciano la filosofia slow, le degustazioni di mieli a cura dell’Osservatorio nazionale del miele, l’esposizione di opere riciclate da artisti dell’ingegno, i laboratori per bambini sulle piante e la natura a cura dell’associazione Semi di benessere (in piazza Acquaderni dalle 10 alle 11.30 e dalle 16 alle 18) e lo Scombussolo Ludobus con giochi dal passato per tutti (sempre in piazza Acquaderni dalle 11 alle 18).

Fra le novità dell’edizione 2019 di Very Slow, oltre alla già citata collaborazione con un proprio stand in piazza di Palazzo di Varignana, spicca anche la partecipazione del Golf Club che ospita, giovedì 11, la cena tradizionale «vegetale» con menù dello chef stellato Simone Salvini e i prodotti bio dell’azienda Alce Nero (25 euro a persona).

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da giovedì 11 aprile

Nella foto, un momento dell’edizione 2018 di Very Slow

Very Slow Italy e Very Wine, weekend col gusto e il buon vivere a Castel San Pietro
Cronaca 8 Dicembre 2018

Dall'ex consigliere comunale Andrea Zucchini allo chef Umberto Cavina, imolesi protagonisti a Tbilisi capitale della Georgia

Imolesi protagonisti in molti eventi della terza «Settimana dalla cucina italiana nel mondo» che si sono svolti a Tbilisi, capitale della Georgia. La Settimana è un’iniziativa ideata dalla Farnesina allo scopo di promuovere l’enogastronomia del nostro paese a livello internazionale.

Tra gli eventi che hanno riscosso particolare successo va annoverata la cena di gala organizzata dall’Ambasciata italiana a Tbilisi, che ha visto nell’elenco degli sponsor e co-organizzatori gli imolesi Andrea Zucchini (già consigliere comunale a Imola nei due scorsi mandati amministrativi) e Parnia Amani, rispettivamente a capo delle società Gitra (georgiana) e I-Pars (iraniana), insieme all’azienda riccionese Desita. La cena si è svolta nello spazio Republic del Radisson Blu, recentemente premiato come miglior business hotel dell’area post-sovietica.

Altro imolese in evidenza lo chef Umberto Cavina, già gestore di Monte del Re a Dozza, che insieme a Marco Colleoni, del ristorante stellato San Martino di Treviglio, ha servito un menù di altissimo livello a 150 commensali, tra cui ministri, parlamentari e imprenditori del posto. Durante la serata si è tenuta anche una sfilata di abiti di stilisti italiani, organizzata da Ita-Agenzia Ice e Cna Federmoda.

Tante tessere di un mosaico fatto di iniziative per affermare l’immagine dell’Italia, come ha sottolineato l’ambasciatore italiano in Georgia, Antonio Bartoli. «Abbiamo appena vinto – comunica – un programma europeo grazie al quale l”Italia guiderà un consorzio per condividere con gli amici georgiani la cultura delle indicazioni geografiche: siamo il Paese con il maggior numero di prodotti certificati. Sinonimo di qualità, strumento di marketing, carta d”identità per tradizioni, territori e competenze. Per la Settimana dellacucina, abbiamo lanciato, con Ice, una campagna pubblicitaria a favore del Made in Italy nel piatto. Molti ristoranti e supermercati hanno aderito promuovendo menu speciali e prodotti italiani».

Alla «Settimana della cucina italiana nel mondo» hanno aderito operatori turistici e aziende italiane produttrici e distributrici di vino, parmigiano reggiano pluripremiato, olio extra vergine, aceto balsamico di Modena Igp e altre specialità, dai vini Frescobaldi alla Atlantic Company, da Agroittica Lombarda a MyBest Italy (Gruppo Erbacci) di Faenza.

Nella foto lo chef Umberto Cavina con il microfono, al suo fianco il collega Marco Colleoni, poi Andrea Zucchini e l”ambasciatore d”Italia in Georgia Antonio Bartoli 
Dall'ex consigliere comunale Andrea Zucchini allo chef Umberto Cavina, imolesi protagonisti a Tbilisi capitale della Georgia
Cronaca 29 Novembre 2018

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio

Per conquistarlo hanno puntato su un super classico: la pasta e fagioli. Se ci saranno o meno riusciti lo vedremo stasera, 29 novembre, dalle 21.15, quando su Dmax, canale numero 52 del digitale terrestre e 140 della piattaforma satellitare Sky, andrà in onda la puntata di «Camionisti in trattoria» tutta dedicata all”Emilia Romagna.

Loro sono lo staff della trattoria imolese Ca” del Pozzo, uno dei tre ristoranti in gara nella trasmissione di stasera e la persona da conquistare è Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, cuoco e conduttore televisivo che gira l”Italia a caccia di locali caratteristici in cui fermarsi a mangiare.

Come spiega bene il titolo del format (quest”anno alla seconda edizione dopo il successo avuto dalla prima serie), ad accompagnarlo sono sempre rappresentanti di quella categoria che, per diffusa convinzione, è infallibile nella scelta dei ristoranti in cui si mangia bene, possibilmente senza svenarsi. Al centro dell”attenzione, per intenderci, non ci sono locali stellati o ricercati, bensì le trattorie nelle quali si servono i piatti tipici del territorio in porzioni abbondanti e dove si può pranzare o cenare senza badare troppo alla forma.

In ogni puntata Chef Rubio passa in rassegna tre locali, vi pasteggia in ognuno insieme al camionista che glielo ha segnalato, poi commenta il cibo assaggiato e alla fine sceglie il ristorante vincitore. Non resta dunque che sintonizzarsi stasera su Dmax per vedere come andrà a finire. (m.t.)

Nella foto il volantino che pubblicizza la trasmissione

La trattoria imolese Ca' del Pozzo il 29 novembre nella trasmissione Camionisti in trattoria su Dmax con Chef Rubio
Economia 21 Novembre 2018

Sui colli di Varignana l'oliveto più grande dell'Emilia Romagna che nel 2020 raggiungerà i 110 ettari coltivati

Quello che a regime diventerà l’oliveto più grande dell’Emilia Romagna e forse di tutto il nord Italia si trova sulle colline castellane. Ne è titolare Agrivar, l’azienda agricola della società Palazzo di Varignana a sua volta controllata dal colosso dei servizi informativi bancari Crif, che ha destinato a oliveto 110 ettari dei propri terreni, per lo più limitrofi all’omonimo resort di via Ca’ Masino.

In misura minore qui si coltivano anche vigna, orto e frutteto, i cui prodotti sono destinati sia alla ristorazione all’interno del resort sia alla vendita. Palazzo di Varignana ha però deciso di puntare in modo consistente sull’olivicoltura per vari motivi. «Innanzitutto – ci spiega Chiara Del Vecchio, alla direzione delle Risorse umane e dell’organizzazione interna di Palazzo di Varignana – perché siamo innamorati dell’Oro verde, che è il re dei condimenti della tradizione culinaria mediterranea. Negli ultimi anni, grazie anche al supporto della scienza medica, si è giunti alla consapevolezza delle qualità salutistiche dell’extravergine di oliva, che sempre più viene utilizzato da popolazioni al di fuori dell’area mediterranea, le cui culture gastronomiche prevedono utilizzo di grassi saturi. Abbiamo in questo modo ripreso un’antica coltivazione che, da ricerche bibliografiche, era presente a Varignana fino alla seconda metà del 1700. In seguito a studi e ricerche effettuate con il supporto dei nostri tecnici, relativamente alle caratteristiche pedoclimatiche di questo territorio, abbiamo selezionato le cultivar maggiormente vocate e a esso adattabili. Coltiviamo in prevalenza varietà autoctone quali Ghiacciola e Nostrana, oltre a Maurino selezione Vittoria, Leccio del Corno, Grignano e gli impollinatori Pendolino e Verzola. Il nostro progetto prevede la produzione di extravergine di eccellenza, da far degustare nei nostri ristoranti e da commercializzare attraverso i nostri shop e la piattaforma di e-commerce sul sito www.palazzodivarignana.com, quest’ultima al momento disponibile solo per l’Italia, ma a breve anche per tutta Europa, perché vogliamo che il nostro progetto diventi di portata internazionale. In seguito alla bella esperienza del “temporary store” in galleria Cavour a Bologna, che ci ha dato tante soddisfazioni e visibilità, abbiamo inoltre riproposto lo stesso format con il punto vendita di Palazzo di Varignana a Milano Brera, che sarà aperto fino al prossimo 31 marzo».

Il progetto agronomico messo in campo da Agrivar è ambizioso. «Ad oggi – prosegue – gli ettari già completati sono 70, con 34 mila piante. Completeremo le piantumazioni nel 2020 per raggiungere il regime produttivo nel 2023-2024. A regime l’estensione degli oliveti sarà di 110 ettari. La stragrande maggioranza di essi si trova a Varignana. Abbiamo anche un podere sulla via Malvezza nel quale abbiamo realizzato un impianto intensivo di oliveto con 900 piante per ettaro». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto gli olivi di Agrivar sui colli di Varignana

Sui colli di Varignana l'oliveto più grande dell'Emilia Romagna che nel 2020 raggiungerà i 110 ettari coltivati

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