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Cultura e Spettacoli 25 Agosto 2021

Wiki Loves Monuments, i monumenti imolesi protagonisti del concorso fotografico digitale da Guinness

Anche quest’anno il Comune di Imola aderisce a Wiki Loves Monuments, il più grande concorso fotografico digitale del mondo, che valorizza il patrimonio artistico e culturale locale italiano. Giunto alla decima edizione, il concorso si svolgerà dall’1 al 30 settembre ed è aperto a tutti.

I 13 monumenti imolesi che partecipano sono: palazzo comunale, palazzo Tozzoni, Rocca sforzesca, museo di San Domenico, ex chiesa di San Francesco – biblioteca comunale, monumento ad Ayrton Senna, monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, monumento al II Corpo d’Armata polacco, parco delle Acque minerali, parco Tozzoni, piazza Ulivo (piazza della Conciliazione), sculture di Germano Sartelli nella rotonda di viale D’Agostino, teatro comunale Ebe Stignani.

Il concorso, da Guinness dei primati, è promosso dall’enciclopedia on line Wikipedia e ha permesso d’incrementare esponenzialmente la banca dati libera di Wiki Media Commons, alla quale può attingere liberamente chiunque voglia diffondere cultura e conoscenza. In questo decennio la partecipazione italiana ha prodotto 115 mila immagini, con 15 mila monumenti documentati. Oltre 2 mila Comuni hanno autorizzato alla riproduzione libera le immagini dei monumenti e dei luoghi d’arte nel loro territorio. A stabilire i vincitori del concorso sarà una giuria di qualità istituita da Wikipedia Italia. Il bando 2021.

Nella foto (di Stefanophotart): la Rocca sforzesca di Imola

Wiki Loves Monuments, i monumenti imolesi protagonisti del concorso fotografico digitale da Guinness
Cronaca 15 Agosto 2021

Una piccola cittadina cresce, la fotografa Isabella Franceschini ce lo racconta

Isabella Franceschini è una fotografa di Ozzano Emilia, che sta seguendo costantemente i passi di Michelle Lamieri, quattordicenne sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi di Castel San Pietro e oggi consigliera della Commissione comunale dei giovani. Franceschini sostanzialmente documenta, attraverso dei reportage, gli interventi e l’attività svolta dall’amministratrice in erba.

Un progetto denominato «Becoming a Citizen» dove le nuove generazioni diventano promotori di democrazia e cittadinanza. Le prime foto risalgono al 2017, quando Michelle è stata eletta per la prima volta vicesindaca dei ragazzi castellani. L’obiettivo è sensibilizzare i ragazzi stessi alla democrazia, all’importanza del voto dei cittadini e al valore della politica per migliorare la vita della società in cui viviamo. Un tema che ha toccato le corde perfino della Germania: Der Spiegel, nota e autorevole testata giornalistica tedesca, ha pubblicato parte del reportage. «Il mio retaggio storico è quello della democrazia – afferma la fotografa -. Tutto parte da mio nonno, mio primo mentore, che me ne ha insegnato con forza il valore. Non solo sono assolutamente contra- ria alla guerra, ma i principi appresi mi hanno spinto a promuovere l’impegno dei ragazzi nella politica». (r.f.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 29 luglio.

Nella foto: Isabella Franceschini

Una piccola cittadina cresce, la fotografa Isabella Franceschini ce lo racconta
Cronaca 21 Maggio 2021

Un altro lupo solitario immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca

Per la seconda volta nel giro di tre mesi, lunedì 17 maggio il fotografo medicinese Paolo Maresca è riuscito a immortalare un lupo solitario nelle campagne di Medicina, al tramonto.

«Non è lo stesso lupo che avevo fotografato in mezzo alle neve a febbraio, ma è un esemplare più giovane, di circa un anno – racconta Maresca -. Al primo avvistamento ero a 200 metri, poi sono arrivato fino a 60-70 metri da lui». 

Un episodio raro ma che non sorprende del tutto, se si pensa che anche nella non lontana Campotto una coppia di lupi si è proprio stabilita e lì ha pure avuto i cuccioli. E negli ultimi mesi non sono mancati anche gli avvistamenti in comuni vicini (vedi Calderara di Reno) con corollario di polemiche

Maresca, che fa parte anche dell’Afni (associazione fotografi naturalisti italiani) sezione Emilia Romagna tiene a precisare: «È importante che passi il messaggio che il lupo è un regalo che la natura ci offre e non un pericolo». (gi.gi.) 

Nella foto (di Paolo Maresca): il lupo fotografato nelle campagne di Medicina pochi giorni fa

Un altro lupo solitario immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca
Cronaca 19 Febbraio 2021

Lupo nella neve immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca

Immortalato in mezzo alla neve, nelle campagne di Medicina nei pressi di Villa Fontana. Dopo oltre un anno di appostamenti, sabato 13 febbraio il fotografo medicinese Paolo Maresca è finalmente riuscito a fotografare un lupo in pianura e non, come accade di solito, in collina. Un episodio raro ma che non sorprende del tutto, se si pensa che anche nella non lontana Campotto una coppia di lupi si è proprio stabilita e lì ha pure avuto i cuccioli.

«In questo ultimo anno, a causa anche del Covid-19, mi sono dedicato prettamente alla natura che mi circonda – racconta Maresca che ha contattato la redazione di “sabato sera” –. Cosa ho provato quando mi sono trovato a pochi metri dal lupo? Emozione, curiosità e tanto rispetto, sì impara che quello che ti circonda non lo puoi controllare; se la natura decide di darti un’opportunità io devo essere pronto a coglierla».

Maresca, che fa parte anche dell’Afni (associazione fotografi naturalisti italiani) sezione Emilia Romagna tiene a precisare: «È importante che passi il messaggio che il lupo è un regalo che la natura ci offre e non un pericolo». (r.cr.)

Ulteriori approfondimenti e foto su «sabato sera» in edicola il 25 febbraio

Nella foto: il lupo fotografato nelle campagne di Medicina (foto concessa da Paolo Maresca)

Lupo nella neve immortalato nelle campagne di Medicina dal fotografo Paolo Maresca
Cultura e Spettacoli 9 Gennaio 2021

I Musei Civici di Imola si aggiudicano il bando «Strategia Fotografia 2020»

I Musei Civici di Imola si sono aggiudicati il primo posto nel bando «Strategia Fotografia 2020» promosso dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale Creatività Contemporanea), destinato alla valorizzazione della fotografia e della cultura fotografica italiana. In totale, sono stati 151 i partecipanti al bando, provenienti da tutta Italia, presenti nella graduatoria ufficiale pubblicata lo scorso 30 dicembre 2020. «Sono orgoglioso di questo risultato dei nostri Musei – ha commentato l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi -. L’ottenimento di questo contributo è la concretizzazione di un percorso di anni che ha visto lavorare con solerzia tutti i dipendenti comunali del settore museale per recuperare dall”oblio opere strepitose, alcune veramente significative per la storia della fotografia e non solo in Romagna. Il progetto presentato dal Comune di Imola è il primo nella graduatoria del Mibact e ciò significa avere presentato un ottimo progetto visto che concorrevamo con Fondazioni fotografiche di tutta Italia. Sottolineo, inoltre, che questo può essere l”inizio di una serie di interventi sulla valorizzazione dei  fondi fotografici del Comune di Imola (ce ne sono diversi donati alla Bim da tanti imolesi negli anni). Mostre fotografiche di alto livello, con convegni dedicati, possono arricchire i cittadini e accogliere turismo».

I Musei imolesi hanno partecipato con il progetto che ha come fulcro il prezioso fondo di fotografie storiche di Palazzo Tozzoni e prevede un convegno sulla fotografia storica a Imola e in Romagna, da tenersi a Imola nell’autunno del 2021. Il progetto presentato ha ottenuto da parte del Ministro per i Beni e le Attività Culturali un finanziamento per la realizzazione del convegno pari a 16.436 euro, che è l’intero importo richiesto, che va ad integrare le risorse messe a disposizione dal Comune di Imola.

Il convegno darà così visibilità ad un lungo lavoro svolto sul fondo fotografico Tozzoni, composto da 3.000 antiche foto tra rare albumine, cianotipie, gelatine, carte salate, stampe al carbone e lastre. E il percorso che ha portato all’assegnazione dei fondi del bando Strategia Fotografia 2020 parte proprio dal lavoro fatto su questo fondo. Dal 2003 i Musei Civici hanno infatti avviato il recupero di questi materiali che attualmente sono quasi del tutto digitalizzati, inventariati e conservati adeguatamente. Inoltre, grazie al contributo della Regione, 190 opere sono state catalogate sulla piattaforma PatER – Catalogo del Patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna. Sono così tornate alla luce le immagini delle raccolte fotografiche dei conti Tozzoni, alcune molto conosciute ed altre completamente inedite. (da.be.)

Nella foto in senso orario: Anonimo, Racconigi, Castello Reale, Gruppo su un pontile intento alla pesca nel lago del parco, cianotipo, 1920-1925; Anonimo, Ritratto di giovane donna, gelatina1900-1911; Anonimo, I fratelli Francesco Giuseppe Tozzoni e Umberto Serristori al ballo del Principe Strozzi a Firenze, albumina colorata a mano, 1872; Schemboche, La regina Margherita di Savoia con il figlio Vittorio Emanuele, albumina, 1870 ca

I Musei Civici di Imola si aggiudicano il bando «Strategia Fotografia 2020»
Cronaca 29 Marzo 2020

Coronavirus, Marco Isola lancia il concorso fotografico #iorestoacasa. «Creatività e solidarietà per l'ospedale»

Il fotografo imolese Marco Isola ha trovato un modo originale per unire solidarietà e creatività: il concorso #iorestoacasa. Per partecipare basta inviare un”immagine di come stiamo vivendo questo momento di isolamento che ha cambiato radicalmente abitudini e relazioni sociali. Partecipare è gratuito e c”è tempo fino al 10 maggio per inviare le foto a isolapress@isolapress.it. 

Isola è il fotografo anche di sabatosera.it e racconta così questa nuova avventura: “Ho deciso di lanciare questo concorso per fare qualcosa per l”ospedale di Imola. Visto il mio lavoro ho pensato di investire nello stampaggio di 15 fotografie giganti che potranno abbellire l”ospedale o dove riterranno più opportuno appenderle. Inoltre volevo anche dare un suggerimento creativo alla gente che è a casa su come passare il tempo. Questo è un momento storico della nostra vita e documentarlo con quello che vediamo con i nostri occhi ciascuno a casa sua, come uno lo vive mi sembra uno spunto molto interessante”. (l.a.)

IL REGOLAMENTO QUI

Coronavirus, Marco Isola lancia il concorso fotografico #iorestoacasa. «Creatività e solidarietà per l'ospedale»
Cronaca 19 Marzo 2020

La storia del medicinese doc Giuliano Gardenghi, ex batterista con la passione per la fotografia

Ci incontriamo in un assolato pomeriggio invernale. Il caldo anomalo di questi giorni ci consente di prendere un caffè al tavolino esterno del centralissimo bar in piazza Garibaldi, il cuore di Medicina. Il luogo perfetto dove incontrare un medicinese doc come Giuliano Gardenghi. Classe 1949, batterista per professione e fotografo per passione, o anche il contrario ascoltandolo parlare. Mi ricorda qualcuno di famoso e alla fine ci arrivo: Leonard Cohen, hanno lo stesso naso aquilino e la stessa aria malinconica, anche se il capello rock e scarmigliato è più quello di Keith Richards. Gli ho chiesto di incontrarci per parlare della sua passione per le foto, ma finiamo per parlare di musica. Giuliano di mestiere ha fatto il batterista, già questo sarebbe un tema sufficiente su cui scrivere un libro. «Ho suonato per un po’ con Rocky Roberts, quello di “Stasera mi butto” e subito dopo con Luciano Tajoli, una bella differenza. Non sono mai stato molto per la musica italiana, ma se volevo lavorare…».

Vive da musicista per tanti anni, lontano da casa per mesi, facendo una vita da rocker, «un’estate alla fine della stagione, mi dovetti far prestare cinquemila lire dal bassista per venire a casa da Venezia con la Cinquecento. Oggi ci sono i dj, allora c’era la band, eravamo il clou della serata». Ci si divertiva insomma. Quando però comincia a suonare solo il liscio, Gardenghi lascia il suo grande  amore, la musica, per la sua passione latente, la fotografia. E comincia a fotografare tutto, in particolare la sua Medicina. I paesaggi, la nebbia, i campanili, le oasi della Bassa con i suoi uccelli palustri, sempre con un taglio da malinconico innamorato della sua terra. «Quando tornavo a Medicina dopo mesi lontano da casa pensavo sempre che era proprio il posto in cui volevo essere». (mo. or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 12 marzo

La storia del medicinese doc Giuliano Gardenghi, ex batterista con la passione per la fotografia
Cultura e Spettacoli 30 Agosto 2019

E' in partenza l'ottava edizione di Wiki Loves Monuments, 12 i siti da fotografare nel comune di Imola

Sono ben 12 i luoghi della città di Imola che partecipano a Wiki Loves Monuments 2019, il più grande concorso fotografico digitale del mondo. Dall”1 al 30 settembre chiunque potrà prendere parte all”ottava edizione del contest promosso da Wikipedia, fotografando monumenti, edifici storici, sculture, siti archeologici selezionati dagli enti proprietari, aventi un valore archeologico,oppure storico-artistico, estetico, etnografico o scientifico. Le foto realizzate dovranno poi essere caricate al link http://wikilovesmonuments.wikimedia.it/ e immediatamente diventeranno patrimonio condivisibile, comune e universale, in quanto condivise in rete con licenza di Creative Commons.

Questi i luoghi e monumenti selezionati dal Comune di Imola per l”edizione 2019 di Wiki Loves: Palazzo comunale, palazzo Tozzoni, Rocca Sforzesca, museo di San Domenico (Collezioni d’arte della Città e museo Scarabelli), es chiesa di San Francesco (biblioteca comunale), monumento ad Ayrton Senna, monumento ai caduti della prima guerra mondiale, monumento al II Corpo d”armata polacco, parco delle Acque minerali, piazza Ulivo (piazza Conciliazione), sculture di Germano Sartelli nella rotonda di viale d”Agostino e teatro comunale «Ebe Stignani».

Naturalmente, trattandosi di un concorso, ci saranno anche dei vincitori. A sceglierli sarà la giuria di qualità istituita da Wikipedia Italia, mentre la lista completa delle immagini partecipanti al concorso sarà consultabile sul sito già citato.

Per informazioni: Musei civici di Imola (tel. 0542-602609 – musei@comune.imola.bo.it – www.museiciviciimola.it). (r.c.)

E' in partenza l'ottava edizione di Wiki Loves Monuments, 12 i siti da fotografare nel comune di Imola
Cronaca 28 Agosto 2019

Torna a Castel San Pietro «Simply the Best», la mostra di Angelo Orsi e Mirco Lazzari dedicata ad Ayrton Senna

Inaugurazione oggi, mercoledì 28 agosto, alle 18 per la mostra “Simply the Best – Castel San Pietro Terme ricorda un uomo speciale”, che fino all”11 settembre consentirà a curiosi e appassionati di rivedere le immagini scattate da Angelo Orsi e Mirco Lazzari dedicate all”amico Ayrton Senna.  L”esposizione, allestita nella saletta d’Arte Contemporanea in via Matteotti 79, naturalmente a Castel San Pietro Terme, è la riproposizione della mostra che si è tenuta tra la fine del 2018 e l”inizio del 2019 nella saletta comunale e che ha riscosso un grandissimo successo. Una selezione speciale della stessa era stata esposta nei mesi scorsi alle Terme, al Golf Club Le Fonti, all”hotel Castello e all”autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, sempre suscitando grande apprezzamento.

All’inaugurazione odierna sono attesi il vicesindaco Andrea Bondi, l’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi e il presidente del Consiglio comunale Tomas Cenni. In questo caso la mostra viene riproposta nella sua versione completa nell”ambito del Settembre Castellano, con ingresso libero. Il protagonista delle immagini esposte, ricorda una nota del Comune di Castel San Pietro, «non è il Senna-pilota ma l”Ayrton-persona: il giovane che amava l”Italia e che aveva scelto Castel San Pietro Terme come meta di soggiorno durante i suoi impegni professionali, il ragazzo educato che si fermava a parlare con chi lo riconosceva per strada, la persona semplice che amava vivere momenti veri in compagnia di amici veri».

«Siamo felici di aver fatto questo omaggio ad Ayrton – ha dichiarato Angelo Orsi, fotografo e amico personale del pilota brasiliano -. Dal giorno della sua morte, non avevo mai voluto fare niente su di lui, ma su richiesta del Comune e della Pro loco di Castel San Pietro Terme ho aperto il mio archivio di foto proprio per valorizzare la sua figura come campione e come persona, attraverso i suoi sguardi e i suoi gesti. Insieme a Mirco Lazzari abbiamo selezionato oltre 100 scatti e la mostra ha avuto un seguito che non mi sarei mai aspettato, dopo 25 anni. Moltissima gente l’ha visitata, anche nei vari luoghi  che l’hanno ospitata in questi mesi, luoghi che Ayrton frequentava e amava, e ora torniamo nella sede originaria per una decina di giorni. Sarà l’ultima occasione per vederla o per rivederla, poi ritorneremo in “modalità silenziosa”. Ringrazio la municipalità di Castel San Pietro Terme che mi ha dato questa opportunità».

Si segnala, per chi volesse saperne di più, il workshop di sabato 31 agosto alle ore 18 con i due fotografi, in programma (sempre a ingresso libero) nella saletta che ospita l’esposizione. La mostra “Simply The Best”, organizzata in collaborazione con la Pro loco e con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme, è visitabile tutti i giorni fino all”11 settembre dalle 16.30 alle 19, con apertura speciale dalle 10.30 alle 20 domenica 8 settembre, giorno della Carrera e della Sagra della Braciola. (r.cr.)

Nella foto la prima inaugurazione della mostra l”inverno scorso

Torna a Castel San Pietro «Simply the Best», la mostra di Angelo Orsi e Mirco Lazzari dedicata ad Ayrton Senna
Cronaca 15 Maggio 2019

Le foto di Marco Barbera da Kilis, al confine turco-siriano, in mostra dal 7 al 9 giugno nel primo chiostro dell'Osservanza

Marco Barbera, 28 anni, ha lasciato un pezzo di cuore a Kilis, città della Turchia al confine con la Siria che ha accolto e ospita, in condizioni di estrema povertà, centinaia di profughi scappati dalla guerra. Con la sua macchina fotografica ha partecipato in gennaio ad una spedizione umanitaria organizzata dall’associazione modenese «Time 4 life International», fondata da Elisa Fangareggi. Da questo viaggio è scaturito un reportage fotografico che vede come protagonisti i bambini siriani di Kilis, con il loro carico di sofferenza ma anche con la loro voglia di vivere, correre, giocare. Come tutti i bambini del mondo.

Quelle foto stanno per trasformarsi in una mostra itinerante. Una delle tappe sarà nella sua città, Imola, dal 7 al 9 giugno, in occasione di «Imola in Musica» all’interno del primo chiostro del complesso conventuale dell’Osservanza, inaugurato sabato 11 maggio dopo i restauri, in collaborazione con il comitato RestaurOsservanza. La fotografia per Barbera è una seconda attività. «Lavoro per la Saie, una ditta di Forlì per la quale sono collaudatore di macchinari farmaceutici dell’Ima di Ozzano. Ma ammetto che il mio sogno è fare il fotografo a tempo pieno».

Com’è nata la passione per la fotografia?
«Ho sempre avuto la passione per le foto. Ricordo gli scatti che feci da piccolissimo alle nozze di mia zia, emulando il fotografo di turno. I primi soldi guadagnati con i lavoretti estivi non li ho investiti in un’auto usata, ma in una macchina fotografica. Sono una persona schematica che si pone obiettivi e cerca di raggiungerli. Volevo imparare e mi sono detto che avevo tre strade: studiare da solo, pagarmi un corso o trovare qualcuno che mi insegnasse. Un giorno ho preso la bici e ho fatto il giro di tutti i fotografi di Imola, chiedendo la possibilità di lavorare gratis per loro. Sergio Villa aveva bisogno di qualcuno che gli smontasse i flash, così mi disse: vieni con me, e se vuoi scatta. Così ho iniziato a seguirlo, prima nemmeno le considerava le mie foto, poi sono arrivate le comunioni, le prime cresime. I matrimoni no, non si fidava. Allora mi sono detto: li faccio da solo. Ho conosciuto un grosso studio di Ravenna ed è cominciato tutto».

Dai matrimoni alle zone di guerra è un bel salto.
«Stavo passando un periodo di crisi profonda. Non facevo un viaggio da un po’ e avevo bisogno di dare una scossa al mio fotografare. Io sono fondamentalmente un ritrattista, nei miei scatti devono esserci delle persone, poi capita un panorama o un tramonto sul mare. Una sera il marito di mia sorella mi ha parlato dell’associazione “Time 4 Life international”, vista su Facebook e ho pensato che faceva per me».

Torniamo al viaggio a Kilis.
«L’associazione “Time 4 life Inter-national” ha volontari in tutta Italia, è strutturata, con due ragazzi stipendiati che studiano progetti concreti. In Benin, ad esempio, hanno creato un ospedale per i bambini. Elisa Fangareggi è attivissima, pur avendo due figli. Così sono partito con una spedizione umanitaria, portandomi dietro la macchina fotografica. Della guerra siriana avevo sentito parlare, ma non si conosce la situazione realmente. Guardando Google Maps si vedono delle chiazze, i campi profughi. Prima vedi quelli in Turchia, belli sistemati e ordinati, organizzati dal governo, mentre in Siria ci sono tutte tende blu ammassate. Quello che non si dice è che se vai in Siria devi rimanerci tre mesi, che il Paese è stato completamente distrutto, quei pochi bambini che sono riusciti a fuggire hanno visto le peggiori atrocità, con la disperazione negli occhi. Alla fine con altre due per-sone ho deciso anche di adottare un bambino a distanza».

Cos’ha visto tra Turchia e Siria?
«Time 4 Life lavora a Kilis, una città turca che si è ritrovata invasa dai profughi, il referente locale ha lavorato dieci anni in Italia e tutti lo chiamano Mimmo. Una volta alla settimana vengono portati pacchi alimentari alle famiglie dei campi. Noi abbiamo portato vestiti e giochi per i bambini e i neonati, che vivono in condizioni igieniche pietose, per strada o nei garage. In genere sono scappati con la famiglia, ma c’è anche un gruppo di orfani che vive in un istituto improvvisato, una casa distrutta. Entri nelle baracche però ti devi levare le scarpe, perché così vuole la loro cultura. I siriani li riconosci subito: leloro donne portano veli neri mentre quelle turche li indossa-no colorati. Il primo giorno ho fotografato un bambino nato da tre giorni in una baracca. Nella mie foto ci sono tutti bambini siriani. Bambini che corrono a piedi scalzi, che sorridono. Ma la foto che mi è rimasta dentro è quella di una ragazza. L’ho vista, ho fatto fermare il camion e l’ho fotografata. Quando poi ho rivisto l’immagine mi sono detto: dobbiamo fare qualcosa, devo donare queste foto perché smuovano le coscienze». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto sopra Marco Barbera fotografa un bambino di kilis. Nelle altre due immagini del reportage fotografico nella città al confine turco-siriana

Le foto di Marco Barbera da Kilis, al confine turco-siriano, in mostra dal 7 al 9 giugno nel primo chiostro dell'Osservanza

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