Posts by tag: Governo

Cronaca 11 Febbraio 2021

Governo, alle consultazioni pieno sostegno di Alleanza Cooperative italiane a Mario Draghi

Ieri, durante le consultazioni, anche Alleanza Cooperative italiane ha manifestato il pieno sostegno al presidente incaricato Mario Draghi per il lavoro che sta svolgendo al fine di formare il nuovo Governo. All’incontro era presente il presidente di Legacoop e Alleanza delle Cooperative italiane Mauro Lusetti, a nome anche di Confcooperative e Agci.

Draghi, oltre ai partiti politici, infatti, ha voluto ascoltare anche le proposte delle parti sociali, ovvero coloro che ogni giorno sono impegnate nell’economia e nella società e contribuiscono in maniera importante per affrontare e risolvere le problematiche del paese. Scelta apprezzata da Alleanza delle Cooperative italiane che ha espresso piena disponibilità a collaborare alla definizione del piano nazionale di ripresa e resilienza per l’avvio di riforme da tempo attese come il fisco, la pubblica amministrazione, la giustizia e il lavoro e contribuire alla logistica per l distribuzione dei vaccini e al rafforzamento della medicina territoriale. (da.be.)

Foto dal sito di Alleanza Cooperative italiane

PER SAPERNE DI PIU”

Governo, alle consultazioni pieno sostegno di Alleanza Cooperative italiane a Mario Draghi
Economia 17 Dicembre 2020

Da Governo e Regione Emilia Romagna fondi per le attività produttive nei comuni montani

Ci sono anche Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Fontanelice, Castel del Rio e il Circondario imolese tra gli enti destinatari dei fondi messi a disposizione da Governo e Regione Emilia Romagna, uno stanziamento di 7 milioni di euro nel triennio 2020-2022 a beneficio di 79 piccoli Comuni in tutte le province, con cui finanziare interventi di ristrutturazione, ammodernamento, acquisto di macchinari e attrezzature, spese di gestione da parte di negozi, imprese, attività produttive e artigianali.

Altri 14 milioni saranno erogati dalla Regione stessa, per «sostenere azioni in grado di produrre investimenti pubblici diffusi, capaci di offrire servizi per i cittadini, dalle connessioni digitali, all’innovazione e di favorire progetti condivisi tra Comuni, Unioni e Regione». (r.e.)

Nella foto (dalla pagina Facebook del Comune di Castel del Rio): scorcio del ponte Alidosi

Da Governo e Regione Emilia Romagna fondi per le attività produttive nei comuni montani
Cronaca 2 Dicembre 2020

Coronavirus, con i fondi del Governo il Comune di Medicina copre i costi del servizio di assistenza alla mensa scolastica

Nei giorni scorsi il Comune di Medicina ha ricevuto un fondo straordinario dal Governo a seguito della dichiarazione della zona rossa a marzo. Una parte di questo contributo, pari a 26 mila euro, è stato trasferito, in accordo con l’Istituto Comprensivo di Medicina, per coprire integralmente i costi del servizio di assistenza alla mensa gestito dalla cooperativa Ida Poli.

Questo servizio di assistenza è stato organizzato dall’Istituto Comprensivo allo scopo di creare un pacchetto di ore del personale docente da utilizzare in caso di emergenze dovute al Covid. «E’ con grande soddisfazione che grazie ai contributi straordinari ricevuti a seguito della zona rossa di Medicina siamo riusciti a sostenere questo costo, contribuendo ad alleggerire gli impegni economici delle famiglie» dichiara l’Assessore all’Istruzione Dilva Fava. (da.be.)

Foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Medicina 

Coronavirus, con i fondi del Governo il Comune di Medicina copre i costi del servizio di assistenza alla mensa scolastica
Economia 30 Giugno 2020

Le proposte di Alleanza delle cooperative italiane agli Stati generali

Un grande piano nazionale per la transizione ecologica ed energetica, un pacchetto con 100 proposte di semplificazione normativa, la richiesta di interventi per sostenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale delle imprese e nuovo patto sociale che defiscalizzi gli incrementi di produttività.
Queste, in sintesi, le principali proposte che l’Alleanza delle Cooperative ha presentato al Governo nel corso degli Stati generali.

«Dl rilancio e Dl liquidità – ha spiegato il presidente Mauro Lusetti, anche a nome dei copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone – hanno pensato soprattutto alla finanza, ma non al rafforzamento patrimoniale. Noi abbiamo invece avanzato diverse proposte che vanno proprio in questa direzione: Ace, fiscalità agevolata dei ristorni portati a capitale; favorire la rivalutazione dei beni di impresa. E ancora equity anziché debito per sostenere le Pmi; sostegno ai workers buy out non solo per imprese in crisi, ma anche per successione generazionale e interventi nel capitale delle imprese da parte dei Fondi di previdenza integrativa». (r.cr.)

Le proposte di Alleanza delle cooperative italiane agli Stati generali
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto #Iorestoacasa

Tutta l’Italia diventa zona protetta. Con l’ultimo Dpcm sottoscritto la sera 9 marzo dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, le misure restrittive già applicate per la Lombardia e le 14 province del nord più colpite dal coronavirus vengono estese a tutto il territorio nazionale. Il nuovo provvedimento entra in vigore a partire da oggi e avrà efficacia fino al 3 aprile.

Muoversi solo se necessario
Si può uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da Internet. Una falsa dichiarazione è un reato.

Divieto di assembramento
Sull”intero territorio nazionale é vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Ristoranti e bar chiusi alle 18
Sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6 alle 18, con obbligo da parte del gestore di garantire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro

Centri commerciali chiusi nei fine settimana (eccetto farmacie, parafarmacie e alimentari)
Chiusi centri commerciali e mercati nei giorni festivi e prefestivi. Nei giorni feriali il gestore dell’esercizio commerciale deve garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. La  chiusura non é disposta  per  farmacie,  parafarmacie e punti vendita di generi alimentari (che comunque devono garantire distanza di un metro tra le persone)

Sospesi eventi e competizioni sportive
Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Restano consentite solo quelle organizzate da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti a porte chiuse o all’aperto senza la presenza di pubblico.

Allenamenti per gli atleti a porte chiuse
Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali. 

Stop a palestre, piscine, spa e centri ricreativi
Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l”erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

Vedi anche: Regione Emilia-Romagna

Coronavirus: pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto #Iorestoacasa
Cronaca 10 Marzo 2020

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»

Il compito di prescrivere l’isolamento domiciliare fiduciario con sorveglianza attiva (quarantena) spetta agli operatori della Sanità pubblica dell’Ausl di residenza. Le indicazioni su come e quando disporlo sono specificate nel Dpcm firmato il 4 marzo dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riprese nel successivo dell’8 marzo e non modificato in quello di ieri del 9 marzo.

In particolare, chiunque, nei quattordici giorni precedenti la pubblicazione del decreto, abbia fatto ingresso in Italia o soggiornato in zone «a rischio» epidemiologico oppure è stato a «contatto stretto» con persone positive al virus, ha l”obbligo di comunicarlo al proprio medico o pediatra, ovvero chiamare l’Ausl che attiva il Dipartimento di prevenzione (Sanità pubblica).

I lavoratori non possono essere messi forzatamente a casa dalle aziende, è l’Ausl che ne valuta l’opportunità. Ed è sempre l’Ausl che contatta telefonicamente la persona per chiedere informazioni ai fini di una adeguata valutazione del rischio. Accertata la necessità della quarantena, se occorre la certificazione per l”assenza dal lavoro, l’operatore della Sanità pubblica rilascia una dichiarazione indirizzata all’Inps, al datore di lavoro e al medico in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica la persona è stata posta in quarantena, specificandone data di inizio e di fine; su questo tipo di certificazioni non vengono fatte visite fiscali.

Durante la quarantena c’è l’obbligo di mantenere l’isolamento per quattordici giorni, divieto di contatti sociali, spostamenti e viaggi, nonché di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza e misurarsi la temperatura corporea mattina e sera. Infatti, la persona viene quotidianamente contattata, in caso di comparsa di sintomatologia dovrà indossare la mascherina chirurgica che viene fornita all”avvio della procedura, per poi chiudersi in isolamento nella propria stanza, in attesa del trasferimento in ospedale, se necessario, che sarà valutato dai medici. E’ la Sanità pubblica che decide poi se applicare la quarantena ai contatti stretti di un caso confermato (cioè una persona con sintomi). Per «contatto stretto» si intende chi vive nella stessa casa o ha avuto un contatto fisico diretto (per esempio la stretta di mano) oppure si è trovata in un ambiente chiuso (un’aula, sala riunioni, sala d”attesa dell”ospedale) per almeno 15 minuti ad una distanza inferiore ai 2 metri. Viene considerato tale anche un operatore sanitario o chi assiste un caso positivo. E chi ha viaggiato in aereo nei due posti adiacenti ad un caso di Covid-19, le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio.

Coronavirus: i doveri delle persone in quarantena e i «contatti stretti»
Cronaca 10 Ottobre 2019

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»

«Ormai di professione sono un predicatore, che va in giro per l’Italia e in tv per dire che ognuno può fare qualcosa per cambiare l’Italia». Così si definisce oggi, in tono scherzoso, Carlo Cottarelli, volto noto agli italiani soprattutto per essere stato, tra il 2013 e il 2014, commissario per la revisione della Spesa pubblica durante il Governo Letta, ruoloche gli è valso l’epiteto di «Mister forbici», affibbiato da parte della stampa.

Davvero in tanti lo scorso 2 ottobre sono andati ad ascoltarlo a palazzo Sersanti, dove il Centro studi Luigi Einaudi, incollaborazione con l’associazione Giovanni Codronchi Argeli e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, lo aveva invitato a parlare dei «sette peccati capitali dell’economia italiana», titolo e tema del libro da lui pubblicato nel 2018.

Cottarelli, quali sono i sette peccati capitali dell’economia italiana di cui parla nel suo libro?
«Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nello sviluppo tra nord e sud del Paese, difficoltà di convivenza con l’euro. Quella dell’euro è una grossa polemica. Io continuo a pensare che l’Italia debba rimanere nell’euro, che può crescere nell’euro, ma abbiamo avuto qualche difficoltà di adattamento, non perché siamo geneticamente incompatibili con la moneta unica europea, ma perché, dopo l’entrata nell’euro, per alcuni anni abbiamo seguito delle politiche economiche sbagliate».

Quali le strade per risolvere alcuni dei problemi che ha citato?
«Il problema principale che dobbiamo risolvere è quello di tornare a crescere. Sono vent’anni che non cresciamo, abbiamo lo stesso reddito pro capite che avevamo vent’anni fa, in termini di potere di acquisto. Come si fa a risolverequesta situazione? Io credo che ci vogliano le “famose” riforme strutturali (e qui si lascia sfuggire un sorriso, Ndr). Ma quali devono essere queste riforme? Io ne indicherei tre, che sono poi quelle che indicano gli imprenditori, perché, se si facessero, loro investirebbero di più. Primo: abbassare la pressione fiscale, però con fonti di finanziamento stabili, non prendendo soldi a prestito. Tagliare le tasse finanziandole a debito è sbagliato. Occorre trovare fonti di finanziamento permanenti che possono derivare dalla riduzione dell’evasione fiscale, che è ancora tanta, oppure da risparmi sul fronte della spesa. Secondo: la riduzione della burocrazia, che è un peso tremendo per l’intera  economia italiana. Terzo: ridurre i ritardi nella giustizia civile, renderla più veloce, ci vogliono ancora otto anni per concludere un processo civile che arriva al terzo grado di giudizio».

Se oggi avesse pieni poteri, dove interverrebbe in primis?
«Partirei dalla burocrazia. Occorre ridurre tutte queste regole e queste carte, che tra l’altro costano moltissimo alle Piccole e medie imprese: circa 33 miliardi all’anno, spesi per compilare moduli, senza contare i tempi di attesa e i progetti che non si riescono a realizzare proprio perché la burocrazia intralcia. Quello sarebbe il punto da cui partire.Non una delle tante cose da fare, ma “La priorità”». Come mai in Italia non riusciamo ad affrontare questi problemi?«E’ impopolare affrontare questi problemi seriamente. Ad esempio, tutti dicono di voler ridurre la burocrazia, ma non è mai stata vista come una priorità da chi sta al Governo. E’ più facile vincere le elezioni mandando in pensione tre anni prima o dando un reddito anche senza lavorare. Si preferisce fare questo, invece di affrontare i problemi più difficili,che però sono quelli che a lungo termine farebbero crescere l’economia italiana». (lo. mi.)

L”intervista completa sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»
Cronaca 1 Ottobre 2019

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti

Il quadro politico nazionale, il nuovo governo, la difficile situazione economica del Paese, il rapporto con l’Europa. Tutti temi di massima attualità che saranno al centro di un incontro pubblico con Carlo Cottarelli che si svolgerà a Palazzo Sersanti (piazza Matteotti 8, a Imola), domani pomeriggio, alle 18.30, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’iniziativa, dal titolo I sette peccati capitali dell’economia italiana, è organizzata dal Centro studi Lugi Einaudi di Imola, e giunge quanto mai puntuale per fare il punto sulla nuova fase politica nazionale e cercare di analizzare i contenuti dell’agenda di governo.

«Il Centro studi Luigi Einaudi ha l’obiettivo di proporre temi legati all’economia, alle imprese e alla società, con uno spirito di approfondimento culturale che rispetti il pensiero liberale che ci ispira da sempre – afferma il coordinatore Pierangelo Raffini -. Per il 2019 abbiamo scelto di invitare Carlo Cottarelli, un economista stimato e serio che ha ricoperto incarichi anche internazionali di rilievo e che negli ultimi tempi ha riscosso una grande notorietà. Scrittore di testi di economia e finanza comprensibili a tutti, ci è sembrata la persona perfetta da invitare in questo momento per parlare dei peccati capitali dell’economia italiana e dei motivi per cui nel nostro Paese la crescita è stata così bassa negli ultimi venti anni. Cottarelli ha da tempo indicato gli ostacoli e anche i metodi per rimuoverli proponendo soluzioni a volte scomode politicamente e che non portano voti. Pensiamo che sia anche in grado di tracciare una strada per il futuro con realismo e con una consapevole fiducia».

«Gualtieri dice di scorporare gli investimenti verdi dal deficit – dichiara Carlo Cottarelli -. Gli investimenti pubblici (verdi e non) servono. Ma si è aumentata già la spesa corrente, la si vuole aumentare ulteriormente e si vogliono pure tagliare le tasse. Speriamo di non restare al verde». (r.cr.)

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti
Cronaca 19 Settembre 2019

Il senatore Daniele Manca non seguirà Renzi: «Nel Pd le mie radici, ora al lavoro senza rancori, la sfida sono le regionali»

«La mia decisione l’ho già presa. Le mie radici sono nel Pd. A maggior ragione in vista della tornata regionale particolarmente importante che ci aspetta in Emilia Romagna. Uscire dal Pd è un limite oggi». Il senatore imolese Daniele Manca non cambierà «casa» passando in quella di Matteo Renzi. Anche il tempismo dell’ex segretario, proprio quando la navigazione dell’Italia giallorossa del Governo Conte bis sembrava avviata verso acque più calme, «non lo convince affatto».

Manca, nessun dubbio, rimarrà nel Partito democratico?
«Il Pd è casa nostra, per chi come me ha contribuito alla costruzione dell”Ulivo per le elezioni regionali nel 2005 e a fondare il Partito democratico. Riuscimmo, insieme, a portare il centrosinistra, i riformisti, i progressisti al Governo del Paese per fare scelte utili per l”Italia. Si ruppero barriere ed ideologie del passato per abitare il futuro. Un potenziale che il Pd credo non abbia ancora esplicitato del tutto. A questo va aggiunta una tornata regionale elettorale particolarmente importante in cui si misurerà la nostra capacità di sconfiggere il sovranismo, il declino, il degrado culturale, l’individualismo».

Sembra un controsenso la scelta di Renzi di uscire dal Pd dopo aver aiutato a sbloccare un complesso accordo di Governo con i 5Stelle.
«Il Governo è nato perchè il Pd non ha voluto la responsabilità di una torsione della democrazia in senso autoritario e di un rischio come l’esercizio provvisorio e l’isolamento in Europa, che sul piano economico avrebbero comportato l’aumento dell’Iva per i cittadini. Una sfida vinta tutti insieme. Nessuna paura di andare al voto. La scelta di Renzi non è comprensibile, ma non ha comunque messo in discussione l’appoggio al Governo».

E adesso cosa succede? Iscritti ed elettori sono disorientati.
«Il Pd deve fare ciò per cui è nato che non era riportare al centro ideologie divisive ma valori comuni per una visione di questo Paese, dell’Europa, dell’economia, della società. Sull’idea di Renzi di “occupare spazio” facciamogli gli auguri, ma non mi convince che a fianco del Pd ci sia uno spazio così ampio. Il punto è far sì che davvero il Pd abbia una visione riformista e inclusiva. Adesso tutti al lavoro senza rancori. La sfida importante sono le regionali». (l.a.) 

L’intervista completa sul “sabato sera” del 19 settembre. 

Nella foto Daniele Manca con Matteo Renzi a Imola nel 2017 

Il senatore Daniele Manca non seguirà Renzi: «Nel Pd le mie radici, ora al lavoro senza rancori, la sfida sono le regionali»
Cronaca 13 Agosto 2019

“Cronaca di una crisi annunciata'. Serse Soverini sul divorzio giallo-verde

«Cronaca di una crisi annunciata». Non usa mezzi termini Serse Soverini, segretario regionale dell’Emilia-Romagna di Italia in Comune e deputato di Area civica eletto nel collegio uninominale di Imola, nel commentare la crisi del governo giallo-verde, mentre il Senato si riunisce per la votazione del calendario dei lavori (oggi pomeriggio alle 18.30) e la Camera dei deputati aspetta di conoscere che cosa emergerà dalla conferenza dei capigruppo (oggi pomeriggio alle 19).

«Sapevamo da tempo che questa era una coalizione debole e appesa a un filo – aggiunge Soverini –. Da una parte, Matteo Salvini ha assunto una posizione di pura e semplice speculazione. Dall’altra, il Movimento 5 stelle, per colpa della propria inesperienza e impreparazione, ha lasciato che Salvini si esponesse dal punto di vista mediatico ben al di là di quanto Luigi Di Maio sarebbe mai in grado di fare, ha ceduto al ricatto imposto dal presunto alleato e si è completamente appiattito su posizioni assolutamente non sostenibili».

In questo scenario, «l’invocazione della crisi di governo da parte di Salvini è stata una mossa lucida – continua il deputato –. Salvini stacca la spina per sfruttare il senso di responsabilità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proprio favore, lasciando nelle mani del Capo dello Stato la “patata bollente” del rischio della crescita dell’Iva e delegando a lui il compito di risolvere questo problema, per arrivare alle elezioni senza questo intoppo che da ministro ha evidentemente paura di affrontare».

In merito al ruolo che il centrosinistra può assumere in questo frangente, «concordo con la posizione espressa da Goffredo Bettini a nome del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti – spiega Soverini –. Cercare di dare continuità a questa legislatura, ma mettendo in campo una proposta di alto profilo e di ampio respiro. Altrimenti nuove elezioni». (r.cr.)

Fotografia da Italia in Comune

“Cronaca di una crisi annunciata'. Serse Soverini sul divorzio giallo-verde

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