Posts by tag: liberazione

Cronaca 13 Aprile 2020

Il ricordo della Liberazione di Imola affidato alle campane della torre del municipio

Nell’impossibilità di svolgere manifestazioni, il Comune di Imola e la sezione cittadina dell’Anpi vuole comunque tenere viva la memoria di quegli avvenimenti che fanno parte della storia della comunità.
Domani, in occasione del settantacinquesimo anniversario della Liberazione di Imola, alle ore 17 risuoneranno le campane della torre del municipio, per ricordare l’ora esatta della liberazione della città. (r.cr.)

Fotografia dall”archivio del Sabato sera

Il ricordo della Liberazione di Imola affidato alle campane della torre del municipio
Cronaca 11 Aprile 2020

Gli studenti della scuola media «Innocenzo da Imola» ricordano i martiri di Pozzo Becca. IL VIDEO

Le normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus impediscono l’organizzazione anche delle cerimonie a ricordo della Liberazione, di cui quest’anno ricorre il 75° anniversario. Ma non certo di tenere viva la memoria. Il 12 aprile 1945, due giorni prima della Liberazione di Imola, la Brigata nera di Imola e un reparto delle SS prelevarono numerosi prigionieri dalle carceri della Rocca e ne uccisero 16 dopo averli a lungo torturati. I cadaveri furono gettati nel pozzo dello Stabilimento ortofrutticolo Becca, in via Vittorio Veneto. I resti delle vittime furono recuperati qualche giorno dopo la Liberazione di Imola. Questi i nomi delle vittime: Bernardo Baldazzi, Dante Bernardi, Gaetano Bersani, Duilio Broccoli, Antonio Cassani, Guido Facchini, Mario Felicori, Paolo Filippini, Cesare Gabusi, Secondo Grassi, Ciliante Martelli, Mario Martelli, Corrado Masina, Domenico Rivalta (il solo imolese del gruppo, poi decorato con la Medaglia d’oro al valor militare), Giovanni Roncarati, Augusto Ronzani.

A ricordare questo tragico evento ci hanno pensato con un video gli studenti delle classi 1^C e 1^D della scuola media «Innocenzo da Imola» creato in collaborazione con l’Anpi. «In questo periodo di emergenza – afferma Annalisa Cattani, artista e docente, ideatrice del progetto – la tentazione è aspettare che passi il pericolo, rimanendo sospesi e cogliendo magari l”occasione per ripensare ai nostri ritmi di vita, sempre comunque immersi in una sorta di ansia vigile continua. Dopo anni di continuità del progetto “Quando un posto diventa un Luogo”, iniziato grazie ad un prezioso connubio con Claudia Baroncini e i Musei Civici di San Domenico, l”Amministrazione comunale, l”Anpi e le Scuole di Imola e del Circondario nel 2014, mirato a mantenere viva la coscienza dei luoghi cardine della memoria della nostra città, volevamo anche noi lasciare passare il pericolo. In realtà però il pericolo maggiore è l”oblio e l”indifferenza così come il panico e l”irrazionalità che in situazioni come questa distolgono dalla coscienza di chi siamo. Ci siamo allora interrogati come potevamo fare quest”anno a compiere la magia con le scuole, quella magia insita nel titolo di “trasformare i posti a cui oramai siamo indifferenti in Luoghi del cuore, luoghi nuovamente familiari che vogliamo celebrare e rivitalizzare” se siamo tutti chiusi in casa? Nonostante avessimo già fatto i laboratori e le idee fossero in progress, tutto sembrava impossibile, fino a quando in prossimità della reinaugurazione del Pozzo Becca ci siamo sentite con la Prof.ssa Michela Nanni, che come altri docenti aveva mantenuto vivo il fuoco dell”idea e l”entusiasmo del ricordo. E” nata così una commemorazione video che arriverà nelle vostre case, se avrete voglia di aprire le vostre finestre virtuali, se avrete voglia che noi entriamo nei vostri luoghi».

A presentare il progetto Michela Nanni, docente di Lettere presso la scuola media «Innocenzo da Imola». «In occasione del 75° anniversario dell’eccidio di Pozzo Becca, ho voluto svolgere con i miei alunni di 1^C e 1^D il progetto proposto dall’artista Annalisa Cattani con la consulenza dello storico Marco Orazi, perché a villa Becca io ho trascorso molti momenti della mia infanzia. Ogni giorno percorro via Vittorio Veneto per andare a scuola e ricordo quando giocavo nel piazzale davanti ai magazzini e alle celle frigorifere o saltavo sull’enorme pesa con i miei cugini e con i figli del custode. La villa e i magazzini ora non esistono più, ci sono solo condomini e sul marciapiede lungo la via restano una lapide e sedici sassi con i nomi delle vittime. Anche i miei alunni passano lì davanti a piedi o in bicicletta, tutti i giorni, ma senza fermarsi, senza guardare, perché non hanno ricordi che li leghino a quel luogo. Ho voluto condividere con loro le fotografie appartenute a mio nonno, che lavorava nell’azienda della sorella, occupandosi principalmente dell’acquisto della frutta dai produttori della regione. Fin da piccola ho sentito ricordare la storia dei sedici partigiani barbaramente uccisi e gettati nel pozzo e ho voluto raccontarla anche ai miei studenti, per fare in modo che quello non rimanesse solo un posto qualsiasi della loro città, ma anche per loro diventasse un luogo della memoria e acquistasse significato. Questo laboratorio ci ha permesso di partire dalla realtà odierna per affrontare un viaggio nella Storia e in questa storia locale in particolare, della quale noi Imolesi dobbiamo trasmettere la memoria. Il progetto iniziale prevedeva la partecipazione dei ragazzi a un laboratorio di ceramica tenuto dalla collega di Sostegno e ceramista Simona Ferri: tutti gli alunni avrebbero dovuto modellare e poi smaltare dei fiori con l’argilla donata dalla Cooperativa Ceramica di Imola. Purtroppo l’emergenza pandemica ha costretto tutti noi a rimanere chiusi nelle nostre abitazioni, poco prima che il laboratorio avesse inizio, ma abbiamo voluto ugualmente terminare il Progetto, realizzando con i materiali recuperati in casa dei fiori con cui onorare le vittime. Tutti i ragazzi e alcuni insegnanti hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e hanno così trovato un modo per liberare le loro idee e la loro creatività. Il video è stato montato da Marco Carroli (Kam produzioni audio-video) con la collaborazione di Mauro Bartoli».

In chiusura il commento di Gabrio Salieri, presidente dell’Anpi di Imola. «Sono giorni difficilissimi in cui tutti siamo chiamati a seguire rigorosamente i provvedimenti del Governo, delle Regioni e dei Comuni. Uno sforzo necessario e imprescindibile per uscire il prima possibile da questa emergenza. Di fronte a questa situazione l’Anpi di Imola ha chiuso temporaneamente la propria sede ed ha rinviato tutte le iniziative previste. Nei primi mesi del 2020 siamo riusciti soltanto a ricordare i caduti partigiani di Osteriola (23 febbraio), ultima occasione per ascoltare l’appassionato discorso del nostro Presidente onorario on. Bruno Solaroli, prematuramente e improvvisamente mancato nei giorni seguenti. Non dimenticheremo i suoi insegnamenti, il suo impegno, il suo entusiasmo nel perseguire gli obiettivi dell’Anpi, di mantenere e rinnovare la memoria della Resistenza e dei suoi ideali, di difendere la Costituzione, di combattere il razzismo, la discriminazione nei confronti delle donne e dei diversi, l’antisemitismo ed il rinascere di rigurgiti neofascisti.

In questa emergenza siamo infine riusciti soltanto a deporre una corona, assieme al Comune di Imola, ai caduti del monumento La Rossa (7 marzo), mentre abbiamo dovuto annullare il primo appuntamento con “Quando un posto diventa un luogo” (che intendiamo però riproporre quando sarà possibile) e rinviare tutto il resto. Anche per Pozzo Becca siamo riusciti soltanto a sostituire le vecchie corone d”alloro con le nuove, senza alcuna cerimonia. Ringraziamo quindi studentesse e studenti, con la loro insegnante, per questo bellissimo video che ci permette di ricordare i 16 martiri di Pozzo Becca e di non lasciar passare sotto silenzio il 75° anniversario della Liberazione». (da.be.)

Nella foto: un’immagine del video dove si vede il cippo commemorativo di Pozzo Becca

Gli studenti della scuola media «Innocenzo da Imola» ricordano i martiri di Pozzo Becca. IL VIDEO
Cronaca 10 Febbraio 2020

Pronto il modello per la fusione della statua del generale Anders che liberò Imola

L’associazione Eredità e memoria è molto orgogliosa e contenta di mostrare agli imolesi il modello per la fusione in bronzo della statua del generale Wladyslaw Anders che andrà a completare il memoriale dedicato al II° Corpo d’armata dell’esercito polacco -che ha liberato la nostra città il 14 aprile del 1945- in via della Resistenza.

«L’artista Luigi Enzo Mattei prosegue instancabilmente nel proprio lavoro – commenta Gabriele Ravanelli, presidente dell’associazione –. E anche noi, con l’obiettivo di completare la sistemazione dell’area verde in cui sorgerà il monumento in tempo utile per l’inaugurazione nell’ambito delle cerimonie per il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, nel mese di aprile. Il contatto con il commissario prefettizio e Area Blu è costante».

Il progetto definitivo per la disposizione delle diverse parti del memoriale -la stele del soldato polacco trasferita da via Pisacane, la statua dell’orso Wojtek mascotte del II° Corpo d’armata dell’esercito polacco e la statua del generale Wladyslaw Anders- e per la sistemazione dell’area verde è nato assieme agli studenti del corso CAT (ex geometri) dell’istituto tecnico Luigi Paolini e del corso di laurea in Verde ornamentale e Tutela del paesaggio del plesso didattico imolese dell’Università di Bologna. (r.cr.)

Pronto il modello per la fusione della statua del generale Anders che liberò Imola
Cronaca 8 Gennaio 2020

Progetto “Wladislaw Anders-Una guerra, un viaggio, la speranza”, cinque istituti aderiscono

L’associazione Eredità e memoria continua il proprio lavoro in vista della realizzazione del memoriale al generale Wladyslaw Anders, comandante del II Corpo d’armata dell’esercito polacco che ha liberato Imola il 14 aprile del 1945.
Mentre si lavora per la sistemazione dell’area verde di via della Resistenza/via Coraglia in cui sorgerà il monumento (che verrà inaugurato nell’ambito delle cerimonie per il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, il prossimo aprile), l’associazione ha presentato alle scuole di tutti gli ordini e gradi di Imola e del circondario il progetto Wladislaw Anders-Una guerra, un viaggio, la speranza, per avvicinare gli studenti a una pagina importante e significativa della storia della nostra città.
Il progetto segue il lavoro di allestimento dell’area verde portato avanti assieme agli studenti del corso CAT (ex geometri) dell’istituto tecnico Luigi Paolini e del corso di laurea in Verde ornamentale e Tutela del paesaggio del plesso imolese dell’università di Bologna, e si concretizzerà prima di tutto «nella trasmissione alle scuole interessate di indicazioni bibliografiche e storiografiche, per ricerche introduttive che stiamo portando avanti già da novembre – spiegano Angela Riccomi, Adriana Campidori e Anna Mondini, curatrici del progetto –. Da febbraio, si articolerà secondo proposte calibrate a seconda dell’ordine e del grado delle scuole partecipanti».

All’appello dell’associazione Eredità e memoria hanno risposto le classi 3°A, 3°B e 3°C della scuola media San Giovanni Bosco, due classi terze della scuola media di Castelguelfo, un nutrito gruppo di classi dell’istituto tecnico-professionale “Francesco Alberghetti” (sei classi quinte fra il tecnico e il liceo scientifico delle scienze applicate, e una classe quarta e una classe quinta del professionale), la 3°A e la 3°B del Ciofs, e le classi 3°A, 3°B, 3°C e 3°D della scuola media Giovanni Pascoli di Castelbolognese.
Per queste scuole si propone «l’allestimento della mostra L’Armata di Anders-Il sentiero della speranza curata dall’Istituto polacco di Roma – aggiungono Riccomi, Campidori e Mondini – e illustrata da personale specializzato fornito dall’associazione». E la possibilità di una passeggiata naturalistica nei luoghi appenninici della Seconda guerra mondiale o ci una visita al Cimitero polacco di San Lazzaro. (r.cr.)

Fotografia dall”archivio del Sabato sera

Progetto “Wladislaw Anders-Una guerra, un viaggio, la speranza”, cinque istituti aderiscono
Cronaca 21 Ottobre 2019

I polacchi e la liberazione di Imola. L'associazione Eredità e memoria coinvolge le scuole

L’associazione Eredità e memoria continua il proprio lavoro in vista della realizzazione del memoriale al generale Wladyslaw Anders, comandante del II Corpo d’armata dell’esercito polacco che ha liberato Imola il 14 aprile del 1945.

Mentre si lavora per la sistemazione dell’area verde di via della Resistenza/via Coraglia in cui sorgerà il monumento (che verrà inaugurato nell’ambito delle cerimonie per il settantacinquesimo anniversario della Liberazione, nell’aprile dell’anno prossimo), l’associazione ha presentato alle scuole di tutti gli ordini e gradi di Imola e del circondario il progetto Wladislaw Anders-Una guerra, un viaggio, la speranza, per avvicinare gli studenti a una pagina importante e significativa della storia della nostra città.

Il progetto segue il lavoro di allestimento dell’area verde portato avanti assieme agli studenti del corso CAT (ex geometri) dell’istituto tecnico Luigi Paolini e del corso di laurea in Verde ornamentale e Tutela del paesaggio del plesso imolese dell’università di Bologna, e si concretizzerà prima di tutto «nella trasmissione alle scuole interessate di indicazioni bibliografiche e storiografiche, per ricerche introduttive da realizzare fra novembre e gennaio – spiegano Angela Riccomi, Adriana Campidori e Anna Mondini, curatrici del progetto –. Successivamente, si articolerà secondo proposte calibrate a seconda dell’ordine e del grado delle scuole partecipanti».

Per quelle elementari, il progetto propone «la realizzazione di attività didattiche e ludiche, per rendere l’approccio alla storia anche divertente e interattivo – aggiungono Riccomi, Campidori e Mondini –, attraverso la presentazione multimediale del fumetto bilingue italiano/inglese sulla storia dell’orso Wojtek, una canzone, e giochi linguistici in inglese».
Con la possibilità ulteriore di organizzare uno scambio culturale con i compagni dell’istituto comprensivo “Don Giulio Testa” di Venafro, nelle vicinanze di Montecassino, sede della compagnia rifornimenti del II Corpo d’armata polacco a cui Wojtek era affidato.

Per le scuole di primo e di secondo grado, si propone «l’allestimento della mostra L”Armata di Anders-Il sentiero della speranza curata dall’Istituto polacco di Roma – continuano le curatrici del progetto – e illustrata da personale specializzato fornito dall’associazione».
E la possibilità di una passeggiata naturalistica nei luoghi appenninici della Seconda guerra mondiale o ci una visita al Cimitero polacco di San Lazzaro. (r.cr.)

I polacchi e la liberazione di Imola. L'associazione Eredità e memoria coinvolge le scuole
Cronaca 1 Maggio 2019

Altri due appuntamenti per “Quando un posto diventa un luogo' nel parcheggio nuova Cognetex e per le vie del centro di Imola

Proseguono in questi a Imola giorni gli eventi della rassegna “Quando un posto diventa un luogo”, in occasione del 74° anniversario della Liberazione. Giovedì 2 maggio, alle 10, nel parcheggio nuova Cognetex di via Selice provinciale 47, è in programma una cerimonia con deposizione di una corona e reinaugurazione del monumento a ricordo dei lavoratori Cogne caduti per antifascismo e Resistenza, caduti in guerra, vittime civili e del lavoro, a cura della classe 5ª G dell’istituto tecnico L. Paolini. Presenziano alla cerimonia Patrik Cavina, vicesindaco del Comune di Imola, Gabrio Salieri, presidente dell”Anpi di Imola, rappresentanti sindacali, lavoratori e rappresentanti dello stabilimento.

Sabato 4 maggio alle 10, è in calendario ancora un’iniziativa di re-inaugurazione. Questa volta saranno protagonisti i percorsi di fuga dei partigiani nelle vie del centro storico,  con inizio in via Zampieri e con l’intervento degli studenti della scuola media L. Orsini. Interverranno Patrik Cavina, vicesindaco del Comune di Imola e Bruno Solaroli, presidente onorario dell’Anpi di Imola. Quando si pensa alla lotta partigiana vengono in mente soprattutto le brigate che combattevano in montagna, ma grande rilievo ebbero anche Gap e Sap, che svolsero la loro attività nelle città e nei loro dintorni. Se la logistica degli spostamenti, dei ricoveri e dei rifornimenti era più semplice, molto più complesso era sfuggire alle ricerche serrate che Brigata nera e nazisti operavano con determinazione. Per questo la sicurezza nella copertura dell’identità e negli spostamenti era indispensabile e andavano attuati accorgimenti di ogni genere per non essere scoperti o, se andava male, per sfuggire alla cattura, salvando, in questo modo, la vita. Esemplare, per questo, è quanto scrisse Elio Gollini nel suo diario personale, del quale riportiamo uno stralcio: «Ritornato a Imola nascostamente dalla zona di Goccianello, dove erano avvenuti scontri con i tedeschi, alla sera, ci rechiamo a casa; io, però, non in via Zampieri, ma, per precauzione, nel negozio di via Cairoli, anzi, nella relativa cantina. Ora bisognava muoversi con cautela, tentare delle uscite brevi e rapide per constatare di persona come procedono le cose, senza dare nell’occhio, verificando se si è controllati». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto un momento della cerimonia dello scorso anno

Altri due appuntamenti per “Quando un posto diventa un luogo' nel parcheggio nuova Cognetex e per le vie del centro di Imola
Cronaca 28 Aprile 2019

Il Comune di Ozzano è stato insignito della medaglia di bronzo al valor militare per la lotta partigiana

«La popolazione del comune di Ozzano dell’Emilia, di chiara tradizione antifascista, lottò con coraggio e coralmente contro le forze nazifasciste e offrì generosa accoglienza a più di 2.300 sfollati da Bologna. Innumerevoli furono gli episodi di valore e sprezzo del pericolo, portati a compimento da donne, partigiani, benemeriti e patrioti del comune e di altre regioni italiane, nonostante i bombardamenti e le violenze di ogni tipo perpetrate dai reparti nazifascisti. Le forze partigiane di Ozzano assicurarono il sostegno quotidiano alla popolazione e liberarono il territorio prima dell’arrivo degli alleati, evitando così il bombardamento aereo e salvando la città da più grandi sofferenze».

E” questa la motivazione della medaglia al valore militare consegnata al Comune di Ozzano Emilia nella mattina del 24 aprile scorso a Roma. Presso il Centro Alti Studi della Difesa a Roma, infatti, si è svolta la cerimonia di consegna di tali riconoscimenti ad Enti e personalità. Tra questi, appunto, il Comune di Ozzano in ragione della lotta partigiana di Liberazione avvenuta sul territorio nella seconda guerra mondiale. Alla presenza del sindaco Luca Lelli, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha quindi fregiato il Gonfalone comunale dell”onorificenza affiggendovi la medaglia di bronzo che ha poi sfilato il 25 aprile per le vie del capoluogo. «E” davvero un grande orgoglio per tutta la nostra comunità» ha commentato il sindaco Luca Lelli sulla sua pagina Facebook. (d.b.)

Foto tratta dalla pagina facebook personale del sindaco di Ozzano Luca Lelli

Il Comune di Ozzano è stato insignito della medaglia di bronzo al valor militare per la lotta partigiana
Cronaca 28 Aprile 2019

Liberazione, «Quando un posto diventa un luogo» per Maria Zanotti e Livia Venturini

Domani, lunedì 29 aprile (ore 10), nei pressi dell”androne del palazzo comunale in piazza Matteotti, cerimonia commemorativa con la deposizione di un mazzo di fiori alle lapidi di Maria Zanotti e Livia Venturini, a ricordo delle donne antifasciste e della Resistenza.

Re-inaugurazione della lapide con la partecipazione delle classi 3ª B e 3ª F del liceo delle Scienze umane Alessandro da Imola, con la professoressa Alessandra Scardovi, nell’ambito del progetto Quando un posto diventa un luogo. A seguire riconoscimento alla staffetta partigiana Clementina Violetta, animazione musicale del coro del Tempo Libero della nuova scuola di musica Vassura-Baroncini. Intervengono Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola, e Daniela Martelli, dell’Anpi di Imola. (r.cr.)

Liberazione, «Quando un posto diventa un luogo» per Maria Zanotti e Livia Venturini
Cronaca 26 Aprile 2019

Liberazione, biciclettata e camminata a Osteria Nuova per ricordare i partigiani caduti

Domani, sabato 27 aprile (ore 10), ad Osteria Nuova cerimonia a ricordo del rastrellamento tedesco che portò all’arresto e successiva fucilazione dei partigiani Gino Berti e Gino Carboni, con deposizione di corona al cippo dedicato a Ottavio Grandi, ucciso dai fascisti il 13 luglio 1944.

Interverranno il sindaco Luca Lelli, il dirigente scolastico Luca Prono, che accompagnerà una classe dell’Istituto comprensivo, rappresentanti della Commissione per le celebrazioni e una delegazione dell’associazione Gruppo Ciclistico Avis Ozzano che, per l’occasione, organizzerà la Biciclettata della Liberazione, con partenza alle ore 9.30 dal piazzale del municipio e che arriverà a Osteria Nuova in concomitanza con l’inizio della cerimonia.

Sarà presente anche una delegazione del gruppo di camminata Pro Loco Mens sana in corpore sano, che partirà dal piazzale della Coop di via Nardi alle 9 e giungerà a Osteria Nuova per l’inizio della cerimonia. (r.cr.)

Nella foto (dalla pagina facebook del Comune di Ozzano): il sindaco Luca Lelli

Liberazione, biciclettata e camminata a Osteria Nuova per ricordare i partigiani caduti
Cronaca 25 Aprile 2019

Liberazione, «Quando un posto diventa un luogo» e la re-inaugurazione alla Rocca sforzesca

Domani, venerdì 26 aprile, per il 74° anniversario della Liberazione, nell’ambito delle iniziative di Quando un posto diventa un luogo, è in programma, alle ore 10 nel piazzale Giovanni dalle Bande Nere, la re-inaugurazione della lapide a ricordo dei perseguitati, degli uccisi e dei fucilati alla Rocca sforzesca, tra i quali Alessandro Bianconcini, antifascista e combattente di Spagna che ha dato il suo nome alla 36ª Brigata Garibaldi, a cura della classe 3ª B della scuola media Innocenzo da Imola con le professoresse Antonella Lepore e Letizia Ragazzini. A seguire deposizione di una corona, con interventi di Claudio Frati, assessore del Comune di Imola e Valter Attiliani, dell’Anpi di Imola. (r.cr.)

Nella foto: la Rocca sforzesca

Liberazione, «Quando un posto diventa un luogo» e la re-inaugurazione alla Rocca sforzesca

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