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Cronaca 17 Luglio 2019

Arriva «Glucasia Run by Night», l'evento che mette in luce l'importanza dello sport per gestire il diabete

«Glucasia Run by Night», ci siamo: è alle porte l”evento ludico-sportivo che Atletica Imola Sacmi Avis e Glucasia (associazione diabetici del comprensorio
imolese) organizzano a Imola, tra l”autodromo Enzo e Dino Ferrari e il parco delle Acque minerali. L”appuntamento è per domani, giovedì 18 luglio, con inizio alle 21.30 (ritrovo alle 19.30 allo stadio Romeo Galli).

La manifestazione vale anche come Memorial Vittorio Lenzi, oltre che 3ª prova di «Imola Corre 2019». Accanto alla gara competitiva, lungo un percorso di 5,5 chilometri, ci sarà anche la camminata ludico-motoria (sempre di 5,5 chilometri), aperta a tutti con un contributo di iscrizione di 5 euro, comprensivo di pacco gara: t-shirt, succo di frutta, prodotti alimentari a basso indice glicemico e altro.

Per informazioni, rivolgersi a Glucasia, tel. 347-0743948. Un ampio servizio sull”argomento è su «sabato sera» dell”11 luglio e sul nostro sito. (r.cr.)

L”immagine è tratta dal volantino ufficiale dell”iniziativa 

Arriva «Glucasia Run by Night», l'evento che mette in luce l'importanza dello sport per gestire il diabete
Cronaca 14 Giugno 2019

Quattro sculture restaurate nel parco di Sante Zennaro: oggi la presentazione durante la Fiera agricola

Le Paperelle, il Fungo, lo Scivolo ponte e il Teatrino dei burattini sono quattro delle nove installazioni artistiche presenti nel parco del complesso Sante Zennaro, realizzate nel 1970 dagli artisti Nello Brini e Alessandro Tagliolini. Fresche di restauro, verranno ripresentate al pubblico oggi, venerdì 14 giugno, alle ore 18.45, nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. A riportare alla loro originale bellezza queste opere, di rimando pop art, è stato il restauratore Maurizio Rambelli, che a Imola ha svolto negli anni numerosi interventi, come quello ad esempio sulla facciata del palazzo comunale e sulle statue del viale dei Cappuccini.

«In questo caso – ci spiega – per pulire le opere non ho utilizzato solventi ma semplice acqua e brusca (spazzola a setole dure, Ndr). Le strutture, in cemento armato, erano infatti annerite dai muschi e dallo sporco. Poi ho rivestito le superfici con una miscela di cemento e legante acrilico, mantenuta piuttosto liquida, in modo da mitigare gli aloni del tempo. Infine ho utilizzato un prodotto protettivo a spruzzo, specifico per le pietre e i materiali lapidei, che impermeabilizza senza lucidare. Questo dovrebbe aiutare a proteggere le opere per un po’ di anni. Sarebbe auspicabile d’ora in poi una fruizione meramente contemplativa, che eviti il contatto a utenze non rispettose. Anche perché, se all’inizio erano state pensate con una finalità anche ludica, oggi ormai non sono più a norma».

Per le Paperelle e il Fungo il restauratore ha anche ricostruito le parti mancanti, sulla base delle foto d’epoca. «Nel primo caso – aggiunge -, l’unica forma superstite era quella della paperella centrale, anche se ciò che ne restava la faceva assomigliare di più a un vomere. Grazie alle foto d’epoca ho potuto ricostruire tutte le sagome, con un impasto di cemento e polistirolo. Per il Fungo, che era ridotto davvero male, ho seguito l’armatura di ferro ricoprendola con una struttura in poliuretano». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto: le Paperelle

Quattro sculture restaurate nel parco di Sante Zennaro: oggi la presentazione durante la Fiera agricola
Cronaca 10 Giugno 2019

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione

Un calendario ricco di eventi accoglie i partecipanti di CooperAttivaMente, progetto ideato dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie.coop., che organizza iniziative per promuovere la cooperazione, la legalità e corretti stili di vita e di consumo. Il prossimo appuntamento in programma oggi, lunedì 10 giugno, alle ore 17.30 presso la libreria Coop Alleanza 3.0 del centro commerciale Leonardo in viale Amendola 129, è la presentazione del libro “La ragazza ribelle – Annunziata Verità – Storia, amori e guerra di una sopravvissuta alla fucilazione fascista” di Claudio Visani (Carta Bianca Editore); dialogano con l’autore Benito Benati e l’on. Bruno Solaroli (presidente onorario dell’Anpi di Imola) e partecipa Gabrio Salieri (presidente dell’Anpi di Imola).

La staffetta partigiana Annunziata Verità, nipote di don Giovanni Verità, figura di spicco del Risorgimento italiano, fu processata e condannata a morte dai fascisti della Brigata nera faentina, ma scampò al plotone di esecuzione, davanti al quale fu portata assieme ad altri quattro compagni di lotta. Forse il caso, forse la minore statura rispetto agli uomini che erano con lei, fecero sì che rimanesse solo ferita, così come il colpo di grazia, che la raggiunse di striscio. Ripresasi dalle ferite, riuscì a raggiungere la Brigata sulle montagne. Nel dopoguerra lottò strenuamente perché i suoi aguzzini venissero sottoposti a processo per i crimini che avevano compiuto. (r.cr.)

Nella foto un particolare della copertina del libro di Claudio Visani

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione
Cronaca 8 Giugno 2019

Domenica 9 giugno la passeggiata notturna alla Faggiola e la Festa dei partigiani al passo del Paretaio

La tradizionale manifestazione che si tiene ogni anno al passo del Paretaio, alle pendici del monte Faggiola, vuole ricordare la 36ª Brigata Garibaldi Bianconcini, che proprio in quella zona operò per molti mesi, contrastando le forze nazifasciste. Il programma della manifestazione di quest’anno, 9ª Festa dei partigiani, che ha per slogan “Mai più fascismi” e che avrà luogo domenica 9 giugno, prevede, alle ore 9.30, il ritrovo presso il Cimitero degli inglesi a Cercetola di Coniale (Santerno Valley War Cemetery), dove verrà deposta una corona a ricordo dei militari alleati caduti; ci si recherà poi al passo del Paretaio, dove si trova il monumento alla 36ª Brigata Garibaldi, per ascoltare, alle 10.30, le musiche popolari di Adriano Farnè. Alle 11 ci sarà spazio per gli interventi di Gabrio Salieri, presidente dell’Anpi di Imola, Phil Moschetti, sindaco di Palazzuolo sul Senio, Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio, Luciano Neri, dell’Anpi di Marradi, Enrico Alpi, dell’Anpi di Castel del Rio, e del senatore Stefano Collina; al termine degli interventi verrà posata una corona al monumento. Dopo la cerimonia, alle 12.30, è previsto il pranzo campestre, organizzato presso il monumento dall’Anpi di Castel del Rio, e, a seguire, ancora musica.

Per rivivere l’esperienza dei giovani che partivano dalla pianura per raggiungere la brigata in montagna, è in programma la “Camminata notturna della trafila partigiana”, organizzata dal Cai e dall’Anpi e a partecipazione libera. Il programma prevede la partenza all’1.30 dal prato della Rocca a Imola (accompagnatore Paolo Mainetti) e l’arrivo circa alle 11 al passo del Paretaio, dove sarà poi possibile pranzare presso il monumento. Chi lo desidera può percorrere anche solo una parte dell’itinerario, aggregandosi nelle tappe successive: a Codrignano, alle ore 3.15, e al passo del Prugno, dove è previsto anche il ristoro, alle 5.45 – 6. Per informazioni sulla camminata: Romano Bacchilega, tel. 335 6411488. (r.cr.)

Domenica 9 giugno la passeggiata notturna alla Faggiola e la Festa dei partigiani al passo del Paretaio
Economia 4 Giugno 2019

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata

I fragoloni di Imola erano quelli belli, rossi e dolci. Quelli che oggi non ci sono quasi più. La loro storia inizia dalla terra dei «cento orti» – quelli ricordati nel 1902 dal poeta e scrittore Luigi Orsini – dove gli agricoltori imolesi coltivavano soprattutto fragole che, per la loro grossezza, venivano appunto chiamati fragoloni. Oggigiorno – secondo una recente ricerca – nell’imolese sono ancora amorevolmente coltivati su appena 6 ettari di terreno lungo via Canale, via Cipolla e nella zona di San Prospero.

La loro coltivazione, secondo alcuni, ebbe inizio a Imola verso la fine dell’Ottocento grazie all’agronomo Ugo Mazzoni, che introdusse le prime piantine nelle colline di Montecatone. Altri documenti affermano che furono i discendenti di quegli ortolani che nel 1931 andarono in Francia, ritornando con tre sporte di rafia piene di piantine di fragole utili a dare inizio ad una coltivazione che avrebbe preso poi uno sviluppo tale da fare dell’imolese il secondo grande centro nazionale di produzione, dopo il Veneto.

Il fragolone si diffuse negli anni Quaranta soprattutto negli orti a sud della via Emilia, dove si ricavavano i frutti più saporiti e più resistenti al trasporto. A Imola come nel resto dell’Emilia Romagna, tale coltura si affermò a partire soprattutto dagli anni Cinquanta. La fragola assunse così carattere di coltura industriale, in particolare nelle zone di Mordano fino a Spazzate Sassatelli, nelle valli del Santerno, del Sellustra, del Sillaro e quindi nei comuni di Imola, Dozza, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Castel del Rio, fino a 400 metri di altitudine. Inizialmente i fragoleti si svilupparono accanto al pesco, all’albicocco e al vigneto e la loro diffusione divenne rapidamente una delle voci principali dei bilanci aziendali dei poderi collinari, meritando la qualifica di «pianta colonizzatrice della collina imolese».

E proprio per reclamizzare e valorizzare sempre più uno dei più ricercati prodotti della frutticoltura imolese, un comitato cittadino organizzò la prima edizione della Sagra del Fragolone per domenica 8 giugno 1958, nel parco delle Acque minerali. Tale manifestazione proseguì almeno fino al 1985. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto un”immagine della Sagra del Fragolone negli anni Sessanta

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata
Cronaca 3 Giugno 2019

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola

Al parco del Sante Zennaro procedono i lavori di restauro delle sculture realizzate nel 1970 dagli artisti Nello Bini e Alessandro Tagliolini. Già lo scorso novembre erano state inaugurate la barca e l’astronave/sottomarino, ovvero due delle nove che a poco a poco il restauratore Maurizio Rambelli sta riportando a nuova vita. Ora i lavori si stanno concentrando su altre quattro opere: le Paperelle (ricostruite come da foto dell’epoca), lo Scivolo ponte, il Fungo e il Teatrino dei burattini.

L’iniziativa rientra nel progetto “Sante Zennaro, Bene comune!”, avviato nel 2018 in occasione dei 45 anni trascorsi dalla chiusura dell’Istituto medico psico-pedagogico che al Sante Zennaro accoglieva bambini con disagio mentale. Il progetto vede coinvolti numerosi enti e associa-zioni, tra cui la Fondazione Cassa di risparmio di Imola, il ConAmi, l’Istituto comprensivo 5 e Bacchilega editore, che attraverso la pubblicazione del libro Storia di vitea cura di Amedea Morsiani, hanno contribuito a finanziare il restauro delle opere.

L’inaugurazione delle prossime sculture rinnovate è prevista per venerdì 14 giugno (ore 18.45), nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. Sabato 15 e domenica 16 giugno (ore 17), dopo oltre 45 anni di oblio, il teatrino dei burattini tornerà ad animarsi con la narrazione “Un viaggio fantastico nella scultura”, a cura dell’associazione Ippogrifo Imola-Vivere la scrittura. (r.cr.)

Nella foto il Teatro dei burattini

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola
Cultura e Spettacoli 3 Maggio 2019

Il Pinocchio di Bertozzi & Casoni esposto in biblioteca con inaugurazione di David Riondino

Libri e legno e rughe e tristezza e compostezza. È talmente vero che ci si aspetta quasi di sentir sospirare il Pinocchio in ceramica policroma realizzato da Bertozzi & Casoni nel 2014. L’opera sarà esposta dal 10 maggio al 30 settembre nella biblioteca comunale di Imola con una serata di inaugurazione dell’evento che vedrà, appunto venerdì 10 maggio alle ore 21, lo spettacolo di David Riondino che, accompagnato da Patrizio Fariselli, darà vita a «Conversazioni con un burattino di coccio».

Il lavoro dei due artisti imolesi, intitolato Non ricordo, è di proprietà della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, che cura l’organizzazione dell’iniziativa insieme al suo Doc (Centro di documentazione delle arti moderne e contemporanee in Romagna) e in collaborazione con il Comune e la Bim.

«Nel 2017 il rettore dell’Università di Bologna ci chiese di poter esporre Non ricordo a palazzo Poggi in vista di ArteFiera – spiega Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Crimola -. Lo scorso anno decidemmo di mettere nuovamente l’opera in mostra nel centro Gianni Isola. David Riondino la vide e se ne innamorò chiedendoci di poter lavorare a dei testi per costruirvi attorno uno spettacolo. Spettacolo che ora arriva proprio a inaugurare i quasi cinque mesi di esposizione di Non ricordo in biblioteca».

Il Pinocchio è una metafora della vita e dlel”arte. Lo spiega bene Giampaolo Bertozzi, metà del duo artistico da lui fondato con Stefano Dal Monte Casoni che ha portato un abitante di Borgo e un lughese a dar vita a una società artistica che ha il proprio centro creativo in un’officina artistica con sede a Imola, i cui lavori in ceramica sono esposti nei più importanti musei e gallerie in Italia e all’estero: «Con quest’opera parliamo del nostro contemporaneo: oggi non si vuole più invecchiare, la morte è relegata in un angolo, allontanata… da tempo lavoravamo sul memento mori e, secondo noi, il bello può aiutarci in questo: dare il meglio, travalicare le questioni umane».

Non ricordo sarà posizionata all’ingresso della biblioteca, nell’abside della Sala San Francesco, in accoglienza quindi di tutti i visitatori. In esposizione ci sarà anche una selezione dei duecentocinquanta libri su Pinocchio posseduti dalla biblioteca imolese.

«Realizzare Non ricordo è stato un lavoro lungo e complesso – conclude Bertozzi -: il processo dal reale alla ceramica è molto lungo e le tecniche contano molto. Non ricordo è tempo sospeso. È memoria di quello che era prima. È sano realismo». È emozione, con le rughe che solcano il viso di un burattino che è immensamente umano e che siede, stanco e rassegnato, sulle proprie storie, su quei libri che sono la propria vita. (s.f.)

Lo spettacolo di David Riondino si tiene venerdì 10 maggio alle 21 in biblioteca a Imola. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti allo 0542/26606.

Ulteriori commenti su «sabato sera» del 2 maggio 2019

Nella foto, di Isolapress, l”opera «Non ricordo» di Bertozzi & Casoni

Il Pinocchio di Bertozzi & Casoni esposto in biblioteca con inaugurazione di David Riondino
Cronaca 1 Maggio 2019

Altri due appuntamenti per “Quando un posto diventa un luogo' nel parcheggio nuova Cognetex e per le vie del centro di Imola

Proseguono in questi a Imola giorni gli eventi della rassegna “Quando un posto diventa un luogo”, in occasione del 74° anniversario della Liberazione. Giovedì 2 maggio, alle 10, nel parcheggio nuova Cognetex di via Selice provinciale 47, è in programma una cerimonia con deposizione di una corona e reinaugurazione del monumento a ricordo dei lavoratori Cogne caduti per antifascismo e Resistenza, caduti in guerra, vittime civili e del lavoro, a cura della classe 5ª G dell’istituto tecnico L. Paolini. Presenziano alla cerimonia Patrik Cavina, vicesindaco del Comune di Imola, Gabrio Salieri, presidente dell”Anpi di Imola, rappresentanti sindacali, lavoratori e rappresentanti dello stabilimento.

Sabato 4 maggio alle 10, è in calendario ancora un’iniziativa di re-inaugurazione. Questa volta saranno protagonisti i percorsi di fuga dei partigiani nelle vie del centro storico,  con inizio in via Zampieri e con l’intervento degli studenti della scuola media L. Orsini. Interverranno Patrik Cavina, vicesindaco del Comune di Imola e Bruno Solaroli, presidente onorario dell’Anpi di Imola. Quando si pensa alla lotta partigiana vengono in mente soprattutto le brigate che combattevano in montagna, ma grande rilievo ebbero anche Gap e Sap, che svolsero la loro attività nelle città e nei loro dintorni. Se la logistica degli spostamenti, dei ricoveri e dei rifornimenti era più semplice, molto più complesso era sfuggire alle ricerche serrate che Brigata nera e nazisti operavano con determinazione. Per questo la sicurezza nella copertura dell’identità e negli spostamenti era indispensabile e andavano attuati accorgimenti di ogni genere per non essere scoperti o, se andava male, per sfuggire alla cattura, salvando, in questo modo, la vita. Esemplare, per questo, è quanto scrisse Elio Gollini nel suo diario personale, del quale riportiamo uno stralcio: «Ritornato a Imola nascostamente dalla zona di Goccianello, dove erano avvenuti scontri con i tedeschi, alla sera, ci rechiamo a casa; io, però, non in via Zampieri, ma, per precauzione, nel negozio di via Cairoli, anzi, nella relativa cantina. Ora bisognava muoversi con cautela, tentare delle uscite brevi e rapide per constatare di persona come procedono le cose, senza dare nell’occhio, verificando se si è controllati». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto un momento della cerimonia dello scorso anno

Altri due appuntamenti per “Quando un posto diventa un luogo' nel parcheggio nuova Cognetex e per le vie del centro di Imola
Cronaca 30 Aprile 2019

A Portonovo di Medicina il primo maggio “O la va o la spacca', festa di sport e amicizia in memoria di Giacomo Bulgarelli

Il primo maggio a Portonovo, frazione di Medicina, sarà nel nome di Giacomo Bulgarelli, capitano e bandiera del Bologna vincitore dell”ultimo scudetto della sua storia, quello del 1964. L”associazione Pro Portonovi”s e il Gruppo sportivo Portonovese, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Medicina, organizzano infatti per domani, mercoledì 1 maggio, l”undicesima edizione di “O la va o la spacca”, festa di sport e amicizia in memoria del grande calciatore che proprio a Portonovo era nato il 24 ottobre 1940.

Per celebrare l”illustre concittadino, scomparso nel 2009, alle 11 si svolgerà la partita di calcio amichevole (categoria Amatori) che vedrà di fronte Portonovo e Amici di Giacomo da una parte, Vecchio Glorie del Bologna calcio dall”altra. Alle 14.30 sarà la volta del torneo A7 riservato ai Pulcini 2008 “O la va o la spacca”. 

La festa, alla quale sarà presente la sorella di Giacomo, Luigia, accompagnata dalla famiglia, rappresenta il primo pubblico nel campo sportivo di Portonovo rinnovato. Nell”arco di tutta la giornata funzionerà anche lo stand gastronomico. (r.cr.)

Nella foto Giacomo Bulgarelli con la maglia del Bologna campione d”Italia

A Portonovo di Medicina il primo maggio “O la va o la spacca', festa di sport e amicizia in memoria di Giacomo Bulgarelli
Cronaca 17 Aprile 2019

“Quando un posto diventa un luogo' è giunto alla quinta edizione, quest'anno le re-inaugurazioni sono undici

Il progetto “Quando un posto diventa un luogo”, che ha lo scopo di rendere familiari, soprattutto ai ragazzi, i punti della città che ricordano i fatti della Resistenza e della Liberazione, è giunto alla sua quinta edizione, consolidando l’esperienza della collaborazione tra Anpi, Cidra, scuole del territorio con i loro insegnanti e studenti. Quest’anno i «posti» che diventeranno «luoghi» sono 11, re-inaugurati con iniziative come sempre coordinate dall’ideatrice del progetto, Annalisa Cattani: «La Rossa», la chiesa del Carmine, Ponticelli, Sasso Morelli, Pozzo Becca, Sesto Imolese, la Rocca sforzesca, piazza Matteotti per l’uccisione di Maria Zanotti e Livia Venturini, lo stabilimento Cogne, le vie di fuga dei partigiani nel centro storico, la pineta del Macello per il bombardamento del 13 maggio 1944.

E’ proprio l’ideatrice, a ragionare sulla natura dell’iniziativa: «Il progetto “Quando un posto diventa un luogo”, deriva dal motto del geografo Ti fu Yuan che sosteneva che quando un posto diventa familiare lo si può definire luogo. Abbiamo fatto di questa citazione un filo conduttore di una lunga collaborazione tra le scuole, l’arte contemporanea e la storia con la collaborazione dell’Anpi, del Cidra e dell’Amministrazione comunale. In questi anni abbiamo cercato di fare degli esercizi di memoria, delle palestre del pensiero perchè è molto importante mantenere vivi i luoghi, è importante una resistenza all’indifferenza che è forse la piaga più grave che viviamo in questo ultimo periodo. Le collaborazioni con gli studenti sono passate da una proposta iniziale di un progetto a veri e propri laboratori di ricerca che hanno portato a processi di cittadinanza attiva e a relazioni approfondite con i docenti. Gli stessi insegnanti sono diventati dei partner di una squadra che nel corso del tempo ha prodotto dei risultati e dei contenuti e fondato dei valori che si spera restino nei ragazzi a lungo e li aiutino a guardare il mondo con una nuova consapevolezza».

Ma occorre fare di più: «Quello che manca oggi è il pensiero critico – continua Annalisa Cattani -. Quello che manca oggi non è la conoscenza, le nostre scuole forniscono un bagaglio di conoscenze tra i migliori al mondo, ma quello che manca è passare dalla conoscenza alla competenza, dalla conoscenza all’abitare i contenuti e a farli propri. Questo tipo di laboratorio cerca di fare della memoria un patrimonio condiviso, cerca di fare di ogni monumento un elemento di vita per tutti. La filosofa Martha Nussbaum dice, non a caso, che alla base della crisi mondiale economica e valoriale sta la perdita di compassione. Ecco, potremmo dire che questi laboratori sono esercizi di compassione dove nulla è patetico, ma si reinsegna ai ragazzi a “patire con”. E’ una sorta di laboratorio sentimentale dove tramite la storia e l’arte si fa vedere che tramite ciò che si studia si può cambiare il mondo. Dall’altro lato si cerca di far sentire un’estetica che non è più all’insegna di un puro decorativismo ma è vera e propria estesia contro l’anestesia e l’indifferenza». (r.cr.)

“Quando un posto diventa un luogo' è giunto alla quinta edizione, quest'anno le re-inaugurazioni sono undici

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