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Cronaca 24 Giugno 2020

Il racconto di Elorand Idrizay, capocantiere Cims a Imola: «Nel reparto Covid tra dolore e coraggio»

Sostituire la serratura di una porta è un lavoretto facile per un serramentista esperto, ma con i guanti di lattice sopra quelli da lavoro, mascherina, visiera, tuta e calzari sigillati è un’altra faccenda. Alle volte gli addetti della Cims, muratori o manutentori, si sono trovati a dover lavorare proprio all’interno delle aree Covid degli ospedali, nei punti più pericolosi sul fronte del contagio.
Una situazione non semplice, sia psicologicamente che operativamente, che ha richiesto un lavoro costante.

Elorand Idrizay è capocantiere, originario dell’Albania, abita a Imola da quindici anni ed è appena diventato nonno di una bambina. «Non mi sono fermato neanche un giorno da quando è stata montata la tenda del triage del pronto soccorso dell’ospedale di Imola fino a quando abbiamo smontato le protezioni della terapia intensiva e semintensiva. Quando Conte ci ha dato il permesso di vederci sono andato da mia figlia, che abita a Conselice, non vedevo la mia nipotina da due mesi e mezzo e volevo godermela un po’, invece ci sono riuscito solo per due giorni perché adesso sono ripartiti i cantieri. È stata una grande fatica ma anche una soddisfazione». (l.a.)

Il racconto completo nel numero del Sabato sera del 18 giugno

Nella fotografia, Elorand Idrizay

Il racconto di Elorand Idrizay, capocantiere Cims a Imola: «Nel reparto Covid tra dolore e coraggio»
Cronaca 24 Giugno 2020

Sanità, l’artrosi della spalla risolta con la realtà virtuale e le stampanti 3D dall’Ortopedia di Imola e dal Rizzoli

La realtà virtuale e le stampanti 3D sono l’ultima frontiera della chirurgia per la spalla. Un futuro prossimo che nell’Ausl di Imola è stato già sperimentato con successo su due pazienti di 77 e 80 anni, affetti da grave artrosi deformante della spalla.

Gli interventi sono stati fatti in ottobre dall’Ortopedia imolese diretta da Carlo Impallomeni, in collaborazione con Enrico Guerra della Chirurgia spalla-gomito del Rizzoli, e i risultati degli ultimi test clinico-funzionali dei giorni scorsi sono ottimi. L’artrosi della spalla determina il consumo e la deformazione delle componenti articolari con grave compromissione del movimento e un dolore che può peggiorare fino a divenire continuo e non rispondere alle terapie mediche o rieducative.

In questi casi solo la sostituzione dell’articolazione con la protesi può dare sollievo. Ma ogni caso, deformazione e articolazione, non è mai uguale all’altro. Così, il nostro team ha utilizzato un sistema informatico che elabora le immagini della tac ricostruendo in realtà virtuale l’anatomia permettendo al chirurgo di eseguire una sorta di intervento al computer, individuando l’esatta tipologia di protesi necessaria in realtà virtuale prima di andare in sala operatoria. Non solo. Il sistema permette anche di eseguire la stampa di guide in materiale plastico sulla base di quanto “simulato” con la realtà virtuale che facilitano il compito del chirurgo durante l’intervento “reale” e rendono più precisa la tecnica. 

“L’utilizzo del computer in sala operatoria non è certo una novità – spiega Impallomeni – cosi come non lo è più la realizzazione delle cosiddette protesi custom-made (personalizzate). In un paio di anni si è però assistito allo sviluppo di tecnologie inimmaginabili fino ad un decennio fa”.  

Le nuove tecnologie permettono di trattare al meglio casi che rappresentavano fino a ieri ostacoli insuperabili. “Si tratta spesso però di tecnologie complesse e costose – precisa il medico – che per questo è giusto restino patrimonio di Centri di ricerca ed elevata specializzazione. Ritengo, invece, che sistemi meno complessi ma altrettanto evoluti  come quello realizzato in questo caso – ha aggiunto – possano essere di grande utilità, in realtà come o simili alla nostra”. 

Nella foto in senso orario il professor Carlo Impallomeni, la dottoressa Tamara Mingazzini, il dottor Antonio Vilardi, il dottor Enrico Guerra  

Sanità, l’artrosi della spalla risolta con la realtà virtuale e le stampanti 3D dall’Ortopedia di Imola e dal Rizzoli
Cronaca 22 Giugno 2020

Riorganizzazione della sanità, Antonio Maestri e l'Ausl di Imola a capo dell’oncologia interaziendale metropolitana

Una nuova rete interaziendale oncologica metropolitana è stata attivata nei giorni scorsi dalle Aziende sanitarie di Bologna e Imola. Al vertice c’è Antonio Maestri, il direttore dell’Oncologia e capo del dipartimento medico-oncologico dell’Ausl di Imola. Si tratta di uno dei tasselli della complessiva riorganizzazione in atto della sanità metropolitana, e più in generale regionale.

Un riordino avviato già da qualche anno che ha visto nuovo impulso e alcuni aggiustamenti alla luce dell’epidemia da Coronavirus. Maestri gestisce e coordina personale (una ventina di professionisti) e risorse, sovrintende al governo delle attività cliniche ed assistenziali, ambulatoriali e dei percorsi diagnostico-terapeutici.  

Il modello vede una relazione continua tra gli ospedali di Bologna nei quali saranno concentrate le tecnologie «pesanti» e le attività più specialistiche, e le strutture periferiche (a partire da Imola stessa, poi Vergato, Loiano, Budrio, Bentivoglio e San Giovanni in Persiceto), presso le quali verranno presi in carico i pazienti dei vari territorio, in una relazione continua con la rete delle cure palliative. 

L’unificazione non comporta modifiche delle esistenti sedi di Day service oncologico ma vede una maggiore integrazione con le attività che si svolgono nelle Case della salute, dove si potranno prevedere somministrazioni di chemioterapia, controllo degli effetti tossici e programmazione dei follow up, che in parte saranno gestiti dai medici di medicina generale.  

La rete garantirà l’invio dei pazienti ai diversi centri di riferimento per patologia, supporterà i centri ad alta specializzazione nel gestire i trattamenti oncologici eseguibili sul territorio ed assicurerà ai pazienti in fase avanzata di malattia risposte appropriate il più vicino possibile al proprio domicilio. (r.cr.)

Nella foto Antonio Maestri col camice bianco davanti al triage esterno del pronto soccorso di Imola

Riorganizzazione della sanità, Antonio Maestri e l'Ausl di Imola a capo dell’oncologia interaziendale metropolitana
Cronaca 3 Maggio 2020

Dal 4 maggio via al cantiere per l'asfaltatura e la nuova segnaletica del parcheggio dell'ospedale di Imola

Prenderanno il via domani, lunedì 4 maggio, i lavori di asfaltatura e segnaletica stradale del parcheggio dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola che, salvo imprevisti e rallentamenti dovuti dal maltempo, si concluderanno lunedì 11 maggio. L”intervento procederà per step e coinvolgerà via via le diverse corsie. Durante il cantiere, gli utenti potranno pertanto utilizzare le zone di sosta non interessate in quel momento dai lavori oppure il parcheggio di via Pola, situato di fronte al discount e alla Cna. L”Azienda usl si scusa comunque per il disagio che potrà verificarsi e invita le persone che accedono al parcheggio dell’Ospedale a fare molta attenzione alla segnaletica. (r.cr.)

Dal 4 maggio via al cantiere per l'asfaltatura e la nuova segnaletica del parcheggio dell'ospedale di Imola
Cronaca 1 Gennaio 2020

Quasi 900 i nati nel 2019 nel reparto di Ostetricia dell'ospedale di Imola, le femmine superano di poco i maschietti

Le femmine hanno superato di pochissimo i maschietti, mentre circa la metà dei nati ha almeno un genitore extracomunitario. Questo il bilancio delle nascite (aggiornate alle 14 del 31 dicembre) nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell”ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, diretto dal dottor Stefano Zucchini. Le femminucce che hanno visto la luce sono state in tutto 449, contro i 440 maschi. Ben 447 i piccoli nati da almeno un genitore extra Ue, mentre 69 sono stati i neonati figli di stranieri comunitari.

Continuando con i numeri forniti dall”Azienda usl, si scopre che il numero totale dei parti è stato di 884, di cui cinque gemellari. I cesarei sono stati 242 contro i 642 naturali, con 88 casi di parto avvenuto con l”ausilio dell”analgesia epidurale. Per quanto riguarda le partorienti provenienti da fuori territorio Ausl, sono state in tutto 236, un dato che conferma la positiva fama dei reparti di Ostetricia e Ginecologia, così come della Pediatria e Neonatologia.

L”Ausl di Imola ricorda tuttavia che l”attività ospedaliera è una parte di un settore, quello materno infantile, costituito di servizi che accompagnano madre e bimbo dalla gravidanza fino a dopo la nascita del piccolo. Tra le attività proposte ci sono i corsi di preparazione alla nascita organizzati dal Consultorio familiare, i progetti di assistenza prestata dalle ostetriche alle neomamme sia ambulatorialmente che a domicilio e il progetto di dimissione di madre e neonato sano che permette l”immediata presa in carico del bimbo da parte del pediatra di libera scelta, grazie alle informazioni fornite già durante la degenza. Le dimissioni della mamma e del piccolo, se non ci sono state complicazioni nel parto ed entrambi sono in salute, avviene al terzo giorno di vita del neonato ed entro una settimana dalla nascita avverrà il primo incontro con il pediatra grazie all”appuntamento fissato già in ospedale. 

L”Ausl aggiunge infine, quale ulteriore informazione, che fin dai primi giorni di vita la famiglia riceve il libretto pediatrico, un documento sanitario che accompagna il bambino fin dai suoi primi giorni e che il pediatra, eventuali specialisti o anche i genitori stessi provvederanno a compilare inserendo tutte le notizie utili relative alla crescita e alla salute del bimbo. Nel libretto è inoltre contenuta una sezione con consigli utili su argomenti quali la posizione del neonato durante il sonno, alimentazione e allattamento, cura dei denti, uso dei farmaci e così via. (r.cr.)

Quasi 900 i nati nel 2019 nel reparto di Ostetricia dell'ospedale di Imola, le femmine superano di poco i maschietti
Cronaca 4 Novembre 2019

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola

Rodolfo Ferrari, 48 anni, è il nuovo primario della Unità operativa di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’Ausl di Imola. Si è conclusa così la procedura interna attivata il 29 marzo scorso per individuare il dirigente medico a cui attribuire l’incarico. Il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, ha  firmato la delibera di nomina, che sancisce l’avvio dell’incarico a partire dal oggi.

“Sono molto onorato e felice dell’incarico che mi viene affidato – ha dichiarato Ferrari – . Sono perfettamente consapevole dell’eredità di cui mi faccio carico e che intendo portare avanti nel segno della continuità. Metterò a disposizione tutte le mie conoscenze  maturate in questi anni per dirigere il Servizio nel migliore dei modi”. “Ringraziamo il dottor Ferrari per avere accettato questo incarico, sposando appieno gli obiettivi della nostra Ausl – aggiunge Rossi – Siamo certi che saprà portare avanti eccellentemente il difficile compito assegnatogli. Le sue competenze e la sua consolidata esperienza nel campo dell’emergenza – urgenza, nonostante la giovane età, rappresentano per noi un vero e proprio arricchimento, in un settore particolarmente strategico per l’intera organizzazione. A lui gli auguri di buon lavoro di tutta l’azienda”.

Ferrari, reggiano di nascita bolognese di adozione e nonno imolese, si è laureato nel 1998 in Medicina e chirurgia col massimo dei voti all”Università di Bologna, ha vinto una borsa di studio alla Scuola di specializzazione in Medicina interna sempre all’Alma Mater e la sua prima esperienza lavorativa è stata a Reggio Emilia presso l’Unità Operativa di Geriatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Solo pochi mesi poi è entrato a far parte del’Unità operativa Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza dell’ospedale di Faenza, con attività anche nell’ambito del servizio di emergenza territoriale 118 dell’Ausl di Ravenna. Esperienza che si è conclusa nel settembre del 2007 quando si trasferisce alla Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Sant’Orsola e vi rimane per dodici anni, dove ha assunto anche l’incarico professionale di alta specializzazione Organizzazione e gestione di eventi di massa e delle catastrofi.

Nella foto Andrea Rossi e Rodolfo Ferrari

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola
Cronaca 29 Ottobre 2019

Nuovi posti per le auto nel parcheggio dell’ospedale di Castel San Pietro

Il grande parcheggio di viale Oriani, utilizzato sia da chi si reca all’ospedale sia da chi deve andare in centro storico (specie da quando è stata introdotta la sosta a pagamento negli stalli più vicini al cuore della città), sta per essere ampliato.
Nei giorni scorsi, infatti, il Comune di Castel San Pietro ha ricevuto la notizia che la Regione Emilia Romagna ha approvato un finanziamento da 100 mila euro tra le risorse destinate ai «progetti di riqualificazione urbana e delle strade comunali, ad interventi per completare centri polivalenti e piste ciclabili, spazi per il volontariato e lo sport, per potenziare il turismo fluviale o sostenere i prodotti locali».

Complessivamente, viale Aldo Moro si impegna a finanziare con quasi 3 milioni di euro 31 interventi in comuni con meno di 50 mila abitanti. Quello sul Sillaro è l’unico che ha ottenuto un contributo nel nostro territorio.
«Si tratta di risorse che il Governo precedente aveva bloccato e che ora invece l’Emilia Romagna predispone attuando le previsioni del programma regionale di riordino istituzionale» sottolinea la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti.

L’ampliamento del parcheggio è legato a doppio filo alla ristrutturazione della palazzina attigua all’ospedale nella quale verrà realizzata la Casa del volontariato, ossia un luogo nel quale le associazioni del territorio potranno lavorare assieme.
«Il progetto che abbiamo presentato si basa su tre elementi – spiega il vicesindaco, Andrea Bondi -. Il primo è la ristrutturazione della palazzina B, già prevista con finanziamento del Comune. Il secondo, al quale destineremo le risorse regionali, è la realizzazione di questo nuovo parcheggio. Il terzo, infine, è dare vita al progetto in accordo con le associazioni di volontariato. Infatti, scegliendo di realizzare lì la Casa del volontariato, a pieno regime ci aspettiamo molti più utenti che affluiranno in zona ospedale, senza contare la necessità di spazio per la sosta dei mezzi delle associazioni che si occupano del trasporto».
«Già oggi quel parcheggio è saturo, specie nei lunedì di mercato, ma in generale per i numerosi accessi alla Casa della salute – aggiunge il sindaco, Fausto Tinti -. Per questo motivo, il suo ampliamento e rifunzionalizzazione  era già stato inserito tra le opere pubbliche prioritarie nel Piano operativo comunale (Poc)» (gi.gi.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 24 ottobre

Nuovi posti per le auto nel parcheggio dell’ospedale di Castel San Pietro

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