Posts by tag: resistenza

Cronaca 17 Aprile 2021

Castel San Pietro celebra la Liberazione del 17 aprile 1945

Nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, Castel San Pietro celebrerà l’anniversario della Liberazione all’insegna della precauzione, con poche cerimonie senza la presenza del pubblico. 

Si comincia oggi, sabato 17 aprile, in occasione dell’anniversario della Liberazione di Castello. Dalle ore 10 si terranno onori e deposizione di fiori e corone in piazza Garibaldi alla lapide dedicata al II Corpo d’Armata Polacco e, a seguire, in piazza XX Settembre alla targa a ricordo delle Vittime civili dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. «Il 17 aprile 1945 – ricorda il sindaco Fausto Tinti – la popolazione castellana accoglieva festosa i soldati del 2° Corpo di Armata Polacco del Generale Anders, che assieme agli italiani del Gruppo Friuli e della Brigata Maiella, attraversarono il fiume Sillaro e misero fine alle sofferenze della città, liberandola dal nazifascismo. Proviamo a ripartire da qui, dai valori che ci hanno fatto rinascere dopo il periodo più buio della nostra storia recente e dall”unità della nostra comunità, per superare anche questa pandemia che sembra essere interminabile e che in tanti hanno paragonato proprio ad una guerra. Ora abbiamo una forza in più: il vaccino che, forniture permettendo, potrebbe portarci entro l”autunno ad una nuova liberazione. Quella dal virus». (r.cr.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 15 aprile.

Nella foto: la Liberazione di Castel San Pietro

Castel San Pietro celebra la Liberazione del 17 aprile 1945
Cronaca 14 Aprile 2021

Imola ricorda la Liberazione del 14 aprile 1945, il sindaco Panieri: «Giornata importante per la città»

Imola oggi ha celebrato il 76° anniversario della Liberazione della città, avvenuta il 14 aprile 1945. Sono stati tre i momenti che hanno caratterizzato la giornata, con eventi organizzati dal Comune, insieme all’Anpi ed alle scuole. «Questa è una giornata molto importante per Imola, Città medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana. E’ l’occasione per uno sguardo attento e consapevole al passato, che sia da monito affinché non risultino vani i sacrifici delle tante donne e dei tanti uomini che hanno lottato e anche pagato con la propria vita per dare a noi la libertà di cui oggi godiamo. Il dover celebrare le cerimonie in forma molto ristretta non impedisce, attraverso le dirette Facebook, di entrare in contatto con le persone, grazie anche al lavoro degli studenti protagonisti, insieme ai propri docenti, del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, che vede i giovani raccogliere il testimone di una nuova consapevolezza storica» sottolinea Marco Panieri, sindaco di Imola.

Il primo si è svolto al mattino, ed ha visto una performance di danza ed una di musica, organizzate all’interno del progetto «Quando un posto diventa un luogo», sostenuto dal Comune di Imola, assessorati alla Scuola ed alla Cultura, e andate in scena al palasport, con le classi 5B e 5F del Liceo delle Scienze Umane “Alessandro da Imola” grazie alla prof.ssa Alessandra Scardovi e le performance di danza di Alessandra Scardovi, Margherita Randi e Gaia Andalò, ed alla piscina comunale dove si è svolto Monumento al tempo libero con la performance di Michela Podera al flauto, in collaborazione con l’Accademia del Flauto della Fondazione Accademia Internazionale di Imola “Incontri con il Maestro”.

Il secondo momento, invece, ha visto la deposizione di una corona da parte del sindaco Panieri con il presidente Anpi Salieri, ai vari monumenti dei luoghi simbolo della liberazione della città. Nel quartiere Pedagna (incrocio vie Puccini-Baruzzi), con la deposizione, da parte del primo cittadino, di una corona alla lapide a ricordo dei caduti e del contributo alla liberazione del territorio imolese del Gruppo combattimento Friuli. Poi a seguire, in via F.lli Rosselli, di fronte alla statua di Arman, il sindaco ha deposto una corona alla lapide a ricordo dei caduti e del contributo alla liberazione del territorio imolese della Brigata ebraica (a cui Bacchilega Editore ha dedicato un libro). Infine, nel Giardino Generale Anders (area verde di via Coraglia), Panieri ha deposto una corona al Monumento II Corpo d’Armata polacco e un mazzo di fiori al monumento dell’Orso Wojtek. 

Infine, alle ore 17, ora in cui la città fu ufficialmente liberata, al suono a festa del campanone del palazzo comunale, si sono ritrovate in piazza Matteotti, davanti al municipio, le autorità cittadine, a partire dal sindaco Marco Panieri, dal presidente del Consiglio Comunale, Roberto Visani, dal vice sindaco Fabrizio Castellari, dall’assessora all’Ambiente Elisa Spada, dall’assessore alla Cultura, Giacomo Gambi, dal presidente dell’Anpi Imola, Gabrio Salieri e dai vertici delle forze dell’ordine cittadine. (r.cr.)

Nella foto: il sindaco Panieri davanti alla lapide dedicata alla Brigata Ebraica

Imola ricorda la Liberazione del 14 aprile 1945, il sindaco Panieri: «Giornata importante per la città»
Cronaca 14 Aprile 2021

14 aprile 1945, oggi ricorre il 76° anniversario della Liberazione di Imola

Oggi, 14 aprile, ricorre il 76° anniversario della Liberazione di Imola.

Nel pomeriggio del 14 aprile 1945, dopo che alcune pattuglie in esplorazione si erano avvicinate alla città ormai lasciata libera dai tedeschi e dai brigatisti neri, arrivarono le truppe del II Corpo d’armata polacco, accolte da quei partigiani che stavano agendo all’interno della città per evitare ulteriori danni alla popolazione e dalla popolazione che, ancora incredula, ben presto si rese conto dell’accaduto e iniziò a festeggiare.

Una piccola bibliografia sul tema della Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza edita da Bacchilega Editore la potete trovare nei nostri uffici e nello shop online. (da.be.)

Foto dalla pagina Facebook del Cidra

14 aprile 1945, oggi ricorre il 76° anniversario della Liberazione di Imola
Cronaca 12 Aprile 2021

La città di Imola ricorda le vittime dell’eccidio di Pozzo Becca

Questa mattina, il Comune di Imola, insieme a quelli di Castel San Pietro Terme e di Medicina, con l’Anpi, ha ricordato oggi il 76° anniversario dell’eccidio di Pozzo Becca quando, due giorni prima della Liberazione, a Brigata nera di Imola e un reparto delle SS prelevarono numerosi prigionieri dalle carceri della Rocca e ne uccisero 16 dopo averli a lungo torturati. I cadaveri furono gettati nel pozzo dello Stabilimento ortofrutticolo Becca, in via Vittorio Veneto. Questi i nomi delle vittime: Bernardo Baldazzi, Dante Bernardi, Gaetano Bersani, Duilio Broccoli, Antonio Cassani, Guido Facchini, Mario Felicori, Paolo Filippini, Cesare Gabusi, Secondo Grassi, Ciliante Martelli, Mario Martelli, Corrado Masina, Domenico Rivalta (il solo imolese del gruppo, poi decorato con la Medaglia d’oro al valor militare), Giovanni Roncarati, Augusto Ronzani.

La cerimonia si è svolta senza la presenza di pubblico, poiché le normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus impediscono l’organizzazione anche delle cerimonie a ricordo della Liberazione. Ma non certo di tenere viva la memoria di quegli avvenimenti che fanno parte della storia della comunità. I sindaci Marco Panieri (Imola), Fausto Tinti (Castel San Pietro Terme) e Matteo Montanari (Medicina) insieme al presidente Anpi Gabrio Salieri hanno così deposto una corona alla lapide che ricorda le vittime dell’eccidio.  Subito dopo si è svolto l’intervento nell’ambito del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, che continua con l’omaggio ai martiri di Pozzo Becca nella performance della classe 5ATT “Alberghetti” del prof. Andrea Pagani con, in particolare, lo studente Filippo Faziani, che ha attaccato post it contenenti le riflessioni sull’episodio trasmesse in loco anche come messaggi vocali. Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Comune di Imola e dell’Anpi. (r.cr.)

Nella foto: la cerimonia di questa mattina a Pozzo Becca

La città di Imola ricorda le vittime dell’eccidio di Pozzo Becca
Cronaca 9 Aprile 2021

A Imola cerimonia per ricordare don Giulio Minardi

Sabato 3 aprile si è svolta una breve cerimonia in ricordo di don Giulio Minardi quale simbolo autentico di solidarietà e coraggio. Il sindaco di Imola, Marco Panieri, e il presidente dell’Anpi imolese, Gabrio Salieri, hanno deposto corone presso il busto eretto nel 2000 nel giardino dell’Istituto di Santa Caterina, in via Cavour.

Durante la Seconda guerra mondiale, il parroco imolese diede asilo a partigiani, perseguitati politici, ebrei e a militari disertori, ospitandoli nelle grandi cantine della canonica della chiesa del Carmine e in altre strutture religiose, salvando così loro la vita.

Nella foto: il busto in memoria di don Giulio Minardi 

A Imola cerimonia per ricordare don Giulio Minardi
Cronaca 8 Aprile 2021

Anpi e Comune di Imola ricordano i caduti partigiani di Ponticelli

Il sindaco Marco Panieri, Gabrio Salieri e Daniela Martelli per l’Anpi di Imola, nel pomeriggio di giovedì 1 aprile hanno deposto corone di alloro al monumento eretto nella piazza della frazione imolese di Ponticelli.

«A perenne memoria – recita l’iscrizione incisa sulla lapide – dei compaesani caduti sotto i colpi della ferocia nazi-fascista». La cerimonia si è svolta in forma ridotta, in ottemperanza alle normative in vigore per il contrasto alla diffusione del coronavirus. Otto i nomi scolpiti nel marmo: Dino Bertozzi, Settimio Biagi, Nazzaro Costa, Giuseppe Maccarelli, Antonio Manara, Battista Martelli, Silvio Poli e Luigi Trombetti. (r.cr.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’8 aprile.

Nella foto: la cerimonia in ricordo dei partigiani di Ponticelli 

Anpi e Comune di Imola ricordano i caduti partigiani di Ponticelli
Cronaca 4 Aprile 2021

Quando un post diventa luogo, la «Resistenza» dei ragazzi per «riabitare» la nostra città

In quest’anno così complesso è difficile progettare, creare e celebrare, perché ogni nostra azione sembra essere all’insegna del timore, della preoccupazione, del malumore, della disillusione. Le norme di precauzione hanno creato, necessariamente, misure restrittive che ci hanno separato dai nostri luoghi di affezione, così come dalle nostre comuni pratiche socializzanti, dalla scuola al tempo libero, straniandoci dalla nostra città, dai luoghi di cultura e di divertimento e in molti casi dai luoghi di lavoro, come se fossimo all’interno di un improbabile film distopico, senza sapere chiaramente quando potremmo tornare alla «normalità».

Di fronte a tale situazione il progetto Quando un Posto diventa un luogo che da alcuni anni, tramite Arte e Storia, accompagna – in occasione delle celebrazioni annuali della Resistenza – e dà vita con le Scuole ai luoghi simbolo della città, sembrava ragionevolmente saltato. In realtà però proprio l’indissolubile legame con il concetto di «Resistenza» ci ha messo nella condizione di riflettere e di renderci conto, invece, che quest’anno, più che mai, valeva la pena di mettere in atto un nuovo esercizio di memoria, di appartenenza e di recupero dello spazio umano e storico.

Dopo una prima idea di fare tutto on- line, abbiamo pensato che lo spazio andava ritrasformato in luogo, andava reso familiare anche alla luce dell’emergenza, e come abitarlo in sicurezza, dando rappresentanza dell’impegno dei ragazzi, se non con l’essenza della loro presenza: la voce e la memoria. Si stanno dunque raccogliendo le voci degli studenti di Imola che hanno aderito al progetto che oltre adottare con creazioni nuove il passato dei luoghi, stanno anche facendo una riflessione sul recente passato, che li ha visti vivere personalmente una libertà negata, chiedendosi «cosa mi ha tolto e cosa mi ha dato il Covid». Al contempo i nostri pensieri verranno anche trascritti in piccoli messaggi sui post-it, come facevano i partigiani, che in taluni casi riuscivano a improvvisare tipografie segrete per diffondere messaggi di libertà, così noi diffondere- mo le nostre riflessioni, rubate da brevi incontri on-line, attaccandole alla base dei monumenti in occasioni delle sobrie e simboliche celebrazioni. (Annalisa Cattani)

Approfondimenti e scuole coinvolte su «sabato sera» dell’1 aprile.

Quando un post diventa luogo, la «Resistenza» dei ragazzi per «riabitare» la nostra città
Cultura e Spettacoli 14 Gennaio 2021

Un museo della Resistenza nel centro di Imola, crowdfunding per sostenere il progetto Officine Re-Esistenti

La cooperativa Officina Immaginata, il Cidra, l’Anpi e l’Ic7, insieme a coop. Il Mosaico, le associazioni Noi Giovani, Libera contro le mafie e Bacchilega Editore, propongono il progetto Officine Re-Esistenti, che sarà sostenuto tramite un’azione di crowdfunding lanciata attraverso la rete e di interesse particolare per la nostra città. La campagna di finanziamento già attiva, il cui obiettivo è la raccolta di 7.500 euro, è diffusa anche, ma non solo, dalla piattaforma Produzioni Dal Basso (per la donazione clicca qui). Chi sosterrà finanziariamente il progetto riceverà un regalo a tema sulla Resistenza, proporzionato all’entità della donazione.

Il progetto ha l’obiettivo di rigenerare e riavvicinare la storia della Resistenza ai giovani, creando una rete che unisca il mondo della cultura al mondo del sociale come motori del coinvolgimento e della partecipazione giovanile con particolare attenzione alle categorie più fragili. Il tema della Resistenza è stato scelto perché porta con sé valori e principi rigeneranti importantissimi per i giovani, come la libertà, il collettivo, l’unione per obiettivi comuni e perché, per la città di Imola, l’identità dei suoi cittadini e del circondario ha un’importanza ed un valore speciale. Ed in tutto ciò il Cidra diviene la «casa» di questa storia e di questi valori, un luogo dove incontrarsi, intrecciarsi, progettare. Il Cidra però può anche essere «a porte aperte», un museo diffuso nella città ed in tutta la vallata del circondario imolese, che si districa tra borghi, case, natura, strade e piste ciclabili. Si può realizzare una mappa emotiva della Resistenza, per poi rivalutare luoghi e storie di vita del passato che ci appartengono ed ancora tanto ci insegnano e uniscono come società. Cuore pulsante sono i giovani che in questa rete trovano lo spazio esprimersi e per arricchirsi come individui e come collettivo. (r.c.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 14 gennaio.

Nella foto: allestimento nel museo del Cidra 

Un museo della Resistenza nel centro di Imola, crowdfunding per sostenere il progetto Officine Re-Esistenti
Cronaca 26 Settembre 2020

Iniziative a Sassoleone, Ca’ di Guzzo e Castel del Rio per ricordare la liberazione e la lotta partigiana

Varie iniziative in programma per ricordare Resistenza e liberazione in vallata. Oggi sabato 26 settembre a Sassoleone, alle ore 17.30, per commemorare il 76° anniversario dell’eccidio, nei pressi del monumento dove, dopo la benedizione del vescovo Giovanni Mosciatti, la sindaca Beatrice Poli e i bambini della scuola ricorderanno i caduti e offriranno i loro messaggi di libertà, pace e tolleranza.

Domani, domenica 27, a Sassoleone, alle 10.15, Santa messa in memoria dei caduti e deposizione di una corona al Cippo Ricordo, e iniziative a ricordo della battaglia di Ca’ di Guzzo, con camminata organizzata da Anpi e Cai in partenza dalla Curva del Montale alle ore 8.30 (info: Romano Bacchilega, tel. 335-6411488), ritrovo alle 9.45 e posa di una corona presso Ca’ di Guzzo e alla stele in memoria di Gianni Palmieri, incontro presso il monumento di Belvedere alle 11.15, con interventi di Enrico Alpi (Anpi Castel del Rio), Davide Cerè (Anpi Castel San Pietro), Alberto Baldazzi (sindaco di Castel del Rio) e Gabrio Salieri (Anpi Imola); alle ore 18.30, per ricordare la liberazione di Castel del Rio, verrà deposta una corona ai monumenti alla Resistenza e alla «Folgore». (r.cr.)

Nella foto: il cippo di Sassoleone in ricordo dell’eccidio del 1944

Iniziative a Sassoleone, Ca’ di Guzzo e Castel del Rio per ricordare la liberazione e la lotta partigiana
Cronaca 25 Aprile 2020

L'associazione Aned propone un corso online per chi vuole saperne di più sulle deportazioni nei lager nazisti

Annullati i viaggi a Mauthausen e tutte le celebrazioni per il 75° anniversario della liberazione dei campi nazifascisti per l’emergenza Coronavirus, l’Aned propone un corso online per chi voglia approfondire le proprie conoscenze sull’argomento. L’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti), nata su iniziativa dei sopravvissuti allo sterminio nazista, ha fra i suoi aderenti anche i familiari dei deportati e coloro che intendono studiare e divulgare, soprattutto tra i giovani, la storia del fascismo, della Resistenza e delle deportazioni nei Lager. Oltre alla sede nazionale a Milano dove si trova anche la Fondazione Memoria della Deportazione, Aned conta una trentina di sezioni in diverse città italiane.

La sezione di Imola fondata nel 1962 ha avuto come primo presidente Vero Vannini, partigiano deportato a Mauthausen. A lui succedette Vittoriano Zaccherini, partigiano deportato a Mauthausen, che ne è stato il presidente fino alla sua scomparsa nel 2015 quando ha raccolto il testimone Virginia Manaresi, a sua volta partigiana deportata a Bolzano, fondatrice della sezione Udi di Imola, che tuttora porta la sua testimonianza nelle scuole, e che dal 2017 ne è presidente onorario. Il suo incarico è stato assunto da Roberta Dall’Osso, figlia di Augusto, anch’egli partigiano e deportato a Mauthausen con il fratello Franco. (an.ma.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Nella foto sulla destra si riconosce Vittoriano Zaccherini

L'associazione Aned propone un corso online per chi vuole saperne di più sulle deportazioni nei lager nazisti

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