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Cronaca 16 Luglio 2021

Siccità e prelievi d’acqua, semaforo rosso per il Sillaro

Sebbene in questi giorni, come oggi, sono previste piogge, la siccità delle scorse settimane ha fatto rivedere alla Regione Emilia Romagna il sistema di gestione dei prelievi di acqua da fiumi e torrenti. Risultato? Un sistema a semaforo disponibile on line sul sito di Arpae operativo da lunedì 12 luglio fino al 30 ottobre. Nella mappa sono rosse le aree in cui sarà in vigore il divieto di prelievo, verdi quelle libere da vincoli. In giallo gli ambiti in bilico, dove si focalizza l’attenzione per la tutela del deflusso minimo vitale (Dmv), la quantità minima di acqua che contribuisce a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche e chimico-fisiche dei corsi d’acqua e dei fiumi e la sopravvivenza delle specie ittiche e delle altre forme di vita in essi presenti. In caso di semaforo giallo, dunque, il prelievo è ammesso nel rispetto del Dmv. Sono previste deroghe per assicurare l’irrigazione di soccorso alle colture.

La mappa sarà aggiornata al lunedì e al giovedì, dopo le ore 19. Con l’aggiornamento di giovedì 15 luglio, l’asta del fiume Santerno era «gialla» da Imola a Borgo Tossignano, «verde» più a monte. Semaforo «rosso», invece, per
il Sillaro a Castel San Pietro e per l’Idice a Ozzano Emilia (da Mercatale in su).

Nella foto: la nuova mappa con il sistema a semaforo aggiornata a giovedì 15 luglio

Siccità e prelievi d’acqua, semaforo rosso per il Sillaro
Cronaca 10 Giugno 2020

Siccità, nella Romagna occidentale già distribuiti oltre 21 milioni di metri cubi di acqua irrigua

La primavera 2020 è da considerarsi la più secca degli ultimi 70 anni, con un calo del 60% delle piogge che si va ad aggiungere al calo delle precipitazioni invernali che aveva già fatto registrare un -30%.
Parola del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, intervenuto nell’attività di fornitura di acqua per l’irrigazione già dal mese di febbraio (di norma la stagione irrigua “regolare” inizia a metà marzo e si conclude a fine ottobre).

«In dettaglio, per quanto riguarda la porzione di pianura della Romagna occidentale, sono già stati distribuiti circa 21 milioni di mc di acqua, il triplo rispetto al volume prelevato nel medesimo periodo dello scorso anno – spiega il Consorzio –. Di questi 21 milioni, oltre 4 milioni di mc sono stati immessi nelle reti interrate in pressione dalle centrali irrigue, un quantitativo quattro volte superiore rispetto al volume immesso in rete nel medesimo periodo dello scorso anno. I rimanenti 17 milioni sono stati distribuiti attraverso i canali».
Inoltre, «per quanto riguarda la collina, si segnala che gli invasi sono tutti attualmente pieni e in esercizio già dai primi giorni del mese di marzo – aggiunge l’ente –. Se l’andamento stagionale proseguirà con queste scarse precipitazioni, da gennaio a maggio solamente 70 mm di pioggia, nei mesi di luglio e agosto potrebbero subentrare dei problemi, quando le portate dei corsi d”acqua torrentizi si ridurrà al minino, per poi probabilmente azzerarsi a causa della carenza di piogge del periodo primaverile».

«Nonostante le piogge di questi ultimi giorni i problemi legati alla siccità in agricoltura permangono – commenta Alberto Asioli, presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale – . In questo contesto, il ruolo del Consorzio è sicuramente strategico per tutto il comparto agroalimentare del nostro territorio, perché stiamo sostenendo nel migliore dei modi le esigenze idriche delle aziende agricole, che diversamente rischierebbero di perdere le proprie produzioni rimaste, in alcuni casi anche già falcidiate da altre calamità naturali». (r.cr.)

Nella fotografia, la centrale irrigua San Silvestro

Siccità, nella Romagna occidentale già distribuiti oltre 21 milioni di metri cubi di acqua irrigua
Cronaca 3 Marzo 2020

Siccità e temperature alte mettono in crisi le colture

Sicuramente un bel vedere ma, dietro le piante di albicocchi e peschi fioriti nei campi in gennaio/febbraio, non c’è solo stupore e ammirazione, ma problemi seri per gli agricoltori e i consumatori. Un clima che cambia e che anticipa i periodi di fioritura delle piante fino a quattro settimane procura problemi alle orticole invernali, che ingialliscono per le temperature calde, riduce le rese causate dall’incremento delle malattie, crea carenza idrica, fa proliferare gli insetti che fanno solo danni. E, come se non bastasse, qualche giorno fa c’è stato anche un incendio in un terreno incolto nella zona di Borgo Tossignano. A prendere fuoco un ettaro di sterpaglia, vegetazione che, sicuramente, ha risentito della siccità.

Dunque, grande caldo e assenza di precipitazioni significative in un inverno bollente, con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi alla media storica, secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi ai mesi di dicembre e gennaio.

«Il clima mite può creare problemi – rileva Giordano Alpi, vice presidente della Coldiretti di Imola –, per questo in Romagna è stata richiesta l’irrigazione con acqua del Po con largo anticipo. La situazione è critica e l’Autorità distrettuale di bacino ha convocato per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione, anche perché non si prevedono precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%». (a.gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 27 febbraio

Siccità e temperature alte mettono in crisi le colture

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