Posts by tag: urbanistica

Economia 25 Aprile 2019

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello

Nuovi parcheggi per l’area a sud della stazione ferroviaria, un tratto di pista ciclabile e una nuova area verde: sono questi i consistenti interventi, che l’azienda Bestseller Italy Spa si è impegnata a realizzare in base alla nuova convenzione siglata con l’Amministrazione comunale. In cambio, vista la necessità di ampliare lo spazio espositivo all’interno della sede, la multinazionale danese ha acquisito da un’asta fallimentare una casa abbandonata di 400 metri quadrati in via Gramsci per adibirla a uffici. L”accordo prevede la modifica dell’asse viario che sarà orientato verso l’ingresso della stazione e si presenterà come viale alberato. Questo rotazione consentirà la realizzazione di 40 parcheggi al posto dei 15 presenti attualmente e di una pista ciclabile tangente la nuova recinzione, che si andrà a collegare a quella di via Gramsci realizzata già in parte dal Comune.

La multinazionale danese di proprietà della famiglia Holch Povlsen, miliardario, azionista anche di aziende leader dell’e-commerce (come la britannica Asos e la tedesca Zalando), produce e distribuisce in 45 paesi abbigliamento da donna, uomo e bambino, ed ha la sede operativa per l’Italia nell’edificio che si trova di fronte alla stazione ferroviaria castellana, dove oggi lavorano un’ottantina di dipendenti. L’edificio, in origine un vecchio mulino poi sede del Consorzio agrario, è stato ristrutturato una ventina di anni fa dall’architetto Francesco Coppola, che per un po’ vi portò anche la sede del suo Loop Design Center.

«Ricominciamo a lavorare con Bestseller dopo alcuni anni di stallo» ha ricordato il sindaco Fausto Tinti dopo l’incontro tenutosi nei giorni scorsi con Bjorn Iversen, amministratore delegato del gruppo Bestseller, l’assessore ai Lavori pubblici castellano Giuliano Giordani, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Angelo Premi e lo stesso architetto Francesco Coppola, progettista di Bestseller Italy Spa. Il progetto di ampliamento, infatti, era già stato oggetto di una convenzione diversi anni fa, poi si era fermato tutto per motivi dovuti sopratutto alla crisi economica generale e dell’edilizia.

«Finalmente, dopo un anno e mezzo di difficoltà, vediamo la luce, c’è futuro e possiamo continuare la nostra crescita – ha aggiunto Iversen -. Ora è il momento giusto per investire, per fare nuove assunzioni: ne sono previste qualche decina in Italia, di cui una decina qui a Castel San Pietro. Oggi in Italia Bestseller conta 37 negozi monomarca, a gestione diretta, ad insegna Jack & Jones, e si prefigge l’obiettivo ambizioso, condizioni di mercato permettendo, di arrivare fino a 150. La sede di Castel San Pietro, ospita anche la direzione della società Bestseller Stores che si occupa dei negozi Jack & Jones. Quindi ci serve più spazio. E, se questa positività continuerà, potremo completare anche il gradino successivo previsto dal progetto iniziale, con lo sviluppo dell’atelier». Oltre all’investimento su Castello, l’azienda ha preso in affitto un capannone di 1000 metri quadrati a Osteria Grande da adibire a magazzino.

«Come è avvenuto anche nel caso di altri recenti insediamenti o dello sviluppo di altre attività promossi da questa Amministrazione Comunale – ha tenuto a sottolinerare Tinti -, l’ampliamento di Bestseller avviene in modo sostenibile, attraverso il recupero di un edificio abbandonato che, in quanto tale, creava problemi ai cittadini residenti negli appartamenti adiacenti. E in più i vantaggi dell’espansione di questa impresa riguardano non solo Castel San Pietro Terme, ma anche Osteria Grande, dove viene trasferita una parte dell’attività, con l’utilizzo di un capannone vuoto».

Nelle foto un rendering panoramico con i lavori previsti dalla convenzione e l”incontro per la sigla della convenzione, da sinistra il sindaco Tinti, Iversen, Coppola, Premi e Giordani.

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello
Cronaca 25 Aprile 2019

L'ex chiesa di Montecalderaro diventerà proprietà comunale

L’ex chiesa di San Martino in quel di Montecalderaro diventerà di proprietà pubblica. Il passaggio di consegne dalla Diocesi di Bologna al Comune di Castel San Pietro è uno dei tasselli dell’accordo urbanistico siglato con l’Istituto per il sostentamento del clero (organismo della Cei con sedi diocesane) e approvato dal Consiglio comunale all’interno del Poc, che diventerà effettivo solo dopo il passaggio notarile definito «ormai prossimo» dal sindaco Fausto Tinti. Oltre a cedere l’ex chiesa l’Istituto ecclesiastico destinerà all’Amministrazione castellana un contributo di 40 mila euro per il restauro conservativo. In effetti oggi l’ex chiesa di San Martino è un rudere, affascinante, colmo di storia e caro ai castellani, ma pericolante. «Una volta perfezionata l’acquisizione sarà necessario definire l’intervento per la valorizzazione e messa in sicurezza compreso il giardino di competenza – conferma Tinti -. Il valore della ex chiesa di San Martino è puramente simbolico, legato essenzialmente alla Linea Gotica, a ciò che accadde e alla memoria dei fatti della Seconda guerra mondiale».

L’antica chiesa, dedicata al vescovo del Quarto secolo che con la sua carità avrebbe fatto fiorire la famosa estate alle soglie dell’inverno, fu distrutta dai bombardamenti tedeschi proprio durante l’ultima guerra mondiale. L’edificio allora era quello risultante dalla riedificazione ed ampliamento fatti nel 1699, come si legge sul sito web del Comune, dove la Pro Loco cittadina precisa che «la prima documentazione scritta riguardo la chiesa di San Martino è in un elenco del 1315. Il ritrovamento  in loco di materiale romano potrebbe datare la chiesa all’epoca antica, o perlomeno indica il riuso tipico dell’Alto medioevo, tra il 476 e l’anno 1000». (mi.mo.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: cerimonia davanti ai ruderi della chiesa a Montecalderaro

L'ex chiesa di Montecalderaro diventerà proprietà comunale
Cronaca 17 Aprile 2019

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice

Dopo lunghe vicissitudini sembra che per la piscina Conca Verde di Fontanelice, chiusa dal 2016, si veda la fine del tunnel. Il 15 aprile è scaduto il bando di gara, aperto sia a società che privati. Il Comune richiedeva un canone annuale di mille euro annui con la possibilità di usufruire delle attrezzature già presenti all’interno del complesso. Attrezzature lasciate da Geims, la società che per ultima aveva gestito la piscina, al termine del contenzioso con l’amministrazione. Il bando prevede una gestione di sei anni rinnovabili per altri sei.

Il sindaco di Fontanelice, Athos Ponti, per ora non si sbilancia: «Ci sono state due società che hanno partecipato al bando e fatto un’offerta al momento al vaglio della Centrale unica di committenza (il servizio associato del Circondario per la gestione delle gare d”appalto dei Comuni)». Sarà la Cuc ad occuparsi delle procedure di legge e a stabilire quale delle due aziende vincerà: «La commissione incaricata valuterà se le due società soddisfano i requisiti richiesti poi deciderà a quale delle due andrà la gestione».

I tempi dovrebbero essere piuttosto brevi: «Entro questa settimana spero di avere il nome della società vincitrice» conclude il sindaco. A quel punto la palla passerà nuovamente al Comune che con un atto assegnerà la piscina al nuovo gestore, sperando di mettere la parola fine al lungo periodo di inattività della Conca Verde.

Sarà la prossima amministrazione a dover decidere, invece, sul ristorante che si trova all’interno del parco, chiuso dal 2015 e sul quale grava un contezioso con la Città metropolitana per non aver rispettato i vincoli di un finanziamento da 187 mila euro. La sentenza in appello dovrebbe arrivare nel 2020. (re.co.)

Foto d”archivio della Conca Verde prima della chiusura (Isolapress)

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice
Cronaca 5 Aprile 2019

Partiti a Castel San Pietro i lavori per la costruzione del nuovo supermercato Pam al posto della concessionaria Fiat

Sono iniziati i lavori di costruzione del nuovo supermercato Pam Panorama. L’immobile che un tempo ospitava la Fiat, affacciato sulla via Emilia Ponente a 200 metri dall’incrocio con viale Roma, è stato demolito per far spazio ad un punto vendita di 1220 metri quadrati con parcheggio a raso. L’intenzione è completare il tutto ed aprire nella seconda metà del 2019, «abbiamo avuto dei ritardi, ma il cantiere dovrebbe finire entro l’estate» dice Giovanni Zordan, direttore immobiliare del Gruppo Pam.

L’accordo urbanistico raggiunto tra quest’ultimo, l’Amministrazione castellana e la Raggi Costruzioni rientra nei progetti di riqualificazione del Piano operativo comunale: «Gli accordi raggiunti ci stanno permettendo di mettere in atto tre anni di progetti per la città» dichiara il sindaco Fausto Tinti. «Vogliamo ampliare l’offerta commerciale e creare una fonte di occupazione, tutelando allo stesso tempo le realtà commerciali del centro storico attraverso azioni di mitigazione e sostegno» precisa. I posti di lavoro ipotizzati sono una trentina tra addetti alle vendite e ausiliari di cassa.

«Inoltre – afferma il direttore del customer engagement di Pam, Fulvio Faletra – verranno stretti legami con le attività del territorio, per portare le eccellenze locali sui nostri scaffali». E assicura: «Non ci saranno sovrapposizioni con il mercato dei commercianti del centro storico».

«Il cantiere utilizza le vie retrostanti la via Emilia per evitare di intralciare il traffico – aggiunge Zordan -, con l’impegno verso i residenti di ripristinare le condizioni delle strade a lavori terminati». Il nuovo supermercato verrà a trovarsi a ridosso di quella che sarà la rotatoria d’ingresso della città all’incrocio di viale Roma, collocandosi nell’ambito di un più ampio intervento urbanistico per la zona. Non a caso è prevista «una parte residenziale sul retro del supermercato – conclude Zordan. Questo ulteriore progetto è contenuto nella scheda normativa approvata nell’ambito del Poc, ma sarà costruito successivamente». (ri.ra.)

Nella foto Fulvio Faletra, Fausto Tinti e Giovanni Zordan

Partiti a Castel San Pietro i lavori per la costruzione del nuovo supermercato Pam al posto della concessionaria Fiat
Cronaca 20 Marzo 2019

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro

Terminati i lavori, da domani il voltone del Cassero su via Matteotti sarà nuovamente transitabile, ad annunciarlo è il Comune con una nota. “Ottimo risultato raggiunto nel rispetto dei tempi concordati – sottolinea il sindaco Fausto Tinti –, cosa importante sia per il commercio, sia per l’imminente weekend che vedrà la nostra città protagonista nelle Giornate Fai di Primavera”. 

Il Cassero è l’edificio simbolo di Castel San Pietro e il restauro del voltone è stato possibile grazie al contributo di 25mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola nell’ambito del programma Art Bonus, che copre buona parte l’importo complessivo pari a 30mila euro. “Il voltone – precisano dal Comune – è composto da tre campate, due delle quali con volta a crociera e la restante con solaio ligneo, scandite da archi e da pilastri uscenti dal filo del paramento murario. La struttura è interamente in laterizio ed ha dimensioni di circa 18 m in lunghezza per 4 o 6 m circa in larghezza. La superficie presentava fessurazioni, erosioni, scagliature, depositi, patine, alterazioni cromatiche e altri elementi di degrado”. 

L”intervento ha riguardato la volta e le pareti del passaggio carrabile di accesso a via Matteotti, quindi, per tutta la durata, un mese circa dallo scorso 19 febbraio, è stato necessario chiudere il passaggio, deviando la circolazione su una corsia creata appositamente in piazza Galvani sul lato esterno del Cassero, con sbocco in via Matteotti. 

L”intervento fa parte di un progetto complessivo presentato alla Soprintendenza che riguarda tutto l’edificio del Cassero, in futuro sono previsti anche “la messa in sicurezza e il restauro conservativo del corpo scala esterno e delle merlature della terrazza” aggiungono dal Comune. (r.cr.)

Nelle foto il prima e dopo i lavori al voltone del Cassero (foto fornita dal Comune di Castel San Pietro)

Domani riapre al transito il voltone del Cassero, terminati i lavori di restauro a Castel San Pietro
Economia 18 Marzo 2019

A Medicina 106 ditte a caccia dell’appalto per la nuova palestra della scuola media Simoni

«Per aggiudicarsi l’appalto della nuova palestra per la scuola media Giuseppe Simoni, hanno presentato un’offerta ben 106 ditte e consorzi, un numero che ovviamente ha allungato i tempi, ma stiamo aprendo le buste e a breve i lavori saranno aggiudicati». Il vicesindaco Matteo Montanari motiva così i tempi che si stanno allungando per l’avvio della ricostruzione da circa 1,6 milioni della palestra scolastica di via Gramsci.

I lavori prevedono l’adeguamento e messa a norma dell’edificio  (risalente al 1967) mediante demolizione e ricostruzione, da completare entro 270 giorni da parte della ditta vincitrice. Il Comune ha valutato che intervenire sull’esistente avrebbe comportato costi troppo alti su una struttura oggi poco funzionale per l’utilizzo sia delle scuole che delle associazioni sportive, in particolare pallacanestro e pallavolo. Da qui la decisione di procedere con la costruzione di una nuova palestra.

L’intervento prevede per prima cosa la demolizione dell’esistente da 650 metri quadri e la costruzione di un nuovo edificio con tetto in legno lamellare da circa 1190 metri quadrati, in pratica quasi un raddoppio, su tre blocchi distinti ma collegati tra loro. Per le risorse necessarie ha potuto mettere in campo circa 300 mila euro dallo Stato, ovvero dalla programmazione nazionale per l’edilizia scolastica, altri 500 mia dalla Regione e 800 mila euro di fondi propri. (l.a.) Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” del 14 marzo. 

Nella foto Matteo Montanari

A Medicina 106 ditte a caccia dell’appalto per la nuova palestra della scuola media Simoni
Cronaca 14 Marzo 2019

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani

Accordo raggiunto tra Comune e associazioni di categoria di commercianti e artigiani per la riqualificazione e revisione dei parcheggi e della viabilità nelle piazze Galvani e Martiri Partigiani. Un intervento che seguirà i lavori attualmente in corso sul voltone del Cassero, con l’obiettivo di riordinare e rendere più fluido il traffico in una zona all’ingresso del centro storico. Mettendo così la parola fine a vari tentativi, più o meno parziali, succedutisi negli ultimi sette anni.

Arrivare ad un risultato non è stato facile neppure questa volta, dato che la discussione sul progetto ha riaperto la faida castellana sulla pedonalizzazione del centro. In un primo momento, infatti, la Giunta del sindaco Fausto Tinti, da sempre favorevole alla chiusura di via Matteotti dal Cassero alla cosiddetta Montagnola (al sabato pomeriggio), aveva proposto di vietare del tutto al transito piazza Martiri Partigiani, quella adiacente l’ex stazione delle corriere. Però, dopo un confronto con Confesercenti, Ascom-Confcommercio, Cna e Confartigianato, è stato fatto un passo indietro. «Ci è stato chiesto di sospendere la pedonalizzazione di piazza Martiri Partigiani fino alla riqualificazione dell’ex autostazione. Ad oggi non sappiamo ancora quale destinazione avrà l’immobile e la richiesta ci è sembrata legittima» spiega il sindaco.

Nel frattempo, per le piazze Galvani e Martiri Partigiani sono previsti alcuni cambiamenti rispetto alla conformazione attuale. Innanzitutto, per quanto riguarda la viabilità, cambierà il senso di marcia nel breve tratto di collegamento con il parcheggio di via Oberdan, che diventerà solo in ingresso mentre oggi è, al contrario, solo in uscita. Poi verranno rivisti i parcheggi, i posteggi dei taxi traslocheranno nello spazio di fronte all’ex autostazione (saranno disegnati verso il giardino pubblico), sul lato opposto troveranno posto nuovi posteggi per le moto e uno spazio per il carico e scarico commerciale.

I parcheggi di piazza Galvani saranno ridisegnati perpendicolarmente e saranno separati dal Cassero da quattro metri di pavimentazione in porfido che darà profilo e continuità all’area. L’intervento prenderà il via fra aprile e maggio. (mi.mo.) 

Altri particolari nell’articolo completo sul “sabato sera” del 14 marzo. 

Nelle foto le piazze Galvani e Martiri Partigiani oggi

Accordo tra Comune di Castello e commercianti per il restyling delle piazze Galvani e Martiri Partigiani
Cronaca 8 Marzo 2019

Infrastrutture, confermata la manifestazione per lo sblocco degli investimenti e il futuro dell’Emilia Romagna

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha convocato per il 20 marzo al Mit il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, per “condividere la nuova proposta progettuale del Passante di Bologna elaborata dal Ministero e discutere di infrastrutture e sviluppo della Regione Emilia Romagna”. Una buona notizia dopo tanto silenzio, ma questo non cambia quanto previsto per domani: confermata la manifestazione pubblica dalle 10 alle 12, nella sala Maggiore del palazzo dei Congressi, in piazza della Costituzione, nel capoluogo regionale, d’intesa con tutte le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali. Un evento nato a sostegno, per l”appunto delle infrastrutture, degli investimenti e dello sviluppo della regione, per chiedere lo sblocco di investimenti e progetti già approvati.

Ad iniziare dal passante di Bologna, dalla bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, dall’autostrada regionale Cispadana. Opere, queste ultime, che da sole valgono qualcosa come 2,5 miliardi di euro. Opere in gran parte già cantierabili, la cui realizzazione, condivisa con le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali, è ritenuta strategica per un territorio a forte vocazione manifatturiera e turistica com’è appunto l’Emilia Romagna. Ma su questi progetti – motivano i promotori – negli ultimi mesi si è determinata una difficile interlocuzione con il Governo e, in particolare, con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Abbiamo cercato ostinatamente un tavolo di confronto – afferma il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini -. Ma sono ormai mesi che siamo in totale assenza di fatti concreti, solo rinvii. E questo non è uno sgarbo a me o a qualcun altro, ma alle istituzioni, ai territori e alle comunità locali». Bonaccini, spalleggiato da Città metropolitana, Comune di Bologna, associazioni d’impresa, Comuni dell”area e organizzazioni sindacali, ha avviato un pressing costante sul Ministero che ora, pare, aver portato almeno a fissare una data di incontro.

Nella foto la sottroscrizione in municipio a Imola del protocollo d’intesa il 11 dicembre 2017 che prevedeva importanti investimenti per migliorare la viabilità (come il completamento della bretella di Imola e diverse rotonde anche a Castel San Pietro), opere anch’esse bloccate 

Infrastrutture, confermata la manifestazione per lo sblocco degli investimenti e il futuro dell’Emilia Romagna
Cronaca 6 Marzo 2019

Il sindaco castellano Tinti sogna un «piano per la casa pubblica» con l’approvazione del Poc

«Il 21 marzo andremo in Consiglio comunale con il Poc adottato un anno fa. Mi piacerebbe collegare all’approvazione un ordine del giorno che evidenzia la necessità di migliorare gli alloggi Erp, un “piano per la casa pubblica” da accompagnare alla graduale crescita residenziale prevista per Castel San Pietro». Il sindaco Fausto Tinti si appresta ad uno degli atti culminanti di questi cinque anni di mandato e parla di una proposta che sa già di futuro, oltre la scadenza delle prossime amministrative del 26 maggio. «La mia idea è legare quanto verrà introiettato dal Comune alla riqualificazione e recupero degli appartamenti Erp».

Un sogno che, nelle corde di Tinti, sarebbe a vantaggio di tutti: «Da un lato le case per i privati, il ceto medio, le persone che lavorano, dall’altro potremmo intervenire su quelle periferie sociali ed economiche, presenti anche a Castel San Pietro, perché anche chi fatica ad avere una casa in proprietà possa comunque averne una decorosa. Tra l’altro si valorizzeranno nel contempo dei beni comunali, gli alloggi Erp». Per riuscire nell’impresa l’intenzione non è quella di investire gli oneri di urbanizzazione, come si potrebbe pensare, bensì utilizzare tutta o quasi la quota di capacità edificatoria (minimo il 20%) che coloro che realizzano del residenziale devono cedere obbligatoriamente al Comune, in gergo Cec (da non confondere con l’Ers, l’edilizia residenziale sociale, altra quota come minimo del 20% per cento che può comprendere affitto o vendita convenzionata, cioè ad un costo ridotto e concordato con l’ente locale). Non trattandosi di case già fatte o che il Comune deve poi costruire, il sindaco Tinti è convinto che sarà un’offerta appetibile per le imprese e per i privati approfittarne, quindi l’ente locale potrà rivenderla facilmente e ottenere le risorse poi da destinare agli alloggi popolari.

Il «piano case» non prevede nuove costruzioni. «Penso piuttosto a recuperare l’esistente, come le tre palazzine di case popolari di via Tanari, dove una è stata chiusa perché inagibile e le altre vanno assolutamente riqualificate. Si tratta di edifici di cinquanta o sessant’anni occorre metterci mano. Anche le persone più fragili devono avere garanzia di abitare bene a Castel San Pietro».

Il Poc che andrà in approvazione ricalca sostanzialmente quello adottato poco più di un anno fa a fine 2017. Per quanto riguarda il residenziale «garantirà a Castel San Pietro di continuare a crescere gradualmente». Il numero degli alloggi presenti è aumentato un po’, passando da 548 a 570. 

Altri particolari nell”articolo completo sul “sabato sera” del 28 febbraio.

Nella foto il sindaco Tinti mostra le mappe urbanistiche del Poc

Castel San Pietro

Il sindaco castellano Tinti sogna un «piano per la casa pubblica» con l’approvazione del Poc
Cronaca 20 Febbraio 2019

Pezzi di cornicione cadono a terra sul marciapiede in piazza Bianconcini a Imola

Alcuni pezzi di cornicione questa mattina si sono staccati e sono caduti a terra in piazza Bianconcini, all’altezza del marciapiede davanti ai civici 19-20, il lungo immobile che vede al piano terra locali e negozi e sopra appartamenti. Sono stati chiamati i vigili del fuoco che hanno allertato in supporto la polizia municipale per poter bloccare per un po’ la strada e procedere con il controllo del cornicione.

«Abbiamo ricevuto la telefonata e siamo intervenuti alle 10.40» raccontano i vigili del fuoco. «Abbiamo rimosso il pericolo immediato, ovvero 3-4 manufatti da circa un chilo l’uno, dei pezzi architettonici applicati sotto il cornicione, nella parte a sbalzo, che erano staccati». Per fortuna non sono subito caduti questi ma solo dei pezzetti.

«Area sicura ha fornito i materiali per mettere le transenne nella zona del marciapiede alcune parti sono provvisoriamente non transitabili ma è comunque garantito l’accesso ai negozi e alle abitazioni – aggiungono dalla municipale -. Non c’è una situazione di pericolo immediato però la necessità di prevenire eventuali pericoli. Gli amministratori del condominio sono stati avvertiti e hanno detto che già nel pomeriggio faranno intervenire una ditta per mettere a posto grondaia e cornicione».  

In casi come questo sono i vigili del fuoco i primi ad intervenire per eliminare il pericolo immediato, poi inviano una lettera-parere a Comune e proprietà (o amministratori nel caso di condomini) con la richiesta di mettere in sicurezza, poi tocca al Comune, nel caso fare l’ordinanza e intimare alla proprietà di fare i lavori di messa in sicurezza. (l.a.)

Pezzi di cornicione cadono a terra sul marciapiede in piazza Bianconcini a Imola

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