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Imola 15 Novembre 2019

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario

Quello di mercoledì è stato davvero l”ultimo consiglio comunale del mandato amministrativo. La presidente del Consiglio, Stefania Chiappe, ha infatti escluso la possibilità della convocazione di un Consiglio straordinario per l”approvazione della variante 3 al Rue prima dello scioglimento dell”assemblea cittadina, che avverrà lunedì 18 novembre, allo scadere dei 20 giorni dalle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi, quando le stesse diventeranno definitive come da normativa.

La presidente ha inviato ieri una dettagliata risposta alla Giunta e ai consiglieri comunali, nella quale si informa in sostanza che tutte le valutazioni fatte dal segretario generale e dagli uffici competenti sulle condizioni che avrebbero giustificato la convocazione del consiglio straordinario urgente hanno dato esito negativo. Innanzitutto, come specificato nella lettera, il segretario generale ha comunicato che «non sussistono termini perentori di legge per approvazione atto di variante». Stesso esito poi per quanto riguarda la verifica della presenza di «cause di pregiudizio per il Comune o per la cittadinanza» che giustificherebbero la convocazione d”urgenza del Consiglio. Infine, Stefania Chiappe comunica di essersi «confrontata con la Prefettura di Bologna rispetto alla valutazione necessaria per il riconoscimento di una situazione urgente e indifferibile in base alla quale accogliere la richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale e si è convenuto che non si rileva nessun elemento che riconduca ad urgenza e/o indifferibilità».

In conseguenza delle verifiche svolte, la presidente conclude che la richiesta di convocazione deve essere accolta, ma «senza motivi d”urgenza». E poiché ai sensi della normativa vigente il termine di convocazione è di 20 giorni, la stessa Chiappe assicura l”impegno a portare all”attenzione del Commissario prefettizio che sarà nominato a partire dal 19 novembre «la richiesta di convocazione e auspicare che la delibera della variante 3 al Rue sia dallo stesso approvata entro il primo dicembre 2019, ossia entro i 20 giorni di cui sopra». (r.cr.)

Nella foto da sinistra il vicepresidente del Consiglio comunale Fabrizio Castellari e la presidente Stefania Chiappe durante l”ultimo consiglio comunale

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario
Cronaca 11 Novembre 2019

Giunta spaccata sulla Variante 3 al Rue in Consiglio. Cavina, Frati e Resta contro la sindaca

Giunta spaccata sull’inserimento della Variante 3 al Rue nell’ordine del giorno della prossima -e ultima prima dello scioglimento- seduta del Consiglio comunale, convocata per dopodomani. 

Contro la decisione di non discutere la delibera e a fianco dell’Aite-Associazione imolese tecnici edili si schiera prima di tutto il vicesindaco Patrik Cavina: «Ritengo doveroso che si inseriscano nell’ultima seduta utile del Consiglio comunale tutti quegli elementi e proposte passati dalla Giunta e rimasti a metà – scrive, in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook sabato scorso –. In particolar modo la questione del Rue, che per un senso di responsabilità e impegno verso Imola, i suoi cittadini e l”imprenditoria locale non possiamo lasciare tra gli atti affidati al commissario prefettizio rischiando un periodo di stallo del settore nocivo per la città. Ho espresso più volte in Giunta e al Segretario comunale la necessità di portare ogni delibera rimasta incompleta in Consiglio comunale, Rue compreso. È il senso di responsabilità ed il nostro impegno per Imola che ce lo impongono, quelli che hanno sempre mosso il nostro lavoro in questo anno e mezzo di amministrazione».

A dargli man forte è l’assessore al Bilancio Claudio Frati: «Per rispetto dei nostri concittadini ritengo necessario portare in Consiglio tutto ciò che di buono è stato fatto e aspetta solo di essere approvato – commenta, anche lui attarverso un post sui social –. Parlo per esempio del regolamento per i consigli territoriali che è un tassello importante per il bilancio partecipativo in partenza nei prossimi giorni e parlo per esempio del Rue, che ha recepito le osservazioni delle associazioni del territorio».

Della stessa idea è l’assessore all’Istruzione Claudia Resta: «Abbiamo delle responsabilità nei confronti dei cittadini, e anche se le improvvise dimissioni del sindaco non sono dipese da noi stiamo facendo tutto il possibile per approvare gli ultimi atti necessari al buon funzionamento della città – aggiunge, sempre su Facebook –. Sono convinta che ogni delibera deve essere portata in Giunta e in Consiglio prima del periodo di commissariamento nel quale molte azioni potrebbero essere bloccate. Il Rue deve essere necessariamente portato e approvato in questo ultimo Consiglio comunale altrimenti si creeranno inevitabili difficoltà a coloro che lavorano nell’ambito dell’edilizia. Lo dobbiamo ai cittadini, ai professionisti che lavorano nel settore edile e agli imprenditori».

«Imola bloccata – è il commento di Carmela Cappello, capogruppo di “Imola guarda avanti” –. Se gli assessori ancora in carica si dimostrano irresponsabili e l”amica della sindaca, assessora Freddi, non si deciderà entro domani ad inserire la variante al Rue fra i punti del prossimo Consiglio comunale, ci sarà battaglia. Perché il bene della città viene prima degli interessi personali della prima cittadina». (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il vicesindaco Patrik Cavina e l”assessore Claudia Resta in Consiglio comunale prima della seduta del 29 ottobre

Giunta spaccata sulla Variante 3 al Rue in Consiglio. Cavina, Frati e Resta contro la sindaca
Cronaca 11 Novembre 2019

L'Aite scrive alla presidente del Consiglio comunale: «Approvare urgentemente la Variante 3 al Rue»

Dopo il Partito democratico all’indomani della conferenza dei capigruppo di venerdì scorso, anche l’Aite-Associazione imolese tecnici edili torna a chiedere a gran voce l’inserimento urgente della variante 3 del Rue nell’ordine del giorno della prossima -e ultima prima dello scioglimento- seduta del Consiglio comunale, convocata per mercoledì 13 novembre.

«La straordinarietà della situazione creatasi con le dimissioni del sindaco rischia di provocare un danno ai tecnici, alle imprese e ai cittadini della nostra città – scrive Giovanni Baruzzi, presidente dell”Aite, in una lettera inviata alla presidente del Consiglio Stefania Chiappe –. La modifica delle norme relative al Rue ci era stata promessa dall”Amministrazione comunale in più occasioni. Sappiamo inoltre che la delibera ha avuto il parere di regolarità tecnica da parte degli uffici ed è pronta per la sua definitiva approvazione».

Insomma, «al di là delle questioni politiche, alle quali la nostra associazione non è interessata e per le quali non esprimiamo alcun parere, crediamo che il bene della città debba essere messo davanti ad ogni altra questione – aggiunge Baruzzi, anticipando che una delegazione dell’associazione sarà presente in aula –. Ciò anche al fine di evitare ulteriori contenziosi con i cittadini che si vedranno costretti a valutare giudizialmente azioni per il recupero del danno erariale indotto in caso di mancata chiusura del procedimento amministrativo mediante l’approvazione definitiva della delibera». (r.cr.)

Il primo appello dell”Aite (5 novembre)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la presidente del Consiglio comunale Stefania Chiappe

L'Aite scrive alla presidente del Consiglio comunale: «Approvare urgentemente la Variante 3 al Rue»
Cronaca 9 Novembre 2019

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'

Non c”è pace per la Variante 3 al Regolamento urbanistico ed edilizio. La novità introdotta dall”allora assessore all”Urbanistica Minorchio e votata dalla maggioranza 5Stelle in giugno è operativa ma in attesa del definitivo voto di approvazione. Ieri durante la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per decidere quale sarebbe stato l’ordine del giorno del prossimo e ultimo Consiglio Comunale dell’era Sangiorgi, previsto per la prossima settimana, il punto è stato cassato.

La notizia ha allarmato il presidente dell”Aite Giovanni Baruzzi: “Se così fosse tale atto sarà rimandato al commissario prefettizio oppure, con maggiori probabilità, affidato al nuovo sindaco se così fosse resterebbe dimostrato lo scollamento tra la politica, anche amministrativa, e l’interesse e la volontà democratica dei cittadini”. L”Aite è l”associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario. Da quando la Variante è stata adottata si è mobilitato per presentare alcune correzioni, in particolare ai vincoli draconiani introdotti sui locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. L”obiettivo dichiarato da Minorchio era evitare abusi ma l’unico effetto è stato di bloccare i nuovi progetti residenziali. La stessa sindaca Sangiorgi e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano impegnate nelle scorse settimane verbalmente a cambiare gli articoli in questione. Anche le controdeduzioni arrivate come di prassi hanno tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettare le norme regionali in materia. 

Gli stessi tecnici del Comune di Imola avevano presentato in Commissione gli articoli con le modifiche recepite, in sostanza si ritornava al documento precedente l”adozione. Mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi il 29 ottobre. La seduta, però, durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e a quel punto l’assessora Freddi ha deciso di ritirare la delibera. «Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizzava Baruzzi a “sabato sera” – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola».

Marco Panieri, segretario dei dem imolesi, non usa mezzi termini. Già durante il Consiglio comunale ha attaccato l”assessora Freddi chiedendo le motivazioni per il ritiro. Ieri ha dichiarato deciso: “La sindaca e la Giunta 5 Stelle continuano a tener bloccata la nostra città” e ha aggiunto “dopo le richieste delle associazioni e la commissione urbanistica persistono in questa linea solo per compiere l”ennesimo dispetto nei confronti della città. Quanta irresponsabilità e inadeguatezza. (r.cr.)

Nella foto la Giunta e Marco Panieri

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'
Cronaca 7 Novembre 2019

L'appello dell'Aite alla Giunta e al Consiglio comunale: «Approvate la variante 3 al Rue prima del commissariamento»

L’Aite, associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario, torna a esprimersi sulla variante 3 del Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue), adottata dal Consiglio comunale lo scorso 18 giugno. Una variante che, come ha spiegato sul «sabato sera» del 5 settembre il presidente dell’Aite Giovanni Baruzzi, introduceva anche vincoli sui cosiddetti locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. La novità era stata introdotta dall’allora assessore all’Urbanistica Massimiliano Minorchio con l’intento di contrastare gli abusi edilizi, ma di fatto, spiegava Baruzzi, operava un «processo alle intenzioni», con l’unico effetto di bloccare i nuovi progetti residenziali.

Novità peraltro in contraddizione con le norme previste dallo stesso Rue. Ma, come prevede la legge, una volta adottata, la variante va comunque applicata, anche se l’iter di approvazione è ancora in corso. Lo scorso 6 settembre la sindaca e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano poi impegnate verbalmente con l’Aite a cambiare gli articoli in questione. Le controdeduzioni arrivate in seguito hanno quindi tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettar ele norme regionali in materia.

Per tagliare il traguardo mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi nella seduta dello scorso 29 ottobre. La stessa durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e durante la quale l’assessora Freddi ha ritirato dall’ordine del giorno la discussione sulla delibera che avrebbe recepito le modifiche alla variante, suscitando tra l’altro le proteste della minoranza dem. Ora l’Aite, attraverso una lettera aperta, si rivolge di nuovo all’Amministrazione con una richiesta precisa: inserire l’approvazione della variante modificata nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale,l’ultimo utile prima dell’arrivo del commissario che dovrà prendere le redini del governo cittadino fino alle prossime elezioni. La data, al momento,non è ancora stata fissata, ma sarà sicuramente entro il 18 novembre.

«Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizza Baruzzi – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola. Difficilmente, infatti, il commissario approverà una variante al Rue, quindi il tutto potrebbe slittare di oltre un anno. Assieme al presidente del Tavolo delle imprese ci siamo appellati verbalmente al vicesindaco, ottenendo “condivisione e collaborazione”. Speriamo…». (lo.mi.)

Nella foto i banchi della Giunta (in primo piano il vicesindaco Patrik Cavina) durante il Consiglio comunale del 29 ottobre, quando la sindaca Manuela Sangiorgi ha formalizzato le dimissioni

L'appello dell'Aite alla Giunta e al Consiglio comunale: «Approvate la variante 3 al Rue prima del commissariamento»
Cronaca 27 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni

Contenere l”aumento rispetto al massimo consentito dalla normativa regionale e introdurre una serie di riduzioni per promuovere il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio dentro al centro urbano del capoluogo e per aiutare imprese e frazioni. Queste, in sintesi, le scelte fatte dall”Amministrazione di Medicina in tema di oneri di urbanizzazione e approvate dal Consiglio comunale nei giorni scorsi. La delibera, che interviene su una materia che da quasi vent”anni non subiva adeguamenti, introduce le modifiche rese necessarie al fine di adempiere alle disposizioni della nuova legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna.

Nel dettaglio, queste sono le principali novità contenute nell”atto approvato: per quanto riguarda le nuove costruzioni, il Comune di Medicina le disincentiva fuori dal territorio urbanizzato, ma provvede a calmierare l”aumento regionale che prevedeva un aumento fino a tre volte l”ammontare degli oneri di urbanizzazione precedenti; passando alle frazioni, gli oneri vengono ridotti del 30% sulle abitazioni (escludendo però Ganzanigo e Villa Fontana) e si prevede un”agevolazione per le attività produttive; a tutti gli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana si applica una riduzione del contributo di costruzione pari al 35%; le nuove residenze destinate agli anziani e le strutture socio-sanitarie risultano agevolate con la riduzione del 30% sugli oneri di urbanizzazione secondari; sempre del 30% è anche la riduzione per i nuovi edifici costruiti con elevati standard qualitativi e di efficienza energetica; infine, riduzioni sono previste per il piccolo commercio.

L’obiettivo di massima, dunque, è incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il piccolo commercio e gli artigiani, mentre tutte le agevolazioni hanno lo scopo di sostenere la qualità e lo sviluppo sostenibile del territorio. «Lo scopo – conferma il sindaco Matteo Montanari – è favorire la rigenerazione e riqualificazione dell’edilizia per ridurre il consumo di suolo alla base della nuova legge regionale e favorire le zone periferiche». (r.cr.)

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni
Cultura e Spettacoli 12 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante la presentazione della nuova assessora all’urbanistica Paola Freddi la scorsa settimana aveva sottolineato come si trattasse di una priorità su cui lavorare, e in fretta. «I nostri tecnici hanno studiato varie simulazioni, che rappresentano anche delle scelte politiche se vogliamo sgravare, ad esempio, i costi per le ristrutturazioni del centro storico, tenendo sempre d’occhio le entrate del Comune». Si tratta della delibera per modificare e adeguare alle esigenze del territorio, per quanto possibile, i nuovi valori degli oneri di urbanizzazione. La legge regionale approvata nel 20 dicembre scorso prevede un adeguamento, ovvero un aumento, che per Imola significa il massimo possibile dato che il comune rientra nella prima fascia.

Gli oneri sono, in estrema sintesi, la quota da versare al Comune per i servizi, fogne, illuminazioni, verde, eventuali oneri secondari e i costi di costruzione. Gli enti locali possono, in parte, incidere sui vari parametri approvando la relativa delibera entro il 30 settembre. Una corsa contro il tempo. Dozza è già a posto e pure Castel San Pietro seguirà a ruota. Imola ha pronto il documento ma deve ancora passare al vaglio della Commissione consiliare urbanistica e ambiente fissata per domani, 13 settembre, poi potrà approdare in Consiglio comunale per l”approvazione definitiva.

Quali le scelte dell”Amministrazione Sangiorgi? Ridurre “i valori unitari di urbanizzazione primaria e secondaria relativi alle attività produttive e turistico-ricettive” anticipa una nota del Comune con l”obiettivo di “alimentare il possibile indotto sul territorio”. Inoltre, si intende dimezzare il parametro “area dell”insediamento all”aperto” per promuovere e favorire la realizzazione di impianti scoperti per la pratica sportiva in aree private ma solo per determinate attività sportive, quali equitazione, tennis, paddle, calcio, ciclismo e nuoto. Una decisa sborciciata ai costi è promessa anche per la monetizzazione di verde pubblico e parcheggi e del 30% dell”urbanizzazione primaria e secondaria per le frazioni di Ponticelli, San Prospero, Sasso Morelli e Sesto Imolese “nell’intento di favorire il mantenimento dei servizi presenti e consolidare lo sviluppo delle frazioni più grandi e maggiormente abitate”.  

Un occhio di riguardo è promesso anche in caso di recupero e riuso di immobili dismessi ed interventi di riqualificazione del patrimonio esistente nei centri storici e negli ambiti di Psc soggetti a riqualificazione, nonché alle attività industriali ed artigianali collocate in aree ecologicamente attrezzate, con una particolare attenzione per le tettoie destinate a depositi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti connesse ad attività produttive.

Infine, abbattuti del 20% i valori unitari in caso di interventi di edilizia residenziale sociale “al fine di favorire nuovi alloggi a prezzi calmierati per le fasce della popolazione a basso reddito”. (l.a.)

Nella foto Imola dall”alto (Isolapress)

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni
Cronaca 12 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, Dozza e Castel San Pietro sono pronti, “sconti' per le riqualificazioni

A breve i parametri in base ai quali vengono calcolati gli oneri di urbanizzazione subiranno un adeguamento. Lo richiede una legge regionale approvata nel 20 dicembre scorso. Gli oneri riguardano, in estrema sintesi, la quota da versare al Comune per i servizi, fogne, illuminazioni, verde, eventuali oneri secondari e i costi di costruzione. La nuova norma discende da una sollecitazione della Corte dei Conti che ha evidenziato come il valore in Emilia Romagna fosse fermo al 1998. Da qui la decisione di rivedere tutto al rialzo, dando la possibilità agli enti locali di incidere su vari parametri per adegurli alle esigenze dei territori. Una possibilità che vale, però, solo per chi approva la relativa delibera entro il 30 settembre. Una corsa contro il tempo che il Comune di Dozza ha vinto prima di tutti gli altri del circondario approvando la delibera il 3 settembre. Castel San Pietro lo seguirà a ruota con il documento approda nell”aula del Consiglio comunale questa sera, 12 settembre.

«Ogni modifica introdotta è stata attentamente ponderata e ha lo scopo di promuovere l’attrattività del territorio tenendo in debita considerazione gli aspetti di natura ambientale ed economica» precisa il sindaco Luca Albertazzi. Per prima cosa si è scelto di «posizionare Dozza in terza fascia (la stessa alla quale apparteneva in precedenza, ndr), e non in seconda come prevedeva la legge» dal momento che «i comuni sulla via Emilia passano automaticamente ad una categoria superiore», con un aumento considerevole degli oneri di urbanizzazione. Dozza ha deciso, soprattutto, di tenere bassi i valori per le riqualificazioni urbane, sia per l’edilizia residenziale che nel produttivo. «Se credi nel consumo di suolo zero non puoi perdere occasioni». Oneri bassi anche per gli insediamenti sportivi «qualunque sia lo sport» precisa Albertazzi.

A Castello la scelta è analoga a quella dozzese, seppur con alcune varianti dovute alle caratteristiche diverse dei due territori. Per prima cosa l’Amministrazione ha deciso di rimanere in seconda fascia, dato che la nuova norma la passava in prima, la stessa di Imola, per capirci, che ovviamente prevede i valori massimi di costo per chi vuole costruire. Poi è stato inserito «uno sconto del 15 per cento sugli oneri per le aree di espansione nel territorio non urbanizzato- spiega il sindaco Fausto Tinti-, mentre per quanto riguarda il territorio urbanizzato abbiamo premiato con delle scontistiche che arrivano fino al massimo possibile nel caso delle riqualificazioni, adeguamento energetico e riutilizzo e recupero delle abitazioni o del produttivo esistente». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto l”asse della via Emilia da Toscanella verso Castel San Pietro (Isolapress)

Oneri di urbanizzazione, Dozza e Castel San Pietro sono pronti, “sconti' per le riqualificazioni
Cronaca 5 Settembre 2019

Imprese e tecnici chiedono alla sindaca Sangiorgi il ritiro della variante 3 al Rue. Domani un incontro in municipio

E’ in programma per domani pomeriggio, venerdì 6 settembre, in municipio, un incontro convocato dalla sindaca Manuela Sangiorgi per discutere della contestata variante n. 3 al Rue. Il vertice, oltre alla sindaca e all’ingegnere Fulvio Bartoli del Comune, prevede anche la presenza dell”assessora allo Sviluppo economico Paola Freddi, fresca di nomina in sostituzione del dimissionario Massimiliano Minorchio, e dei tecnici dell”Aite (Associazione imolese tecnici edili) che nei giorni scorsi hanno espresso in maniera sostanzialmente concorde forti critiche proprio sulla variante, chiedendone formalmente il ritiro.

Un parere negativo condiviso anche dal Tavolo delle associazioni imprenditoriali del Circondario imolese che, proprio oggi, hanno inviato anch”esse una richiesta di immediato ritiro della variante, provvedimento ritenuto «illegittimo e foriero di danno economico per le imprese e per le famiglie imolesi». «Questa variante – dichiara il presidente del Tavolo e vice presidente di Confartigianato, Gianfranco Montanari -, è stata decisa dall’Amministrazione comunale senza alcuna partecipazione dei tecnici e delle imprese che a Imola operano nel settore edilizio e urbanistico, i quali avrebbero potuto certamente contribuire evidenziando le forti criticità di un provvedimento che, oltre a creare un notevole danno alle imprese e ai privati proprietari di terreni, ha anche ricevuto un parere totalmente negativo da parte del Dipartimento di Sanità pubblica locale di Imola, il quale ha evidenziato che le caratteristiche richieste per i locali accessori nel nuovo testo della Variante adottata risultano fortemente limitative, in quanto non prevedono un corretto e naturale ricambio d’aria naturale o meccanico e pertanto determinano evidenti e inammissibili condizioni di insalubrità».

Queste le motivazioni alla base della richiesta, conclusa con tanto di minaccia di ricorso per vie legali dato che, che in questi mesi, come sottolinea lo stesso Montanari, gli imprenditori hanno chiesto invano di essere ricevuti dall’Amministrazione per esprimere le loro forti perplessità. La variante, se adottata, porterebbe, osserva ancora il Tavolo, a creare le condizioni per «un’immediata svalutazione degli immobili da mettere sul mercato, poiché le pertinenze perderebbero gran parte della loro utilità» e una «forte penalizzazione per le piccole e medie imprese edili, nonché per i cittadini in procinto di acquistare una nuova casa o proprietari di lotti da vendere o sviluppare personalmente».

Una posizione condivisa dall’Aite, l’associazione che riunisce a livello circondariale circa 270 ingegneri, architetti, agronomi, geometri, periti industriali, periti agrari e geologi. Il presidente Giovanni Baruzzi, ingegnere e architetto di lungo corso, autore di numerosi progetti per Imola, tra cui la Pedagna, il centro Leonardo, il primo tratto dell’asse attrezzato, in un’intervista pubblicata sul «sabato sera» in edicola da oggi, spiega: «La variante in questione riguarda l’edilizia residenziale, in particolare i cosiddetti locali accessori: cantine, lavanderie e soffitte. Secondo il nuovo testo, questi locali non devono avere impianti di climatizzazione, impianti tv, citofono o videocitofono. Le lavanderie non possono più essere dotate di servizi igienici; le cantine devono essere ricavate in un unico ambiente, quindi non si potranno più fare divisori, utili ad esempio per una dispensa o per uno spazio dedicato alla raccolta differenziata, oggigiorno necessario. Indipendentemente dalla loroampiezza, poi, questi locali devono avere un’unica finestra: in cantine e lavanderie non deve essere superiorea 1,5 metri quadri, mentre nelle soffitte non deve superare i 60 centimetri quadrati. Non vi passa nemmeno l’antennista». 

Tanta l’attesa, dunque, per l’incontro in municipio di domani, anche alla luce della cauta disponibilità espressa dalla sindaca stessa ieri, in occasione della presentazione alla stampa dell”assessora Freddi. Sangiorgi ha ammesso: “Sono emerse delle criticità. Si può pensare di modificare la delibera nei punti sottolineati da Aite e Ausl. Terremo conto di tutto”. (r.cr.)

Su «sabato sera» del 5 settembre tutta l”intera intervista al presidente dell”Aite Giovanni Baruzzi

Nelle foto il presidente di Aite, Giovanni Baruzzi (a sinistra) e il presidente del Tavolo delle imprese del Circondario imolese Gianfranco Montanari

Imprese e tecnici chiedono alla sindaca Sangiorgi il ritiro della variante 3 al Rue. Domani un incontro in municipio
Cronaca 26 Agosto 2019

Ufficiali le dimissioni di Massimiliano Minorchio, la sindaca: «Già avviato l'iter per la sostituzione dell'assessore»

Ora è ufficiale: si è dimesso l”assessore Massimiliano Minorchio. Come anticipato qualche giorno fa anche da «sabatosera.it» (leggi qui), l”ormai ex membro della giunta imolese ha rimesso il corposo pacchetto di deleghe dello Sviluppo sostenibile del territorio (pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia, toponomastica, lavori pubblici, smart city, Osservanza, mobilità sostenibile, innovazione tecnologica, patrimonio) nelle mani della sindaca Manuela Sangiorgi. Complessivamente, da luglio 2018, ben cinque assessori hanno abbandonato la giunta imolese: Ezio Roi, Ina Dhimgjini, Maurizio Lelli, Rosa Lucente e ora Massimiliano Minorchio. 

«Motivi personali» è la spiegazione alla decisione presa addotta da Minorchio, che subito viene raggiunto dai ringraziamenti di rito della prima cittadina «per il tempo e la professionalità profusi a servizio del Comune di Imola». La stessa sindaca poi, precisando che fino alla nomina di un nuovo assessore le deleghe e le relative attività politico-amministrative faranno capo a lei, assicura di avere già «avviato l”iter di sostituzione dell”assessore uscente, nella ferma volontà di salvaguardare la continuità dell”operato tematico e di garantire le massime competenze ad un ruolo per il quale si stanno riscontrando, positivamente, numerose spontanee candidature di professionisti del settore».

Non si sono fatte attendere, naturalmente, le prime dichiarazioni politiche di commento alle dimissioni odierne. Il segretario del Partito Democratico Marco Panieri ironizza sull”operato di Minorchio che, scrive, «doveva essere il profilo delle competenze, il profilo tecnico per una giunta che mirava al cambiamento. Tantissime le scivolate: inventore della “bretellina”, poi accantonata; i lavori partiti oggi, tra l”imbarazzo, per spostare le righe per far posto ad una corsia in più almeno sulla carta; sostenitore di un regolamento edilizio che ha creato non pochi malumori nel mondo dei tecnici e dei professionisti; la famigerata variante 3 al Rue, tanto avversata in particolare sul limite delle cantine, tavernette e mansarde». Ma Panieri si preoccupa per il pieno di deleghe della sindaca definito «pura follia» e per Imola «mai come in questo momento sola, isolata dalle reti regionali e nazionali, senza un briciolo di prospettive certe. Crediamo che per il bene di tutta la nostra comunità e per dovere di trasparenza i nostri concittadini debbano avere il diritto di capire cosa sta succedendo in giunta». «Imola – aggiunge Panieri – non può rimanere stritolata tra dissidi politici interni ai 5 stelle». 

Dal canto suo il consigliere comunale della Lega, Daniele Marchetti, ritiene che, viste le importanti partite che l”ormai ex assessore Minorchio sta seguendo, dalla realizzazione della “bretella” al nuovo ponte sul Santerno, «la prima cittadina debba assolutamente dare qualche rassicurazione alla città». «Sia chiaro – prosegue Marchetti – non mi dispero per il suo addio, visto che, con o senza Minorchio, il mio giudizio su questa amministrazione era e resta negativo, è chiaro però che questa uscita di scena rischia di azzerare quel poco che è stato fatto sulle opere da realizzare o completare sul nostro territorio. La “bretella” e il nuovo ponte sul Santerno che fine faranno? La maggioranza a questo punto bloccherà tutto oppure no? Il sindaco rassicuri la città». 

Da sinistra (e da fuori Consiglio comunale) si fanno sentire con una nota congiunta anche Comitato Politikattiva, Rifondazione Comunista, Partito Comunista italiano e Demos 19. Questa in sintesi la posizione sull”argomento: «Il cambiamento tanto sbandierato in campagna elettorale si è tradotto solo nel puro cambiamento dei componenti della giunta. Così facendo non si riesce a dare alcuna continuità ai progetti per la città di Imola. Imola, dobbiamo saperlo e ribadirlo, merita decisamente di meglio. Chiediamo a tutti coloro che nutrono o hanno tradizioni e valori di sinistra di lavorare organicamente insieme per vigilare sull”operato della maggioranza grillina e tentare di promuovere la partecipazione delle cittadine e dei cittadini interessati ad un vero buon governo e alla crescita economica e sociale della città». (mi.ta.)

Nella foto un”immagine che sembra “preistorica” ma che risale al luglio 2018: la giunta appena nominata dalla neo sindaca Manuela Sangiorgi (nell”immagine manca Ezio Roi, il primo assessore dimessosi dopo cinque mesi)

Ufficiali le dimissioni di Massimiliano Minorchio, la sindaca: «Già avviato l'iter per la sostituzione dell'assessore»

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