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Cronaca 19 Maggio 2021

Nuova lottizzazione in Pedagna, dopo l’incontro tra Comune di Imola e comitato Area Blu svilupperà una doppia ipotesi di accesso

Si è svolto ieri l’incontro tra i rappresentanti del comitato Lennon–Curie e il Comune di Imola, nello specifico il sindaco Marco Panieri, insieme agli assessori Michele Zanelli (Urbanistica) ed Elisa Spada (Mobilità sostenibile). All’ordine del giorno, la lottizzazione (ambito n.129: rio Palazzi) prevista in Pedagna Ovest tra via Punta e via Pio La Torre, alle spalle del centro sportivo Calipari. «È sbagliato parlare di cementificazione: si tratta di due edifici per un totale di circa 24 alloggi, la cui realizzazione è prevista da anni» chiarisce Panieri. 

Il sindaco e gli assessori hanno ascoltato le richieste avanzate dal comitato, a partire dalla contrarietà a realizzare un nuovo tratto di strada a fianco del campo di calcio Calipari, in prosecuzione di via Curie, per raggiungere la nuova lottizzazione, così come previsto dalla delibera del Consiglio comunale che adotta la variante 5 al Rue. «Dal  2017 (quando era stata approvata la variante 2) ad oggi gli uffici comunali hanno vagliato diverse soluzioni per l’accesso alla lottizzazione e alla fine ha prevalso quella che prevede la costruzione di un nuovo tratto di strada, di 58 metri, per raggiungere da via Lennon la lottizzazione in esame – ha spiegato il sindaco Panieri -. Il nostro obiettivo è trovare la soluzione più idonea dal punto di vista dell’accessibilità e della sicurezza stradale per dare accesso alla nuova lottizzazione. Pertanto, daremo incarico ad Area Blu di fare una valutazione complessiva della viabilità dell’area, sviluppando una doppia ipotesi di accesso da via Punta o da via Lennon–via Curie. Una volta definite le due ipotesi di soluzione, torneremo ad incontrare i cittadini, per fare tutte le valutazioni del caso, al fine di arrivare alla scelta finale». 

Il prossimo incontro tra Amministrazione comunale e comitato è stato già fissato per il 7 giugno. Nel frattempo verrà programmato un incontro anche con i frontisti di via Punta (chiusa). 

Dal canto loro, i rappresentanti del comitato Lennon-Curie, tramite il portavoce Fabio Morsiani definiscono l’incontro «un buco nell’acqua, perché la decisione sulle sorti della viabilità che conduce al lotto è stata rimandata al 7 giugno. Delle 3 richieste che abbiamo presentato – prosegue Morsiani -, 2 sono state subito bocciate perché l’area sgambatura cani, seppur privata e non accessibile, secondo il Comune esiste già e di alberi hanno valutato di averne già previsti a sufficienza in quei 50 metri quadri lungo il rio Palazzi. Ci chiediamo se per non scontentare un proprietario e un costruttore vale la pena ignorare le ragioni di oltre 700 persone». 

A proposito delle firme raccolte, dal comitato specificano che «sin da subito abbiamo deciso di non far firmare la petizione a nessun partito. Chi siede in consiglio comunale infatti ha strumenti ben più potenti e incisivi da usare». 

Il procedimento è tuttora in corso. Per essere approvata definitivamente dal Consiglio comunale, la delibera adottata, una volta pubblicata sul sito del Comune, viene depositata per 60 giorni durante i quali i cittadini possono presentare le proprie osservazioni. (gi.gi.) 

Nella foto: l”incontro tra il sindaco Panieri e gli assessori Zanelli e Spada con i rappresentati del comitato Lennon-Curie 

Nuova lottizzazione in Pedagna, dopo l’incontro tra Comune di Imola e comitato Area Blu svilupperà una doppia ipotesi di accesso
Sabato Sera TV 18 Novembre 2020

#Giunta2025, le interviste di Sabato Sera – L’assessore all’Urbanistica Michele Zanelli

È l’assessore più anziano della Giunta imolese guidata da Marco Panieri, che a Michele Zanelli ha assegnato deleghe corpose: Urbanistica ed Edilizia pubblica-privata, Viabilità e Trasporti, Demanio e Patrimonio. Sposato con Giovanna, un figlio di 33 anni, Alberto, architetto a Londra, Zanelli ha 69 anni, è laureato in architettura e ha un’esperienza professionale variegata.

Dopo gli esordi nello studio dello zio, l’architetto Francesco Santini, per 12 anni è stato dirigente alla Castelli di Ozzano. Dopo un altro periodo da libero professionista, è diventato dirigente del servizio Qualità urbana e Politiche abitative della Regione, dove è rimasto per vent’anni. Parallelamente, ha insegnato al dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Infine, dal 2016 al 2018, l’esperienza da dirigente dell’ufficio tecnico di via Cogne, al quale oggi è tornato, da pensionato, come assessore. (gi.gi. mi.ta.)

Ulteriori approfondimenti e l’intervista all’assessore Michele Zanelli su «sabato sera» del 19 novembre. Su www.sabatosera.it il video con un estratto dell’intervista.

Nella foto: l’assessore Zanelli durante l’intervista realizzata online

#Giunta2025, le interviste di Sabato Sera – L’assessore all’Urbanistica Michele Zanelli
Cronaca 1 Luglio 2020

La riqualificazione di Osteria Grande parte dai capannoni ex Malaguti

«Osteria Grande è una frazione che ha il suo asse di sviluppo lungo la via Emilia e proprio la zona a ridosso della via Emilia da anni necessita di una riqualificazione. È evidente che ci sono alcune aree che sono in stato di abbandono e per questo stiamo por tando avanti alcune operazioni urbanistiche per migliorare la situazione».
Il sindaco castellano Fausto Tinti non nasconde le evidenti incongruenze, in particolare abitazioni intervallate da capannoni, a partire dall’imponente ex Malaguti, in un certo senso simbolo dell’attuale stato e, si spera, fulcro della frazione che verrà.

Sindaco Tinti, quali sono queste operazioni urbanistiche che la sua Amministrazione sta portando avanti a Osteria Grande?
«Innanzitutto, si concretizzerà la sistemazione dell’area dell’ex farmacia (sulla via Emilia a fianco del BrioCafè, ndr), già prevista nel Poc (Piano operativo comunale). In aprile, infatti, in Consiglio comunale abbiamo approvato una variante al Rue che consente di aumentare la capacità edificatoria del lotto di 350 metri quadrati trasferendola da un’altra area di sviluppo nel capoluogo sempre di proprietà dell’immobiliare della Banca di Bologna. Da notare che i 700 metri quadrati di partenza vengono dimezzati in quanto la destinazione d’uso iniziale (produttivo) diventa residenziale. L’attuale edificio, vuoto da tempo, verrà abbattuto e ricostruito per realizzare degli appartamenti». (gi.gi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 25 giugno

La riqualificazione di Osteria Grande parte dai capannoni ex Malaguti
Cronaca 14 Gennaio 2020

Area Blu senza presidente e direttore ma i progetti sono andati avanti

A dicembre è terminata la ristrutturazione dell’ex chiesetta dell’Osservanza, per fine gennaio è previsto il completamento del nuovo centro sociale Giovannini nel quartiere Marconi, a metà mese partirà il cantiere per la sistemazione della palestra Ruscello di via Volta. «Stiamo procedendo a prescindere dalla “politica” – rivendica Andrea Dal Fiume, responsabile dell’Area tecnica di Area Blu Srl -. Ho appena consegnato all’Amministrazione imolese (ovvero al commissario prefettizio Izzo, ndr) il progetto esecutivo per il restauro del primo chiostro di San Domenico. Un progetto che nasce con il sindaco Daniele Manca. Ho un centinaio di procedimenti aperti ma occorre mettere un po’ d’ordine dopo mesi sulle montagne russe» conclude Dal Fiume.

Tra novembre e dicembre hanno dato le dimissioni sia il direttore generale Carmelo Bonaccorso che il responsabile dell’Area amministrativo finanziaria Federico Gandino, nonché la presidente del Consiglio di amministrazione, l’avvocata bolognese Maria Rosaria Barchetti, scelta dall’ex sindaca Sangiorgi a giugno dopo le dimissioni anzitempo di Alessandro Ambrosini (anch’egli nominato dalla Sangiorgi). Ad oggi, il Cda è formato dai consiglieri Aleardo Benuzzi e Stefano Ponzi. Decisamente nell’ultimo anno e mezzo Area Blu è stata al centro di un’instabilità senza fine. Non è un caso che il commissario prefettizio Nicola Izzo abbia posto tra le sue priorità la governance della partecipata che ha in gestione il patrimonio immobiliare del Comune pubblico e relativa manutenzione (e di cui Imola detiene il 91,02% delle quote). Non solo. «Quando Imola boccia ad aprile 2018 il piano industriale (e relativo piano assunzioni) proposto da Bonaccorso si blocca tutto» ricorda Dal Fiume.

Su Area Blu, infatti, si erano appuntate pesanti critiche dalla Giunta Sangiorgi in merito a carenze e costi. Ma Dal Fiume rilancia: «Eravamo diventati un capro espiatorio meraviglioso ma la verità è che l’attuale canone non è sufficiente per garantire la manutenzione di una città come Imola, e non si può risolvere tutto dicendo solo “Area Blu non fa niente”».

Tra l’altro, nei mesi scorsi, «sono stati completati alcuni progetti senza che nessuno o quasi se ne sia accorto» lamenta Dal Fiume. Uno di questi è la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza strutturale della vecchia chiesetta poligonale dell’Osservanza, trasformata ora in sala per convegni o piccoli concerti. Si tratta dell’ultimo intervento previsto nell’Accordo di programma risalente al 2000 per la riqualificazione urbana dell’ex ospedale psichiatrico, quindi ha beneficiato di un finanziamento regionale di 316.000 euro su un totale di circa 435.000 euro (il rimanente l’hanno messo la partecipata Osservanza Srl e il Consorzio Osservanza). L’appalto l’ha vinto Zini Elio Srl, i lavori sono iniziati l’estate scorsa.

Il piano della precedente governance ConAmi, socio unico della proprietà Osservanza Srl, era di collegarla al progetto per il recupero del padiglione 1 come nuova sede dell’Accademia pianistica. Ma questa storia è ancora in alto mare. «E’ stata fatta comunque una valutazione tecnica ed è utilizzabile come sala concerti».

A breve, secondo la scaletta di Dal Fiume, toccherà al nuovo centro sociale Giovannini essere completato. La ditta Zini Elio si è aggiudicata l’appalto poco più di un anno fa per 497 mila euro. Il progetto risale anch’esso alla precedente Giunta Manca e prevede un fabbricato in legno di 300 metri quadri, più 150 di porticato, simile a quelli recentemente edificati nelle frazioni di Sesto Imolese e Sasso Morelli, con bar e sala polivalente. Sta prendendo forma nell’area verde fra le vie Marconi, Cenni, Bucci e Scarabelli a poca distanza dal vecchio prefabbricato che sarà demolito. (l.a.) 

Maggiori dettagli nell”articolo sul “sabato sera” del 9 gennaio.

Il cantiere del nuovo centro sociale Giovannini e l’interno dell’ex chiesetta dell’Osservanza

Area Blu senza presidente e direttore ma i progetti sono andati avanti
Imola 15 Novembre 2019

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario

Quello di mercoledì è stato davvero l”ultimo consiglio comunale del mandato amministrativo. La presidente del Consiglio, Stefania Chiappe, ha infatti escluso la possibilità della convocazione di un Consiglio straordinario per l”approvazione della variante 3 al Rue prima dello scioglimento dell”assemblea cittadina, che avverrà lunedì 18 novembre, allo scadere dei 20 giorni dalle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi, quando le stesse diventeranno definitive come da normativa.

La presidente ha inviato ieri una dettagliata risposta alla Giunta e ai consiglieri comunali, nella quale si informa in sostanza che tutte le valutazioni fatte dal segretario generale e dagli uffici competenti sulle condizioni che avrebbero giustificato la convocazione del consiglio straordinario urgente hanno dato esito negativo. Innanzitutto, come specificato nella lettera, il segretario generale ha comunicato che «non sussistono termini perentori di legge per approvazione atto di variante». Stesso esito poi per quanto riguarda la verifica della presenza di «cause di pregiudizio per il Comune o per la cittadinanza» che giustificherebbero la convocazione d”urgenza del Consiglio. Infine, Stefania Chiappe comunica di essersi «confrontata con la Prefettura di Bologna rispetto alla valutazione necessaria per il riconoscimento di una situazione urgente e indifferibile in base alla quale accogliere la richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale e si è convenuto che non si rileva nessun elemento che riconduca ad urgenza e/o indifferibilità».

In conseguenza delle verifiche svolte, la presidente conclude che la richiesta di convocazione deve essere accolta, ma «senza motivi d”urgenza». E poiché ai sensi della normativa vigente il termine di convocazione è di 20 giorni, la stessa Chiappe assicura l”impegno a portare all”attenzione del Commissario prefettizio che sarà nominato a partire dal 19 novembre «la richiesta di convocazione e auspicare che la delibera della variante 3 al Rue sia dallo stesso approvata entro il primo dicembre 2019, ossia entro i 20 giorni di cui sopra». (r.cr.)

Nella foto da sinistra il vicepresidente del Consiglio comunale Fabrizio Castellari e la presidente Stefania Chiappe durante l”ultimo consiglio comunale

Non ci sarà un Consiglio comunale straordinario per approvare la Variante 3 al Rue, la 'palla' ora passa al Commissario
Cronaca 11 Novembre 2019

Giunta spaccata sulla Variante 3 al Rue in Consiglio. Cavina, Frati e Resta contro la sindaca

Giunta spaccata sull’inserimento della Variante 3 al Rue nell’ordine del giorno della prossima -e ultima prima dello scioglimento- seduta del Consiglio comunale, convocata per dopodomani. 

Contro la decisione di non discutere la delibera e a fianco dell’Aite-Associazione imolese tecnici edili si schiera prima di tutto il vicesindaco Patrik Cavina: «Ritengo doveroso che si inseriscano nell’ultima seduta utile del Consiglio comunale tutti quegli elementi e proposte passati dalla Giunta e rimasti a metà – scrive, in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook sabato scorso –. In particolar modo la questione del Rue, che per un senso di responsabilità e impegno verso Imola, i suoi cittadini e l”imprenditoria locale non possiamo lasciare tra gli atti affidati al commissario prefettizio rischiando un periodo di stallo del settore nocivo per la città. Ho espresso più volte in Giunta e al Segretario comunale la necessità di portare ogni delibera rimasta incompleta in Consiglio comunale, Rue compreso. È il senso di responsabilità ed il nostro impegno per Imola che ce lo impongono, quelli che hanno sempre mosso il nostro lavoro in questo anno e mezzo di amministrazione».

A dargli man forte è l’assessore al Bilancio Claudio Frati: «Per rispetto dei nostri concittadini ritengo necessario portare in Consiglio tutto ciò che di buono è stato fatto e aspetta solo di essere approvato – commenta, anche lui attarverso un post sui social –. Parlo per esempio del regolamento per i consigli territoriali che è un tassello importante per il bilancio partecipativo in partenza nei prossimi giorni e parlo per esempio del Rue, che ha recepito le osservazioni delle associazioni del territorio».

Della stessa idea è l’assessore all’Istruzione Claudia Resta: «Abbiamo delle responsabilità nei confronti dei cittadini, e anche se le improvvise dimissioni del sindaco non sono dipese da noi stiamo facendo tutto il possibile per approvare gli ultimi atti necessari al buon funzionamento della città – aggiunge, sempre su Facebook –. Sono convinta che ogni delibera deve essere portata in Giunta e in Consiglio prima del periodo di commissariamento nel quale molte azioni potrebbero essere bloccate. Il Rue deve essere necessariamente portato e approvato in questo ultimo Consiglio comunale altrimenti si creeranno inevitabili difficoltà a coloro che lavorano nell’ambito dell’edilizia. Lo dobbiamo ai cittadini, ai professionisti che lavorano nel settore edile e agli imprenditori».

«Imola bloccata – è il commento di Carmela Cappello, capogruppo di “Imola guarda avanti” –. Se gli assessori ancora in carica si dimostrano irresponsabili e l”amica della sindaca, assessora Freddi, non si deciderà entro domani ad inserire la variante al Rue fra i punti del prossimo Consiglio comunale, ci sarà battaglia. Perché il bene della città viene prima degli interessi personali della prima cittadina». (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il vicesindaco Patrik Cavina e l”assessore Claudia Resta in Consiglio comunale prima della seduta del 29 ottobre

Giunta spaccata sulla Variante 3 al Rue in Consiglio. Cavina, Frati e Resta contro la sindaca
Cronaca 11 Novembre 2019

L'Aite scrive alla presidente del Consiglio comunale: «Approvare urgentemente la Variante 3 al Rue»

Dopo il Partito democratico all’indomani della conferenza dei capigruppo di venerdì scorso, anche l’Aite-Associazione imolese tecnici edili torna a chiedere a gran voce l’inserimento urgente della variante 3 del Rue nell’ordine del giorno della prossima -e ultima prima dello scioglimento- seduta del Consiglio comunale, convocata per mercoledì 13 novembre.

«La straordinarietà della situazione creatasi con le dimissioni del sindaco rischia di provocare un danno ai tecnici, alle imprese e ai cittadini della nostra città – scrive Giovanni Baruzzi, presidente dell”Aite, in una lettera inviata alla presidente del Consiglio Stefania Chiappe –. La modifica delle norme relative al Rue ci era stata promessa dall”Amministrazione comunale in più occasioni. Sappiamo inoltre che la delibera ha avuto il parere di regolarità tecnica da parte degli uffici ed è pronta per la sua definitiva approvazione».

Insomma, «al di là delle questioni politiche, alle quali la nostra associazione non è interessata e per le quali non esprimiamo alcun parere, crediamo che il bene della città debba essere messo davanti ad ogni altra questione – aggiunge Baruzzi, anticipando che una delegazione dell’associazione sarà presente in aula –. Ciò anche al fine di evitare ulteriori contenziosi con i cittadini che si vedranno costretti a valutare giudizialmente azioni per il recupero del danno erariale indotto in caso di mancata chiusura del procedimento amministrativo mediante l’approvazione definitiva della delibera». (r.cr.)

Il primo appello dell”Aite (5 novembre)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la presidente del Consiglio comunale Stefania Chiappe

L'Aite scrive alla presidente del Consiglio comunale: «Approvare urgentemente la Variante 3 al Rue»
Cronaca 9 Novembre 2019

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'

Non c”è pace per la Variante 3 al Regolamento urbanistico ed edilizio. La novità introdotta dall”allora assessore all”Urbanistica Minorchio e votata dalla maggioranza 5Stelle in giugno è operativa ma in attesa del definitivo voto di approvazione. Ieri durante la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per decidere quale sarebbe stato l’ordine del giorno del prossimo e ultimo Consiglio Comunale dell’era Sangiorgi, previsto per la prossima settimana, il punto è stato cassato.

La notizia ha allarmato il presidente dell”Aite Giovanni Baruzzi: “Se così fosse tale atto sarà rimandato al commissario prefettizio oppure, con maggiori probabilità, affidato al nuovo sindaco se così fosse resterebbe dimostrato lo scollamento tra la politica, anche amministrativa, e l’interesse e la volontà democratica dei cittadini”. L”Aite è l”associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario. Da quando la Variante è stata adottata si è mobilitato per presentare alcune correzioni, in particolare ai vincoli draconiani introdotti sui locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. L”obiettivo dichiarato da Minorchio era evitare abusi ma l’unico effetto è stato di bloccare i nuovi progetti residenziali. La stessa sindaca Sangiorgi e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano impegnate nelle scorse settimane verbalmente a cambiare gli articoli in questione. Anche le controdeduzioni arrivate come di prassi hanno tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettare le norme regionali in materia. 

Gli stessi tecnici del Comune di Imola avevano presentato in Commissione gli articoli con le modifiche recepite, in sostanza si ritornava al documento precedente l”adozione. Mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi il 29 ottobre. La seduta, però, durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e a quel punto l’assessora Freddi ha deciso di ritirare la delibera. «Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizzava Baruzzi a “sabato sera” – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola».

Marco Panieri, segretario dei dem imolesi, non usa mezzi termini. Già durante il Consiglio comunale ha attaccato l”assessora Freddi chiedendo le motivazioni per il ritiro. Ieri ha dichiarato deciso: “La sindaca e la Giunta 5 Stelle continuano a tener bloccata la nostra città” e ha aggiunto “dopo le richieste delle associazioni e la commissione urbanistica persistono in questa linea solo per compiere l”ennesimo dispetto nei confronti della città. Quanta irresponsabilità e inadeguatezza. (r.cr.)

Nella foto la Giunta e Marco Panieri

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'
Cronaca 7 Novembre 2019

L'appello dell'Aite alla Giunta e al Consiglio comunale: «Approvate la variante 3 al Rue prima del commissariamento»

L’Aite, associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario, torna a esprimersi sulla variante 3 del Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue), adottata dal Consiglio comunale lo scorso 18 giugno. Una variante che, come ha spiegato sul «sabato sera» del 5 settembre il presidente dell’Aite Giovanni Baruzzi, introduceva anche vincoli sui cosiddetti locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. La novità era stata introdotta dall’allora assessore all’Urbanistica Massimiliano Minorchio con l’intento di contrastare gli abusi edilizi, ma di fatto, spiegava Baruzzi, operava un «processo alle intenzioni», con l’unico effetto di bloccare i nuovi progetti residenziali.

Novità peraltro in contraddizione con le norme previste dallo stesso Rue. Ma, come prevede la legge, una volta adottata, la variante va comunque applicata, anche se l’iter di approvazione è ancora in corso. Lo scorso 6 settembre la sindaca e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano poi impegnate verbalmente con l’Aite a cambiare gli articoli in questione. Le controdeduzioni arrivate in seguito hanno quindi tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettar ele norme regionali in materia.

Per tagliare il traguardo mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi nella seduta dello scorso 29 ottobre. La stessa durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e durante la quale l’assessora Freddi ha ritirato dall’ordine del giorno la discussione sulla delibera che avrebbe recepito le modifiche alla variante, suscitando tra l’altro le proteste della minoranza dem. Ora l’Aite, attraverso una lettera aperta, si rivolge di nuovo all’Amministrazione con una richiesta precisa: inserire l’approvazione della variante modificata nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale,l’ultimo utile prima dell’arrivo del commissario che dovrà prendere le redini del governo cittadino fino alle prossime elezioni. La data, al momento,non è ancora stata fissata, ma sarà sicuramente entro il 18 novembre.

«Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizza Baruzzi – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola. Difficilmente, infatti, il commissario approverà una variante al Rue, quindi il tutto potrebbe slittare di oltre un anno. Assieme al presidente del Tavolo delle imprese ci siamo appellati verbalmente al vicesindaco, ottenendo “condivisione e collaborazione”. Speriamo…». (lo.mi.)

Nella foto i banchi della Giunta (in primo piano il vicesindaco Patrik Cavina) durante il Consiglio comunale del 29 ottobre, quando la sindaca Manuela Sangiorgi ha formalizzato le dimissioni

L'appello dell'Aite alla Giunta e al Consiglio comunale: «Approvate la variante 3 al Rue prima del commissariamento»
Cronaca 27 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni

Contenere l”aumento rispetto al massimo consentito dalla normativa regionale e introdurre una serie di riduzioni per promuovere il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio dentro al centro urbano del capoluogo e per aiutare imprese e frazioni. Queste, in sintesi, le scelte fatte dall”Amministrazione di Medicina in tema di oneri di urbanizzazione e approvate dal Consiglio comunale nei giorni scorsi. La delibera, che interviene su una materia che da quasi vent”anni non subiva adeguamenti, introduce le modifiche rese necessarie al fine di adempiere alle disposizioni della nuova legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna.

Nel dettaglio, queste sono le principali novità contenute nell”atto approvato: per quanto riguarda le nuove costruzioni, il Comune di Medicina le disincentiva fuori dal territorio urbanizzato, ma provvede a calmierare l”aumento regionale che prevedeva un aumento fino a tre volte l”ammontare degli oneri di urbanizzazione precedenti; passando alle frazioni, gli oneri vengono ridotti del 30% sulle abitazioni (escludendo però Ganzanigo e Villa Fontana) e si prevede un”agevolazione per le attività produttive; a tutti gli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana si applica una riduzione del contributo di costruzione pari al 35%; le nuove residenze destinate agli anziani e le strutture socio-sanitarie risultano agevolate con la riduzione del 30% sugli oneri di urbanizzazione secondari; sempre del 30% è anche la riduzione per i nuovi edifici costruiti con elevati standard qualitativi e di efficienza energetica; infine, riduzioni sono previste per il piccolo commercio.

L’obiettivo di massima, dunque, è incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il piccolo commercio e gli artigiani, mentre tutte le agevolazioni hanno lo scopo di sostenere la qualità e lo sviluppo sostenibile del territorio. «Lo scopo – conferma il sindaco Matteo Montanari – è favorire la rigenerazione e riqualificazione dell’edilizia per ridurre il consumo di suolo alla base della nuova legge regionale e favorire le zone periferiche». (r.cr.)

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni

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