News

Economia 25 aprile 2018

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola

La parola «ripresa» non viene menzionata, ma i segnali che arrivano dal mondo cooperativo imolese lasciano ben sperare. «Continuiamo così! Tenendo conto che tra le nostre aziende c’è prudenza, i segnali sono molto positivi. Ma non vendiamo la pelle dell’orso…» commenta con cautela Domenico Olivieri, presidente dell’Alleanza delle cooperative italiane Imola (Aci Imola), presentando i dati che precedono la chiusura ufficiale dei bilanci del 2017 e le previsioni per il 2018.

Crescono, nell’ordine, export, fatturato e occupazione complessiva, ma il dato che salta agli occhi è quello degli investimenti, che nel 2017 è aumentato del 17%, superando i 68 milioni di euro, 10 milioni in più rispetto al 2016. «Più fatturato, maggiori possibilità di occupazione e investimenti fatti – sottolinea Olivieri -: i macro-indicatori sono positivi e di soddisfazione». La volontà e capacità di investire rivelano infatti il grado di fiducia delle aziende nel futuro, basti ricordare che negli anni neri della crisi gli investimenti avevano subito una brusca battuta di arresto. Oggi, dunque, non si naviga più a vista, anche se esistono ancora fattori di criticità, come, ricorda Olivieri «la situazione geopolitica mondiale e la guerra dei dazi che penalizzano chi esporta, o il tema degli appalti, pochi e al massimo ribasso, che incide su chi si occupa di servizi e sociale, o ancora la concorrenza dei discount per la grande distribuzione cooperativa».

L’analisi dell’Aci Imola, che riunisce sotto un’unica insegna gli associati a Legacoop e Confcooperative, ha preso in considerazione 55 cooperative su 111 aderenti (al 31 dicembre 2016), quelle in pratica più rappresentative in termini di fatturato, export, occupazione e, appunto, investimenti. Il numero degli addetti cresce di 150 unità: è passato da 7.424 a 7.574 (+2%). Tiene l’occupazione fissa (6.140 persone), ma si incrementano le altre forme contrattuali come tempi determinati, interinali, avventizi e Cocopro. «Il dato è influenzato dagli avventizi in agricoltura – motiva Rita Linzarini, funzionaria dell’Aci Imola – e dal lavoro interinale, a cui si ricorre per picchi di produzione nel corso dell’anno. Altre forme contrattuali, come l’apprendistato e le collaborazioni, vengono utilizzate come modalità per chi deve approcciare il mondo del lavoro, poi si tende a consolidare il rapporto, trasformandolo in tempo indeterminato». Anche le ristrutturazioni ancora in corso seguite alla crisi, soprattutto nel settore delle costruzioni e filiera, hanno inciso sul dato complessivo, ma oggi, si legge nella relazione dell’Aci di Imola, «lascia sperare in un possibile ulteriore miglioramento».

Segno positivo per il fatturato, che cresce del 4,59% e si attesta attorno a oltre 2 miliardi di euro. «Tenendo conto delle cooperative in liquidazione è un dato positivo» commenta Olivieri. Dopo la debacle del 2014, con le chiusure di Cesi e 3elle, infatti, finora i volumi non avevano recuperato quanto perso. «Il dato 2017 supera quello complessivo del 2013, a testimonianza di come le nostre cooperative siano state in grado non solo di mantenere le loro quote di mercato, ma siano riuscite a conquistare nuovi mercati» spiega la relazione dell’Aci. Bene anche l’export, che cresce del 5,8% e non riguarda solo le aziende manifatturiere che hanno la vocazione per l’estero, ma anche esempi come Clai, che cresce sul mercato internazionale. C’è inoltre la volontà delle cooperative di sfruttare le opportunità legate all’Industria 4.0, con investimenti in attività e formazione per le proprie risorse umane.

Questo spiega il 17% in più registrato alla voce investimenti. «Gli investimenti si mantengono su livelli medioalti – aggiunge Olivieri -. Le agevolazioni messe in campo dal Governo con il Piano Industria 4.0 hanno spinto le nostre cooperative a investire e innovare. Tutto questo è in linea con l’andamento delle imprese in Emilia Romagna, come ci dicono i dati della Camera di commercio di Bologna. Nel nostro piccolo, riverberiamo la tendenza regionale». Per quanto riguarda i singoli settori, segnali positivi vengono da Industria e Agroalimentare, meno bene invece il settore delle cooperative di abitazione, che continua a essere influenzato dalla crisi delle costruzioni e dall’assenza di politiche di sostegno alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Unici segni negativi, infine, nel settore consumo e dettaglianti, dove il fatturato è stabile, ma l’occupazione scende del 2,5% sul 2016. In questo caso, a incidere in maniera negativa è «la concorrenza dei discount e la diminuita capacità di reddito delle famiglie» concludono dall’Aci di Imola.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: Domenico Olivieri

La crescita degli investimenti sono l'effetto dell'Industria 4.0. I dati sull'andamento 2017 dell'Aci Imola
Cronaca 25 aprile 2018

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»

Il manager e formatore Sebastiano Zanolli nell’ambito dell’incontro pubblico Agire nel presente avendo in mente il futuro, ovvero il talento come possibilità, la costanza come cura, il lavoro come arte, sarà domani sera, con inizio alle ore 20, a palazzo Sersanti (piazza Matteotti).

L’incontro è organizzato dal Centro studi Luigi Einaudi e finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Per Zanolli si tratta di un ritorno nella città del Santerno. «Nella precedente occasione, dieci anni fa – racconta Pierangelo Raffini, del Centro studi Luigi Einaudi -, Zanolli parlò dell’incertezza a cui si stava andando incontro e diede diversi spunti di riflessione. Oggi ritorna ad Imola per dare una visione sul futuro». Laureato in Economia a Ca’ Foscari, Sebastiano Zanolli ha all’attivo esperienze in ambito commerciale e marketing, è stato manager in aziende come Adidas e Diesel e vanta un presente di formatore e scrittore con all’attivo la pubblicazione di parecchi libri.

Durante l’incontro proporrà alcune riflessioni per imparare a porsi obiettivi per i quali valga la pena impegnarsi davvero, per riscoprire la passione per le cose in cui si crede e per risvegliare la motivazione e l’intraprendenza. Il tutto partendo dal presupposto che innovare e sapersi innovare è qualità fondamentale per saper affrontare la quotidianità e che l’obiettivo da porsi è quello di riuscire ad utilizzare le risorse disponibili ed ottimizzarle al meglio. L’evento del Sersanti coinvolge anche «Noi giovani», associazione con forte propensione alla rigenerazione urbana e culturale, e Ilab, network etico di professionisti. «Al centro dell’incontro – anticipa Marco Panieri, per Noi giovani Ilab – ci sarà il lavoro, di oggi e di domani, e il come orientare lo sguardo verso il futuro». Quindi «un evento per “lanciare” riflessioni, istanze, richieste da parte di chi tutti i giorni è protagonista della quotidianità: dalla comunità alle professioni».

r.c.

Nella foto: Sebastiano Zanolli

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini

Livia Venturini e Livio Poletti erano due ragazzi contadini che vivevano nella Bassa imolese fra il fiume Sillaro ed il canale Ladello, più vicini a Balia che a Sesto Imolese. Assieme alle loro numerose famiglie conducevano a mezzadria due poderi, entrambi di proprietà della Amministrazione degli ospedali, confinanti e quasi identici: la «Matiossa vecchia» quello dei Poletti, la «Matiossa nuova» quella dei Venturini. Livio era nato nel 1908, Livia nel 1913. Si conoscevano fin da bambini e nel 1930 si fidanzarono: lei aveva 17 anni, lui 22.

Gli anni trenta nella Bassa imolese furono anni di forti e coraggiose lotte antifasciste. Livio e Livia aderirono entrambi alla rete clandestina antifascista diretta dal Partito comunista. Nella notte del 7 novembre 1930 i giovani della rete vollero dimostrare ai fascisti la loro presenza celebrando il 13° anniversario della rivoluzione russa: a Sesto issarono una bandiera rossa sul balcone della Casa del Fascio; a Osteriola un’altra bandiera rossa su di un albero all’incrocio fra la Selice e la San Vitale. Livio prese parte a quest’ultima azione. Nel mese successivo si scatenò la reazione dei fascisti. In totale furono arrestate 52 persone: fra di essi quattro della famiglia Poletti (Livio, due suoi fratelli ed un cugino) e due della famiglia Venturini (i fratelli di Livia, Amilcare e Gino). A Livio furono inflitti tre anni e tre mesi di carcere, da scontare nel carcere piemontese di Saluzzo, mentre uno dei fratelli di Livia, Amilcare, fu condannato a cinque anni di confino da scontare in uno sperduto paesino della Calabria.

Scontarono però solo una parte della pena loro inflitta perché nel 1932 beneficiarono di una amnistia concessa dal regime in occasione del decennale della marcia su Roma. I Poletti, però, furono costretti a cercare un nuovo podere e lo trovarono a Castel Bolognese, mentre i Venturini cessarono di essere contadini trasformandosi in braccianti agricoli e andando a vivere a Mordano. Qui, nell’aprile del 1933, Livia e Livio si sposarono e qui, sempre in quell’anno, nacque la loro figlia Wanda. Livio lavorò prima come bracciante, poi entrò nel Gruppo facchini di Imola, mentre Livia si occupò come domestica a ore. Nel 1938 lasciarono Sasso Morelli e si trasferirono a Imola in un piccolo appartamento davanti alla cosiddetta piazza dei Servi. Dopo l’8 settembre 1943 entrambi entrarono a far parte della resistenza armata: Livia quale staffetta di collegamento, Livio nei Gap in città. Fu lui, il 6 novembre 1943, a giustiziare in via Luigi Sassi il console della milizia imolese Barani. Fu sospettato e arrestato, ma nessuna prova emerse a suo carico. Prudentemente, però, dovette darsi alla latitanza e si nascose sulle colline di Castel Bolognese in un podere di contadini amici.

In quel periodo accadde il tragico episodio della uccisione di Livia in piazza a Imola, il 29 aprile 1944, durante una manifestazione di donne contro il caro-vita e la mancanza di generi alimentari. Livia fu colpita alla schiena da una pallottola che le spezzò la spina dorsale. Ospitata nella casa dei parenti, a Bubano, fu assistita dalla mamma e dalla sorella. La sua straziante agonia durò oltre un mese. E c’era anche Wanda, che allora aveva 11 anni. «In quei tristissimi 40 giorni di agonia – raccontò poi – mio padre veniva spesso a trovarci, sempre di notte, per sfuggire all’agguato dei fascisti che erano di sorveglianza nei dintorni. Io lo sapevo e senza dire niente a nessuno stavo spesso anche più di un’ora ad aspettarlo dopo il tramonto, seduta sul ponte dove la strada proveniente da Mordano incontra quella di Bubano dove allora stavo con mamma ferita. Erano le uniche volte in cui, ormai, potevo vederlo: i fascisti lo cercavano e dove si nascondesse non lo seppi mai. Era giugno: il tredici di quel mese mamma morì mentre io mi trovavo a Castel Bolognese ospite dei nonni paterni».

Dopo la morte della moglie, Livio chiese di lasciare il nascondiglio di Castel Bolognese per potersi unire in montagna ai combattenti della 36ª Brigata Garibaldi. «Dopo quel giorno di giugno – racconta ancora Wanda – rividi mio padre pochissime volte in brevi incontri sempre in luoghi diversi. Ero certamente felice di stare ogni volta con lui, ma mi sentivo intimorita da quei suoi occhi chiari che erano diventati freddi come di ghiaccio. Poi, una mattina partì per la Brigata. Lo accompagnai per un tratto di strada come una formica che segue un leone». Livio cadde l’11 ottobre 1944 nella sfortunata battaglia di Purocielo, nelle colline fra le valli del Senio e del Lamone, quando due battaglioni della 36ª Brigata Garibaldi tentarono di sfondare il fronte alle spalle dei tedeschi sui crinali prospicienti la valle del Lamone per ricongiungersi con le truppe alleate.

be.be.

La storia completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile. 

Nella foto: Livia con il marito

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi

Gli episodi legati alla liberazione, avvenuti il 14 aprile 1945, o nelle giornate immediatamente precedenti o successive sono numerosi, ma il più delle volte la loro memoria si è perduta man mano che i protagonisti ci hanno lasciato. Non è questo il caso di Leo Monduzzi, all’epoca quindicenne, che ricorda con chiarezza quanto avvenne in quei giorni. «Quei ricordi sono sempre stati presenti nella mia memoria – precisa Leo – ma se ne restavano fermi e non sentivo la necessità di farli uscire. Da un po’ di tempo, però, ho cominciato a pensare che un episodio in particolare meritava di essere raccontato, perché tutti potessero conoscerlo».

Siamo nell’aprile 1945, gli Alleati stanno preparando una grande offensiva per conquistare la Pianura Padana e sperano di dare il colpo definitivo alla Germania di Hitler e ai suoi alleati. I preparativi includono incursioni aeree e bombardamenti di artiglieria per indebolire il nemico e spianare la strada all’avanzata. «Eravamo sfollati nel podere Brenta, condotto dai miei zii Monti, di proprietà del padre di Ebe Stignani – racconta Leo – che si trova tra via Casalegno, via Correcchio e vicolo Crucca. Bombe e granate cadevano sempre più spesso e, per ripararci, furono scavate delle piccole gallerie nella sponda del Correcchio, poco più che misere tane dove ci si stava a malapena e molto scomodi; comunque, grazie a queste, avemmo un minimo di protezione. Ricordo che uno di quei giorni mi trovavo nei campi, quando vidi arrivare un cacciabombardiere a volo quasi radente, rapido mi gettai in un fosso, mentre l’aereo sganciava le due bombe che portava sotto le ali per colpire il ponte sul Correcchio a Pontesanto e bloccare la ritirata ai tedeschi. Mancò il bersaglio! Una bomba cadde da un lato del ponte e una dall’altro, nell’aia del podere oggi sede di Hera. A farlo saltare forse ci pensarono i tedeschi, dopo che ebbero fatto passare i loro mezzi».

L’offensiva alleata, iniziata sul Senio tra il 10 e l’11 aprile, stava raggiungendo Imola. I tedeschi se ne andarono dalla città e dai dintorni tra il 13 e il 14, lasciando solo pattuglie e cecchini per rallentare l’avanzata. I polacchi infatti, stavano avanzando a nord della via Emilia e il loro obiettivo principale era raggiungere e prendere Bologna, per avere così il controllo su una vasta area della Pianura Padana. «Quell’ufficiale parlava abbastanza bene l’italiano e voleva sapere se c’erano ancora ponti transitabili – spiega Leo – e io gli risposi che i tedeschi li avevano distrutti. Mi propose di salire con lui sulla cingoletta e di fargli da guida e io accettai. Usciti dalla stradina che dal podere Brenta mette in via Correcchio, indicai all’ufficiale un ponticello, rimasto intatto perché alcuni uomini, penso appartenessero alle Sap, avevano sabotato i contatti che azionavano le mine fabbricate dai tedeschi. “Bene, passeranno di qui” propose l’ufficiale.

f.t.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: il ponte che immette nella proprietà che oggi appartiene alla famiglia di Luigi Grandi

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi
Cronaca 25 aprile 2018

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio

Oggi, mercoledì 25 aprile, ricorre la 73° Festa della Liberazione e, come ogni anno, sono molte le commemorazioni previste sul territorio in questa giornata.

A Imola il primo appuntamento è alle ore 9, presso la sede Anpi, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 14, per ricordare i partigiani e gli antifascisti caduti e fucilati a Bologna; durante la cerimonia verrà deposta una corona davanti alla lapide affissa all”edificio. A seguire, alle 9.15, nella rocca Sforzesca, verrà deposta una corona davanti alla lapide a ricordo dei partigiani e antifascisti detenuti e torturati in Rocca. Al termine della cerimonia verrà formato il corteo che si dirigerà in piazza Gramsci. Alle 9.30 si inizierà con il concerto della Banda musicale Città di Imola, al termine interverrà la classe 2^F del Liceo delle Scienze Applicate Alberghetti all”interno del progetto «Quando un posto diventa un luogo». Intorno alle 10.30 interverranno Adriana Cogode, Commissario straordinario di Imola e Bruno Solaroli, presidente dell”Anpi. Alle 11.15 verrà deposta una corona alla lapide nell”androne del Municipio a ricordo dei caduti in guerra, prima della partenza del corteo fino al monumento al Partigiano in piazzale Leonardo Da Vinci.

A Castel San Pietro si parte alle ore 9 con la cerimonia dell’Alzabandiera presso la sede del Gruppo alpini (via Cova 439). Alle ore 9.30, al cimitero di via Viara, avrà luogo la deposizione di una corona al sacrario dei Caduti. Successivamente, alle ore 10, dal piazzale dei 2 Portoni, ritrovo davanti alla lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi e inizio del corteo, con sosta in piazza Martiri Partigiani e in piazzale Vittorio Veneto, per giungere in piazza XX Settembre, dove, dopo la deposizione di corone ai lapidari dei Caduti, avrà luogo la commemorazione ufficiale del sindaco Fausto Tinti, accompagnata dai canti patriottici degli alunni delle scuole castellane. Alle ore 11.30 verrà celebrata una Santa Messa in suffragio di tutti i caduti nella chiesa del Santissimo Crocifisso. La commemorazione sarà accompagnata dalla musica del Corpo bandistico.

A Casalfiumanese il Comune ha organizzato una manifestazione che prenderà il via alle ore 9.30 con il ritrovo davanti al Municipio, dove si comporrà il corteo che percorrerà le vie del paese. Alle ore 10 è prevista la Santa Messa; infine, alle ore 10.30, il programma prevede la deposizione della corona di alloro davanti al monumento ai Caduti, a cui seguiranno canti e messaggi di pace a cura dei bambini delle scuole di Casalfiumanese. Dalle ore 9.30, Municipio, piazza Cavalli 15. A Castel del Rio è previsto un corteo che partirà alle ore 11.15 da Palazzo Alidosi per fare sosta davanti ai monumenti della Folgore, Nembo e San Marco e ai Partigiani. Gl interventi, del sindaco Alberto Baldazzi e del presidente dell”Anpi di Castel del Rio, Enrico Alpi, si terranno presso il monumento ai Partigiani a partire dalle ore 11.40. In questa speciale occasione il Museo della Guerra Linea Gotica è aperto dalle ore 10 alle 18 e si effettueranno visite guidate per gruppi e comitive. Dalle ore 11.15, palazzo Alidosi. A Dozza è in programma una manifestazione che prenderà il via da piazza Carducci con l”alzabandiera al monumento degli Alpini a cui seguirà la deposizione di una corona. Successivamente si terrà la benedizione della lapide ai Caduti in guerra, posta sotto il portico del palazzo comunale, con la deposizione della corona. Infine, in piazza Zotti, avrà luogo la celebrazione ufficiale, tenuta dal sindaco Luca Albertazzi. Sarà presente, per portare la propria testimonianza, Bruno Trincossi, reduce del Gruppo di Combattimento Friuli, che entrò in Dozza appena liberata, il 15 aprile 1945. E’ inoltre previsto un intervento degli alunni facenti parte del Consiglio comunale dei ragazzi. La manifestazione si concluderà con l’esibizione del Gruppo bandistico dozzese. Alle ore 10.30, piazza Carducci.

A Fontanelice le cerimonie prevedono una Santa Messa alle ore 9, alla quale seguirà la deposizione di una corona davanti al monumento alla Resistenza. Interverranno il sindaco, Athos Ponti, e Roberto Visani, del comitato direttivo dell”Anpi. Dalle ore 9, corso Europa. A Medicina il programma, con inizio alle ore 10, prevede il concerto della Banda municipale in piazza Andrea Costa, al quale seguirà l”omaggio ai Caduti sotto alla Loggia comunale. In seguito avrà luogo la sfilata lungo viale Oberdan e via Battisti, per giungere in piazza Garibaldi per le ore 10.30, quando si svolgerà la celebrazione ufficiale, con gli interventi di Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina, e di Forte Clò, dell”Anpi provinciale. Parteciperà un coro di bambini della scuola primaria di Medicina. I piccoli leggeranno brani tratti dall’iniziativa promossa dall”Anpi di Medicina Mi hanno raccontato una storia. Dalle ore 10, piazza Andrea Costa. A Ozzano Emilia è prevista alle ore 9, in piazza Allende, la partenza della Camminata della Resistenza; in contemporanea, in viale 2 Giugno, di fronte alle scuole medie Panzacchi, ritrovo ed esibizione della Banda dell’associazione Gruppo musicale di Ozzano dell’Emilia, diretta dal maestro Marco Dall’Aglio; alle 9.15 partirà il corteo per raggiungere il monumento ai Caduti della Resistenza, dove, alle 9.30, verrà reso onore ai Caduti da un picchetto armato del Battaglione del Genio Ferrovieri, con alzabandiera e deposizione di corone; seguiranno, alle 10, la Santa Messa in suffragio dei Caduti e, alle 10.45,  il saluto del sindaco e intervento a cura del Centro giovanile Arci Ozzano con lancio di palloncini colorati contenenti messaggi di pace scritti dagli alunni della scuola primaria di Ozzano; a conclusione, Brindisi della Liberazione aperto a tutti i convenuti.

r.c.

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio
Cronaca 25 aprile 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In primo piano il sogno della circonvallazione per decongestionare i paesi e le città attraversati dalla via Emilia. A Imola si discute della situazione della Cims, mentre alla borgata Chiavica l”indice è puntato contro l”azienda Florim.

Si avvicina anche il 1° maggio, anniversario della morte del pilota brasiliano di F1 Ayrton Senna. A Castello, invece, manutenzione e nuove idee per i laghetti del Molinetto. Sguardo all”enologia con lo spumante di Romagna che è pronto per conquistare il mercato delle bollicine.

Come sempre lo sport. 20.000 persone hanno riempito l”autodromo di Imola lo scorso weekend per il Motor Legend Festival. Nel basket conclusa la stagione dell”Andrea Costa, la parola passa a Gianpiero Domenicali. Chiudiamo con il ciclismo e il «Memorial Benfenati» in programma domenica a Osteria Grande.

Su «sabato sera due» appuntamenti per tutti i gusti: compie vent”anni il Cantamaggio di Medicina, mostra di ulivi incisi nel legno dell”artista imolese Silvana Bissoli e il libro per bambini «Piedino» di Bacchilega Junior che vince il premio «Nati per leggere».

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Sport 24 aprile 2018

Basket C Gold, i Flying Ozzano vincono anche gara-2 e volano in semifinale play-off

Tutto facile per i Flying Ozzano che vincono anche gara-2 a Pontevecchio con il punteggio di 85-61 e si qualificano per le semifinali dove attenderanno una tra Castel Guelfo e Salus.

Sul parquet bolognese le «Palle Volanti» hanno lasciato solo le briciole ai padroni di casa andando subito avanti nel punteggio a fine primo quarto per poi non venire più ripresi. Nel secondo tempo, infatti, non c”è più stata partita e la squadra di coach Grandi ha meritato a pieno il passaggio del turno. L”unico neo tra le statistiche biancorosse riguarda la scarsa precisione ai liberi, mitigata alla grande dalle prestazioni del trio Agusto-Dordei-Corcelli.

d.b.

Tabellino

Pontevecchio-Laco 61-85 (17-24, 33-43, 48-72)

Pontevecchio: Gianninoni 4, De Gregori 18, Bonaiuti 3, Nanni, Di Rauso 6, Folli 4, Mantovani 2, Minerva 3, Buriani, Bergami 13, Berti 8, Vetere. All. Carretto.

Ozzano: Folli 5, Chiusolo 8, Corcelli 17, Dordei 14, Agusto 15, Masrè 4, Morara 8, Lalanne 2, Magagnoli 6, Agriesti 4, Martini 2. All. Grandi. 

Nella foto (dalla pagina facebook dei Flying Ozzano): Nunzio Corcelli

Basket C Gold, i Flying Ozzano vincono anche gara-2 e volano in semifinale play-off
Cronaca 24 aprile 2018

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera

I carabinieri sono riusciti ad individuare gli autori dei furti avvenuti a metà gennaio ai danni di alcuni bar del centro storico di Imola. Si tratta di due uomini di 32 anni e 37 anni, nazionalità tunisina il primo e marocchina il secondo, di fatto senza fissa dimora ma gravitanti in Riviera romagnola. I militari sono riusciti ad individuarli dopo un”indagine che si è avvalsa sia dell”aiuto di alcuni testimoni, sia dell”analisi scrupolosa delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in città, comunali e di privati, a partire dai bar stessi, che hanno permesso di ricostruire l”esatto percorso compiuto dai ladruncoli.

Come ipotizzato, i ladruncoli utilizzavano il treno per spostarsi e prendevano di mira gli esercizi pubblici del centro raggiungibili a piedi, poi una volta compiuto i furti risalivano su un convoglio e lasciavano la città.

I due attualmente sono stati denunciati per concorso in furto e tentato furto in esercizio pubblico ma il magistrato potrebbe disporre un”eventuale custodia cautelare in carcere. Sono facce già note alle forze dell”ordine, disoccupati e non in regola col permesso di soggiorno, con diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio (furti). Fino ad ora avevano colpito soprattutto nel ravennate e nel riminese. 

Per il momento i carabinieri gli hanno addebitato con certezza tre furti, quelli al Bar Roma e al Barcode situati in via Emilia e al Bar Opera Dulcis di piazza Matteotti risalenti al 19 gennaio. Ma esattamente una settimana dopo, con un modus operandi similare erano stati visitati altri tre locali l”edicola Martini nel porticato all”angolo del palazzo del centro cittadino, il bar Ai Giardini di via Orsini e la pizzeria Porta Montanara. (r.c.)

Nella foto i carabinieri impegnati nei sopralluoghi dopo i furti

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera
Cultura e Spettacoli 24 aprile 2018

Domani apertura straordinaria dei Musei civici, della Rocca e di Palazzo Tozzoni

Mare, collina o perchè no un pò di cultura? Domani 25 aprile potrebbe essere un”idea alternativa visitare i Musei Civici di Imola che, per l”occasione, rimarranno aperti straordinariamente al pubblico dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Musei civici non significa solo San Domenico ma anche anche Rocca Sforzesca e Palazzo Tozzoni. E non finisce qui. Si replica anche martedì 1 maggio e sabato 2 giugno. 

Dopo l’ottimo apprezzamento da parte dei visitatori registrato nella giornata di Pasquetta, sarà quindi possibile passeggiare sugli spalti della Rocca ammirando la meravigliosa vista sulla città dalla terrazza del mastio, visitare le suggestive stanze di Palazzo Tozzoni che conservano intatto il fascino di una nobile dimora del settecento o immergersi fra fossili, pietre conchiglie, dipinti, ceramiche tanto altro esposto nel Museo di San Domenico. 

Nella giornata di sabato 2 giugno, inoltre, nel Museo di San Domenico sarà  possibile visitare anche la mostra Reload dell’artista Davide Serpetti, vincitore del concorso “Chiamata alle arti!”, che verrà inaugurata il prossimo 19 maggio, in occasione dell’edizione 2018 della Notte europea dei musei. (r.c.) 

Nella foto: la Rocca di Imola

Domani apertura straordinaria dei Musei civici, della Rocca e di Palazzo Tozzoni
Sport 24 aprile 2018

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO

Le cose belle non si dimenticano, neppure dopo una ventina d’anni. Ecco allora che venerdì scorso l’Imolese del 1998/99, quella che fu promossa in C2 dopo lo spareggio di Lugo contro il Forlì (2-0, gol di Maresi e Spezia), si è ritrovata alla Tavernetta, locale dell’allora capitano Maurizio Fusari. Ai suoi tavoli si sono seduti dirigenti (Morini, Pelliconi, Mambelli e altri), staff (il mister Nevio Valdifiori, il diesse Gianni Galli) e ovviamente i calciatori. In quella squadra c’erano i portieri Monterastelli e Ruffolo, poi Bonetti, Toschi, Erbuto, Antonelli, Bersanetti, Maresi, Fusari, Arfeo, Spezia, Actis Dato, Zotti, Paterna, Pari, Malavenda, Rossi, Ballacci, Caselli, Tombolini, D’Avino, Donattini, Polmonari, Cavina e Fraccaro.

r.s.

Nella foto: il gruppone dei partecipanti

Rimpatriata per i giocatori dell'Imolese che 19 anni fa centrarono la promozione in C2. IL VIDEO

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast