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Cronaca 10 Luglio 2020

Pestarono un minorenne vicino all’autodromo, individuati e denunciati gli aggressori

Dieci ragazzi sono stati denunciati dai carabinieri di Casalfiumanese per lesioni personali gravi in concorso, commesse ai danni di un diciassettenne italiano, vittima di un pestaggio avvenuto alle ore 23.30 di sabato 27 giugno, in via Malsicura, poco lontano dalla tribuna centrale dell’autodromo di Imola.

All’epoca dei fatti, i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Imola erano intervenuti per prestare soccorso al diciassettenne che era stato preso a testate, calci e pugni da una banda di coetanei a lui sconosciuti che lo avevano picchiato perché si era rifiutato di dare del «fumo» a uno dei membri del gruppo. Quest’ultimo, sentendosi mancare di rispetto, gli aveva spaccato il setto nasale con una testata. Caduto a terra per il dolore, il malcapitato era stato preso anche a calci e pugni dagli altri ragazzi presenti. All’arrivo dei militari, gli aggressori erano fuggiti, lasciando a terra il diciassettenne, in attesa dei sanitari del 118 che dopo aver prestato le prime cure al giovane, lo hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso per essere medicato e dimesso con una prognosi di 21 giorni per la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico facciale.

I carabinieri di Casalfiumanese, attraverso un’indagine telematica tra i social network scattata dopo la denuncia del giovane, sono riusciti a identificare, in collaborazione con i colleghi dell’Arma di Imola e Sesto Imolese, i dieci aggressori, tra cui quello che ha spaccato il naso al ragazzo e un altro che, sotto minaccia, ha tenuto alla larga gli amici della vittima, per impedire loro di prendere le difese dell’amico in difficoltà. Gli altri otto, invece, sono stati denunciati per aver partecipato ai fatti e per aver omesso con il loro comportamento l’interruzione dell’aggressione. (da.be.)

Foto concessa dai carabinieri

Pestarono un minorenne vicino all’autodromo, individuati e denunciati gli aggressori
Cronaca 10 Luglio 2020

Gli Alpini della Protezione Civile di Castello consegnano 300 mascherine della ditta BF di Osteria Grande alla Casa Protetta Coccinella

Associazioni e volontari della Protezione Civile del Comune di Castel San Pietro sono sempre al lavoro a sostegno della popolazione, soprattutto più debole, anche in questa fase 2 dell’emergenza Coronavirus. In questi giorni, infatti, gli Alpini della Protezione Civile si sono recati alla Casa Protetta comunale La Coccinella, insieme all’assessora al Welfare Giulia Naldi, per consegnare al direttore Samuele Preiata 300 mascherine di tipo chirurgico, che potranno essere utilizzate da persone che ne fossero eventualmente sprovviste.

Queste mascherine fanno parte delle 1000 in Tnt (sanificabili) che la ditta BF di Osteria Grande ha donato un mese fa alla Protezione Civile del Comune e che i volontari stanno distribuendo con varie modalità alla popolazione. La stessa ditta, che si occupa di sartoria e pellicceria e dall”inizio dell”emergenza sanitaria ha adibito parte dell’azienda alla produzione di mascherine, nei giorni scorsi ne ha date altre mille alla Croce Rossa castellana e si è detta disponibile a donarne ancora, in caso di ulteriori necessità. «L’Amministrazione comunale ringrazia la BF di Osteria Grande e gli Alpini della Protezione Civile per questo apprezzatissimo gesto – afferma l’assessora Naldi, che in queste settimane sta personalmente consegnando mascherine anche ad altre strutture come il Centro diurno disabili Ali Blu, il Laboratorio Occupazionale Zabina, i Nidi d’Infanzia e i Centri estivi per bambini e ragazzi organizzati da Comune, associazioni sportive e parrocchie in tutto il territorio comunale -. Questi dispositivi di protezione individuale sono un indispensabile strumento di prevenzione per salvaguardare la salute dei nostri anziani e di tutti noi. Invitiamo la cittadinanza a utilizzarle, a rispettare le distanze di sicurezza e le norme igienico-sanitarie. Non è il momento di abbassare la guardia, perché il virus non è ancora sconfitto». (da.be.)

Nella foto: da sinistra: Samuele Preiata (direttore della Coccinella), Giulia Naldi (assessore al Welfare) e Leonardo Bondi (presidente del Gruppo Alpini-Protezione Civile di Castel San Pietro Terme).

Gli Alpini della Protezione Civile di Castello consegnano 300 mascherine della ditta BF di Osteria Grande alla Casa Protetta Coccinella
Cultura e Spettacoli 10 Luglio 2020

Il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival Massimo Mercelli ricorda il Maestro Ennio Morricone

«In principio il rapporto partì in salita, io che sono sempre in anticipo arrivai con cinque minuti di ritardo e il Maestro mi disse “cominciamo male”. Poi le cose cambiarono, gli piacque il suono del flauto di legno, da lì a breve mi avrebbe scritto “su misura” le cadenze per la cantata Vuoto d’anima piena e Notturno Passacaglia che l’11 ottobre suonerò, in sua memoria, al Teatro alla Scala. Pochi musicisti al mondo hanno raggiunto, restandoci, il cuore della gente. E quando lavoravi con lui, aveva la capacità di dire la parola giusta che trasformava il senso della musica; ora lo immagino trasfigurato in un suono puro».

Così Massimo Mercelli, flautista imolese di talento e successo internazionale e direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, ricorda Ennio Morricone, il compositore scomparso lunedì 6 luglio. Mercelli, nelle sue parole, richiama l’occasione in cui Ennio Morricone compose Vuoto d’anima piena, una cantata per coro, orchestra da camera, pianoforte e flauto per il millennio della Basilica Cattedrale di Sarsina, commissionatagli per l’occasione dal Comitato delle celebrazioni per il millennio, per il tramite di Emilia Romagna Festival. L’opera, con testo di Francesco De Melis, venne eseguita in prima mondiale nella basilica il 25 agosto 2008 dall’Orchestra Roma Sinfonietta e dal Coro lirico sinfonico romano, con Massimo Mercelli al flauto nella parte solista e con lo stesso Morricone a dirigerla personalmente. (r.c.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto: Massimo Mercelli ed Ennio Morricone a Sarsina

Il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival Massimo Mercelli ricorda il Maestro Ennio Morricone
Cultura e Spettacoli 10 Luglio 2020

Magia, musica e giocoleria ad Ozzano per l’«ArtInCirco Festival»

Comicità musicale, ma- gia, bolle di sapone, danza, giocoleria, teatro. C’è tutto questo dentro «ArtInCirco Festival», il Festival di circo contemporaneo in corso ad Ozzano fino al 12 luglio. «Doveva tenersi come di consueto tra i primi fine settimana di maggio» fanno sapere dall’organizzazione, «ma le restrizioni dettate dall’emergenza Coronavirus inizialmente avevano fatto propendere gli organizzatori a far slittare la manifestazione direttamente al 2021. Invece, grazie al sostegno economico dell’amministrazione comu- nale di Ozzano, della Pro Loco, e all’impegno personale dell’assessore alla cultura Ele- na Valerio, l’edizione 2020 del Festival… eccola qua!».

L’associazione ArtInCirco, organizzatrice del Festival, ha allestito un programma di eventi che ha preso il via il 7 luglio e terrà compagnia agli spettatori fino al 12 luglio nell’area verde dietro la biblioteca di Ozzano (piazza Allende). «Dobbiamo ringraziare l’amministrazione comunale che, individuando un luogo unico, sicuro e conforme alle norme contro il Coronavirus per tutti gli spettacoli all’aperto, ha fat- to sì che quest’estate possiamo regalare alla cittadinanza tantissimi spettacoli gratuiti – sottolinea Federico Cibin, presidente dell’associazione che organizza il Festival -. È importante ricordare al pub- blico che l’area verde dedicata agli spettacoli del Festival è quella dietro la biblioteca di Ozzano (piazza Allende): una platea da trecento posti che ospiterà non solo il Festival di circo contemporaneo, ma anche il Festival La Torre e la Luna organizzato dal gruppo Ote, il cinema all’aperto, letture e incontri con autori e concerti».

La prenotazione è obbligatoria allo 051-791337 oppure 051-791315 fino a venerdì 10 luglio dalle 9 alle 12.30 o tramite email all’indirizzo cultura@comune.ozzano.bo.it. Sono previsti anche laboratori di giocoleria gratuiti da 10 anni in su con prenotazione al 342-7736730: l’11 luglio dalle 16.30 alle 18.30, il 12 luglio dalle 15 alle 16 nell’area verde davanti al Comune di Ozzano.(r.c.)

Il programma sul sito dell’evento e su «sabato sera» del 9 luglio. 

Nella foto: Nando e Maila in un’immagine dello spettacolo «Kalinka»

Magia, musica e giocoleria ad Ozzano per l’«ArtInCirco Festival»
Cronaca 9 Luglio 2020

Coronavirus, a Imola solo 2 casi attivi. L’Ausl “chiude per ferie” la tenda del pre-triage del Pronto soccorso

Nel circondario di Imola oramai dalla fine di giugno (per la precisione dal 27 giugno) non si registrano nuovi positivi. Rimangono solo due casi attivi (cioè ancora positivi), si tratta di persone residenti a Imola (una è ricoverata in ospedale ma solo perché deve fare delle cure che esulano dalla Covid-19 e la sua abitazione non è confacente all’isolamento). In totale, dall’inizio dell’epidemia, nei dieci comuni del circondario di Imola abbiamo avuto 404 casi, 39 i morti.  

Diversa, come si sa, la situazione nel resto della regione: oggi i nuovi positivi sono 29 di cui 12 con manifestazioni cliniche dovute all’infezione. Vari focolai nei giorni scorsi hanno fatto risalire il numero dei contagi e dei malati, oltre ai positivi asintomatici individuati tramite gli screening sierologici. Così anche i ricoverati in terapia intensiva e quelli dei reparti Covid sono aumentati, ma solo di poche unità e hanno già ricominciato a scendere alla luce di guarigioni e “negativizzazioni”. I ricoverati in terapia intensiva in tutta la regione oggi sono 10 e 96 quelli nei reparti Covid.  

Secondo la Regione i focolai sono tracciati e sotto controllo, in particolare a Bologna (con i positivi in tripla cifra legati allo spedizioniere Brt Bartolini) e nel ravennate (una dozzina di persone rientrate dal Bangladesh poste in isolamento fiduciario). 

La situazione tranquilla sul fronte virus dell’imolese, unita all’esigenza di razionalizzare il personale a fronte delle ferie estive, ha portato l’Ausl di Imola a “chiudere” la tenda esterna del pre-triage del Pronto soccorso.

Questo non toglie che l’attività verrà comunque svolta da un infermiere all’interno della struttura ospedaliera: nell”area tra la rampa d”accesso pedonale al Pronto soccorso e quella di triage. Poi si proseguirà seguendo specifici percorsi in base ai differenti livelli di sospetto di infezione da Sars-Cov 2  

“La tenda però resta al suo posto – precisa la nota dell’Azienda sanitaria – e riprenderà a funzionare a fine settembre, quando le temperature ne permetteranno nuovamente l’utilizzo e in vista dell’esigenza di garantire un filtro esterno adeguato nel periodo autunnale”. 

La rampa pedonale di via Belpoggio rimane quindi dedicata esclusivamente a chi si reca in Pronto soccorso (pazienti e operatori del servizio), mentre resta interdetta a tutti gli altri, compresi i dipendenti (che devono accedere all’ospedale dall’atrio centrale e sottoporsi alle verifiche del check point che rimane in funzione come sempre). (l.a.)

Coronavirus, a Imola solo 2 casi attivi. L’Ausl “chiude per ferie” la tenda del pre-triage del Pronto soccorso
Cronaca 9 Luglio 2020

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra

Cefla taglia la produzione e il personale nella sede di Verona? La risposta dei sindacati Fim Fiom Uilm Territoriali Imola e Rsu Cefla Imola Verona Pesaro non si è fatta attendere. «Apprendiamo con assoluto sconcerto che la Cefla, al pari di una multinazionale, sta procedendo al taglio di un sito produttivo e di personale della sede di Verona – si legge nel comunicato. Nei recenti incontri sindacali sul territorio veronese è stato chiaramente specificato che una parte della produzione verrà trasferita ad Imola, insieme ad una parte del personale, per poi nel 2021 procedere al totale spostamento della produzione.È chiaramente un progetto di risparmio di costi tipico di una azienda che persegue il solo fine utilitaristico del bilancio.Le relazioni sindacali in Cefla hanno da tempo assunto rapporti sempre peggiorativi rispetto al passato e la mancata comunicazione delle azioni messe in atto sul sito di Verona, né la presentazione di un appropriato piano industriale, lo dimostrano. Come organizzazioni territoriali abbiamo deciso di porre un deciso punto fermo a questo stato di cose.Di tutto questo parleremo con tutto il personale nelle assemblee programmate per giovedì 16 luglio, chiedendo il mandato a sostenere il plesso di Verona.Sosteniamo la battaglia iniziata a Verona ben consci che queste problematiche potrebbero espandersi anche su altri plessi.A seguito dell’assemblea sindacale, secondo il mandato ricevuto, non ci precludiamo la possibilità di mettere in campo anche forme di protesta.Se davvero questo è accaduto, auspichiamo una inversione di rotta, ma se la posizione della Cooperativa rimarrà tale anche nell’immediato futuro ne dovremo necessariamente prenderne atto ed adeguarci anche nei nostri modi di relazionarci». (da.be.)

Nella foto: uno degli stabilimenti Cefla a Imola

Cefla taglia produzione e personale nella sede di Verona, sindacati sul piede di guerra
Politica 9 Luglio 2020

A quarant’anni dalla strage la stazione di Bologna sarà intitolata al «2 Agosto 1980»

Il 2 agosto saranno trascorsi 40 anni dalla bomba fatta esplodere alla stazione di Bologna un sabato mattina d’estate provocando 85 morti e 200 feriti. Un’ala della sta- zione venne completamente distrutta, oggi è ricostruita e rimane a ricordarlo un lungo squarcio sul muro del primo binario, una lapide con tutti i nomi dei morti, immagini e targhe nella sala d’aspetto e uno dei due orologi esterni fermo alle 10.25, l’ora dello scoppio. Impossibile non notarlo per chi è andato almeno una volta in treno a Bologna.

Quest’anno è una ricorrenza particolare ma il Coronavirus ha reso tutto più complicato. In questi mesi di lockdown e restrizioni sanitarie l’Associazione tra i familiari delle vittime e tanti altri hanno comunque lavorato, soprattutto online, per tener desta l’attenzione sul 40°. Ad esempio è stata creata la pagina Facebook «Dammi la mano. Bologna 2 Agosto» per raccogliere testimonianze, video o commenti. Ma per il 2 agosto forse non ci sarà il corteo ma un momento in piazza Maggiore, come il 6 agosto ’80 quando si tennero i funerali davanti all’allora presidente della Repubblica Pertini e al sindaco Renato Zangheri. Quest’anno dovrebbe venire il presidente Mattarella. Poi ci si sposterà in stazione ed è questo il momento che sta particolarmente a cuore a Paolo Bolognesi il presidente dell’Associazione tra i familiari. Il Comune di Bologna ha chiesto mesi fa a Ferrovie dello Stato di intitolare la stazione al «2 Agosto 1980».

Sembrava cosa fatta ma in quest’anno complicato bisogna lottare anche per questo. «Le Ferrovie dello Stato mi hanno finalmente confermato che l’intitolazione verrà fatta il prossimo 2 agosto – spiega Bolognesi -, ma non ci sarà il distacco di biglietteria, cioè sui biglietti continuerà a chiamarsi Stazione centrale di Bologna. Come Associazione abbiamo detto che va bene se è un primo passo, capiamo che occorra tempo per le procedure ma l’anno prossimo il nome deve cambiare davvero, altrimenti non serve a niente mettere una targa su un muro. Le Ferrovie dicono che lo chiederebbero anche tutte le altre città, ma io dico: in quali altri posti d’Italia è accaduta una strage come questa?». (l.a.)

Cronaca 9 Luglio 2020

A quarant’anni dalla strage la stazione di Bologna sarà intitolata al «2 Agosto 1980»

Il 2 agosto saranno trascorsi 40 anni dalla bomba fatta esplodere alla stazione di Bologna un sabato mattina d’estate provocando 85 morti e 200 feriti. Un’ala della sta- zione venne completamente distrutta, oggi è ricostruita e rimane a ricordarlo un lungo squarcio sul muro del primo binario, una lapide con tutti i nomi dei morti, immagini e targhe nella sala d’aspetto e uno dei due orologi esterni fermo alle 10.25, l’ora dello scoppio. Impossibile non notarlo per chi è andato almeno una volta in treno a Bologna.

Quest’anno è una ricorrenza particolare ma il Coronavirus ha reso tutto più complicato. In questi mesi di lockdown e restrizioni sanitarie l’Associazione tra i familiari delle vittime e tanti altri hanno comunque lavorato, soprattutto online, per tener desta l’attenzione sul 40°. Ad esempio è stata creata la pagina Facebook «Dammi la mano. Bologna 2 Agosto» per raccogliere testimonianze, video o commenti. Ma per il 2 agosto forse non ci sarà il corteo ma un momento in piazza Maggiore, come il 6 agosto ’80 quando si tennero i funerali davanti all’allora presidente della Repubblica Pertini e al sindaco Renato Zangheri. Quest’anno dovrebbe venire il presidente Mattarella. Poi ci si sposterà in stazione ed è questo il momento che sta particolarmente a cuore a Paolo Bolognesi il presidente dell’Associazione tra i familiari. Il Comune di Bologna ha chiesto mesi fa a Ferrovie dello Stato di intitolare la stazione al «2 Agosto 1980».

Sembrava cosa fatta ma in quest’anno complicato bisogna lottare anche per questo. «Le Ferrovie dello Stato mi hanno finalmente confermato che l’intitolazione verrà fatta il prossimo 2 agosto – spiega Bolognesi -, ma non ci sarà il distacco di biglietteria, cioè sui biglietti continuerà a chiamarsi Stazione centrale di Bologna. Come Associazione abbiamo detto che va bene se è un primo passo, capiamo che occorra tempo per le procedure ma l’anno prossimo il nome deve cambiare davvero, altrimenti non serve a niente mettere una targa su un muro. Le Ferrovie dicono che lo chiederebbero anche tutte le altre città, ma io dico: in quali altri posti d’Italia è accaduta una strage come questa?». (l.a.)

A quarant’anni dalla strage la stazione di Bologna sarà intitolata al «2 Agosto 1980»
Cronaca 9 Luglio 2020

L’Associazione nazionale dentisti italiani promuove una class action in favore dei pazienti della Dentix

La telenovela Dentix si arricchisce di un nuovo capitolo. L’Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), infatti, nel rilevare la deplorevole situazione creatasi a seguito della crisi della catena odontoiatrica, con ambulatorio anche a Imola, intende fornire un segnale di concreta vicinanza ai cittadini-pazienti coinvolti, ponendo a loro disposizione un servizio di consulenza gratuita diretta alla proposizione di azioni di tutela collettiva volte ad arginare danni e pregiudizi subiti. «Andi – dichiara il presidente Carlo Ghirlanda – ha deciso di sostenere le ragioni dei cittadini, dei lavoratori e dei professionisti coinvolti rispetto al ritardo degli impegni di cura ed economici da parte di Dentix, promuovendo una iniziativa legale alla quale potranno partecipare, gratuitamente, coloro che ritengono di essere stati danneggiati dalla presente situazione».

Per maggiori informazioni scrivere all”indirizzo e-mail: segreteriapresidenza@andinazionale.it (da.be.)

Nella foto: l’ambulatorio di Dentix a Imola

L’Associazione nazionale dentisti italiani promuove una class action in favore dei pazienti della Dentix
Cronaca 9 Luglio 2020

Diritto allo studio, via libera della Commissione Scuola regionale alle misure straordinarie a sostegno degli studenti universitari

La Regione Emilia Romagna dà sempre è vicina ai problemi della scuola e al diritto allo studio, come si evince dalle parole della presidente della Commissione regionale Francesca Marchetti a margine della seduta che ha visto all’ordine del giorno gli interventi della direttrice Er.Go Patrizia Mondin e dell’assessore regionale Paola Salomoni. «I servizi universitari, le borse di studio e la garanzia per un diritto allo studio accogliente e di qualità sono da sempre i cardini delle nostre politiche, messe in campo anche grazie al lavoro e alla collaborazione con ER.GO. Oggi la Commissione Scuola ha infatti dato il via libera, all’unanimità, ad ulteriori sostegni messi in campo dalla Giunta. La Regione di fatto introdurrà un “Bonus straordinario Covid-19” per gli studenti universitari, confermando oltre le borse di studio ordinarie anche misure straordinarie per gli studenti fuorisede». 

Nello specifico, l’ulteriore bando di concorso “straordinario” per la concessione di borse di studio è destinato agli studenti che non raggiungono al 10 agosto 2020 i crediti necessari per l’accesso alla borsa per l’anno accademico 2020/2021. Inoltre, è stato introdotto il “Bonus straordinario Covid-19” a favore degli studenti che non raggiungono i crediti necessari per l’accesso alla borsa di studio per l’anno accademico 2020/2021. Un’ulteriore agevolazione riguarda la proroga del termine per la verifica del conseguimento dei crediti da parte degli studenti matricole beneficiari di borsa di studio per l’anno accademico 2019/2020. «L’impegno della Regione è quello di continuare a promuovere una comunità regionale educante, dove ogni studente non si senta ospite, ma si integri nella città in cui viene a studiare. – sottolinea Marchetti – Miglioramento degli alloggi, aumento dei pasti distribuiti e un progetto innovativo per il sostegno agli studenti diversamente abili sono i pilastri sui quali l’Azienda regionale per il diritto agli studi e la Regione stessa si sono basate. In quest’ottica si inserisce anche il lavoro dell’assessorato alla scuola, che in Emilia-Romagna non ha eguali in materia di diritto allo studio. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, la Regione ha prestato particolare attenzione alla condizione degli studenti universitari e ha attivato attraverso ER.GO e con la condivisione degli Atenei e della Consulta regionale degli studenti misure straordinarie di sostegno. Gli Atenei hanno da subito sostenuto la continuità attivando formazione a distanza, discussioni di laurea in streaming e proclamazioni on line garantendo agli studenti universitari tutte le funzioni, sia didattiche ma anche le più complesse, come lo svolgimento degli esami e il conseguimento del titolo di studio, lauree e dottorati». 

Diritto allo studio, via libera della Commissione Scuola regionale alle misure straordinarie a sostegno degli studenti universitari

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