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Cronaca 5 Dicembre 2019

La polka chinata ozzanese è salita sul palco di Got Talent España, trasmissione seguita da 3 milioni di spettatori

Il duo della polka chinata giunge a Madrid, negli studi di Telecinco. Lunedì 18 novembre gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini hanno gareggiato a Got Talent España, edizione spagnola della celebre trasmissione. Tre milioni gli spettatori dacasa, ma grande successo su Youtube dove l’esibizione ha già sfiorato le 100 mila visualizzazioni. Peccato che la giuria non abbia votato compatta per i ballerini (che tra l’altro hanno sfoderato un perfetto spagnolo) decretandone l’eliminazione. Discutibile la scelta della regia di usare le note de «Il padrino».

I due non sono nuovi a spettacoli oltre confine. Nel 2018 si erano esibiti a Atene, per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, che per ora non c’è ancora stato, ma si spera possa arrivare nelle prossime edizioni. (ti.fu.)

Nelle foto la coppia ozzanese durante l”esibizione a Madrid

La polka chinata ozzanese è salita sul palco di Got Talent España, trasmissione seguita da 3 milioni di spettatori
Cronaca 5 Dicembre 2019

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging

Tra i protagonisti della Packaging valley emiliano romagnola c’è l’ozzanese Ima, che progetta e produce macchine automatiche anche per il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè. In attesa di vedere gli sviluppi sulla «plastic tax», l’azienda ha già lanciato un nuovo progetto al servizio del packaging che impiega nuovi materiali ecocompatibili.

Il suo nome è Ima Nop,  dove Nop sta per «No plastic». «Il progetto – spiega Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – si inserisce nella filosofia del gruppo nell’ambito della sostenibilità ambientale. Dopo il via libera a Strasburgo, da parte del Parlamento europeo, alla direttiva che limita l’uso di diversi ar ticoli monouso in plastica, saranno richieste nuove macchine automatiche in grado di ridurre l’impiego della plastica nel packaging. Il gruppo ha già sviluppato, in collaborazione con i maggiori player del mercato, alcune soluzioni estremamente innovative, anticipando così le esigenze del mercato di riferimento. Questo progetto testimonia la sensibilità ambientale di Ima e il forte impegno nell’innovazione che, da sempre, contraddistingue il gruppo». (lo. mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging
Cronaca 5 Dicembre 2019

Giuseppe Lesce (Sacmi): «Plastic tax, uno slogan che non risolve i problemi»

Tra le novità della legge di Bilancio 2020, al momento in discussione al Senato, c’è anche la contestata «plastic tax». Si tratta di una imposta che prevede il pagamento di 1 euro per ogni chilo di oggetti in plastica monouso, prodotti in Italia o importati dall’estero.

La plastic tax andrà quindi a colpire fabbricanti, importatori e commercianti, ma anche, in modo indiretto, i  consumatori, su cui si scaricheranno i maggiori costi di filiera. Si calcola infatti che la nuova imposta potrebbe gravare sui consumi delle famiglie per circa 110 euro l’anno. Più in generale, la bozza dell’articolo di legge ipotizza un gettito di 1.079 milioni di euro nel primo anno di applicazione (2020) e di circa 1.700 milioni all’anno una volta a regime.

La plastic tax ha subito fatto scalpore. Se l’obiettivo è inibire il consumo di oggetti in plastica monouso, dall’altro penalizza anche le aziende produttrici di imballaggi in plastica e in modo indiretto la Packaging valley emiliano romagnola. Tra le imprese locali che producono anche impianti per la realizzazione di bottiglie, tappi, capsule e contenitori in plastica per l’industria alimentare e farmaceutica c’è l’imolese Sacmi. Abbiamo chiesto a Giuseppe Lesce, direttore Public affairs di Sacmi, di darci il suo parere sull’argomento.

Cosa ne pensa della plastic tax?
«Mi sembra più uno slogan e non un provvedimento basato su un’analisi reale della situazione. Il ministro Di Maio ha detto che questa tassa è un investimento sul futuro delle nuove generazioni. E’ demagogia, oltre che un ossimoro, dato che una tassa non può essere un investimento. Un tema così complesso non si affronta con enunciati di principio, che non si basano su una conoscenza diretta della materia. Si vuole spingere la ricerca verso materiali innovativi e invece mettiamo una tassa sulla plastica. Non si sta affrontando il problema. Oggi il nostro mondo può davvero fare a meno della plastica? Quando sento dire all’ex ministro della Salute, Lorenzin, che auspica un futuro “plastic free”, senza plastica, mi domando: è mai entrata in un ospedale? I medicinali con che cosa sono confezionati? Le sacche, i cateteri, le attrezzature scientifiche, di che materiale li vogliamo fare? La plastica è stata una grandissima invenzione, ma è l’uso sbagliato che se ne è fatto nel tempo ad aver portato alle conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti. La “sportina” di plastica, ad esempio, è nata 60 anni fa dall’idea di un ingegnere svedese. L’obiettivo era salvaguardare gli alberi e il pianeta: rispetto a un sacchetto di carta era destinato a durare di più. Senza contare che il sacchetto di carta, dal punto di vista energetico, costa il triplo rispetto a uno di plastica. Ma questo la gente non lo sa. Se si vuole davvero affrontare il tema, mettiamo attorno a  un tavolo qualcuno che sappia almeno cos’è il “carbon footprint” (impronta di carbonio, ndr), cioè che cosa comporta a livello energetico globale una scelta rispetto a un’altra. Se abbiamo davvero a cuore l’ambiente, dobbiamo considerare tutti gli aspetti e non usare slogan, che oltre ad essere irritanti non aiutano a risolvere il problema». (lo. mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Giuseppe Lesce (Sacmi): «Plastic tax, uno slogan che non risolve i problemi»
Cronaca 5 Dicembre 2019

Il viaggio della plastica dal cassonetto in poi

Dove va a finire la plastica che gettiamo nel cassonetto o che portiamo alla stazione ecologica? Quanto di ciò che viene conferito viene poi effettivamente recuperato? E ciò che non viene recuperato, dove va? Per saperne di più abbiamo interpellato Filippo Bocchi, direttore Valore condiviso e Sostenibilità di Hera.

Per quanto riguarda la plastica, il vostro ultimo report «Sulle tracce dei rifiuti» indica che nel 2018 la raccolta pro capite è stata di 31 chili. Un buon risultato?
«Esatto, nel 2017 erano 28 chili pro capite, dunque nel territorio di riferimento del gruppo Hera c’è un aumento a doppia cifra della raccolta della plastica e questo va di pari passo con l’aumento della raccolta differenziata, che si è avuto anche a Imola dopo la riorganizzazione del servizio di raccolta».

Dove vanno a finire, quindi, questi 31 chili pro capite?
«Tutta la plastica raccolta nella provincia di Bologna, e quindi anche nel circondario imolese, va, in prima battuta, nei nostri impianti di selezione di Granarolo dell’Emilia o di Voltana di Lugo. Qui viene fatta una selezione meccanica, anche attraverso lettori ottici, e una ulteriore selezione manuale. E’ il Corepla, il consorzio nazionale che recupera gli imballaggi in plastica, a dirci a quali centri mandare il materiale da noi selezionato. Il Corepla ha un meccanismo di aste attraverso cui distribuisce i rifiuti, in base sia alla tipologia sia alla disponibilità delle strutture, garantendo una equa ripartizione tra i vari centri di recupero. Per tutta la provincia di Bologna, ad esempio, sono 14, sparsi in tutta Italia, da Bergamo a Teramo. Di questi, 12 sono anche produttori di plastica. Noi, in prima battuta, eliminiamo lo scarto, cioè quello che non è di plastica e che non è imballaggio. Il giocattolo, ad esempio, anche se è di plastica, viene comunque scartato, perché non c’è ancora una tecnologia in grado di riciclare la plastica dura. Lo scarto viene conferito pressoché totalmente alla discarica di Ravenna. In media, parliamo del 28 per cento dei 31 chili. Il restante 72 per cento viene  invece recuperato, in parte attraverso riciclo e in parte (49 per cento) attraverso il recupero energetico, percentuali in linea anche con i dati nazionali Corepla». (lo. mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 28 novembre

Fotografia tratta dal sito di Corepla

Il viaggio della plastica dal cassonetto in poi
Cronaca 5 Dicembre 2019

La Giunta Tinti ha deciso: Castel San PIetro è ufficialmente Città della Carrera

La carrera autopodistica è sempre più orgogliosamente parte integrante dell’identità castellana, tanto che la Giunta comunale ha deciso di proclamare ufficialmente Castel San Pietro Terme «Città della Carrera» e di promuovere e divulgare questa nuova denominazione con tutti i mezzi idonei e in tutte le occasioni opportune. «Inizieremo nelle prossime settimane con l’installazione di nuovi cartelli alle entrate del territorio comunale e con l’inserimento nel sito istituzionale», anticipa il vicesindaco Andrea Bondi, principale promotore dell’iniziativa.

Com’è noto, la Carrera è da tempo uno dei principali eventi del Settembre castellano. La prima Sagra della braciola e dell’uva ebbe luogo il 21 settembre 1952, mentre l’esordio della carrera autopodistica risale a due anni dopo: la prima gara si svolse esattamente il 19 settembre 1954. «La Carrera – aggiunge Bondi – è una tradizione che si tramanda da 66 anni, ha una forte valenza culturale per il Comune di Castel San Pietro Terme e può essere inserita a pieno titolo nel nostro patrimonio immateriale culturale e sportivo. Da sempre l’Amministrazione comunale e i cittadini di Castel San Pietro Terme dedicano grande impegno nell’organizzazione dell’evento, che ha anche un notevole impatto sul piano economico e sociale nel nostro territorio». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

La Giunta Tinti ha deciso: Castel San PIetro è ufficialmente Città della Carrera
Economia 5 Dicembre 2019

Crisi BIo-On, il 13 dicembre in Regione nuovo tavolo di salvaguardia per l'occupazione e la continuità aziendale

Un altro tavolo convocato in Regione per la crisi Bio-On. Il nuovo incontro è in agenda per il 13 dicembre prossimo, a partire dalle 10, con l”obiettivo di garantire la salvaguardia occupazionale e la continuità aziendale. Al riguardo, l”assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi e il vicesindaco della Città metropolitana, e sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti, affermano di ritenere che «le azioni intraprese dall”amministratore giudiziario possano andare in questa direzione». L”amministratore giudiziario Luca Mandrioli ha infatti sottolineato, nei giorni scorsi, di «aver avviato lo studio di un”operazione di ristrutturazione del debito volta a preservare la continuità aziendale e consentire il risanamento dell”impresa, evitando che venga dissolta l”organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e di avviamento».

La nota inviata dalla Regione sottolinea inoltre che «le istituzioni sono costantemente in contatto con l”amministratore giudiziario e informate  in merito alle attività svolte per gestire l”attuale fase» e che «Regione, Agenzia regionale per il lavoro e Città metropolitana continuano l”attività per definire un quadro di possibili tutele sociali per i lavoratori coinvolti». Alla nuova riunione del tavolo saranno presenti l”assessore Palma Costi per la Regione, rappresentanti della Città metropolitana, dei lavoratori e l’amministratore giudiziario Mandrioli. 

La precedente riunione del tavolo regionale relativa a Bio-On, l”azienda di bioplastiche finita nella bufera dopo le misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, il presidente Marco Astorri (dimessosi nelle settimane scorse), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. si è svolta l”8 novembre scorso. Successivamente l”amministratore giudiziario della stessa Bion-on, presente con uno stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, nel quale lavora la metà circa dei 100 dipendenti complessivi. aveva annunciato la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi. (r.cr.)

Crisi BIo-On, il 13 dicembre in Regione nuovo tavolo di salvaguardia per l'occupazione e la continuità aziendale
Cronaca 5 Dicembre 2019

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

AMBIENTE. Rifiuti, tra sogno e realtà. Imola fa scuola con i «boschi in città».  AUTODROMO. I Pearl Jam in concerto a luglio. POLITICA. Le priorità del commissario Izzo. CRONACAVia libera al progetto di Crif. La Fatro demolisce «Al Camaroun». A Medicina cresce l”orchestra nata a scuola. CUCINA. Il San Domenico e la storia dello chef Marcattilii.

SPORT. Nuoto. La castellana Bianchi agli Europei in vasca corta. Ginnastica. Titolo italiano U13 alla Biancoverde. Basket53 punti tra gli U18 per William Wiltshire. Calcio. Mister Geraci torna da avversario a Castello.

SABATOSERA DUE. EventiTre grandi concerti ad Imola nel 2020Arte. Collettiva a La casa di SilLaMuseo diocesano e trecento bijoux americani. Musica. Alessandro Taverna in concerto con Il Quartetto Nous. Il violino di Milenkovich per l’Erf. Teatro. Giuseppe Battiston è Churchill allo Stignani. Appuntamenti. Aspettando il Natale. Editoria. «Il San Domenico, la mia vita», il libro dello chef Marcattilii.

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Sport 4 Dicembre 2019

Nuoto Europei vasca corta, Carraro d'argento nei 50 rana. Bronzo per Scozzoli e Izzo

E” grande Italia agli Europei di nuovo in vasca corta che si stanno svolgendo in questi giorni a Glasgow, in Scozia. La 14enne Benedetta Pilato ha trionfato nei 50 rana (29”32) davanti alla nostra Martina Carraro (29””60) ed all’irlandese Mona McSharryin (29”87).

Fabio Scozzoli, invece, ha conquistato il bronzo nei 50 rana maschili (25””84), ex aequo con l’olandese Kamming. Oro al russo Morozov (25”51) e argento per il turco Sakci (25”82). Infine, terzo gradino per l”Italia nella staffetta veloce 4×50 stile libero (1”24””50), in cui insieme a Bocchia, Orsi e Miressi era presente anche Giovanni Izzo. Successo per la Russia (1’22”92), davanti alla Polonia (1’23”74). (r.s.)

Nella foto (Isolapress): la premiazione di Martina Carraro come «Atleta dell”anno» dei veterani dello Sport

Nuoto Europei vasca corta, Carraro d'argento nei 50 rana. Bronzo per Scozzoli e Izzo
Calcio 4 Dicembre 2019

Imolese: due rigori per l’ottavo pari stagionale

E’ finita 1-1 contro la Triestina, con due rigori nel finale di primo tempo, segnati rispettivamente da Ferrari e Boccardi. Diciamo subito che i friulani non avrebbero meritato di vincere, anche se nel finale hanno colpito una traversa, mentre l’Imolese, migliore degli avversari per gran parte della ripresa, quasi mai riesce ad arrivare al tiro.

In questo mercoledì di recupero il freddo si è fatto sentire per i 533 spettatori del Romeo Galli (una trentina da Trieste), mentre la squadra di Atzori ha portato a casa l’ottavo pareggio stagionale, tutta roba da far fruttare quando arriveranno le sfide con le dirette concorrenti. Il mister ha schierato la squadra con lo stesso modulo, il 3-4-2-1, ma con qualche variante rispetto a domenica scorsa, tipo Ingrosso al posto di Valeau sulla sinistra, Tentoni trequartista e Padovan unica punta.

Alla fine ne è uscito un primo tempo equilibrato, spezzato solo dai due rigori che, almeno dalla tribuna, hanno dato impressioni opposte. Quello a favore degli ospiti sembrava del tutto inventato (ma chi ha visto in diretta la partita dice che ci poteva stare il mano di Boccardi), mentre quello per l’Imolese è sembrato netto, con l’atterramento di Belcastro sulla linea di fondo. La ripresa, come detto, è andata quasi tutta in favore dell’Imolese, a parte gli ultimi frenetici minuti di grande rischio, quando ormai la stanchezza la faceva da padrona.

La cronaca. L’Imolese torna in rossoblù dopo la parentesi rosa e al 3’ Belcastro inventa subito un passaggio bellissimo: pallonetto per Padovan, che aggancia male e si fa fermare dal portiere Offredi. Nel rovesciamento di fronte ci prova la Triestina, dopo un pallone perso dalla squadra di Atzori. Ma sul tiro di Gatto al 4’ è prontissimo Rossi. Da qui in avanti la partita ristagna, almeno fino al 26’, quando Marcucci su punizione scodella un bel pallone dentro. Ma ancora una volta è un’occasione sprecata, perché Carini non si accorge del buco di Malomo e non riesce a deviare di testa. La svolta arriva al 40’, quando l’arbitro diventa protagonista e fischia un rigore un po’ dubbio (fallo di mano di Boccardi, ma apparentemente sbilanciato da dietro da un avversario). Da un corner sembrava quindi fallo a favore dell’Imolese, invece viene mandato sul dischetto Ferrari (al 42’), che batte Rossi con un rasoterra alla sua sinistra. Al 48’ il signor Santoro di Messina pareggia il conto, con un rigore (stavolta netto, ma se ne accorge il segnalinee) fischiato a favore dell’Imolese per un fallo su Belcastro. Sul dischetto al 49” si presenta Boccardi che la mette alla destra di Offredi.

La ripresa. Doppio cambio prima del fischio d’inizio, con lo schieramento che resta 3-4-2-1, con Belcastro unico trequartista (fuori Tentoni) e Vuthaj in avanti, con Bismark che parte più arretrato (fuori un zoppicante Padovan). Al 51’ l’azione rossoblù parte dalla sinistra con Ingrosso che la mette nel mezzo benissimo rasoterra. Arriva a rimorchio Bismark, ma il suo piattone dal limite dell’area si perde incredibilmente sul fondo. Cioè questo ragazzo, tutto solo, non ha neanche preso in porta. In ogni caso l’Imolese è partita bene nella ripresa. Al 63’ ancora Ingrosso fa una incursione pericolosa, ma si fa fermare in angolo. Al 77’ la Triestina, assolutamente invisibile nella ripresa, va ad impensierire Rossi con un cross sbagliato di Cernuto che stava per infilarsi nell’angolino. La partita sta avviandosi alla conclusione e l’Imolese, ormai molto stanca, ci prova con Alimi (tra i migliori) e alla fine il tiro di Provenzano viene ribattuto dalla difesa. La Triestina si ricorda della sua forza proprio allo scadere. Al 49’ c’è un corner e sugli sviluppi arriva un tiro di Codromaz che sbatte sulla traversa. La palla torna in gioco e gli alabardati sono ancora tutti in area, ma la parola fine la scrive il guardalinee, che alza la bandierina. Tutti a casa, a scaldarsi un po’. (p.z.)

Imolese – Triestina 1-1 (1-1)

Imolese (3-4-2-1): Rossi; Boccardi, Carini, Della Giovanna; Schiavi, Marcucci, Alimi, Ingrosso (75’ Valeau); Belcastro (65’ Provenzano), Tentoni (46’ Vuthaj); Padovan (46’ Bismark). All. Atzori.

Gol: 42’ Ferrari (rig.) (T), 49’ Boccardi (rig.) (I).

Imolese: due rigori per l’ottavo pari stagionale

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