Posts by tag: solidarietà

Cronaca 6 dicembre 2018

La Sacmi in Congo con il gruppo missioni Imola-Bukavu per sostenere il progetto «La scuola di Pietro»

La Sacmi in campo per i bambini congolesi del villaggio di Cireja, nel distretto di Kavumu. L’azienda imolese partecipa infatti al progetto «La scuola di Pietro», iniziativa di solidarietà intitolata a Pietro Venieri, il ragazzo imolese scomparso nel 2013 in un incidente stradale, che si prefigge l’obiettivo di realizzare una nuova scuola nel villaggio, per consentire ai bambini di completare il ciclo di studi primari.

La Sacmi ha scelto quest’anno di sostenere economicamente la costruzione di una nuova aula per i bambini, dopo le tre che sono state costruite a partire dal 2016. Inoltre, finanzierà vitto e alloggio per un anno a favore degli insegnanti della scuola di Cireja, che si trova nel territorio di Bukavu, uno dei più poveri del Congo, tra l”altro martoriato dalla guerra civile.

Il progetto «La scuola di Pietro», nato per volontà del gruppo missioni imola-Bukavu, in collaborazione con il Centro Kitumaini di Bukavu e la comunità religiosa «Les amis del Don Beppe», dovrebbe concludersi nel 2021 con la realizzazione di tutte e sei le aule necessarie per il completamento del ciclo scolastico primario, che in Congo dura sei anni.

«La scuola – racconta Stefania Batani, medico, volontaria dell’associazione Oratorio San Giacomo di Imola e mamma di Pietro, il ragazzo scomparso al quale la struttura è intitolata – è attualmente frequentata da oltre 220 ragazzi e c’è un grande sostegno da parte della comunità locale, in particolare delle donne. Dobbiamo ricordare che molti di questi bambini sono figli di stupri etnici; in questo senso, la scuola rappresenta uno strumento prezioso di supporto a un’intera comunità che deve anzitutto ricostruirsi una propria identità, attraverso nuove reti di solidarietà e di relazioni umane».

Per Sacmi, la scelta di sostenere “La Scuola di Pietro” si inserisce nel solco di azioni che la cooperativa ha svolto al fianco di enti, scuole e associazioni cittadine per sviluppare progetti di beneficenza sia nel territorio imolese che in campo internazionale. «Questo progetto è un’ulteriore testimonianza di come, attraverso gesti concreti, si possa restituire valore sociale al nostro agire economico che deve, anziktutto, andare a vantaggio della dignità della persona, a partire dai più deboli. (r.c.)

La Sacmi in Congo con il gruppo missioni Imola-Bukavu per sostenere il progetto «La scuola di Pietro»
Cronaca 5 dicembre 2018

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno

Una donazione da 7.500 euro per Casa Guglielmi. La struttura d”accoglienza per famiglie dei pazienti di Montecatone è infatti una delle tre realtà alle quali il Club Clay Regazzoni di Lodi ha assegnato i fondi raccolti nella 25° edizione del Gran Premio della Solidarietà, che si è tenuta nei giorni scorsi a Comazzo (Lo).

Nel corso della serata, la presidente di Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, ha ricevuto l”assegno dalle mani di Ivan Capelli, ex pilota Ferrari e ora commentatore sportivo. Erano inoltre presenti Luca Dal Monte, autore del libro «Ferrari Rex», sulla vita di Enzo Ferrari e la figlia di Clay Regazzoni, Alessia.

Per chi non lo sapesse, Clay Regazzoni, della Svizzera italiana, era un pilota automobilistico che corse diverse stagioni con la Ferrari negli anni Settanta, contribuendo a far vincere due titoli costruttori alla scuderia di Maranello e arrivando anche vicinissimo, nel 1974, al titolo piloti. Nel 1980 la sua carriera però finì a causa di un incidente che lo rese paraplegico. 

Il club che porta il suo nome fu voluto dallo stesso Clay Regazzoni, scomparso nel dicembre del 2006, allo scopo di raccogliere fondi e promuovere iniziative di sensibilizzazione a favore di realtà d”eccellenza che operano sul territorio nazionale nel campo della ricerca, assistenza e cura di persone colpite da lesioni midollari e delle loro famiglie, dunque perfettamente in linea con l”attività svolta a Montecatone dalla struttura imolese. 

«Si tratta di una collaborazione che si rafforza da ormai 7 anni – ha detto Claudia Gasperini, ringraziando il club, la famiglia Regazzoni e tutti i donatori -. I fondi raccolti saranno impiegati, come sempre, per ridurre le tariffe a favore delle famiglie più bisognose, garantendo in alcuni casi anche l”ospitalità gratuita».

Nella foto un momento della cerimonia

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno
Cronaca 4 dicembre 2018

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti

Quella dell’Avis è una storia di valori civici, di solidarietà e volontà di spendersi per il bene della propria comunità. Ma è anche una storia di sport e sana competizione, presupposti fondamentali per una vita piena di salute che ben si sposano con lo «stile Avis». Ebbene, un capitolo importante di questa storia riguarda l’Avis Podismo Castel San Pietro, che in oltre quarant’anni di attività ha collezionato e continua a collezionare successi. E l’edizione 2018 della rassegna La Festa della storia gli ha reso tributo dedicandogli la serata «L’infinita maratona dell’Avis Castello», condotta da Sauro Dalfiume e che ha proposto testimonianze e ricordi dei fondatori, degli atleti e dei dirigenti presenti tra il pubblico del Centro Bertella, tra aneddoti, risate e storiche rivalità.

L’Avis Podismo nasce nel 1973 dall’iniziativa di Orazio e Marino Galloni e dall’entusiastico appoggio dell’allora presidente della sezione castellana dell’Avis, Venusto Bottazzi. «Mio padre – ha ricordato Giorgia Bottazzi – iniziò persino ad allenarsi nonostante l’età, perché diceva di non poter fare brutte figure».

Il gruppo iniziale era costituito da una trentina di persone, comprendendo tutte le fasce di età ed anche alcune donne, cosa non usuale in quegli anni. L’obiettivo era attirare i giovani nell’orbita Avis attraverso lo sport e fare sì che nel mondo sportivo si parlasse dell’associazione. E a tal proposito venne costituita una squadra senior e una squadra di giovanissimi, composta da bambini che fremevano di entusiasmo per la corsa.

«Tutte le domeniche andavamo a gareggiare portandoci dietro i ragazzini – ha ricordato Marino Galloni, ex presidente dell’Avis locale -. E vedendo che il gruppo si allargava abbiamo iniziato a organizzare gare a Castel San Pietro». Le gare castellane erano due, una in marzo e una in dicembre, e attiravano circa duemila persone. Il coinvolgimento era grande: partecipavano intere famiglie, oltre ad alcuni atleti di livello agonistico come il castellano Claudio Cava, che ha raccolto le prime vittorie proprio in riva al Sillaro prima di spostarsi a Bologna. «Ricordo la goliardia che si respirava in quel gruppo durante le trasferte – ha raccontato -; tutti facevano un tifo indiavolato, che ti faceva dimenticare le sconfitte».

Quando iniziò a correre a Bologna, il legame con l’Avis Podismo rimase comunque forte. «Per più di un anno – ha aggiunto Cava – ho allenato il gruppo dei più giovani, con cui abbiamo vinto diversi titoli provinciali sia nell’individuale che nella staffetta».

I colori della divisa attuale, il giallo e il rosso di Castel San Pietro insieme al blu Avis, sono rimasti pressoché invariati nel tempo. «Negli anni Settanta e Ottanta si correva con le canotte di lana e i tubolari al ginocchio anche d’estate», ha ricordato l’attuale presidente della società podistica Franco Manfredi. Canotte che caratterizzano le fotografie del tempo, la maggior parte delle quali scattate in piazza XX Settembre con lo sfondo della chiesa del Santissimo Crocifisso a vegliare paternamente sui visi sorridenti dei corridori. E il clima famigliare che si viveva all’interno del gruppo era testimoniato dagli innumerevoli premi che il presidente Bottazzi metteva in palio per le gare so-cietarie. «Voleva che ognuno si sentisse vincitore», ha spiegato la figlia.

Nel 1982 il podismo castellano esce di scena, per poi ricomparire nel 1994 grazie all’unione con la Bruman Sport di Imola. La rinata società poté valersi dell’adesione di diversi corridori castellani e imolesi che abbandonarono le rispettive squadre di Bologna per correre a Castel San Pietro. La storia recente dell’Asd Atletica Avis Castel San Pietro è costellata di partecipazioni eccellenti, come quella alla New York city marathon del 2003, che coinvolse membri storici della podistica e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, tra cui l’allora sindaco Graziano Prantoni. L’anello di congiunzione era l’assessore Libero Orsini, corridore Avis. «Il sindaco Prantoni venne addirittura chiamato sul podio poiché aveva stabilito il miglior tempo tra gli amministratori in corsa, battendo sindaci provenienti da tutto il mondo», ha ricordato. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto il gruppo delle origini dell”Avis Podismo

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti
Cronaca 23 novembre 2018

La Clai dona 140 mila pasti al Banco Alimentare. Il presidente Bettini: «La responsabilità sociale è nella nostra anima»

Il gruppo Clai ha scelto di sostenere l’attività di Banco alimentare con una donazione che consente di recuperare cibo equivalente a 140 mila pasti (un pasto corrisponde a 500 grammi di alimenti). L’a n nu nc io a r r iva a pochi giorni dalla Giornata nazionale della Colletta alimentare di sabato 24 novembre.

Dopo la partnership dello scorso anno con il Fondo ambiente italiano per valorizzare e tutelare il patrimonio culturale, il gruppo Clai rinnova ancora una volta il suo impegno sociale di solidarietà e condivisione verso chi ha bisogno.

«L’anima di Clai è basata da sempre su un forte senso di responsabilità sociale – spiega Giovanni Bettini, presidente Clai -. E’ nella natura della Cooperazione ascoltare, leggere e vivere partecipando attivamente ai problemi sociali e, come per questa attività con il Banco alimentare, aiutare chi senza un sostegno non riuscirebbe ad andare avanti. Crediamo fortemente nel ritorno sociale, traiamo dal territorio molto del suo potenziale e abbiamo il dovere di restituire quanto riceviamo, questa restituzione fa parte del dna di Clai».

Nella foto Villa La Babina, sede del Centro direzionale Clai a Sasso Morelli

La Clai dona 140 mila pasti al Banco Alimentare. Il presidente Bettini: «La responsabilità sociale è nella nostra anima»
Cronaca 23 novembre 2018

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online

Da quest’anno basterà un click per diventare «azionisti della solidarietà», per usare l’azzeccata espressione con la quale l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ha definito chi partecipa alla Colletta alimentare nella presentazione che si è tenuta alla mensa dell’Antoniano. E’ questa la novità che il Banco Alimentare propone per la sua collaudata iniziativa, che sabato 24 novembre si svolgerà in oltre 13 mila supermercati di tutta Italia.

Una novità che potrebbe allargare il giro virtuoso della beneficenza, coinvolgendo anche chi la spesa preferisce farla comodamente su internet. Esselunga, Carrefour e Auchan, che già vendono cibo online attra-verso i loro siti web, hanno infatti deciso di supportare il Banco Alimentare dando anche ai clienti «a distanza» la possibilità di offrire il loro contributo alle persone più svantaggiate. Insieme alla spesa per la famiglia si potrà dunque anche acquistare per donare, avendo tra l’altro più giorni a disposizione per farlo: sul web la Colletta durerà da giovedì 22 a lunedì 26 novembre ma per aderire occorre collegarsi al sito Internet www.bancoalimentare.it.

La nuova opportunità nulla toglie comunque alla Colletta classica, che come ogni anno domani vedrà i volontari in pettorina gialla impegnati agli ingressi dei punti vendita per sensibilizzare i clienti ad aggiungere al carrello un po’ di solidarietà. Basterà munirsi della busta di plastica fornita dagli addetti e riempirla dei generi di prima necessità indicati in un apposito elenco, fornito insieme alla borsa e affisso all’ingresso del supermercato. E’ importante, se si desidera davvero compiere un gesto utile per chi ha bisogno, attenersi all’elenco: l’obiettivo della Colletta è infatti quello di integrare le scorte di cibo recuperate quotidianamente dal Banco Alimentare con alimenti che non si riescono a reperire attraverso i canali ordinari. Gli uni e gli altri saranno poi redistribuiti a mense per i poveri, comunità per minori, centri d’accoglienza, banchi di solidarietà e così via.

Nella sola Emilia Romagna, sono 800 le strutture convenzionate con la Fondazione Banco Alimentare, che distribuiscono viveri e pasti a 129 mila persone in seria difficoltà, tra cui 30 mila minori sotto i 16 anni. La lotta allo spreco avviene infatti non una volta all’anno, bensì giorno per giorno, coinvolgendo sempre più realtà, grazie anche alla legge 166/2016, la legge Gad-da contro lo spreco alimentare, con la quale si è favorito l’allarga-mento della rete di soggetti della filiera agroalimentare che hanno deciso di donare le eccedenze. (mi. ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online
Cronaca 17 novembre 2018

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare

Una ricetta «antispreco» dello chef Alessio Malaguti per lanciare la 22ª edizione della Giornata nazionale della Colletta alimentare, promossa dalla Fondazione banco alimentare, in programma sabato 24. Imola è la sede del Banco Emilia Romagna e ha curato la presentazione dell’evento in regione con una iniziativa alla mensa dell’Antoniano di Bologna, nel corso di un incontro al quale hanno preso parte l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, il direttore di Antoniano Onlus frate Giampaolo Cavalli, il direttore generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus Giuseppe Parma e il presidente della Fondazione regionale Stefano Dalmonte.

Ospite d’eccezione lo chef Alessio Malaguti dell’Emporio Armani Caffè di Bologna, che ha preparato in diretta una ricetta antispreco utlizzando i prodotti recuperati ogni giorno dal Banco alimentare. «Nel 2017 – ha sottolineato il presidente Dalmonte – si è toccato il numero più alto dal 2005 di individui in povertà assoluta, oltre 5 milioni. Chiediamo a ognuno di fare la propria parte, donando la spesa a chi non se la può permettere». Il gesto della Colletta, con il quale il Banco Alimentare aderisce alla Giornata mondiale dei poveri 2018 indetta da Papa Francesco, è un tassello importante della rete che sostiene chi, quotidianamente, si occupa dei poveri perché, ha evidenziato monsignor Zuppi, «si fonda sulla gratuità e sul fare insieme di chi organizza e di chi vi partecipa. Promuovendo la Colletta, invitando ad un gesto concreto, il Banco consente a tanti di essere “azionisti della solidarietà”, magari a volte in maniera inconsapevole».

Qualche numero per capire chi e quanti sono gli azionisti della solidarietà di cui parla monsignor Zuppi. Per la Giornata della Colletta sono 145 mila i volontari impegnati in oltre 13 mila supermercati in Italia. Loro inviteranno tutte le persone ad acquistare e donare alimenti a lunga conservazione che andranno ad integrare quanto il Banco recupera nel suo lavoro quotidiano contro lo spreco di cibo. Tutti gli alimenti raccolti saranno poi distribuiti alle oltre 8 mila strutture caritative convenzionate e serviranno ad aiutare 1 milione 580 mila persone in difficoltà economica in Italia, compresi 140 mila bambini. Con la Colletta il Banco integra quanto raccolto quotidianamente attraverso il lavoro della rete logistica di 21 sedi.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto l”arcivescovo di Bologna con il direttore dell”Antoniano di Bologna

L'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi lancia la Colletta di sabato 24 novembre promossa dal Banco Alimentare
Cronaca 7 novembre 2018

Sport e solidarietà, «La Sfida del cuore» dona attrezzature ai vigili del fuoco

I vigili del fuoco di Imola, nella loro opera di soccorso in occasione di incidenti stradali, potranno fare affidamento sul nuovo equipaggiamento che gli è stato donato grazie ai proventi (poco più di 4 mila euro in totale) ricavati dall’edizione 2018 dalla «Sfida del cuore», la manifestazione kartistica e solidale che da 14 anni si tiene all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Si tratta di attrezzature di ultima generazione, in grado di migliorare sensibilmente la capacità e l’efficacia di intervento in caso di sinistri stradali particolarmente «complessi», come quando, ad esempio, persone rimangono incastrate all’interno di automezzi incidentati che si trovano in condizioni di instabilità. «Si tratta di strumenti fondamentali per assicurare interventi efficaci, veloci e in condizioni di sicurezza sia per la persona da salvare sia per lo stesso soccorritore – ha spiegato Gianfranco Tripi, dirigente del comando dei vigili del fuoco di Bologna, cui fa riferimento il presidio imolese -. Sono attrezzature che ci piacerebbe avere a disposizione in ogni caserma e pertanto siamo grati agli organizzatori della Sfida del cuore e ai tanti partecipanti coinvolti per la generosità e sensibilità dimostrate».

La lista di attrezzature è corposa. Comprende appunto uno stabilizzatore, un kit di puntelli ed uno di spessori elastici per la messa in sicurezza di autovetture capottate o in condizioni di precarietà. E poi un seghetto universale a batteria, utilissimo per rimuovere il parabrezza o per tagliare velocemente la lamiera, e un martelletto frangifinestrini con tagliacinture, utili ad estrarre gli occupanti dalle vetture incidentate. Per gli interventi antincendio, invece, i vigili del fuoco imolesi hanno ricevuto una moderna lancia che fraziona le gocce di acqua in particelle ancora più piccole per una migliore efficacia unita ad un maggiore risparmio di liquido. «L’anno scorso abbiamo scelto la polizia, quest’anno i vigili del fuoco. Scegliendo di sostenere le forze dell’ordine e di soccorso locali riteniamo di sostenere tutti i cittadini – ha spiegato l’organizzatrice dell’evento sportivo Deanna Zaccherini -. Ma la quattordicesima edizione della Sfida del cuore l’abbiamo dedicata anche a Samuele, bimbo autistico che è diventato la nostra mascotte e al quale abbiamo finanziato il campo solare onde permettergli di trascorrere l’estate con i suoi coetanei. Per le famiglie che hanno a che fare ogni giorno con l’autismo, patologia di cui si sa ancora poco, è importante un percorso che sia il più inclusivo possibile». (mi.mo.)

Nella foto: la consegna dell”attrezzatura

Sport e solidarietà, «La Sfida del cuore» dona attrezzature ai vigili del fuoco
Cronaca 31 ottobre 2018

Tutti i fila per salvare la vita di un bimbo: oltre 170 imolesi pronti a diventare donatori di midollo

Admo chiama, Imola risponde. Venerdì 26 ottobre, sabato 27 e lunedì 29, per tre giorni, la gente ha fatto la fila alla farmacia di Zolino per il piccolo Alessandro Maria Montresor. Il bimbo, di appena un anno e mezzo di età, è diventato protagonista delle pagine di cronaca di tutto il mondo perché affetto da una rarissima malattia genetica, la Hlm, curabile solo con un trapianto di midollo osseo ma finora non è stato trovato un donatore compatibile nelle banche dati.

Da qui la richiesta su scala mondiale. A Imola, per questo caso straordinario, il fulcro era la farmacia di Zolino di Elena e Giulia Penazzi, che da un anno collabora con la sede imolese dell’Associazione donatori di midollo osseo (Admo): «Nei tre giorni abbiamo utilizzato tutti i 170 kit (tamponi per la tipizzazione, ndr) messi a disposizione dalle sedi Admo – spiegano -, ma presso la nostra farmacia si può sempre telefonare e prenotare un appuntamento» aggiungono. La tipizzazione a Imola si può sempre fare anche chiamando l’Admo (che, tra l’altro, propone appuntamenti straordinari una domenica al mese in concomitanza con le donazioni del sangue di Avis; il prossimo è in calendario domenica 11 novembre). (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Tutti i fila per salvare la vita di un bimbo: oltre 170 imolesi pronti a diventare donatori di midollo
Cronaca 30 ottobre 2018

Il Nobel per la Pace al dottor Denis Mukwege e l'attività in Congo del Comitato Imola-Bukavu

La notizia del premio Nobel per la Pace al medico congolese Denis Mukwege è stata una vittoria per tutte le donne che hanno e continuano a subire violenza nel mondo, in particolare è una vittoria per la Repubblica Democratica del Congo. E in qualche modo è stata una vittoria anche per la città di Imola.

Fin dagli anni Novanta, infatti, il comitato Imola-Bukavu, formato da volontari che frequentano l’oratorio di San Giacomo, sostiene le attività svolte dal centro Kitumaini (speranza in swahili), impegnato nella difesa della pace edelle fasce più deboli della popolazione della città di Bukavu.

Il progetto di aiuto alle donne violentate, in particolare, è iniziato nei primi anni Duemila grazie allo stimolo del senatore Giovanni Bersani e dell’oratorio di San Giacomo, insieme a Pace Adesso onlus di Bologna, e continua anche oggi talvolta in collaborazione proprio con l’ospedale Panzi in cui opera Mukwege. I membri del centro Kitumaini si recano nel villaggio della donna colpita ed intervengono curando e sostenendo psicologicamente la persona violentata e offrendo il trasporto verso l’ospedale per i casi più gravi.

Per molte donne, infatti, è impossibile raggiungere l’ospedale di Panzi, che si trova spesso a decine di chilometri da dove vivono. Per questo, oltre al preziosissimo lavoro di Mukwege, capace di operare anche i casi più gravigratuitamente, è da sottolineare il contributo di Kitumaini. Il medico che si occupa del progetto è Tété Kayembe M’Bowa, che ha lavorato per anni insieme allo stesso Mukwege. Le donne che hanno beneficiato di aiuto in questo modo sono oramai migliaia.

Una volta guarite l’assistenza del centro sostenuto da Imola non si esaurisce. Infatti viene offerto alle donne supporto familiare, corsi di alfabetizzazione e formazione professionale e, grazie al microcredito, fondi per avviare attività di piccolo commercio. Vengono accompagnate fino al reinserimento nella società, un risultato che annulla l’effetto voluto e cercato con le violenze. La violenza sessuale in Congo, infatti, assume toni particolarmente drammatici: lo stupro iniziò ad essere utilizzato come vera e propria arma durante le guerre degli anni Novanta, i cui effetti sono ancora oggi ben visibili. 

Nelle campagne congolesi la società è incentrata sul ruolo della donna. I mariti sono spesso assenti, così spetta alle mogli sostenere la famiglia, assicurando cibo e istruzione ai figli. Violentare una donna significa disgregare il tessuto sociale del villaggio perché questa non viene più considerata degna né utile, viene allontanata dalla famiglia e dalla popolazione. Il centro Kitumaini cerca di scongiurare questo fenomeno con un lavoro culturale, che ha portato nel tempo molti uomini ad accettare comunque la moglie e a continuare a vivere con lei.

Gli stupri colpiscono persone che vanno dai 4 ai 70 anni, senza distinzioni. Spesso a compierli sono gruppi di uomini, generalmente militari e frequentemente vengono utilizzati anche fucili o armi con effetti devastanti. Gli interventi del dottor Mukwege permettono la sopravvivenza delle donne, mentre col sostegno del centro Kitumaini hanno l’appoggio per le lunghe convalescenze necessarie a volte per ristabilirsi, anche per le malattie che spesso contraggono.

Alla notizia del premio a Mukwege, Pierre Lokeka, responsabile di Kitumaini e referente del comitato Imola-Bukavu, ha commentato: «Speriamo e preghiamo che questo Nobel aiuti a capire l’importanza delle attività svolte dal centro. Non possiamo nemmeno stimare quanto abbiamo contribuito all’aiuto di queste donne». Una comunità che non lascia sole le donne e offre la speranza e la possibilità concreta di andare avanti è l’arma premiata dalla comunità internazionale per la promozione della Pace. (le.vi.)

L”articolo è tratto dal «sabato sera» del 18 ottobre

Sullo stesso argomento la testimonianza di Noemi Dalmonte

Nella foto donne congolesi

Il Nobel per la Pace al dottor Denis Mukwege e l'attività in Congo del Comitato Imola-Bukavu
Cronaca 29 settembre 2018

Sabato di sport e solidarietà ad Ozzano nel ricordo di Valter Conti e Paolo Grandi

Grande giornata di sport e solidarietà oggi ad Ozzano con tanti eventi in programma un pò per tutti i gusti. Dalla nuova pista ciclo-pedonale Ozzano-San Lazzaro con annessa corsa-camminata, alla nuova intitolazione del palazzetto dello sport dedicato all”ex sindaco Valter Conti fineno con l”intitolazione del nuovo campo di basket nel Parco di Villa Maccaferri a Paolo Grandi. Il tutto dalla mattina fino al tramonto, senza dimenticare il pranzo di solidarietà il cui ricavato sarà in parte destinato all”acquisto e manutenzione dei defibrillatori (qui tutto il programma).

In particolare, come detto, verranno ricordati due ozzanesi doc come Valter Conti e Paolo Grandi. Il primo e” stato impegnato come amministratore comunale per oltre vent”anni di cui dieci come assessore allo sport e nove, dal 1995 al 2004, come sindaco. Lo sport e” sempre stata una sua grande passione che ha vissuto come primo tifoso di tutte le squadre ozzanesi. Paolo Grandi, invece, ha partecipato, negli anni 1978/79 insieme all”attuale presidente Paolo Cuzzani, alla nascita dei New Fliyng Balls, squadra tuttora iscritta alla serie B nazionale. 

Per questo motivo oggi, alle 11.15, il palazzetto dello Sport di viale Due Giugno avrà, per la prima volta nella sua storia, l”intitolazione commerciale «palaReggiani» e sarà dedicato con una targa proprio alla memoria di Valter Conti. Alle 17, infine, verrà inaugurato il campetto da basket Playground del parco di Villa Maccaferri, che verra” dedicato con un monumento a Paolo Grandi. «Sarà una giornata intensa e piena di grande emozione – afferma il sindaco Luca Lelli – perche” i due personaggi a cui dedichiamo il palazzetto e il campo di playground sono stati molto amati ad Ozzano e molti ozzanesi ricordano un aneddoto o un particolare spiritoso che hanno avuto Valter o Paolo come protagonisti. Ozzano non li dimentica e dedicare loro qualcosa sul territorio ha la finalità di farli sentire ancora tra noi e parte della nostra comunità».

r.c.

Nella foto: al centro Valter Grandi insieme a Stefania Morgano e l”ex capitano dei Flying Balls Matteo Gianasi qualche anno fa

Sabato di sport e solidarietà ad Ozzano nel ricordo di Valter Conti e Paolo Grandi

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