Cronaca

L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, Paola Lanzon della Deai non ci sta: «Sport Up continua, però mi hanno delusa»

L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, Paola Lanzon della Deai non ci sta: «Sport Up continua, però mi hanno delusa»

L’Imolanuoto inserisce il sincronizzato, la Uisp non ci sta e risponde. Il caso dell’estate «tra le vasche» è risaputo: la società del presidente Mirco Piancastelli ha aggiunto alla propria struttura il nuoto sincronizzato, grazie al passaggio di 5 allenatrici (guidate dal tecnico federale Rossella Belotti) e una ventina di atlete dalla Sport Up, società gestita dalla Uisp. Un avvicendamento che non è per nulla piaciuto alla presidente della Deai Paola Lanzon (ex numero 1 Uisp), come si evince dalle sue parole. «Quello che è successo è piuttosto semplice, per quanto sconcertante – spiega la Lanzon -. A giugno abbiamo incontrato le istruttrici e le famiglie per la classica riunione di fine stagione. Tutti hanno rinnovato la fiducia alla società poi, a fine luglio, tre istruttrici mi hanno chiesto un incontro e ho scoperto che, per motivi di lavoro o di studio, abbandonavano la società. In realtà stavano lavorando da tempo per spostare tutta l’attività da un’altra parte. Le motivazioni non le conosciamo, nessuno ha mai evidenziato malcontento o problemi vari con la società. Poco dopo anche le altre 3 istruttrici ci hanno comunicato che se ne sarebbero andate, così siamo dovuti ripartire da zero. Abbiamo pensato a come continuare e devo ammettere che, alle volte, dai problemi nascono delle opportunità. Siamo riusciti a formare un nuovo staff con persone provenienti da fuori Imola e le famiglie che hanno deciso di continuare con noi hanno appurato che il livello dell’insegnamento è ancora superiore. Anzi, abbiamo tante nuove iscritte: da 39 atlete dello scorso anno siamo passati a 33, un buon numero considerando quante siano andate via».

Imolanuoto ha accolto chi ha deciso di andarsene da Sport Up. «Esattamente. Da subito alcuni genitori ci hanno comunicato che sarebbero passati ad Imolanuoto, così la nostra prima reazione è stata quella di contattare Mirco Piancastelli per avere delle informazioni e lui ha smentito questa opportunità. Ora, invece, la situazione è questa: 5 di bambine sono all’Imolanuoto e non nascondo che sono molto perplessa e delusa dalla posizione del presidente Piancastelli. Ha sempre riconosciuto il nostro accordo, siglato nel 2011 allo scopo di mantenere la serenità delle società e per il bene degli atleti. Le due società hanno una mission ben definita e diversa: noi ci occupiamo dell’attività di base e di quella dilettantistica, loro fanno agonistica ad alto livello. Anzi, abbiamo sempre indirizzato verso di loro gli atleti che volevano cimentarsi a livelli più alti, ma il sincro doveva rimanere a noi. Stiamo parlando di un settore di nicchia, perché avere due società a Imola che se ne occupano? Gli accordi e le parole non sono state rispettate. Dov’è la sportività in tutto questo?». (an.cas.)

Nella foto: nuoto sincronizzato



2 Comments

  • Sarebbe meglio ascoltare anche l’altra parte chiamata in causa, altrimenti come giornalismo sembrerebbe un tantino di parte.

  • La notizia al momento nasce dalla dichiarazione di Paola Lanzon (Deai-Sport Up). Se qualcuno vorrà inviarci una lettera oppure un commento in merito ne saremmo lieti e ben felici di pubblicarla.

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