Economia

A Poggio Piccolo la logistica porterà ciclabili e un parco

A Poggio Piccolo la logistica porterà ciclabili e un parco

La zona industriale attorno alla via San Carlo, al confine tra Castel San Pietro e Castel Guelfo, si conferma un’area vocata alla logistica. Proprio quest’anno, infatti, è stata inserita dalla Città metropolitana tra le poche in tutto il territorio bolognese nelle quali è possibile l’insediamento di grandi aziende logistiche con superfici superiori a 10 mila metri quadri. Se nel territorio castellano tanto si è già scritto e stanno sorgendo i primi capannoni, per quanto riguarda Castel Guelfo ancora si sa poco.

Qui, a fianco del canale di Medicina, a nord rispetto agli stabilimenti Decathlon e Despar, è infatti prevista la realizzazione di un’altra grande area dedicata alla movimentazione merci. Si tratta dei cosiddetti comparti San Paolo 1 e San Paolo 2, in via di acquisizione da parte del Gruppo Irgenre, con sede a Milano e uffici a Caserta, che si occupa di sviluppo e costruzione di immobili, dai centri commerciali di grandi dimensioni ai poli industriali. «Si tratta di un’area da 28 ettari che, come previsto nel Psc, oggi ha una destinazione produttiva – spiega il sindaco di Castel Guelfo, Claudio Franceschi –. L’azienda ha fatto istanza per chiederne la trasformazione ad uso logistico. Nel contempo, Irgenre ha già avviato l’iter per acquistare i due lotti di terra e dovrebbe arrivare alla stipula entro i primi mesi del 2021».

Intanto, una bozza di progetto c’è già. L’idea del Gruppo è «realizzare un paio di capannoni da 67.500 metri quadri ciascuno, più un terzo più piccolo da 15 mila metri quadri che, volendo, possono essere suddivisi al loro interno per ospitare più aziende di logistica» dettaglia il sindaco. Bocche cucite, al momento, sulla o sulle aziende che occuperanno i nuovi immobili. Complessivamente, dunque, si tratta di nuovi immobili per 150 mila metri quadri totali. Prima di partire con i lavori, tutte le aree su cui stanno sorgendo o sorgeranno logistiche dovranno rientrare in un accordo di programma che i due Comuni sigleranno con la Città metropolitana. «Abbiamo definito opere a scomputo per oltre 3 milioni di euro, in gran parte nella zona industriale e per il restante nel capoluogo» prosegue Franceschi.

Tra gli interventi più rilevanti, è previsto un parco urbano tra il canale di Medicina e i nuovi capannoni delle lottizzazioni San Paolo 1 e San Paolo 2, «quattro ettari di verde, nei quali verranno messi a dimora aceri, pioppi, frassini, albero di Giuda e cipresso di Leyland, per fare qualche esempio – dettaglia il sindaco –. Inoltre, ci sa- ranno panchine e tavoli e una nuova pista ciclabile fino all’incrocio con via Poggio (Sp31 Colunga). Da qui, poi, la ciclabile proseguirà in sede propria lungo la strada provinciale fino all’altezza dello Zappettificio Muzzi, dal quale poi si collegherà al tratto che stiamo realizzando lungo via Stradone con il cofinanziamento del bando periferie. In questo modo, percorrendo una pista di circa 3,5 chilometri, sarà possibile pedalare o camminare dal capoluogo alla zona industriale». (gi.gi.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 17 dicembre.

Nella foto: il sindaco di Castel Guelfo, Claudio Franceschi 

3 Comments

  • Digestivo per digerire il cemento!
    Una vergogna e un’offesa a terreni agricoli di grande pregio in un piccolo Comune ambientalmente già ferito a morte.
    Caro Sindaco Franceschi, questo accanimento cementificatorio, fa parte del “Patto per il lavoro e il clima” della Regione Emilia-Romagna? Cosa ne pensano i suoi colleghi agricoltori?

    • Credo che alternative al cemento siano possibili, credo anche che una ciclovia possa permettere a persone che vivono in paese e lavorano nella zona industriale di Poggio di raggiungere il posto di lavoro in bicicletta con conseguente riduzione di traffico ed inquinamento. Personalmente non vedo nulla di negativo.

  • Caro Paolo,
    le piste ciclabili vanno molto bene per chi vuole viaggiare in sicurezza, sia per andare al lavoro che per il tempo libero, poi vedremo quanti lavoratori le useranno…..
    Crediamo si debba pianificare pensando anche a mezzi di trasporto collettivo per chi abita oltre i 5/6 km di distanza dal lavoro; ad una logistica per il lungo trasporto merci su ferro con percentuali simili al resto d’Europa, lasciando alla gomma solo il breve tragitto finale per la consegna; a privilegiare gli acquisti vicino a casa e non online, considerate anche le condizioni di lavoro cui sono sottoposti i lavoratori di questo settore; alla troppa cementificazione causa primaria dei disastri idro-geologici; ultimo, ma forse il più importante, di questo passo, le strade non basteranno mai e l’uomo, come tutto il mondo animale, non può cibarsi di cemento/asfalto!
    Ci fermiamo qui, perchè presumiamo conosca molto bene cosa sta succedendo in termini di cambiamento climatico per quello che lei definisce “nulla di negativo”: al momento negli ultimi anni abbiamo avuto un aumento globale di 0,46°della temperatura, l’Italia 1,45° e nel 2050, se non ci fermiamo, nel nord-Italia avremo temperature di 45/46°, al sud 50/52.

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