Cronaca

Coronavirus, al via la terza dose per trapiantati e immunodepressi, l'Ausl di Imola ne sta chiamando 600

Coronavirus, al via la terza dose per trapiantati e immunodepressi, l'Ausl di Imola ne sta chiamando 600

Oggi sono cominciate da parte dell”Ausl di Imola le chiamate dirette alle persone fragili per la terza dose di vaccino, che in questa fase riguarda in via prioritaria trapiantati e immunocompromessi. Nel circondario imolese in tutto sono 600 gli interessati, di cui 400 oncologici e 200 in carico al servizio di nefrologia (trapiantati, in attesa di trapianto, persone dialisi o predialisi).

Le vaccinazioni vere e proprie “si svolgeranno negli ambulatori ospedalieri e il tutto si dovrebbe concludere entro un paio di settimane” precisano dall”Ausl.

Complessivamente in Emilia Romagna sono circa 53.200 le persone che rientrano nelle categorie indicate dal ministero della Salute. Queste vengono contattate direttamente dall’Azienda sanitaria di riferimento, quindi non devono fare nulla per fissare luogo, data e ora dell’appuntamento.

Il numero tiene conto delle persone prese in carico dai centri specialistici, sia residenti sia assistiti con residenza in altra regione. Di questi la maggior parte, 30.500, sono pazienti con patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure. 

“Secondo le indicazioni ministeriali, la terza dose di vaccino è prevista infatti in due casi: come dose addizionale per garantire un livello adeguato di risposta immunitaria in quelle persone che, per patologia o per terapia, potrebbero avere una minor risposta immunitaria alle prime due dosi di vaccino e per le quali sono partite le vaccinazioni e convocazioni” precisa la nota della Regione. Il secondo caso – per il quale si parla di dose di richiamo o booster – l”obiettivo è “il mantenimento nel tempo di un adeguato livello di risposta immunitaria e dovrebbe essere destinata alle persone a maggior rischio di sviluppare malattia grave per condizioni di fragilità (come i grandi anziani o i soggetti ricoverati nelle Rsa) ed eventualmente agli operatori sanitari a seconda del livello di esposizione al virus”.

Lo stesso ministero della Salute ha specificato che “sarà definita la strategia di somministrazione di una dose di richiamo con vaccino a m-RNA in favore di ulteriori gruppi target, tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico”. (r.cr.)

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