Cronaca

Cronaca 2 Ottobre 2018

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

Il Comune di Ozzano ha deciso di mettere in vendita lo storico locale da ballo (dancing) «Al Camaroun», gestito dal circolo Arci Tolara, tempio della Filuzzi, nel quale nel corso degli anni sono passate tantissime orchestre di liscio e non solo. L’immobile e l’area circostante ai civici 2 e 4 di via Tolara di Sotto sono stati inseriti per la prima volta nel piano comunale delle alienazioni nel corso dell’estate e nei giorni scorsi è stato pubblicato il relativo bando. Complessivamente, parliamo di una superficie fondiaria di 6.825 metri quadrati, non lontano dalla rotonda sulla via Emilia. Si parte da una base d’asta di 905 mila euro e per presentare le offerte c’è tempo fino alle ore 12 di martedì 9 ottobre.

La notizia ha creato una certa fibrillazione tra gli ozzanesi e non solo che da decenni non perdevano occasione per un ballo sulla pista. «L’area, inizialmente di proprietà dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi di Bologna, è stata ceduta al Comune di Ozzano nel 2002 – ricostruisce il sindaco, Luca Lelli -. Da tempo siamo in contatto con il circolo Arci Tolara, ci siamo confrontati sulle difficoltà crescenti che stanno incontrando e la cosa ci dispiace. Ultimamente, abbiamo accorciato il periodo di affidamento in gestione all’Arci a soli tre anni e abbiamo deciso di abbassare il canone d’affitto portandolo a 3 mila euro l’anno, che il circolo ha sempre pagato. Tuttavia, la situazione ci ha portato a prendere la decisione di vendere».

Il primo passo è stato quello di cambiare la destinazione d’uso. «Da area destinata ad attrezzature ludiche e ricreative è diventata produttiva» dettaglia Lelli. Una scelta non casuale, considerando la collocazione a ridosso della zona artigianale e industriale. L’affidamento in gestione all’Arci scadrà il 31 dicembre di quest’anno. A quel punto, spetterà all’acquirente, se nel frattempo avremo ricevuto delle proposte formali, decidere se prolungare la gestione dell’Arci per un periodo o meno. Con la cifra che si potrebbe realizzare stiamo già pensando a tre destinazioni differenti» aggiunge il sindaco.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto: il logo dello storico locale e come si presenta oggi il dancing «Al Camaroun»

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano
Cronaca 2 Ottobre 2018

Imola servizi 0-6, dal 2019 più pubblico in materne e nidi: si parte con Gasparetto, Fontanelle e Piazza Romagna

Non solo ritorno al pubblico per le tre sezioni di scuola d’infanzia per la materna comunale “Gasparetto” che erano state esternalizzate dalla precedente Amministrazione e riapertura delle due sezioni di nido a Fontanelle e Piazza Romagna. La delibera d’indirizzo che la Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi, anche in seguito al confronto con le organizzazioni sindacali, detta una serie di linee guida che riguarda tutta l’impostazione che il nuovo governo cittadino vuole conferire al sistema educativo 0-6 anni: scuola dell’infanzia, nidi, rapporto pubblico-privato.

La prima disposizione riguarda però proprio la «re-internalizzazione progressiva dell”attività didattica» delle tre sezioni della scuola di Zolino, che si dovrà attuare, sempre da delibera, disponendo un nuovo «accordo quadro (quello attuale scadrà il 31 dicembre 2018) per la gestione di singole sezioni di scuola dell’infanzia realizzato in modo tale che l’esternalizzazione attuale venga completamente riassorbita a gestione diretta a partire dal 1 settembre 2021 (indicativamente, il recupero di una sezione ad ogni inizio di anno scolastico)». 

Il provvedimento prevede, in sostanza, che torni a completa gestione pubblica una sezione per ogni anno scolastico, a cominciare dal prossimo, per «non causare disagio agli attuali bambini iscritti e alle loro famiglie con un’eccessiva discontinuità operativa del servizio attualmente reso». L”accordo quadro dovrà a tal fine contenere i piani occupazionali annuali coerenti con questa decisione, continuando comunque a prevedere la possibilità di intervenire per situazioni di emergenza, previa intesa con i sindacati.

Alla base dell”indirizzo c”è l”obiettivo della Giunta 5 Stelle di mantenere la quota comunale nell”attuale sistema «tripartito» delle scuole dell”infanzia imolesi al 30% dei posti complessivi (un po” più di un terzo è rappresentato dagli istituti statali e il resto dalle scuole paritarie), anche per mantenere in capo all”ente locale una funzione di indirizzo e qualificazione del sistema.

Passando ai nidi d”infanzia, si conferma nella delibera il favore della Giunta per un potenziamento delle sezioni gestite dal pubblico. In questa direzione va la scelta di riportare almeno al 60% la quota comunale, riaprendo dall’anno scolastico 2019-2020 le due sezioni a Fontanelle e Piazza Romagna e ridimensionando le convenzioni con i gestori privati. La percentuale di posti nido a gestione diretta, attualmente, è del 53%, ma era al 60% nel 2015 e al 66% nel 2009. Anche in questo caso la motivazione dell”amministrazione è quella di «mantenere fortemente in capo all’ente pubblico il ruolo di riferimento per tutto il sistema locale dei servizi dedicati alla prima infanzia. 

L”ultima parte della delibera riguarda invece più in generale come si intende governare il sistema misto pubblico-privato nei prossimi anni. A tal fine si conferma la validità dell’istituzione dell’albo dei nidi d’infanzia e piccoli gruppi educativi così come previsto dalla delibera 190/2014 del consiglio comunale, in cui si stabiliscono i criteri alla base del convenzionamento. Poiché l”albo però va rinnovato ogni due anni e quello in vigore scadrà nel marzo 2019, la Giunta ha dato mandato agli uffici di procedere al rinnovo prima del prossimo bando di iscrizione per i nidi. Una porta aperta verso i privati, «purchè di qualità accertata», si precisa dal Comune e pur «nel rafforzamento dell”offerta di servizio a gestione pubblica diretta».

Un”immagine della scuola intitolata a Maurizia Gasparetto tratta dal sito di Area Blu

Imola servizi 0-6, dal 2019 più pubblico in materne e nidi: si parte con Gasparetto, Fontanelle e Piazza Romagna
Cronaca 2 Ottobre 2018

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio

E” andato in pensione dopo 17 anni di servizio a Montecatone il dottor Gian Piero Belloni, direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo, primario dell”Area Critica dell”ospedale e, dal 2016, primario anche del reparto di Gravi Cerebrolesioni Acquisite.

Lo sostituirà, in qualità di facente funzioni dell”Area Critica, la dottoressa Mariella Uneddu, che già faceva parte dello staff, mentre la facente funzioni del reparto delle Gravi Cerebrolesioni sarà la dottoressa Pamela Salucci.

Al dottor Jacopo Bonavita, primario dell’Unità Spinale di Montecatone, toccherà invece svolgere anche il ruolo di direttore del Dipartimento clinico – riabilitativo e dell”integrazione.

Tornando al pensionamento del dottor Belloni, il direttore generale e sanitario di Montecatone, Roberto Pederzini, ha voluto salutarlo con queste parole: «Il dottor Belloni, persona di alto valore e ottimo professionista, ha contribuito con il suo impegno allo sviluppo e al miglioramento dell’intera azienda, lasciandoci una struttura di alto profilo conosciuta e apprezzata a livello nazionale. Credo davvero di rappresentare tutti i professionisti di Montecatone nel ringraziarlo per quanto ha fatto in questi anni e nell”augurargli il meglio per il futuro personale».

Una nota dell”Istituto ricorda che l”Area Critica di Montecatone è nata proprio in questi anni di percorso professionale del dottor Belloni ed è cresciuto in qualità proprio grazie al primario e ai suoi collaboratori.

«Oggi – prosegue la nota – l’Area Critica di Montecatone con la Terapia Intensiva e Sub Intensiva, recentemente ampliata, è un reparto moderno e all’avanguardia, dotato di grande professionalità e competenza. Permette una precoce presa in carico dei pazienti con lesioni complesse e con quadri clinici critici, garantendo una immediata attivazione del percorso riabilitativo. Tutto ciò va attribuito all’incarico ricevuto circa diciassette anni fa proprio dal dottor Belloni e alla sua capacità di svilupparlo e concretizzarlo nella struttura d”eccellenza di cui oggi dispone l’Istituto di Montecatone».

Nella foto il dottor Belloni con alcuni medici di Montecatone

Montecatone saluta Gian Piero Belloni: il primario dell'Area Critica in pensione dopo 17 anni di servizio
Cronaca 2 Ottobre 2018

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico

A trent’anni Francesco Cioria ha già alle spalle una carriera di successo. Originario di Vallata (Avellino), paese irpino di nemmeno 3 mila abitanti, dopo il diploma all’Istituto alberghiero di Vieste ha inanellato esperienze in Italia e all’estero. Tra il 2011 e il 2012 è per la prima volta al San Domenico. «Avevo sempre sentito parlare del San Domenico – spiega – e decisi di mandare il curriculum. Sono stato io a propormi. Ho fatto un tirocinio e poi sono stato assunto come cameriere». Nello stesso periodo completa il percorso per diventare sommelier Ais. «Fino a 16 anni non bevevo vino – così racconta come è nata la sua passione -. La passione è nata dopo, durante gli anni all’Istituto alberghiero. Mi sono reso conto che esisteva anche del vino buono. Con i soldi guadagnati lavorando in pizzeria nei weekend ho cominciato a comprare bottiglie da 20-30 euro, a leggere riviste di settore, ad assaggiare, a parlare con i produttori. E’ stato un susseguirsi».

Da appassionato, il primo impatto con la cantina del San Domenico se lo ricorda bene. «Mi misi le mani nei capelli – dice sorridendo -. Davanti a tanta maestosità sono rimasto shoccato per una ventina di minuti, non avevo mai visto niente del genere…». Alla fine del 2012 riparte per l’Australia. «E” un paese bellissimo. Ma per la ristorazione è ancora un po’ “primitivo” rispetto ad altri Paesi. Anche nei ristoranti importanti, in menu non manca l’hamburger…». Alla fine del 2014, ritorna al San Domenico. Questa volta da cliente. «Ero a cena per salutare gli ex colleghi. Tra una chiacchiera e l’altra, è arrivata la proposta di occuparmi della gestione della cantina. Non me lo aspettavo. La mattina dopo ero lì per firmare il contratto». Per Cioria comincia una nuova avventura, in un ruolo mai ricoperto prima. «Ho impiegato mesi per prendere conoscenza di tutto il patrimonio enologico. Ho catalogato bottiglia per bottiglia. E nel tempo sono arrivato ad assaggiare il 90 per cento di quello che abbiamo».

E i riconoscimenti non tardano ad arrivare. Nel 2016 viene nominato «Miglior sommelier d’Italia» nell’ambito del Best Italian wine awards, mentre quest’anno si è aggiudicato il premio speciale Dire fare sognare, promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia). Il 5 ottobre invece riceverà a Parma il titolo di «Ambasciatore dello champagne», assegnato dal Comité Champagne allo scopo di mettere in luce le professionalità in grado di meglio far conoscere e apprezzare questo tipo di vini. Sotto al San Domenico c’è un tempio consacrato al dio Bacco. Antiche stanze in mattoni a vista e volte a botte, che custodiscono un patrimonio enologico unico nel suo genere, esclusivo tanto quanto il famoso ristorante stellato a cui appartiene. Da quattro anni il «custode del tempio» è il giovane sommelier Francesco Cioria. E’ lui a raccontarci l’importanza di questo luogo.

Quali sono le peculiarità della cantina che gestisce?

«Il San Domenico esiste dal 1970. Ha quindi alle spalle quasi 50 anni di storie, collezioni e acquisti. Abbiamo un totale di circa 12 mila bottiglie e 1.800 etichette. Contando anche i distillati, il numero sale a più di 2 mila etichette. In Emilia Romagna non credo ci siano altre cantine come questa e in Italia ce ne sono poche. Oggi solo i ristoranti storici possono permettersi di averne una simile. Per i ristoranti più recenti immobilizzare un certo capitale da destinare al vino è più complicato».

A proposito di capitale, è possibile quantificarne il valore?

«E’ difficile fare una stima effettiva. Spesso sono bottiglie acquistate diversi decenni fa, a un prezzo che ad oggi non è più lo stesso. Il 35 per cento della nostra collezione è costituita da pezzi che hanno più di vent’anni». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto; Francesco Cioria, sommelier e responsabile della cantina del «Ssan Domenico».

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico
Cronaca 1 Ottobre 2018

C’erano una volta… i Mondiali di ciclismo, alla Fiera del Santerno nel 1968 presenta Gianni Boncompagni

Il 23 settembre è stato un giorno di festa per Imola graziealla consegna del Grifo d’oro Città di Imola a Vittorio Adorni in occasione dei 50 anni dalla vittoria ai Campionati Mondiali di ciclismo su strada, disputatisi a Imola l’1 settembre 1968, sul circuito dei tre Monti con arrivo in autodromo.

Quell”anno qualcuno ricorderà che fu davvero un periodo di grande festa per tutta la città. Per l’occasione fu istituito anche il Comitato promotore cittadino di Imola dei campionati mondiali di ciclismo su strada 1968, presidente il sindaco Amedeo Ruggi. Perfino la Fiera del Santerno che si svolse dal 25 agosto all”1 settembre, per l”occasione venne ribattezzata “Fiera dei mondiali” proprio per la concomitanza con l’avvenimento ciclistico. 

E fu davvero un anno speciale per la mostra campionaria che attirerò più pubblico del solito soprattutto la sera di venerdì 30 agosto. Nel teatro all’aperto del cortile delle scuole Carducci fu organizzato il “Gala Musicale dei Campionati del Mondo di Ciclismo” in onore dei partecipanti alla gara su due ruote, “i più noti dei quali – è annunciato dai giornali dell’epoca – saranno presenti e si esibiranno in alcuni divertenti ed originali interventi, anche nell’interpretazione di alcune canzoni”. Sul palcoscenico “cantanti di chiara fama, quali Gianni Pettenati e Marisa Sannia”. Lo spettacolo sarà presentato da Gianni Boncompagni”.

Storie e avvenimenti di un passato che ritorna ricostruiti, questi come altri, dalla giornalista imolese Alessandra Giovannini. “Ripercorrere la storia della Fiera del Santerno di Imola che ci ha tenuto compagnia dal 1947 al 1992, vuol dire far riemergere nomi, attività, avvenimenti – racconta -. Momenti della storia di Imola che sto raccogliendo nella pubblicazione di prossima uscita e dal titolo Fiera del Santerno: storia di una città”. La giornalista ha anche un appello da lanciare: “Per aggiungere pezzi importanti sono indispensabili anche i ricordi che molti imolesi e non solo hanno nei cassetti perché tutti, almeno una volta, siamo andati alla Fiera del Santerno! Chiunque avesse qualche cosa da poter aggiungere alle pagine del libro può contattarmi scrivendo ad antalex2@libero.it oppure telefonando al 3472375848”. (r.c.)

C’erano una volta… i Mondiali di ciclismo, alla Fiera del Santerno nel 1968 presenta Gianni Boncompagni
Cronaca 1 Ottobre 2018

Andrea Fanti è il nuovo segretario generale del Comune di Imola, sostituisce Simonetta D'Amore

Ha preso servizio oggi 1° ottobre il nuovo segretario generale del Comune di Imola. Andrea Fanti, fresco di nomina da parte della sindaca Manuela Sangiorgi, prende il posto di Simonetta D”Amore, che ricopriva questo incarico dal 2006. 

Fanti, nato a Bologna nel 1964, è laureato in giurisprudenza e iscritto all”albo degli avvocati. Prima di trasferirsi a Imola, il neo segretario generale aveva svolto lo stesso incarico nella Segreteria convenzionata tra i Comuni di Castenaso (provincia di Bologna) e Formigine (provincia di Modena). Prima ancora era stato segretario generale del Comune di Castenaso, segretario generale della Segreteria convenzionata dei Comuni bolognesi di Bentivoglio e San Pietro in Casale e segretario comunale a Bentivoglio e Loiano.

L”incarico a Imola rappresenta dunque il primo di Fanti in un Comune superiore ai 50.000 abitanti. La sua nomina, avvenuta dopo una serie di colloqui condotti dalla sindaca tra tutti coloro che avevano inviato la propria manifestazione d”interesse a svolgere questo ruolo, è pertanto un altro pezzo di quel cambiamento (leggi anche spoiling system in salsa imolese) che l”Amministrazione a 5 Stelle, uscita vincente del ballottaggio del 24 giugno, ha più volte annunciato e che sta attuando non solo all”interno dell”ente, ma anche nei consigli delle società partecipate dal Comune.

Nella foto il nuovo segretario generale Andrea Fanti

Andrea Fanti è il nuovo segretario generale del Comune di Imola, sostituisce Simonetta D'Amore
Cronaca 1 Ottobre 2018

Osservanza, aperto fino all'8 ottobre il bando per la gestione del chiosco che si allargherà di altri 30 metri quadri

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi il bando per il chiosco adiacente la pista da ballo nel parco del complesso Osservanza, nella zona sud del parco, dalla parte di vicolo Saldona. Come si ricorderà, il piccolo locale, attualmente di appena 10 metri quadrati, era stato dato in gestione nell’estate del 2016 a Giancarlo Sasdelli con il vincolo di poter vendere solo prodotti confezionati (tipo bevande, gelati, patatine, caramelle, caffè), mentre per il 2017 non era stato trovato nessuno interessato alla gestione e tra le motivazioni c’era proprio il fatto delle scarse potenzialità di utilizzo di un locale così piccolo.
Da qui la scelta di Osservanza Srl (società oggi al 100% di Conami) di ampliarlo. Ora il progetto è stato inviato alla Soprintendenza e si attende l’autorizzazione prima di partire con i lavori veri e propri, che dureranno circa quattro mesi e saranno a carico di Osservanza Srl. Allo stabile attuale verrà affiancata una struttura in legno che conterrà l’area cucina per la preparazione di cibi (prevalentemente piadine, panini, insalate) e un bagno utilizzabile anche dai disabili. Inoltre, ci sarà una tettoia sotto alla quale potranno essere posizionati dei tavolini all’ombra per le consumazioni. Complessivamente, l’ampliamento previsto sarà di 30 metri quadrati.
Dal canto suo, il nuovo gestore dovrà invece eseguire a sue spese i lavori di impiantistica specifica dedicata all’attività di somministrazione di alimenti e bevande e dovrà provvedere agli arredi interni ed esterni.
Per presentare domanda c’è tempo fino alle ore 12 di lunedì 8 ottobre. Chi fosse interessato ad effettuare un sopralluogo deve richiederlo entro martedì 2 ottobre. Tutta la documentazione è consultabile on-line nella sezione bandi (che si trova sotto il menù «amministrazione trasparente») del sito www.osservanza.it. (gi.gi) 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 settembre

Nella foto il rendering del progetto di ampliamento del chiosco

Osservanza, aperto fino all'8 ottobre il bando per la gestione del chiosco che si allargherà di altri 30 metri quadri
Cronaca 1 Ottobre 2018

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti

Primo giorno di ottobre e come ogni anno entrano in vigore in Emilia Romagna le misure contro lo smog, che dureranno fino al 31 marzo 2019. Si tratta di misure di due tipi: quelle che limitano la circolazione per i veicoli più inquinanti al fine di ridurre le emissioni in atmosfera e quelle per incentivare la mobilità sostenibile.

Procedendo con ordine, da oggi e per i prossimi sei mesi, nei 30 comuni della regione che hanno aderito al Pair (Piano aria integrato regionale), non potranno circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30 e nelle domeniche ecologiche i mezzi a maggiore impatto ambientale: i ciclomotori pre-euro, i veicoli a benzina fino all’euro 1 e i diesel euro 1, 2, 3 e 4. I divieti si estenderanno anche alle altre domeniche in caso di superamento per più di quattro giorni dei livelli di pm10 nell’aria. Nel circondario le limitazioni riguardano Imola, nei territori limitrofi si applicano a Ozzano (insieme agli altri comuni dell’agglomerato di Bologna), Faenza e Lugo.

La normativa prevede comunque una serie di eccezioni per alcune categorie di persone che potranno muoversi con qualsiasi mezzo, senza limitazioni: i lavoratori turnisti, chi si muove per motivi di cura, assistenza ed emergenza, chi accompagna bambini a scuola e le persone con un Isee annuo fino a 14 mila euro. Nessun divieto anche per i veicoli che viaggiano con almeno tre persone a bordo, se omologati per quattro o più posti e con almeno due persone, se omologati per due o tre posti a sedere (car pooling), per quelli con alimentazione a metano, Gpl, elettrica e ibrida. Altre deroghe riguarderanno, ad esempio, le imprese.

Alla seconda categoria, quella delle misure per favorire la mobilità sostenibile, appartengono l’autobus gratis per i pendolari abbonati al treno, gli eco-bonus fino a 10 mila euro per la rottamazione dei veicoli commerciali diesel fino a euro 4 e il contributo annuo di 191 euro per tre anni (in sostanza la spesa per il bollo) per chi compra un’auto ibrida.

Sono inoltre confermate le restrizioni, che hanno provocato qualche polemica nelle settimane scorse, all’uso dei camini aperti tradizionali (senza sportello di chiusura), delle stufe o delle caldaiette con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Sono tuttavia esclusi dal divieto i comuni montani, le abitazioni che non abbiano sistemi alternativi di riscaldamento, le attività commerciali come pizzerie e ristoranti.

Possono essere liberamente usati gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore, ovvero la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale.

In caso di emergenza, che scatterebbe nel caso si registrassero quattro giorni consecutivi di sforamenti dei limiti di pm10, i divieti si farebbero più stringenti e riguarderebbero anche i veicoli a benzina fino all”euro 4 e le stufe fino alla classe “2 stelle”, oltre all’obbligo di abbassare la temperatura nelle abitazioni a 19 gradi e nelle aziende a 17. Se i giorni di sforamento consecutivi salissero a 10, anche le stufe classe “3 stelle” sarebbero incluse nelle limitazioni.

Nell”immagine l”infografica della Regione sulle limitazioni alla circolazione dei veicoli

Smog, in vigore da oggi 1° ottobre i limiti alla circolazione di veicoli e all'uso di camini e stufe inquinanti
Cronaca 30 Settembre 2018

Viale dei Cappuccini, è tornata a posto la statua restaurata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

È stata ricollocata al suo posto, dopo il crollo avvenuto nel novembre 2017, la statua di san Francesco collocata su una delle colonne del viale dei Cappuccini. Il restauro è stato realizzato a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che a suo tempo si era fatta carico anche dell’opera di pulizia sia della statua di san Francesco che di quella di santa Caterina, posta sull’altra colonna all’ingresso del viale.

L’intervento di recupero ha interessato tanto la scultura quanto la colonna. In particolare si è provveduto a rinforzare il basamento e ad assicurare la statua mediante un perno lungo un metro, inserito per metà nella colonna e per metà all’interno della figura del Santo.

La difficoltà maggiore è stata tuttavia quella di ricomporre la statua che, nella caduta, si era sbriciolata in oltre 100 pezzi.

Riportiamo qui la storia delle sculture del viale dei Cappuccini, in parte collegata con quella delle statue che si trovavano sui piloni del Ponte vecchio e sono ora conservate nel deposito archeologico del Sante Zennaro.

«La vicenda delle statue del Ponte vecchio è collegata in parte a quelle del viale dei Cappuccini. Il Diario del 29 marzo 1924 ne ripercorre la storia a partire da quella del convento, costruito nel 1592-95.

All’epoca vi si accedeva dalla via Emilia tramite un viottolo lastricato di sassi. Il viale fu realizzato nel 1774 e in quella circostanza furono collocate all’altezza della via Emilia due colonne con lo stemma francescano. Nel tempo queste si deteriorarono e furono abbattute nel 1852 dal gonfaloniere di Imola, il conte Anton Domenico Gamberini, che le sostituì con altri due pilastri, su disegno dell’ingegnere Giuseppe Andreini.

Il gonfaloniere, però, non interpellò i frati cappuccini, che avevano diritti su viale e stradone, anche se, dopo le vicende della soppressione napoleonica, fu appurato che il terreno era del Comune.

“Essi protestarono – cita l’articolo – e dopo molte pratiche ottennero dal gonfaloniere conte Giovanni Codronchi che fossero posti sui nuovi pilastri gli stemmi dell’ordine francescano. Su le nuove colonne si collocarono le due statue come vigili scolte a protezione della nostra città”.

Fu così trovata una collocazione all’Immacolata e a san Cassiano, rimosse qualche anno prima dal Ponte vecchio. Quando nel 1930 le statue tornarono tutte nella loro collocazione originaria, nel viale dei Cappuccini furono sistemate le raffigurazioni di san Francesco e santa Chiara, fatte realizzare «a spese del Comune», annota il settimanale imolese Il Diario il 12 luglio 1930. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, le sculture furono restaurate, ma al posto di santa Chiara venne collocata santa Caterina da Siena.

Nel frattempo si è riaperto un dilemma, che già a metà ’800 aveva tenuto banco: di chi è la proprietà delle statue? «La realizzazione negli anni ’30 – conclude Laura Mazzini, archeologa dei Musei civici – fu fatta a spese del Comune, mentre il restauro, avvenuto nell’immediato dopoguerra, fu fatto a spese dei frati. Non è chiaro, quindi, di chi siano oggi le statue e, di conseguenza, chi debba essere risarcito dall’assicurazione». ( lo.mi.) 

Su «sabato sera» del 27 settembre è possibile leggere anche la storia completa delle statue del Ponte vecchio.

Nella foto principale l’operazione di ricollocamento della statua di san Francesco dopo il restauro, nell’altra immagine le quattro sculture un tempo visibili sul Ponte vecchio, lungo la strada per Faenza

Viale dei Cappuccini, è tornata a posto la statua restaurata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Cronaca 29 Settembre 2018

Il 30 settembre domenica “verde': giardini protagonisti a palazzo Tozzoni, La Serra propone le piante da appartamento

Una domenica all”insegna del verde il 30 settembre a Imola, con due eventi che spaziano tra l”orticoltura, il giardinaggio e la floricoltura.

Il primo, per gli appassionati di orti e giardini, è promosso dall”associazione culturale “Nel giardino, nella natura” e dai Musei Civici di Imola, si svolge a palazzo Tozzoni e si intitola “Scambio verde”. In via Casola Canina 3 è invece in programma l”iniziativa La Serra Garden in festa “Nella vecchia fattoria”, organizzata dalla Floricoltura La Serra con il patrocinio del Comune di Imola, che mette al centro i temi della vita della riproduzione delle piante da appartamento, ma si propone anche di far conoscere da vicino gli animali da fattoria, facendo altresì opera di sensibilizzazione contro gli abbandoni (a sostenere la campagna saranno presenti il canile di Imola e l”Enpa).

Per quanto riguarda il primo appuntamento, palazzo Tozzoni farà da sfondo nell”intera mattinata, dalle 9.30 alle 13, alle trattative dei coltivatori che desiderano scambiare piante, semi, frutti, libri a tema di orticoltura e giardinaggio o qualsiasi altro oggetto relativo agli spazi verdi. 

I partecipanti avranno una zona nella quale presentare i prodotti e da lì partire in cerca di affari da concludere con gli altri espositori.Entrambi gli ingressi del palazzo, quello di via Garibaldi 18 e quello di viale Rivalta 93, saranno aperti per consentire l”accesso alla corte ai coltivatori e ai visitatori. Lo spazio dedicato alla presentazione dei prodotti è dalle 10 alle 11.30, poi via agli scambi.

Alle 12.30 è prevista, infine, la premiazione dell”esposizione giudicata migliore dai presenti.

Passando alla Serra Garden in via Casola Canina si proseguirà invece per tutta la giornata con tante iniziative, dedicate soprattutto ai bambini: laboratori di semina e trapianto, presentazione degli animali e possibilità di salire sui cavalli grazie agli istruttori del maneggio “La Rondinella” di Imola, giochi a quiz sempre sul tema della fattoria, laboratorio di disegno a premi, percorsi per cani e altre attrazioni per i più piccoli. Per chi desidera restare anche a pranzo sarà operativa un”area di ristoro. In caso di maltempo la giornata è rinviata alla domenica successiva. (r.c.)     

Nelle foto momenti delle edizioni precedenti: nell”immagine principale Scambio verde, nelle altre la manifestazione organizzata da La Serra

Il 30 settembre domenica “verde': giardini protagonisti a palazzo Tozzoni, La Serra propone le piante da appartamento

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast