Cronaca

Cronaca 17 Luglio 2018

Dozza, Davide Dalfiume e la Bottega del Buonumore vincono il bando per la gestione del Teatro Comunale

E” Davide Dalfiume il nuovo direttore del Teatro Comunale di Dozza. Con la sua Bottega del Buonumore, Dalfiume si è aggiudicato il bando per la gestione e sarà alla guida per i prossimi tre anni dell”importante istituzione culturale dozzese.

Il programma proposto punta alla creazione di un rapporto trasversale tra offerta e pubblico e la necessità di far vivere il teatro nel territorio di Dozza, con una impostazione partecipativa della popolazione di tutte le fasce di età e di ogni provenienza culturale, favorendo lo scambio di esperienze, la voglia di mettersi in gioco e, attraverso i laboratori, facendola partecipare attivamente allo spettacolo o al dibattito.

Dalfiume, in qualità di direttore tecnico, dovrà dunque lavorare in armonia con tutte le forze culturali e sociali del territorio, ricercando ed incentivando rapporti e collaborazioni con l’associazionismo e il volontariato locale. In particolare, saranno identificati alcuni macro temi da cui prendere spunto, che verranno sviluppati attraverso percorsi realizzati con strumenti diversi: il teatro, il cinema, la musica, il canto, la danza, i corsi di teatro antistress.

Il filo conduttore sarà partecipazione attiva dei cittadini, dai più piccoli ai più grandi, per un “teatro allargato” fatto anche da loro, attraverso laboratori dove sperimentare tecniche e percorsi di crescita personale e di gruppo. Questa esperienza laboratoriale porterà alla definizione del cartellone estivo.

Dalfiume da anni si occupa di teatro comico e ha portato i suoi personaggi al cinema, in televisione, in teatro e anche sui libri che ha scritto. Ha tenuto corsi di teatro comico per la Uilt (Unione Italiana Libero Teatro), per Università Aperta di Imola, per l’Associazione Noi Donne Insieme e per l’Accademia Caos di Bologna. Per quanto riguarda la direzione artistica e la gestione di teatri, ha un curriculum ricco di esperienza: dal 2008 è Direttore artistico del teatro Cassero di Castel San Pietro, dal 2012 cura la rassegna comica del Teatro Carmine di Massalombarda e dal 2012 organizza la rassegna Comicibando a Casalecchio di Reno.

L”associazione Bottega del Buonumore da quasi 20 anni si occupa della promozione del teatro in tutte le sue forme e sfumature, con eventi che vanno dalla comicità al teatro ragazzi, con incursioni nel teatro impegnato, alla partecipazione ai festival, alla organizzazione di rassegne. Svolge attività di supporto e formazione con spettacoli, lezioni, laboratori, corsi e seminari in campo artistico, socio-culturale-educativo e socio-assistenziale.

Questo il commento del sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, all”esito del bando: «Vogliamo innanzitutto ringraziare il precedente gestore Corrado Gambi, che con la sua Compagnia della Luna Crescente ha di fatto fondato il nostro Teatro Comunale. La sua collaborazione e la sua professionalità in questi anni sono state preziose. Siamo molto soddisfatti che i contenuti da noi espressi nel bando di gara siano stati colti con entusiasmo dalla Bottega del Buonumore e da Davide Dalfiume.  Questo nuovo corso del teatro consentirà al borgo di Dozza di poter offrire una proposta culturale e turistica ulteriore per la valorizzazione del territorio, in quanto sono previste attività alla portata di tutti. Il Teatro Comunale di Dozza, oltre a diventare un luogo di sperimentazione, una sorta di  “casa di produzione”, avrà un calendario molto ricco di spettacoli con proposte anche cinematografiche e, il prossimo anno, si terrà il Festival Teatrale di Dozza, che animerà le strade e le piazze del Centro storico, aumentandone così l’attrattività”. 

Nella foto Davide Dalfiume

Dozza, Davide Dalfiume e la Bottega del Buonumore vincono il bando per la gestione del Teatro Comunale
Cronaca 17 Luglio 2018

Incendi, fino al 30 settembre in Emilia Romagna è attiva la fase di attenzione per prevenirli e contrastarli

E” scattata il 30 giugno e proseguirà fino al 30 settembre, in Emilia Romagna, la fase di attenzione per gli incendi boschivi. Fino ai primi giorni di settembre, inoltre (ma la data precisa dipenderà dalle condizioni climatiche), l”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile terrà aperta una sala operativa permanente (Soup) con sede in viale Silvani 6 a Bologna, con apertura tutti i giorni dalle 8 alle 20 e un servizio di reperibilità nelle ore notturne.

L”attività di prevenzione e contrasto degli incendi è prevista dal Piano regionale antincendio boschivo, mentre le modalità di intervento sono state stabilite dal direttore dell”Agenzia regionale, Maurizio Mainetti, al termine di una riunione di coordinamento alla quale hanno partecipato la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, il Comando Regione Carabinieri Forestale, Arpae-Simc centro funzionale, rappresentanti di Anci e Uncem.

Per quanto riguarda il raccordo con Comuni e Unioni dei Comuni, i Servizi territoriali dell’Agenzia provvederanno a informare gli enti locali affinché attivino sul territorio le opportune azioni in materia di prevenzione e di informazione sui fattori di rischio per gli incendi boschivi, il che potrà avvenire anche mediante interventi mirati alla salvaguardia del patrimonio boschivo e alla manutenzione delle aree limitrofe.

Entro il mese di luglio inoltre, a seconda delle condizioni climatiche e forestali,  l’Agenzia dovrebbe stabilire l’inizio dello “stato di grave pericolosità” per gli incendi boschivi, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale. In quel periodo, all’interno delle aree forestali, vi sarà il divieto assoluto di accendere fuochi o strumenti che producano fiamme, e le sanzioni a carico dei trasgressori saranno notevolmente elevate.

Per segnalare incendi, questi sono i numeri da contattare: 115 (pronto intervento del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile) e 1515 (pronto intervento dei Carabinieri Forestale). La telefonata è gratuita.

Per informare i cittadini su come si sviluppano gli incendi nei boschi, su come evitarli e cosa ciascuno può fare se vede un incendio, è stata predisposta una campagna informativa che ha portato alla produzione di un filmato, di volantini e manifesti disponibili ai seguenti indirizzi mail: 
http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/video/cosa-fare-in-caso-di-incendio-boschivo
http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/campagne/campagna-aib-2018/campagna-antincendio-boschivo-aib-2018.

Incendi, fino al 30 settembre in Emilia Romagna è attiva la fase di attenzione per prevenirli e contrastarli
Cronaca 17 Luglio 2018

Visite guidate all'Autodromo e alla Rocca Sforzesca in occasione dell'Imola Summer Piano 2018

Musica, motori e cultura si uniscono per mettere in mostra le cose belle di Imola. Ce n”è per tutti i gusti nell”iniziativa che If Imola Faenza Tourism Company e l”Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” propongono in occasione dell”Imola Summer Piano 2018.

Parte oggi infatti una serie di quattro visite guidate, due all”autodromo “Enzo e Dino Ferrari” e due del centro storico di Imola, con tappa alla Rocca Sforzesca.

Oggi alle 17 (con replica mercoledì 25 luglio alla stessa ora) ritrovo nell”Hub turistico di If in piazza Ayrton Senna da Silva 2 per partecipare a Motors Tour, percorso di due ore con giro di pista e sosta al monumento a Senna, al quale si potrà aggiungere una sessione a bordo dei simulatori GT Car Man.

Giovedì 19 e 26 luglio sarà la volta del Cultural Tour, percorso sempre di due ore che avrà per protagonista il centro storico di Imola, con visita guidata alla Rocca Sforzesca. In questo caso l’orario di ritrovo è alle 9 davanti all’entrata laterale della Rocca, ingresso dell’Accademia Pianistica.

Entrambe le proposte sono pensate per un numero di partecipanti da quattro a otto, ma per gruppi superiori è possibile organizzare le stesse attività in giorni diversi e con personalizzazione delle tariffe in base agli iscritti.

Prosegue inoltre fino al 31 agosto l”iniziativa delle visite guidate all”autodromo, che If organizza in collaborazione con Formula Imola attraverso i luoghi più significativi per gli amanti degli sport motoristici: la pit lane, i box, la control room ed il tanto sognato podio, con tanto di scorci panoramici su Imola.

Le proposte, entrambe disponibili in italiano e inglese, con ritrovo nella sede di IF e possibilità di prenotarsi in loco fino a 30 minuti prima della partenza: la visita esclusiva a bordo della Navetta dei Motori e la classica visita guidata dell”autodromo. La prima, di un”ora e 15 minuti, parte alle 13 dei seguenti giorni: 18, 19, 23, 31 luglio, il 10, 21, 28 e 31 agosto. La seconda, con partenza alle 15, è disponibile il 24 e 25 luglio, l”8, il 9, il 10, il 22, 23, 30 e 31 agosto.

Per informazioni e prenotazioni su tutte le iniziative: If Imola Faenza Tourism Company, tel. 0542 25413 – info@imolafaenza.it.

Visite guidate all'Autodromo e alla Rocca Sforzesca in occasione dell'Imola Summer Piano 2018
Cronaca 17 Luglio 2018

Un supermercato al posto della concessionaria, a Castello il gruppo Pam investe sulla via Emilia

Un supermercato al posto di una concessionaria d’auto. Così si trasformerà l’area lungo la via Emilia a Castel San Pietro, di fronte al distributore Agip, nei pressi dell’incrocio con via Cova. Nei giorni scorsi, infatti, è stato demolito il fabbricato esistente. Ad acquistare e a riqualificare quell’area è il gruppo veneto Pam. L’intervento è suddiviso in due stralci distinti. Il primo, quello che riguarda l’area più vicina alla via Emilia, è destinato al nuovo supermercato, un fabbricato da 1.600 metri quadrati, dei quali 1.200 dedicati al punto vendita e i restanti al magazzino, che sarà più arretrato rispetto alla strada. All’ingresso, infatti, è previsto un parcheggio da 108 posti auto, dei quali due destinati ai disabili. Per quanto riguarda la viabilità, «l’accesso delle auto dei clienti avverrà dalla via Emilia, mentre sul retro, in via Archimede, è previsto un accesso per il caricoscarico merci, ma anche i camion dovranno uscire dal parcheggio dalla via Emilia» dettaglia Angelo Premi, dirigente dell’ufficio tecnico comunale castellano.

Vedendo la partenza spedita dei lavori, tutto lascia presumere che l’intenzione sia quella di finire in tempi brevi. Come detto, l’intervento prevede anche un secondo stralcio per la realizzazione di residenziale nell’area che resterà vuota alle spalle del supermercato, con accesso da via Archimede. Qui potranno essere realizzate palazzine da due o tre piani al massimo e, complessivamente, una ventina di appartamenti. Inoltre, sono previsti 21 posti auto più uno per disabili e un tratto di pista ciclabile, che non verrà realizzato bensì monetizzato assieme agli altri oneri di urbanizzazione previsti (270 mila euro in tutto), ergo sarà poi l’ente locale a dover realizzare il pezzetto di ciclabile in fregio al fabbricato. Per il momento, comunque, i tempi per la costruzione della parte residenziale non sono ancora stati definiti. «Siamo soddisfatti perché in questo modo si riqualifica un’area che, dopo esser stata per lungo tempo destinata a delle concessionarie di auto, da molti anni non veniva più utilizzata» commenta il sindaco, Fausto Tinti.

Dal canto suo, il gruppo Pam per il momento preferisce non scendere troppo nei dettagli e, tramite l’ufficio stampa, si limita a dire che «Castel San Pietro è un comune, come altri in Emilia Romagna, in cui Pam Panorama ha intenzione di svilupparsi». Il gruppo Pam (acronimo di Più a meno) complessivamente in Italia conta 684 punti vendita, 9.500 collaboratori e un fatturato di 2,4 miliardi di euro. Tra questi, di recente hanno inaugurato quello a Ozzano lungo la via Emilia e quello in via I Maggio a Imola. Sempre in via I Maggio, ma a Toscanella di Dozza, inaugurerà invece il prossimo 20 luglio.

gi.gi. 

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto (Isolapress): il vecchio fabbricato della concessionaria

Un supermercato al posto della concessionaria, a Castello il gruppo Pam investe sulla via Emilia
Cronaca 17 Luglio 2018

All'agriturismo Il Murello di Medicina è stato inaugurato il primo punto di ricarica per auto elettriche che coinvolge i privati

Prosegue il progetto dell’autostrada delle città solari, ovvero che collega idealmente le città che fanno parte del centro Comunità solari locali con una rete di servizi a sostegno della mobilità elettrica. In sostanza, dopo aver sensibilizzato cittadini e imprese sul tema delle energie rinnovabili, ora si sta cercando di ampliare la rete delle colonnine che consentono di ricaricare l’auto elettrica coinvolgendo non solo gli enti locali come è stato fatto finora, bensì anche i privati che hanno un’attività.

Di recente, infatti, presso l’agriturismo Il Murello di via Fiorentina a Medicina è stato inaugurato il primo Autogreen, un punto di ricarica (wall-box) per auto elettriche nato dalla collaborazione tra Energia Corrente (società di vendita di servizi energetici), centro Comunità solare locale (promotore e coordinatore di tutta la rete autostrade per le città solari, spinoff  dell’Università di Bologna) e Nrg4you (fornitore di colonnine e di pensiline fotovoltaiche). In pratica, i clienti che mangiano o pernottano all’agriturismo avranno la possibilità di «fare il pieno» alla propria auto elettrica. «All’agriturismo è stata installata una wall-box con potenza pari a 11 kW e, se consideriamo che mediamente restiamo seduti a mangiare almeno un paio d’ore,  un’auto con autonomia di 150 chilometri può ricaricare dal 40 al 60%, cioè circa 70-90 km – spiegano dal centro Comunità solari locali -. Ci sono poi auto elettriche che già in un paio di ore riescono ad effettuare una ricarica completa. In ogni caso, i cittadini, diventando automobilisti elettrici, devono imparare a ricaricare l’auto mentre sono in giro per fare la spesa, al lavoro, in palestra o a cena. Anche se si tratta di ricariche parziali non importa perché potranno terminare la carica in un’altra colonnina oppure a casa da una qualsiasi presa domestica».

Questa colonnina si va ad aggiungere a quelle realizzate dagli enti locali che fanno parte del centro Comunità solari locali. Per quanto ci riguarda da vicino, il Comune di Ozzano Emilia ne ha posizionata una in piazza Allende, mentre Medicina ne ha una nel parcheggio del centro commerciale Medicì e un’altra in piazza Garibaldi. Tutte, così come quella de Il Murello, consentono di ricaricare l’auto gratuitamente. «Il progetto degli Autogreen si rivolge ad agriturismi, negozi e commercianti, palestre, centri sportivi e a tutte le strutture che possono offrire un servizio – continuano dal centro -. Tra l’altro, una postazione di ricarica con potenza pari a 11 kW ad una presa ha un costo che non supera gli 800 euro. Per l’esercente, inoltre, il costo sostenuto per finanziare una ricarica da circa 12 chilowattora, necessari a percorrere 60-70 chilometri, è di poco superiore ai 2 euro».

I privati che attivano un Autogreen potranno dare ai propri clienti anche il kit del cittadino solare, ossia la possibilità di ottenere un check up energetico della propria casa e, di conseguenza, le linee guida per ridurre il costo delle bollette. Per informazioni si può contattare il centro Comunità solari locali al numero 051/0035777 oppure Energia Corrente al numero 0547/419980.

gi.gi. 

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: la colonnina di ricarica installata all”agriturismo Il Murello

All'agriturismo Il Murello di Medicina è stato inaugurato il primo punto di ricarica per auto elettriche che coinvolge i privati
Cronaca 16 Luglio 2018

Una piantagione di marijuana scoperta nell'appartamento di due cugini a Ozzano

I carabinieri hanno scoperto una vera e propria piantagione di marijuana all”interno dell”appartamento di Ozzano Emilia nel quale risultavano domiciliari due cugini, un 21enne e un 23enne. I carabinieri sono intervenuti a seguito di alcune segnalazioni di cittadini che avevano notato un via vai di persone sospette nei pressi dell’abitazione dei due ragazzi. Durante la perquisizione dell’alloggio, i militari hanno trovato quindici piante di cannabis e una serra in tessuto foderato con materiale riflettente, completa dell’attrezzatura per l’illuminazione, il riscaldamento e la ventilazione. Le piantine erano in ottime condizioni grazie anche all’uso di alcuni fertilizzanti rinvenuti sul posto. Tutto l”occorrente per far crescere bene la piccola piantagione.

Inoltre, i militari hanno trovato un centinaio di grammi di marijuana, una cinquantina di grammi di hashish e una bilancina di precisione, a conferma che la droga era prodotta e venduta a terzi. Su disposizione del magistrato, i due ragazzi sono stati arrestati per produzione e detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, al momento sono sottoposti all’obbligo di dimora con il divieto di uscire in orario notturno. (r.c.)

Nella foto il materiale sequestrato dai carabinieri

Una piantagione di marijuana scoperta nell'appartamento di due cugini a Ozzano
Cronaca 16 Luglio 2018

Anziano ciclista muore dopo essere stato investito da un'auto

Incidente mortale a Castel Guelfo nel fine settimana. A perdere la vita è stato Loris Cuffiani, 83enne. Lo schianto si è verificato poco prima delle ore 17 di sabato e ha coinvolto un’auto e una bicicletta. Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, l’auto, una Peugeot 206 condotta da una 45enne del paese, stava percorrendo via Marconi in direzione di via Volta (il limite di velocità in quel tratto è di 30 chilometri orari). Ad un certo punto, dalla sua destra è spuntato l”anziano in sella alla bici. Provenendo da via Mura, dove c’è l’obbligo di dare la precedenza, Cuffiani aveva iniziato ad attraversare via Marconi per raggiungere via Basoli. L’impatto tra la bicicletta e la fiancata destra dell’auto è stato inevitabile.

Immediato l’intervento del 118. Vista la gravità delle ferite riportate, Cuffiani è stato subito trasportato dall’elisoccorso all’ospedale Maggiore di Bologna, dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni erano però disperate e l’anziano è morto poche ore dopo, nella notte. Il pubblico ministero di turno, Enrico Cieri, come di prassi in questi casi, ha aperto un fascicolo e indagato il conducente dell’auto per omicidio stradale. (gi.gi.)

Foto d”archivio

Anziano ciclista muore dopo essere stato investito da un'auto
Cronaca 16 Luglio 2018

TaxiRail, il taxi ferroviario autonomo pensato dall'ingegnere di Castel del Rio Federico Bernabei

L’idea, va detto, non è di facile e immediata attuazione, ma ha un potenziale rivoluzionario. E sarebbe di certo il sogno dei tanti pendolari costretti a passare parte delle loro giornate in viaggi spesso scomodi e sovraffollati, attese e contrattempi a catena dovuti a ritardi imprevisti. L’idea in questione è di Federico Bernabei, trentatreenne di Castel del Rio, che nel 2011 si è laureato in Ingegneria del veicolo all’Università di Modena. Dopo la laurea ha lavorato per alcuni anni in Germania, dove è stato anche progettista per la Hyundai Motorsport.

I veicoli ad altissima efficienza energetica sono la sua passione e cinque anni or sono ha cominciato a dare forma alla sua idea. L’ingegnere ha infatti immaginato e progettato un sistema di trasporto su binari alternativo al treno, pensato per ospitare piccoli nuclei di persone (fino a 6) o anche merci. Il nome, ancora provvisorio, è TaxiRail e sintetizza in parte le principali caratteristiche del progetto: un taxi ferroviario autonomo con servizio a chiamata, disponibile 24 ore su 24 e prenotabile attraverso una App, a minor consumo e impatto ambientale rispetto a un normale treno, che verrebbe sostituito da piccoli e aerodinamici veicoli elettrici, pronti a partire in qualsiasi momento, in grado di coprire la distanza, ad esempio, fra Imola e Bologna in 12 minuti senza fermate intermedie e a una velocità che può raggiungere i 200 chilometri orari, con costi inferiori rispetto a quelli di un normale biglietto ferroviario. «Il mio obiettivo – così Bernabei spiega da dove è nata l’idea – era riuscire a progettare il veicolo più efficiente possibile su rotaia e a farne un mezzo di trasporto di massa. Ho voluto attaccare l’assioma “treno”, un concetto rimasto lo stesso per oltre 150 anni; sono convinto che oggi si possa fare di meglio e ho voluto dimostrarlo. Le tecnologie sono quelle attuali, per cui, in teoria, il progetto è già applicabile».

A mancare, in pratica, sono i costosi investimenti che servirebbero per costruire le infrastrutture ad hoc, necessarie al sistema di trasporto: veicoli, binari, linee, stazioni. Per realizzare una linea a binario singolo servono investimenti ingenti (almeno 5 milioni di euro a chilometro), «ma sarebbe comunque meno costosa e impattante rispetto a una normale ferrovia – precisa l’ingegnere -. Questo sistema è molto ambizioso – ammette poi – e dovrebbero essere i Governi a scegliere di investire su un’opera di questo tipo. Se in Europa è molto difficile, credo sia attuabile nei Paesi che stanno facendo nuove infrastrutture, come gli Emirati Arabi o la Cina. Un altro ambito di applicazione potrebbe essere la connessione versatile fra aeroporti e terminal. Oppure TaxiRail potrebbe essere realizzato, in via sperimentale, per la conversione di reti ferroviarie obsolete, improduttive o inutilizzate».

Ad oggi, non a caso, l’Università di Modena sta valutando la possibilità di avviare uno studio di fattibilità per applicare questo sistema sulla linea ferroviaria Modena-Sassuolo, sottoutilizzata mentre il traffico automobilistico lungo la vicina statale cresce ogni giorno di più. «Se si riuscisse a realizzare un progetto pilota – aggiunge – i vantaggi rispetto al sistema ferroviario tradizionale sarebbero evidenti. In questa fase – conclude Bernabei – sono alla ricerca di altri collaboratori, soprattutto nel settore marketing e business development, per proporre l’idea in giro per il mondo. Una sfida, che lancio a più persone possibili».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 luglio.

Nella foto: l”ingegnere Federico Bernabei

TaxiRail, il taxi ferroviario autonomo pensato dall'ingegnere di Castel del Rio Federico Bernabei
Cronaca 16 Luglio 2018

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione

L’Ausl di Imola sta visitando a tappeto tutte le strutture residenziali autorizzate al funzionamento che ospitano anziani, le famose cra. Siano esse pubbliche, private o accreditate. Sono controlli per valutare i requisiti e la qualità dell’assistenza. Analoghi controlli, ma per censire la situazione e riscontrare eventuali criticità, stanno coinvolgendo le case-famiglia con capienza fino a sei posti letto. Complessivamente si tratta di 29 case di riposo e 8 case-famiglia.

«L’attività sulle strutture autorizzate è iniziata ad aprile e si completerà in un triennio, come previsto dal progetto proposto in accordo con i dieci Comuni del Circondario imolese» spiega Gabriella Martini, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl. La Regione ha stanziato circa 12.300 euro euro per il primo anno, «mentre i due anni successivi saranno finanziati in base al programma delle attività da svolgere». Per quanto riguarda le case-famiglia, invece, la verifica è stata avviata l’anno scorso su richiesta della Regione stessa, e dovrà essere completata entro il 2018.  

«Dopo l’autorizzazione o l’accreditamento di fatto non vediamo più queste strutture, a meno che non vi siano segnalazioni di problematicità da parte del Comune, di un parente o delle forze dell’ordine. Però si tratta di un servizio potenzialmente a rischio vista l’utenza fragile – motiva Martini -, secondo noi occorreva coprire questo “buco”, da qui la nostra proposta che è piaciuta alla Regione tanto da erogare le risorse aggiuntive per metterla in atto». Le visite dei tecnici, tra l’altro, avvengono in «orari non convenzionali, cioè di sera oppure la domenica» chiarisce Martini. «Ad oggi ne abbiamo controllate quattro e non abbiamo trovato difformità tali da pregiudicare il funzionamento della struttura – sottolinea Martini -, solo qualche problema di pulizia oppure ritardi nella manutenzione straordinaria per una porta rotta oppure il rivestimento di un bagno da sistemare. Si tratta di violazioni sanabili, per cui abbiamo chiesto delle prescrizioni di adeguamento ma nessuna sanzione o richieste di chiusura».

Situazione tranquilla anche sul fronte delle case-famiglia. «L’anno scorso ne abbiamo visitata una a Castel del Rio e tre a Imola, quest’anno stiamo procedendo con le rimanenti – spiega Martini -. Fino ad ora non abbiamo riscontrato non conformità tali da dover sospendere l’attività. Abbiamo, però, segnalato alla Regione alcuni elementi che noi riteniamo siano da considerare con attenzione per le prossime stesure normative. Tra questi c’è la qualifica degli operatori, perché in alcune realtà il gestore è un infermiere mentre in altre cono persone che hanno sempre fatto altro nella vita. Tutto questo ad oggi non è vietato, vedremo come si orienterà in futuro la Regione…». Per queste strutture, infatti, non esistono parametri di riferimento se non quello del numero massimo degli ospiti (6 posti) e i requisiti minimi di igiene e conformità (come l’impianto elettrico e termico) ma la Regione ha intenzione di metterci mano a breve. (l.a. ) 

Altri particolari negli articoli sul “sabato sera” in edicola dal 21 luglio. 

Nella foto Gabriella Martini

Controlli a tappeto dell’Ausl nelle strutture per anziani, in accordo con i Comuni e la Regione
Cronaca 16 Luglio 2018

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna

Nei giorni scorsi a Casa Spadoni di Faenza si è svolta la premiazione delle migliori Albana della Romagna, individuate da una giuria d’esperti e dal pubblico in piazza. Due i riconoscimenti assegnati: l”Albana Dèi ai migliori Romagna Albana Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore premio Valter Dal Pane. 

Ad aggiudicarsi la prima posizione nella categoria Albana Dèi è stato “Cinquecento” 2017 di Tenuta Diavoletto di Bertinoro, seguito da “Valleripa” di Tenuta Casali di Mercato Saraceno e “Fondatori GP” dell”azienda agricola Merlotta di Imola, entrambe annata 2017.

Nella sezione L’Indigeno del Cuore, invece, si è imposto “Vitalba” 2017 dell”azienda agricola Tre Monti di Imola, seguito da “Amedeo” 2016 di Zavalloni Stefano di Cesena e “Fiorile” 2017 di Fondo San Giuseppe di Brisighella.

La selezione delle Albana si è svolta in due momenti fra maggio e giugno. Il primo riservato alla giuria tecnica – composta da critici delle principali guide del settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali vino – che ha degustato alla cieca i 48 vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i finalisti che hanno poi affrontato anche il giudizio popolare (oltre 250 votanti) per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

Nella foto premiati e organizzatori

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna

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