Cronaca

Cronaca 19 Aprile 2019

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi

Nell’area verde di proprietà comunale compresa fra le vie Cenni, Bucci e Scarabelli, nel quartiere Marconi, fervono i lavori di costruzione del nuovo centro sociale «Adriano Giovannini», in sostituzione della struttura precedente. Nuovo centro sociale che fa parte del Piano triennale di opere pubbliche predisposto dalla precedente Amministrazione comunale.

«Negli anni scorsi – ricorda l’ex assessore ai Lavori pubblici, Roberto Visani – nel quartiere Marconi è nato e si è sviluppato il progetto “Marconi in rete”, un progetto di comunità che ha visto collaborare insieme istituzioni e diverse realtà sociali come la scuola, la parrocchia, il centro sociale. Insieme abbiamo condiviso l’idea di realizzare un nuovo centro sociale dotato di spazi adeguati alle esigenze del quartiere. Dico questo perché quando si realizza un’opera pubblica è importante conoscere la storia che ha portato a maturare questa scelta. Come Partito democratico siamo quindi contenti che la nuova Giunta comunale, espressione di un movimento politico che quando era all’opposizione ha sempre criticato questo progetto, così come ha criticato i progetti dei nuovi centri sociali di Sasso Morelli e di Sesto Imolese, oggi riconosca il valore di questi spazi destinati alla socialità. Dentro al M5S c’è un’anima sociale che è importante emerga pur fra le tante contraddizioni che vive il movimento quando è messo alla prova della responsabilità di governo».

Progettato dai tecnici di Area Blu, il nuovo centro sociale sarà realizzato dall’impresa Zini Elio, per un costo complessivo di poco inferiore ai 500 mila euro. Il cantiere è stato consegnato all’impresa lo scorso 14 gennaio ed i lavori dovranno essere completati entro 330 giorni, quindi entro il 10 dicembre 2019. L’edificio, ad un solo piano a pianta «pseudo rettangolare», avrà una superficie netta di 263 metri quadri (di cui 63 metri quadri per il bar), a cui si aggiungeranno oltre 145 metri di superficie porticata. Di fatto, occuperà gran parte della metà a nord dell’intero quadrilatero dell’area verde. (r.cr.)

L”articolo completo sul nuovo centro sociale “Giovannini” in corso di realizzazione è su «sabato sera» del 18 aprile

Nella foto: un”immagine del cantiere

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi
Cronaca 18 Aprile 2019

La comunità Villa Pambera per minori trasloca nella sede di Santa Caterina. IL VIDEO

La comunità residenziale per minori della Fondazione Santa Caterina si trasferisce dalla sede di Villa Pambera, al civico 80 dell’omonimo viale, in quella centrale della Fondazione stessa, in via Cavour 2. A tale scopo la storica Fondazione, nata come istituto per minori nel 1915 per opera del canonico don Angelo Bughetti, ha ristrutturato i locali all’ultimo piano con un investimento complessivo di 340 mila euro.

Qui troveranno posto, tra fine aprile ed inizio maggio, tre differenti comunità: quella residenziale denominata «Sul sentiero» che già ospita nove ragazzi, la semiresidenziale «Effatà» («Apriti» in aramaico) oggi con otto posti per l’accoglienza secondo le segnalazioni di Ausl e Asp, infine il centro diurno «Ohana» (parola hawaiana che sta ad indicare la famiglia che ogni individuo sceglie per sé), dove fino a dodici minori al giorno potranno seguire laboratori di teatro, psicodramma, pittura e musica condivisi con la comunità semiresidenziale,  un servizio potenziato rispetto a quello precedentemente offerto a Villa Pambera. «Si tratta di tre servizi integrati che rispondono ad esigenze per problematiche complesse – spiega Renzo Bussi, presidente della Fondazione -. I tre percorsi differiscono per tipo di accoglienza, da residenziale a semiresidenziale oppure diurna per aiutare pur mantenendo l’importante rapporto quotidiano con la famiglia. Non differiscono, invece, per la qualità del servizio offerto: per tutti i 29 minori è a disposizione uno staff di quindici professionisti fra educatori, psicologi e psicoterapeuti. Accanto alla nostra anima sociale, che dispensa servizi in forma gratuita, abbiamo quella professionale specialistica che da anni collabora con Asp e con l’unità operativa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ausl di Imola».

I tre servizi si occupano della fascia di età compresa fra gli 11 e i 18 anni, eccezionalmente, per casi particolarmente delicati, arrivano ai 21. Secondo i piani della Fondazione, negli spazi lasciati liberi a Villa Pambera nascerà una comunità di accoglienza destinata a madri con figli. «Un tipo di servizio che oggi ad Imola manca ma ve ne sarebbe bisogno», conclude Bussi. (mi.mo.)

Nella foto: Elisa Seganti, responsabile Comunità minori Santa Caterina, Cosimo Ricciutello, dell”Ausl di Imola, Renzo Bussi, presidente Fondazione Santa caterina e Renata Rossi Solferini, presidente dell”Asp

La comunità Villa Pambera per minori trasloca nella sede di Santa Caterina. IL VIDEO
Cronaca 18 Aprile 2019

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'

“La sentenza del Consiglio di Stato si rispetta” esordisce Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, nel merito della sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato da Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che, a inizio 2018, aveva bloccato l”ampliamento volumetrico della discarica Tre Monti di Imola. “Da parte nostra, siamo già al lavoro per valutarne gli effetti. E, su questo, ci confronteremo con i nostri interlocutori istituzionali. A partire dall’Amministrazione comunale e dalla sindaca di Imola, che non può certo ignorare il problema o scaricare solo su altri la responsabilità di una soluzione: anche da lei ci aspettiamo un contributo, con proposte possibilmente fattibili”. Ha rilanciato l”assessora regionale chiamando in causa il Comune di Imola, diretto interessato in quanto territorio sul quale si trova l”impianto nonché comproprietario della discarica stessa in quanto socio di maggioranza del ConAmi, e la sindaca Manuela Sangiorgi.

“Una cosa però – prosegue l’assessore – voglio dirla: questa è una Regione che, sul tema della gestione del ciclo completo dei rifiuti, ha dimostrato di aver raggiunto standard di assoluta eccellenza, che rimarranno tali anche a seguito di questa sentenza. Altrove il blocco di un impianto avrebbe magari provocato un’emergenza rifiuti, con la spazzatura in strada, qui invece non incide sulla gestione ordinaria e l’autosufficienza regionale. Lo stesso avverrà nelle prossime settimane: faremo in modo che il nostro sistema non sia messo in crisi. Rilevo però – aggiunge Gazzolo – che sta diventando sempre più complicato lavorare su questo tema, visto che continua a mancare totalmente una strategia nazionale che sia in grado di garantire, ad ogni regione italiana, l’autosufficienza sull’intero ciclo dei rifiuti, che pure l’Emilia-Romagna si è costruita. Lo è in un Paese in sofferenza cronica di impianti, dove le stesse forze politiche che oggi governano giocano a bloccare tutto, salvo poi vedere il vicepremier Salvini che auspica la realizzazione di un inceneritore in ogni provincia”.

“In questi anni è capitato più volte che la nostra Regione fosse chiamata a far fronte alle difficoltà di altri a smaltire i rifiuti. Lo abbiamo già detto e lo ribadisco, che ora saremo costretti a comportarci diversamente” chiude Gazzolo. (r.cr)

Foto d”archivio della discarica Tre Monti

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'
Cronaca 18 Aprile 2019

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli

Il premio “La torre” è il riconoscimento che l’Amministrazione comunale ozzanese conferisce a coloro che si distinguono per meriti letterari, storici, artistici, sportivi, economici, scientifici o per l’impegno civile e nel volontariato. Istituito con delibera consiliare nel febbraio del 2004, il premio consiste in una formella in argento raffigurante la torre di San Pietro, simbolo del Comune di Ozzano dell’Emilia, opera d’arte realizzata dalla ditta ozzanese «A.Artistico» di Cristina Righi.

La 6ª edizione si è svolta lo scorso 27 marzo. Di fronte al Consiglio comunale riunito, il premio è stato conferito a Paola Tattini per meriti sportivi e a Santolo Marzulli per il suo impegno nel volontariato. «Paola Tattini – ha motivato il sindaco Luca Lelli – è una super campionessa nel tiro a volo, disciplina nella quale ha vinto, negli anni, titoli mondiali ed europei».

Santolo Marzulli (conosciuto come Sandro), invece, è un ex dipendente comunale ora in pensione che è diventato un pilastro del volontariato e un prezioso punto di riferimento per l’Amministrazione comunale e per la collettività. Assistente civico dal 2015, affianca la Polizia municipale nel controllo della sicurezza nelle manifestazioni esterne, nel controllo del ter-ritorio e negli attraversamenti stradali davanti alle scuole. «La sua grande disponibilità e il suo spiccato senso civico – ha tenuto a rimarcare il sindaco Lelli – li ha dimostrati anche in occasione dell’apertura temporanea del centro di prima accoglienza di via Liguria dove quotidianamente ha affiancato l’Amministrazione comunale nella gestione e coinvolgi-mento dei migranti in lavori socialmente utili. Il Comune di Ozzano dell’Emilia lo ringrazia per la sua impagabile attività di volontariato». (r.cr.)

Nella foto la consegna del premio a Marzulli e Tattini

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli
Cronaca 18 Aprile 2019

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi di Regione, Hera e Conami. La discarica rimane chiusa

La discarica Tre Monti rimane chiusa. Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che a gennaio 2018 ha bocciato l’ampliamento «volumetrico in sopraelevazione» dell’impianto di via Pediano e l’autorizzazione della Regione stessa che, come previsto dal suo piano regionale dei rifiuti aumentava la capienza per ulteriori 375 mila tonnellate. I magistrati della quarta sezione li hanno ritenuti «non fondati». Chiaramente soddisfatte le associazioni Wwf, Panda Imola e Legambiente Imola e Medicina firmatarie dell’esposto vincente al Tar insieme ai cittadini Stefano Frascineti e Maria Bianconi.

La decisione risale al 20 dicembre scorso, ma è stata pubblicata solo oggi. Tra le righe si legge che è stato considerato determinante il famoso parere non favorevole del ministero dei Beni culturali, acquisito in sede di Conferenza dei servizi, per «incompatibilità» paesaggistiche con quanto scritto nel Ptpr regionale vigente in tema di salvaguardia dei sistemi crinali e collinari. I giudici scrivono: «E’ stata la stessa Regione a decidere di autovincolarsi alla richiesta del parere del Mibact (anche) per il nuovo progetto stralciato e non più formalmente riguardante un’area sottoposta a vincolo». Non solo. «La Regione, a prescindere dalla natura non vincolante del parere espresso dal Mibact, avrebbe dovuto motivare specificamente le ragioni del superamento del dissenso, non potendosi limitare, a ritenere il parere medesimo come mai reso». Non è stata considerata sufficiente la tesi della Regione che non se ne doveva semplicemente tener conto, dato che la sopraelevazione rientrava già nell’area di sedime di una discarica operativa e prevista nel Piano regionale dei rifiuti, occorreva risolvere l”incongruenza col Ptpr. Nessuna vera analisi di merito in una vicenda considerata “complessa” dagli stessi giudici, tanto che ognuno paga per sé le spese né sono previsti indennizzi.

«Ottima notizia che intendiamo come una tutela assoluta per il nostro ambiente e per la salute degli imolesi» ha commentato la sindaca Manuela Sangiorgi, che nel programma di mandato a 5 Stelle con cui è stata eletta aveva per l”appunto l”impegno per la chiusura delle Tre Monti. In ottobre ha dato mandato per la costituzione del Comune in appello e ora «ritiene di avere correttamente evidenziato profili di illegittimità accolti dal Consiglio di Stato». E alla Regione manda a dire: «Dovranno individuare in modo definitivo un piano B per la gestione dei rifiuti». 

I giudici, in verità, nella sentenza non fanno riferimento a salute o ambiente, contaminazioni da percolato o mancanza di valutazione di impatto sanitario, tanto paventati dalle associazioni stesse e dal comitato Vediamoci chiaro, che si è battuto negli ultimi anni per la chiusura definitiva della discarica. Ciò che è certo è che la discarica Tre Monti (gestita da Hera e di proprietà del ConAmi) ad oggi è chiusa (spazio per altri rifiuti non ce n’è da oltre un anno) e tale rimarrà. Viene utilizzato solo il capannone e gli spazi del Tmb per smistare i rifiuti indifferenziati urbani dei 23 comuni che fanno capo al Consorzio Ami che arrivano dai campattatori; una volta traslocati sui camion, i rifiuti vengono spediti ai termovalorizzatori o in altri impianti e discariche della regione per essere smaltiti. (l.a.)

Nella foto d”archivio la discarica Tre Monti di via Pediano in attività

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi di Regione, Hera e Conami. La discarica rimane chiusa
Cronaca 18 Aprile 2019

Buona Settimana di Marco Raccagna: Per tre ore social media inaccessibili, che sofferenza

Il cellulare e i social media sono da tempo diventati parte integrante della nostra vita quotidiana. Ma, da evidenti strumenti di progresso, capaci di far fare in tutti i campi passi da gigante nelle comunicazioni, sono divenuti elementi così importanti delle nostre giornate datrasformarsi in veri e propri strumenti di costrizione, che ci tengonoben stretti al guinzaglio o, come ha detto papa Francesco rivolgendo sia i giovani, creando una autentica dipendenza (come avviene per la droga) dalla quale è complicato disintossicarsi. Il problema è che si tratta di una dipendenza che ha colpito non solo i teenager, ma anche e soprattutto gli adulti, che sono infatti coloro che più hanno sofferto quando domenica 14 aprile per ben tre ore WhatsApp, Facebook e Instagram hanno smesso di funzionare.

Un po’ di dati allora, pochi, giusto per aiutarci a capire la profondità del fenomeno. Gli italiani che frequentano i social media sono circa 35 milioni. Il 70% punta gli occhi sul cellulare come prima azione della giornata e il 63% fa la stessa cosa come ultimo gesto serale prima di chiudere gli occhi nel tentativo di dormire. Il 50% dei ragazzi entro i 20 anni controlla il cellulare 75 volte al giorno, ma sono certo che per gliadulti non sia poi così differente. Già, gli adulti. Più del 30% dei figli li rimprovera per l’uso smodato chefanno del loro smartphone; molti soffrono della cosiddetta sindrome da «vibrazione fantasma» e l’80% interrompe la conversazione coivicini di sedia durante pranzi e cene per dare un’occhiata al cellulareo rispondere ad un messaggio.

Ma tutto ciò non stupisce granché se è vero che iniziamo a soffrirequando ci allontaniamo per più di 30 centimetri dalla nostra «macchinetta» e che il 75% degli incidenti stradali è ormai causato dall’usodel telefonino mentre si sta guidando. D’altra parte quante volte sorridiamo o scuotiamo sconsolatamente la testa vedendo in pizzeria o altrove famiglie intere o coppie di ogni età cenare in silenzio perché ognuno con la testa china sul proprio cellulare? E a casa è lo stesso… Non oso quindi immaginare l’agitazione e l’angoscia degli over 30 domenica scorsa in quelle tre ore senza possibilità di postare il piattodi pasta mangiato a pranzo o l’ultima vetrina guardata o il selfie fresco di scatto. Oppure il loro spaesamento nel dover di nuovo guardare negli occhi i propri interlocutori e dare vita ad un dialogo. O il sentirsi perduti in una passeggiata a dover davvero osservare la bellezza della natura e non solo a fotografarla per poi postarla. Ma scherzate, che palle! I ragazzi l’avranno presa certamente meglio. Intanto perché si saranno buttati su social, che loro conoscono e noi non «nativi digitali» no. E poi perché loro hanno il passepartout che li toglie da ogni inciampo: «chissene» e si passa ad altro. Dire che i cellulari e i social media non vanno usati sarebbe dal mio punto di vista una enorme sciocchezza. Essi non sono «altro» rispetto alla realtà. Nel mondo di oggi sono parte di essa, al contrario. E una parte importante da molti punti di vista e per ogni età. E’ su un loro uso maggiormente equilibrato e sul come ottenerlo da noistessi e dagli altri che forse dovremmo concentrare i nostri sforzi. Riscoprendo, come ha detto papa Francesco, che non dobbiamo avere paura del silenzio. Riaccendendo in noi la voglia di conversare «devisu» coi nostri familiari e con gli amici. Visitando i luoghi perché belli e godendoci appieno quei momenti, senza trascorrere tutto il tempo a cercare l’inquadratura migliore per la foto da mettere su Facebook o Instagram. Riacquistando la consapevolezza che l’ansiada mail o messaggio non letti o da suoneria spenta non fanno bene, né a noi né a chi ci sta vicino. Sapendo infine, però, che non è certo con l’impedimento punitivo, la costrizione o altro che potremo ottenere qualche risultato. Non è infatti con la privazione forzata che si guarisce dalle dipendenze digitali, ma con la «trattativa», con noistessi, con gli altri, coi nostri figli.

Ed ora scusate, ma mi sono arrivate delle notifiche. Buona settimana.

Buona Settimana di Marco Raccagna: Per tre ore social media inaccessibili, che sofferenza
Cronaca 18 Aprile 2019

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro

Alla sua decima edizione, la «StraDozza 2019», svoltasi il 10 marzo scorso, ha battuto ogni record di presenze e di raccolta fondi. Oltre 1.300 le partecipanti a quello che è ormai diventato un appuntamento immancabile per moltissime signore di tutte le età del nostro territorio, favorito quest’anno anche dal meteo. Grazie all’offerta libera delle partecipanti, «Rina e le sue amiche», gruppo organizzatore della manifestazione, hanno versato all’Ausl di Imola 5.500 euro. Una parte di questi fondi, insieme ai 3.000 euro raccolti lo scorso anno alla nona Stradozza e alla Camminata sotto le stelle (che si tiene a fine giugno), hanno permesso l’acquisto di uno strumento professionale per la riabilitazione del pavimento pelvico (del costo di circa 6 mila euro), utilizzato presso gli ambulatori urologici per combattere il diffuso problema dell’incontinenza urinaria femminile.

Il direttore generale Andrea Rossi e il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini hanno accolto Rina Sperindio e Nadia Nanni per ringraziarle personalmente per le iniziative che con tenacia ed entusiasmo organizzano ogni anno, promuovendo un messaggio importante di impegno sociale, ma anche di promozione della salute fisica e della salute psicologica, che si realizzano prima di tutto attraverso le camminate all’aperto e il divertirsi in compagnia. «Oramai ci sentiamo noi stessi parte del gruppo – ha detto Rossi -. Sono tante infatti le colleghe dell’Azienda Usl che partecipano alle camminate e io stesso vi presenzio sempre perché, oltre alle importanti donazioni che sono state raccolte nel tempo (con questa Stradozza si è arrivati a circa 27 mila euro), non deve sfuggire il grande valore comunitario di queste iniziative. Un grazie sentito e di cuore a tutte le donne che hanno partecipato alla Stradozza 2019, alle organizzatrici e ai tanti che le coadiuvano, nonché al Comune di Dozza, che ne è partner e la ospita sul suo splendido territorio».

Nella foto: Rina Sperindio e Nadia Nanni insieme al direttore generale dell”Ausl di Imola Andrea Rossi ed il direttore amministrativo Maria Teresa Donattini

«StraDozza 2019», all'Ausl di Imola consegnati più di 5 mila euro
Cronaca 18 Aprile 2019

Ladri in azione al «Bar alla Stalla», per fortuna rubati solo pochi spiccioli

Da qualche giorno in città gira voce di alcuni furti ai danni di aziende ed abitazioni. Interpellate le forze dell’ordine, però, la risposta è stata: «Non sono pervenute denunce, le notizie viaggiano veloci solo sui social network». I titolari del «Bar alla Stalla», nell’omonimo centro sociale di via Serraglio, al contrario, prima del post su Facebook hanno preferito rivolgersi alla polizia quando hanno scoperto la visita dai ladri nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 aprile. La gestione del bar, tra l’altro, è stata appena vinta dall’associazione imolese Bof (acronimo dei cognomi dei soci Alfonso Bottiglieri, Daniele Ossani ed Ardonel Feimi), con sede legale proprio nel centro sociale, nota per organizzare manifestazioni di Street Food (il cibo da strada preparato sui camioncini colorati) in giro per l’Italia (e ritornerà a Imola nel Parco dell’Osservanza dal 10 al 12 maggio). «Venerdì ho chiuso io – racconta Ossani – quando sono andato via alle due e mezza era tutto tranquillo. I ladri sono entrati da una porta di emergenza sul retro del centro sociale, forzando la serratura con un cacciavite, prima di fare lo stesso con una seconda porta tagliafuoco interna, entrambe prive di allarme. A quel punto è stato semplice “aprire” anche quella simile che dà sul nostro locale, ma a quel punto è scattato il dispositivo anti-intrusione».

Immediato l’intervento della polizia che era in zona con una pattuglia. «Alle 3.09 ha suonato l’allarme ed alle 3.14 erano già qui – precisa Feimi -. Spesso la gente si lamenta delle forze dell’ordine, ma noi li vogliamo ringraziare per la tempestività». I ladruncoli hanno avuto solo pochi minuti per agire. «Non abbiamo videopoker o altre macchinette – spiega Bottiglieri – e nemmeno tabacchi. Hanno portato via un centinaio di euro dal fondo cassa. Sicuramente non lo lasceremo più». Bocche cucite, per il momento, dalla polizia che sta indagando grazie alle registrazioni video. Proprio i neo titolari hanno dotato il locale di un sistema di allarme e videosorveglianza. «Abbiamo aperto il 20 febbraio – precisa Bottiglieri – e ogni possibile accesso ha un dispositivo che suona in caso di apertura o impatto forte». «Dovrebbe trattarsi di due o tre persone a volto coperto» dice Feimi. «I danni ammontano ad un migliaio di euro – fa i conti Ossani – se contiamo porte da riparare e un ulteriore allarme inserito in quella che divide il bar dagli spazi del centro sociale. Secondo me più che gente che gravita qua sono bande che per un periodo agiscono in una zona poi se ne vanno». (d.b.)

Nella foto: uno dei titolari Daniele Ossani 

Ladri in azione al «Bar alla Stalla», per fortuna rubati solo pochi spiccioli
Cronaca 18 Aprile 2019

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

POLITICA. Longhi divide i 5Stelle. FESTIVITA”. 25 aprile, festa della Liberazione. 1° Maggio, appuntamenti anhe a Imola e Castello. CRONACA. Il Tar respinge la sospensiva sul caso della nomine del Cda di ConAmi.

SPORT. Rugby. Imola vola in serie B, invece Castello retrocede in C2. Calcio. L”Imolese gioca sul campo della Fermana. Pallavolo. La Clai alle final-four di Coppa Italia. Basket. Le Naturelle chiudono a Forlì e sognano i play-off. In serie B la Sinermatic Ozzano ospita San Vendemiano e se vince si salva.

«SABATOSERA DUE». Circo. Ad Ozzano arriva il festival eco-sostenibile. Musica. «Canto Desaparecido» a Medicina. Lo spettacolo ispirato al film «Notting Hill». Petrushansky chiude i concerti dell”Accademia. Omaggio a Battisti allo Stignani. Editoria. Il nuovo libro dello scrittore Luca Occhi. Arte. Le essenze compositive di Vittorio Presepi. Cabanding espone le sue opere alla galleria Tales of Art ed al Museo di San Domenico. Sapori. E” tempo della sagra della Piè fritta a Fontanelice. (d.b.)

Nella foto: le «prime pagine» di sabato sera questa settimana

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 17 Aprile 2019

Incidente sulla via Emilia, muore 26enne di Castel San Pietro

Un tragico incidente è avvenuto questa notte, intorno alle 4, sulla via Emilia, all”altezza del km 48,3 tra Toscanella e Castel San Pietro. A perdere la vita Luca Trevisani, 26enne residente nella città termale. 

Secondo la ricostruzione dei carabinieri giunti sul posto, il ragazzo viaggiava sulla sua Ford Ka in direzione Bologna quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo della vettura finendo fuori strada lungo il proprio senso di marcia. L”auto ha prima sbattuto contro un muretto, poi proseguito per oltre un centinaio di metri fuori dalla carreggiata per poi ribaltarsi almeno un paio di volte e finire a testa in giù nel campo adiacente.

Sul luogo dell”incidente anche i sanitari del 118 ed i vigili del fuoco, ma già all”arrivo dei soccorritori, intervenuti tempestivamente, per il giovane non c”era più nulla da fare a cause delle gravi ferite riportate. (d.b.)

Foto d”archivio

Incidente sulla via Emilia, muore 26enne di Castel San Pietro

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