Cronaca

Cronaca 1 Febbraio 2018

E' nata “Da.Vive', una onlus per ricordare il piccolo Davide Marchese

Vogliamo trasformare il dolore in qualcosa per la comunità in cui viviamo, partendo dalle passioni di nostro figlio». Con queste parole Gennaro Marchese spiega la nascita della onlus «Da.Vive», costituita il 19 dicembre del 2017 ad appena due mesi dalla scomparsa del figlio Davide, morto all’età di 11 anni investito da un’auto in via Gasperini, dopo dodici giorni in gravissime condizioni all’ospedale Maggiore di Bologna.

Ad oggi l’associazione ha un consiglio direttivo composto da sei persone. Oltre a Marchese (presidente), ci sono la moglie Barbara Garzone (vicepresidente), Francesco Della Torre, Donato Marchesano, Stella Pancari e Antonella Zezze. Domenica 28 gennaio, presso l’auditorium di via Pillio, è stata organizzata la presentazione ufficiale. «In occasione del funerale di nostro figlio abbiamo chiesto a chi voleva di non portare fiori, ma di fare un’offerta che sarebbe servita per costituire un’associazione in sua memoria – prosegue Marchese -. Finora abbiamo raccolto una cinquantina di adesioni. Vogliamo coinvolgere le persone e proporre progetti soprattutto per bambini e ragazzi».

Tra le idee messe sul piatto ma ancora da sviluppare, ci sono ad esempio «l’organizzazione di un laboratorio di scrittura rivolto a ragazzi dai 13 ai 18 anni per realizzare una rivista – abbozza -, ma anche la creazione di un gruppo di ascolto autogestito da persone adulte che si riuniscono e parlano dei loro problemi e di un gruppo di assistenti civici che, in collaborazione con le forze dell’ordine, facciano servizio davanti alle scuole all’entrata e all’uscita». Si può seguire l’associazione sulla pagina Facebook «Da.Vive – Associazione Onlus» e sul sito www.davive.it.

gi.gi.

Nella foto: i componenti del direttivo Francesco Della Torre, Antonella Zezze, Gennaro Marchese, Stella Pancari e Barbara Garzone, mentre non è presente Donato Marchesano

E' nata “Da.Vive', una onlus per ricordare il piccolo Davide Marchese
Cronaca 1 Febbraio 2018

Per gestire il Comune serviranno il commissario e un subcommissario

Per gestire la città non basterà il commissario, il prefetto nominerà anche un subcommissario: Domenico Miceli. Ad annunciarlo è stata, davanti ai giornalisti, la stessa Adriana Cogode, commissario straordinario di Imola a seguito delle dimissioni del sindaco Daniele Manca. Miceli è ipotizzabile che seguirà soprattutto tematiche legate a contabilità e bilanci: «E’ dirigente dell’area finanziaria della prefettura, gli darò alcune deleghe» ha dichiarato Cogode, che dovrà occuparsi dell’ordinaria amministrazione fino all’elezione del nuovo sindaco (le amministrative sono previste a fine maggio). Al di là della complessità di un Comune di 70 mila abitanti, la necessità di un supporto deriva dal fatto che Cogode manterrà le sue attività come viceprefetto vicario a Bologna, compresa la presidenza della commissione di vigilanza pubblici spettacoli per tutta la provincia. «Non sarò a Imola tutti i giorni – ha chiarito aggiungendo che – il primo impatto con la struttura è stato positivo, è efficiente e di grande professionalità».

Cogode, che è Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, è entrata nella carriera prefettizia nel 1986. E’ un’esperta di prevenzione rischi e protezione civile, nonché di antimafia, ordine e sicurezza. Tra i vari incarichi, nel 2007 ha fatto parte della Commissione per la gestione del Comune di Castellammare del Golfo (Trapani) sciolto per infiltrazioni mafiose e nel 2015 della Commissione di indagine sul Comune di Brescello (Reggio Emilia), il cui Consiglio comunale è stato poi sciolto. Dopo il terremoto in Emilia Romagna del 2012 è stata coordinatrice dell’Ufficio ricostruzione e del Gruppo interforze e antimafia nell’ambito degli interventi di ricostruzione e degli appalti. «Sul tema della legalità spero di portare a compimento il protocollo su gare, appalti e servizi di fornitura avviato dal sindaco Manca – ha detto – e prevediamo un modello standard flessibile per la pianificazione dei grandi eventi alla luce delle nuove norme antiterrorismo, in particolare su chiusura dei varchi di accesso e vie di esodo». Forse, visti i problemi con l’impianto Tre Monti, potrà tornarle utile anche l’esperienza maturata durante l’emergenza rifiuti in Sicilia durante la quale ha coordinato il Comitato tecnico per l’autorizzazione delle discariche.

Per Imola il precedente commissariamento risale al 2008 quando Matteo Piantedosi, allora viceprefetto e attuale prefetto di Bologna, fu chiamato a reggere le sorti del Comune per una quarantina di giorni tra le dimissioni del sindaco Massimo Marchignoli (che diventò poi deputato) e la nomina del nuovo sindaco (Daniele Manca al primo mandato).

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 febbraio 2018.

l.a.

Nella foto: il commissario prefettizvio Adriana Cogode seduta alla scrivania nell’ufficio del sindaco di Imola

Per gestire il Comune serviranno il commissario e un subcommissario
Cronaca 1 Febbraio 2018

Spaccate in centro storico, si riunisce il Comitato per l'ordine pubblico dell'imolese

Sette esercizi commerciali visitati dai ladri in dieci giorni. Un copione che si è ripetuto in tre occasioni e che ha coinvolto locali che si trovano in pieno centro storico o nelle immediate vicinanze, tutti, con ogni probabilità, messi a segno dalle stesse persone. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato lunedì 29 gennaio ai danni del «Dive Store» di viale Andrea Costa. Quando il negozio era chiuso per la pausa pranzo qualcuno è entrato dopo aver rotto la vetrina (prima aveva cercato di forzare la porta d’ingresso), poi si è appropriato di una ventina di erogatori e tre fucili da sub, del valore di oltre 6 mila euro, oltre a 30 euro che erano nella cassa. Secondo la polizia pare che nessuno si sia accorto di nulla sebbene la via a quell’ora sia molto trafficata.

Gli altri sei colpi, invece, sui quali stanno indagando i carabinieri, sono stati messi a segno durante la notte e hanno portato più danni ai locali che bottino ai ladri. Identico il modus operandi: una pietra o un oggetto pesante per rompere una vetrina, da cui i ladri si sono introdotti puntando al fondo cassa. Nella notte tra giovedì 25 e venerdì 26 gennaio è toccato all’edicola Martini, al bar Ai Giardini di via Orsini e alla pizzeria Porta Montanara. Dall’edicola Martini hanno preso 200 euro e un vecchio pc portatile, nel bar Ai Giardini, però, hanno tagliato il telo che copre l’ingresso ma poi non sono riusciti a forzare la saracinesca, nella cassa della pizzeria, infine, non c’era nulla, quindi se ne sono andati a mani vuote. A chiamare i carabinieri è stata l’edicolante la mattina dopo, ma, stando a quanto ricostruito da alcuni testimoni, i ladri avrebbero agito all’edicola poco dopo le 2; da alcune testimonianze pare che si siano diretti verso la stazione ferroviaria. La settimana prima, invece, furono «visitati» il bar Roma e il Barcode nella galleria sotto il palazzo del centro cittadino e l’Opera Dulcis di piazza Matteotti. A tal proposito, il comandante della polizia municipale imolese, Vasco Talenti, ha detto che dall’analisi delle immagini delle telecamere della videosorveglianza si vedevano «due persone che potrebbero far parte della stessa banda che ha messo in atto colpi simili in altre città lungo la via Emilia». Anche i carabinieri, che stanno visionando altri filmati, concordano con questa ipotesi e non disperano di riuscire ad individuarli.

Nel frattempo, le forze dell’ordine invitano i cittadini «a chiamare il 112 o il 113 qualora notassero o sentissero qualcosa di strano, anche se si tratta di un falso allarme». Per fare il punto sulla situazione martedì 6 febbraio presso il Commissariato si terrà una riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza del circondario, un sottocomitato dell’istituto prefettizio istituito in autunno nel quale siedono i rappresentati dei dieci comuni, i carabinieri, la finanza, la municipale e, a tirare le fila, il dirigente del Commissariato, Michele Pascarella: «Per quanto riguarda la polizia, stiamo potenziando i controlli del territorio. Una pattuglia c’è sempre – assicura Pascarella -, ventiquattro ore su ventiquattro, e in certi casi se ne aggiunge un’altra».

Per Adriana Cogode appena insediatasi come commissario straordinario a Imola, al posto del dimissionario sindaco Daniele Manca, non sarà una novità: nel suo ruolo di viceprefetto vicario di Bologna ha già partecipato a due riunioni del Comitato. Sui recenti accadimenti ha detto: «Il Comitato si riunirà con una certa frequenza per raccordare le attività, perché in tema di criminalità comune le forze di polizia devono rimodularsi e riorientare l’operatività in funzione di ciò che succede e della gravità. Comunque mi consta che questi episodi siano già stati  valutati e ci siano in corso delle indagini e va detto che questo territorio ha già fatto un ottimo lavoro sulla videosorveglianza che sarà messa in rete per tutto il circondario».

l.a. gi.gi.

Nella foto: la spaccata al bar Roma

Spaccate in centro storico, si riunisce il Comitato per l'ordine pubblico dell'imolese
Cronaca 1 Febbraio 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di sabato sera e, per tutti i lettori, ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In tutto il circondario imolese e Ozzano il tema caldo sono le elezioni del 4 marzo con il quadro completo delle liste presentate dai partiti. A Imola si parla di anziani e del progetto di coabitazione lanciato dalla Regione, ma che in città esiste già da 16 anni. Dopo le dimissioni effettive del sindaco Manca, in municipio si è insediata il commissario Adriana Cogode che ha già annunciato un”ulteriore nomina. Non può, infine, mancare lo sport. Parlando di calcio una pagina è dedicata all”intervista al capitano e bomber dell”Imolese Gustavo «El Rulo» Ferretti, mentre passando al basket c”è attesa per il derby di domenica tra Andrea Costa e Ravenna. Chiudiamo con una notizia curiosa: lo sprinter dell”Atletica Imola Lorenzo Bilotti parteciperà alle Olimpiadi invernali in Corea del Sud nel team azzurro del bob a 4.

A Castello la notizia è l”accreditamento delle terme del Villaggio della Salute più da parte del Servizio sanitario nazionale. Prevenzione al centro anche nel territorio con con l”installazione di 22 defibrillatori tra capoluogo e frazioni. Ozzano presenta Chiara Battaglioni, una professionista nell”organizzare spazi e tempi, mentre nello sport i Flying Balls di basket continuano la caccia alla capolista Vsv Imola e attendono Fidenza. L”ultima dai campi di calcio, invece, racconta dell”Ozzano Claterna che ha perso a tavolino a causa, secondo l”arbitro, delle righe del campo non perfettamente visibili.

Sabato sera due si aprecon l”intervista all”artista castellana Anna Boschi per i suoi 50 anni di carriera nel suo nuovo studio. A Medicina esposizione di burattini di inizio ”900insieme ai dipinti di Vittoriana Benini. E” già tempo di Carnevale a Castel San Pietro con la locandina dell”evento che è stata disegnata dalla prima della primaria «Don Luciano Sarti». Parole e musica con le due nuove opere della collana «I libricini» di Bacchilega Junior e il medicinese Matteo Romagnoli presente al Festival di Sanremo.

d.b.

Nella foto: le prime pagine di sabato sera

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 31 Gennaio 2018

Omicidio in villa a Palesio, un anno dopo è arrivata la confessione dell'assassino

A un anno di distanza dall’omicidio, il ventiseienne Desmond Newthing ha confessato di essere colui che il 3 gennaio del 2017 aveva ucciso a coltellate l’imprenditore Lanfranco Chiarini nella sua villa di Palesio, sulle colline tra Castel San Pietro e Ozzano Emilia. La confessione è arrivata lunedì 29 gennaio nel corso della prima udienza del processo con rito abbreviato (una formula chiesta dall’avvocato Andrea Speranzoni, che difende il ventiseienne, e che prevede la riduzione di un terzo dell’eventuale pena al termine del processo).

Davanti al giudice, Newthing ha ammesso che l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite durante la quale si sarebbe discusso anche delle prospettive di lavoro del ventiseienne. A un certo punto, Chiarini gli avrebbe intimato di lasciare la casa minacciandolo con un coltello e, nel disarmarlo, il giovane si sarebbe ferito alla mano. Poi il delitto e, infine, la fuga. Chiarini era stato trovato in camera da letto, in mutande (i due quella sera avevano avuto un rapporto sessuale). Fondamentali per risalire all’identità dell’assassino furono il suo dna trovato in alcune tracce di sangue, i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere lungo la via Emilia.

Newthing fu fermato dieci giorni più tardi dai carabinieri in stazione a Bologna e da allora si era chiuso nel silenzio. Era arrivato in Italia nel 2015 e aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari valido fino a giugno 2017, perché nel suo paese d’origine, la Nigeria, era stato perseguitato in quanto omosessuale. Da un annetto era ospite di un centro di seconda accoglienza a Castenaso, non distante dal colorificio Colba, di cui Chiarini era uno dei titolari. La figlia dell’imprenditore si è costituita parte civile difesa dall’avvocato Massimo Leone. La prossima udienza è fissata per il 23 marzo.

gi.gi.

Nella foto: la villa dell”omicidio

Omicidio in villa a Palesio, un anno dopo è arrivata la confessione dell'assassino
Cronaca 31 Gennaio 2018

Gestione dell'acqua in regione, un imolese tra i dipendenti pubblici segnalati alla Corte dei conti

C”è anche un imolese, ex dipendente della Regione Emilia Romagna, tra i 31 dipendenti pubblici segnalati dalla guardia di finanza alla Corte dei conti per un presunto danno erariale da 8 milioni e 300 mila euro derivante dalla cattiva gestione delle risorse idriche regionali. L’indagine è partita nel 2015 in seguito a un esposto.

Sotto la lente delle fiamme gialle è finito il complesso tema dell’erogazione di acque pubbliche in assenza di concessioni e per usi diversi da quelli consentiti in un lasso di tempo compreso dal 2001 al 2017. Attraverso una serie di controlli svolti dai finanzieri del Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna presso l’Arpae (cui competono le funzioni di concessione, autorizzazione, analisi, vigilanza e controllo in materia di gestione delle acque pubbliche), sono state esaminate le modalità di gestione dell’acqua presso il Consorzio della Bonifica Renana e quello del Canale Emiliano Romagnolo e hanno trovato diverse irregolarità riferite a forniture di acqua, per usi diversi da quelli irrigui in agricoltura, avvenute in assenza di titoli autorizzativi o con modalità difformi alla normativa vigente.

Nello specifico, dettagliano le fiamme gialle, i due consorzi avrebbero “distribuito risorse idriche ad una serie di soggetti (in prevalenza società di capitali) anche per finalità industriali (tra cui processi di raffredamento e uso idroelettrico), antincendio oppure igienico ambientale, senza il versamento dei rispettivi canoni da parte degli utilizzatori alla Regione Emilia Romagna”. Ora spetterà alla Corte dei conti accertare eventuali responsabilità. Intanto, attraverso un comunicato dalla Regione fanno sapere che “le strutture tecniche presteranno massima collaborazione alla magistratura contabile, così come avvenuto nella fase di accertamento condotta sinora dalla guardia di finanza, dalla quale comunque non è emerso alcun rilievo penale nei confronti della Regione stessa e di Arpae”. Da viale Aldo Moro sottolineano però anche come tutto ciò servirà anche a “fare chiarezza su una gestione che è stata trasferita dallo Stato alle Regioni nel 2001, che ha avuto una lunga gestazione, che si è protratta per anni e che ha impedito un esercizio regolare ed efficiente del servizio”.

gi.gi.

Gestione dell'acqua in regione, un imolese tra i dipendenti pubblici segnalati alla Corte dei conti
Cronaca 31 Gennaio 2018

La Vena del gesso romagnola è nella lista delle proposte per diventare Patrimonio dell'Unesco

Presto anche la vena del gesso romagnola potrebbe essere inserita all”interno dell”elenco italiano dei siti naturalistici per il Patrimonio mondiale dell”Unesco, come da poposta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero dell”Ambiente.

La Commissione nazionale italiana Unesco ha deciso infatti di aggiungere il sito “Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia-Romagna”, di cui fanno parte le zone che si estendono dall”Appennino reggiano a quello faentino, nella “tentative list” (la lista che racchiude i siti selezionati dagli Stati proponenti e ritenuti di eccezionale valore universale, adatti al successivo inserimento nella “World Heritage List” dell’Unesco). Il sito rappresenta uno dei patrimoni più significativi a livello mondiale per sviluppo e profondità delle grotte e, oltre ad essere già oggetto di tutela, sono le più studiate al mondo già a partire dal XVII secolo.

Questo riconoscimento nazionale è il frutto del lavoro di coordinamento tra le Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Enti di gestione per i parchi e la biodiversità, Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Soprintendenza archeologica, enti locali, realtà territoriali e associazioni, svolto dalla Regione Emilia-Romagna a seguito della proposta della Federazione speleologica dell’Emilia-Romagna

d.b.

Nella foto: la Vena del gesso romagnola

La Vena del gesso romagnola è nella lista delle proposte per diventare Patrimonio dell'Unesco
Cronaca 31 Gennaio 2018

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola

«Sta per uscire il bando per trovare la ditta che installerà le telecamere leggi-targa, quindi, presumibilmente, entro l’inizio dell’estate saranno pronte». E’ questa la tempistica che il comandante della polizia municipale, Vasco Talenti, ha dato per l’installazione di 14 nuovi occhi elettronici che controlleranno confini e frazioni imolesi. Un intervento di cui si parla ormai da tempo. Si tratta di apparecchiature che, oltre a vigilare sulle strade immortalando magari eventuali auto rubate, sono pure in grado di «pizzicare» in tempo reale chi viaggia senza assicurazione o con la revisione scaduta. La sanzione, però, spetterà sempre e comunque alla pattuglia della municipale che riceverà in tempo reale la segnalazione sul tablet in dotazione e potrà così fermare l’automobilista, verificare in diretta ed, eventualmente, multare.

Le telecamere verranno installate lungo le direttrici principali (tra cui Montanara, Emilia, Selice), ma anche nella zona industriale e nelle frazioni di Sesto Imolese e Sasso Morelli. «Si aggiungeranno alle 29 telecamenre ambientali che già funzionano (installate tra centro storico, Pedagna e zona della stazione, ndr) e alle 13 che sono nel parco dell’Osservanza – dettaglia il vicesindaco e assessore alla Polizia municipale, Roberto Visani -. Inoltre, vorremmo sostituire 10 telecamere fisse che sono nei parcheggi a pagamento con altre in grado di ruotare. Tra l’altro, abbiamo appena affidato ad Area Blu il servizio unificato per la gestione della rete della videosorveglianza, pari a 100 mila euro all’anno».

Le nuove telecamere leggi-targa, come detto, saranno molto utili per individuare chi circola senza assicurazione o con la revisione scaduta, un «fenomeno grave, indice anche dell’irresponsabilità da parte dei cittadini» dice Visani. Utilizzando gli apparecchi Targa System mobili, nel 2017 i vigili urbani imolesi hanno contestato 210 violazioni per mancanza di copertura assicurativa e ben 883 sanzioni per veicoli non in regola con la revisione periodica. A questi si aggiungono 106 violazioni per guida usando apparecchi telefonici. «Sono comportamenti purtroppo ancora molto diffusi, a differenza della guida senza cinture di sicurezza (59 violazioni) o senza casco (7), che per fortuna sono ormai abitudini consolidate» conclude Talenti.

gi.gi.

Nella foto: il comandante della municipale Talenti e il vicesindaco Visani

Telecamere leggi-targa per controllare confini e frazioni di Imola
Cronaca 30 Gennaio 2018

L’Ausl vuole coinvolgere tutti i medici di famiglia nella Casa della salute di Imola

«Le aperture straordinarie dei pediatri durante le festività natalizie e in queste settimane di massimo picco dei malanni stagionali hanno fornito un buon servizio. Il nostro obiettivo è studiare una forma analoga anche per gli adulti. I tempi sono maturi per creare su Imola un’équipe territoriale integrata tra infermieri, pediatri e medici di medicina generale come avviene già nelle altre Case della salute del territorio. Abbiamo già avviato un confronto con i medici di famiglia, entro gennaio incontreremo il comitato aziendale». Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl anticipa così l’obiettivo prossimo della sanità imolese.

Un percorso indicato dalla Regione e chiesto anche dai cittadini in un futuro dove la popolazione invecchia e i servizi sanitari dovranno sempre più preoccuparsi di cosa c’è sul territorio al di fuori dell’ospedale. Senza dimenticare che gli accessi al pronto soccorso nel nostro territorio sono storicamente superiori alla media. L’obiettivo finale è realizzare anche a Imola una Casa della salute presso l’ospedale vecchio, come scritto da tempo nei piani aziendali. 

Per ritornare alle aperture straordinarie dei pediatri che tanto sono piaciute, in pratica le pediatrie di gruppo di Imola (presso l’ospedale vecchio, di via Serraglio e di via Baruzzi) si sono rese disponibili a rotazione ad accogliere la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 i piccoli pazienti a prescindere dal medico di riferimento e dal luogo di residenza, purché nei dieci comuni della nostra Ausl (le ultime aperture previste, ad oggi, sono il 28 gennaio per via Serraglio e il 4 febbraio per via Baruzzi). «Certo modulare un servizio del genere per gli adulti significherà pensare a modalità diverse perché un anziano con una patologia da raffreddamento fatica ad andare all’ambulatorio, è il medico che dovrà recarsi al domicilio» aggiunge Rossi.

Per il momento l’Ausl vorrebbe riuscire almeno a coinvolgere tutti i 50 medici di famiglia di Imola nella rotazione di Nucleo, ovvero nelle ore aggiuntive che permettono di garantire un’apertura da lunedì a venerdì di almeno 10-12 ore negli ambulatori di continuità diurna presso l’ospedale vecchio. «Al momento possono usufruirne solo i pazienti dei medici che hanno aderito, cioè 39 su 50, e l’adesione è volontaria. Questo crea disparità, noi vorremmo allargare il servizio a tutta la popolazione come già accade dove ci sono le Case della salute e tutti i medici hanno aderito, cioè a Castel San Pietro e Dozza, Medicina e Castel Guelfo, in vallata».

Il sabato e la domenica e durante i festivi ci sarebbe poi il supporto dei medici della continuità assistenziale (ex guardia medica). «Vorremmo prevedere un modello meno standardizzato, ad esempio avere meno medici in turno di continuità assistenziale durante l’estate e di più nei momenti critici, come d’inverno con i picchi influenzali».

Cambiare organizzazioni consolidate non è facile, soprattutto quando vai a toccare la legittima autonomia dei medici. Rossi lo sa bene e mette le mani avanti: «Siamo pronti a prevedere una remunerazione aggiuntiva». Quanto? «Se tutti i medici di medicina generale aderissero abbiamo ipotizzato 50 mila euro in più di spesa» dichiara Rossi. Nel complicato gioco della coperta corta, per l’Ausl destinare fondi a questo progetto non è facile. L’assessore alla Sanità Sergio Venturi ha detto chiaramente che il bilancio di Imola «non è in ordine». «Dobbiamo avvicinare i costi aziendali alla media regionale…» ammette Rossi.

Per la sola medicina di base (Case della salute, medici, continuità assistenziale, pediatri, infermieri territoriali) spendiamo 128 euro pro capite quando la media regionale è di 116 euro. «Non è inefficienza – rivendica Rossi -, in realtà sono fattori virtuosi che indicano come abbiamo investito sul territorio: siamo una delle Ausl che offre un’elevata copertura del servizio di continuità assistenziale e delle medicine di gruppo». Per paradosso, quindi, l’Ausl ha rispettato i dettami regionali e realizzato le Case della salute ma questo ha un costo che ci penalizza. «La scommessa è fare economia altrove – conclude Rossi -, con il Laboratorio analisi unificato ora spendiamo 500 mila euro in meno».

l.a.

Nella foto: la palazzina con gli ambulatori di continuita’ diurna e assistenziale nell’ospedale vecchio 

L’Ausl vuole coinvolgere tutti i medici di famiglia nella Casa della salute di Imola
Cronaca 30 Gennaio 2018

Mercatino d’inverno della Caritas a Osteria Grande

Appuntamento con la solidarietà sabato 3 e domenica 4 febbraio a Osteria Grande. Nella frazione di Castel San Pietro si terrà il caratteristico “Mercatino d’Inverno” organizzato, come ogni anno, dalla Caritas interparrocchiale delle chiede si San Giorgio di Varignana, San Lorenzo di Varignana, Santi Magi di Gallo Bolognese, San Michele Arcangelo e della Madonna del Lato. Il ricavato servirà per aiutare le famiglie in difficoltà.

Il mercatino è organizzato nel salone dell’oratorio della parrocchia di San Giorgio che si trova sul retro della chiesa e sarà aperto sabato 3 dalle ore 15 alle 17.30 e domenica 4 dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.

«Vi aspettiamo numerosi – è l’invito dei volontari -. Ci saranno tanti oggetti, abiti per adulti e bambini, mobilio e giocattoli a bassissimo prezzo. Curiosando e chiedendo, potrete trovare quello che vi serve e dare, così, una mano a chi ha necessità».

r.c.

Nella foto volontarie della Caritas a Osteria Grande

Mercatino d’inverno della Caritas a Osteria Grande

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