Cronaca

Cronaca 16 Maggio 2020

Coronavirus, a Castello Giunta e Presidenza del Consiglio comunale rinunciano all’indennità e versano 5 mila euro all’Ausl di Imola

Bel gesto dei componenti della Giunta e della presidenza del Consiglio comunale di Castel San Pietro Terme che hanno deciso di donare le proprie indennità del mese di aprile all’Ausl di Imola. La donazione ha un valore totale di 5.158,23 euro. «In questo momento di emergenza sanitaria e in cui l”azienda sanitaria locale di Imola si è dimostrata ancora una volta all”avanguardia sul territorio nazionale abbiamo voluto contribuire, anche in prima persona, con una donazione per dimostrare tutta la nostra gratitudine nei confronti dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari e della comunicazione che si stanno spendendo ogni giorno per garantire la salute e la sicurezza della nostra comunità» fanno sapere dal Comune.

«Le tante donazioni ricevute dall”azienda Usl di Imola in questi mesi di emergenza, oltre ad un contributo concreto per acquisire attrezzature, materiale di consumo e servizi sono state segni fondamentali della vicinanza della nostra comunità a tutti noi – ha detto il direttore dell”Ausl di Imola Andrea Rossi – Grazie quindi al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco e a tutti gli Assessori di Castel San Pietro Terme per questo segno di stima verso l”operato di tutte le persone che hanno dato competenza, fatica e cuore in questo frangente». (da.be.)

Nella foto (scattata prima della emergenza Coronavirus) la Giunta del Comune di Castel San Pietro

Coronavirus, a Castello Giunta e Presidenza del Consiglio comunale rinunciano all’indennità e versano 5 mila euro all’Ausl di Imola
Cronaca 16 Maggio 2020

Sei edifici pubblici nel circondario imolese ammessi a contributo per progetti di riqualificazione energetica

Ci sono sei progetti provenienti dal circondario imolese tra quelli ammessi a contributo nell”ambito del bando regionale di riqualificazione energetica degli edifici pubblici, che mette a disposizione in tutto oltre 19 milioni di euro. I sei progetti inseriti in graduatoria sono stati presentati dai Comuni di Mordano, Castel San Pietro Terme, Fontanelice e Medicina, beneficiari di contributi pari a 786.913,21 euro.

I progetti in dettaglio.
Comune di Mordano, 2 progetti: 174.168,66 euro per la riqualificazione energetica della scuola primaria di Bubano e 51.442,56 euro per il progetto per l’efficientamento energetico della scuola primaria e secondaria di Mordano; Comune di Castel San Pietro Terme: 82.179,59 euro per opere finalizzate alla riqualificazione energetica della Casa-Residenza per anziani (Cra) denominata “Coccinella” I° Lotto; Comune di Fontanelice, 2 progetti: 149.172 per l”intervento di efficientamento energetico della scuola media “San Bartolomeo Apostolo” a Fontanelice e 61.550,40 euro di intervento di efficientamento energetico dell’edificio “Bocciodromo”; Comune di Medicina: 268.400 per l”iIntervento di riqualificazione energetica della scuola secondaria di primo grado “G. Simoni”.

«Il bando rientra nel programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo sostenibile — sottolinea la consigliera regionale del Pd Francesca Marchetti —. I progetti che rientrano in graduatoria nel Nuovo Circondario Imolese vedranno la riqualificazione energetica di scuole, residenze per anziani ed edifici pubblici. Si tratta di un sostegno per le pubbliche amministrazioni e di una conferma di come l’Emilia-Romagna continui a fare passi avanti in quella strategia europea di sviluppo sostenibile, di tutela dell”ambiente e di risparmio dei costi energetici». (r.cr.)

Nella foto la consigliera regionale Francesca Marchetti

Sei edifici pubblici nel circondario imolese ammessi a contributo per progetti di riqualificazione energetica
Cronaca 16 Maggio 2020

Un anno di comitato «Bella Osservanza»: «Rivalorizziamo un patrimonio della città»

Arianna Sabbatani è la portavoce del comitato «Bella Osservanza», venuto alla luce poco più di un anno fa. Dodici mesi di iniziative che hanno contribuito ad una crescita collettiva, nella consapevolezza del tesoro che i cittadini di Imola possiedono fra le loro mani: il complesso dell’Osservanza. È proprio questo, infatti, l’obiettivo del comitato: rivalorizzare un patrimonio storico della città. «Il 24 aprile del 2019 facemmo la nostra presentazione al pubblico – spiega Arianna Sabbatani -. Ricordare questo evento è un po’ come ripercorrere tutto quello che è stato fatto in un anno: dalle attività agli incontri, valorizzando il percorso. La crescita del nostro progetto è merito di tutti quelli che ci hanno ascoltato. La cosa più bella è vedere tante persone che dedicano il proprio poco tempo libero ad una comunità: rimanendo insieme si fanno le cose migliori».

Quale futuro si aspetta per il complesso?

«Siamo sempre stati in linea con l’amministrazione comunale, speriamo che al più presto si possano tirare le fila. Si tratta di un progetto ambizioso, Imola ha bisogno di continuare a crescere: ora è un’impor- tante sede universitaria, ci saranno nuovi iscritti e il complesso può dare respiro. Senza dimenticare la storia: oltre ad uno studentato, ci piacerebbe che fosse istituito all’interno del complesso un piccolo museo per ricordare cosa c’era e chi ospitava. Faccio appello a valori fondamentali, come l’avere rispetto per tutti e il non discriminare nessuno». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 14 maggio.

Nella foto: il complesso dell’Osservanza

Un anno di comitato «Bella Osservanza»: «Rivalorizziamo un patrimonio della città»
Cronaca 16 Maggio 2020

Coronavirus, via libera dal Governo per la graduale riapertura dei centri estivi

La riapertura dei centri estivi è un risultato a cui la Regione Emilia-Romagna guardava da tempo, ottenuto anche grazie al lavoro di squadra della vicepresidente  Elly Schlein e l’assessore Paola Salomoni, amministratori locali, coordinamenti pedagogici territoriali, soggetti gestori, Terzo settore ed esperti in campo educativo e di sanità pubblica. Un lavoro collettivo finalizzato per presentare al Governo una proposta di riapertura con modalità di svolgimento in sicurezza dei centri estivi e delle attività estive per minori. «Siamo molto soddisfatti di questa notizia e ringraziamo la ministra Bonetti, insieme alle ministre Azzolina e Catalfo per l’impegno, una notizia davvero molto attesa dalle famiglie e dalle istituzioni- commenta la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein-. E siamo felici che il nostro contributo sia stato utile per raggiungere questo obiettivo, su cui abbiamo lavorato intensamente per settimane, fino all’ultima videoconferenza che abbiamo tenuto questa mattina con oltre settanta interlocutori del territorio, mentre ieri abbiamo incontrato i sindacati. Molte delle proposte che avevamo presentato sono state accolte, segno che la strada da noi ipotizzata era percorribile. Grazie a questo lavoro in Regione siamo pronti, lavoreremo con comuni, enti gestori e parti sociali per partire quanto prima con le prime attività sperimentali». 

Nel documento che a fine aprile la vicepresidente aveva illustrato in videoconferenza alla ministra alle Famiglie, Elena Bonetti, e a quella all’Istruzione, Lucia Azzolina e a quella al Lavoro e alle Politiche sociali Nunzia Catalfo, poi messo a disposizione della Conferenza delle Regioni e del Governo, si fissavano proposte concrete per lo svolgimento in sicurezza dei Centri estivi: attività preferibilmente all’aperto, aerazione costante e sanificazione degli ambienti in caso di soggiorno al chiuso. Bambini organizzati in piccoli gruppi a seconda delle fasce di età, seguiti sempre dallo stesso o dagli stessi educatori, senza contatti tra gruppi diversi, bambini accolti su più turni, con fasce orarie diversificate in modo da evitare assembramenti. E ancora, pluralità di spazi sicuri per le attività, triage all’ingresso senza far accedere gli accompagnatori agli spazi comuni, rispetto dove possibile delle distanze, anche come elemento del gioco, modalità e attenzioni specifiche per l’inclusione di bambini e ragazzi con disabilità, formazione di tutto il personale coinvolto su precauzioni e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, massima attenzione ai principi di igiene e pulizia, sanificazione dei giocattoli (diversi per ogni gruppo) a fine giornata, e senza momenti di aggregazione come gli spettacoli di fine soggiorno. 

Un contributo propositivo che è stato tenuto in grande considerazione per la definizione delle Linee guida messe a punto a livello nazionale, insieme ai contributi di Anni e dei pediatri. «La riapertura dei Centri estivi è fondamentale- aggiunge Schlein – per molte ragioni, a partire dalle conseguenze che la sospensione dei percorsi educativi e di socialità possono avere sui bambini e ragazzi, e dalle grandi difficoltà delle famiglie, le donne soprattutto, che non possono essere lasciate sole ad affrontare la gestione dei figli piccoli. Già normalmente sappiamo quanto sia difficile conciliare i tempi di vita e di lavoro, in questa fase il peso è, e sta diventando, sempre più gravoso». (da.be.)

Coronavirus, via libera dal Governo per la graduale riapertura dei centri estivi
Cronaca 16 Maggio 2020

Virginio Merola e Matteo Montanari: «Anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale i fondi per le zone rosse»

Il sindaco metropolitano Virginio Merola e il sindaco di Medicina Matteo Montanari insieme per chiedere al governo che i fondi per i Comuni zona rossa siano estesi anche a quelli zona rossa per iniziativa regionale. I due amministratori hanno scelto di avanzare la richiesta con una nota congiunta in cui appunto dichiarano che «è necessario che i fondi per i Comuni zona rossa siano estesi anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale», precisando che per l”area bolognese il riferimento è al «Comune di Medicina che ha sofferto di più, anche per la sicurezza di tutti i cittadini della città metropolitana».

«Inoltre va risolta la posizione dei lavoratori di Medicina bloccati dalla zona rossa per cui ancora dopo oltre due mesi non ci sono indicazioni da parte dell”Inps che li parifichino ai lavoratori delle altre zone rosse – aggiungono Merola e Montanari -. Lo abbiamo chiesto al Governo e abbiamo interessato la Regione. Ci attendiamo una risposta positiva nel testo finale del decreto». (r.cr.)

Nella foto il sindaco Matteo Montanari nei giorni della zona rossa a Medicina

Virginio Merola e Matteo Montanari: «Anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale i fondi per le zone rosse»
Cronaca 16 Maggio 2020

Le Case dell’acqua di Conami riaprono in tutti i comuni del circondario imolese, ecco le regole da rispettare

Dopo quasi due mesi tornano operative le Case dell’acqua di Conami attive nei dieci comuni del circondario imolese. Tutte, lo ricordiamo, erano state chiuse nel periodo più critico dell’emergenza sanitaria. La riattivazione del servizio è avvenuta la scorsa settimana a seguito di una scrupolosa verifica e sanificazione degli impianti, effettuata dal gestore Adriatica Acque Srl.

L’acqua (gratis se naturale o a 5 centesimi se frizzante) può essere dunque prelevata rispettando alcune semplici norme: utilizzare il distributore una persona alla volta; mantenere la distanza minima tra utenti di almeno 2 metri; indossare la mascherina di protezione prima di effettuare il prelievo; toccare il pulsante di erogazione con guanti monouso; appoggiare la bottiglia sulla griglia dell’erogatore senza toccare i beccucci di erogazione e, infine, non bere alla bottiglia se non strettamente personale. (gi.gi.)

Nella foto: la Casa dell’acqua di via della Repubblica a Mordano

Le Case dell’acqua di Conami riaprono in tutti i comuni del circondario imolese, ecco le regole da rispettare
Cronaca 16 Maggio 2020

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati

Tra i laboratori autorizzati dalla Regione Emilia-Romagna, ad effettuare i test sierologici sul Covid-19 per i privati cittadini e per le aziende che ne fanno richiesta, c’è anche il laboratorio della Fondazione Iret Onlus di Ozzano Emilia, ente di ricerca scientifica specializzato nello studio delle malattie degenerative del sistema nervoso. Sul sito internet (www.iretfoundation.org) campeggiano già le informazioni utili per poter accedere al test.

Laura Calzà, direttrice scientifica della Fondazione, cosa sono i test sierologici e qual è la differenza rispetto al tampone nasofaringeo?
«Mediante il tampone nasofaringeo si ricerca la presenza del virus; con i test sierologici si ricerca la presenza delle immunoglobuline, che rappresentano una delle risposte dell’organismo all’incontro con il virus».

La Regione Emilia Romagnaha ristretto il campo dei test a quelli da lei stessa «validati». Voi quale tipo effettuate?
«Dobbiamo per prima cosa distinguere tra i test da sangue capillare (pungidito o rapidi) e quelli da sangue venoso (prelievo standard). Questi ultimi si stanno mostrando più attendibili, ma anch’essi, come tutto in questa malattia, sono “nuovi” ed è necessario testarli per conoscere le loro caratteristiche tecniche. Chiariamo, non sono nuove le metodiche dei test, bensì i reagenti sviluppati per individuare le immunoglobuline specifiche per questo virus. Ed è del tutto normale che sia necessaria una sperimentazione sul campo comparativa per capire quali, fra i prodotti commerciali, siano i più affidabili e sensibili. È la procedura normale, e bene ha fatto la Regione a condividere una lista di fornitori già verificati. Noi partiamo con il test Elisa (acronimo di Enzyme linked immunosorbent assay), ma siamo pronti anche per il Clia (chemiluminescenza), entrambi su sangue venoso». (mo.or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

Nella foto Laura Calzà

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati
Cronaca 15 Maggio 2020

Coronavirus, zero nuovi casi su Imola. Timori a Budrio, ben 48 contagi in ospedale tra degenti, operatori e visitatori

Un nuovo guarito e nessun caso positivo in più. “Il weekend inizia con dati che confermano il trend dell’ultimo periodo” è il commento dell”Azienda usl di Imola nel bollettino odierno. I contagi totali dall’avvio dell’emergenza rimangono 390 per il circondario di Imola, ma solo 52 sono le persone ancora malate (per lo più asintomatiche o con sintomi lievi), 299 i guariti a tutti gli effetti (doppio tampone negativo). In ospedale a Imola rimangono solo due persone ricoverate con Covid19 e 6 sono in convalescenza in attesa di “negativizzare” nell”Eurohotel.

Anche a livello regionale i nuovi casi hanno ricominciato a scendere dopo il lieve aumento di ieri: oggi sono 56, ieri erano 77 e mercoledì 52. In tutta l”Emilia Romagna  dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si sono registrati 27.110 positivi ma i malati effettivi sono scesi a 6.001 e i guariti sono ben 17.166 di cui 15.272 già negativi (doppio tampone). Per arrivare al totale occorre tener conto dei decessi, che sono in tutto 3.943, e purtroppo anche oggi se ne registrano 13.

A questi numeri fanno riferimento anche le 48 persone del focolaio scoppiato all”inizio di maggio nell”ospedale di Budrio. Una struttura che fa capo all”Azienda usl di Bologna ma è utilizzata anche da persone residenti nelle aree confinanti come Medicina. In teoria Budrio doveva accogliere solo pazienti non positivi ma si è trovata con un ricoverato per patologie non correlate al Coronavirus che, nel corso della degenza ne ha sviluppato i sintomi, confermati poi dal quadro clinico radiologico. Ed ora, l’esito dei tamponi eseguiti a tappeto sui ricoverati presso la Medicina e la Lungodegenza dell’ospedale, gli operatori e persone che nei giorni scorsi avevano visitato altri pazienti dei reparti, hanno fatto emergere ben 28 Covid-19 tra i pazienti. Con loro anche 4 visitatori e 16 operatori (2 medici, 9 infermieri, 4 Oss, 1 addetto alle pulizie). I pazienti positivi sono stati trasferiti nei reparti Covid dell’ospedale di Bentivoglio e di Villa Erbosa. I settori dell”ospedale di Budrio coinvolti tutti isolati e si stanno completando le procedure di sanificazione. Rimangono presenti 16 pazienti (6 in Medicina, 10 in Lungodegenza), tutti negativi al tampone.

Sergio Venturi, in uno dei suoi ultimi giorni da commissario, aveva confermato il focolaio rassicurando sul fatto che erano state attivate le misure per isolarlo ma si era anche rammaricato per l”accaduto ricordando a tutti, operatori sanitari e cittadini, che l”impegno doveva essere massimo per “tenere il virus fuori dagli ospedali”. Un consiglio da tenere in massima considerazione soprattutto in questa fase 2 con la massima attenzione per coloro che si trovano a frequentare gli ospedali per un motivo o per l”altro.

A Budrio “l’attività di ricovero è attualmente sospesa in attesa della ripetizione del tampone da parte degli operatori sanitari” precisano dall”Ausl di Bologna. La dottoressa Anya Borojevic della World Health Organization, esperta di igiene dei percorsi ospedalieri, sta rivalutando tutti i percorsi interni per confermarne la sicurezza. E’ stata attivata, inoltre, la rete dei medici di medicina generale, per intercettare quanto più precocemente possibile, casi di infezione nel territorio del comune di Budrio. (l.a.)

Nella foto la tenda del pre-triage che continua ad essere operativo per l”accesso al pronto soccorso dell”ospedale di Imola

Coronavirus, zero nuovi casi su Imola. Timori a Budrio, ben 48 contagi in ospedale tra degenti, operatori e visitatori
Cronaca 15 Maggio 2020

La Bcc ravennate forlivese e imolese acquisisce 11 filiali in Romagna

La Bcc Credito Cooperativo ravennate forlivese e imolese ha acquisito 11 filiali da Banca Sviluppo operanti nel territorio della Romagna centrale. Per la cronaca il Credito Cooperativo romagnolo, invece altre 3 filiali. L’operazione, che ha decorrenza operativa dal prossimo 18 maggio, si è perfezionata all’interno di un disegno unitario concordato e condiviso a livello di Gruppo Bancario Cooperativo.

Le 11 filiali si trovano a Cervia, Pinarella, Forlì viale Roma, Forlimpopoli, Bertinoro Santa Maria Nuova, Bertinoro Capocolle; Martorano, Cesena Oltresavio, Cesena Fiorenzuola, Cesena Villachiaviche e Cesena San Mauro. Per LA Bcc, che si colloca tra i primi istituti di credito cooperativo a livello nazionale, l’acquisizione consente di estendere l’operatività a nuove aree di competenza rivolgendosi così, complessivamente, ad un bacino di 63 Comuni con 75 filiali, 31 mila soci e circa 147 mila clienti. «Negli ultimi mesi abbiamo lavorato intensamente per facilitare questo passaggio di filiali da Banca Sviluppo alla nostra Bcc – afferma il presidente Secondo Ricci – questo momento rappresenta un punto di partenza per un nuovo sviluppo della cooperazione di credito in quell’area territoriale. Ci presentiamo ai clienti ed al territorio consapevoli del nostro ruolo, a maggior ragione nell’attuale contesto di emergenza legato al Covid-19, e della volontà di seguire i princìpi che ispirano il nostro modo di fare Banca: trasparenza nei confronti della clientela, stabilità patrimoniale determinata da una gestione prudente che da sempre accompagna le nostre scelte, energia per le imprese, attenzione alla crescita ed allo sviluppo della professionalità dei dipendenti per offrire un servizio di qualità e soprattutto vicinanza al territorio ed alla sua comunità, fedeli alla nostra missione statutaria. Questo è il modello di Bcc che vogliamo condividere con i nostri Soci e clienti. La nostra realtà è solida e dinamica. Facciamo tesoro della storia e della esperienza maturata dalle originarie casse rurali che nel tempo hanno aggregato le loro forze per crescere insieme, continuando ad essere banca “locale” con la presunzione di farlo ancora meglio perché possiamo beneficiare di una realtà più integrata ed efficiente». (da.be.)

Nella foto: il presidente della Bcc ravennate forlivese e imolese Secondo Ricci

La Bcc ravennate forlivese e imolese acquisisce 11 filiali in Romagna
Cronaca 15 Maggio 2020

Coronavirus, a Imola esenzione Cosap più ampia e procedure più semplici per le concessioni di occupazione di suolo pubblico

Ampliamenti e nuove concessioni gratuiti di suolo pubblico a disposizione dei dehor e procedure semplificate per il rilascio delle concessioni necessarie. Sono questi i due risultati raggiunti a Imola con le due nuove delibere approvate oggi dal Commissario straordinario Nicola Izzo.

Per quanto riguarda gli spazi, rispetto a quanto anticipato qualche giorno fa, la delibera stabilisce che per bar e ristoranti «l’ampliamento dei dehor per l’adeguamento alle norme sul distanziamento sociale è possibile fino ad un massimo del 50% della superficie attualmente concessa, mentre le nuove concessioni di spazi dedicati alla somministrazione sono possibili per massimo 50 mq, integrabile del 50 %». Sia l’ampliamento, che le nuove concessioni suddette saranno esenti dal pagamento del canone Cosap, come stabilito dal Decreto Rilancio. Quindi, per i mercati ambulanti viene stabilito che «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico (Cosap) per il periodo di sospensione dei mercati derivante dalle disposizioni di contenimento del contagio da Covid-19 e il periodo di sospensione non è da conteggiare come assenza delle singole imprese concessionarie». Sempre per i bar e ristoranti, è riconfermato che «l’esenzione prevista per le attività di somministrazione alimenti e bevande per superfici fino a 30 mq e di durata inferiore a 180 giorni situate in centro storico è estesa a tutte le attività (di somministrazione) del territorio comunale». Inoltre, che «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico per l’installazione di sistemi di gestione della fila e fornitura alla clientela di dispositivi per la prevenzione del contagio (es. gel mani e guanti monouso) fino al 31 ottobre 2020 e comunque fino a quando saranno necessarie misure di prevenzione del contagio».

Procedure semplificate inoltre per il rilascio delle concessioni di occupazione suolo pubblico necessarie per i dehor, grazie come detto ad un’apposita delibera approvata sempre nella giornata odierna. La delibera, che in sostanza dimezza i tempi necessari per l’istruttoria delle pratiche, stabilisce che siano attuate le seguenti disposizioni: «avvio del procedimento da parte di Area Blu che riceve la domanda in via ordinaria entro 2 giorni dal ricevimento; nell’attività istruttoria, prevedere l’acquisizione in via ordinaria da parte di Area Blu S.p.A. del parere da parte degli uffici competenti, sia della società in house che di quelli comunali o gestiti in forma associata tramite NCI, entro tre giorni, trascorsi i quali si intendono acquisiti”. Inoltre, “nel caso l’occupazione necessiti di ordinanza per la disciplina della circolazione, Area Blu S.p.A. provvede a predisporre la proposta di ordinanza dirigenziale di competenza della Polizia Locale (nel cui ambito è individuato il responsabile del procedimento) ed a tal fine si concede ad Area Blu S.p.A. un accesso alla procedura informatizzata del Comune di Imola SICR@WEB, nominando Area Blu quale responsabile di trattamento esterno dei dati personali, come da modello allegato alla presente quale parte integrante e sostanziale». (da.be.)

Nella foto (Isolapress): via Appia a Imola

Coronavirus, a Imola esenzione Cosap più ampia e procedure più semplici per le concessioni di occupazione di suolo pubblico

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