Cronaca

Cronaca 21 Maggio 2020

Coronavirus, un nuovo caso positivo a Medicina, “tracciato' dal focolaio di Budrio. In terapia intensiva un paziente di Montecatone

Dopo qualche giorno senza contagi, oggi si registra un nuovo caso positivo nel circondario di Imola. Si tratta di una donna residente a Medicina, già in isolamento domiciliare con sintomi lievissimi di malattia, individuata grazie ai tamponi fatti nell”ambito del tracing (tracciamento) dopo il focolaio nell”ospedale di Budrio. Si confermano quindii timori che quanto accaduto nel comune contiguo potesse vedere coinvolti anche dei medicinesi.

Anche i ricoveri nell”ospedale di Imola vedono un segno più: purtroppo un paziente Covid positivo di Montecatone è stato trasferito la notte scorsa in terapia intensiva per aggravamento. Nel reparto di degenza, inoltre, rimangono le due persone presenti da alcuni giorni, si tratta di malati Covid che necessitavano di intervento chirurgico per altre problematiche. All’Eurohotel sono ospitate ancora 2 persone in convalescenza o in attesa di doppio tampone negativo.

La buona notizia del bollettino dell”Azienda usl di Imola viene dai nuovi guariti: ben 10 oggi, 9 residenti fuori circondario e 1 a Mordano. “Con il guarito di oggi Mordano non ha più casi attivi” precisano dall”Ausl. Salgono quindi a 392 i contagiati dal Coronavirus refertati nell”imolese dall”inizio dell”epidemia, ma sono appena 29 i casi tuttora attivi: 9 residenti a Medicina, 11 a Imola, 1 a Castel San Pietro Terme, 3 a Castel Guelfo e 5 fuori territorio. Le persone già guarite (con doppio tampone negativo) sono 324, quelle che hanno perso la vita per o con il coronavirus sono 39.

Anche nel resto della regione andiamo bene ma non benissimo: oggi ci sono 53 nuovi casi di positività contro i 50 di ieri, 208 ulteriori guarigioni (ieri erano 271) e altri 17 decessi (ieri erano 11), di cui ben 6 nel bolognese (circondario imolese escluso). Dall’inizio della pandemia i casi registrati in Emilia Romagna salgono così a 27.417, ma quelli ancora attivi scendono sotto i 5.000 (4.926), le guarigioni sono 18.466 pari al 67% dei positivi registrati da inizio crisi. Il totale dei morti sale a 4.025.

Nel frattempo l”Azienda usl di Bologna ha dichiarato “spento il focolaio di Covid-19″ nell”ospedale di Budrio che oggi ha riaperto il reparto di Medicina dove nei primi giorni di maggio si era sviluppato il cluster (focolaio). La prossima settimana ricominceranno anche i ricoveri presso la Lungodegenza ma la ripresa completa delle attività avverrà con gradualità.

Nel frattempo sono stati rivisti tutti i percorsi e le modalità di accesso: è stata rafforzata la separazione tra le aree Covid free e quelle dedicate a pazienti in attesa di conferma di positività, con il Piano 1 riservato alla Medicina e Lungodegenza, e il Piano 2 alle persone con sospetto Covid. Dalla prossima settimana saranno raddoppiati anche i check point di accesso: uno riservato agli operatori affiancherà quello già presente all’ingresso principale.

Riviste in senso restrittivo le modalità di visita a parenti e amici ricoverati. (l.a.)

Coronavirus, un nuovo caso positivo a Medicina, “tracciato' dal focolaio di Budrio. In terapia intensiva un paziente di Montecatone
Cronaca 21 Maggio 2020

Dal 22 maggio riparte il Villaggio della Salute Più, la riapertura dell'acquapark estivo dal 5 giugno

«Siamo pronti per ripartire presto e in sicurezza». Esordisce così, con lo slancio e la voglia di mettersi in gioco che ha caratterizzato tutta la sua lunghissima carriera cominciata nel 1970, Antonio Monti, patron e direttore scientifico del Gruppo Monti Salute Più.

Professor Monti l’attività poliambulatoriale, accreditata al Sistema nazionale sanitario, che si svolge presso le Terme dell’Agriturismo del Villaggio della Salute Più ha ripreso regolarmente oppure ci sono ancora limitazioni legate all’emergenza sanitaria da Covid-19?
«Il poliambulatorio del Villaggio aprirà il 22 maggio. Oltre alla sanificazione dei locali abbiamo messo in piedi tutta una serie di protocolli di sicurezza che rendono i nostri spazi sicuri sia per i pazienti che per gli operatori. Possiamo inoltre contare su uno spazio enorme che ci aiuterà per il distanziamento».

Per quel che riguarda i bagni, la grotta e i fanghi termali, servizi anche questi accreditati al Ssn dal 2018, invece come ci si sta muovendo, si può accedere o sono attività interdette?
«Anche queste attività riprenderanno dal 22 dimaggio, tra l’altro con un’importante gamma di novità. Abbiamo potenziato le cure termali del sistema respiratorio. La cura della cavità nasale e dell’orecchio è importante perché sono le porte attraverso le quali entrano i virus, tra i responsabili di raffreddori e influenze. I lavaggi con acqua alcalina,per esempio, rendono la vita molto dura alle particelle virali che si nascondono nelle nostre mucose».

Per quanto riguarda l”Acquapark, l”ultimo aggiornamento parla del 5 giugno come data di apertura. Quali misure di sicurezza e di distanziamento sociale saranno messe in campo?
«Gli ingressi saranno contingentati per rispettare i protocolli di sicurezza e potranno entrare al massimo 2.500 persone. Consigliamo di acquistare i biglietti on line, modalità che sarà privilegiata rispetto alla vendita in loco. Stiamo poi valutando una serie di proposte per rendere il parco termale sicuro e serenamente fruibile al tempo stesso, dal provare la febbre agli ospiti in ingresso all’utilizzo di speciali braccialetti che vibrano nel caso in cui la distanza di sicurezza non sia rispettata, fino al pasto ac hiamata una volta pronto. Il parco con i suoi 40 chilometri quadrati si presta bene al distanziamento sociale». (mo.or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

Nelle foto: una veduta dall”alto del Villaggio della Salute Più e il professor Antonio Monti

Dal 22 maggio riparte il Villaggio della Salute Più, la riapertura dell'acquapark estivo dal 5 giugno
Cronaca 21 Maggio 2020

Coronavirus, dalla prossima settimana ripartono i mercati tradizionali a Castel San Pietro e Osteria Grande

Conto alla rovescia per la ripartenza, lunedì 25 maggio, del tradizionale mercato del lunedì a Castel San Pietro e, sabato 30 maggio, del mercato del sabato mattina a Osteria Grande, naturalmente nel rispetto, come da ordinanza regionale, delle necessarie misure di sicurezza per il contenimento del Covid-19, stabilite

La Giunta castellana ha infatti deliberato in questi giorni le nuove modalità di svolgimento dei due mercati generali, confermando anche quelle già in vigore per i due mercati contadini che da alcune settimane si tengono il mercoledì pomeriggio a Osteria Grande e il venerdì pomeriggio nel Capoluogo nel quartiere Bertella. «Dopo negozi, pubblici esercizi e attività di artigianato di servizio alla persona, la prossima settimana riapriranno anche i mercati generali – afferma il sindaco Fausto Tinti –. Un altro importante passo avanti per riconquistare gradualmente una nuova normalità, pur nella convivenza con il virus, che richiede una transizione culturale in direzione della corresponsabilità dei cittadini. Abbiamo lavorato insieme alle associazioni di categoria per definire una disposizione ottimale di stalli e banchi e i relativi spostamenti, necessari ad assicurare il distanziamento delle postazioni in particolare del mercato tradizionale del lunedì mattina nel centro storico di Castel San Pietro Terme». (da.be.)

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Nella foto (concessa dal Comune): il mercato a Castel San Pietro

Coronavirus, dalla prossima settimana ripartono i mercati tradizionali a Castel San Pietro e Osteria Grande
Cronaca 21 Maggio 2020

Il Comune di Imola obbliga i cittadini a tagliare la vegetazione incolta per prevenire incendi e motivi di igiene pubblica

Il Comune di Imola, nei giorni scorsi, ha emanato un’ordinanza che dispone il taglio delle vegetazione incolta per prevenire il rischio di incendi. A firmarla è stato il Commissario straordinario Izzo ed è rivolta «ai proprietari e conduttori a qualsiasi titolo frontisti di terreni, strade, aree o spazi pubblici e comunque a tutti i proprietari di terreni incolti in genere».

Spetta loro, infatti, provvedere entro e non oltre il prossimo 30 giugno ai seguenti interventi, che andranno ripetuti successivamente, ogni qualvolta necessario. Nello specifico, si tratta del «taglio della vegetazione incolta; taglio degli arbusti, rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura, dalle aree, ivi compreso quelle di cantiere, limitrofe a strade pubbliche, o prospicienti spazi e aree pubbliche; pulizia dei terreni incolti mediante rimozione di ogni elemento o condizione che possa rappresentare pericolo per l’incolumità e l’igiene pubblica o che possa essere veicolo o accrescere il pericolo di incendio».

Come ogni anno, l’ordinanza viene emanata in questo periodo in quanto «la stagione estiva a causa delle temperature particolarmente elevate che possono verificarsi, comporta un elevato pericolo di incendi nei terreni infestati da sterpi, arbusti, vegetazione secca, che, oltre a causare danni all’ambiente ed al territorio, può comportare un grave pregiudizio per la salute pubblica». Ma non solo. Come sottolinea la stessa ordinanza «la presenza di terreni incolti ed aree ricoperti da vegetazione spontanea, può inoltre provocare problemi di igiene in quanto favorisce la proliferazione di ratti, insetti, parassiti e animali nocivi di ogni genere e specie» (da.be.)

Nella foto: il Municipio di Imola

Il Comune di Imola obbliga i cittadini a tagliare la vegetazione incolta per prevenire incendi e motivi di igiene pubblica
Cronaca 21 Maggio 2020

La consigliera regionale Francesca Marchetti parla dei centri estivi: «Si faranno, ma solo a piccoli gruppi»

Uno dei punti imprescindibili della nuova fase 2, di complicata convivenza con il Coronavirus, è quello dei centri estivi per i bambini o meglio le attività ludico-ricreative dedicate ai minori di età superiore ai tre anni. Nelle linee guida approvate dal Governo si parla di una generica ripartenza a giugno; il presidente Stefano Bonaccini nel successivo decreto regionale dell’Emilia Romagna ha fissato come data lunedì 8 (l’anno scolastico terminerà il 6), mancano solo i protocolli definitivi attesi in questi giorni. Il documento del Governo ricalca molte delle proposte presentate proprio dall’Emilia Romagna a fine aprile.

La consigliera regionale Francesca Marchetti è presidente della V Commissione che si occupa di Cultura e scuola, Lavoro, sport e legalità, quali sono le novità per i centri estivi 2020?
«I campi estivi hanno un valore educativo significativo soprattutto in questa fase post-Covid non solo per dare sostegno alle famiglie e conciliare i tempi di vita e lavoro, ma per il diritto del bambino a riprendere la socialità, la dimensione del gioco con i propri pari, fondamentali per uno sviluppo armonico e cognitivo, soprattutto con la pandemia che ha rarefatto le relazioni. Le novità? Per prima cosa abbiamo l’invito ad utilizzare il più possibile e in via prioritaria gli spazi all’aria aperta per organizzare le attività. E un rapporto tra personale e bambini che prevede piccoli gruppi divisi per fasce d’età: da 3 a 5 anni un adulto ogni 5 bambini, da 6 ad 11 anni un adulto ogni 7, infine per gli adolescenti (da 12 a 17 anni) un adulto ogni 10. Poi, sono previsti un triage ogni giorno all’ingresso, dato che i bambini si ammalano spesso, e la sanificazione di spazi e giocattoli come accorgimenti quotidiani. Inoltre occorrerà garantire continuità tra educatori e gruppi. Misure che non potranno prescindere dalla formazione del personale e dalla sensibilizzazione dei genitori e dei bambini stessi sulle nuove regole». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

La consigliera regionale Francesca Marchetti parla dei centri estivi: «Si faranno, ma solo a piccoli gruppi»
Cronaca 21 Maggio 2020

Coronavirus, accordo per agevolare i cittadini che vivono al confine tra Emilia-Romagna e Toscana

Frazioni «divise» fra l’Emilia Romagna e la Toscana. Succede a Moraduccio, dove a segnare il confine fra il Comune di Castel del Rio e quello di Firenzuola è il ponte sul rio dei Briganti lungo la Montanara, e a Giugnola, dove il confine fra questi stessi due comuni attraversa la Strada provinciale 21 Val Sillaro, cambiandole nome in Strada provinciale 58 Piancaldolese. In periodo di emergenza Coronavirus, questa situazione significherebbe blocco totale degli spostamenti fino a mercoledì 3 giugno. Nonostante l’intento di fare prevenzione, però, la teoria si scontra con la pratica. Ci sono famiglie che risiedono da entrambi i lati del confine, ci sono servizi che per alcuni residenti sono più vicini a casa dalla parte opposta, ci sono persone che abitano da un lato ma lavorano dall’altro. Nella maggior parte di questi casi, a fare la differenza fra l’Emilia Romagna e la Toscana sono pochissimi metri.

L’11 maggio, i sindaci dei Comuni di Castel del Rio, Firenzuola e Monghidoro hanno firmato un protocollo per autorizzare gli spostamenti per assistere familiari o congiunti residenti nel Comune confinante oltre Regione e per fare la spesa nella località più vicina. «Già quando non erano consentiti gli spostamenti al di fuori del Comune e della provincia di residenza, esisteva un “accordo non scritto” che regolamentava questi casi particolari – spiega Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio -. Poi abbiamo deciso di formalizzare quell’accordo, rendendo alcuni spostamenti fra due comuni confinanti oltre regione assimilabili a quelli all’interno della regione di residenza e abbiamo trasmesso il protocollo di intesa alle prefetture di competenza». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 21 maggio.

Nella foto: il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi

Coronavirus, accordo per agevolare i cittadini che vivono al confine tra Emilia-Romagna e Toscana
Cronaca 21 Maggio 2020

Coronavirus, plasma iperimmune come terapia? Le precisazioni del’Avis di Imola

L’attenzione in questi giorni nei confronti del plasma iperimmune quale possibile terapia per il Coronavirus sta crescendo sensibilmente, tra le cautele e i tempi degli scienziati e le corse in avanti della politica (in qualche caso in forma opportunistica). L”Avis di Imola spiega che «stiamo seguendo con molta attenzione e interesse questa fase dell’emergenza Covid-19 ed è pronta a dare il suo contributo in quanto Associazione che riunisce al suo interno oltre 4.000 volontari» ha fatto sapere il presidente Fabrizio Mambelli.

In questa fase però, in Emilia-Romagna il plasma iperimmune non viene utilizzato come terapia di riferimento. Come ha spiegato recentemente in una nota regionale il prof. Luigi Viale, direttore dell’unità operativa di malattie infettive del Policlinico S. Orsola di Bologna e componente dell’Unità di Crisi regionale Covid-19, i dati sul suo utilizzo sono ancora scarsi e riguardano pazienti trattati in fase di malattia avanzata e curati anche con altri farmaci. Prima di considerarla terapia di riferimento, è necessario verificarne l”efficacia in fase più precoce, in assenza di altre cure e con un più lungo follow-up. Sarà quindi necessaria una rigorosa fase sperimentale.

E’ comunque importante capire di cosa si tratta. «Vi sono due possibili linee produttive di plasma iperimmune – spiega il dott. Pietro Fagiani, responsabile Centro raccolta sangue dell’Ausl di Imola – Una proveniente da pazienti guariti in fase di convalescenza, il cosiddetto “Convalescent Plasma”, che può essere utilizzato solo all’interno di un protocollo clinico specifico derogando rispetto ai requisiti di ammissione alla donazione previsti dal DM 2-11-15 che regolano la sicurezza e la qualità della trasfusione e dei prodotti derivanti da donazione; la seconda che deriva invece dalla raccolta di plasma da donatori abituali, che hanno contratto la malattia in forma asintomatica o con sintomi leggeri, che sono guariti e che sono resi idonei alla donazione trascorsi 28 giorni dalla guarigione. Soprattutto questo secondo gruppo può costituire una fonte importante di plasma iperimmune.  Come struttura trasfusionale, quindi, ci teniamo pronti alla raccolta del plasma dai nostri donatori guariti dopo la malattia da Covid19 e che, con la consueta generosità, si sono resi prontamente disponibili alla donazione di plasma in aferesi, registrando i loro nominativi in un apposito elenco». (da.be.)

 

Coronavirus, plasma iperimmune come terapia? Le precisazioni del’Avis di Imola
Cronaca 21 Maggio 2020

Fondazione Crimola, nuovo Cda e Rodolfo Ortolani verso la presidenza

La Fondazione Cassa di risparmio di Imola il 13 giugno rinnoverà il Consiglio di amministrazione, attualmente guidato dal vicepresidente Fabrizio Miccoli dopo che, dal 27 aprile scorso, il presidente Fabio Bacchilega è passato alla guida del ConAmi. La nomina del nuovo Cda spetta al Consiglio generale della Fondazione (organo formato da 20 membri nominati per metà dai soci e per il resto da enti e associazioni del territorio). Di quello uscente, oltre a Bacchilega e Miccoli, fanno parte Gianni Andalò, Elisabetta Baldazzi, Evaristo Campomori, Fabio Gardenghi, Raffaele Mazzanti, Rodolfo Ortolani e Angelo Varni.

Dopo l’insediamento, il nuovo Cda eleggerà al suo interno presidente e vice. Al momento, il nome più accreditato per la presidenza è quello di Rodolfo Ortolani: imolese classe 1957, con una lunga carriera nel settore bancario che include, dal 2008 al 2010, il ruolo di direttore generale di UniCredit Banca. Ortolani ricoprirebbe il ruolo che fu di Bacchilega dal 2016 al 2020 e ancor prima, per ben quindici anni, di Sergio Santi, nominato poi presidente emerito.

Proprio di Santi si è tornato a parlare nei giorni scorsi, quando la Fondazione ha replicato al lancio dell’agenzia AgPress riguardo un contenzioso tra l’ente di palazzo Sersanti e il suo ex numero uno. «È stato necessario attivare un’azione di responsabilità civile nei confronti dell’ingegner Santi a seguito di una puntuale e rigorosa attività ispettiva che ha evidenziato atti di gestione non conformi allo statuto e ai regolamenti interni (si parla di un danno patrimoniale di circa 19 milioni di euro a fronte di investimenti andati male, ndr) – si legge nella nota -. Quanto emerso è stato valutato dagli organi statutari competenti (il Consiglio generale, ndr) che hanno deliberato conseguentemente nel pieno rispetto delle pro- cedure previste dallo statuto, informando costantemente il ministero dell’Economia e Finanze». L’azione avviata dalla Fondazione ha provocato automaticamente la decadenza di Sergio Santi da socio come previsto dallo Statuto dell’ente. (gi.gi.)

Nella foto: Rodolfo Ortolani

Fondazione Crimola, nuovo Cda e Rodolfo Ortolani verso la presidenza
Cronaca 21 Maggio 2020

Coronavirus, stabilimenti balneari già aperti da sabato 23 maggio

In anticipo di due giorni rispetto alla data prefissata, sabato 23 maggio parte ufficialmente in riviera la stagione balneare. A deciderlo la Regione Emilia-Romagna. «Dopo la pubblicazione dei protocolli con le linee guida balneari post emergenza coronavirus – spiega Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e Trasporti – diversi stabilimenti si sono organizzati e sono pronti e attrezzati per garantire servizi in sicurezza già dai prossimi giorni. Abbiamo quindi ritento fosse giusto, dopo la lunga chiusura, consentire di accogliere i primi clienti già da questo fine settimana».

La raccomandazione, ribadita da parte della Regione, è di evitare il concentramento solo in alcune porzioni di spiaggia, per facilitare e garantire sicurezza e distanziamento tra le persone. Le linee guida regionali per gli stabilimenti balneari, in sintesi, prevedono una superficie minima a ombrellone di 12 metri quadrati (indicativamente 4 e 3 metri tra paletti degli ombrelloni e delle file); 1,5 metri tra le attrezzature di spiaggia, come lettini e sdrai sulla battigia; numerazione e assegnazione delle postazioni o degli ombrelloni; steward appositamente formati per accompagnare gli ospiti all’ombrellone o al lettino; pasti ordinati attraverso un servizio di delivery con consegna per la consumazione all’ombrellone-lettino, oppure in aree ristorazione in grado di garantire il distanziamento sociale; aree giochi per bambini delimitate e con un numero massimo di presenze consentite; servizi igienici, docce e cabine pulite e disinfettate ogni giorno e ad ogni cambio di clientela. E poi spiagge libere con la possibilità, da parte dei Comuni, di prevedere accessi contingentati. (da.be.)

IL PROTOCOLLO SICUREZZA PER STABILIMENTI BALNEARI E SPIAGGE 

Nella foto: il bagno Pineta di Marina Romea

 

Coronavirus, stabilimenti balneari già aperti da sabato 23 maggio
Cronaca 21 Maggio 2020

Arriva il progetto 'Bike to work', 3,3 milioni di euro dalla Regione per sostenere l'uso della bicicletta

La Regione Emilia-Romagna punta sulla bicicletta per affrontare la «fase 3». Prende il via, infatti, il progetto ”Bike to work”, che mette a disposizione 3,3 milioni di euro per i 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale nato proprio per sostenere l”uso della bici, tra cui Imola e Ozzano per il nostro territorio. Nel dettaglio, il progetto prevede: finanziamenti fino al 70% per interventi strutturali mirati a realizzare corsie riservate al trasporto pubblico locale e per realizzare piste ciclabili, installare rastrelliere ed evitare furti durante la sosta e altre misure per rendere agevole muoversi sulle due ruote in città (1,5 milioni di euro a disposizione per questi interventi). Inoltre, sono contemplati rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici per i cittadini dei Comuni sotto i 50 mila abitanti firmatari del Pair ed esclusi dal ‘bonus statale’. Tra questi non ci sono quelli dell”area metropolitana bolognese, per i quali invece ci sarà il contributo dello Stato.

Una seconda linea di finanziamenti, anche questi con dotazione di 1,5 milioni di euro, per la prima volta introduce- incentivi chilometrici (fino a un massimo di 50 euro al mese) per gli spostamenti, riduzioni del costo del bike sharing e del deposito nelle velostazioni dedicate agli scambi intermodali, per i dipendenti delle aziende. Altri 300 mila euro, infine, che rappresentano la terza linea d”azione, sono destinati agli abbonati ferroviari per l’acquisto di bici pieghevoli utilizzate per gli spostamenti iniziali e finali da e per il posto auto o bus (in questo caso non si paga il biglietto a bordo come previsto per una bici tradizionale, quindi un incentivo per i pendolari).

«Eravamo pronti con il provvedimento da un paio di settimane, ma abbiamo voluto attendere il ‘bonus bici’ inserito nel Decreto Rilancio dalla ministra De Micheli per promuovere una misura complementare e permettere a un numero maggiore di cittadini di poter ricevere un contributo per l’acquisto di biciclette e altri veicoli elettrici, premiando i Comuni firmatari del Piano aria regionale. – svela l’assessore regionale a Mobilità e Infrastrutture, Andrea Corsini-, Inoltre, con gli interventi strutturali che andiamo a finanziare, renderemo sempre più vantaggioso muoversi con le due ruote. Un provvedimento che si aggiunge ai circa 60 già attivi in Emilia-Romagna per lo sviluppo della mobilità ciclabile e agli oltre 250 chilometri  di piste ciclabili, finanziati con circa 35 milioni di euro». 

«È una iniziativa che sosteniamo con risorse regionali perché riteniamo che spostare il più possibile la mobilità privata su mezzi sostenibili ed ecologici possa contribuire a migliorare in modo significativo la vita nelle città – aggiunge l”assessore regionale all”Ambiente, Irene Priolo -.  Una scelta che riteniamo ancora più necessaria in questa fase di emergenza per dare risposte di qualità alle necessità di spostamento delle persone garantendo allo stesso tempo la sicurezza e la salute. Mobilità, ambiente e sostenibilità devono diventare sinonimi dell’approccio che la Regione metterà in campo in questo mandato». (r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Arriva il progetto 'Bike to work', 3,3 milioni di euro dalla Regione per sostenere l'uso della bicicletta

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