Cronaca

Cronaca 7 Maggio 2018

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri

Una quarantina di sagome posizionate agli ingressi della città e sulle principali strade di percorrenza interna per cominciare a creare l”atmosfera e ricordare che il Giro d’Italia arriverà a Imola il 17 maggio. 

Si chiama “Imola Città di Tappa 2018” il logo che contraddistingue quest”anno l’arrivo in città della dodicesima tappa. E nei giorni è stato posizionato sotto forma e di sagome lungo le vie di accesso alla città e nelle principali strade di percorrenza per ricordare a chi transita l’appuntamento con il grande ciclismo.

Il logo riassume un ciclista stilizzato e rivisitato, il profilo dell’autodromo, nel quale i ciclisti concluderanno la tappa, e quello dei Tre Monti, il cui percorso costituisce la parte finale, disegnato con i colori della città, il rosso e il blu. Le sagome sono state realizzate in polipropilene alveolare, sono 1,5 metri di base per 1 metro di altezza. 

A ricordare l’appuntamento saranno posti anche degli striscioni nei punti limitrofi all’autodromo, lungo viale Dante in corrispondenza del Ponte sul Santerno ed in via Santerno all’incrocio con via Pisacane. Un pro memoria visivo per creare quel giusto clima di attesa verso un evento di rilevanza internazionale. (r.c.)

Nella foto una delle sagome

Giro d'Italia a Imola 2018, in città arrivano le sagome, in attesa dei ciclisti veri
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente

Procedimento archiviato. Il giudice per le indagini preliminari di Bologna l’ha deciso non solo perché «in ogni caso il reato sarebbe estinto per intervenuta prescrizione» ma entrando nel merito sancisce che «non risulta il superamento delle emissioni sonore consentite al di fuori di quelle previste in deroga e quindi autorizzate». Questa la sentenza del 18 aprile scorso nel procedimento che vedeva imputato Uberto Selvatico Estense in quanto legale rappresentante di Formula Imola Spa, la società che gestisce l’autodromo di Imola. Nodo del contendere era il rumore, così come per gli altri esposti e relative indagini alle quali abbiamo assistito in questi anni. In punta di diritto ipotesi di reato diverse, ma nella sostanza il tema è sempre quello.

In quest’ultimo caso si ipotizzava la violazione dell’articolo 659 del Codice penale (disturbo della quiete pubblica) in particolare per la scuola Pelloni Tabanelli. Legambiente Imola-Medicina, che ha presentato l’esposto ipotizzando inizialmente il reato di truffa e falso su rumore e rilevazioni, si era opposta alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero.

La sentenza lascia più che soddisfatto l’avvocato Giuseppe Girani che segue Formula Imola: «Il provvedimento non si ferma alla prescrizione ma entra nel merito dicendo che il superamento dei 70 decibel è avvenuto nelle giornate in deroga, ovvero autorizzate, ergo non sussiste il reato. La messa sotto accusa dell’autodromo si è infranta contro le buone prassi gestionali messe in atto». In effetti, archiviato questo procedimento e un anno fa quello analogo presentato da 37 residenti, a gennaio il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso di Legambiente e residenti sulla zonizzazione acustica approvata dal Comune. Rimane aperta solo l’ulteriore indagine avviata a ottobre 2016 da un gruppo di cittadini.

«Certo è difficile avere un confronto quando il livello dello scontro è sempre la via giudiziale» commenta Stefano Manara, presidente di ConAmi che, auspica «un dialogo costruttivo con i comitati per entrare nel merito di ciò che si fa, oltre l’idea che l’autodromo debba essere chiuso. Noi abbiamo operato per avere gli strumenti da un lato che ci consentissero di ridurre l’impatto verso la città e i residenti e dall’altro un modello economico che ci porti alla sostenibilità nel tempo. Ora abbiamo un sistema di monitoraggio, dati acquisiti negli anni, una propensione all’intervento come dimostrano le protezioni installate l’anno scorso sulla scuola Pelloni Tabanelli e ora in via dei Colli, integrato con la contrattualistica sul controllo sugli scarichi». (l.a.)           

Nella foto il recente evento Motor Legend Festival 

Autodromo e rumore, il giudice archivia il procedimento sull’esposto di Legambiente
Cronaca 7 Maggio 2018

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo

Una barriera alta 5 metri e mezzo e lunga 185 all’altezza della variante alta su via dei Colli. Sarà in vetro con una base in calcestruzzo e avrà il compito di mitigare il rumore e proteggere le quattro case presenti, in sostanza simile a quelle che vengono posizionate lungo le autostrade o le massicciate delle ferrovie. L’intenzione è realizzarla entro l’estate.

«Stiamo integrando il progetto per soddisfare le indicazioni del Tavolo tecnico e la prossima settimana lo consegneremo per chiedere il permesso a costruire, sulla base di questo sarà avviata una conferenza dei servizi e speriamo di poter predisporre la gara all’inizio di giugno» precisa Stefano Manara, presidente del ConAmi, che ha in concessione l’autodromo imolese per conto del Comune.

Questa barriera acustica non è certo una novità. E’ prevista tra le «opere di mitigazione passiva» del rumore nel Piano di azioni redatto da Formula Imola Spa, società gestore dell’autodromo, già nel luglio del 2016 e recepito nel piano triennale degli investimenti del Consorzio. «Alla luce delle vicende giudiziarie che mettevano in dubbio la zonizzazione acustica comunale abbiamo preferito aspettare – motiva Manara -, poi quando a gennaio è arrivata la sentenza il Consiglio di Stato (sentenza che ha ribaltato la precedente decisione del Tar dando così ragione al Comune nella classificazione acustica rispetto al ricorso di Legambiente e alcuni residenti, ndr) abbiamo predisposto un progetto che è stato presentato il 13 aprile al Tavolo tecnico, nel quale siedono anche Arpae e Ausl. Al Tavolo si è valutata la soluzione che presenta la migliore efficacia acustica in rapporto ai costi e alla fattibilità. Non dimentichiamo che quella è una zona dove spesso il pubblico si posiziona dalla rete per vedere la pista, quindi si è preferito il vetro per non impedire la visuale e ridurre l’impatto paesaggistico» conclude Manara.

Il costo stimato è di circa 250 mila euro «a carico di ConAmi». (l.a.) 

Nella foto un tratto di via dei Colli interessato dal progetto

Autodromo e rumore, in via dei Colli una barriera in vetro alta 5 metri e mezzo
Cronaca 7 Maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa

E” partita la campagna di comunicazione casa per casa per informare i cittadini sulle nuove modalità per effettuare la raccolta differenziata a Castel Guelfo. Gli informatori ambientali, che nelle prossime quattro settimane busseranno alle porte, sono cinque. Il loro compito sarà quello di spiegare le nuove modalità di raccolta, distribuire l’opuscolo informativo e il kit necessario, ossia due tessere elettroniche per aprire i cassonetti (cosiddetta carta smeraldo), la pattumiera per l’organico con una scorta di sacchi compostabili e un rotolo di sacchetti da 30 litri per l’indifferenziato, della dimensione giusta per l’imboccatura degli appositi contenitori.

Come riconoscere gli informatori? Ciascuno indosserà una pettorina gialla con la dicitura «assistente smeraldo» e un cartellino di riconoscimento fornito da Hera. In nessun caso possono accettare denaro e la consegna dei materiali può essere effettuata sulla soglia di casa, senza necessità di entrare all’interno. Se ci sono dubbi, è comunque possibile chiamare e chiedere conferma al servizio clienti gratuito Hera (800999500), attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18, che dispone dell’elenco completo dei nominativi, a disposizione anche delle forze dell’ordine.

Le immagini degli informatori ambientali sono anche sul sito di Hera (www.gruppohera.it, sezione clienti, nella pagina dedicata ai servizi ambientali di Castel Guelfo). Dopo alcuni passaggi senza trovare nessuno in casa, gli informatori lasceranno un avviso con le indicazioni per ritirare direttamente il materiale.A questo proposito, verrà organizzato uno sportello temporaneo per il ritiro diretto dei materiali da parte delle utenze non trovate in casa e, a partire dal 9 giugno, sarà attivo uno sportello permanente a Castel Guelfo a cui rivolgersi per le tessere in caso di smarrimento, furto, mancato funzionamento, nuova attivazione, cessazione.La distribuzione interesserà complessivamente circa 2.370 utenze, di cui circa un sesto sono attività produttive.

I nuovi contenitori saranno posizionati a partire da giugno e per le prime settimane, fino al 30 luglio compreso, rimarranno comunque aperti per favorire un passaggio graduale al nuovo servizio. Dal giorno seguente, invece, sarà necessario utilizzare le tessere nominative per aprirli.Il sistema sarà molto simile a quello appena introdotto a Castel San Pietro e a Dozza e che, a breve, interesserà anche Mordano. In pratica, gli attuali contenitori saranno sostituiti da cassonetti per l’indifferenziato con calotta, cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, si apriranno solo con la tessera nominativa. La nuova raccolta toccherà tutto il territorio di Castel Guelfo, frazioni e campagne comprese. Per le attività produttive che hanno grandi quantitativi di rifiuti sarà comunque possibile richiedere ulteriori contenitori in base al fabbisogno. (gi.gi.) 

Nelle foto gli informatori ambientali di Hera

Nuova raccolta dei rifiuti a Castel Guelfo, gli informatori ambientali spiegano casa per casa
Cronaca 7 Maggio 2018

Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'

«Finita la fase di start-up, abbiamo visto che l’attività sta in piedi, è utile e ha margini di crescita. Ora per l’associazione si apre una fase di consolidamento e puntiamo a uno sviluppo per rispondere in maniera maggiore ai bisogni degli utenti». Sergio Suzzi, imolese, un passato lavorativo nel settore scuole del Comune di Imola e del Circondario, è il nuovo presidente di No Sprechi che succede a Bruno Faldi. Terminato il quarto anno di attività, l’associazione che nacque nella primavera del 2014 si affida dunque a una nuova guida per la fase di consolidamento e sviluppo della propria missione.

Suzzi, da sempre impegnato nel volontariato, da oltre un anno è uno dei 25 volontari impegnati nell’Emporio solidale di via Lambertini e nella Bottega del cotto di via Garibaldi gestiti da No Sprechi che raggruppa sette associazioni di volontariato imolese (Croce Rossa, Caritas, Auser, Anteas, San Vincenzo, Santa Caterina e Trama di Terra) che supportano a rotazione un totale di 501 famiglie composte da oltre 1.700 persone.

Presidente Suzzi, com’è arrivato alla No Sprechi?

«Sono impegnato nel volontariato da tanti anni, in diverse forme. Il contatto è stata tramite la parrocchia, Nostra Signora di Fatima, e la Caritas con cui collaboriamo. Mi hanno chiesto se ero interessato a provare quest’esperienza e dopo un anno mi hanno chiesto se me la sentivo di diventare presidente. Ho trovato un gruppo di volontari fantastico, ben organizzato e spinto da motivazioni vere, genuine. Per questo ho accettato la sfida importante che ci aspetta nei prossimi anni: dopo aver visto che funziona, dobbiamo consolidare l’attività e svilupparla».

Cosa serve per consolidare l’attività dell’associazione?

«Serve aumentare il giro degli approvvigionamenti e quindi delle imprese e dei volontari che sposino il progetto. Certamente la legge Gadda (che favorisce le donazioni attraverso una semplificazione burocratica e soprattutto sgravi fiscali, nda) e la collaborazione sempre maggiore col Banco Alimentare ci permettono di pensare».

Per sviluppo intende aumentare gli utenti?

«Anche, ma non solo. L’obiettivo principale è essere in grado a rispondere sempre meglio ai bisogni degli utenti che sono le fasce deboli della popolazione. Vorremmo aumentare il numero di prodotti, ma anche avere una maggiore varietà. Servirebbe aumentare, ad esempio, prodotti come olio, uova, zucchero e farina, ma anche per l’igiene della persona e della casa».

La No Sprechi ha appena compiuto 4 anni. Qual è il bilancio di questi primi anni?

«Nel 2014 abbiamo fatto fronte alle esigenze di 222 famiglie e 755 persone, mentre nel 2017 a 367 famiglie e 1.248 persone. Il totale delle famiglie assistite, che si alternano nel corso dell’anno, è di 501, ossia oltre 1.700 persone. Assistiamo ad un incremento costante. Da qualche mese abbiamo aperto anche la bottega del cotto e aumentato così il bacino d’utenza. I prodotti distribuiti da marzo 2014 a dicembre 2017 sono stati oltre 2.227 quintali, mentre di generi non alimentari 12.755 pezzi, perlopiù cancelleria e vestiti».

Nella foto IsolaPress il presidente della No Sprechi, Sergio Suzzi.

La versione integrale la trovate sul sabato sera in edicola.


Sergio Suzzi, presidente di No Sprechi: “Dopo quattro anni puntiamo a crescere rispondendo meglio ai bisogni degli utenti'
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone

Non per i tanti ruoli che ricopre bensi per l”impegno personale e sociale, anche Marco Gasparri, come Fabrizia Fiumi, è stato insignito da parte del Lions club Val Santerno di un Melvin Jones Fellowship, il massimo riconoscimento lionistico.

«Ricevere un riconoscimento come persona fisica e non come una delle giacche dei miei tanti ruoli non è solo piacevole, ma mi permette anche di dimostrare pubblicamente che l’impegno nei confronti del prossimo paga a livello curricolare oltre che personale». ha commentato Gasparri.

In ambito lavorativo, nel settore tecnologico, Gasparri è amministratore delegato dell’azienda Aepi e presidente della società Iprel Progetti. Inoltre è presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia Area Centro. In ambito sociale è attivo dal 2004, prima come consigliere delle scuole San Giovanni Bosco di Imola, dal 2011 anche come presidente della onlus Fondazione Montecatone.

«Dare agli altri è importante per la società ma anche per se stessi – commenta -. Allargare i propri orizzonti soprattutto a livello sociale, dedicandovi il proprio tempo, contribuisce alla crescita umana, personale e professionale anche più di un corso di formazione. Solo includendo fra le proprie esperienze anche quelle del mondo reale si diventa una persona completa».

Nell’esperienza di Montecatone Gasparri ha portato le proprie competenze e capacità organizzative e manageriali. Fra le attività che segue da vicino vi sono il servizio sociale nazionale e gli eventi attraverso cui Montecatone raccoglie fondi per i propri progetti solidali e si racconta alla città. «Quello che Montecatone dona a me è ben di più di quanto io faccio per questa eccellenza imolese – ammette Gasparri -. Prima per me era solo un luogo cui passavo davanti quando andavo in bici. Quando mi è stato chiesto di collaborare ai progetti della Fondazione Montecatone ho accettato mettendoci tutto me stesso ed anche la faccia in prima persona, come sono solito fare in tutte le cose. In breve tempo Montecatone è diventata un’esperienza di vita straordinaria perché é un luogo dove si lavora per trasformare il limite della disabilità in una nuova opportunità per l’individuo».

L”intervista completa a Marco Gasparri è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altra imolese premiata, Fabrizia Fiumi.

Nella foto: Marco Gasparri (a destra) con il presidente del Lions club Val Santerno Gabriele Vassura

Melvin Jones Fellowship, premiato Marco Gasparri, il presidente della Fondazione Montecatone
Cronaca 7 Maggio 2018

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri

Per l”impegno, la generosità e la disponibilità individuale nei confronti del prossimo e della società, il Lions club Val Santerno ha conferito il massimo riconoscimento lionistico, il Melvin Jones Fellowship, a due imolesi che si sono distinti nel proprio ambito territoriale operando in vari settori in armonia con gli scopi dell”associazione: una di questi è Fabrizia Fiumi.

Insegnante in pensione, già assessore del Comune di Imola (prima a Cultura e Turismo e poi ad Attività produttive, Relazioni internazionali e Pari opportunità), il motivo del conferimento del Melvin Jones Fellowship è da ricercarsi nei molteplici ruoli che Fabrizia Fiumi ricopre tuttora: prima donna ad essere diventata presidente del Comitato di Imola della Croce rossa italiana, oggi al secondo mandato; console del Touring club del territorio imolese; ambasciatrice dell’associazione Città del vino; e presidente del Cise, il Centro studi egittologici.

«Il trucco, se così si può dire, per trovare il tempo e la grinta per fare tante cose per il bene pubblico è cercare di fare le cose che piacciono, che appassionano – spiega l’interessata -. Ho amato insegnare, ho apprezzato l’impegno richiesto dalle cariche di amministratrice pubblica ed oggi continuo a provare passione per l’impegno sociale, culturale ed associativo. Per questo, anche se ricopro diversi ruoli contemporaneamente, trovo la grinta per mettere tutta me stessa in ciascuno di essi».

L’impegno verso la Croce Rossa, però, oggi è preponderante. «Quasi un impiego full time – ammette -. Non si tratta solo di gestire ambulanze e volontari ma anche di sensibilizzare i giovani su tematiche di salute e sociali e operare nei confronti delle persone svantaggiate con spirito di collaborazione, come quello che ci ha spinto a fondare l’emporio No sprechi insieme ad altre associazioni del volontariato».

Oltre all’impegno nella Croce rossa, la Fiumi è attiva nella divulgazione, da un lato attraverso il proprio ruolo con il Touring club del territorio imolese ed anche quale membro del Consiglio direttivo dell’associazione Città del vino.

L”intervista completa a Fabrizia Fiumi è su «sabato sera»del 3 maggio, insieme all”intervista all”altro imolese premiato, Marco Gasparri.

Nella foto: Fabrizia Fiumi con il governatore del distretto 108 Piero Augusto Nasuelli

Melvin Jones Fellowship, il riconoscimento a Fabrizia Fiumi, la presidente della Cri
Cronaca 6 Maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti anche a Mordano, organico e tessera per aprire i cassonetti

Anche a Mordano, così come negli altri comuni del circondario, arriva la “rivoluzione” nei servizi di raccolta dei rifiuti, con l’intento di aumentare la raccolta differenziata e recuperare quantità sempre maggiori di materiali riciclabili,come organico, plastica, vetro e carta. L’obiettivo da raggiungere entro il 2020 è il 79% di raccolta differenziata.

Le novità riguardano il sistema di riconoscimento con la tessera nominativa (la Carta smerlado), per aprire tutti i contenitori dei rifiuti, tranne quello del vetro. I cassonetti, saranno raggruppati in postazioni in ciascuna delle quali si troveranno organico,potature, plastica e lattine, vetro, carta e cartone, indifferenziato. Quest”ultimo sarà dotato della calotta che permette l’inserimento di quantità limitate di rifiuti pari a 30 litri, l’equivalente di un sacchetto della spesa.

Da notare, quindi, l”avvio della raccolta dell’organico mentre la carta e il cartone dovranno essere conferiti negli appositi cassonetti e non più nei sacchi.

Sono già state inviate delle lettere a tutte le famiglie e attività per informarle dell’avvio delle nuove modalità di raccolta, con l’invito a partecipare anche ai quattro incontri pubblici in programma per illustrare i servizi: il primo è previsto per domani lunedì 7 maggio sia alle ore 18 che alle 20.30 presso la Sala civica di Bubano in via Lume 1889; invece mercoledì 9 maggio, sempre alle ore 18e alle 20.30, presso la palestra delle scuole di Mordano (accesso da via Lughese).

Successivamente arriverà una seconda lettera di Hera, il gestore del servizio di raccolta per il Comune, con tutte le indicazioni per ritirare presso lo sportello, allestito negli spazi del municipio, il proprio kit perutilizzare i nuovi servizi (per le famiglie la pattumiera aerata e una dotazione di sacchetti per l’organico, un rotolo di venti sacchetti a misura di calotta per l’indifferenziato e l’opuscolo informativo) e le Carte smeraldo associate a ogni singola utenza. Le tessere potranno essere utilizzate in tutti i cassonetti del territorio comunale.

I nuovi contenitori saranno posizionati in luglio e fino al 9 settembre rimarranno aperti per favorire un passaggio graduale al nuovo servizio. (r.c.)

Nella foto i cassonetti a Mordano oggi

Nuova raccolta dei rifiuti anche a Mordano, organico e tessera per aprire i cassonetti
Cronaca 6 Maggio 2018

Lavori allo stadio «Romeo Galli», l'Imolese ha presentato il progetto ad Area Blu e ora aspetta l’ok della Soprintendenza

Mentre Gabriele Gravina (presidente della Lega Pro) in una recente intervista ha parlato di «una migliore qualità», esprimendo un parere personale sui ripescaggi che avverranno anche nella prossima estate (essendo il format a 60 squadre della serie C sancito da quegli articoli 49 e 50 della Figc ancora vigenti), l’Imolese non resta con le mani in mano e per farsi trovare pronta ad una eventuale chiamata dal piano superiore ha deciso di dare una accelerata alla «questione Galli».

La società del presidente Spagnoli giovedì 26 aprile ha consegnato ai competenti uffici di Area Blu quel progetto completo contenente tutti i necessari adeguamenti che lo stadio dovrà affrontare per poter essere in regola con quei parametri imposti dai professionisti: ancora presto, però, per ipotizzare una data di inizio dei lavori, visto che ora Area Blu dovrà girare il progetto alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna, che dovrà esprimere un parere sul progetto presentato interamente a spese dell’Imolese.

In attesa di capire chi, quando e come eseguirà gli eventuali lavori, non resta che pensare a quali dovranno essere tali opere secondo le norme tecniche già previste per la stagione 2018/19, partendo da un impianto di illuminazione di potenza non inferiore agli 800 lux, un adeguamento di spogliatoi (locale per l’antidoping da creare), area giornalisti e tivù, obbligo di avere tutti i posti dei distinti dotati di seggiolini (capienza minima dell’impianto 1.500 posti, e qui il Galli sarebbe già in regola), settori autorità con relativo parcheggio riservato, area in tribuna per i disabili debitamente individuata e segnalata, necessità di impianto di video sorveglianza, adeguamento e presenza di servizi igienici per ciascun settore.

Tutte opere da realizzare nel minore tempo possibile ed in attesa del documento che regolamenterà i prossimi ripescaggi che dovrebbe essere redatto prima dell’inizio dei play-off: la speranza è che il termine perentorio del 30 giugno per completamento dei lavori venga eliminato e trasformato in qualcosa come «inizio dei lavori di adeguamento entro il 30 giugno», così come venga eliminata o ridimensionata quella tassa da pagare di 300 mila euro per il ripescaggio che nella passata stagione l’Imolese si rifiutò di pagare.

an.mir.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto (Isolapress): una veduta del «Romeo Galli»

Lavori allo stadio «Romeo Galli», l'Imolese ha presentato il progetto ad Area Blu e ora aspetta l’ok della Soprintendenza
Cronaca 6 Maggio 2018

L'Ausl offre visite gratuite in occasione della Giornata per la salute della mano

Da domani, lunedì 7 maggio, fino a venerdì 11 sarà possible prenotare una visita gratuita con i chirurghi ortopedici dell’Ausl, la dottoressa Tamara Mingazzini e il dottor Massimo Palmonari, specialisti delle patologie ortopediche della mano.

Un”iniziativa in occasione della 6ª Giornata nazionale per la Salute della mano, promossa dalla Società italiana di chirurgia della mano, alla quale aderisce anche l’unità operativa di Ortopedia dell’Ausl, per sensibilizzare la popolazione a prestare attenzione alla salute dell’organo di movimento più sofisticato del mondo vivente.

La consulenza gratuita verrà fatta sabato 12 maggio. Per prenotarsi occorre chiamare, come detto da domani, il tel. 0542/662200 oppure il 0542/662236 dalle 11 alle 13. Le visite saranno effettuate fino ad esaurimento posti.

“L’attenzione verso la prevenzione, la diagnosi, la cura delle nostre mani ci può permettere una vita migliore, mantenendo la nostra autonomia di cura della propria persona, di lavoro, di hobby, rompendo luoghi comuni purtroppo tanto diffusi su malformazioni, traumi, paralisi, lesioni, degenerazioni reumatiche, che trovano invece nella chirurgia e nella riabilitazione della mano una enorme possibilità di miglioramento della funzione e di riduzione dei disturbi e del dolore” dicono dall”Ausl. (r.c.)

Foto d”archivio dell”ospedale di Imola

L'Ausl offre visite gratuite in occasione della Giornata per la salute della mano

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