#LaRaccontoAModoMio – La bicicletta fa bene all’anima, soprattutto quella che va piano
Io amo la bicicletta, non le mountain bike da migliaia di euro superaccessoriate, guidate da marziani con un abbigliamento tecnico estremamente sofisticato, dotate di ciclocomputer, sportwatch, cardiofrequenzimetri, misuratori della velocità e della distanza e tanti altri apparati digitali che trasformano una pedalata in un esperimento della Nasa.
La mia due ruote è normale e ha solo due gadget: il cambio per le salite e i fanali
Io amo le biciclette normali, popolari, con due soli gadget: il cambio, che in salita, diciamo la verità, aiuta. E i fanali che ci proteggono dagli emuli della Formula Uno che infestano le nostre strade.
Amo girare in bicicletta soprattutto perché questo mi permette di seguire il fluire del tempo della natura; me ne sono accorto costeggiando il bellissimo canale dei Mulini che scorre a pochi metri da casa mia. Un giorno ho notato che la velocità dell’acqua era identica a quella della mia andatura in bicicletta e ho finalmente capito perché era per me cosi terapeutica e rasserenante.
Inoltre andare in bicicletta in questo modo, con molta calma e tranquillità, permette di vedere tante cose che altrimenti ci sfuggirebbero: riesco a vedere come le foglie si trasformano, come cambiano i colori dei campi, la forma degli alberi, gli animali, non solo cani e gatti, ma anche velocissime lepri, eleganti aironi; se sono fortunato, anche scoiattoli.
Vedo le case, gli orti, i campi e guardando nei cortili vedo anche l’umanità che popola questi cortili: bambini che giocano ancora con l’hula hoop che mi ricorda la mia infanzia, oppure qualche giovane palestrato che sta facendo esercizi oppure un vecchietto seduto davanti a casa, come si faceva una volta. E la bicicletta che c’entra con questo pippone pseudofilosofico?
Pedalare regala libertà, ti connette con la natura e allontana i brutti pensieri
C’entra sì, perché andare in bicicletta fa bene anche all’anima. Pedalare regala un senso di libertà, permette di connettersi con la natura e aiuta a liberare la mente dai pensieri negativi.
Il movimento fluido e il ritmo costante favoriscono uno stato di meditazione attiva, mentre l’aria fresca e il contatto con l’ambiente circostante portano serenità e leggerezza. E poi andare in bicicletta non costa nulla; non bisogna pagare palestre e istruttori, né impegnarsi in una continua rincorsa degli accessori più sfiziosi e delle ultime novità tecnologiche per essere à la page. Ci sono pagine molto effi caci della nostra letteratura che celebrano questa attività. «Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà, forse meglio di una liberazione!». Queste parole di Alfredo Oriani sono potenti oggi come allora nel 1902 quando furono scritte. Anche Lorenzo Stecchetti (noto anche come Olindo Guerrini), che scoprì la bicicletta in età matura, ne fu contagiato come un adolescente e scrisse col suo stile scanzonato: «Mettetevelo in mente voi che vi guardate la lingua, vi tastate il polso, seccate il medico e ingrassate il farmacista. Andate in bicicletta coi figli e dopo un mese digerirete le cipolle crude. Ve lo dico io». In effetti, da quando tutti i giorni vado in bicicletta, mangio cipolle a volontà e le digerisco magnificamente.
Valter Galavotti
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