Posts by tag: acqua

Cronaca 16 Luglio 2021

Siccità e prelievi d’acqua, semaforo rosso per il Sillaro

Sebbene in questi giorni, come oggi, sono previste piogge, la siccità delle scorse settimane ha fatto rivedere alla Regione Emilia Romagna il sistema di gestione dei prelievi di acqua da fiumi e torrenti. Risultato? Un sistema a semaforo disponibile on line sul sito di Arpae operativo da lunedì 12 luglio fino al 30 ottobre. Nella mappa sono rosse le aree in cui sarà in vigore il divieto di prelievo, verdi quelle libere da vincoli. In giallo gli ambiti in bilico, dove si focalizza l’attenzione per la tutela del deflusso minimo vitale (Dmv), la quantità minima di acqua che contribuisce a garantire la salvaguardia delle caratteristiche fisiche e chimico-fisiche dei corsi d’acqua e dei fiumi e la sopravvivenza delle specie ittiche e delle altre forme di vita in essi presenti. In caso di semaforo giallo, dunque, il prelievo è ammesso nel rispetto del Dmv. Sono previste deroghe per assicurare l’irrigazione di soccorso alle colture.

La mappa sarà aggiornata al lunedì e al giovedì, dopo le ore 19. Con l’aggiornamento di giovedì 15 luglio, l’asta del fiume Santerno era «gialla» da Imola a Borgo Tossignano, «verde» più a monte. Semaforo «rosso», invece, per
il Sillaro a Castel San Pietro e per l’Idice a Ozzano Emilia (da Mercatale in su).

Nella foto: la nuova mappa con il sistema a semaforo aggiornata a giovedì 15 luglio

Siccità e prelievi d’acqua, semaforo rosso per il Sillaro
Cronaca 22 Marzo 2021

Giornata mondiale dell’acqua, a Imola un risparmio di 30 mila metri cubi all’anno grazie al depuratore

In occasione delle Giornata mondiale dell’acqua all’insegna della consapevolezza, il Gruppo Hera rinnova il proprio impegno per un uso responsabile della risorsa. A Imola, ad esempio, sono 30 mila i metri cubi all’anno di acqua potabile risparmiati, pari a 30 milioni di litri. Merito di un importante investimento che nel 2020 Hera ha fatto sul depuratore Santerno di Imola, infatti, oggi è possibile utilizzare per tutti gli usi tecnici dell’impianto la sua acqua in uscita, con un risparmio annuale equivalente al consumo medio annuo di circa 150 famiglie. (r.cr.)

Nella foto: il depuratore Santerno a Imola

Giornata mondiale dell’acqua, a Imola un risparmio di 30 mila metri cubi all’anno grazie al depuratore
Cronaca 14 Dicembre 2020

Anche i bacini di Bubano protagonisti di Adaptation, webdoc sui cambiamenti climatici

Anche i bacini di Bubano sono citati nel webdoc Adaptation, progetto giornalistico transmediale focalizzato sul tema della convivenza con il cambiamento climatico: dallo scioglimento dei ghiacci ai devastanti periodi di siccità, dalle alluvioni all’avanzata dei deserti. Adaptation è una piattaforma divisa in capitoli, ognuno dei quali affronta un argomento specifico legato ad un Paese di riferimento. Dopo l’Olanda, il lavoro si è concentrato sull’Italia. La prima tappa italiana, dedicata all’Emilia Romagna, è stata presentata oggi in anteprima: nel capitolo dal titolo Acqua per l’uomo e per la natura, è inserita la videointervista a Francesco Maffini, responsabile per l’Emilia dell’acquedotto del gruppo Hera, dedicata proprio ai bacini di Bubano, importante riserva idrica al servizio del circondario imolese, realizzata dal consorzio Ami e oggi gestita da Hera.

Qui viene resa potabile l’acqua prelevata dall’ambiente ma non solo. All’interno del sito, infatti, ci sono dei bacini di accumulo dell’acqua grezza prelevata dal canale dei Molini (derivazione del fiume Santerno) e dal Cer, il Canale emiliano romagnolo, che permettono, in questo modo, di avere a disposizione una consistente riserva di acqua, fino a 4 milioni di metri cubi, per garantire le necessità di circa 60 mila persone per cinque, sei mesi ininterrottamente, nel caso in cui l’acqua dovesse venire a mancare, ad esempio a causa di una siccità prolungata. In un territorio è fondamentale avere a disposizione infrastrutture in grado di utilizzare tutte le acque che quell’ambiente mette a disposizione, sia di superficie che di fiume, lago o altro, per creare un sistema resiliente, in grado di fronteggiare i cambiamenti che dovessero avere luogo e i bacini di Bubano ne sono un esempio, rappresentando una delle azioni concrete che si possono mettere in campo per fornire un servizio di eccellenza e di qualità ai cittadini.

Nel 2019 Adaptation ha vinto il premio Aica, Associazione italiana comunicazione ambientale. Oggi il team è composto da sette professionisti, tra giornalisti, videomakers e sviluppatori web e si avvale della collaborazione tecnica e creativa dell’agenzia The Trip di Roma. Altre puntate in corso di pubblicazione: Trentino Alto Adige e Calabria. (lo.mi.)

Nella foto: una immagine dei bacini di Bubano, tratta dal webdoc Adaptation

Anche i bacini di Bubano protagonisti di Adaptation, webdoc sui cambiamenti climatici
Cronaca 2 Ottobre 2020

A Castello e Medicina continui guasti alla rete idrica, i disagi dei cittadini e la replica di Hera

Paese che vai, perdita d’acqua che trovi. A Castel San Pietro e Medicina nelle ultime settimane non sono certo mancati i disagi, più volte segnalati dai cittadini, dovuti all’assenza d’acqua dai rubinetti e relativi cantieri in strada del gestore della rete idrica (Hera) per riparare le condotte.

A Castello, ad esempio, negli ultimi giorni gli operai sono intervenuti più volte in via Caduti di Cefalonia, con corollario di rappezzi di asfalto. A Medicina, invece, un grosso guasto nel capoluogo, in via Battisti angolo via Resistenza, ha lasciato per diverse ore tante famiglie senz’acqua o quasi in attesa del ripristino.

Il gestore della rete idrica nei due comuni è Hera. L’abbiamo interpellato per capire le motivazioni di queste continue rotture. «La situazione nei due comuni rientra nella norma – dicono dalla multiutility -. Nel periodo estivo si osserva fisiologicamente un incremento di guasti nelle reti idriche. La causa principale delle rotture non è correlata alla vetustà, come a volte si è portati a pensare, quanto invece a indici di siccità del terreno, a variazioni di portata/pressione dovute all’aumento della domanda da parte dei clienti e alle caratteristiche del materiale delle condotte».

Ulteriori informazioni e l”elenco degli interventi in programma e in corso sulla rete idrica su «sabato sera» del 1° ottobre

Nella foto (d”archivio): intervento dei tecnici Hera su una condotta d”acqua

A Castello e Medicina continui guasti alla rete idrica, i disagi dei cittadini e la replica di Hera
Cronaca 22 Settembre 2020

Grosso guasto alla rete idrica di Medicina, tecnici di Hera al lavoro in via Battisti

Guasto alle rete idrica di Medicina che ha lasciato diverse famiglie senz”acqua. La segnalazione, fanno sapere da Hera, «è arrivata questa notte. I reperibili del pronto interventosi sono recati sul posto e hanno iniziato tutte le verifiche per individuare il punto preciso della rottura e poter procedere così il più celermente possibile alla sua riparazione. Il punto di rottura è stato individuato in via Battisti, angolo via Resistenza, e stiamo già procedendo alla riparazione che, salvo inconvenienti, terminerà entro la giornata di oggi».

Molti medicinesi si sono lamentati dell”assenza di acqua dai rubinetti. «Grazie all”interconnessione delle reti, l”alimentazione alle utenze è comunque garantita da altre condotte. Ci può essere però un problema di bassa pressione che, a macchia di leopardo, e soprattutto in caso di piani alti ma non solo, potrebbe dare origine a un servizio limitato o assente». (gi.gi.)

Foto d’archivio

Grosso guasto alla rete idrica di Medicina, tecnici di Hera al lavoro in via Battisti
Cronaca 17 Settembre 2020

Acqua del rubinetto «dura» a Osteria Grande, i residenti si lamentano

A Osteria Grande la qualità dell’acqua non è delle migliori e a lamentarsene non sono in pochi. «Bianca, schiumosa, calcarea, dura e in certi casi non bevibile» così la descrivono i cittadini di Osteria Grande, Varignana, Palesio e zone limitrofe. L’acqua è quella distribuita dalla rete di Ozzano Emilia, cui le frazioni castellane sono collegate dal 2017, mentre prima la zona era fornita dall’impianto di superficie dei bacini di Bubano. Un cambiamento reso necessario dallo sviluppo delle frazioni, tanto abitativo quanto commerciale e terziario.

Trattandosi di acqua di falda, quella ozzanese è più dura, pur nei limiti di legge. Come spiega l’assessore all’Ambiente e vicesindaco Andrea Bondi che ha ereditato il problema dalla precedente Amministrazione, «si tratta di una durezza di 44 gradi francesi contro la precedente di 22, mentre il limite di legge è di 50 – spiega Bondi -. Da anni ci occupiamo della questione in contatto con il gestore delle rete, ossia Hera, e abbiamo chiesto un nuovo confronto e nuove analisi a inizio settembre. Purtroppo la soluzione del problema non dipende da altri se non da Hera, che deve decidere se e come operare per rendere migliore l’acqua che serve le nostre frazioni, secondo l’intenzione e costi alla mano».

Dal suo canto Hera fa sapere che «tutte le analisi svolte confermano l’assoluta pota- bilità dell’acqua» in quanto «tutti i parametri rientrano infatti nei limiti previsti dal- la normativa vigente. Siamo in contatto con il Comune e sempre a disposizione per confrontarci e fornire ogni informazione e approfondimento richiesti sulla qualità dell’acqua». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 17 settembre.

Acqua del rubinetto «dura» a Osteria Grande, i residenti si lamentano
Cronaca 10 Giugno 2020

Siccità, nella Romagna occidentale già distribuiti oltre 21 milioni di metri cubi di acqua irrigua

La primavera 2020 è da considerarsi la più secca degli ultimi 70 anni, con un calo del 60% delle piogge che si va ad aggiungere al calo delle precipitazioni invernali che aveva già fatto registrare un -30%.
Parola del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, intervenuto nell’attività di fornitura di acqua per l’irrigazione già dal mese di febbraio (di norma la stagione irrigua “regolare” inizia a metà marzo e si conclude a fine ottobre).

«In dettaglio, per quanto riguarda la porzione di pianura della Romagna occidentale, sono già stati distribuiti circa 21 milioni di mc di acqua, il triplo rispetto al volume prelevato nel medesimo periodo dello scorso anno – spiega il Consorzio –. Di questi 21 milioni, oltre 4 milioni di mc sono stati immessi nelle reti interrate in pressione dalle centrali irrigue, un quantitativo quattro volte superiore rispetto al volume immesso in rete nel medesimo periodo dello scorso anno. I rimanenti 17 milioni sono stati distribuiti attraverso i canali».
Inoltre, «per quanto riguarda la collina, si segnala che gli invasi sono tutti attualmente pieni e in esercizio già dai primi giorni del mese di marzo – aggiunge l’ente –. Se l’andamento stagionale proseguirà con queste scarse precipitazioni, da gennaio a maggio solamente 70 mm di pioggia, nei mesi di luglio e agosto potrebbero subentrare dei problemi, quando le portate dei corsi d”acqua torrentizi si ridurrà al minino, per poi probabilmente azzerarsi a causa della carenza di piogge del periodo primaverile».

«Nonostante le piogge di questi ultimi giorni i problemi legati alla siccità in agricoltura permangono – commenta Alberto Asioli, presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale – . In questo contesto, il ruolo del Consorzio è sicuramente strategico per tutto il comparto agroalimentare del nostro territorio, perché stiamo sostenendo nel migliore dei modi le esigenze idriche delle aziende agricole, che diversamente rischierebbero di perdere le proprie produzioni rimaste, in alcuni casi anche già falcidiate da altre calamità naturali». (r.cr.)

Nella fotografia, la centrale irrigua San Silvestro

Siccità, nella Romagna occidentale già distribuiti oltre 21 milioni di metri cubi di acqua irrigua
Cronaca 12 Febbraio 2020

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute

Si chiude domani, giovedì 13 febbraio 2020 la rassegna CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, promossa dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega. L’ultimo incontro, che avrà luogo alle ore 18.30 alla sala delle Stagioni di Imola (via Emilia25) è dedicato al tema Acquasana, vita sana e sarà curato dalla dottoressa Federica Gnudi, ricercatrice dell’Istituto Ramazzini. «L’acqua è una risorsa limitata, fonte di vita e alla base di ogni attività antropica, dal bere al lavarsi, indispensabile per coltivare la terra e per produrre gran parte del cibo necessario al sostentamento – sottolineala dottoressa Gnudi presentando l’appuntamento -. Nonostante l’acqua sia una risorsa così preziosa, la sua presenza e disponibilità viene spesso data per scontata. Ogni anno inquinamento, crescita della popolazione mondiale e cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio disponibilità e qualità dell’acqua».

La ricercatrice fornisce qualche dato: «Mentre miliardi di persone nel mondo stanno continuando a soffrire a causa dello scarso accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari, ogni giorno il mondo occidentale ne consuma oltre 4 mila litri. In particolare, l’Italia si posiziona al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per consumo pro-capite di acqua e per consumo di acqua in bottiglia, con un forte impatto sia dal punto di vista ambientale che economico». Quindi, osserva la dottoressa Gnudi, «migliorare le politiche di gestione dell’acqua è divenuto un imperativo globale. Solo attraverso la conoscenza e la sorveglianza dell’intera catena di approvvigionamento dei diversi prodotti è possibile impostare delle buone politiche di gestione dell’acqua, non solo quindi come consumatori diretti di questo bene, ma anche come consumatori indiretti. La“gestione sostenibile” delle risorse idriche non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può (e si deve) vincere anche attraverso un impegno comune da parte dei cittadini che, con le loro scelte – conclude- possono fare davvero la differenza». (r.cr.)

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute
Cronaca 25 Luglio 2019

Tubi della rete idrica rotti durante degli scavi, chiuso per ore il sottopasso di via I Maggio, famiglie senz'acqua – IMMAGINI E VIDEO

Un vero e proprio torrente d”acqua oggi, nel primo pomeriggio, ha inondato il sottopasso ferroviario di via Vittorio Veneto-via I Maggio, scendendo come una cascata dalla scaletta pedonale di via Bucci. Il sottopasso, uno dei punti nevralgici della viabilità cittadina, è stato chiuso per ore. A provocare l”allagamento è stata la rottura, intorno alle 12.15, di due tubature durante i lavori condotti da una ditta, impegnata nella posa della fibre ottiche nella zona di via Bucci.

Secondo quanto comunicato dal Gruppo Hera, che gestisce gli impianti idrici della città, il primo dei tubi danneggiati è un tratto di una importante condotta della rete imolese. La rottura ha causato immediatamente una notevole fuoriuscita d”acqua che ha provocato l”allagamento del sottopasso, mentre il secondo tubo, relativo all”acquedotto industriale, è quello che alimenta lo stabilimento della Cooperativa Ceramica d”Imola, che ha la sede principale dall”altro lato di via Vittorio Veneto.

Ricevuta la segnalazione, le squadre di pronto intervento di Hera sono intervenute immediatamente per bloccare la fuoriuscita dell”acqua. Nel frattempo strada e sottopasso sono  stati chiusi (sul posto anche la polizia municipale per regolare il traffico e disporre la chiusura). Sul posto sono inoltre intervenuti i Vigili del fuoco di Imola, che hanno messo in sicurezza la strada e provveduto a far fronte al danno.

Per poter procedere con la riparazione Hea ha dovuto interrompere l’erogazione dell’acqua a circa 30 utenze di privati cittadini della zona. Per mitigare l’interruzione del servizio sono stati distribuiti dei contenitori con acqua potabile tra viale Andrea Costa e via Senarina.

La fuoriuscita dell”acqua è stata fermata e il sottopasso riaperto ma non sarà facile riparare del tutto il danno. Da Hera hanno fatto sapere che il servizio idrico è stato ripristinato a tutte le utenze di via Vittorio Veneto, ma il lavoro di riparazione definitiva continuerà anche nella giornata di domani.

La multiutility ricorda anche che il numero di pronto intervento da chiamare per le reti idriche è 800713900 è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. Tutti possono segnalare guasti e rotture. (m.t. d.b.)

Foto di Isolapress

IL VIDEO DEI VIGILI DEL FUOCO

Tubi della rete idrica rotti durante degli scavi, chiuso per ore il sottopasso di via I Maggio, famiglie senz'acqua – IMMAGINI E VIDEO
Cronaca 1 Aprile 2019

Acqua pubblica, Stefano Manara risponde alla sindaca: «Le reti idriche sono di ConAmi, non di Hera»

Venerdì della settimana scorsa la sindaca Manuela Sangiorgi ha preso parte al convegno “Acqua pubblica, una sfida globale”. E’ già la seconda volta che la prima cittadina di Imola viene invitata in Parlamento sull’importante tema dei servizi pubblici. Il che rende onore a Imola e al territorio circondariale, culla di esperienze gestionali tanto efficaci e qualificanti da essere oggetto di studio e prese a riferimento da altre realtà.

Ma l’approccio al tema acqua pubblica della sindaca 5Stelle, anticipato tramite un comunicato stampa, ha suscitato perplessità in coloro che hanno cognizione di causa della materia, come l’ex presidente del Consorzio Ami, Stefano Manara. «Sarebbe stata un’occasione straordinaria per presentare il modello gestionale del nostro territorio come una eccellenza a livello europeo – commenta l’ex presidente -, ma presumo dalle affermazioni contenute nel comunicato che invece si sia presentato un territorio che non è il nostro e una situazione che non ci appartiene».

L’Amministrazione di Imola afferma nel comunicato che gli investimenti sul ciclo idrico «li pagano i cittadini», mentre «la proprietà degli investimenti resta in capo alla società di gestione che nel Comune di Imola è Hera Spa». Manara, essendo stato presidente del Consorzio Ami ed essendo consigliere Hera, lei sa bene come stanno le cose. Nel nostro territorio chi è che fa gli investimenti sulle reti idriche e chi ne è proprietario?
«Per cinque anni in Consiglio comunale ho spiegato con il massimo rispetto di tutte le posizioni e con sincero spirito informativo che a Imola le reti idriche, e non solo, non sono del gestore ma del Consorzio Ami, che gli investimenti strategici li fa il ConAmi, che le reti sono pubbliche, che il patrimonio idrico del Consorzio è al 100 per cento dei cittadini e vale circa 200 milioni di euro. Dai banchi dell’opposizione si può anche fare finta di non capire, ma quando sei il principale azionista del ConAmi, e pretendi di definirne gli organi e la strategia, non si può più ignorare la realtà e francamente dubito persino che ci sia il dolo».

Insomma, è il ConAmi, consorzio di 23 Comuni, che fa gli investimenti, mantenendo la proprietà di reti e impianti e demandandone la gestione a Hera, società a maggioranza pubblica di cui il ConAmi, peraltro, è tra i maggiori azionisti…
«Aggiungo che la relazione con il gestore Hera ha portato questo territorio ad avere una qualità dell’acqua elevatissima, un sistema di monitoraggio sicuro, una gestione delle perdite ai minimi tecnici, un livello di depurazione pressoché totale. Sono state predisposte infrastrutture che ci potranno garantire di far fronte alle gravi carenze idriche che il futuro ci fa prevedere e che metterebbero a rischio la maggior parte dei territori italiani». (r.cr.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto l”ex presidente di ConAmi Stefano Manara

Acqua pubblica, Stefano Manara risponde alla sindaca: «Le reti idriche sono di ConAmi, non di Hera»

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