Posts by tag: bar

Cronaca 23 Ottobre 2020

Bocciofila di Imola, nuovo consiglio poi si potrà riaprire il bar

Le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo della Bocciofila si svolgeranno sabato 24 e domenica 25 ottobre. I soci saranno chiamati alle urne dalle 14 alle 20 del sabato e dalle 9 alle 17 della domenica. In corsa ci sono dieci candidati: in ordine alfabetico, Emneri Agnelli, Denni Betti, Fabio Ferretti, Elmo Lanzoni, Andrea Marcorello, Lelia Mariani, Renato Mirri, Gaia Monduzzi, Otello Osioschi e Riccardo Terenzi.

I sette candidati che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze saranno quelli che andranno a comporre il nuovo consiglio direttivo dell’associazione sportiva per i prossimi tre anni. Sarà poi il consiglio direttivo ad eleggere, a maggioranza, il nuovo presidente della Bocciofila che succederà a Otello Raffini e il nuovo vicepresidente.  E’ facile immaginare che uno fra i primissimi argomenti di discussione del nuovo consiglio direttivo sarà la riapertura del bar, chiuso dal 2 ottobre, con l’obiettivo di restituirlo ai soci e alla città il prima possibile. (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 22 ottobre.

Nella foto: la Bocciofila di Imola

Bocciofila di Imola, nuovo consiglio poi si potrà riaprire il bar
Cronaca 29 Settembre 2020

Chiude il bar della Bocciofila di Imola, mai successo in settant’anni di storia

La sera di giovedì 1 ottobre, le luci del bar della Bocciofila si spegneranno dopo settant’anni. Una tappa decisamente triste nella storia dell’associazione sportiva cittadina. È un fulmine a ciel sereno che ha suscitato grande stupore, tristezza e disappunto in non pochi imolesi. 

Da chi aveva eletto il centro sociale di viale Saffi a luogo di ritrovo con i propri amici (o anche solo a occasione per mettere il naso fuori da casa, ancora di più dopo i mesi di quarantena), agli appassionati di calcio che si riunivano per guardare e commentare in compagnia le partite di calcio in televisione, fino alle squadre e ai fan del biliardo, sono in molti a interrogarsi su quale sarà il futuro del bar e delle attività che ospitava. (lu.ba.)

Per saperne di più sfogliate «sabato sera» in edicola da giovedì 1 ottobre.

Nella foto (Isolapress): il bar della Bocciofila

Chiude il bar della Bocciofila di Imola, mai successo in settant’anni di storia
Cronaca 6 Giugno 2020

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»

L’estate che bussa alla porta, le belle serate che profumano dei fiori di tiglio, la voglia di stare fuori di casa. Gli ingredienti per l’aperitivo al locale all’aperto preferito ci sono tutti, il guaio è che questa estate la dovremo trascorrere accompagnati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. «Il locale è pieno, l’umore è alto, ma con grande consapevolezza di quello che abbiamo attraversato», ci racconta Gaetano Sarti, socio del Bar della piscina di Medicina, luogo di ritrovo per eccellenza dei giovani della città. Dopo la paura, la «zona rossa», le redazioni televisive in città, c’era tanta voglia di normalità, ma con un’attenzione in più rispetto alla sicurezza.

Anche Elio Morara, dell’Elio’s Cafè di Imola è soddisfatto della ripartenza anche se «non ci addentriamo ancora nella notte». Infatti uno dei locali per aperitivo e post aperitivo più frequentati di Imola chiude le serrande alle ore 21. «Per ora è così – afferma Morara – ma presto cercheremo di tornare alla normalità, anche perché la clientela si comporta molto bene». Al Caffè della rocca, altro baluardo imolese dell’aperitivo, si sono attrezzati con un punto «take away alla finestra». Si può poi consumare il proprio drink sul prato dotati di coperte (sanificate) per un originale aperitivo picnic. Elia Cappelletti, titolare dell’Elia Cafè di Castel San Pietro, fa eco ai colleghi. «Non mi lamento assolutamente – ci spiega – i clienti sono molto rispettosi delle regole. Inoltre, abbiamo ampliato lo spazio del dehor esterno, grazie alla conces- sione di utilizzo di due stalli per il parcheggio da parte del Comune».
Il Comune di Castel San Pietro si è attivato anche per il Bar Basket, gestito dalle sorelle Serena e Francesca Troti, chiudendo la via adiacente al bar, così che è stato possibile «creare un salotto cittadino con tavolini e ombrelloni. Abbiamo poi potuto aumentare lo spazio a nostra disposizione sotto al portico e attaccato simpati- che mensoline per chi vuole gustare l’aperitivo in piedi». (m.o.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): la movida imolese durante la «fase 2»

Coronavirus, soddisfatti i gestori di bar a Imola, Castello e Medicina: «Clienti rispettosi delle regole»
Cronaca 6 Giugno 2020

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»

Divieto di assembramento, non solo all’interno ma anche all’esterno dei locali pubblici. Questo prevede il protocollo regionale che regolamenta la «fase 2» di bar e pub, dove di solito si concentra la cosiddetta movida. Norme che, come sottolinea la direttrice di Cna Imola Ornella Bova, hanno suscitato perplessità e preoccupazioni tra i gestori, tenuti ad esercitare un controllo anche all’esterno dei propri locali.

Proprio su questo aspetto le forze dell’ordine hanno fatto il punto, dando anche alcuni consigli. «Chi gestisce un locale oggi è responsabile anche di quello che gli succede attorno – sottolinea il primo dirigente del Commissariato di Imola, Michele Pascarella -. È possibile arrivare anche alla chiusura di un locale che non riesce a gestire l’assembramento all’esterno. In questo momento pub e bar, che vivono di movida, devono attuare i protocolli con una certa rigidità. Abbiamo avuto anche segnalazioni da parte degli stessi gestori e questo è importante perché segnalare significa mettersi nella condizione di dire “Non ho l’autorità per farlo, venite e fatelo voi”. Questo mette al riparo il gestore da eventuali responsabilità».

Andrea Oxilia, comandante della Compagnia dei carabinieri di Imola, cita un esempio preciso. «A Imola, il gestore di un noto locale del centro (Elio’s Café, Ndr), rendendosi conto della frequentazione forse troppo numerosa della sua clientela, ha deciso, in autonomia e con un senso di estrema responsabilità, di chiudere alle 21. Questa scelta, che pure andava contro i suoi stessi interessi, è stata molto apprezzata dalle forze dell’ordine e direi anche dagli stessi clienti, checché se ne dica. Ha telefonato al 112, informandoci di ciò che stava facendo. La pattuglia è comunque intervenuta non per un controllo, ma per dare sostegno. Un contributo che dovrebbe diventare un sentiero comune, in questa situazione nuova per tutti». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto (Isolapress): carabinieri intervenuti al caffè Elio’s di Imola, che per evitare assembramenti ha deciso in autonomia di chiudere alle 21

Movida, i consigli di polizia e carabinieri ai gestori dei bar: «Se la situazione degenera, siate voi i primi a chiamarci»
Cronaca 1 Giugno 2020

Coronavirus, l’invito del Comune di Imola per un aperitivo intelligente e responsabile

Con la riapertura a tempo pieno dei bar, nei giorni scorsi sono tornati «di moda» anche gli aperitivi, abitudine conviviale purtroppo quasi dimenticata durante le settimane di lockdown. Per questo motivo il Comune di Imola ha invitato la cittadinanza ad un aperitivo intelligente e responsabile.

L’appello, rivolto in particolare ai più giovani, ha come obiettivo quello di incentivare il pieno rispetto delle misure previste nella Fase 2 dell’emergenza per contrastare la diffusione del Coronavirus. Quindi ok alla movida, ma rispetto della distanza, utilizzo dei dispositivi ed il divieto agli assembramenti. In quest’ottica, inoltre, il Comune ha dato mandato alla polizia locale di continuare l’attenta attività di vigilanza. Nel frattempo in Emilia-Romagna è stato presentato un documento condiviso da Anci, Upi e Regione: un vademecum per i Comuni, deciso insieme dopo l’incontro nei giorni scorsi fra il presidente della Regione, sindaci dei Comuni capoluogo e presidenti delle Province, nei quali è evidenziato il rispetto dei protocolli regionali, il personale a cui ricorrere per comunicazione, informazione, presidio e vigilanza, le ordinanze dei sindaci per ulteriori misure di contenimento (limitazione orari, delimitazione aree, estensione obbligo mascherine, agevolazioni occupazioni spazi prossimi all’esercizio) con l’unico obiettivo di somministrare e far consumare sul posto senza assembramenti bevande e alimenti.

Sull’argomento ne parliamo anche nel prossimo numero di «sabato sera», in edicola dal 4 giugno, nel quale abbiamo contattato alcuni gestori dei bar di Imola e del circondario per capire meglio com’è la situazione. (da.be.)

Foto Isolapress

Coronavirus, l’invito del Comune di Imola per un aperitivo intelligente e responsabile
Cronaca 14 Maggio 2020

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi

Il 18 maggio si avvicina e con esso anche la riapertura in Emilia-Romagna di molti esercizi pubblici ed attività commerciali. Per questo la Regione ha già diramato alcune linee guida (che troverete facilmente in questo articolo cliccando sui vari link) insieme a associazioni di categoria, sindacati e rappresentanti degli enti locali, per far sì che tutto ciò avvenga in completa sicurezza.

Per quanto riguarda ristoranti, bar, pizzerie e altri esercizi di alimenti e bevande (clicca qui per saperne di più) no all’assembramento dei clienti all’ingresso dei locali, promuovendo l’utilizzo di sistemi di prenotazione telefonica e digitale. Installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, anche in lingua inglese. Distribuzione dei tavoli in modo da garantire la distanza di almeno un metro tra le persone sedute, fatte salve le eccezioni alle regole sui distanziamenti previste dalle norme vigenti (stesso nucleo familiare, ecc.), dando la preferenza, se possibile, alla sistemazione all’aperto (dehors). E stop ai buffet a self-service. Il personale dovrà esser dotato di specifici dispositivi di protezione individuale, mascherine in primis. È poi necessaria una costante igiene delle mani mediante appositi prodotti, mentre mascherine, guanti monouso e disinfettanti per superfici dovrebbero essere messi a disposizione, anche a pagamento, agli ospiti che ne facciano richiesta. Nei ristoranti assolutamente sconsigliato l’uso di appendiabiti in comune. L’accesso ai servizi igienici dovrà avvenire evitando assembramenti e per saldare il conto è preferibile usare sistemi di pagamento digitali (carte di credito, bancomat, ecc.). In ogni caso davanti alla cassa potranno essere collocate barriere di protezione in plexiglass. Nei bar tassativamente escluso il fai-da-te, i prodotti in vendita dovranno essere serviti dal personale, possibilmente con servizio ai tavoli che vanno puliti e disinfettati ad ogni cambio di cliente.

Per quanto riguarda, invece, i negozi al dettaglio, mercati e i centri commerciali (tutte le informazioni qui) si è pensato ad un numero di clienti limitato in base alle dimensioni del negozio per garantire la distanza di almeno un metro; percorsi differenziati di entrata e uscita dai locali; ingressi scaglionati per evitare assembramenti garantiti eventualmente anche dall’estensione dell’orario di apertura; ampia disponibilità di dispenser per disinfettare le mani soprattutto vicino a tastiere, touch screen e casse; obbligo di guanti e mascherine per addetti e clienti, ove non sia possibile mantenere il distanziamento interpersonale; pulizia e igienizzazione quotidiana degli ambienti e dei banchi di vendita; organizzazione degli spazi in negozi, centri commerciali e aree all’aperto per assicurare  il distanziamento tra le persone. E per la vendita di vestiti e calzature, per toccare gli articoli sono obbligatori i guanti “usa e getta” per i clienti. 

Infine, per gli alberghi e le strutture ricettive (per scoprire di più), a partire dall’arrivo, gli ospiti dovranno trovare depliants informativi o cartelloni con le indicazioni in italiano e in inglese. Il distanziamento interpersonale di almeno un metro va sempre garantito in tutte le fasi, dal check-in al check-out prevedendo anche modalità di prenotazione e pagamento online l’invio telematico delle informazioni necessarie per la registrazione prima dell’arrivo. Il tutto sempre per evitare code e assembramenti di ogni tipo. Distanziamento che vale, ovviamente, anche per il personale della reception e per tutti i lavoratori della struttura. La capienza degli ascensori negli alberghi deve essere tale da consentire il rispetto della distanza interpersonale che può essere derogata in caso di persone che facciano parte dello stesso nucleo familiare o che condividano la camera.  Vietati happy hours, degustazioni, buffet e le consumazioni vanno fatte ai tavoli con menu preferibilmente digitali e su dispositivo del cliente o, in caso di menu cartacei, disinfettati dopo ogni uso. Vietati anche gli intrattenimenti danzanti e gli eventi musicali di qualsiasi genere, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale. (da.be.)

 

 

Coronavirus, le linee guida della Regione per l’apertura di alberghi, bar, ristoranti e negozi
Cronaca 12 Maggio 2020

A Imola esenzione dalla Cosap (suolo pubblico) per bar, ristoranti e mercati ambulanti

Comune di Imola in campo per sostenere la ripresa delle attività economiche. In attesa dei provvedimenti nazionali che definiranno le modalità di riapertura, il Commissario straordinario Nicola Izzo delibera nuove agevolazioni in fatto di occupazione suolo pubblico, con l’obiettivo di favorire le attività del commercio e della ristorazione.

Per quanto riguarda i mercati ambulanti, l’atto stabilisce, «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico (Cosap) per il periodo di sospensione dei mercati derivante dalle disposizioni di contenimento del contagio da Covid 19 e il periodo di sospensione non è da conteggiare come assenza delle singole imprese concessionarie».

Per bar e ristoranti, «l’esenzione prevista per le attività di somministrazione alimenti e bevande per superfici fino a 30 mq e di durata inferiore a 180 giorni situate in centro storico è estesa a tutte le attività (di somministrazione) del territorio comunale – aggiunge il documento – ed è, inoltre, prevista la possibilità di ampliamento ulteriore pari al 50 % della superficie in esenzione predetta, per attuare il distanziamento sociale prescritto dalle normative nazionali, fino al 31 ottobre 2020 e comunque fino a quando sarà cogente l’obbligo del distanziamento sociale».Inoltre, la delibera stabilisce che «non è dovuto il canone di occupazione suolo pubblico per l’installazione di sistemi di gestione della fila e fornitura alla clientela di dispositivi per la prevenzione del contagio (es. gel mani e guanti monouso) fino al 31 ottobre 2020 – si legge ancora – e comunque fino a quando saranno necessarie misure di prevenzione del contagio». (r.cr.)

A Imola esenzione dalla Cosap (suolo pubblico) per bar, ristoranti e mercati ambulanti
Cronaca 17 Maggio 2018

A Imola Area Blu cerca un gestore per il bar delle Acque minerali. Domande da presentare entro giovedì 24 maggio

C’è decisamente poco tempo per presentare la propria offerta per accaparrarsi la gestione del bar all’interno del parco delle Acque minerali. I documenti, infatti, sono stati pubblicati nella sezione «Trasparenza» del sito di Area Blu venerdì 11 maggio e la scadenza è fissata alle ore 12 del 24 maggio (per informazioni è possibile contattare il geometra Romano Andalò, tel. 0542/689722).

La concessione prevede un canone a base d’asta di 8 mila euro per il periodo compreso tra il 5 giugno e il 31 ottobre 2018. Rispetto al bando del 2017 il canone chiesto è decisamente inferiore (8 mila contro 41 mila). Tra l’altro, l’anno scorso il gestore aveva offerto un rialzo cospicuo, portandolo a 52 mila euro. Poi, però, aveva lasciato il locale in anticipo versando soltanto 7 mila euro e costringendo Area Blu ad avviare un contenzioso. «Vista l’importanza che il parco riveste per la città di Imola e per i suoi cittadini, l’obiettivo è quello di garantire la fruibilità di tali aree e del servizio di somministrazione di alimenti e bevande per tutta la stagione estiva 2018» dicono da Area Blu.

Anche per questo al gestore viene chiesto che almeno il bar a servizio dei fruitori del parco resti aperto «tutti i sabati e le domeniche pomeriggio a partire da dieci giorni dalla sottoscrizione del presente atto fino al 1 ottobre». Nel bando non si fa riferimento esplicito all’attività della discoteca. Tuttavia, la concessione dell’immobile è sia per l’esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande, sia per altre «attività di intrattenimento». Tra l’altro, nell’elenco delle attrezzature che verranno concesse in uso al nuovo gestore ci sono anche casse, mixer, amplificatori e luci stroboscopiche, tutti impianti pensati per le serate danzanti, anche se, si legge nel bando, «il concessionario dovrà ottemperare alle normative in materia acustica presenti nel parco Acque minerali, dotandosi di attrezzature ed impianti per la diffusione sonora idonei allo scopo». In effetti, nel regolamento comunale per le attività rumorose la discoteca delle Acque è stata «declassata» ad esercizio pubblico, ma può avere 50 giornate di deroga con un massimo di 4 eventi a settimana.

gi.gi.

Nella foto: il bar all”interno del parco delle Acque minerali

A Imola Area Blu cerca un gestore per il bar delle Acque minerali. Domande da presentare entro giovedì 24 maggio

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast