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Cronaca 17 Settembre 2019

Assessore Longhi in campo per la promozione dell'uso dei pannolini lavabili

Assessorato all’Ambiente del Comune di Imola in campo per prevenire la produzione dei rifiuti a partire dai più piccoli con il progetto Piccole azioni per grandi EcoMamme! per la sensibilizzazione all’utilizzo dei pannolini lavabili.
«I pannolini per bambini sono uno degli scarti “usa e getta” più diffusi e dannosi – spiega l’assessore Andrea Longhi –. Ogni mese ne usiamo delle centinaia per i nostri bambini perché crediamo che non esista un’alternativa. Un errore in buona fede, perché non si parla abbastanza di un’altra via percorribile per inquinare di meno, ovvero i pannolini lavabili».
Pannolini di ultima generazione che «salvaguardano il bambino, evitano centinaia di rifiuti e hanno un costo inferiore a quelli usa e getta – aggiunge l’assessore –. Basti pensare che i pannolini classici hanno un costo di quasi 1.800 euro per una famiglia, quelli lavabili costano un terzo».
Ma come funzionano i pannolini lavabili? «Il principio è semplice: una volta estratto il foglio di cellulosa assorbente a contatto con il bambino, possono essere messi in lavatrice e riutilizzati – entra nei particolari Longhi –. Lo scarto diventa quindi minimo, con prestazioni ottime sia dal punto di vista dell”assorbimento che della sicurezza e salvaguardia della salute del bambino».

«Chi chiede agli altri di assumersi delle responsabilità debba anche essere il primo a dare l’esempio – incalza Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario –. E nel caso delle istituzioni significa mettere in campo qualsiasi aiuto possibile per sostenere i propri cittadini che desiderano aderire e portare avanti pratiche virtuose».
In questa ottica, «perché non cominciare dall’introduzione dei pannolini lavabili negli asili nido comunali? – domanda la Brienza all’assessore alla Scuola Claudia Resta –. O, se questo non fosse possibile per questioni di igiene, dalla sperimentazione di percorsi di informazione e formazione (sul lavaggio e il riutilizzo) per le famiglie dei bambini che li frequentano?».
O ancora, «perché non prevedere un Bonus famiglie per l’acquisto dei kit (fra i 60 e i 130 euro per sei pannolini, a seconda delle taglie)? – chiede la Brienza all’assessore con delega alla Famiglia Claudio Frati. (r.cr.)

La locandina della campagna dell’assessorato all’Ambiente

Assessore Longhi in campo per la promozione dell'uso dei pannolini lavabili
Cronaca 24 Agosto 2019

Caso Ortignola: Deai, Uisp Faenza-Imola e Sport Up pronte a fare causa

Deai, Uisp Faenza-Imola e Sport Up contro Ortignola srl e Cims.
La società che ha stipulato un contratto per la gestione del complesso sportivo “Enrico Gualandi” di via Ortignola fino al 2045 e le due società che si occupano dell’organizzazione delle attività didattiche e sportive all’interno dell’impianto «hanno incaricato i propri avvocati di attivarsi per la tutela dei loro interessi», a seguito delle polemiche sollevate dalla notizia del posticipo del pagamento dei compensi di novembre 2018 e della riduzione del 20% dei compensi fra gennaio e agosto di quest’anno per numerosi collaboratori sportivi.
L’annuncio arriva dalle pagine di Trecentosessanta gradi, il nuovo periodico di informazione de comitato territoriale di Faenza e Imola della Uisp, pubblicato oggi online.

Al di là delle polemiche fra dicembre e febbraio scorsi, la vicenda ha radici nel passato: «L’impianto ci è stato consegnato con sei mesi di ritardo – ripercorre Paola Lanzon, direttrice di Uisp e presidente di Deai e Sport Up –. Ci siamo trovati costretti a cominciare le attività a gennaio 2015. Tradotto, anche per chi non conosce le caratteristiche dell’attività sportiva (che si svolge fra settembre e maggio), l’intero primo anno di attività è andato perduto».
Inoltre, nel corso del tempo le tre società hanno sollevato «una serie di contestazioni relative all’impianto – aggiunge –, già segnalate formalmente sia alla proprietà (nelle figure dell’Amministrazione comunale precedente, della Commissaria prefettizia e dell’Amministrazione comunale attuale), sia al concessionario (la società Ortignola), sia al costruttore (Cism)».
Un esempio su tutti? Gli spogliatoi per il calcio, perfettamente funzionanti e da pagare nonostante il campo da gioco ancora non ci sia.

«Per Deai, Sport Up e Uisp Faenza-Imola gli unici responsabili di questa situazione sono ben evidenti», concludono le tre società, pronte per dare battaglia. (r.cr.)

Caso Ortignola: Deai, Uisp Faenza-Imola e Sport Up pronte a fare causa
Cronaca 2 Agosto 2019

Cà Vaina chiusa più di un mese a fine anno, c'è attesa per il nuovo bando d’appalto del Comune

«La musica è finita, gli amici se ne vanno» cantava Ornella Vanoni. Ma la musica è davvero finita a Ca’ Vaina? Il dubbio è sorto a molti quando il Comune di Imola, proprietario dell’immobile in via Saffi 50/b, attualmente gestito dalla cooperativa sociale imolese Seacoop, ha annunciato nei giorni scorsi una prima chiusura dal 12 al 25 agosto, per il riposo estivo, ed una seconda, dal 18 novembre al 31 dicembre, per lavori di manutenzione ordinaria. Da qui il timore di alcuni di una chiusura definitiva di un luogo simbolo della gioventù imolese (la finalità principale di Ca’ Vaina è di promuovere la loro partecipazione attraverso percorsi culturali, musicali, artistici e di integrazione), dopodiché l’Amministrazione ha precisato che sta lavorando per predisporre la documentazione in merito all’affidamento in appalto del servizio per il prossimo anno.

In quegli spazi Seacoop è attiva dal 1996, quando allora Ca’ Vaina era solo un centro musicale, trasformatosi poi in centro giovanile nel 2012, anno in cui la cooperativa sociale si è aggiudicata il bando per la gestione che è scaduto, in verità, il 31 dicembre scorso. «Dal 1° gennaio di quest’anno al 30 giugno abbiamo beneficiato di una proroga tecnica – spiegano da Seacoop -, mentre da luglio fino al 16 novembre è stata data un’estensione della proroga tecnica stessa». Sulla chiusura prevista tra novembre e dicembre non hanno alcun commento particolare. «E’ una decisione presa dal Comune – proseguono dalla coop. -, la proroga è scaduta, ci rimettiamo a tale provvedimento». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 agosto.

Nella foto: Cà Vaina

Cà Vaina chiusa più di un mese a fine anno, c'è attesa per il nuovo bando d’appalto del Comune

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