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Cronaca 28 Novembre 2019

A Fontanelice e Castel del Rio in arrivo nuovi lampioni a led per illuminare le strade

Sono partiti in questi giorni gli interventi per migliorare l’illuminazione pubblica a Fontanelice e Castel del Rio. Partendo da Fontanelice, l’Aministrazione comunale ha deciso di destinare i contributi facenti parte del decreto legge cosiddetto «Crescita» del 30 aprile 2019 «Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi» al miglioramento della sicurezza ed efficientamento dei lampioni stradali. Si tratta di 42 mila euro che, come previsto dal progetto redatto dagli uffici tecnici comunali in collaborazione con la società di ingegneria I-dea Srl di Imola, prevede di intervenire sugli impianti più carenti del comune, ossia lungo la via Montanara, nella frazione Villa San Giovanni, in via dei Platani e nel parcheggio di via Andrea Costa (zona porta dei due leoni).

Nello specifico, lungo la via Montanara si prevede la sostituzione dei punti luce esistenti con nuovi apparecchi led ad alta efficienza, luce bianca calda, senza emissione di luce verso l’alto e con un sistema di riduzione del flusso luminoso automatico preimpostato durante le ore notturne. In via dei Platani, invece, è previsto il rinnovo completo del sistema di illuminazione con la sostituzione dei pali, che saranno più alti degli attuali per garantire il corretto illuminamento, e l’installazione di nuovi apparecchi illuminanti. Nel parcheggio di via Andrea Costa, infine, sarà realizzato un nuovo punto luce per consentire agli abitanti un miglior utilizzo dell’area,  illuminata. «Il risparmio di energia elettrica per il Comune sarà pari a circa il 72% rispetto ai consumi attuali degli impianti, con un minor esborso economico di circa 8 mila euro all’anno – afferma il sindaco di Fontanelice, Gabriele Meluzzi -. Tutela dell’ambiente e risparmio energetico sono temi attuali con i quali continueremo a confrontarci nei prossimi anni in una logica di cura e manutenzione urbana».

Anche il Comune di Castel del Rio, come detto, si appresta a migliorare l’illuminazione all’interno del territorio comunale. In particolare, l’ente locale utilizzerà 49 mila euro di fondi statali per riqualificare i lampioni lungo viale II Giugno e presso il complesso sportivo «I Giochi». In entrambi i casi, l’intervento di sostituzione dei lampioni dovrebbe essere ultimato all’inizio del 2020. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Fontanelice Gabriele Meluzzi accanto ad uno dei lampioni che saranno sostituiti

A Fontanelice e Castel del Rio in arrivo nuovi lampioni a led per illuminare le strade
Cronaca 22 Novembre 2019

Si intensifica in vista del 25 novembre il programma di iniziative contro la violenza sulle donne

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre, il Circondario imolese ha organizzato una numerosa serie di iniziative, che sono in programma nel periodo che comprende proprio questa data. Alcune iniziative si sono già svolte nei giorni scorsi, mentre quelle ancora in calendario vedono come prima data quella di oggi, venerdì 22 novembre, quando a Dozza, alle ore 20.30, presso la sala Martelli in piazza Libertà 3, avrà luogo l’incontro «Red Box: kit di sopravvivenza per difenderci dalla violenza di genere», al quale parteciperanno il capitano Andrea Oxilia (comandante della Compagnia carabinieri di Imola), una rappresentante dell’associazione PerLeDonne e una rappresentante dell’associazione Trama di Terre.

Aprire la Red Box permetterà di trovare una raccolta di informazioni, consigli utili, numeri telefonici per ricominciare. Sempre oggi venerdì 22, ma al mattino, solo per le classi terze della scuola media Simoni, è in programma a Medicina, alle 10.30, lo spettacolo Malanova, «La violenza e l’omertà», basato sulla storia di Anna Maria Scarfò. Domani, sabato 23, a Castel del Rio, nella sala Magnus di palazzo Alidosi, alle 10.30, si svolgerà il convegno «Riflessioni itineranti per un futuro senza violenza», organizzato dall’associazione PerLeDonne. Domenica 24, a Castel Guelfo, presso la sala Viola della biblioteca comunale in via Gramsci 22, alle ore 17, la giornalista e fotoreporter Stefania Prandi presenterà il suo libro «Oro rosso – Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo». Seguirà la presentazione delle attività delle associazioni Trama di Terre e PerLeDonne.

Ricco programma per lunedì 25 a Castel San Pietro, dove, in mattinata, in piazza XXSettembre sarà allestito un banchetto di sensibilizzazione a cura di PerLeDonne, mentre nel Boschetto DinAmico sarà realizzata una decorazione a tema lungo il percorso pedonale e sulla panchina dedicata alla violenza sulle donne. Nel pomeriggio, alle ore 18.21, presso la biblioteca comunale in via Marconi 29, Anna Pia Fantoni presenterà il suo libro «Io sono la preda», a cura di Buonumore Walking, polisportiva Gito Asde Vespa club; alle 21, al teatro Cassero, «Stasera Donna! Viaggio nell’universo femminile, insieme per fare rete contro la violenza sulle donne», iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni del territorio.

Si passa poi a martedì 26 novembre, quando l’associazione PerLeDonne organizza a Mordano, presso la sala polivalente in via della Repubblica, alle ore 20, l’incontro «Riflessioni e proposte: giornata contro la violenza di genere sulle donne». Ultimo appuntamento di questo ampio programma, presentato in maniera collettiva dai Comuni del Circondario, è quello di Borgo Tossignano, previsto per sabato 30 novembre, alle ore 15,q uando avrà luogo l’inaugurazione del murales Las Mariposas, dedicato alle tre sorelle Mirabal, Patria Minerva e Maria Teresa, vittime negli anni Sessanta della dittatura che opprimeva la Repubblica Dominicana. (r.cr.)

Nella foto scarpe rosse contro la violenza sulle donne (l”immagine è stata tratta dalla pagina facebook di Trama di Terre)

Si intensifica in vista del 25 novembre il programma di iniziative contro la violenza sulle donne
Cronaca 30 Ottobre 2019

Le aperture dei cimiteri e degli uffici a Imola, Medicina e Castel San Pietro per la commemorazione dei defunti

In vista della commemorazione dei defunti, diversi Comuni del nostro territorio hanno dato disposizioni per ampliare l”apertura degli uffici e agevolare i cittadini che intendono recarsi in visita ai cimiteri per la ricorrenza. Per quanto riguarda Imola, i cimiteri sono tutti aperti tutti giorni secondo l”orario invernale che va dalle 7 alle 18.30. in questi giorni inoltre l”Ufficio Cimiteri, che si trova al Piratello (via Emilia Ponente 24), effettua diverse aperture straordinarie rispetto al normale orario per il pubblico (dal lunedì al sabato 8.30-12 e martedì anche 14.30-16.30). In particolare, sarà aperto giovedì 31 ottobre dalle 8.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30, venerdì 1 novembre e sabato 2 con orario continuato dalle 8.30 alle 16.30 e domenica 3 novembre dalle 8.30 alle 12.30.

Per quanto riguarda i servizi di vigilanza, i volontari civici del Comune faranno servizio itinerante di presenza al cimitero del Piratello, coprendo sia la parte vecchia che la nuova, dalle 9 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.30 dell”1, 2 e 3 novembre, mentre venerdì e sabato, dalle 8 alle 17, i volontari della Protezione civile effettueranno il servizio di viabilità per il parcheggio sul retro del Piratello e per i parcheggi dei cimiteri di Sesto Imolese, San Prospero e Linaro. Il Corpo di polizia locale assicurerà invece il presidio fisso per il controllo della viabilità ordinaria al Piratello, affidando alle pattuglie il controllo della viabilità relativa ai cimiteri del forese. Infine, al Piratello sarà inoltre disponibile un servizio di accompagnamento ai piani mediante l”uso dell”ascensore per accedere ai gruppi V (le torri) e U, T e P (lato Montecatone) il 31 ottobre dalle 8.30 alle 12, il giorno dei Santi e il giorno dei morti dalle 8.230 alle 12 e dalle 14 alle 16.30 e domenica 3 novembre dalle 8.30 alle 12. I cimiteri cittadini sono aperti tutti i giorni dalle ore 7 alle 18,30 (orario invernale).

Passando a Medicina, l”ufficio cimiteriale che si trova presso il cimitero del capoluogo, in via della Resistenza, in occasione delle commemorazioni dei defunti effettuerà aperture per tutta la settimana. Sarà dunque a disposizione anche giovedì 31 ottobre, venerdì 1 e sabato 2 novembre dalle 9.15 alle 12.15. I cimiteri di Medicina e di Villa Fontana sono aperti, in base all”orario invernale, dalle 8 alle 17.30.

A Castel San Pietro Terme l”Ufficio Servizi cimiteriali, gestito dalla società pubblica Solaris, alla quale sono affidati i cimiteri comunali, sarà aperto all”interno del cimitero del capoluogo dalle 8.30 alle 12.30 di venerdì 1 e sabato 2 novembre, disponibile a fornire informazioni sui lavori ordinari e straordinari di esumazione ed estumulazione. Per tutti i cimiteri comunali è in vigore da domenica scorsa l”orario invernale, che per il capoluogo è dalle 8 alle 17 e per quelli delle frazioni e del forese (Molino Nuovo, Poggio Grande, Gaiana e Varignana) è dalle 7.30 alle 17. 

Il Comune di Castel San Pietro Terme promuove inoltre, anche quest”anno, il servizio di navetta curato dai volontari dell”associazione Tradisan per consentire anche ad anziani soli e disabili di recarsi al cimitero. I trasporti sono previsti per sabato 2 novembre e sono prenotabili allo 051 6954154 oppure recandosi allo Sportello cittadino/Urp in municipio, portone a sinistra. Il contributo di 5 euro dovrà essere consegnato direttamente all”associazione. (mi.ta.)

Nelle foto scorci dei cimiteri del Piratello (Imola) e di Castel San Pietro Terme

Le aperture dei cimiteri e degli uffici a Imola, Medicina e Castel San Pietro per la commemorazione dei defunti
Cronaca 14 Settembre 2019

Giulia Naldi è l'assessora a Welfare e Scuola della Giunta Tinti a Castel San Pietro

Il sindaco Fausto Tinti ha rafforzato la sua Giunta. Il nuovo ingresso è Giulia Naldi, 29 anni, castellana, laureata in legge. Per lei l”assessoraro a Welfare, Scuola e Pari opportunità. La nomina è stata annunciata nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 12 settembre.

Nel dettaglio dovrà occuparsi delle deleghe a Politiche per il welfare dei cittadini, per la casa, di integrazione e di sostegno alle fragilità e di contrasto all’emarginazione, Rapporti con il coordinamento del volontariato, Politiche educative, Pari opportunità, Legalità e diritti dei cittadini, Consiglio comunale dei Ragazzi.

Quest”ultimo un tema che la giovane neo assessora conosce molto bene dal momento che ha fatto parte della Commissione Giovani del Comune nel precedente mandato amministrativo. Ma Naldi, che attualmente collabora con alcuni studi legali, ha fatto parte anche del Consiglio di amministrazione di Solaris srl, società pubblica dei Comuni di Castello, Ozzano, Dozza e Monterenzio, che si occupa di gestire refezione scolastica, alloggi Erp, illuminazione pubblica e cimiteri. In ambito associazionistico, Naldi ha collaborato con Libera, in particolare per quanto il progetto di formazione sulla cittadinanza e la legalità per le scuole.

L”ingresso della nuova assessora viene a compensare l”addio, avvenuto a luglio, dopo appena qualche settimana dalla nomina, di Lorenza Tosarelli. Nella squadra di Governo castellana ora ci sono il vicesindaco e assessore al Bilancio Andrea Bondi, l”assessora alle Politiche tributarie, Gestione e valorizzazione del patrimonio comunale Barbara Mezzetti, l”assessore Giuliano Giordani che si occupa di Sicurezza, Polizia municipale e Lavori Pubblici, Fabrizio Dondi che segue Giovani e Cultura.(r.cr.)

Nella foto il sindaco Tinti e l”assessora Naldi

Giulia Naldi è l'assessora a Welfare e Scuola della Giunta Tinti a Castel San Pietro
Cronaca 19 Luglio 2019

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci

Il presidente del Consiglio di amministrazione del ConAmi, Andrea Garofalo, sembra aver preso molto sul serio le raccomandazioni dei sindaci-soci in tema di Piano industriale, l’esigenza di trovare nuove coperture e idee per mettere in sicurezza il futuro (e gli utili) del Consorzio. «Il Cda del 16 luglio scorso ha avviato l’analisi del Piano triennale in vigore e l’avvio dei lavori per la predisposizione del nuovo Piano triennale relativo agli anni 2020-2021-2022 – ha fatto sapere con una nota -, che sarà poi sottoposto all’Assemblea degli Enti consorziati». Ad esempio occorrerà tener presente che i poco meno di 2 milioni necessari per procedere con lo studentato nell’ex manicomio dell’Osservanza, dovranno venire da un analogo “taglio” degli investimenti destinati a Imola, come chiesto espressamente dai sindaci-soci al momento del via libera al progetto.  

Non solo. Arriva anche qualche idea. Sempre in occasione del Consiglio di amministrazione del 16 luglio, «tra gli altri, è stato approvato il bando di gara per i servizi di ingegneria riguardanti la ristrutturazione del compendio ex Beccherucci. Provvedimento determinante per il rispetto del termine per la consegna dell’immobile quale nuova sede dell’Inps». A Imola c’è uno sportello Inps dal 1950, poi diventato nel 1977 una vera e propria sede subprovinciale. L’ipotesi è che l’Istituto nazionale di previdenza possa lasciare il palazzo storico di via Garibaldi, dove si trova attualmente, per traslocare in via Selice nell’edificio di proprietà del ConAmi. Un progetto avviato in embrione dal precedente Cda del ConAmi a presidenza Stefano Manara.  

In conclusione il Cda a guida Garofalo procede, nonostante i ranghi ridotti. Ad oggi sono solo tre su cinque, ci sono da integrare gli altri due consiglieri che non hanno accettato la nomina decisa “in solitaria” dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi. Il punto è stato rinviato a data da destinarsi dai sindaci-soci durante l’Assemblea. Garofalo sin dal suo arrivo ha cercato di smorzare i toni ma ricucire gli strappi dei mesi scorsi non sarà facile. (l.a.)

Nella foto la sede attuale dell”Inps in via Garibaldi e nel riquadro Andrea Garofalo

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci
Cronaca 18 Luglio 2019

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»

I sindaci-soci del ConAmi nei giorni scorsi hanno dato il via libera per procedere con il progetto dello studentato nell’Osservanza a Imola. Inoltre, hanno approvato, seppur con riserva, il bilancio consuntivo 2018, permettendo così la ripartizione degli utili, chiesta a gran voce sempre da Imola. Rinviata, invece, la delibera per ritirare il progetto di ampliamento della discarica Tre Monti, nonostante il tema sia politicamente prioritario per la Giunta pentastellata di piazza Matteotti. Così come non c’è stato nulla da fare per il reintegro del Cda, quello nominato in solitaria un mese fa dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che ha già perso per strada due componenti su cinque, un film già visto a gennaio.

Un due a due prevedibile alla luce dei pesanti dissidi dei mesi scorsi (e degli esposti e ricorsi ancora pendenti sulle nomine del Cda). Ma l’assessore imolese alle Partecipate, Patrik Cavina, per una volta ha guardato il bicchiere mezzo pieno e ha ringraziato sull”Osservanza «gli altri sindaci per l’evidente comprensione all’indirizzo di un elemento così determinante» per Imola, «un”eccellenza strategica per il futuro». Un ramoscello d’ulivo dopo tante prove di forza. Matteo Montanari, sindaco di Medicina, ha rimarcato: «Dopo dieci mesi di colpevole silenzio e immobilismo da parte di Imola, dato che è da dicembre che i vari soggetti chiedono riscontri, ci si è ridotti a votare una linea di indirizzo a una decina di giorni dal termine ultimo fissato dal Ministero, senza che tale opera sia stata mai inserita nel Piano degli investimenti e quindi senza rispettare la corretta procedura. Tra l’altro – continua Montanari – è uno dei pochissimi investimenti totalmente in perdita per il ConAmi. Quindi, a tutela del Consorzio, si è garantito che l’esborso previsto (1 milione e 937 mila euro di cofinanziamento) sarà decurtato dagli investimenti destinati a Imola nel vecchio Piano degli investimenti, che dovrà necessariamente essere aggiornato prima che la cifra possa effettivamente essere spesa».  

Ora tocca al Cda rimboccarsi le maniche e redigere celermente un Piano triennale per mettere in sicurezza il futuro del Consorzio Ami che gestisce il patrimonio di reti e impianti (acqua, luce, gas) di ben 23 Comuni. Montanari ha aggiunto: «Mancheranno dei fondi, a partire da quelli della discarica. Non si può solo pensare a dividersi i soldi. Occorrono idee per non perdere gli utili che si trasformano in investimenti e servizi per territori e cittadini». (l.a.)           

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nelle foto l’assessore Patrik Cavina, la sede del ConAmi in via Mentana a Imola, il sindaco di medicina Matteo Montanari

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»
Cronaca 18 Luglio 2019

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini

Ad oggi capire quanti siano i lavoratori in capo al Circondario tra dipendenti e comandati non è facile. Gli ultimi dati parlano di un centinaio a cui vanno aggiunti i circa 200 dell’Asp. «Ma è difficile saperlo dato che le relazioni sindacali sono ferme da mesi» ricorda Maurizio Serra della Fp-Cgil. Questo ovviamente con ripercussioni in tema di contrattazione integrativa «con ricadute estremamente negative sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro che del salario accessorio».

Una mancanza di dialogo che, unita ai dubbi dati dal recesso di Imola dalla gestione associata di Servizi finanziari-Economato-Controllo di gestione, e di Castello, Gastel Guelfo e Mordano dalla polizia municipale, ha convinto i sindacati di categoria, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Csa, ad indire lo stato di agitazione. Una mobilitazione che unisce i dipendenti del Circondario e quelli dei Comuni ad esso afferenti (Medicina esclusa) e dell’Asp. I sindacati minacciano lo sciopero e hanno scritto al Prefetto affinché operi per la conciliazione tra le parti. Una situazione talmente preoccupante da portare anche i confederali di Cgil, Cisl e Uil a chiedere un incontro urgente ai sindaci per capire «cosa sta accadendo e le strategie che gli eletti dai cittadini intendono mettere in campo per i prossimi anni per garantire servizi di qualità».

Poi, due giorni fa è arrivata la notizia dell’accordo per il rilancio del Circondario con la nomina della nuova Giunta, che vede come presidente la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, e come vice il collega di Medicina, Matteo Montanari, e quella di Casalfiumanese, Beatrice Poli. Sangiorgi viene dall’esperienza maturata nel Patronato Uil, quindi conosce bene la materia sindacale. Forse le nubi si dissolveranno e ritornerà presto il sole sulla testa dei dipendenti pubblici.

Ma Mirella Collina, segretaria Cgil di Imola, va oltre e avverte: «A settembre si comincerà a discutere del progetto sulla sanità metropolitana e del distretto sociosanitario che vogliamo. Solo Imola non ha ancora presentato un progetto. E non è un problema dell’Azienda usl ma del fatto che manca la politica, i sindaci: il Comitato di distretto non è stato ancora nominato. Avevamo chiesto di potenziare l’assistenza domiciliare, è stato fatto? Con il Comune di Imola ci siamo accordati per delle risorse aggiuntive, ma non ne abbiamo più saputo nulla». (l.a.)  

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nella foto la sede del Circondario in via Boccaccio a Imola

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini
Cronaca 17 Luglio 2019

Circondario, tutti d'accordo per il rilancio con 4 gestioni associate e Sangiorgi presidente, Poli e Montanari i vice

Le avvisaglie c’erano tutte per tramutare in realtà i timori di un «liberi tutti» che avrebbe portato alla scomparsa del Circondario di Imola. Invece il vento è cambiato anche in via Boccaccio. La liturgia della prova di forza a tutti i costi sembra aver lasciato spazio alla mediazione. Ieri tutti e dieci i sindaci dei Comuni hanno siglato un documento che rilancia il Circondario su quattro funzioni associate considerate da tutti come un’esperienza positiva, cioè Servizi sociali (Asp), Tributi, Personale e Sia (servizi informatici) secondo la logica del «salviamo quello che funziona».

«Ora per cinque anni tutti sono impegnati a non uscire» spiega Matteo Montanari, sindaco di Medicina. A seguire è stata nominata la Giunta, presidente la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi, vice lo stesso Montanari e Beatrice Poli di Casalfiumanese. «Ottimo risultato di condivisione di intenti. Ci metteremo subito all’opera, insieme, per individuare le migliori soluzioni possibili per la soddisfazione dell’intera comunità» ha commentato Sangiorgi. 

«Secondo me è un buon piano di lavoro» dice dal canto suo il sindaco castellano Fausto Tinti, che ha comunque portato in fondo quanto anticipato già un mese fa: uscire dalla municipale associata. «Non ha funzionato, come quella dei 5 Castelli in passato»  motiva. I Consigli comunali di Castel San Pietro e Castel Guelfo, infatti, la scorsa settimana hanno approvato la delibera di recesso dalla gestione associata nel Corpo unico della municipale. Idem Mordano. Imola ha fatto la stessa cosa per quanto riguarda Servizio finanziario, Economato e Controllo di gestione. Si tratta, non a caso, di attività che non fanno parte del “pacchetto” condiviso nell”accordo per “salvare” il Circondario. I Comuni recuperano la titolarità di quel servizio e soprattutto il personale che, a suo tempo, avevano messo a disposizione del Circondario, ovvero per l’attività anche degli altri enti. Ci sono sei mesi per rendere effettive le procedure di recesso, l’orizzonte è l’inizio del 2020.  (l.a.) 

Altri particolari e dettagli sull’accordo per il rilancio del Circondario e i commenti dei sindaci di Dozza e Castel Guelfo sul “sabato sera” del 18 luglio 

Nelle foto la Giunta del Circondario: Manuela Sangiorgi, Beatrice Poli e Matteo Montanari

Circondario, tutti d'accordo per il rilancio con 4 gestioni associate e Sangiorgi presidente, Poli e Montanari i vice
Cronaca 13 Luglio 2019

La Giunta Tinti perde un pezzo, l'assessore Tosarelli costretta a lasciare per motivi di lavoro

A poche settimane dalla nomina, l’assessore Lorenza Tosarelli si è dimessa dalla Giunta di Castel San Pietro. A motivare la decisione l”impossibilità di conciliare l”attività amministrativa con nuovi impegni sopravvenuti di lavoro all’estero. “Questi impegni non mi permettono di dedicare all’assessorato stabilità di presenza, passione e concentrazione come doveroso per l’importanza delle deleghe conferitemi” spiega la stessa Tosarelli, nella lettera inviata al sindaco Fausto Tinti che le aveva assegnato le deleghe alle Politiche per il Welfare dei cittadini, per la casa, di integrazione e di sostegno alle fragilità e di contrasto all’emarginazione e ai Rapporti con il Coordinamento del volontariato.

“Ringrazio Lorenza Tosarelli per essersi messa a disposizione della città – commenta lo stesso sindaco -, ha cercato di conciliare le attività e la famiglia ma non c”è riuscita. Questo non rappresenta assolutamente alcun problema politico” sottolinea deciso Tinti rintuzzando a distanza l”opposizione pentastellata che ha ricordato la rottura polemica con Cristina Baldazzi di tre anni fa che aveva proprio la delega al welfare. Ma lo scenario oggi è totalmente diverso. “Ho chiesto al Partito democratico di propormi una rosa di nomi tra cui scegliere, dato che è una forza politica che mi ha sostenuto alle amministrative e Tosarelli mi era stata indicata da loro, mi piacerebbe un rappresentante della società civile non necessariamente un iscritto”. Tinti conta di conta di riempire il vuoto lasciato da Tosarelli al ritorno dalle ferie, tra un paio di settimane “e se fosse qualcuno con più tempo a disposizione potrei assegnarli anche la delega alla Scuola”.

Nonostante la brevità del suo apporto, la psicologa Tosarelli sembra aver lasciato il segno: “Aveva proposto di trasformare l’utente dei servizi sociali da soggetto passivo che riceve servizi a pedina importante della comunità, promotore di inclusione sociale. Un’idea nuova che mi piacerebbe perseguire in futuro” conclude Tinti. (l.a.)

Nella foto Lorenza Tosarelli e Fausto Tinti

La Giunta Tinti perde un pezzo, l'assessore Tosarelli costretta a lasciare per motivi di lavoro
Cronaca 4 Luglio 2019

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”

Stefano Manara, imprenditore imolese già presidente del ConAmi, è tuttora uno dei quindici consiglieri del Cda di Hera Spa, dove il Consorzio di via Mentana è il secondo investitore pubblico della multiutiliy leader su rifiuti ed energia. La quasi totalità degli introiti del ConAmi arrivano proprio da Hera, dall’affitto delle reti (acquedotti, gas, impianti) ai ricavi sulle azioni, da questi dipendono poi le ingenti risorse riversate negli anni sul territorio dei 23 Comuni anche per progetti sociali o di sviluppo, vedi per l’autodromo o la riqualificazione dell’Osservanza per Imola.

E’ corretto dire che c’è un posto nel Cda di Hera riservato a Imola?
«Non proprio. La mia nomina nasce in seno al Patto di sindacato degli azionisti pubblici di Hera. Imola ha qualche decina di migliaia di azioni, è il ConAmi che ne detiene 108 milioni. Imola solo in quanto socio maggioritario del ConAmi può definire il consigliere da indicare al Patto di sindacato e concorrere fortemente anche alla scelta del presidente di Hera. Se togli un tassello da questa filiera, cioè senza l’accordo con gli altri, non conti niente. Oggi si dà alla parola “accordo” un’accezione negativa alimentando idee di collusioni, ma la democrazia è sintesi di posizioni diverse. Anche per le nomine in un Cda».

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha definito «positivo» il consuntivo 2018 da 9 milioni di utili, cosa ci aspetta per il 2019?
«Credo sarà anch’esso strepitoso sul fronte degli utili, nonostante manchino le entrate della discarica, perché gli effetti dello stallo sulla remunerazione del capitale si vedranno solo tra un paio d”anni. Potremmo accorgercene subito, invece, sul mantenimento e miglioramento degli asset e nella qualità dei servizi ai cittadini».

Ma è Hera che deve garantire i servizi.
«E’ vero, e lo farà, come negli altri territori dove non c’è il ConAmi. Ma occorre ricordare che il ConAmi ha favorito qualcosa di straordinario a partire dal fatto stesso che ha contribuito a creare Hera stessa, dimostrando lungimiranza strategica. Soprattutto per Imola, che ha bisogno di fare investimenti che, senza il ConAmi e la condivisione con gli altri sindaci, sono impossibili. Ad esempio, pensiamo ai 2 milioni di euro a fondo perduto per realizzare il progetto dello studentato dell’università nell’Osservanza».

L’Amministrazione imolese rivendica di sentirsi isolata rispetto agli altri 22 Comuni, molti a guida centrosinistra.
«Il perimetro del ConAmi non è nato per caso o su logiche politiche ma semplicemente perché l’acqua va dall’alto verso il basso: a Marradi nasce l’acqua che scende a Faenza. Le reti del gas invece hanno un andamento trasversale. I flussi impiantistici non si modificano per scelte politiche. Poi ci sono gli asset industriali: se decidi che non avrai più una discarica dovrai portare comunque quel tuo rifiuto altrove, la differenza è che prima ti sedevi al tavolo come componente del sistema regionale dei rifiuti, ora solo come cliente». (l.a.) 

L’intervista completa a Stefano Manara con altri particolari e gli accordi strategici di Hera in tema di energia, rifiuti e finanziamenti la trovate sul “sabato sera” del 4 luglio. 

Nella foto Stefano Manara nell”ufficio dell”immobiliare “Rest Srl”, la sua azienda alla quale fa capo un piccolo gruppo da 70 dipendenti

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”

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