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Cronaca 17 Aprile 2021

Coronavirus, dal 26 aprile tornano le zone gialle. Ristoranti, bar, sport e spostamenti: le principali misure per la ripartenza

Dalle scuole in presenza ai ristoranti all”aperto, fino alle palestre e poi gli spostamenti tra regioni. Come riferito dall’Ansa, il Governo nelle scorse ore ha tracciato la strada per la ripartenza del Paese, con il prossimo decreto che dovrebbe essere approvato nelle prossime ore ed entrare in vigore dal 26 aprile. Nel frattempo l’Emilia Romagna rimane un’altra settimana in zona arancione.

Ecco alcune misure annunciate che, salvo sorprese, dovrebbero essere contenute nel prossimo decreto:

Zona gialla. Ripristinata dopo oltre un mese di stop, ma con dei cambiamenti rispetto al passato. Tra questi, la possibilità di spostarsi liberamente tra regioni classificate in questo colore e la riapertura, a partire dal 26 aprile, di diverse attività.

Scuola. In zona gialla e arancione tutte le scuole saranno in presenza. In zona rossa lezioni in presenza fino alla terza media, mentre alle superiori l’attività si svolgerà almeno al 50% in presenza.

Pass. Il nuovo decreto prevede l’istituzione di un «pass» che attesti la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test covid negativo in un arco temporale da definire ed avvenuta guarigione dal Covid. Chi ottiene il pass ha la possibilità di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale e di accedere a determinati eventi (culturali e sportivi) riservati ai soggetti che ne sono muniti.

Mobilità. Gli spostamenti saranno consentiti dal 26 aprile tra regioni gialle. Tra regioni di colori diversi lo spostamento sarà possibile con il «pass», che di fatto anticiperebbe sul territorio nazionale il «green pass» europeo previsto a giugno nell’Ue e che in quel caso prevederà lo spostamento tra Paesi dell”Unione. In tutte le zone il coprifuoco dovrebbe restare alle 22.

Ristoratori e bar. In zona gialla, dal 26 aprile a tutto il mese di maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. Dall’1 giugno si mangerà nei ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo. In zona arancione sarà mantenuta la sola possibilità di asporto, così come in quella rossa. Nelle linee guida stilate dalle Regioni, e che dovranno essere vagliate dal Cts, è stato proposto un metro di distanza nei ristoranti all”aperto o al chiuso – se la situazione pandemica lo consente, per aumentare a due laddove la condizione di diffusione del virus si dovesse aggravare.

Teatri, cinema, musei e fiere. Dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli tornano ad essere consentiti in zona gialla all”aperto. Al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. Musei aperti in zona gialla. Le attività fieristiche riapriranno il primo luglio. Nelle linee guida proposte dalle Regioni, si era ipotizzato almeno un metro di distanza, frontale o laterale, tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla.

Palestre. Dal 26 aprile saranno consentiti gli sport all”aperto mentre il primo giugno riapriranno al chiuso anche le palestre. Nelle linee guida delle Regioni è stato chiesto di regolamentare l’accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica e di evitare lo sport da contatto fisico.

Mare, terme, parchi tematici e piscine. Le piscine all”aperto riapriranno il 15 maggio e per la stessa data dovrebbe essere prevista per gli stabilimenti balneari. Dal primo luglio ripartiranno gli stabilimenti termali e parchi tematici. Le linee guida proposte dalle Regioni chiedono prenotazioni per l”accesso alle piscine e liste da conservare almeno per 14 giorni, oltre a postazioni che permettano la distanza di almeno due metri tra le persone.

Nella foto: il bar Minimo a Imola, quando si poteva consumare nei tavoli all’aperto

Coronavirus, dal 26 aprile tornano le zone gialle. Ristoranti, bar, sport e spostamenti: le principali misure per la ripartenza
Cronaca 16 Aprile 2021

Da oggi a domenica 150 sanitari dei reparti Covid dell’Ausl di Imola al Gp di Formula 1

L’annuncio era arrivato durante la visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini, martedì scorso, al punto vaccinale di Castel San Pietro. Ora però è realtà. Come annunciato da «sabato sera», nel numero in edicola da giovedì 15 aprile, da oggi a domenica 150 tra medici, infermieri e oss dei reparti Covid dell’Ausl di Imola assisteranno alle prove e alla gara del Gran Premio di Formula 1.

Medici, infermieri e operatori sociosanitari che lavorano nei reparti Covid di terapia intensiva e semi-intensiva, al pronto soccorso o come internisti all’ospedale, ma anche professionisti della sanità pubblica, della medicina preventiva e dei centri vaccinali, che tutti i giorni della settimana, con il proprio lavoro, contribuiscono all’efficace funzionamento della «macchina» regionale. Ovviamente si tratta di personale vaccinato con prima e seconda dose. 

«Ci è sembrato giusto e doveroso – sottolinea il presidente Bonaccini -, con un invito dal valore simbolico, condividere un momento di sport e festa con chi da più di un anno si dedica ogni giorno alla lotta al virus. Ai 150 operatori sanitari che saranno presenti in rappresentanza di tutti i colleghi e le colleghe della sanità dell’Emilia-Romagna, diciamo davvero grazie, a nome dell’intera comunità regionale: per quello che hanno fatto non solo contro il Covid, ma perché la sanità continuasse a funzionare anche nell’emergenza. Averli sugli spalti in questi tre giorni è davvero un onore». (r.cr.)

Foto Isolapress

Da oggi a domenica 150 sanitari dei reparti Covid dell’Ausl di Imola al Gp di Formula 1
Cronaca 16 Aprile 2021

Concessioni gratuite di suolo pubblico, il Comune di Castello le vuole estendere a tutto il 2021

Prosegue l’impegno della Giunta di Castel San Pietro a sostegno ai pubblici esercizi colpiti duramente dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Comune ha infatti intenzione di estendere a tutto il 2021 la proroga (attualmente prevista a livello nazionale fino al 30 giugno) delle disposizioni per il rilascio di concessioni per l’occupazione temporanea di suolo pubblico, che consentono a bar e ristoranti di utilizzare o di estendere lo spazio esterno ai locali per aumentare i posti disponibili per la somministrazione di cibi e bevande alla propria clientela, senza dover pagare il canone di occupazione del suolo pubblico. 

I pubblici esercizi che nel 2020 avevano già fatto la richiesta di occupazione del suolo pubblico per esigenze legate all’emergenza sanitaria e che quest’anno mantengono inalterate superfici e caratteristiche delle attrezzature e arredi utilizzati negli spazi esterni, possono semplicemente inviare al Comune la richiesta di rinnovo, esente da bolli, senza presentare altra documentazione, all’indirizzo e-mail polizia.amministrativa@comune.castelsanpietroterme.bo.it , specificando il periodo di occupazione del suolo richiesto per il 2021. Tutti gli altri esercizi possono comunque presentare la domanda, sempre esente da bolli, per usufruire di questa opportunità per la prima volta o per fare variazioni rispetto all’anno scorso.

I moduli si possono scaricare dal sito del Comune. Per informazioni: servizio di Polizia Amministrativa tel. 051 6954214 – 051 6954150

Nella foto: veduta aerea di Castel San Pietro

Concessioni gratuite di suolo pubblico, il Comune di Castello le vuole estendere a tutto il 2021
Cronaca 13 Aprile 2021

La pandemia diventa opportunità per nuovi medici, infermieri e Oss. La situazione all’Ausl di Imola

La pandemia ha costretto ad incrementare rapidamente il personale della sanità. In Emilia Romagna dall’inizio dell’emergenza sono stati reclutati 1.499 medici, 4.598 infermieri, 1.715 operatori socio- sanitari (oss) e altre 1.022 figure professionali.

L’Ausl di Imola ha assunto 19 medici, 111 infermieri e 58 oss. Per altri versi potremmo dire che le esigenze straordinarie e urgenti dell’emergenza nazionale hanno permesso a Regione ed Aziende sanitarie di andare oltre i vincoli di spesa, contratti e procedure esistenti. Per finire con l’apertura agli specializzandi, sin dal primo anno, per potenziare il piano di vaccinazione anti-Covid. A Imola sono già in essere otto contratti con altrettanti specializzandi, altri due sono in fase di definizione; la durata è di un mese rinnovabile, per 12 ore alla settimana, così nel resto del tempo possono proseguire la formazione scelta; i costi sono a carico della Regione o di finanziamenti nazionali, in ogni caso non ricadranno sulle Ausl.

Per molti giovani, quindi, tutto questo si è tramutato in un’opportunità, eccezionale e drammatica, impegnativa ma gratificante. Anche sul fronte della formazione: l’Emilia Romagna ha investito altri 2 milioni di euro che hanno permesso di attivare per i medici 1.464 contratti di formazione specialistica con- tro i 931 dello scorso anno. (l.a.)

Approfondimenti e le storie dei giovani imolesi Denise Bertini e Alessandro Casolini su «sabato sera» dell’8 aprile.

La pandemia diventa opportunità per nuovi medici, infermieri e Oss. La situazione all’Ausl di Imola
Cronaca 12 Aprile 2021

Coronavirus, con il ritorno in arancione il Comune di Castello vieta gli sport di contatto anche in parchi e campetti

Oggi, tutta l’Emilia Romagna è tornata in zona arancione. Per quanto riguarda quindi le attività motorie e sportive rimangono in vigore le limitazioni prescritte dal Dpcm del 2 marzo scorso. In più l’Amministrazione Comunale di Castel San Pietro, però, con un’ordinanza ha esteso il divieto di praticare sport e giochi di contatto (come calcio, basket, pallavolo) anche nelle aree attrezzate presenti nei parchi pubblici, nei campetti all’aperto e nelle aree verdi in genere. (r.cr.)

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Foto concessa dal Comune di Castel San Pietro

Coronavirus, con il ritorno in arancione il Comune di Castello vieta gli sport di contatto anche in parchi e campetti
Cronaca 11 Aprile 2021

Emilia Romagna arancione e lezioni in presenza, Tper potenzia le corse dei bus

Da domani, con il ritorno dell’Emilia Romagna in zona arancione, le scuole riapriranno (fino alla terza media, mentre al 50% per le superiori) e così i trasporti pubblici sono pronti alla ripartenza. Già da venerdì, infatti, Tper si è attivata per organizzare la complessa macchina della riprogrammazione del trasporto pubblico che coinvolge una notevole rete di persone, turni di servizio e disponibilità logistica e operativa di mezzi. E” stato quindi riproposto l”assetto concordato nell”ambito dei tavoli di coordinamento prefettizi già a gennaio/febbraio.

A partire da domani, in sostanza, nel bacino metropolitano di Bologna, in accordo con l”Agenzia per la Mobilità Srm, saranno messe in servizio quotidianamente 570 corse supplementari nei giorni feriali, grazie all”impiego di 88 mezzi in più, che si aggiungono a quelli di norma in servizio nel pieno periodo scolastico.

Per informazioni, consultare il sito di Tper, nella sezione percorsi e orari, selezionando linea di bus e data d”interesse. Qui troverete tutti gli orari aggiornati, comprendenti le corse supplementari oggetto dei potenziamenti. (r.cr.)

Emilia Romagna arancione e lezioni in presenza, Tper potenzia le corse dei bus
Cronaca 10 Aprile 2021

Coronavirus, da oggi a Castello riapre il Giardino degli Angeli

Come da ordinanza anti Covid firmata dal sindaco Tinti che permette la riapertura di parchi pubblici e aree giochi, da questa mattina, sabato 10 aprile, a Castel San Pietro ha riaperto i battenti il Giardino degli Angeli, chiuso dallo scorso 26 febbraio.

Naturalmente è tassativo il rispetto delle regole anti contagio, ovvero mascherina, distanziamento e igienizzazione delle mani all”ingresso. «Ad attendere i visitatori ci saranno le fioriture primaverili dei tulipani, viole, glicini, viburni e altre piante, oltre ad alcune migliorie che abbiamo apportato nel periodo di chiusura – sottolinea Valerio Varignana dell”Associazione Giardino degli Angeli onlus -. In particolare, la casa dei conigli, su consiglio del veterinario, è stata modificata: è stata rifatta la pavimentazione, è stata creata una tana protetta, con una parete artistica dipinta da Isabella Alpi, e la casa scoperta è stata posta in posizione sopraelevata. Inoltre sono state create alcune piccole aiuole, come quella che contorna la scultura intitolata “Angelanima”, che valorizza l”opera, e il laghetto è stato completamente svuotato e ripulito, salvando prima i pesci e le ninfee». (da.be.)

Nella foto: il Giardino degli Angeli

Coronavirus, da oggi a Castello riapre il Giardino degli Angeli
Ciucci (ri)belli 10 Aprile 2021

Carezze narrative e altri consigli della «storiatrice» Elisa Mazzoli

Scrittrice, narratrice, traduttrice, formatrice, consulente editoriale, mamma; sono questi i tanti volti di Elisa Mazzoli, autrice di libri per l’infanzia, e non, di Cesenatico. Una volta uno dei suoi lettori l’ha definita «storiatrice». In effetti inventa storie per ogni situazione. Con Bacchilega Junior ha vinto il premio nazionale Nati Per Leggere 2018 con Il viaggio di Piedino. La sua più recente pubblicazione con Bacchilega Junior è Lupo Luca ha il salvagente, terza avventura della saga di Lupo Luca dopo Lupo Luca aveva i denti e Lupo Luca ha il naso rosso.
Questa è  la sua riflessione sulla situazione che stiamo vivendo, un contributo pubblicato sul settimanale «sabato sera» dell’8 aprile 2021.

Forse il problema non è il perché, ma il perché del perché. «Perché non posso abbracciare i miei nonni?», «Perché non posso andare a giocare a casa degli amici?», «Perché mi devo mettere la mascherina ogni volta che esco?», «Perché mi devo sempre disinfettare le mani?», «Perché la scuola è chiusa?». E fin qui ci siamo, la risposta a questo perché c’è, ce l’abbiamo e la comunichiamo: «Perché c’è il Covid-19, un nuovo virus. Al microscopio si vede che questo virus è fatto di tante particelle con una specie di corona intorno. Il nostro corpo non lo conosce e non sa come combatterlo. Per i bambini non è un problema, ma per alcuni grandi lo è. Per non farlo arrivare da noi e per non farlo diffondere in giro dobbiamo fare così, e così, e così. Cerchiamo di fare del nostro meglio per non farlo arrivare. Poi può capitare che arrivi lo stesso, e allora affronteremo l’avventura».

«E perché c’è il covid?». Ecco, la risposta a questo quesito è più complessa, e non uguale per tutti. I bambini ci stupiscono sempre con le loro richieste di spiegazione sul perché del perché. Ci disorientano, ci spiazzano. Perché? Perché non si accontentano, ci chiedono di andare a fondo. Di essere chiari, sinceri. I bambini ci chiedono storie vere e coerenti. E noi forse pensiamo che non sia il momento, o non conosciamo il modo.

I nostri figli sono, per istinto d’amore e per natura, assetati di carezze narrative. Quando la cosa si fa seria si fanno seri anche loro. È l’ora della verità. E qui le opzioni sono due: o abbiamo le risposte ma non riteniamo che sia il caso di raccontarle ai più piccoli, oppure semplicemente non conosciamo le risposte, o la maniera per darle. Non troviamo le parole per dire. Non sappiamo come fare a raccontare. Non ci siamo preparati, non pensavamo fosse necessario. E quando cerchiamo frasi e storie adatte per rispondere, ci chiediamo se i nostri bambini saranno capaci di capirle, se avranno le competenze per accoglierle, se riusciranno ad affrontare una prova particolarmente ardua.

E noi? Ci siamo chiesti di noi? Perché ci preoccupiamo della loro innocente incompetenza (mentre spesso quando fanno la domanda sono pronti per la risposta), ma non della nostra incompetenza, che invece è, per la maggior parte delle volte, ingiustificata? Fino ad oggi la pandemia ha risparmiato i bambini, pur accerchiandoli con privazioni di libertà. Il Covid-19 non ha toccato la maggior parte delle persone, ma ha travolto drammaticamente la vita di tante famiglie. Ne parliamo negli incontri sulla mediazione narrativa per gli insegnanti, gli educatori e per le famiglie: ci vuole un piano di emergenza comunicativa e narrativa.

Il tempo e la fatica che stiamo vivendo fa risuonare un allarme fra gli altri: siamo carenti di comunicazione e di narrazioni. La malattia e la morte sono sempre esistite. Con quali narrazioni a proposito di queste tematiche accompagniamo i nostri figli? Narrare non è solo comunicare, non è solo affiancare. È fare un dono d’amore, pensare all’altro, prima che a noi. Il mondo è fermo, ma i bambini crescono, forti come la natura, prorompenti con la loro voglia di ridere e giocare, con la loro concretezza ma anche con i loro curiosi perché, e con i loro profondi perché dei perché.

Vogliamo o non vogliamo affrontare la vita con loro nel modo migliore possibile? Intendiamo trasmettere loro la verità, insieme alla maggiore serenità e fiducia possibile? Si può fare, cominciando con l’assunzione di un atteggiamento onesto nella relazione e nella comunicazione. In poche parole e in pratica, per quanto riguarda il mio campo di esperienza: raccontare una storia personale dei nostri bambini come capaci e competenti, e in generale narrare storie, favole, fiabe, cantare, leggere libri, giocare alle filastrocche, ascoltare musica insieme. Diventeremo insieme più sicuri, fiduciosi, resilienti, pronti ad affrontare periodi di sacrificio. In fondo si tratta di vivere semplicemente seguendo buone e sane abitudini. Nutrirsi bene (non solo di alimenti, ma anche di arte e cultura), amare e accogliere il prossimo, vivere il più possibile all’aria aperta e nella natura, rispettare l’ambiente. Imparare a imparare, raccontarsi e raccontare (non solo con le parole, anche in silenzio si può fare!). Non perdiamo tempo: facciamolo subito, documentiamoci, informiamoci, ricordiamoci la nenia, la cantilena della nonna o quella che ci ha insegnato un amico straniero nella sua lingua. Viviamo, anche da lontano, storie corali. Mandiamo messaggi, scambiamoci esperienze, recuperiamo ricordi, canzoni e sorrisi d’infanzia. Guardiamo insieme in silenzio il mare, il cielo, una collina, una montagna, un prato, un albero, una foglia, un animale, anche minuscolo.

«Non c’entra la sporcizia/ è un fatto di amicizia/ e testa dopo testa/ la scuola si è infestata/ la festa dei pidocchi è cominciata». Così inizia il testo della canzone che ho scritto circa vent’anni fa per l’etichetta discografica Pieronero. Si parlava dei fastidiosi parassiti che approfittavano della vicinanza e del contatto fra bambini per colonizzare sempre più teste.  Debole paragone narrativo, ma pur sempre paragone… se l’epidemia di pidocchi sembrava un flagello terribile, figuriamoci la pandemia da Coronavirus, cosa ben più seria. Che noi adulti affrontiamo con i nostri valori e strumenti, le nostre paure, le nostre speranze e visioni del mondo. E i bambini con noi, un po’ tenendoci per mano, e un po’ con un modo tutto loro di reagire e continuare a vivere.

Lupo Luca (scritto da me e illustrato da Febe Sillani per Bacchilega Junior) nella seconda delle sue avventure, colto da un moto di coscienza, vuole diventare un cittadino attivo e partecipe e va a fare il clown dottore in ospedale. Incontra piccoli animali malati, impauriti, frastornati ai quali strappa un sorriso con i suoi goffi comportamenti e la sua offerta di amicizia disinteressata.

Ma attenzione: non solo questo tipo di storie sono valide. «Leggere con leggerezza» libri cartonati e albi illustrati, dove le parole, poche e accompagnate ai tanti punti interrogativi, lasciano spazio e respiro alle illustrazioni, è un atto di gioco e d’amore che va ripetuto con cadenza rituale, per creare un abbraccio fatto di leve di crescita (sia cognitiva che emotiva) e di condivisione di storie e speranze, fatiche e paure.

Perché alla fine la storia è una sola: la certezza è che certezza non c’è, ma ce la faremo, in un modo o nell’altro.

E può darsi che al momento della prova i nostri bambini non ci domandino nemmeno un perché, ma vengano da noi con un termometro in mano, ordinandoci: «Ascella!» e sollevandoci il braccio per misurarci la febbre.

Perché hanno imparato a imparare. Perché probabilmente siamo stati capaci di raccontare quanto sia importante raccontare, ascoltare, condividere storie inventate ma anche storie vere.

Forse il problema non è il perché. E forse, alla fine, non è nemmeno il perché del perché. Forse il problema è la carenza di speranza, di pazienza, di tolleranza. La carenza di fede, di convivenza, di fratellanza. La carenza di creatività, di inventiva, di comunicazione. La carenza di carezze narrative.

Elisa Mazzoli

Precedenti puntate di #lettureperilweekend:

Dad sì o no? Il parere dell’insegnante e illustratrice Giorgia Atzeni

Insegnante al tempo del Covid, la testimonianza di Maria Beatrice Masella

Carezze narrative e altri consigli della «storiatrice» Elisa Mazzoli
Cronaca 9 Aprile 2021

Coronavirus, dal 12 aprile l’Emilia Romagna tornerà arancione. Le novità rispetto alla zona rossa

Da lunedì 12 aprile, l’Emilia Romagna tornerà in zona arancione. A deciderlo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia. Decisivi l’indice Rt in discesa, il drastico calo dei contagi registrato negli ultimi giorni e l’accelerazione della campagna vaccinale.

A differenza della zona rossa, quindi:

Negozi e centri commerciali. Tutti i negozi potranno restare aperti, senza limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili, compresi barbieri, parrucchieri ed estetisti. Supermercati ancora con le serrande abbassate nei festivi e prefestivi.

Scuola. Tornano in classe anche gli alunni di seconda e terza media e quelli delle superiori, ma questi ultimi in presenza solo al 50% (questa l”indicazione dell”Ufficio scolastico regionale per la settimana tra il 12 e il 18 aprile).

Spostamenti. Ora è possibile muoversi liberamente all’interno del proprio Comune di residenza, mentre per uscire dai confini è necessaria l’autocertificazione. Sempre concesso spostarsi verso casa di amici e parenti (fino a 2 persone con eventuali minori under 14 o disabili massimo una volta al giorno tra le ore 5 e le ore 22) ma solo dentro il comune. Torna però la deroga che consente di muoversi dai comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti per una distanza non superiore a 30 km, quindi eventualmente anche in un’altra regione o provincia, ma senza la possibilità di raggiungere i capoluoghi di provincia.

Sport. L’attività motoria e quella sportiva di base restano consentite in centri e circoli sportivi esclusivamente all”aperto, compresi parchi pubblici. Concesso raggiungere strutture sportive (come i campi da tennis) non presenti nel proprio comune.

Infine, sempre chiusi bar e ristoranti (permesso asporto e consegna a domicilio), cinema, teatri, piscine e palestre. Non concesso organizzare eventi come sagre e fiere. Nessuna novità sulle seconde case, sempre raggiungibili anche fuori regione indipendente dal colore. (da.be.)

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Foto Isolapress

Coronavirus, dal 12 aprile l’Emilia Romagna tornerà arancione. Le novità rispetto alla zona rossa
Cronaca 8 Aprile 2021

Coronavirus, a Castel San Pietro il sindaco Tinti riapre i giochi nei parchi pubblici

Nuova ordinanza anti Covid del sindaco Fausto Tinti che, dal 7 aprile fino al 20 aprile (salvo uscita della regione dalla zona rossa), di fatto proroga la precedente in vigore dal 30 marzo al 6 aprile scorso. «Il significativo calo dei contagi – sottolinea il sindaco, Fausto Tinti – è il motivo per cui abbiamo deciso di allentare leggermente le prescrizioni previste. Complice la bella stagione, è comprensibile il crescente bisogno di far vivere al meglio i parchi pubblici anche alle nostre bambine e bambini. Resta, però, doveroso continuare ad osservare le norme di sicurezza: igiene delle mani da effettuare di sovente, mascherina correttamente indossata anche per i più piccoli dai 6 anni in su e distanziamento pure nell’utilizzo delle aree gioco».

Nelle specifico, la principale novità riguarda la possibilità di accedere alle strutture di gioco per minorenni all”interno di parchi pubblici, sia pur condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramenti e della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, come da Linee Guida regione Emilia Romagna sul tema, e fermo restando il rigoroso rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione e contrasto all”emergenza sanitaria. Possibili anche le attività didattiche e di formazione, solo se in forma individuale (scuole di musica, lingua, ecc).

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Nella foto: l’area giochi in piazzale Dante

Coronavirus, a Castel San Pietro il sindaco Tinti riapre i giochi nei parchi pubblici

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