Cronaca

Green pass per lavorare, da domani scatta l’obbligo per tutti

Green pass per lavorare, da domani scatta l’obbligo per tutti

Da domani, venerdì 15 ottobre, entra in vigore l’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori, sia in ambito pubblico che privato. Il personale della scuola ha fatto da apripista, ora tocca a tutti gli altri. Il decreto del 21 settembre ha esteso «l’ambito applicativo della certificazione verde Covid 19 e il rafforzamento del sistema di screening», fino al 31 dicembre (termine ad oggi dello stato di emergenza). Il certificato verde attesta di aver fatto almeno una dose di vaccino, di essere risultati negativi a un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti, oppure di essere guariti dal Covid nei sei mesi precedenti. 

Uffici pubblici. L”obbligo vale per il personale dipendente, ma anche per tutti coloro che accedono alle pubbliche amministrazioni occasionalmente, per svolgere attività lavorativa, di formazione o di volontariato. Vale ad esempio per i servizi di pulizia, ristorazione, manutenzione e rifornimento dei distributori automatici, i consulenti, i corrieri. Va rispettato anche dai visitatori a qualunque titolo e dalle autorità politiche. L”unica categoria esclusa è quella degli utenti dei servizi e coloro che sono esentati dalla vaccinazione con un certificato medico.

Lavoro privato. Anche in questo caso, l”obbligo vale per i dipendenti ma anche per chi entra in azienda sulla base di contratti esterni. Le verifiche spettano ai datori di lavoro e per chi non è in possesso del certificato ci sarà l”assenza ingiustificata e di conseguenza il blocco dello stipendio, ma non la sospensione. Anche il titolare dell”azienda è tenuto ad avere il Green pass, e la verifica verrà effettuata dal soggetto individuato per i controlli all”interno dell”azienda.

Lo smart working non è un‘alternativa. Chi lavora sempre in smart working non è tenuto ad avere il Green pass, ma il lavoro agile non può essere utilizzato per eludere l”obbligo. Questo vale in particolare per i dipendenti pubblici, che progressivamente torneranno in presenza.

Penalizzazioni e sanzioni. Chi non ha il pass deve essere allontanato e ogni giorno di mancato servizio è considerato assenza ingiustificata. Lo stipendio viene sospeso fin dal primo giorno di assenza ma in nessun caso si può essere licenziati. Nel periodo d”assenza, inoltre, non maturano né contributi né ferie. Chi è senza il pass sul posto di lavoro rischia una sanzione da 600 a 1.500 euro mentre il datore di lavoro che non controlla incorre in una sanzione da 400 a mille euro.

Controlli. Potranno essere effettuati con l”app VerificaC19 oppure i software messi a disposizione come già avviene per la scuola. Dovranno essere fatti ogni giorno, possibilmente al momento dell”accesso e anche attraverso il sistema dei tornelli, a tappeto o a campione a cura del datore di lavoro. Nel settore pubblico ciascuna amministrazione è autonoma nell”organizzarli e, qualora non fosse possibile controllare tutti, le verifiche a campione devono essere svolte «in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione». I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del pass in base alle esigenze organizzative, ad esempio per le attività su turni. È saltato dal testo finale del Dpcm con le linee guida sulle verifiche del Green pass sul lavoro la previsione del limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del certificato.

Idraulici, badanti e tassisti. I clienti che ricevano in casa, ad esempio, un idraulico o un elettricista non sono tenuti al controllo, in quanto non sono datori di lavoro ma stanno acquistando servizi, ma è loro facoltà chiedere il pass. Al contrario, il datore di lavoro di colf o badanti è tenuto a verificare che la dipendente abbia il pass. I clienti non sono tenuti a verificare il pass di tassisti.

Esenti. L”obbligo non si applica a chi per condizione medica non può vaccinarsi.

Dubbi possono essere chiariti consultando le faq del Governo oppure chiamando il 1500 (ora il numero unico sul Green pass). (r.cr.)

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