Posts by tag: coronavirus

Cronaca 21 Luglio 2020

Crisi, il punto sulle azioni dell’Europa con il senatore Daniele Manca

Le pesanti ricadute economiche generate dalla pandemia e la complessità dell’uscita dal lockdown stanno mettendo in ginocchio le imprese e, più in generale, l’intero sistema economico italiano. (…) Il confronto politico in Italia su questi temi fa spesso perdere di vista il merito degli interventi e degli strumenti che l’Unione europea può mettere in campo.
Al senatore imolese Daniele Manca abbiamo chiesto di chiarire come e con quali mezzi il Governo e l’Europa possono far fronte alla più grave crisi economica dal dopoguerra.

Il decreto Rilancio, ultimo in ordine di tempo a essere stato approvato dal Parlamento, garantisce sulla carta protezione ai lavoratori, favorisce la liquidità alle imprese, eroga risorse ai Comuni, alle Regioni e alle famiglie. Finora, però, gli aiuti inseriti nei decreti precedenti sono giunti a destinazione solo in parte e con lentezza.
«Siamo consapevoli di alcuni ritardi e delle diverse difficoltà che abbiamo incontrato sia per erogare la cassa integrazione, sia per favorire la liquidità alle imprese nelle sue diverse modulazioni. Diverse iniziative vanno velocizzate. Tuttavia possiamo dire che nei percorsi di conversione in legge dei diversi decreti approvati dal Consiglio dei ministri abbiamo lavorato in commissione Bilancio e in Parlamento per semplificare le procedure, per rafforzare le garanzie necessarie per l’erogazione della liquidità. L’introduzione degli interventi a fondo perduto per le imprese che hanno subito una contrazione del fatturato, affidati all’Agenzia delle entrate, stanno garantendo velocità e tempestività». (lo.mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 16 luglio

Crisi, il punto sulle azioni dell’Europa con il senatore Daniele Manca
Cronaca 20 Luglio 2020

Medicina ha ricordato pubblicamente le vittime del Covid

Primo momento pubblico di commemorazione delle vittime del coronavirus a Medicina, sabato scorso.
«Ci eravamo promessi che avremmo pianto insieme e che ci saremmo stati, tutti, per loro – scrive Matteo Montanari, primo cittadino, in un post publicato sulla propria pagina Facebook –. Vado orgoglioso di questa comunità che è stata all’altezza della sfida. Noi non molleremo di un centimetro, anche per le persone che non ci sono più. Ripartiremo ancora più uniti di prima, perché la vita è più forte di ogni cosa». (r.cr.)

Fotografia tratta dalla pagina Facebook del sindaco Matteo Montanari

Medicina ha ricordato pubblicamente le vittime del Covid
Cronaca 18 Luglio 2020

Banco Alimentare, pubblicato il bilancio sociale 2019. Post Coronavirus 5 mila richieste di aiuto in più

La Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna, in occasione della pubblicazione del bilancio sociale 2019, ha illustrato i dati che evidenziano un calo dell’industria, ma una crescita del 60% per quanto riguarda gli alimenti freschi dalla grande distribuzione e del 43% quello dai consorzi ortofrutticoli. Nel 2019 sono state 781 le organizzazioni convenzionate, a cui sono state distribuite 8.000 tonnellate di cibo, ma a preoccupare è l’emergenza sociale post Covid-19.

Nel 2019 il Banco Alimentare Emilia Romagna ha registrato un forte calo (-52% rispetto al 2018) nell’arrivo dei prodotti del programma comunitario Fead (di cui è distributore e che coprono normalmente oltre il 40% del quantitativo di alimenti distribuiti), ma tale diminuzione è stata in gran parte compensata dall’andamento generale dell’attività di recupero di alimenti (+7,8%). Nello stesso anno il Banco Alimentare Emilia Romagna ha registrato un risultato positivo per quanto riguarda i prodotti salvati dallo spreco. Le quasi 5.000 tonnellate di eccedenze (prodotti perfettamente edibili non più commercializzabili) recuperate dalla filiera agroalimentare, dalle produzioni agricole, dall’industria, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva hanno rappresentato il 61,8% del totale degli approvvigionamenti effettuati. Se aggiungiamo i prodotti raccolti mediante la Colletta Alimentare di novembre ed altre piccole raccolte, si arriva al 74,2% del totale. «Abbiamo raggiunto nel 2019 risultati che ci riempiono di soddisfazione e che riflettono la dedizione e gli sforzi che ogni giorno il nostro staff porta avanti per supportare chi è in difficoltà – commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – Per questi straordinari risultati bisogna dire grazie ai dipendenti, ai volontari, alle aziende donatrici e alle strutture caritative che condividono la nostra mission. Siamo però preoccupati per il dramma del bisogno di cui abbiamo fatto e facciamo esperienza nella difficile situazione generata dall’epidemia Covid-19. Temiamo purtroppo che in autunno le richieste di aiuto potrebbero tornare a salire».

A inizio 2020, era stato effettuato un aggiornamento del numero degli assistiti dalle strutture convenzionate, che aveva portato da quasi 129 mila a 117 mila il numero delle persone riceventi gli alimenti distribuiti dal Banco in Emilia Romagna, dato da leggere positivamente poiché si avvertiva un piccolo miglioramento della situazione della povertà alimentare in regione. L’emergenza generata dal Coronavirus ha però causato un aumento delle richieste di aiuto. Dai primi dati analizzati, oltre 5 mila persone in più hanno chiesto e ricevuto aiuti alimentari, ma riteniamo sia una situazione ancora in progresso. Sono piccoli artigiani e imprenditori, commercianti, lavoratori precari i nuovi poveri che in questi mesi hanno fatto richiesta alla rete regionale. Tra le cause di povertà che spingono i più bisognosi a rivolgersi al Banco in Emilia Romagna attraverso le strutture caritative partner, al primo posto la mancanza di lavoro, da cui un reddito insufficiente al fabbisogno familiare, e i pochi risparmi terminati a cui si aggiungono cause di difficoltà pregresse. (r.c.)

Nella foto: due volontari del Banco Alimentare al lavoro

Banco Alimentare, pubblicato il bilancio sociale 2019. Post Coronavirus 5 mila richieste di aiuto in più
Cronaca 17 Luglio 2020

Coronavirus, domani Medicina si stringe attorno alle sue vittime

Medicina è stato in assoluto il comune più colpito dal Coronavirus, nel circondario e non solo. Il Covid-19 si è portato via ben 28 persone, 23 uomini e 5 donne, tutti dai 53 agli 88 anni, lasciando un vuoto incolmabile in tante famiglie e associazioni all’interno delle quali erano impegnati. Il sindaco Matteo Montanari l’aveva detto subito, già nel pieno dell’emergenza. «Quando potremo di nuovo stare vicini saremo lì per ricordarli insieme».

Nella mattinata di domani, sabato 18 luglio ci saranno due momenti per ricordare le vittime. «Alle 9.30 don Marcello celebrerà una messa al cimitero, nei pressi della cappella – conferma Montanari –. Sarà un momento intimo al quale, per non creare assembramenti, potranno partecipare i parenti e i rappresentanti delle realtà più coinvolte. Queste persone non hanno potuto avere un vero e proprio funerale. Non vogliamo assolutamente sostituirci alle famiglie, ma un ricordo ci sembra doveroso».

Al termine della celebrazione ci si sposterà al Medicivitas, il centro sociale che ha pagato cara l’onda violenta del Coronavirus, dove verrà apposta una targa. Fino a questo momento sabato sera ha preferito non pubblicare, di volta in volta, i nomi delle vittime. In occasione di questa commemorazione abbiamo deciso di farlo per mostrare la nostra vicinanza alla comunità medicinese. (gi.gi.)

Su «sabato sera» del 16 luglio l’elenco completo in ordine alfabetico delle vittime medicinesi del Coronavirus.

Nella foto: il sindaco Montanari e la sua Giunta durante la deposizione di una corona di fiori lo scorso 9 aprile in memoria delle vittime del Covid, un mese dopo la scomparsa del primo medicinese

Coronavirus, domani Medicina si stringe attorno alle sue vittime
Cronaca 17 Luglio 2020

Coronavirus, da domani in Emilia-Romagna via libera alla pratica degli sport anche di contatto

Da domani, sabato 18 luglio, via libera anche in Emilia-Romagna alla pratica degli sport, anche di contatto, se le Federazioni sportive nazionali, le Discipline sportive associate e gli Enti di promozione sportiva abbiano provveduto a emanare protocolli di prevenzione o riduzione del rischio di diffusione del Covid-19 durante l’attività. Questo è quanto quanto prevede la nuova ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Per gli eventi organizzati, l’ordinanza prevede dunque il rispetto dei contenuti dei rispettivi protocolli e raccomanda alla società sportiva di testare i suoi tesserati con test sierologico entro 72 ore dall’evento, comunicando le eventuali positività al Dipartimento di sanità pubblica competente territorialmente per l’esecuzione del tampone e invitando lo sportivo a mantenere l’isolamento fino al risultato del tampone. Vengono inoltre raccomandate verifiche sierologiche periodiche. 

Le società sportive sono tenute a mettere a conoscenza gli iscritti dei contenuti dei protocolli emanati dalle Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed Enti di promozione sportiva.Per quanto riguarda le pratiche sportive al di fuori di eventi organizzati, svolte da non iscritti a società sportive, l’ordinanza impone a tutti i praticanti di esercitare la propria responsabilità personale, a tutela della propria salute, invitando anche i non tesserati ad attenersi alledisposizioni dei protocolli delle Federazioni. Gli impianti sportivi che ospitano sport di contatto sono inoltre tenuti ad affiggere una idonea cartellonistica, e saranno effettuati controlli per l’accertamento di violazioni. (da.be.)

IL TESTO DELL’ORDINANZA

Coronavirus, da domani in Emilia-Romagna via libera alla pratica degli sport anche di contatto
Cronaca 16 Luglio 2020

A Ozzano il laboratorio che testa le mascherine

Si fa presto a dire mascherine. Nei tre mesi più complicati della recente storia abbiamo imparato a conoscerle, quando prima ne limitavamo l’uso a quelle professioni che richiedevano protezione del volto, dal verniciatore al chirurgo. Ora sono indispensabili, specie negli spazi pubblici.
Dette anche dpi (dispositivi di protezione individuale), gamma invero molto vasta, l’Italia ha dovuto in fretta e furia importarne da ogni dove. E con quali garanzie di efficienza? In altre parole, saranno tutte buone quelle che il sistema Paese acquista?

La risposta la danno i laboratori dell’Università di Bologna. E parte dei test effettuati sui materiali che compongono le mascherine passa da Bologna e Ozzano.
Nelle scorse settimane, infatti, ad aggiudicarsi un finanziamento regionale destinato ai laboratori della rete Alta tecnologia c’era anche il «Centro interdipartimentale di ricerca industriale di scienze della vita e tecnologie per la salute (Ciri-Sdv)». Il cui progetto vincitore riguarda la «valutazione sistematica della efficacia delle mascherine chirurgiche per la protezione degli operatori sanitari e della popolazione».
Il finanziamento ammonta a circa 119 mila euro su complessivi 1,9 milioni messi a disposizione dalla Regione per 12 progetti. (t.f.)

Ulteriori particolari nell’artico del Sabato sera del 9 luglio.

Nella foto: il laboratorio Ciri-Sdv ad Ozzano

A Ozzano il laboratorio che testa le mascherine
Cronaca 15 Luglio 2020

Alberto Forchielli e Bacchilega editore devolvono i diritti d'autore del libro sul lockdown all'Azienda usl di Imola

Alberto Forchielli devolve i diritti d’autore del libro Che figata la quarantena, ma adesso sono cavoli nostri, scritto con Lorena Mirandola e Christian Fossi, e pubblicato da Bacchilega editore, all’Azienda usl di Imola.

«Un sincero ringraziamento da parte di tutti gli operatori dell’azienda sanitaria – commenta Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl cittadina –. E’ un libro che leggerò con molta attenzione e curiosità. Siamo molto onorati dagli attestati di fiducia che riceviamo e abbiamo ricevuto dai cittadini in questo periodo. Ci hanno aiutato a reagire e a combattere questa emergenza. Le donazioni come queste ci dimostrano come la solidarietà sia parte integrante e caratterizzante di tutto il nostro territorio». (r.cr.)

Nella foto: Alberto Forchielli insieme al direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi e i giornalisti Lorena Mirandola e Christian Fossi

Alberto Forchielli e Bacchilega editore devolvono i diritti d'autore del libro sul lockdown all'Azienda usl di Imola
Cultura e Spettacoli 14 Luglio 2020

Cultura, in regione il lockdown impatta per 45 milioni di euro

Profondo rosso per l’industria culturale dell’Emilia-Romagna. Meno 45 milioni di euro è l’impatto economico del lockdown causato della pandemia del Covid-19, che ha fermato praticamente tutto il settore.

Le stime di un monitoraggio regionale, realizzato in due tranche nel periodo dal 24 febbraio al 30 aprile, parlano chiaro: 44.818.769 euro sono i mancati incassi in soli 3 mesi, di cui 15 milioni per il settore spettacolo, 12,8 milioni per il settore cinema e 4,6 milioni per i musei. Un dato certamente inferiore a quello reale, visto che non riguarda la totalità degli operatori (solo una parte ha risposto).
Particolarmente colpiti appaiono lo spettacolo dal vivo, il cinema e il settore museale. In quel periodo sono stati annullati 3.198 spettacoli di prosa, circo, performance, 26 festival e rassegne di spettacolo dal vivo, 910 appuntamenti musicali, 2.045 eventi in biblioteche e archivi, 128 mostre in corso e 28 in allestimento, 11.333 visite guidate ai musei, 16 festival e rassegne di cinema, oltre 2.330 attività con le scuole, workshop, matinée corsi e laboratori. (r.cr.)

Nella fotografia, la rassegna Cinema in tour

Cultura, in regione il lockdown impatta per 45 milioni di euro
Cronaca 13 Luglio 2020

Post Covid, la Cgil mantiene alta l'attenzione sulla sanità. Banchetto davanti all'ospedale

Un banchetto davanti all’ingresso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta (nella foto), domani da mezzogiorno alle 14, «per raccontare l’aumento dell’offerta pubblica durante l’emergenza Covid-19 e le nostre attuali rivendicazioni».
La Fp-Cgil di Imola chiama a raccolta lavoratori della sanità e cittadini per «una giornata di ascolto e di dialogo», aggiunge Marco Blanzieri, segretario della Funzione pubblica Cgil dell”Emilia-Romagna con delega alla sanità.

«Le nostre attuali rivendicazioni passano dalla stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti coloro che sono stati assunti per la gestione del COVID-19, per superare i contratti del comparto e della dirigenza con la costruzione di un contratto unico per valorizzare le professioni sanitarie – continua il sindacato –. Parleremo anche della nostra polizza assicurativa gratuita per la colpa grave sanitaria per gli iscritti, la cui convenzione è stata oggetto di rinnovo». (r.cr.)

Post Covid, la Cgil mantiene alta l'attenzione sulla sanità. Banchetto davanti all'ospedale
Cronaca 12 Luglio 2020

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine

Dalle pellicce di alta moda alle mascherine per tutti i giorni. L’azienda Bf made in Italy di Osteria Grande, dal nome della fondatrice Barbara Fondi, ha riconvertito parte della produzione per realizzare il nuovo accessorio oggi entrato nella quotidianità di tutti: la mascherina in tessuto lavabile. «Il nostro settore è quello della pellicceria e sartoria ma, vista l’emergenza, a febbraio abbiamo chiesto e ottenuto la deroga fino a fine anno per adibire parte dell’azienda alla produzione di mascherine – spiega la titolare, che da una decina di anni manda avanti l’azienda con l’aiuto del figlio Marco Tattini –. Era un’occasione per non stare fermi con le mani in mano durante il lockdown, nonchè la nostra risposta a una esigenza della comunità».

«Le nostre mascherine in tessuto non hanno una certificazione propria, ma oltre a quelle in tnt ne realizziamo altri due modelli con tessuti idrorepellenti e traspiranti di ottima qualità, come quelli che vengono utilizzati in ambito medico per il personale sanitario dei reparti di chirurgia – dettaglia Tattini –. Le produciamo secondo gli ordini che riceviamo, bianche, colorate e anche personalizzate per aziende, ristoranti e altre realtà che oltre alla sicurezza hanno un occhio di riguardo per la presentazione. Siamo un’azienda del settore della moda, facciamo attenzione all’utilità delle nostre pro- duzioni ma anche allo stile. Ad oggi abbiamo prodotto diecimila mascherine, dedicando alla riconversione una parte apposita del nostro stabilimento affinché non vi sia contaminazione fra lavorazioni diverse». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 luglio.

Nella foto: il personale della Bf di Osteria Grande (da sinistra, Marco Tattini e Barbara Fondi con alcune dipendenti)

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine

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