Posts by tag: cultura

Cronaca 26 Maggio 2020

Coronavirus, dal 3 giugno riaprono biblioteca di Osteria Grande e archivio storico

Dopo la biblioteca di Castel San Pietro il 3 giugno riaprirà ufficialmente anche la biblioteca di Osteria Grande con sede nel centro civico di viale Broccoli 41. Anche qui saranno per il momento attivati i soli servizi di prestito (preferibilmente su prenotazione) e di restituzione dei libri o di altri documenti. In attesa di nuove indicazioni in merito della Regione Emilia-Romagna, non è quindi ancora permesso l”ingresso in biblioteca per la scelta di libri, lettura, studio, consultazioni e ricerche, ma solo per rendere i documenti e ritirare quelli prenotati.

Prosegue comunque il servizio di consegna a domicilio per le persone in difficoltà, che viene effettuato il venerdì mattina dai volontari del Centro Operativo Comunale (Coc) su tutto il territorio comunale, sempre su prenotazione. Inoltre a partire dal 3 giugno sia la biblioteca di Castello che quella di Osteria saranno aperte con l’orario estivo, che in via eccezionale verrà quindi anticipato rispetto all”inizio solito del 15 giugno. L’unica differenza di orario rispetto agli anni scorsi sarà a Osteria Grande, dove la struttura rimarrà chiusa anche nella giornata del venerdì, oltre a quella consueta del lunedì. L’orario estivo rimarrà in vigore, come sempre, fino al 15 settembre. Non è ancora possibile la consultazione in sede dei documenti presenti presso l’Archivio storico, le richieste possono essere inviate alla email biblioteca@cspietro.it. Sarà il personale delle biblioteche, ove possibile, a ricercare quanto richiesto.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni scrivere all’indirizzo biblioteca@cspietro.it o telefonare al numero 051-945413. (da.be.)

Nella foto (concessa dal Comune di Castel San Pietro): il centro civico di Osteria Grande

Coronavirus, dal 3 giugno riaprono biblioteca di Osteria Grande e archivio storico
Cronaca 26 Maggio 2020

Cultura, dalla Regione oltre 185.000 euro per progetti di Imola e circondario

La Regione Emilia-Romagna, attraverso il programma triennale 2019-2021 della legge 13 per lo spettacolo dal vivo, ha deliberato contributi per 8 milioni e 831 mila euro a 141 progetti culturali.

Oltre 2 milioni di euro vanno a 41 progetti presentati da soggetti della provincia di Bologna.
Nello specifico, per il territorio di Imola i contributi andranno alla fondazione Accademia internazionale di Imola Incontri col maestro per il progetto Imola Summer Piano Academy&Festival (18.500 euro), alla cooperativa Le tre corde (48.000 euro) e a una convenzione di coordinamento per l’associazione Emilia-Romagna Festival (121.000 euro).

«La cultura è stata messa a dura prova durante questa epidemia – commenta Francesca Marchetti, presidente della commissione Cultura dell”Assemblea legislativa -. In particolare tutto il settore culturale è stato fortemente colpito dal lockdown e con lui tutti i professionisti che vi ruotano attorno. Per questo la Regione ha apportato alcune modifiche procedurali per semplificare l’accesso ai contributi, offrendo la possibilità per gli operatori di richiedere una prima tranche fino all’80% del contributo regionale. Il saldo avverrà dietro presentazione della rendicontazione, da far pervenire alla Regione entro il 31 marzo dell’anno successivo. Anche la cultura va sostenuta per la ripartenza dei nostri territori». (r.cr.)

Nella fotografia, un concerto organizzato dall”Accademia pianistica

Cultura, dalla Regione oltre 185.000 euro per progetti di Imola e circondario
Cronaca 25 Maggio 2020

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori

E’ #A Casa e Fuori il tema scelto per l’edizione 2020 del Baccanale, l’annuale rassegna sulla cultura del cibo organizzata dal Comune di Imola, in programma da sabato 31 ottobre a domenica 22 novembre.

I terribili avvenimenti degli ultimi mesi, la pandemia e l’emergenza sanitaria per il Covd-19, non possono non influenzare una manifestazione come il Baccanale, dedicata alla cultura del cibo e all’enogastronomia del territorio, che coinvolge da sempre direttamente o indirettamente molta parte del mondo produttivo imolese, i ristoranti, i pubblici esercizi, le attività commerciali e le aziende del settore agroalimentare. Il tema di quest’anno, quindi, non vuole essere il richiamo a un prodotto o a un alimento, ma la riflessione su due diversi modi di mangiare, sui piatti propri di queste due tradizioni alimentari entrambe così importanti, e mai in contrapposizione, neanche in tempi di emergenza. Si tratta di due modalità diverse ma parallele, che si completano a vicenda. Il Baccanale vuole percorrerle insieme, riflettendo (a partire dall’opera di Pellegrino Artusi) sull’identità gastronomica italiana che si è costruita soprattutto a livello domestico, e (a partire dalla storia dei ristoranti) sulla dimensione professionale della cucina, diversa ma complementare, quando non addirittura “supplente” di una tradizione domestica che magari si è un po’ perduta, anche se, in Italia, meno di quanto si penserebbe.

Il Baccanale 2020 vuole essere così un doppio omaggio: ai ristoranti del Circondario imolese, che ogni anno nel mese di novembre si mettono in gioco per offrire ai loro clienti speciali menu e i loro piatti più prelibati; ed a Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della cucina domestica italiana, nella ricorrenza del bicentenario della nascita. Per le sue prerogative e per l’impatto economico che gli è da sempre stato riconosciuto, il Baccanale vuole contribuire a suo modo alla ripresa delle attività produttive del settore turistico, agroalimentare e della ristorazione del territorio imolese, valorizzandolo e promuovendolo come sempre ha fatto. Il Comune di Imola invita Associazioni, Enti, Aziende agricole e vinicole, ristoranti e pubblici esercizi interessati a partecipare con proprie iniziative alla rassegna, a formulare proposte ispirate all’argomento prescelto che possano arricchire e qualificare l’evento. Tali proposte dovranno pervenire esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo attivita.culturali@comune.imola.bo.it entro il 20 luglio 2020. Proprio in considerazione della particolarità della situazione, con la pandemia che ha costretto in questi mesi i ristoranti a rimanere chiusi, quest’anno il Comune ha stabilito che i ristoratori avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente al Baccanale, proponendo menu a tema e scuole di cucina. Ai ristoratori aderenti verrà richiesto di contribuire soltanto con l’invio di una video ricetta. Tutte le ricette raccolte saranno visibili nel sito del Baccanale e divulgate attraverso i social. Le adesioni per i ristoranti potranno essere comunicate secondo le modalità riportate nel sito web entro il 30 giugno 2020.

Per informazioni  Servizio Attività culturali: telefonare al numero 0542-602427/2410/2433. 

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori
Cronaca 24 Maggio 2020

Un musicista e la sua chitarra: i «Video Quarantine» di Fabio

Il legame tra un musicista e il suo strumento è innegabile e forte. Lo sa bene Fabio Mazzini, venticinquenne musicista imolese che, con la chitarra sempre con sé, ha trascorso le settimane di lockdown.
«Ho la chitarra in mano tutto il giorno – conferma – e suono continuamente. Scrivo brani per esprimere qualcosa attraverso le mie note. Ho deciso di pubblicarli e così sono nati i Video Quarantine, visibili su YouTube e tramite Facebook e Instagram. Scrivo la canzone, suono, mi filmo mentre la registro. Se l’idea è sviluppata, in un giorno la pubblico. Sono momenti, per stare bene o divertirsi, non è un disco o un brano complesso. Ho fatto anche dei video più brevi durante le giornate, corti di trenta secondi. E sto comunque anche lavorando a dischi nuovi». (ste.f.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 7 maggio

Nella foto: Fabio Mazzini

Un musicista e la sua chitarra: i «Video Quarantine» di Fabio
Cronaca 20 Maggio 2020

Open day virtuale per la presentazione dei corsi dell’Università a palazzo Vespignani

La necessità di limitare gli spostamenti e i contatti tra le persone ha fatto sì che l’open day della sede universitaria di Imola di palazzo Vespignani si trasformi in un evento virtuale. Infatti, il prossimo giovedì 28 maggio, alle ore 14, avrà luogo la presentazione dei corsi di studio della sede imolese di via Garibaldi 24.

L’iniziativa interessa tutti i corsi di laurea della sede: Area Medica, corso di laurea in Fisioterapia (sede didattica Bologna – sede formativa Imola); corso di laurea in Infermieristica (sede didattica Bologna – sede formativa Imola); corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro; corso di laurea in Educazione professionale; corso di laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione; corsi di laurea svolti in convenzione con l’Azienda Usl di Imola; è prevista visita virtuale a specifici laboratori. Area di Farmacia, corso di lau- rea in Scienze farmaceutiche applicate curriculum Tecniche erboristiche e curriculum Tossicologia ambientale; corso di laurea magistrale in Biologia della salute; è prevista la visita virtuale ai laboratori didattici Lolli. Area di Agraria, corso di laurea in Verde ornamentale e tutela del paesaggio, con visita virtuale alle serre didattico- sperimentali. Area di Ingegneria, corso di laurea magistrale in Civil engineering –Curriculum Sustainable mobility in urban areas, con visita virtuale a specifici laboratori. Sarà inoltre presentato il Corso di laurea in Ingegneria meccatronica, che vede attivamente coinvolti prestigiose aziende, enti e istituzioni del territorio imolese.

L’evento si svolgerà intera- mente on-line attraverso la piattaforma Microsoft Teams e, come si è detto, l’iniziativa avrà inizio alle ore 14 con l’ac- coglienza e le informazioni generali (aula virtuale plena- ria), alla quale seguiranno il saluto delle autorità, le infor- mazioni generali sulla sede e i servizi offerti e, infine, il tour virtuale di aule, sale studio, biblioteca. Successivamente, alle ore 14.45, inizieranno le presentazioni specifiche dei corsi di laurea (aule virtuali dedicate per ogni corso); per ciascun corso di laurea sono previste illustrazioni detta- gliate delle attività specifiche del corso, a cura di docenti, tutor, studenti e laureati. Gli studenti potranno accedere alle aule virtuali dei corsi di laurea di proprio inte- resse e potranno «parlare in diretta» con docenti, tutor, ecc. Maggiori informazioni sull’evento, sulle modalità di partecipazione on-line e per iscriversi all’evento saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito del plesso www.unibo. it/it/ateneo/sedi-e-strutture/ plesso-vespignani o scrivendo a patrizia.tassinari@unibo.it. (r.c.)

Open day virtuale per la presentazione dei corsi dell’Università a palazzo Vespignani
Cronaca 19 Maggio 2020

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista

Oltre 900 mila accessi complessivi, un programma di 370 titoli tra spettacoli, concerti, film e visite ai musei e alle collezioni, con oltre 435.000 accessi dalle piattaforme regionali e 480.000 provenienti dalle 105 dirette streaming sulle pagine Facebook dei soggetti organizzatori e dei singoli artisti.
Sono i dati del successo dei due mesi di programmazione, dal 13 marzo al 13 maggio, di #lacultranonsiferma, il grande festival multimediale realizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con gli operatori culturali del territorio, con l’obiettivo di mantenere vivo il rapporto con i cittadini nel momento di lockdown di cinema e teatri, dovuto alle misure restrittive per il Covid-19.

E Imola ne è stata grande protagonista. Ad essere trasmesso nella giornata inaugurale è stato Gian Marco Pezzoli, regista del cortometraggio Mon clochard, con Roberto Citran e Giovanni Calcagno, girato in città nell’ottobre di tre anni fa.
Lo ha seguito prima Mauro Bartoli, che ha proposto i due documentari Archivi Mazzini-Il lato nascosto della moda, girato in occasione dell’omonima esposizione che la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha organizzato a palazzo Tozzoni fra il dicembre del 2017 e l’aprile del 2018, e Taste Memory-Il sapore emiliano-romagnolo nel mondo. La storia di Michael White, che vede fra gli intervistati il fondatore del ristorante San Domenico Gianluigi Morini e lo chef Valentino Marcattilii.
E’ stata poi la volta di Giangiacomo De Stefano e Lara Rongoni, registi del documentario A casa non si torna-Storie di donne che svolgono lavori maschili, con -fra le altre protagoniste- l’attrice Reina Saracino e la partecipazione straordinaria di Franca Rame.
La panoramica cinematografica si è chiusa con Stefano Farolfi, regista e protagonista della web serie fantasy folk Bruciare violini (per vendere la cenere), con la partecipazione straordinaria di Pippo Santonastaso.

Passando alla musica, Emilia-Romagna Festival e il suo direttore artistico Massimo Mercelli hanno proposto il concerto Richard Galliano & Friends, ospitato alla Rocca sforzesca il 17 luglio del 2019, in occasione della diciannovesima edizione della manifestazione.
La cantante Lisa Manara e il pianista Pietro Beltrani, invece, hanno partecipato rispettivamente alla “rubrica” I live del Mei e a quella Jazz a domicilio-La maratona del jazz.

Arrivando al teatro, Stefano Randisi ed Enzo Vetrano sono “andati in scena” con i due spettacoli Totò e Vicè e Ombre folli di Franco Scaldati.
E gli studenti delle scuole di Imola che hanno partecipato al progetto “Futuri maestri” del Teatro dell’Argine di San Lazzaro, conclusosi con nove serate di rappresentazioni all’Arena del sole, hanno avuto la possibilità di rivedersi nel documentario che ripercorre l’esperienza.

Per recuperare quello che interessa, è sufficiente andare a curiosare nel motore di ricerca nella sezione “Video on demand” del sito di Lepida Tv. Per saperne di più non perdetevi l’articolo su «sabato sera» del 14 maggio. (r.c.)

Grande successo per #laculturanonsiferma. E Imola grande protagonista
Cultura e Spettacoli 17 Maggio 2020

Guido Laffi dell’associazione «Nel giardino, nella natura» aiuta a muoversi nel mondo del verde

Se partiamo dal presuppo- sto che anche le piante hanno un’anima, allora dentro ogni giardino e ogni terrazza ci sono storie da raccontare. Nei cortili interni delle case, dove il verde potrebbe ridursi a quadrati incolti, potrebbero nascere vere e proprie esperienze di giardinaggio. Ma come fare? Come trasformare un terreno spoglio in qualcosa di bello da guardare e da raccontare?  Ne abbiamo parlato con Guido Laffi, uno dei soci fondatori e consigliere dell’associazione «Nel giardino, nella natura», nata nel 2006 a Imola.

Si tratta di un’associazione culturale costituita in forma spontanea, attraverso interessi e passioni in comune tra i soci fondatori. Quello che li ha spinti è la voglia di approfondire tutto quello che riguarda il verde, scambiandosi opinioni, conoscenze e esperienze, raccontandosi a vicenda. Fanno anche diverse visite a giardini pubblici o privati, a orti botanici o a mostre florovivaistiche, partecipano a manifestazioni e conferenze. Sono appassionati che vorrebbero diffondere le loro competenze ai cittadini, sensibilizzando il territorio. «La prima cosa da fare, quando ci si ritrova davanti ad un pezzo di terra e si vuole trasformarlo in un giardino, è avere un’idea». Come quando si vuole raccontare una storia, o costruire una casa, o arredare una camera, si tratta di riuscire a vedere quello che ancora non c’è, esattamente dove dovrebbe essere. «Sia i giardini che le terrazze – ci dice Guido – vanno pensati come luoghi piacevoli da vedere, nei quali si legga il pensiero che ci sta dietro». (fr. gia.)

L’articolo completo in tre pagine dedicate con molte belle immagini su «sabato sera» del 14 maggio.

Nella foto: Guido Laffi con peonie in primo piano 

Guido Laffi dell’associazione «Nel giardino, nella natura» aiuta a muoversi nel mondo del verde
Cronaca 16 Maggio 2020

Un anno di comitato «Bella Osservanza»: «Rivalorizziamo un patrimonio della città»

Arianna Sabbatani è la portavoce del comitato «Bella Osservanza», venuto alla luce poco più di un anno fa. Dodici mesi di iniziative che hanno contribuito ad una crescita collettiva, nella consapevolezza del tesoro che i cittadini di Imola possiedono fra le loro mani: il complesso dell’Osservanza. È proprio questo, infatti, l’obiettivo del comitato: rivalorizzare un patrimonio storico della città. «Il 24 aprile del 2019 facemmo la nostra presentazione al pubblico – spiega Arianna Sabbatani -. Ricordare questo evento è un po’ come ripercorrere tutto quello che è stato fatto in un anno: dalle attività agli incontri, valorizzando il percorso. La crescita del nostro progetto è merito di tutti quelli che ci hanno ascoltato. La cosa più bella è vedere tante persone che dedicano il proprio poco tempo libero ad una comunità: rimanendo insieme si fanno le cose migliori».

Quale futuro si aspetta per il complesso?

«Siamo sempre stati in linea con l’amministrazione comunale, speriamo che al più presto si possano tirare le fila. Si tratta di un progetto ambizioso, Imola ha bisogno di continuare a crescere: ora è un’impor- tante sede universitaria, ci saranno nuovi iscritti e il complesso può dare respiro. Senza dimenticare la storia: oltre ad uno studentato, ci piacerebbe che fosse istituito all’interno del complesso un piccolo museo per ricordare cosa c’era e chi ospitava. Faccio appello a valori fondamentali, come l’avere rispetto per tutti e il non discriminare nessuno». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 14 maggio.

Nella foto: il complesso dell’Osservanza

Un anno di comitato «Bella Osservanza»: «Rivalorizziamo un patrimonio della città»
Cronaca 11 Maggio 2020

Con i «Baccargios» e le fate la Sardegna rinasce a Sesto

La scrittrice imolese Francesca Gianstefani ci racconta la storia di un gruppo di ragazzi che, immigrati sulle sponde imolesi del Sillaro, hanno riscoperto le tradizioni sarde che, un po’ per nostalgia e un po’ per amore,  fanno rivivere con sfilate dove il ritmo ancestrale della natura viene rappresentato da maschere danzanti. Un’associazione che aspetta la fine dell’emergenza per poter tornare a sfilare in tutta la Romagna.

La frazione di Sesto Imolese è stretta tra i campi e i vitigni. Da qui, la Sardegna sembra lontanissima. Nelle sere d’inverno, soprattutto nello strano inverno di quest’anno, la sera cala qualcosa che assomiglia alla nebbia; uno  strato di aria umida che nasconde e avvolge ogni cosa. Invece, appena si gira l’angolo e si guarda un po’ meglio,  fra il grigiore che dirada, un angolo di quell’isola è proprio qua.
Salvatore Bassu si è trasferito nell’imolese all’inizio degli anni ’90. Racconta che fra sardi ci si riconosce d’istinto, è qualcosa che si sente dentro. Così si è avvicinato ad altri sardi, altri ragazzi e sono diventati amici.
Salvatore ha deciso di costruire una specie di capanna, con tanto di camino in muratura, dove potersi ritrovare nelle lunghissime giornate dell’inverno della bassa. È accogliente e calda, confortevole, ci si sente subito a proprio agio.
(…) Due anni fa Salvatore e Giuseppe Podda, seduti attorno al tavolo nella capanna, hanno deciso di voler creare un gruppo vero e proprio, ma gli serviva un nome. Si sono guardati intorno, fra le bandiere con i quattro mori e le birre Ichnusa, hanno visto una testa di bue appesa al muro. Allora, perché no, hanno deciso di chiamarsi Sos Baccargios, che in sardo significa vaccari, pastori di bovini.

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 7 maggio

Con i «Baccargios» e le fate la Sardegna rinasce a Sesto
Cultura e Spettacoli 8 Maggio 2020

«C’era folla al castello», l’esperimento teatrale a distanza realizzato da un gruppo di attori medicinesi

Siete mai stati a teatro rimanendo comodamente seduti sul divano di casa? Domani, sabato 9 maggio, tutto questo sarà possibile. Alle 18, infatti, sulla pagina Facebook Medicina Cultura verrà messo in onda lo spettacolo «C’era folla al castello», una libera interpretazione dell’opera di Jan Tardieu.

Un esperimento di teatro a distanza: sette attori medicinesi (Laura Dall’Olio, Lucia Martelli, Enza Mirrione, Carlo Branchini, Vanes Cesari, Katia Salice e Giuseppe Martelli) che recitano la propria parte rimanendo a casa…e poi grazie al montaggio video del regista Giuseppe Martelli la storia prende vita. Siamo nel castello del Barone e della Baronessa Z dove è stato organizzato un sontuoso ballo dove sono accorsi tanti invitati, ma all’improvviso si viene a scoprire che il Barone Z è morto. Si tratta di un delitto? Di un suicidio? La folla degli invitati, che si accalca ancora nelle sale del maniero, se lo domanda con angoscia…Come andrà a finire? Non vi resta che mettervi comodi e seguire lo stettacolo da… casa. (da.be.)

Nella foto: la locandina dello spettacolo

«C’era folla al castello», l’esperimento teatrale a distanza realizzato da un gruppo di attori medicinesi

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