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Cultura e Spettacoli 8 Maggio 2020

Con il libro «Prima e poi» Bacchilega Junior sbarca su Rai Radio Kids

Prima e poi, poi e prima, dentro il tempo il cuore sbrina. Si possono raccontare i momenti e gli incontri importanti della vita senza mai parlarne direttamente, ma solo dicendo il prima e il poi che li riguarda? È questa la sfida del libro Prima e poi, pubblicato da Bacchilega Junior fra le novità della primavera 2020. Un libro che è al tempo stesso un libro di illustrazioni e di poesie, due per ogni tema affrontato: la prima che racconta le aspettative di una relazione, o di un evento, la seconda che ne delinea le permanenze. Fra i temi trattati attraverso le parole mirate di Teresa Porcella e il tratto inconfondibile di Giorgia Atzeni vi sono la relazione fra fratelli e sorelle, il rapporto con le piante e gli animali da compagnia, il diventare grandi. E così, c’è un prima di gelosia e un poi di affetto nella fratellanza, un prima di convivialità condivisa e un poi di ricordo doloroso quando viene a mancare un nonno.

La poesia per bambini è un genere letterario un po’ di nicchia ma anche molto apprezzato. Ne è dimostrazione il fatto che a parlare del nuovo libro di Bacchilega Junior, Prima e poi, sia stata anche l’emittente radiofonica della Rai, Radio Kids, che dal 2017 trasmette programmi educativi e ludici per bambini, ma anche colonne sonore di cartoni animati, fiabe e, appunto, libri. Prima e poi è stato ospite su Radio Kids lo scorso lunedì 27 aprile all’interno del programma «I libri di Radio Kids». «Che libro è Prima e poi? Un libro di poesie – ha spiegato l’autrice in trasmissione – che racconta sempre il prima e il poi di qualcosa di importante, che focalizza sulle aspettative, prima, e sulle permanenze, poi. Un fatto importante che può anche essere quotidiano, come andare a scuola, che è un fatto importante perché ha lasciato qualcosa che non se n’è andato dalla memoria». Alla scuola, ad esempio, è dedicata la poe- sia letta dall’autrice a Radio Kids. Chi volesse ascoltare la puntata può recuperarla fra i podcast online sul sito di RaiPlayRadio. (r.c.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 7 maggio.

Nella foto: la copertina del libro

Con il libro «Prima e poi» Bacchilega Junior sbarca su Rai Radio Kids
Cultura e Spettacoli 6 Maggio 2020

Anche FantastikA è tra gli eventi di Dozza rinviati al 2021

In attesa di poter riaprire il Museo della Rocca, il Consiglio direttivo della Fondazione Dozza Città d’Arte rende noto il rinvio al 2021 di alcune iniziative, quali la mostra itinerante Luci e ombre del Legno, la tradizionale Festa del Vino con la Dozza Wine Trail e FantastikA, biennale del genere fantastico organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte che, giunta alla quinta edizione, si sarebbe dovuta svolgere a settembre, con il coinvolgimento dei Comuni di Castel Guelfo, Medicina e Mordano.

La decisione, presa di concerto con il direttore artistico e l’amministrazione comunale di Dozza, è quella di tenere FantastikA il 22 e 23 maggio 2021. «Ci stiamo preparando – commenta Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione – ad offrire agli appassionati un’anticipazione di FantastikA con un evento specifico nel mese di settembre: abbiamo già in mente la data ed i contenuti ma di questi tempi abbiamo imparato ad essere cauti su tutti i fronti e dunque attendiamo che ci sia almeno consentita la riapertura della Rocca prima di diffonderne i dettagli. Crediamo che Dozza avrà caratteristiche speciali ed attrattive anche nel prossimo futuro: un borgo medievale tra i più belli, con un museo a cielo aperto, un drago che dorme nel ma- stio della Rocca, bassa densità di popolazione e di turismo, buona qualità di offerta culturale, di enogastronomia e di accoglienza in generale. Faremo certamente tesoro dell’e- sperienza sin qui acquisita per mettere in campo idee e risorse adeguate per rilanciare vecchi e nuovi progetti».

Nella foto: lo spettacolo «Il risveglio del drago» in una passata edizione di FantastikA (foto inviata dalla Fondazione Dozza città d’arte)

Anche FantastikA è tra gli eventi di Dozza rinviati al 2021
Cultura e Spettacoli 6 Maggio 2020

«Non posso fare altro» è il nuovo brano della band dei Morgana

«Racconta un momento di vulnerabilità in cui si è alla ricerca di un supporto che non si riesce a trovare, un momento che si riesce a trasmettere solo attraverso una canzone, perché è l”unico modo che senti tuo per esprimere le cose che ti stanno a cuore». Così Marco «Pablo» Poli, il cantante dei Morgana, spiega l”emozione che sottostà a «Non posso fare altro», il nuovo pezzo uscito negli store digitali più di un mese fa, esattamente il 15 marzo. Meno rock e più intimo rispetto ai lavori precedenti della band imolese, «Non posso fare altro» segna anche un nuovo rapporto discografico per i Morgana, ovvero per Poli, Giuseppe Capriati (batteria e percussioni), Marco Mirri (basso) e Michele D”Alessandro (chitarra). «Abbiamo una nuova casa discografica, Pms studio – conferma Poli – e stiamo facendo insieme un nuovo percorso di cui siamo molto contenti. In “Non posso fare altro”, abbiamo puntato  sull”atmosfera, con un cambiamento sonoro per noi che dà vita ad un brano molto intimo». 

La canzone parla «del portare avanti i propri sogni e le proprie aspirazioni – continua Pablo -. Per realizzare una sonorità più elettronica abbiamo optato per l”utilizzo del pad al posto della batteria ed introdotto i sintetizzatori. Abbiamo lasciato la struttura portante ritmica con la chitarra acustica e costruito un arrangiamento volto a creare atmosfera attorno alla base. È una sonorità che ci è piaciuta molto, tanto che stiamo  scrivendo altri pezzi su quest”onda e abbiamo trasformato alcuni pezzi del nostro repertorio». Ma come è nato? «Volevamo registrare un disco abbastanza rock con già una decina di pezzi pronti – spiega Poli -, poi scrivemmo questo brano solo chitarra e voce per suonarlo, eventualmente, in futuro. Ma siamo stati invitati ad esibirci insieme ad altre band al Campus Industry Music a Parma per la rassegna “Contamina” curata da Enzo Miceli, produttore discografico, compositore, arrangiatore che ha lanciato Daniele Silvestri: essendo il nostro batterista mancino, è  organizzativamente complicato sistemare la batteria (che rimane la stessa sul palco) quando si è in cartellone con altre band, per cui abbiamo optato per presentare un pezzo comodo da suonare, veloce, con un arrangiamento originale, utilizzando non la batteria ma un pad elettronico… e abbiamo pensato a “Non posso fare altro”».

I Morgana hanno poi realizzato anche un videoclip visibile su YouTube. «Abbiamo girato all”hotel Donatello di Imola e, oltre a noi, sono protagonisti l”attore Marco Garbuglia e la cantante Milena Mingotti». Come detto, «Non posso fare altro» è disponibile sugli store digitali. “Ovviamente l”attività live è ferma al momento – conclude il cantante dei Morgana – ma stiamo facendo comunque promozione: il brano è stato presentato in diverse trasmissioni televisive, come “Voto Rock”n”Roll” di Nearco su DiTv e web tv, e a queste abbiamo rilasciato anche interviste così come alle radio. Inoltre siamo attivi.sui social, dove abbiamo già organizzato alcune dirette Facebook». (r.c.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto (di DB Photo): da sinistra Marco Mirri, Marco «Pablo» Poli, Michele D”Alessandro e Giuseppe Capriati

«Non posso fare altro» è il nuovo brano della band dei Morgana
Cultura e Spettacoli 5 Maggio 2020

Randisi e Vetrano tra video e preparazione di nuovi spettacoli

Una girandola di tournée e spettacoli per tutta Italia (e non solo) caratterizza, generalmente, la routine degli attori e registi imolesi Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Routine che, in questo periodo, è ovviamente cambiata con la girandola che si è momentaneamente fermata. «Nel mese di marzo sono saltate diverse rappresentazioni di “Totò e Vicè” e di “Ombre Folli”, i lavori di Franco Scaldati che dirigiamo e interpretiamo – conferma Stefano Randisi -. E proprio in questo periodo avremmo dovuto debuttare a Catania con una nostra regia per uno spettacolo interpretato dagli attori del Teatro Stabile di Catania e intitolato “Lu cori non ”nvecchia”, tratto dall”opera di Nino Martoglio. A maggio poi avremmo dovuto essere al Piccolo di Milano con il lavoro di Ivano Dionigi su Lucrezio e Seneca, “Quando la vita ti viene a trovare”, che sarebbe stato in scena anche quindici giorni a Modena. Per poi ritrovarci a giugno al Festival di Napoli con una nuova produzione, “‘A Cirimonia”, di Rosario Palazzolo».

Appuntamenti che sono stati annullati o che saranno ridimensionati. «Il Festival di Napoli per ora è rimandato a settembre e, se si terrà, noi ci saremo – continua Randisi -. Così come speriamo di poter fare lo spettacolo che avrebbe dovuto debuttare a Catania e che per ora è rinviato. L”idea è di farlo all”aperto, in estate. Il tutto con distanziamento sociale, non solo degli spettatori ma anche degli attori. Si tratta di un lavoro che mette insieme testi di Martoglio e io ed Enzo, che già avevamo impostato la regia, in questo periodo l”abbiamo ripensata: tra l”altro, c”è una commedia (“”U Contra”) che parla della paura del colera a Catania negli anni ”20 e questa scena l’avevamo già immaginata con gli attori che si tenevano a distanza. Ora penseremo tutto lo spettacolo in questo modo. Per il resto, piano piano si vedrà quello che riusciremo a recuperare degli altri spettacoli persi».

C”è anche un altro appuntamento in programma a cui Vetrano e Randisi, che risiedono a Imola da tanti anni ma hanno origini siciliane, tengono molto. «Per il quarantennale della strage di Ustica (che risale al 27 giugno 1980, Nda), avremmo dovuto realizzare un evento – afferma Randisi – e speriamo ancora che si possa fare. Si tratta di una serata, il 10 agosto, di teatro e poesia dal titolo “Dispersi” che partirà a Bologna con interventi delle autorità e del cardinal Zuppi, e proseguirà a Palermo con l”arcivescovo e il sindaco, unendo idealmente le città che il volo interrotto a Ustica avrebbe dovuto collegare. A Bologna ci sarà un lavoro curato da Pietro Floridia, mentre a Palermo ci saremo noi, e alle 22.15 ci sarà una diretta streaming tra i due palcoscenici ripresa dalla Rai. È un progetto immaginato insieme a Daria Bonfietti a cui lavoriamo da molto tempo e che speriamo si potrà ancora fare». Se lo sguardo è rivolto al futuro, l”attività continua anche nel presente. On line, con la pubblicazione di video e interventi quali quelli per il Centro Studi «La permanenza del Classico» dell”Università di Bologna. «Quando l”università ci ha chiesto degli interventi, li abbiamo fatti con piacere» spiega Randisi. Tutti i contributi messi on line dall’Alma Mater sono visibili su YouTube cercando «Parole per noi», Università di Bologna. In queste settimane il teatro ha incontrato spesso la televisione, ed è stato così anche per i due attori imolesi. «Ci ha fatto piacere l”iniziativa della Regione Emilia Romagna di mettere su Lepida Tv in questi giorni spettacoli teatrali o musicali e abbiamo aderito con due nostri lavori (dopo essere andato in onda il 21 aprile, l”intero spettacolo “Totò e Vicè” è ora visibile sul sito della tv, Nda). Però bisogna dire che il teatro è teatro, e in tv è un”altra cosa. Manca il fiato, manca la vicinanza. A noi manca la reazione viva del pubblico, e al pubblico mancano la presenza, il suono, il respiro. Chiaramente mancano i rapporti di vicinanza, in ogni situazione». (r.c.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 aprile

Nella foto: Stefano Randisi ed Enzo Vetrano durante lo spettacolo «Totò e Vicè» tratta dal loro sito internet

Randisi e Vetrano tra video e preparazione di nuovi spettacoli
Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea

Una ricetta al giorno con i sapori della tradizione e i ricordi di casa. A proporle, su YouTube e sulla sua pagina Facebook, è Maria Pia Timo, attrice faentina che, con il figlio di otto anni Andrea Pozzi, in «Tu Quoco, Figlio Mio» prepara i piatti che ha nel cuore: quelli di sua mamma Maria Antonietta, di sua suocera Carolina, di zie e prozie… Un omaggio alla storia familiare e della nostra terra (ma non solo, perché le ricette si allargano oltre i confini regionali), un piacevole intrattenimento per far compagnia a chi, da casa, guarda, impara e poi si cimenta coi fornelli, una divertente idea in cui l”ironia e la quotidianità fanno sorridere grazie, ovviamente, alla simpatia di Maria Pia ma anche all”irresistibile spontaneità di suo figlio Andrea che con lei è protagonista di questa web serie nata da un”idea dell”attrice e del marito Roberto Pozzi, che si occupa delle riprese con lo smartphone, della regia e del montaggio.

Ci sono i passatelli, la torta allo yogurt, gli gnocchi di patate alla sorrentina, lo spezzatino, le uova in camicia, paglia e fieno coi piselli… e tante ricette della tradizione che hanno il sapore inconfondibile di casa. «Era un”idea che io e Roberto avevamo già in mente da tempo, quella di un format con me e Andrea alle prese con le ricette delle nonne», spiega la Timo, vista recentemente al cinema nei panni della Lumaca nel film «Pinocchio» di Matteo Garrone.Nei video spiccano la spontaneità e la simpatia di Andrea. «È a casa sua, sereno, e contento della trasmissione» conferma Maria Pia. Il mondo di storie e ricordi narrati con semplicità, affetto, ironia e con un”interazione divertente tra mamma e figlio è familiare e «vicino», per chi guarda da casa.«Il riscontro che abbiamo è grande – conferma la Timo -, il nostro scopo è far sorridere con una web serie buffa con cose di cucina e di famiglia. Le persone mi dicono che facciamo tanta compagnia e questo è un valore aggiunto a cui non avevo pensato inizialmente e che mi fa molto piacere».

L”appuntamento con «Tu Quoco, Figlio Mio» è quotidiano, fino alla fine del lockdown. Ma le puntate rimarranno visibili anche dopo, su YouTube. (s.f.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto: Maria Pia Timo e Andrea Pozzi

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea
Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Mario Perrotta interpreta le «ebiche» della sopravvivenza di Vincenzo Rabito

Trenta «ebiche» che, con intensità e profondità, raccontano la vita di un cantoniere siciliano dalla fine dell”Ottocento agli anni Sessanta del Novecento: a dar loro voce e anima è Mario Perrotta che tutti i giorni, in video, rilegge e interpreta «Terra matta» di Vincenzo Rabito. «Manuale di sopravvivenza» è infatti il progetto di e con Perrotta, che nasce da un’idea del Piccolo museo del diario ed è prodotto dall”Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, in collaborazione con Giulio Einaudi editore, Rai Radio3, Duel.

Dal 6 aprile scorso, ogni giorno sul canale YouTube dell”Archivio Diaristico, Perrotta fa vivere «Terra matta», le memorie di Vincenzo Rabito che Andrea Camilleri, nella prefazione al libro del cantoniere siciliano pubblicato da Einaudi, definì un «manuale di sopravvivenza involontario e miracoloso». L”attore leccese che da tempo risiede a Medicina, vincitore di ben tre Premi Ubu (nel 2015 per il miglior progetto artistico e organizzativo per il «Progetto Ligabue», nel 2013 come miglior attore protagonista per «Un bès – Antonio Ligabue», nel 2011 per la «Trilogia sull’individuo sociale») e di tanti altri riconoscimenti, è così protagonista di questo progetto che, nato nella situazione di isolamento fisico legato all”emergenza Coronavirus, si avvale delle musiche originali di Mario Arcari e di brani al pianoforte eseguiti da Silva Costanzo, e fino al 17 aprile è stato in onda con un”antologica anche su Radio3 Suite in apertura di trasmissione. «”Manuale di sopravvivenza” nasce da un”idea del Piccolo museo del diario, che è una filiazione dell”Archivio di Pieve Santo Stefano, dove sono raccolti i diari più singolari tra cui quello di Rabito che ha un”intera stanza dedicata e, quando uno vi entra, si sente la mia voce che lo legge. L”idea del museo è stata questa: non potendo restare aperto a causa della situazione legata al Coronavirus, portiamo il museo on line e facciamo uscire una delle storie che ne fanno parte» spiega Mario Perrotta.

L”appuntamento è quotidiano, con un”«ebica» al giorno. Ma che cos”è? «Riferendosi ai tempi della miseria, Rabito parla di “ebica” nel senso di epoca. Abbiamo perciò voluto chiamare così ogni puntata. In tutto saranno trenta, fino al 6 maggio, da quindici minuti l”una. Ho cercato di restituire tutto l”arco temporale del suo racconto, anche se per leggerlo tutto avrei dovuto fare novanta episodi da quindici minuti o trenta da quarantacinque! Invece sono corti da un quarto d”ora che accompagnano Vincenzo Rabito dall”anno della sua nascita nel 1899 al momento in cui si mise davanti alla macchina da scrivere per raccontare la sua vita». Naturalmente le puntate, una volta pubblicate, rimangono on line e possono essere viste anche tutte in una volta. «Volevo fare un progetto che fosse a lunga scadenza – continua l”attore -, per cercare di ridonare un senso al tempo, per scandirlo in modo più naturale, dare una dimensione rilassata». «Manuale di sopravvivenza» è un progetto complesso, emozionante nella storia umana, toccante per le difficoltà vissute e narrate, con un”umanità forte che Perrotta cattura, rende e sottolinea da par suo. Una novità nel panorama culturale del momento che colpisce per lo sguardo ampio che offre, per il respiro attento e calmo che permette di fare. Un progetto nato appositamente per il web nel momento in cui i teatri sono chiusi e gli spettatori si siedono davanti al computer. (s.f.)

L”intervista completa a Mario Perrotta è sul «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto (di Luigi Burroni): Mario Perrotta nel suo spettacolo «Il nome del padre»

Mario Perrotta interpreta le «ebiche» della sopravvivenza di Vincenzo Rabito
Cultura e Spettacoli 29 Aprile 2020

Il libro «Il sogno di Ditino» di Bacchilega Junior parla anche in cinese

È scritto, anche in cinese semplificato, il titolo del libro pubblicato dall’editore imolese Bacchilega Junior nel 2018, Il sogno di Ditino (per saperne di più), i cui diritti esteri sono da poco stati acquistati in Cina. Un segnale concreto di speranza, pur fatta di carta, per un futuro imminente più roseo del presente difficile che stiamo vivendo.

Ma anche un segnale culturalmente positivo che mostra come le storie e i libri viaggino in lungo e in largo per il mondo senza confini. A compiere questo viaggio, stavolta, è Ditino, protagonista del libro per piccolissimi lettori da 0 a 3 anni scritto in rima da Elisa Mazzoli e illustrato da Marianna Balducci con la particolare tecnica della foto-illustrazione che già nel precedente Il viaggio di Piedino aveva assicurato alla coppia e all’editore il prestigioso premio nazionale NatiPerLeggere.

Il ditino ritratto in fotografia appartiene allo stesso bambino di Piedino, Marco, un anno dopo. Anche i diritti di Piedino sono stati venduti all’estero. Il sogno di Ditino racconta le prime autonomie dei bambini a partire dall’anno e mezzo di età, quando il camminare si fa sicuro e la voglia di esplorare è ancora più grande. Quell’età in cui i bambini mettono i loro ditini proprio dappertutto: così, nel libro, Ditino vola, tocca, esplora, colora, segna, legge, fa il bagnetto, mangia. «È sempre emozionante che un proprio libro sia di interesse per persone di un Paese diverso da quello in cui la storia è nata – racconta l’autrice -. In un momento storico come questo che stiamo vivendo, poi, ricordarci di essere tutti cittadini del mondo, collegati gli uni agli altri come fossimo sulla stessa barca, è più che mai importante. La letteratura è da sempre un ponte fra le diversità, le storie viaggiano in tutte le direzioni, ed è bello sapere che bambini italiani e cinesi potranno avere in comune, fra tante cose simili e tante altre diverse, la storia di Ditino». (mi.mo.)

Nella foto: da sinistra, la copertina del libero in cinese ed in italiano

Il libro «Il sogno di Ditino» di Bacchilega Junior parla anche in cinese
Cronaca 24 Aprile 2020

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid

Come vede la gente il dopo emergenza Coronavirus? E” la domanda che si pone il Comune di Dozza, pronto a lanciare, a partire da lunedì 27 aprile, il progetto «Come sarà domani…», pensato per dare voce a quanti sentono il bisogno di esprimere le proprie considerazioni sull’attuale periodo emergenziale e sul futuro che si prospetta.

Obiettivi e modalità sono così spiegati dal sindaco Luca Albertazzi: «Il presente che stiamo vivendo mostra un orizzonte incerto, a tratti preoccupante, che al tempo stesso si apre a diverse prospettive ed aspettative, quindi abbiamo pensato di invitare ad esprimersi quanti, cittadini e non, vogliano rendere significativo questo cambiamento e la sua evoluzione; questo momento infatti è indubbiamente l’occasione per maturare una riflessione su come superare schemi obsoleti ed aspetti negativi del nostro modello di società e di vita. Ognuno potrà dare corpo a pensieri e riflessioni in riferimento alla propria visione del futuro, scegliendo la forma espressiva che gli è più congeniale: testi, foto, video, pittura, scultura e così via. Dozza, territorio da sempre vocato all’espressione artistica, si presta particolarmente ad accogliere qualsiasi suggestione».

Il materiale raccolto sarà custodito e divulgato tramite i canali istituzionali del Comune ed è possibile anche che vengano esposte in futuro. Tutti potranno partecipare, anche non dozzesi: i contributi dovranno essere inviati possibilmente tramite email, concordando eventuali diverse modalità con l’ufficio segreteria del Comune di Dozza, disponibile anche a fornire informazioni in materia. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid
Cronaca 23 Aprile 2020

«Obiettivo lettura», al via il progetto di Alleanza Cooperative Italiane sull’importanza di leggere

Da oggi, giovedì 23, fino al 30 aprile via al progetto «Obiettivo Lettura» di Alleanza Cooperative Italiane, in collaborazione con Cepell-Centro per la Promozione del Libro e della Lettura e Anni che nasce con l’obiettivo di promuovere la lettura e di contrastare la povertà educativa.

Un progetto che l’Alleanza ha lanciato al Salone Internazionale del Libro di Torino e che si propone di concentrare, nella settimana del 23-30 aprile, eventi, iniziative, attività diverse proposte dalle cooperative per i 12 milioni di soci che conta l’Alleanza in tutti i suoi settori. «L’emergenza Covid-19 ci ha costretti a ripensare questo progetto – spiegano i presidenti Giovanna Barni, Irene Bongiovanni e Carlo Scarzanella -, ma non abbiamo voluto disperdere lo sforzo organizzativo e di pensiero delle cooperative. Così abbiamo immaginato di lanciare una versione diversa di Obiettivo Lettura, che potesse dare spazio alle nostre cooperative editoriali e a tutta la cooperazione che ha deciso di aderire a questa azione di responsabilità verso la promozione della lettura e il contrasto alla povertà educativa. Crediamo che sia questa, oggi più che mai, una occasione irrinunciabile di dare spazio a tutta la filiera editoriale cooperativa, ma più in generale a tutto il mondo del libro».

Dal 23 al 30 aprile, sulle pagine social di Agci Culturalia, Confcooperative Cultura Turismo Sport e CulTurMedia Legacoop si susseguiranno i contenuti di questa settimana di promozione della Lettura. A caratterizzare il tutto anche un logo di Obiettivo Lettura, realizzato da una cooperativa del settore comunicazione: un altro esempio della bella intersettorialità del mondo cooperativo.

IL PROGRAMMA COMPLETO

«Obiettivo lettura», al via il progetto di Alleanza Cooperative Italiane sull’importanza di leggere

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