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Cronaca 6 Novembre 2019

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione

Continuano le iniziative della Sacmi in occasione del centenario della sua fondazione. La cooperativa imolese ha donato in questi giorni, nel corso di una cerimonia alla quale era presente anche il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, una nuova ambulanza alla Croce Rossa di Imola. La donazione, sottolinea una nota dell”azienda, «suggella un rapporto di lungo corso che, ultimo in ordine di tempo, ha visto fra l’altro la donazione di supporti alla mobilità per la non autosufficienza.

«Offrire un supporto concreto alle diverse fragilità che sempre di più coinvolgono anche il nostro territorio è l’obiettivo di questa iniziativa, che abbiamo scelto di promuovere in coincidenza con il traguardo così importante del primo secolo di vita dell’azienda» ha affermato il presidente della Sacmi, Paolo Mongardi. A ricevere le chiavi del nuovo mezzo è stata Fabrizia Fiumi, presidente del Comitato di Imola della Croce Rossa, che ha ben 130 anni di storia. Fiumi ha voluto mettere in evidenza che l”ambulanza è «di ultima generazione, conforme a tutte le normative europee. Grazie ad essa potremo essere ancora più vicini ai cittadini ed adempiere ancora meglio ai servizi che ci sono affidati in convenzione, dalla Ausl di Imola e  dal Montecatone Rehabilitation Institute».

La presidente ha poi aggiunto: «Trasportiamo  pazienti molto difficili. Per noi è un orgoglio ed un onore essere in grado di fornire loro il miglior servizio possibile. E non vanno dimenticate le centinaia di ore erogate dai nostri circa 290 volontari in termini di servizi di supporto in corsia, come quelli dei clown o degli assistenti ai pasti. Ai volontari, personale altamente formato che deve seguire corsi specifici, si affiancano poi i Soci sostenitori di Croce Rossa. Non a caso uno dei bacini più importanti di riferimento per la sottoscrizione di nuove quote associative è rappresentato dai dipendenti Sacmi, segno della vicinanza dell’azienda a questa città». (r.cr.)

Nella foto un momento della cerimonia di consegna

Centenario Sacmi, donata alla Croce Rossa di Imola un'ambulanza di ultima generazione
Cronaca 15 Ottobre 2019

Tanti doni alla Neuropsichiatria infantile da App&Down e “La centrale della birra'

Associazione App&Down a fianco del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola.
Nei giorni scorsi, il presidente Giuseppe Bianco e altri rappresentanti dell’associazione hanno consegnato all’Azienda usl cittadina le attrezzature acquistate grazie a quanto ricavato e donato nel corso dell’edizione 2019 de La centrale della birra.
Si tratta, nel dettaglio, di un Letto Bobath per fisioterapia, un fasciatoio, un seggiolone per i più piccini, un tavolo reclinabile ed un set multifunzione (sedie/sgabelli), per un valore di circa 3mila euro, che saranno utilizzati per le sedute di terapia riabilitativa e logopedica del servizio.

«L’entusiasmo, l’allegria e la generosità dei ragazzi di App&Down ci hanno davvero travolto in questi mesi – commentano il dottor Cosimo Ricciutello, direttore del reparto, e Giulia Suzzi, coordinatore tecnico –. Fin dalla primavera scorsa ci hanno comunicato la volontà di regalare al nostro servizio delle attrezzature che fossero di utilità e da quel momento siamo sempre stati in contatto, durante la festa La centrale e poi nella scelta di cosa acquistare per rendere più funzionale le nostre attività coi ragazzi. Il nostro è un servizio relativamente poco conosciuto a chi non lo frequenta, ed avere l’attenzione di questa associazione è stato un riconoscimento importante anche per tutti i nostri operatori».
«App&Down in questi anni ci ha dimostrato un’attenzione ed una sensibilità, indirizzata soprattutto verso i bambini e i ragazzi che curiamo, davvero importante – aggiunge Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola –. La nostra gratitudine all’associazione e tutti i cittadini che hanno partecipato alla festa La centrale per questa donazione».

«Siamo felici di dare il nostro contributo al meraviglioso staff del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – continua Giuseppe Bianco, presidente dell’associazione App&Down –. Sono persone speciali e speriamo che questi nuovi strumenti possano servire a migliorare il servizio di riabilitazione dei bambini». (r.cr.)

Tanti doni alla Neuropsichiatria infantile da App&Down e “La centrale della birra'
Cronaca 10 Ottobre 2019

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle

Gran gesto di solidarietà quello dell”associazione Voluptates che, nella giornata di ieri, ha devoluto circa 2.000 euro, ricavato dell”evento di degustazione vini dello scorso anno, al reparto di oncologia dell”ospedale di Imola. La cifra ha permesso l”acquisto di due barelle regolabili tramite molla pneumatica e dedicate al Day Hospital oncologico. «Siamo molto lieti che il ricavato delle iniziative che noi organizziamo con grande passione e piacere ci permetta anche di supportare i bisogni dell’ospedale e della comunità di cui facciamo parte – hanno detto Annarita Roncassaglia, Nadia Bassi e Antonio Paoletti, membri del direttivo di Voluptates -. Anche quest’anno lavoreremo per organizzare belle iniziative, che portino divertimento e generino solidarietà».

Parole di ringraziamento sono arrivate anche dal direttore del reparto Antonio Maestri. «Grazie da parte della nostra équipe e dei nostri pazienti per questo ennesimo dono di Voluptates che, ricordo, già lo scorso anno ci aveva donato una bellissima poltrona prelievi per gli ambulatori. Questi gesti sono un segno tangibile della vicinanza della comunità a chi affronta la malattia e a noi operatori che ce ne prendiamo cura». (d.b.)

Nella foto: la consegna della barella da parte dei membri del direttivo di Voluptates

L'associazione Voluptates in aiuto all'oncologia di Imola, donate due nuove barelle
Cronaca 2 Settembre 2019

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni

Un nuovo elettrocardiografo portatile a disposizione della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. Il prezioso apparecchio, che sarà impiegato per l”assistenza domiciliare, è stato donato dalla famiglia di Sandro Zaniboni in memoria del proprio congiunto, scomparso dopo una lunga malattia nell”estate del 2018.

La consegna dell”elettrocardiografo all”équipe infermieristica dell”assistenza domiciliare di Castel San Pietro è avvenuta nei giorni scorsi. Come il nuovo macchinario sarà impiegato lo spiega Sabrina Gabrielli, responsabile della Casa della Salute: «Con questa attrezzatura è possibile effettuare elettrocardiogrammi al letto del paziente, e quindi anche al domicilio. Grazie alle competenze degli infermieri e a queste tecnologie, una volta eseguito l’esame e rientrato in sede, l’infermiere domiciliare trasmette per via telematica l’Ecg alla Cardiologia. Molto spesso questa presa in carico del paziente cronico evita il ricorso al pronto soccorso e con l’attivazione di un’assistenza specifica al paziente fragile».

Sabrina Gabrielli ha poi espresso la riconoscenza per la «generosità e la sensibilità» di Carla e Giacomo Zaniboni che con questa donazione a favore di tutta la comunità castellana «hanno anche dimostrato che le infermiere della domiciliare di Castel San Pietro Terme hanno saputo essere vicine al paziente e alla famiglia, guadagnando la loro fiducia e riconoscenza. Per noi – ha concluso Gabrielli – un’importante motivazione a fare sempre del nostro meglio!». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”elettrocardiografo

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni
Cronaca 8 Agosto 2019

La Bcc Ravennate Forlivese e Imolese ha donato 1.400 euro per la ristrutturazione dell'asilo di Bubano

A Bubano i lavori di ristrutturazione della scuola d’infanzia paritaria, costruita 90 anni fa, procedono come da programma per far trovare ai bambini una struttura più sicura e accogliente all’inizio del nuovo anno scolastico.

Lo scorso 29 luglio La Bcc Ravennate, forlivese e imolese, rappresentata dal capo area territoriale Imola, Maurizio Martini, ha consegnato 1.400 euro con cui ha co-finanziato la raccolta fondi in corso sulla piattaforma online Idea Ginger, dove sono già stati raccolti oltre 15 mila euro grazie a circa 700 sostenitori. Alla consegna dell’assegno erano presenti la direttrice dell’asilo, Carmen Falconi, e don Antonio Commissari. (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”assegno

La Bcc Ravennate Forlivese e Imolese ha donato 1.400 euro per la ristrutturazione dell'asilo di Bubano
Cronaca 9 Luglio 2019

«Camminata sotto le stelle 2019», donati 1.420 euro alla Ginecologia di Imola

La «Camminata sotto le stelle 2019», svolta a Dozza il 21 giugno scorso e organizzata da «Rina e le sue amiche», ha permesso di ricavare 1.420 euro che, in aggiunta alla StraDozza di marzo, fanno circa 7mila euro da consegnare all’Ausl di Imola. Una parte saranno utilizzati per l’acquisto dello strumento professionale per la riabilitazione del pavimento pelvico femminile, oggi in fase di acquisizione da parte dell’Ausl, e circa 4mila euro, invece, per l’acquisto di un elettrobisturi per interventi ginecologici. «Nel corso del 2019 inaugureremo il riabilitatore pelvico per l’Urologia – hanno detto le organizzatrici Rina Sperindio e Nadia Nanni che ieri hanno incontrato il direttore generale Andrea Rossi, il direttore sanitario Andrea Neri ed il Direttore di Distretto Alberto Minardi – e con la Stradozza delle Superdonne 2020 siamo certe di poter raggiungere i circa 9mila euro necessari per questo nuovo obiettivo».

Gratitudine arrivata danche dai vertici dell”Azienda Usl di Imola. «Ringraziamo le organizzatrici, i volontari ed il Comune di Dozza che le supportano, ma soprattutto i tanti, donne e uomini, che aderiscono a queste camminate, oramai divenuti appuntamenti immancabili in cui ci si diverte e si fa vera salute, perché ci si diverte insieme, si promuove il movimento, la socialità, il territorio e si sostengono i servizi della sanità pubblica locale». (d.b.)

Nella foto: da sinistra, il direttore sanitario Andrea Neri, Rina Sperindio, il direttore generale Andrea Rossi, Nadia Nanni ed il Direttore di Distretto Alberto Minardi

«Camminata sotto le stelle 2019», donati 1.420 euro alla Ginecologia di Imola
Cronaca 1 Luglio 2019

Donare sangue salva la vita. Da Imola la storia di Tiziana, Giacomo e dei loro quattro figli

«La storia di una bellissima famiglia, che è tale anche per merito di chi ogni giorno dona il proprio sangue». Così l’Avis di Imola esordisce nel raccontare la vicenda toccante di Giacomo e Tiziana, giovane coppia imolese, con lui donatore dal 1993. «Nel 2005, durante il parto di uno dei loro quattro figli, Tiziana ha dovuto fare i conti con una fortissima emorragia, la sua emoglobina è scesa a 4 (il valore ottimale è 12.5) e, come dice Giacomo, “Era più di là che di qua” – raccontano sempre dall’Avis cittadina –.  Poi il miracolo: le vengono trasfuse quattro sacche di sangue e lei torna alla vita».

Insomma, «quattro donazioni di sangue hanno salvato Tiziana, quattro sacche di sangue hanno permesso a Caterina e Marco di avere una madre, quattro sacche di sangue hanno permesso a Giacomo di avere ancora con se la sua metà, quattro sacche di sangue hanno permesso a Tiziana e Giacomo di mettere al mondo altri due figli qualche anno dopo le trasfusioni – concludono dall’Avis –. Il sangue non può essere fabbricato: o lo si dona o si muore».

Una storia vera, resa nota dall”associazione per sensibilizzare alla donazione che fa capire davvero quanto un piccolo gesto possa significare concretamente salvare una vita. «Dio ha fatto l’impossibile grazie al possibile fatto dagli uomini», aggiunge Giacomo. «Io a 18 anni farò il donatore di sangue», ha concluso Luca che ha appena 8 anni. (r.cr.)

Nella foto Tiziana e Giacomo con due dei quattro figli (foto Avis Imola)

Donare sangue salva la vita. Da Imola la storia di Tiziana, Giacomo e dei loro quattro figli
Economia 26 Giugno 2019

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti

La società imolese Intech Automazione Sistemi ha donato all’Istituto tecnico industriale Alberghetti un «banco didattico» per il laboratorio dell’indirizzo di Elettrotecnica, che consentirà agli studenti di tradurre in pratica quanto imparato a lezione. «L’iniziativa – spiega la presidente Stefania Farolfi – nasce dal desiderio di promuovere e rafforzare il rapporto tra il mondo del lavoro e la scuola. Il processo di formazione nelle scuole superiori porterà i nostri giovani a diventare, a breve, i lavoratori, gli operai e i professionisti che guideranno le aziende del territorio e dell’economia italiana, sono loro la speranza e la garanzia del domani. Consapevoli di questa sfida ci è sembrato particolarmente interessante metterci in gioco in prima persona. Aprire una concreta finestra sul settore dell’automazione industriale, stimolando gli studenti con applicazioni pratiche».

Il banco didattico progettato da Intech è un’apparecchiatura costituita da un quadro elettronico di comando gestito da un Plc programmabile. Il banco didattico è corredato da un manuale operativo, redatto da Valter Boldrini, socio fondatore di Intech, che contiene cinque esercitazioni sperimentali per permettere agli alunni di familiarizzare con i concetti di «regolazione a velocità variabile», «conversione statica di potenza» e «alimentazione a velocità variabile».

La consegna dell’apparecchiatura è avvenuta a fine maggio alla presenza della dirigente scolastica Vanna Maria Monducci, del docente Michele Sanguedolce e degli studenti. (r.cr.)

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti
Cronaca 10 Aprile 2019

L’Azienda usl di Imola organizza due giorni di sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti per i trapianti

Domenica 14 aprile è la Giornata nazionale della donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule. Per questo l’Ausl di Imola, in collaborazione con alcune associazioni, propone due mattinate di sensibilizzazione sull”argomento: una venerdì 12 aprile dalle 10 alle 12 all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, un’altra lunedì 15 aprile, sempre dalle 10 alle 12, alla Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. In entrambe le occasioni si potranno ricevere informazioni, ma anche manifestare la propria volontà in merito alla donazione di organi, tessuti e cellule. 

Ricordiamo però che per chi invece avesse intenzione di esprimere la propria volontà in merito alla donazione di organi e tessuti, ma non potesse recarsi a Imola o a Castello nelle due giornate indicate, ci sono tre alternative: rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Azienda usl di Imola, Viale Amendola 2, compilare e firmare un modulo apposito. La manifestazione di volontà sarà inserita nell’archivio ufficiale del Centro Nazionale Trapianti (per informazioni 0542604121;  recarsi alle sedi Aido e compilare la tessera donatore (per informazioni: Aido Imola – 0542-604240 e Aido Castel San Pietro Terme); redigere una dichiarazione scritta, da tenere preferibilmente con sé tra i documenti, che riporti nome e cognome, dati anagrafici (data e luogo di nascita, codice fiscale, gli estremi di un proprio documento di identità (ad esempio: carta di identità rilasciata dal Comune di..) manifestazione di volontà, data e firma.

Molto importante, inoltre, è informare i famigliari riguardo a questa scelta consapevole poiché, in caso di mancata dichiarazione di volontà, i medici procedono al prelievo di organi solo se i famigliari non si oppongono (riferimento normativo: legge n. 91/99 – articolo 23). Ciascuno può comunque modificare la propria dichiarazione di volontà in qualunque momento e per i minorenni sono sempre i genitori a decidere il sì o il no alla donazione; se uno solo dei tutori è contrario, il prelievo non può essere effettuato. 

Il territorio imolese, e quello regionale più in generale, sono molto attivi nel campo della donazione sia di organi, tessuti e cellule, sia di sangue. Per quanto riguarda il numero di donatori per milione di abitanti, l’Emilia Romagna è ben sopra la media nazionale con 37,1 donatori contro i 27,6 dell’Italia. A Imola, nel campo del prelievo di organi, nel 2018 sono stati fatti quattro accertamenti di morte encefalica ed è stata registrata una donazione multitessuto. Il fiore all’occhiello dell’Ausl è la banca delle cornee di Imola, che nel 2018 ha raccolto 122 cornee da 61 donatori, con una percentuale di efficienza (il risultato della divisione tra il numero dei tessuti utilizzati rispetto a quelli prelevati da donatore idoneo) del 59,4% contro una media nazionale tra il 40 e il 50%.  

Un discorso a parte merita la donazione e l’utilizzo delle membrane amniotiche, provenienti da donazioni di partorienti che effettuano il taglio cesareo. Questo tessuto può essere destinato o alla chirurgia oftalmologica oppure alla produzione di un estratto di membrana amniotica usabile come collirio, che evita tutte le difficoltà legate alla pratica chirurgica. Il secondo tipo di lavorazione è stato messo a punto sin dalla fine degli anni 90 proprio presso la banca delle cornee di Imola ed è il frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto tutta l’equipe dell’Oculistica dell’Ausl di Imola, con risultaticondivisi con la comunità scientifica internazionale. La membrana amniotica omogeneizzata si è dimostrata molto valida nella cura delle patologie della superficie corneale, sostituendosi quasi totalmente all’impianto chirurgico della membrana stessa, con un impatto in termini di traumatismo sull’occhio e di durata del beneficio assai migliore. Nel 2018 sono stati registrati 518 utilizzi, di cui 2 impianti chirurgici di patch e 516 somministrazioni topiche, di cui 407 distribuite presso la nostra Ausl e109 presso strutture extra aziendali (12 regionali e 97 extra regionali). La banca imolese è anche l’unica banca in Italia certificata e autorizzata dal Centro nazionale trapianti per produrre e distribuire questo valido ed efficace prodotto. (r.cr.)

Per saperne di più sui dati relativi alle donazioni nel territorio imolese il servizio completo è pubblicato sul «sabato sera» in edicola dall’11 aprile 

L’Azienda usl di Imola organizza due giorni di sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti per i trapianti
Economia 10 Aprile 2019

Da anni Lem Carni e Imola Bevande alimentano la solidarietà donando le eccedenze al Banco Alimentare

La legge antisprechi, la cosiddetta legge Gadda dal nome della prima firmataria, è entrata in vigore il 14 settembre 2016. Si tratta per intenderci della normativa nata per favorire e incentivare, attraverso vari strumenti (sgravi fiscali, politiche educative, campagne di sensibilizzazione, semplificazione delle procedure), il recupero e la donazione delle eccedenze di cibo, farmaci e altri prodotti. Uno strumento certamente utile per combattere gli sprechi e dare una mano a chi, come la Fondazione Banco Alimentare, si occupa da anni della raccolta e del recupero di generi alimentari per ridistribuirli ad associazioni e strutture caritative.

Ma c’è anche chi non ha avuto bisogno di leggi per fare una scelta chiara di solidarietà. È il caso di alcune aziende del territorio che da tanti anni collaborano con il Banco Alimentare fornendo regolarmente i loro prodotti vicini alla data di scadenza. Tra queste c’è la Lem Carni, l’azienda di Toscanella che produce e vende carne di qualità in tutta Italia ed esporta in vari paesi europei. Fondata da Giambattista Lama, tuttora titolare, attualmente la Lem Carni conta una sessantina di dipendenti, ha una rete di 120 agenti commerciali. Il fatturato annuo solo commerciale (escludendo quindi le filiere produttive) è di 20 milioni di euro. Con una filosofia che punta alla qualità, la stessa che la Lem offre anche a chi è meno fortunato, attraverso la beneficenza. Come nasce la scelta di collaborare con il Banco Alimentare e con altre realtà caritative? Lama risponde con semplicità: «Io ho fatto la gavetta e la gavetta è una grande maestra. Nella vita ho avuto la fortuna di avere una bella famiglia e il lavoro giusto, che mi ha permesso di creare piccoli capitali che ci coprono per il futuro. Perché non fare beneficenza? La famiglia Lama è molto attenta alle realtà come il Banco, non abbiamo bisogno dileggi, perché abbiamo le nostre motivazioni».

La stessa attenzione e motivazioni simili contraddistinguono anche l’esperienza di Imola Bevande. Anche per Giuseppe Sgalaberni, amministratore e proprietario, insieme al fratello Luca, dell’azienda di Mordano nata nel 1992 e che impiega oggi una quarantina di persone, la relazione con il Banco Alimentare è consolidata e quasi naturale.«Nel nostro contesto è molto facile avere prodotti vicino alla scadenza – spiega -. La collaborazione è cominciata con il primo presidente Giovanni De Santis e l’abbiamo consolidata con il direttore Gianluca Benini. Riteniamo eticamente corretto mettere a disposizione le merci piuttosto che buttarle via, creando un’utilità per altre persone. Il nostro standard di vendita è di 90 giorni, non andiamo oltre per scelta aziendale, quando oltrepassiamo il limite mettiamo le merci a disposizione del Banco, al quale forniamo le bevande anche per gli eventi, le cene e altre attività». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Nella foto: a sinistra Giuseppe Sgalaberni, a destra Giambattista Lama

Da anni Lem Carni e Imola Bevande alimentano la solidarietà donando le eccedenze al Banco Alimentare

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