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Cronaca 2 Settembre 2019

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni

Un nuovo elettrocardiografo portatile a disposizione della Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. Il prezioso apparecchio, che sarà impiegato per l”assistenza domiciliare, è stato donato dalla famiglia di Sandro Zaniboni in memoria del proprio congiunto, scomparso dopo una lunga malattia nell”estate del 2018.

La consegna dell”elettrocardiografo all”équipe infermieristica dell”assistenza domiciliare di Castel San Pietro è avvenuta nei giorni scorsi. Come il nuovo macchinario sarà impiegato lo spiega Sabrina Gabrielli, responsabile della Casa della Salute: «Con questa attrezzatura è possibile effettuare elettrocardiogrammi al letto del paziente, e quindi anche al domicilio. Grazie alle competenze degli infermieri e a queste tecnologie, una volta eseguito l’esame e rientrato in sede, l’infermiere domiciliare trasmette per via telematica l’Ecg alla Cardiologia. Molto spesso questa presa in carico del paziente cronico evita il ricorso al pronto soccorso e con l’attivazione di un’assistenza specifica al paziente fragile».

Sabrina Gabrielli ha poi espresso la riconoscenza per la «generosità e la sensibilità» di Carla e Giacomo Zaniboni che con questa donazione a favore di tutta la comunità castellana «hanno anche dimostrato che le infermiere della domiciliare di Castel San Pietro Terme hanno saputo essere vicine al paziente e alla famiglia, guadagnando la loro fiducia e riconoscenza. Per noi – ha concluso Gabrielli – un’importante motivazione a fare sempre del nostro meglio!». (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”elettrocardiografo

Un nuovo elettrocardiografo portatile alla Casa della Salute di Castel San Pietro in memoria di Sandro Zaniboni
Cronaca 8 Agosto 2019

La Bcc Ravennate Forlivese e Imolese ha donato 1.400 euro per la ristrutturazione dell'asilo di Bubano

A Bubano i lavori di ristrutturazione della scuola d’infanzia paritaria, costruita 90 anni fa, procedono come da programma per far trovare ai bambini una struttura più sicura e accogliente all’inizio del nuovo anno scolastico.

Lo scorso 29 luglio La Bcc Ravennate, forlivese e imolese, rappresentata dal capo area territoriale Imola, Maurizio Martini, ha consegnato 1.400 euro con cui ha co-finanziato la raccolta fondi in corso sulla piattaforma online Idea Ginger, dove sono già stati raccolti oltre 15 mila euro grazie a circa 700 sostenitori. Alla consegna dell’assegno erano presenti la direttrice dell’asilo, Carmen Falconi, e don Antonio Commissari. (r.cr.)

Nella foto la consegna dell”assegno

La Bcc Ravennate Forlivese e Imolese ha donato 1.400 euro per la ristrutturazione dell'asilo di Bubano
Cronaca 9 Luglio 2019

«Camminata sotto le stelle 2019», donati 1.420 euro alla Ginecologia di Imola

La «Camminata sotto le stelle 2019», svolta a Dozza il 21 giugno scorso e organizzata da «Rina e le sue amiche», ha permesso di ricavare 1.420 euro che, in aggiunta alla StraDozza di marzo, fanno circa 7mila euro da consegnare all’Ausl di Imola. Una parte saranno utilizzati per l’acquisto dello strumento professionale per la riabilitazione del pavimento pelvico femminile, oggi in fase di acquisizione da parte dell’Ausl, e circa 4mila euro, invece, per l’acquisto di un elettrobisturi per interventi ginecologici. «Nel corso del 2019 inaugureremo il riabilitatore pelvico per l’Urologia – hanno detto le organizzatrici Rina Sperindio e Nadia Nanni che ieri hanno incontrato il direttore generale Andrea Rossi, il direttore sanitario Andrea Neri ed il Direttore di Distretto Alberto Minardi – e con la Stradozza delle Superdonne 2020 siamo certe di poter raggiungere i circa 9mila euro necessari per questo nuovo obiettivo».

Gratitudine arrivata danche dai vertici dell”Azienda Usl di Imola. «Ringraziamo le organizzatrici, i volontari ed il Comune di Dozza che le supportano, ma soprattutto i tanti, donne e uomini, che aderiscono a queste camminate, oramai divenuti appuntamenti immancabili in cui ci si diverte e si fa vera salute, perché ci si diverte insieme, si promuove il movimento, la socialità, il territorio e si sostengono i servizi della sanità pubblica locale». (d.b.)

Nella foto: da sinistra, il direttore sanitario Andrea Neri, Rina Sperindio, il direttore generale Andrea Rossi, Nadia Nanni ed il Direttore di Distretto Alberto Minardi

«Camminata sotto le stelle 2019», donati 1.420 euro alla Ginecologia di Imola
Cronaca 1 Luglio 2019

Donare sangue salva la vita. Da Imola la storia di Tiziana, Giacomo e dei loro quattro figli

«La storia di una bellissima famiglia, che è tale anche per merito di chi ogni giorno dona il proprio sangue». Così l’Avis di Imola esordisce nel raccontare la vicenda toccante di Giacomo e Tiziana, giovane coppia imolese, con lui donatore dal 1993. «Nel 2005, durante il parto di uno dei loro quattro figli, Tiziana ha dovuto fare i conti con una fortissima emorragia, la sua emoglobina è scesa a 4 (il valore ottimale è 12.5) e, come dice Giacomo, “Era più di là che di qua” – raccontano sempre dall’Avis cittadina –.  Poi il miracolo: le vengono trasfuse quattro sacche di sangue e lei torna alla vita».

Insomma, «quattro donazioni di sangue hanno salvato Tiziana, quattro sacche di sangue hanno permesso a Caterina e Marco di avere una madre, quattro sacche di sangue hanno permesso a Giacomo di avere ancora con se la sua metà, quattro sacche di sangue hanno permesso a Tiziana e Giacomo di mettere al mondo altri due figli qualche anno dopo le trasfusioni – concludono dall’Avis –. Il sangue non può essere fabbricato: o lo si dona o si muore».

Una storia vera, resa nota dall”associazione per sensibilizzare alla donazione che fa capire davvero quanto un piccolo gesto possa significare concretamente salvare una vita. «Dio ha fatto l’impossibile grazie al possibile fatto dagli uomini», aggiunge Giacomo. «Io a 18 anni farò il donatore di sangue», ha concluso Luca che ha appena 8 anni. (r.cr.)

Nella foto Tiziana e Giacomo con due dei quattro figli (foto Avis Imola)

Donare sangue salva la vita. Da Imola la storia di Tiziana, Giacomo e dei loro quattro figli
Economia 26 Giugno 2019

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti

La società imolese Intech Automazione Sistemi ha donato all’Istituto tecnico industriale Alberghetti un «banco didattico» per il laboratorio dell’indirizzo di Elettrotecnica, che consentirà agli studenti di tradurre in pratica quanto imparato a lezione. «L’iniziativa – spiega la presidente Stefania Farolfi – nasce dal desiderio di promuovere e rafforzare il rapporto tra il mondo del lavoro e la scuola. Il processo di formazione nelle scuole superiori porterà i nostri giovani a diventare, a breve, i lavoratori, gli operai e i professionisti che guideranno le aziende del territorio e dell’economia italiana, sono loro la speranza e la garanzia del domani. Consapevoli di questa sfida ci è sembrato particolarmente interessante metterci in gioco in prima persona. Aprire una concreta finestra sul settore dell’automazione industriale, stimolando gli studenti con applicazioni pratiche».

Il banco didattico progettato da Intech è un’apparecchiatura costituita da un quadro elettronico di comando gestito da un Plc programmabile. Il banco didattico è corredato da un manuale operativo, redatto da Valter Boldrini, socio fondatore di Intech, che contiene cinque esercitazioni sperimentali per permettere agli alunni di familiarizzare con i concetti di «regolazione a velocità variabile», «conversione statica di potenza» e «alimentazione a velocità variabile».

La consegna dell’apparecchiatura è avvenuta a fine maggio alla presenza della dirigente scolastica Vanna Maria Monducci, del docente Michele Sanguedolce e degli studenti. (r.cr.)

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti
Cronaca 10 Aprile 2019

L’Azienda usl di Imola organizza due giorni di sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti per i trapianti

Domenica 14 aprile è la Giornata nazionale della donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule. Per questo l’Ausl di Imola, in collaborazione con alcune associazioni, propone due mattinate di sensibilizzazione sull”argomento: una venerdì 12 aprile dalle 10 alle 12 all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola, un’altra lunedì 15 aprile, sempre dalle 10 alle 12, alla Casa della Salute di Castel San Pietro Terme. In entrambe le occasioni si potranno ricevere informazioni, ma anche manifestare la propria volontà in merito alla donazione di organi, tessuti e cellule. 

Ricordiamo però che per chi invece avesse intenzione di esprimere la propria volontà in merito alla donazione di organi e tessuti, ma non potesse recarsi a Imola o a Castello nelle due giornate indicate, ci sono tre alternative: rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Azienda usl di Imola, Viale Amendola 2, compilare e firmare un modulo apposito. La manifestazione di volontà sarà inserita nell’archivio ufficiale del Centro Nazionale Trapianti (per informazioni 0542604121;  recarsi alle sedi Aido e compilare la tessera donatore (per informazioni: Aido Imola – 0542-604240 e Aido Castel San Pietro Terme); redigere una dichiarazione scritta, da tenere preferibilmente con sé tra i documenti, che riporti nome e cognome, dati anagrafici (data e luogo di nascita, codice fiscale, gli estremi di un proprio documento di identità (ad esempio: carta di identità rilasciata dal Comune di..) manifestazione di volontà, data e firma.

Molto importante, inoltre, è informare i famigliari riguardo a questa scelta consapevole poiché, in caso di mancata dichiarazione di volontà, i medici procedono al prelievo di organi solo se i famigliari non si oppongono (riferimento normativo: legge n. 91/99 – articolo 23). Ciascuno può comunque modificare la propria dichiarazione di volontà in qualunque momento e per i minorenni sono sempre i genitori a decidere il sì o il no alla donazione; se uno solo dei tutori è contrario, il prelievo non può essere effettuato. 

Il territorio imolese, e quello regionale più in generale, sono molto attivi nel campo della donazione sia di organi, tessuti e cellule, sia di sangue. Per quanto riguarda il numero di donatori per milione di abitanti, l’Emilia Romagna è ben sopra la media nazionale con 37,1 donatori contro i 27,6 dell’Italia. A Imola, nel campo del prelievo di organi, nel 2018 sono stati fatti quattro accertamenti di morte encefalica ed è stata registrata una donazione multitessuto. Il fiore all’occhiello dell’Ausl è la banca delle cornee di Imola, che nel 2018 ha raccolto 122 cornee da 61 donatori, con una percentuale di efficienza (il risultato della divisione tra il numero dei tessuti utilizzati rispetto a quelli prelevati da donatore idoneo) del 59,4% contro una media nazionale tra il 40 e il 50%.  

Un discorso a parte merita la donazione e l’utilizzo delle membrane amniotiche, provenienti da donazioni di partorienti che effettuano il taglio cesareo. Questo tessuto può essere destinato o alla chirurgia oftalmologica oppure alla produzione di un estratto di membrana amniotica usabile come collirio, che evita tutte le difficoltà legate alla pratica chirurgica. Il secondo tipo di lavorazione è stato messo a punto sin dalla fine degli anni 90 proprio presso la banca delle cornee di Imola ed è il frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto tutta l’equipe dell’Oculistica dell’Ausl di Imola, con risultaticondivisi con la comunità scientifica internazionale. La membrana amniotica omogeneizzata si è dimostrata molto valida nella cura delle patologie della superficie corneale, sostituendosi quasi totalmente all’impianto chirurgico della membrana stessa, con un impatto in termini di traumatismo sull’occhio e di durata del beneficio assai migliore. Nel 2018 sono stati registrati 518 utilizzi, di cui 2 impianti chirurgici di patch e 516 somministrazioni topiche, di cui 407 distribuite presso la nostra Ausl e109 presso strutture extra aziendali (12 regionali e 97 extra regionali). La banca imolese è anche l’unica banca in Italia certificata e autorizzata dal Centro nazionale trapianti per produrre e distribuire questo valido ed efficace prodotto. (r.cr.)

Per saperne di più sui dati relativi alle donazioni nel territorio imolese il servizio completo è pubblicato sul «sabato sera» in edicola dall’11 aprile 

L’Azienda usl di Imola organizza due giorni di sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti per i trapianti
Economia 10 Aprile 2019

Da anni Lem Carni e Imola Bevande alimentano la solidarietà donando le eccedenze al Banco Alimentare

La legge antisprechi, la cosiddetta legge Gadda dal nome della prima firmataria, è entrata in vigore il 14 settembre 2016. Si tratta per intenderci della normativa nata per favorire e incentivare, attraverso vari strumenti (sgravi fiscali, politiche educative, campagne di sensibilizzazione, semplificazione delle procedure), il recupero e la donazione delle eccedenze di cibo, farmaci e altri prodotti. Uno strumento certamente utile per combattere gli sprechi e dare una mano a chi, come la Fondazione Banco Alimentare, si occupa da anni della raccolta e del recupero di generi alimentari per ridistribuirli ad associazioni e strutture caritative.

Ma c’è anche chi non ha avuto bisogno di leggi per fare una scelta chiara di solidarietà. È il caso di alcune aziende del territorio che da tanti anni collaborano con il Banco Alimentare fornendo regolarmente i loro prodotti vicini alla data di scadenza. Tra queste c’è la Lem Carni, l’azienda di Toscanella che produce e vende carne di qualità in tutta Italia ed esporta in vari paesi europei. Fondata da Giambattista Lama, tuttora titolare, attualmente la Lem Carni conta una sessantina di dipendenti, ha una rete di 120 agenti commerciali. Il fatturato annuo solo commerciale (escludendo quindi le filiere produttive) è di 20 milioni di euro. Con una filosofia che punta alla qualità, la stessa che la Lem offre anche a chi è meno fortunato, attraverso la beneficenza. Come nasce la scelta di collaborare con il Banco Alimentare e con altre realtà caritative? Lama risponde con semplicità: «Io ho fatto la gavetta e la gavetta è una grande maestra. Nella vita ho avuto la fortuna di avere una bella famiglia e il lavoro giusto, che mi ha permesso di creare piccoli capitali che ci coprono per il futuro. Perché non fare beneficenza? La famiglia Lama è molto attenta alle realtà come il Banco, non abbiamo bisogno dileggi, perché abbiamo le nostre motivazioni».

La stessa attenzione e motivazioni simili contraddistinguono anche l’esperienza di Imola Bevande. Anche per Giuseppe Sgalaberni, amministratore e proprietario, insieme al fratello Luca, dell’azienda di Mordano nata nel 1992 e che impiega oggi una quarantina di persone, la relazione con il Banco Alimentare è consolidata e quasi naturale.«Nel nostro contesto è molto facile avere prodotti vicino alla scadenza – spiega -. La collaborazione è cominciata con il primo presidente Giovanni De Santis e l’abbiamo consolidata con il direttore Gianluca Benini. Riteniamo eticamente corretto mettere a disposizione le merci piuttosto che buttarle via, creando un’utilità per altre persone. Il nostro standard di vendita è di 90 giorni, non andiamo oltre per scelta aziendale, quando oltrepassiamo il limite mettiamo le merci a disposizione del Banco, al quale forniamo le bevande anche per gli eventi, le cene e altre attività». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Nella foto: a sinistra Giuseppe Sgalaberni, a destra Giambattista Lama

Da anni Lem Carni e Imola Bevande alimentano la solidarietà donando le eccedenze al Banco Alimentare
Cronaca 3 Aprile 2019

Dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola una donazione di 330.000 euro all'Azienda usl

Una donazione da 330 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola all”Azienda usl per l’acquisto di attrezzature destinate al reparto di Oculistica, alle sale operatorie di Chirurgia e Ortopedia, per l”invio dei referti a domicilio e per il progetto autismo. Il ricco contributo e la sua destinazione è stato presentato nei giorni scorsi in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega, il direttore generale dell’Ausl di Imola Andrea Rossi, i direttori delle unità operative che hanno ricevuto le donazioni Rocco De Fazio (direttore facente funzioni di Oculistica) e Romano Linguerri (responsabile Chirurgia di urgenza – Unità operativa Chirurgia generale).  

I sistemi completi per interventi endoscopici/laparoscopici sono già in uso nel blocco operatorio dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola già dalla seconda metà del 2018. Hanno un valore complessivo di 104 mila euro e sono composti da telecamera Image 1 e processore di immagini. La telecamera permette un impiego multidisciplinare e modulare, progettato per soddisfare le esigenze di una moderna chirurgia endoscopica e laparoscopica avanzata, garantendo altissimi standard video. Si tratta dunque di una tecnologia che apre a molteplici possibilità di visualizzazione dell’immagine, fornendo un prezioso ausilio al chirurgo sia in ambito diagnostico che operatorio.

Per quanto riguarda invece il microscopio operatorio per la chirurgia dell’occhio Proveo 8, rappresenta il massimo della tecnologia dedicata al settore, grazie all’illuminazione tramite quattro led coassiali. E” impiegato dall’inizio del 2019 nelle sale operatorie di Castel San Pietro Terme per gli interventi di chirurgia anteriore e posteriore dell’occhio (chirurgia vitroretinica, glaucoma, trapianto di cornea, ecc). Il valore totale del microscopio operatorio è di circa 133 mila euro. 

Come ogni anno il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola all”Azienda usl non si è fermato alla tecnologia. Sono stati confermati, ad esempio, i fondi necessari per la copertura del costo di spedizione dei referti al domicilio, servizio attivo sul territorio fin dal 1997. Nel 2018 grazie alla donazione proveniente da palazzo Sersanti sono stati inviati al domicilio dei cittadini del circondario imolese 129.704 referti, di cui 90.356 di laboratorio analisi, 34.587 di anatomia patologica, 191 di genetica medica, 3883 di centro trasfusionale/Avis, 677 di neurologia, per un totale di 85 mila euro. Il numero dei referti e la relativa spesa sono tuttavia in progressivo calo grazie all’attivazione da parte di sempre più cittadini del fascicolo sanitario elettronico. Nel 2018 sono stati 9.624 i cittadini che hanno attivato questo strumento, per un totale di oltre 31 mila fascicoli attivi al 31 dicembre, oltre il 25% degli assistiti, la percentuale più alta nel panorama regionale. 

Infine, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola contribuisce al finanziamento del “Progetto di consulenza/supervisione tecnica sugli aspetti di analisi del comportamento nel trattamento dei minori con disturbi dello spettro autistico”, che nell’anno scolastico 2018-2019 vede coinvolti 23 ragazzi, per un totale di oltre 160 workshop individuali e con una spesa complessiva di circa 30.000 euro, di cui 7.000 devoluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e la restante parte finanziata dall’Ausl. (r.cr.)

Dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola una donazione di 330.000 euro all'Azienda usl
Cronaca 24 Dicembre 2018

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone

Quando un incontro conviviale tra amici diventa un”occasione di impegno sociale. È ciò che è successo nei giorni scorsi, grazie ai «Triventini», un gruppo di cittadini imolesi originari del paese molisano di Trivento (Campobasso) che hanno approfittato del loro ritrovo annuale per effettuare una donazione di materiale informatico all”ospedale di Montecatone. Gli oggetti donati, 1.300 euro in notebook, schede wi-fi, web cam e altro ancora, sono stati messi a disposizione della scuola e della sala informatica per pazienti e familiari dell’istituto.

Mauro Donatone, portavoce del gruppo, racconta come è nata l’iniziativa. «Dal 2015 ci troviamo tra compaesani triventini residenti a Imola. È un momento per stare insieme, per ritrovarsi e scambiare esperienze e ricordi, per riproporre tradizioni e rimarcare il nostro attaccamento alla terra di origine; il tutto intorno a un piatto tipico di carnevale, “Le Pallotte”, polpette a base di mollica di pane, formaggio e uova, cotte in un sugo di carne di maiale. L’iniziativa è nata tramite il passa parola e i social e in pochi anni siamo riusciti a riunire circa 500 triventini di diverse generazioni. Tutte queste persone ci hanno aiutato a mettere in piedi una serata unica: una serata che non significa solo festa ma anche impegno sociale. Nelle varie edizioni, infatti, abbiamo fatto in modo di poter lasciare un segno tangibile di questo evento a beneficio di realtà locali».

Per il 2018 la scelta è caduta su Montecatone e in particolare sulla «Scuola in ospedale», il progetto che permette ai giovani pazienti in età scolare la possibilità di continuare gli studi durante il lungo periodo del ricovero, senza rinunciare alla riabilitazione. L’iniziativa, che nel 2019 celebra i 15 anni di attività a Montecatone, ha accompagnato oltre 150 studenti e si avvale della collaborazione dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola per la scuola secondaria di primo grado e dell’istituto Scappi di Castel San Pietro Terme per le scuole secondarie di secondo grado.

Alla consegna del materiale era presente la professoressa Giulia Bassi, docente dello Scappi e coordinatrice della scuola a Montecatone, che ha commentato: «Siamo grati di questa donazione che rappresenta un riconoscimento per l’attività quotidiana che facciamo con questi ragazzi. È appassionante dedicarci a questi alunni, è una sfida che personalmente accetto sempre molto volentieri».

Claudia Corsolini, coordinatrice del servizio socio educativo di Montecatone, ha infine aggiunto: «Il gesto degli amici Triventini ci parla di persone che hanno dovuto lasciare il loro paese, che a Imola hanno trovato un nuovo percorso di vita e guardano al futuro con spirito di condivisione e autentica vicinanza. Anche le persone ricoverate a Montecatone spesso arrivano da lontano, ma guardano al futuro con molti giustificati timori; questa donazione trasmette un grande segno di fiducia nella possibilità di vivere in una società accogliente ed attenta ai bisogni di tutti».

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone
Cronaca 5 Dicembre 2018

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno

Una donazione da 7.500 euro per Casa Guglielmi. La struttura d”accoglienza per famiglie dei pazienti di Montecatone è infatti una delle tre realtà alle quali il Club Clay Regazzoni di Lodi ha assegnato i fondi raccolti nella 25° edizione del Gran Premio della Solidarietà, che si è tenuta nei giorni scorsi a Comazzo (Lo).

Nel corso della serata, la presidente di Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, ha ricevuto l”assegno dalle mani di Ivan Capelli, ex pilota Ferrari e ora commentatore sportivo. Erano inoltre presenti Luca Dal Monte, autore del libro «Ferrari Rex», sulla vita di Enzo Ferrari e la figlia di Clay Regazzoni, Alessia.

Per chi non lo sapesse, Clay Regazzoni, della Svizzera italiana, era un pilota automobilistico che corse diverse stagioni con la Ferrari negli anni Settanta, contribuendo a far vincere due titoli costruttori alla scuderia di Maranello e arrivando anche vicinissimo, nel 1974, al titolo piloti. Nel 1980 la sua carriera però finì a causa di un incidente che lo rese paraplegico. 

Il club che porta il suo nome fu voluto dallo stesso Clay Regazzoni, scomparso nel dicembre del 2006, allo scopo di raccogliere fondi e promuovere iniziative di sensibilizzazione a favore di realtà d”eccellenza che operano sul territorio nazionale nel campo della ricerca, assistenza e cura di persone colpite da lesioni midollari e delle loro famiglie, dunque perfettamente in linea con l”attività svolta a Montecatone dalla struttura imolese. 

«Si tratta di una collaborazione che si rafforza da ormai 7 anni – ha detto Claudia Gasperini, ringraziando il club, la famiglia Regazzoni e tutti i donatori -. I fondi raccolti saranno impiegati, come sempre, per ridurre le tariffe a favore delle famiglie più bisognose, garantendo in alcuni casi anche l”ospitalità gratuita».

Nella foto un momento della cerimonia

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno

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