Posts by tag: legalità

Cronaca 18 Febbraio 2020

La legalità secondo Daniele Nicastro. A Mordano incontro con l'autore di libri per ragazzi

Si parlerà di legalità con l”autore di libri per ragazzi Daniele Nicastro alla biblioteca comunale di Mordano, questa sera, alle ore 20.30.
«E” roba per i mafiosi – scrive nel suo libro Grande (edizioni Einaudi Ragazzi) in cui tratta il tema della mafia – e io non sono uno di loro, nemmeno ci assomiglio! Me li immagino con la lupara e lo stuzzicadenti in bocca… Ok, forse sto esagerando, sono così nei film, che ne so io come sono nella vita reale?».
La legalità secondo Daniele Nicastro. A Mordano incontro con l'autore di libri per ragazzi
Cronaca 20 Novembre 2019

Sicurezza e legalità con Achille Serra ed Ezio Roi nel secondo incontro pubblico di «Fare, cambiare, migliorare»

Seconda uscita pubblica per l”associazione «Fare, cambiare, migliorare», che ha tra i promotori la ormai ex consigliera comunale Carmen Cappello, candidata sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali del 2018. Domani, giovedì 21 novembre alle 20 alla sala delle Stagioni in via Emilia 25 a Imola, è in programma un incontro sul tema «Sicurezza dei cittadini e cultura della legalità».

Il tema sarà analizzato ed esposto da Achille Serra, protagonista della lotta alla criminalità organizzata e della tutela della legalità e della sicurezza. Serra, classe 1941, già prefetto di Palermo, Roma, Ancona e Firenze, questore di Milano, capo della Digos, dello Sco e della Criminalpol, ha vissuto in prima persona, scrivono in una nota gli organizzatori dell”evento, «gli anni terribili e infuocati della storia italiana, dalla bomba di piazza Fontana all”omicidio Calabresi, dalle manifestazioni del movimento studentesco al boom dei sequestri di persona e al caso Vallanzasca, alla Colombia del cartello di Cali e al caso, a noi più vicino, della Uno bianca». 

Ad intervistare Serra sarà Ezio Roi, ex assessore alla Sicurezza e Legalità del Comune di Imola e proveniente dall”ambito giudiziario. «I cittadini chiedono a gran voce maggior sicurezza e l”applicazione puntuale delle leggi – aggiungono ancora gli organizzatori -. Sentire dalla voce di chi questi valori e temi li ha sempre praticati nel concreto è, a nostro parere, il miglior modo per far passare il messaggio che serve l”impegno di ciascuno di noi e che si può fare». (r.cr.)

Nelle foto: a sinistra l”ex assessore alla Sicurezza del Comune di Imola Ezio Roi e, a destra, Carmen Cappello durante l”ultimo consiglio comunale

Sicurezza e legalità con Achille Serra ed Ezio Roi nel secondo incontro pubblico di «Fare, cambiare, migliorare»
Cronaca 18 Settembre 2019

Il Comune di Imola organizza «In difesa dei più fragili», iniziativa pubblica contro le truffe agli anziani

Combattere le truffe agli anziani. Con questo scopo nasce l’incontro pubblico «In difesa dei più fragili», che si svolgerà giovedì 19 settembre dalle ore 18 alle 20.30 nella sala Bcc Città & Cultura in via Emilia 212. Ad organizzarlo è il Comune di Imola, in collaborazione con la polizia locale, la polizia di Stato, i carabinieri, la guardia di finanza, l’associazione di consumatori «Avvocati al tuo fianco» e il sindacato di polizia Sap. Durante l’iniziativa verranno illustrati diversi consigli utili per prevenire truffe e raggiri che spesso vengono attuati a danno di persone anziane.

«I furti e le truffe ai danni degli anziani sono tra i reati più odiosi, perché commessi nei confronti di persone deboli, facili da mettere nel mirino approfittando della loro buonafede. Eppure questi episodi sono frequenti, un vero incubo e una volta svelato, la medesima vittima non si capacita di come sia potuta cadere nell’inganno» spiega l’assessore alla Sicurezza e Legalità del Comunedi Imola, Andrea Longhi, che ha fortemente voluto l’iniziativa. Sarà proprio Longhi ad aprire la serata con il suo intervento, seguito dagli interventi dei rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’associazione di consumatori «Avvocati al tuo fianco». Nel corso dell’incontro verranno illustrate le metodologie adottate dalla criminalità in materia di truffe e si parlerà, nello specifico, di come riconoscere ed evitare una situazione di pericolo, fornendo informazioni e consigli utili per prevenire truffe e raggiri.

A questo proposito, l’assessore Longhi aggiunge: «Ci sono suggerimenti che possono sembrare banali, come quello di chiamare le forze dell’ordine a fronte di situazioni ambigue, ed altri che sono dettati dal semplice buonsenso, come quello di non aprire agli sconosciuti o di essere prudenti quando si preleva denaro a uno sportello bancomat – e conclude – la prevenzione è la miglior difesa e il nostro obiettivo è quello di mettere in guardia dalle truffe più ricorrenti. E per farlo abbiamo inteso far sedere allo stesso tavolo appartenenti alle forze dell’ordine, che possano raccontarci quali comportamenti porre in essere per difenderci dalle truffe ricorrenti, ma anche avvocati dell’associazione consumatori «Avvocati al tuo fianco», per spiegarci come reagire a che ci impegnano senza aver rispettato quanto indicato dalla legge in tema di contratti». La serata è particolarmente rivolta non solo alle persone anziane ma anche ai loro famigliari,che possono poi condividere coni propri cari quanto appreso nel corso dell’incontro pubblico. (r.cr.)

Nella foto l”assessore Andrea Longhi

Il Comune di Imola organizza «In difesa dei più fragili», iniziativa pubblica contro le truffe agli anziani
Cronaca 24 Luglio 2019

Ha riaperto nella sede del Nuovo Circondario imolese lo sportello antiusura e antiracket di Libera Bologna

Ha riaperto il 23 luglio a Imola lo sportello antiusura e antiracket, gestito da Libera Bologna in collaborazione con il Nuovo Circondario imolese e il sostegno dell”Azienda usl di Imola. Si tratta di un presidio che offre ascolto e consulenza legale alle vittime dell”usura, ma anche a chi desidera eliminare dalla propria attività commerciale le slot machine. Lo sportello, nato per dare una risposta più strutturata alle sempre più numerose richieste di aiuto rivolte anche nel nostro territorio a “Libera contro le mafie” da vittime di episodi di usura, racket o estorsione, è attivato nella sede del Nuovo Circondario imolese, in via Boccaccio 27 a Imola, al terzo piano. Ogni quindici giorni sarà presente l”avvocato Giacomo Di Modica, che è già stato responsabile del servizio anche negli anni passati.

Tutti coloro che contatteranno la struttura riceveranno una risposta dallo sportello. Tale risposta potrà consistere nella possibilità di ricevere una consulenza legale, oppure nell”invio a gruppi di auto aiuto o ad un servizio pubblico specifico. Per far conoscere l”esistenza di questo presidio, l”operatore svolgerà anche un”attività di informazione all”interno dei servizi pubblici e del privato sociale del territorio, comprese le organizzazioni sindacali, oltre che nei luoghi di aggregazione frequentati dalle persone, come centri sociali, posti di lavoro e così via.

Per quanto riguarda giorni e orari di apertura, lo sportello è attivo il martedì ogni 15 giorni, dalle 10 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15, ad eccezione del mese di agosto durante il quale resterà chiuso. La riapertura dopo le ferie è in agenda il 10 settembre.  Si potrà tuttavia contare sulla reperibilità telefonica giornaliera (lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13, mercoledì dalle 15 alle 18) di un operatore di Libera Bologna (tel. 329 0663844), al quale spetterà il compito di ascoltare e indirizzare chi contatta lo sportello, fissando un eventuale appuntamento con l”avvocato. (r.cr.)

L”immagine è tratta dalla pagina Facebook del Nuovo Circondario imolese

Ha riaperto nella sede del Nuovo Circondario imolese lo sportello antiusura e antiracket di Libera Bologna
Cronaca 23 Luglio 2019

E!State liberi 2019, 16 ragazzi sono partiti per il campo di formazione sui terreni confiscati alle mafie

Sono partiti il 22 luglio, dalla stazione ferroviaria di Imola, i ragazzi del secondo gruppo partecipante al progetto “E!state liberi” 2019 – campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie. Il progetto, promosso dal Nuovo Circondario imolese e dai dieci Comuni del territorio, è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (legge 14/2008) e si avvale della collaborazione del presidio imolese dell”associazione Libera. L”iniziativa è riservata a ragazze e ragazzi residenti nei dieci comuni, di età compresa tra i 16 e i 28 anni. 

Due le destinazioni per i due gruppi interessati: il primo campo, dall”8 al 14 luglio, si è svolto nella frazione di Pugliano, comune di Teano, in provincia di Caserta (Campania), con 10 giovani coinvolti. Ieri sono invece partiti alla volta di Cirò, in provincia di Crotone (Calabria), 16 tra ragazze e ragazzi. Ogni campo prevede tre diverse attività: il lavoro, lo studio dei temi legati alla lotta alle mafie, uno scambio interculturale che avviene attraverso il contatto con il territorio.

In primo piano c”è l”obiettivo di formare i giovani nella cultura della legalità, contrapposta a quella della violenza e del ricatto. I ragazzi volontari hanno l”occasione, partecipando ai campi, di contribuire in modo diretto al riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Inoltre, in ogni periodo è previsto anche un momento di commemorazione delle vittime delle mafie, che mira a restituire il diritto della memoria a coloro ai quali è stato negato il diritto alla vita.

Il soggiorno in Calabria è gestito dalla cooperativa sociale Terre Joniche-Libera Terra. Il gruppo partecipante alloggio nell’Istituto Suore Francescane Sant”Antonio, nel centro storico di Cirò. La giornata tipo è così suddivisa: la mattina i ragazzi eseguiranno interventi di manutenzione sui terreni confiscati alle mafie (nel dettaglio: costruiranno recinzioni su un terreno che si trova sulla costa), nel pomeriggio parteciperanno alle attività formative, con incontri e testimonianze. E ci sarà tempo anche per momenti di svago e visite guidate. (r.cr.)

Nella foto il gruppo in partenza da Imola salutato dal vicesindaco di Castel Guelfo Anna Venturini

E!State liberi 2019, 16 ragazzi sono partiti per il campo di formazione sui terreni confiscati alle mafie
Cronaca 9 Aprile 2019

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha consegnato oggi in municipio il Grifo “Città di Imola” al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Educare alla Legalità”, organizzato da Luisa Rago per la seconda volta consecutiva nelle scuole imolesi. Al progetto, patrocinato dal Comune e dalla Regione e che ha ricevuto un contributo dalle aziende Cefla e Weleda, ha partecipato attivamente la Compagnia di Imola della Guardia di Finanza.

Oggi il dottor Cardella ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Paolini Cassiano” di Imola, in un faccia a faccia moderato dal giornalista Valerio Baroncini, redattore capo del Resto del Carlino di Bologna. La consegna del Grifo è avvenuta in apertura, con questa motivazione: “Al Procuratore Generale Dottor Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il Suo esempio possa essere il modello per tanti”.

«È un piacere per me e per l’intera Amministrazione comunale della città di Imola ospitare nella sala del Consiglio del nostro municipio il dottor Fausto Cardella e le tante autorità presenti. La salvaguardia e la promozione dei valori di democrazia, legalità e libertà hanno contraddistinto ed accompagnato l’intera carriera del dottor Cardella che, applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le rispettive scorte».

Nel ricevere il riconoscimento, Cardella ha detto «sono felice ed è per me un onore ricevere il Grifo Città di Imola. Ringrazio la sindaca Manuela Sangiorgi per avermelo consegnato. Conoscevo già Imola, una città che può essere considerata un esempio di buona amministrazione e da oggi avrò un motivo in più per amarla e per ritornarci». Parlando dell’attività di magistrato, il procuratore ha proseguito: «L’Italia ha un primato che nessun altro Paese del libero Occidente possiede: è quello di avere 28 magistrati uccisi dalla mafia, dal terrorismo o da altre forme di criminalità. A questo triste elenco si aggiungono anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche giornalisti e politici uccisi nell’espletare il proprio lavoro. Per questo il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine, che accompagnano quotidianamente il lavoro della Magistratura”. Il procuratore Cardella ha evidenziato come fra i 28 magistrati uccisi ce ne siano alcuni che sono meno noti alla ribalta delle cronache nazionali. Fra questi Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Trapani e Alberto Giacomelli, anch’egli ucciso a Trapani, il cui figlio don Giuseppe, è parroco ad Imola. A questo proposito ha ricordato la recente iniziativa dello Stato di Israele che, insieme ad una delegazione di magistrati italiani, ha messo a dimora, nel bosco sacro alle porte di Gerusalemme, 28 piante in memoria dei 28 magistrati italiani uccisi dal mafie e dalla criminalità.  

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, Andrea Longhi («Oggi la mafia, le mafie e tutte le forme di criminalità organizzata si sono evolute ed hanno cambiato strategia, cercano di entrare nei salotti buoni grazie a professionisti, imprenditori, politici e burocrati. La mafia è interessata a condizionare la pubblica amministrazione, e la gestione del denaro pubblico. Questo implica che la lotta alla mafia e alla corruzione sono aspetti da affrontare di pari passo facendo essi parte, della stessa condotta criminale») e l’assessore alla Scuola, Claudia Resta («il tema dell’educazione alla legalità rappresenta da sempre un fondamento nella costruzione dell’identità di ogni studente nella sua veste di cittadino; proprio per questo “legalità e cittadinanza”»). L’ideatrice di “Educare alla legalità”, Luisa Rago, ha infine sottolineato che il progetto « è rivolto a tutti gli studenti, dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinarli al concetto di regole, legalità e convivenza civile». (r.cr.)

Nella foto il momento della consegna del Grifo “Città di Imola”

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia
Cronaca 20 Marzo 2019

Le iniziative nel territorio imolese in occasione del 21 marzo, Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie

Domani giovedì 21 marzo, in occasione della “Giornata della memoria e dell”impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, sono in programma diverse iniziative anche nel territorio imolese. A Imola l”associazione Libera propone alle 16, a palazzo Monsignani (via Emilia 69), l”apertura della Biblioteca della Legalità, con lettura dell’elenco dei nomi delle vittime innocenti delle mafie «per farli vivere ancora, per non farli morire mai, per farli esistere nella loro dignità».

Spostandoci a Medicina, la ricorrenza sarà celebrata nel cortile della Legalità (il cortile interno della biblioteca) dalle 17 alle 19, dove si terrà una serie di letture contro le mafie. La collaborazione fra la biblioteca comunale e i giovani provenienti dall’associazione “La Strada” e dal Centro di aggregazione giovanile di Medicina vuole essere un segno visibile e tangibile della lotta contro i soprusi e le minacce della mafia. La lettura di un libro diventa uno strumento potente per coinvolgere i ragazzi in questo impegno, poiché la mafia è un fenomeno da contrastare con impegno e consapevolezza. Un piccolo buffet concluderà la serata. In occasione della Giornata, inoltre, in biblioteca sarà allestito uno scaffale dedicato ai libri che parlano di mafia, per ragazzi e per adulti.

Infine, nel teatro parrocchiale di Bubano (via Chiesa 14) gli assessorati al Welfare ed alla Cultura del Comune di Mordano, in collaborazione con il Presidio di Libera del circondario imolese, organizzano una serata con la presenza di tante eccellenze artistiche: Carlo Lucarelli, Umberto Fiorelli, Eleonora Gasparri, MusicLab di Mordano, Fulvio Carpanelli & Giancarlo Bianchetti. In più Marco Coralli, Roberta Faben, Andrea Lullo e Valentina Sgubbi saranno la voce di tante storie riguardanti la mafia. I testi sono a cura di Carlo Dall’Aglio. (r.cr.)

Nella foto la locandina dell”evento di Bubano

Le iniziative nel territorio imolese in occasione del 21 marzo, Giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie
Cronaca 15 Novembre 2018

Da Black Monkey ad Aemilia: i processi che hanno confermato la presenza della 'ndrangheta in Emilia Romagna

La sentenza del processo Aemilia di mercoledì 31 ottobre ha comminato oltre 1.200 anni di carcere e la piena conferma dell’impianto accusatorio. Soprattutto ha confermato ancora una volta la presenza della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Una ‘ndrangheta che si infiltra nei settori economici, che si radica nell’economia e la sporca, ne cambia i meccanismi; una ‘ndrangheta che, per entrare ancora più in profondità, non si fa scrupoli ad usare la violenza: incendi, sequestri, minacce, estorsioni, danneggiamenti, omicidi e tentati omicidi, sfruttamento.

E’ una violenza che non sempre, però, si manifesta: è una violenza intrinseca. Sentito dai giudici della Corte di Aemilia, Enzo Ciconte, docente di storia della criminalità organizzata, aveva parlato dei mafiosi come «portatori di violenza»: per capire di avere a che fare con un mafioso non c’è bisogno che ci sia una pistola sul tavolo. A volte, infatti, il metodo mafioso si sviluppa senza violenza, «sapendo però che il soggetto è portatore della violenza e potrebbe tirare fuori la pistola». E’ il concetto che sta alla base della forza di intimidazione.

In molti, in troppi, hanno avuto una «idea bislacca», diceva sempre Ciconte, secondo la quale al Nord non c’erano le mafie. «Quante autorità hanno sostenuto che la mafia non c’era? E che il problema era di quei terroni che hanno rotto le scatole e sono venuti qui». La causa è dovuta, secondo l’esperto, alla corazza protettiva che si riteneva essere l’antidoto alle mafie, ma che invece è stata la causa del radicamento di esse: i soldi.a ricchezza dell’Emilia Romagna e del Nord ha tranquillizzato la maggior parte della popolazione che per tanto tempo – e ancora adesso – si sente immune da un radicamento vero e proprio.

Una buona parte di Emilia Romagna non si è svegliata con l’Operazione Aemilia, quando all’alba del 28 gennaio 2015 elicotteri e volanti con le sirene spiegate hanno svegliato interi paesi, non si è svegliata con l’inizio del processo Aemilia, non si è svegliata neanche con le importantissime sentenze del 31 ottobre. Una buona parte si è svegliata lunedì 5 novembre, quando a Pieve Modolena, in provincia di Reggio Emilia, Francesco Amato, condannato in Aemilia per associazione mafiosa, usura ed estorsioni, ha tenuto in ostaggio cinque persone per otto ore all’interno dell’ufficio postale del paesino, armato di coltello, perché riteneva ingiusta la sua condanna a 19 anni. E così, gran parte della popolazione, non tutta, si è accorta che la ‘ndrangheta emiliana fa paura.

Ma era proprio da un altro sequestro, quello ai danni di Et Toumi Ennaj, che era partito un altro importante processo di ‘ndrangheta: il processo Black Monkey. L’11 gennaio 2010 dall’hotel Molino Rosso di Imola parte una telefonata alle forze dell’ordine: un ragazzo denuncia un tentato sequestro ai suoi danni. Il tentativo di sequestro, in parte riuscito, è partito da un bar di Borgo Tossignano, dove Et Toumi viene «invitato» da Filippo Crusco, condannato in primo grado a tre anni, ad uscire. All’esterno li aspetta un suv bianco, sul quale il ragazzo marocchino viene costretto con la forza a salire. Arrivati all’hotel, poco dopo il casello autostradale di Imola, Et Toumi riesce a scappare e a rifugiarsi nella reception. Questo è il primo dei fatti che svelano le modalità della ‘ndrangheta, in un processo, Black Monkey – il primo grande processo di ‘ndrangheta in Emilia Romagna – lasciato da parte da quasi tutti i media, locali e non, che hanno contribuito a una grande disinformazione al riguardo.

Eppure il processo vede alla sbarra un clan, con a capo Nicola Femia detto Rocco – condannato a 26 anni in primo grado e poi diventato collaboratore di giustizia – che ha creato un vero e proprio impero del gioco d’azzardo, legale e illegale, non solo in Emilia Romagna. A partire da Conselice, in provincia di Ravenna, dove la famiglia si è trasferita nel 2002 da Marina di Gioiosa Ionica, ma anche in Veneto, Campania, Puglia, Calabria, Inghilterra e Romania. Secondo il pubblico ministero Francesco Cale-ca, il gioco d’azzardo era il «polmone finanziario dell’organizzazione».

Tutte le imprese di gioco d’azzardo che facevano capo a Femia avevano un mercato parallelo di schede contraffatte commercializzate su tutto il territorio nazionale. Ma, come in Aemilia, la violenza, a partire proprio dal sequestro tra Borgo Tossignano e Imola, non manca. In entrambi i processi la frase che probabilmente è stata più ripetuta è «non mi ricordo». Frase detta da imprenditori, da professionisti, da persone che, secondo quanto era stato riferito durante le indagini preliminari, erano state minacciate, intimidite, picchiate.

In Black Monkey, il proprietario di un bar con delle slot machine noleggiate da una delle aziende di Femia viene minacciato di morte («stai attento ché ti taglio la gola») dopo aver preso la decisione di cambiare società da cui prendere le slot: decide presto di ritirare la denuncia fatta per paura di ritorsioni e in aula durante la testimonianza dice di non ricordarsi l’accaduto. In Aemilia solo uno dei tredici lavoratori sfruttati dalla cosca durante la ricostruzione post-terremoto si è costituito parte civile.

«All’inizio non ero intimorito, ma ora sì: ho tre bambini. Sono stato avvicinato quando ho deciso di costituirmi parte civile, ora ho paura», ha detto in aula quell’unico operaio che ha deciso di denunciare lo sfruttamento subito. (so.na.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto studenti di Libera davanti al tribunale di Reggio Emilia per seguire il processo Aemilia

Da Black Monkey ad Aemilia: i processi che hanno confermato la presenza della 'ndrangheta in Emilia Romagna
Cronaca 15 Novembre 2018

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey

La rassegna di CooperAttivaMente si occupa venerdì prossimo di mafie. «Processo Aemilia, oltre mille anni di condanne. E ora?» è il titolo dell’incontro che vede coinvolti Sofia Nardacchione (Libera Informazione), Daniele Borghi (Libera Emilia Romagna) ed Elisabetta Marchetti (Libera Imola), alle ore 18 alla Sala delle Stagioni in via Emilia 25.

Un incontro che, oltre a segnare la prima uscita della neo referente imolese dell’associazione fondata da don Ciotti, vuole essere l’occasione per dare l’informazione più precisa e puntuale sull’’ndrangheta in Emilia Romagna, un fenomeno criminale che cresce nell’ombra e che nella indifferenza trova la spinta per diventare sempre più forte.

I processi Aemilia e Black Monkey hanno stabilito che il fenomeno mafioso si è radicato in Emilia Romagna in questi anni. Come si capisce dall’articolo di questa pagina di Sofia Nardacchione, le mafie sono presenti e attive in questo territorio.

L’impegno di CooperAttivaMente (il cartellone voluto dal Consiglio di zona dei soci Coop Alleanza 3.0 e dalla coop. Bacchilega, editrice del «sabato sera») è quello di informare e promuovere la cooperazione, i suoi valori di legalità e corretti stili di vita.

Il tutto passando da incontri di qualità che stanno riscuotendo grande partecipazione di pubblico come è avvenuto giovedì scorso in occasione della presentazione del libro «Balle mortali» di Roberto Burioni (Rizzoli editore). Il professore che lotta contro la disinformazione scientifica che produce fenomeni pericolosi, come i no-vax, ha intrattenuto il pubblico che ha gremito la Sala delle Stagioni giovedì 8 novembre.

Nella foto la Sala delle Stagioni piena per Roberto Burioni

Dopo Burioni, la rassegna CooperAttivaMente il 16 novembre parlerà di mafie e dei processi Aemilia e Black Monkey
Cronaca 9 Novembre 2018

Il 16 novembre serata CooperAttivaMente sul processo Aemilia con Elisabetta Marchetti, neo referente di Libera

Passaggio di consegne per il presidio di Libera del circondario imolese intitolato ad Alberto Giacomelli, giudice trapanese ucciso dalla mafia il 14 settembre 1988. Dal 30 ottobre la nuova referente è Elisabetta Marchetti, che subentra a Edoardo Lambertucci, tra i fondatori del presidio locale, che comprende i dieci comuni del territorio imolese.

La prima uscita pubblica della neo referente sarà venerdì 16 novembre, alle 18, alla sala delle Stagioni (via Emilia 25, Imola) in occasione dell’iniziativa «Libera contro le mafie – Processo Aemilia – Mille anni di condanne, e ora?», promossa da Coop Alleanza 3.0 e dalla Cooperativa Bacchilega nell’ambito della rassegna Coope-rAttivaMente.

Proprio dalla sentenza del processo Aemilia, pronunciata nei giorni del-la sua elezione, esordisce Elisabetta Marchetti.«E’ una sentenza storica che con-ferma che la ‘ndrangheta emiliana è una realtà criminale, radicata profondamente nella nostra regio-ne. Libera ha presenziato a tutte le udienze portando oltre tremila giovani perché è importante conoscere, esserci fisicamente e non lasciare sola la magistratura».

Nel suo precedente incarico come assessora alla Legalità del Comune di Imola aveva lavorato attivamente sulle tematiche care a Libera. Quanto conta il ruolo degli enti locali nel combattere le infiltrazioni mafiose e come possono fare per rendere ancora più efficace la loro azione in favore della legalità?
«Le mafie si nutrono di indifferenza, silenzio ed omertà – sottolinea Marchetti -. Ogni ente locale deve dare voce ai valori della legalità e del bene comune, promuovere una cittadinanza attiva su questi temi, non lasciare sola la magistratura e le forze dell’ordine. Per questo il Comune di Imola nel 2014 si costituì parte civile nel processo Black Monkey che, nel 2017, ha anche riconosciuto all’Amministrazione comunale un risarcimento di 300 mila euro. L’ente locale ha il dovere di tenere alta la guardia e deve avere il coraggio di schierarsi dalla parte della giustizia e della legalità. Riteniamo importante la collaborazione di Libera con le nostre amministrazioni comunali, in particolare sul contrasto al gioco d’azzardo e la promozione dei campi estivi di impegno e formazione sui beni e terreni confiscati alle mafie. In tal senso auspichiamo che i progetti portati avanti con il Comune di Imola possano proseguire».

Che differenza c’è tra la mafia del nord e quella del sud?
«Le mafie sono organizzazioni che adattano i propri metodi alle caratteristiche del territorio dove operano, vanno dove c’è il denaro e quindi nel nord i modi di agire violenti sono sostituiti da corruzione e infiltrazioni nel mondo economico – è l’opinione della referente di Libera -. Lo stesso presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, all’indomani della sentenza Aemilia, riconosceva che, in passato, il problema che ha impedito a lungo di identificare la presenza della mafia al nord è stato ricercarla con gli stessi criteri applicati al sud, quindi omicidi ed estorsioni. Mentre al nord le mafie hanno sempre cercato di non essere visibili e dunque con meno delitti violenti si sono nascoste dietro la circolazione del denaro».

Quali sono le attività del presidio imolese di Libera per i prossimi mesi?
«In queste settimane – conclude Marchetti – siamo impegnati nel programmare le attività di formazione che realizziamo nelle scuole del circondario imolese e che ci fanno incontrare circa mille giovani e giovanissimi ogni anno e nel programmare le iniziative che realizzeremo in diversi Comuni del circondario e le aperture della biblioteca della legalità “Alberto Giacomelli” in via Emilia 69, a palazzo Monsignani. Questo sarà uno spazio aperto e a disposizione della cittadinanza dedicato ai temi dell’antimafia e alla promozione di una cultura della legalità». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto Elisabetta Marchetti

Il 16 novembre serata CooperAttivaMente sul processo Aemilia con Elisabetta Marchetti, neo referente di Libera

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