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Cronaca 8 Dicembre 2020

Al via la quinta edizione online di F.I.L.I., il festival di Libera su mafie e corruzione in tempo di crisi

Le mafie non si fermano in tempi di crisi, ma trovano nuove modalità e strategie per infiltrarsi e arricchirsi. Un tema che approfondirà Libera Bologna nella quinta edizione di F.I.L.I., il Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno, che si svolgerà dal 10 al 13 dicembre online, in diretta sulle pagine Facebook e YouTube dell’associazione dove potrete trovare anche il programma completo.

Il festival conta sei iniziative per approfondire, discutere e confrontarsi su giustizia sociale e ambientale, sui collegamenti tra mafie e Covid-19, sui nuovi meccanismi di infiltrazione e radicamento delle mafie e della criminalità, su memoria e impegno, sui modelli per una ripartenza giusta, sull’informazione in tempi di emergenza. E, come ogni anno, verrà presentato il dossier di Libera Bologna e Libera Informazione  per raccontare le mafie in città: un dossier che analizza e approfondisce il legame tra le mafie e le crisi, non solo quella legata all’emergenza sanitaria, ma anche quelle economica, sociale e ambientale.  «Il festival – afferma Fiore Zaniboni, referente di Libera Bologna – è diventato un appuntamento fisso fatto di narrazioni, incontri, presentazioni per costruire insieme una comunità libera dalle mafie. Un compito difficile in una città che continua a sentirsi lontana dalle logiche mafiose, lontana da un’infiltrazione e un radicamento delle associazioni criminali, nonostante le operazioni, i processi, i beni confiscati e i tanti segnali presenti sul territorio». (r.cr.)

Nella foto: la locandina dell’evento

Al via la quinta edizione online di F.I.L.I., il festival di Libera su mafie e corruzione in tempo di crisi
Cronaca 4 Dicembre 2020

Il festival itinerante «A ruota Libera» sbarca in streaming anche a Imola

Si chiama «Liberi di scegliere» l’appuntamento promosso dal Comune di Imola a conclusione di «A ruota Libera», il festival della cultura antimafia e slot-free del Nuovo Circondario Imolese, diffuso e itinerante nei suoi dieci comuni. L’iniziativa si svolgerà domani, sabato 5 dicembre, dalle 10 alle 12 con un webinar che vedrà la partecipazione di Enza Rando (vicepresidente Nazionale dell’associazione Libera) e di Roberto Di Bella (già presidente del Tribunale minorile di Reggio Calabria ed ora a Catania), insieme a cinque classi coinvolte nell’iniziativa. I cittadini potranno seguire l’appuntamento direttamente sulla pagina Facebook del Comune di Imola e su quella della Bim. «Sono particolarmente lieto di ospitare, anche se solo in modalità streaming, questo ultimo appuntamento del Festival, perché il tema è assolutamente centrale ed i relatori fra le personalità più indicate per parlarne. Oggi siamo tutti sempre più consapevoli che per sconfiggere le mafie sia necessario, a fianco della preziosa e indispensabile attività investigativa e repressiva della magistratura e delle forze dell’ordine, anche lo sforzo di tutta la società civile, per costruire una cultura della legalità sempre più diffusa, partendo proprio dal coinvolgimento e dal protagonismo delle nuove generazioni» sottolinea Giacomo Gambi, assessore alla Cultura e alla Legalità del Comune di Imola.

Il titolo dell”iniziativa, come detto, riprende il progetto «Liberi di scegliere», basato sul protocollo di intesa tra Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Tribunale per i Minorenni, Procura per i Minorenni e Procura Distrettuale di Reggio Calabria, Procura Nazionale Antimafia e Libera e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana che si propone di aiutare e accogliere donne e minori che vogliono uscire dal circuito mafioso e promuovere una rete di protezione e di sostegno per tutelare e assicurare una concreta alternativa di vita ai minori e alle loro madri, provenienti da famiglie mafiose. «Fin dalla sua costituzione, il Presidio imolese di Libera, oltre che realizzare una biblioteca della legalità, si è concentrato su due tematiche fondamentali per far vivere una cultura della legalità e della cittadinanza attiva nei nostri territori: le attività formative rivolte ai giovani (nelle scuole e tramite i Campi Estate Liberi) e le iniziative di prevenzione al gioco d’azzardo patologico» conclude Elisabetta Marchetti, referente del Presidio di Libera del Circondario Imolese. (da.be.)

Il festival itinerante «A ruota Libera» sbarca in streaming anche a Imola
Cronaca 5 Novembre 2020

Gioco d’azzardo, il focus della Direzione Investigativa Antimafia sull’Emilia Romagna e il rapporto completo

La Direzione Investigativa Antimafia pubblica ogni sei mesi una relazione nella quale vengono analizzate le principali attività e i maggiori campanelli d’allarme (qui il rapporto completo). Il report, inoltre, approfondisce temi d’attualità che rappresentano le criticità in tema di legalità e ampliamento del contesto mafioso.

Non a caso, nell’ultima pubblicazione disponibile, viene preso in esame in maniera specifica il gioco d’azzardo, sempre più lavatrice delle mafie e sempre più invasiva anche sul nostro territorio, come spiega su «sabato sera» Sofia Nardacchione, giornalista e responsabile della comunicazione di Libera Bologna ed Emilia Romagna. Pertanto, nel nostro settimanale, abbiamo ritenuto utile proporre l’estratto che riguarda specificatamente il nostro territorio. Sul link in alto, invece, come detto potere consultare l’intero rapporto della Dia. (c.f.)

 

La parte del rapporto Dia che riguarda l’Emilia Romagna

Anche l’Emilia-Romagna, regione che annovera infiltrazioni mafiose soprattutto di matrice campana, calabrese e siciliana, ha fatto da sfondo per importanti indagini. Nel settore in esame, per quanto concerne le infiltrazioni camorristiche l’inchiesta “Medusa” (9 marzo 2009), coordinata dalle Dda di Napoli e Bologna, faceva luce sull’operatività di circoli privati ubicati nelle province di Bologna e Modena, adibiti al gioco d’azzardo mediante apparecchiature elettroniche da intrattenimento, riconducibili al gruppo Schiavone del clan dei Casalesi.

La Regione è stata interessata da una delle inchieste che ha maggiormente fatto luce sugli interessi della ‘ndrangheta nel nord Italia, con riguardo al settore criminale in esame: l’inchiesta “Black Monkey” della Dda di Bologna. Conclusa dalla Guardia di finanza il 23 gennaio 2013, l’indagine ha disarticolato una complessa organizzazione criminale riconducibile al più volte citato esponente di vertice del gruppo Femia (ora collaboratore di giustizia), contiguo ai Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica (Rc). Questi, emigrato dalla Calabria nel 2002 con il proprio nucleo familiare verso Conselice (Ra), aveva creato un vero e proprio impero del gioco d’azzardo digitale tra l’Emilia-Romagna, il Veneto, la Campania, la Puglia, la Calabria, l’Inghilterra e la Romania procurandosi alti profitti attraverso la gestione illecita del gioco on line e la manomissione delle video slot, eludendo i controlli dei Monopoli di Stato.

Più di recente, il 24 gennaio 2018, sempre la Guardia di finanza ha tratto in arresto, nell’ambito della citata operazione “Scramble”, tra l’Emilia-Romagna, il Lazio e la Calabria, tre pregiudicati ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta, responsabili di un episodio di estorsione in danno dei figli del predetto collaboratore di giustizia del gruppo Femia, maturato in un contesto di malavita organizzata sul territorio emiliano-romagnolo, da parte di alcuni soggetti di origine calabrese, riconducibili alla ‘ndrina Bellocco di Rosarno (Rc). Il successivo 15 novembre, la Guardia di finanza ha eseguito un provvedimento emesso dalla Corte d’Appello di Bologna che ha disposto la confisca del patrimonio, stimato in oltre 400mila euro, riconducibile ad un uomo di origine calabrese, particolarmente vicino al predetto boss contiguo al clan Mazzaferro. Anche il provvedimento ablativo in questione trae origine dall’operazione “Black Monkey”, che ha consentito di acquisire concreti e solidi elementi circa il coinvolgimento del soggetto sia in azioni intimidatorie ed estorsive per il recupero dei crediti illeciti, sia in ordine alla sua volontaria e consapevole intestazione fittizia di beni (fabbricati, società e autovetture) il cui reale dominus era il boss in argomento. I giudici, pertanto, hanno ordinato a suo carico la confisca di un appartamento sito a Lido Adriano, in provincia di Ravenna, e di un’automobile, perché di valore sproporzionati rispetto ai redditi percepiti.

Nella foto: grafica elaborata da Open Group per conto di Libera Radio e Libera Emilia Romagna

Gioco d’azzardo, il focus della Direzione Investigativa Antimafia sull’Emilia Romagna e il rapporto completo
Cronaca 10 Ottobre 2020

A Castel Guelfo la prima tappa del festival itinerante «A ruota libera»

Al via oggi da Castel Guelfo la prima tappa del festival itinerante «A ruota libera», ideato da “Libera” in collaborazione con i Comuni del Circondario Imolese. L’idea nasce per trovare un modo giocoso per coinvolgere e sensibilizzare giovani e adolescenti ad una cultura della legalità e stimolare uno spirito critico soprattutto nelle nuove generazioni e nella cittadinanza in generale rispetto al tema del gioco d’azzardo.

Quattro le squadre che hanno partecipato all’evento che si è snodato per le vie del centro occando i punti sensibili del territorio quali le associazioni sportive (Polisportiva Gito e Amaranto Calcio) che da sempre si dedicano ai giovani e li aiutano e guidano in un percorso di crescita volto a valorizzare gli aspetti migliori dello sport. Le atre tappe della sfida hanno toccato il Centro Giovanile sito in Via Gramsci, al piano terra dello stabile che ospita la biblioteca e la sede di Radio Immaginaria, un”altra apprezzatissima realtà guelfese in cui i ragazzi sono protagonisti. Il tutto è concluso con l’ultima tappa all’interno del Palazzo Comunale dove oltre alla premiazione delle squadre, grazie alla generosità degli esercenti guelfesi si è svolta l’assegnazione di una nuova vetrofania “Slot free” alla Pasticceria San Carlo di Poggio e alla testimonianza di alcune delle attività che negli anni scorsi avevano già aderito all’iniziativa. «L’iniziativa è stato un successo e non era certo scontato – ha commentato L’assessore Venturini con delega alla Legalità –. Questa volta è stato un grande lavoro di squadra. Insieme alla mia collega assessore Carbonari, che ha invece la delega alle politiche giovanili, e insieme a Libera e a Radio Immaginaria siamo riusciti nonostante tutti i limiti del momento a focalizzare l’attenzione su di un tema sul quale qui a Castel Guelfo stiamo lavorando da anni». (da.be.)

Foto dell‘evento

A Castel Guelfo la prima tappa del festival itinerante «A ruota libera»
Cronaca 7 Ottobre 2020

«A ruota libera», il festival che promuove la legalità parte sabato 10 ottobre da Castel Guelfo con una caccia al tesoro

L’emergenza sanitaria non ferma la legalità. Dal 10 ottobre al 10 dicembre avrà luogo nei dieci comuni del circondario imolese A ruota libera, festival diffuso e itinerante per promuovere la cultura della legalità e la cittadinanza attiva.

Nel rispetto delle normative di sicurezza, il programma del festival prevede, in ogni comune, una caccia al tesoro con piccoli gruppi aperta alla cittadinanza attraverso i presidi di legalità di ciascun territorio, «come caserme dei carabinieri, beni confiscati, biblioteche – spiegano Lorena Brintazzoli di Libera e Daniele Fabbri di Officina Immaginata -. Sarà l’occasione per portare i nostri temi in maniera capillare sul territorio del circondario imolese, collaborando di volta in volta con realtà locali come associazioni, società sportive, centri sociali e giovanili».

Il festival partirà sabato 10 ottobre da Castel Guelfo (dalle 15 alle 18.30, con ritrovo in piazza XX Settembre), per poi proseguire a Mordano domenica 11 (dalle ore 15 al centro giovani Flood in via Roma 22) e via via negli altri comuni.

Il festival conta sulla collaborazione fra Circondario Imolese, presidio imolese di Libera, cooperativa Officina Immaginata e assessorati alla Legalità e alle Politiche giovanili dei dieci comuni. Per info e prenotazioni consultare la pagina Facebook «Libera Imola». (mi.mo.)

Per iscriversi alla caccia al tesoro di Castel Guelfo clicca qui.

Per iscriversi alla caccia al tesoro di Mordano clicca qui.

Nella foto (Isolapress): La presentazione del festival «A ruota libera» al Circondario

«A ruota libera», il festival che promuove la legalità parte sabato 10 ottobre da Castel Guelfo con una caccia al tesoro
Imola 17 Settembre 2020

#Imola2020, le richieste di impegno del presidio di Libera del Circondario ai candidati sindaco

L’associazione Libera, fin dalla sua nascita ha scelto, attraverso le molteplici iniziative (formazione, sensibilizzazione, beni confiscati, informazione, sostegno alle vittime di mafia, ecc), di animare una società civile, partecipe e responsabile, consapevole che la lotta alle mafie e la costruzione di una società giusta ed inclusiva non è opera di navigatori solitari, ma necessita di una responsabilizzazione collettiva.

Nessuno può pensare di essere esonerato da questo compito, neanche qui in Emilia- Romagna. La nostra Regione, infatti, come hanno dimostrato anche le inchieste, non solo le più recenti, non è purtroppo immune dall’occupazione mafiosa. In questa terra le mafie, nella gran parte dei casi, vestono panni diversi, ma mantengono inalterata la loro violenza, inquinando ed impoverendo il territorio con i loro affari ed i loro traffici. L’obiettivo dichiarato è, quindi, quello di costruire una cittadinanza consapevole, informata e responsabile che costruisce tutti i giorni, con il contributo delle Istituzioni, una comunità più inclusiva, accogliente e coesa.

Per questo il presidio di Libera del Circondario Imolese ha inviato ai 5 candidati a sindaco di Imola un documento che contiene proposte per impegni concreti in particolare sui temi: Obiettivo trasparenza; Contro la corruzione; Contrasto al gioco d”azzardo, usura, sovraindebitamento; Comitato antimafia; Beni confiscati al servizio della città. L’esito delle adesioni alle proposte e alle campagne saranno poi oggetto di apposita pubblicizzazione. (da.be.)

Imola

#Imola2020, le richieste di impegno del presidio di Libera del Circondario ai candidati sindaco
Cultura e Spettacoli 27 Luglio 2020

Libera e Officina immaginata ricordano le vittime del 2 agosto 1980

In occasione del 40° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, il presidio “Giudice Alberto Giacomelli” di Imola e del circondario dell’associazione Libera e la cooperativa Officina immaginata organizzano il secondo appuntamento del festival A ruota Libera, nel cortile di palazzo Monsignani (via Emilia 69) a Imola.
«A distanza di 40 anni siamo vicini all’Associazione familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna – commenta Elisabetta Marchetti, coordinatrice del presidio –. Fare memoria è il presupposto indispensabile della giustizia, abbiamo un debito con chi non c’è più, i loro sogni spezzati quel 2 agosto oggi devono camminare sulle nostre gambe».

Venerdì 31 luglio, in particolare, in collaborazione con la Cooperativa Bacchilega verranno presentati in anteprima il documentario Davanti a quel muro-La rabbia e la scelta, di Lara Alpi, Francesca Gianstefani e Michela Sartori (con il patrocinio de Comune di Bologna), e il libro per ragazzi Davanti a quel muro, di Maria Beatrice Masella e con illustrazioni di Claudia Conti.
Interverranno Agide Melloni, imolese all”epoca autista dell’autobus 37, e un rappresentante dell’Associazione dei familiari. (r.cr.)

Libera e Officina immaginata ricordano le vittime del 2 agosto 1980
Cultura e Spettacoli 14 Luglio 2020

Libera Imola lancia il festival dei diritti e della cultura antimafia

Il presidio “Alberto Giacomelli” di Imola e del circondario dell’associazione Libera e la cooperativa Officina immaginata lanciano A ruota libera, festival dei diritti e della cultura antimafia diffuso e itinerante in programma fra luglio a dicembre.
Il primo appuntamento, nel chiostro di Palazzo Monsignani da domani a venerdì, sarà Torniamo in campo, una tre giorni di incontri, dibattiti, concerti gratuiti per affrontare temi di urgente attualità: i diritti dei migranti e l’antirazzismo, il caporalato e i beni confiscati.

Si comincia con la tavola rotonda L”approdo-Dialoghi su migrazioni, arte e città inclusive (domani, ore 20) e uno spettacolo di danza africana (ore 21.30).
Musica in pantofole (giovedì, ore 20 e ore 22) e tavola rotonda Tomato Revolution-Perchè parlare di caporalato? gli appuntamenti successivi.
Si chiude con una caccia al tesoro alla ricerca del bene confiscato nel centro di Imola (venerdì, ore 18.30) e con la Silent Disco (ore 21.30). (r.cr.)

Nella foto, dalla pagina Facebook Libera Imola, la Silent Disco 2019

Libera Imola lancia il festival dei diritti e della cultura antimafia
Cronaca 16 Giugno 2020

Allerta di Libera: «Gioco d’azzardo e debiti non scompaiono col virus»

«Durante il lockdown, sicuramente molti giocatori patologici si sono riconvertiti on-line, perché la chiusura delle sale non significa che abbiano smesso di giocare». A lanciare l”allarme è Daniele Fabbri, volontario dell’associazione Libera che coordina l’attività dello Sportello antiusura e antiracket del Circondario di Imola.

Le difficoltà economiche provocate dalla chiusura di negozi e aziende preoccupa sul fronte dei rischi di infiltrazioni di criminalità organizzata o usura? «Nel momento in cui è emersa la crisi economica abbiamo subito cercato di sensibilizzare sui rischi che le lentezze burocratiche nell’erogazione dei sussidi facilitassero il ruolo delle mafie, se non c’è una risposta rapida e importante dello Stato nell’avvicinare le persone in difficoltà. Tra qualche mese capiremo se le nuove richieste di accesso allo Sportello saranno legate alla situazione causata dal Coronavirus».

Dal luglio dello scorso anno, inoltre, lo Sportello non si rivolge più esclusivamente alle persone con sovraindebitamento o vittime di racket, «ma anche ai commercianti che hanno bisogno di una consulenza per rescindere i contratti con i gestori delle slot machine», ricorda Fabbri. (l.a.)

Nella fotografia (tratta dalla pagina Facebook del presidio di Imola di Libera), Daniele Fabbri e i ragazzi con don Ciotti

Allerta di Libera: «Gioco d’azzardo e debiti non scompaiono col virus»
Cronaca 31 Luglio 2018

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario

Sono 12 ragazze e ragazzi del territorio imolese e da qualche giorno si trovano ad Afragola, in provincia di Napoli, per partecipare al progetto “E!state liberi” 2018 – campi di impegno e formazione sui terreni confiscati alle mafie. I nomi dei ragazzi, accompagnati da Simone Errani, sono Federica Bianconi, Andrea Calderara, Arianna Calderara, Angelica Casella, Francesca Pia Cristofano, Eleonora Fino, Joele Edrei Garcia, Chiara Marabini, Andrea Monterisi, Arianna Nannetti, Cecilia Pasquariello e Giada Sechi.

Alla loro partenza, avvenuta giovedì 26 luglio dalla stazione ferroviaria di Imola, c”era anche l’assessore alla Scuola del Comune di Imola, Claudia Resta.

Promosso dal Nuovo Circondario Imolese e dai 10 Comuni che ne fanno parte, il progetto è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 14/2008 e si avvale della collaborazione dell”associazione Libera, presidio del Circondario Imolese. 

L”esperienza di impegno e formazione, rivolta a ragazzi e ragazze dai 16 ai 28 anni, residenti nei dieci Comuni del Circondario imolese, quest’anno si svolgerà in due periodi e destinazioni diverse: fino al primo agosto 2018 appunto ad Afragola e dal 27 agosto al 2 settembre 2018 a Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

Tre i momenti di attività che i ragazzi (alloggiati in tenda nella corte interna del bene confiscato) vivono al campo: il lavoro, lo studio delle tematiche della lotta alle mafie e l’incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L”obiettivo fondamentale dell”esperienza è formare e consolidare la cultura alla legalità, contro la cultura della violenza e del ricatto. I volontari, in particolare, contribuiscono al riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, oltre a ricordare le vittime della criminalità organizzata.

Ad Afragola il lavoro si svolge nella Masseria Ferraioli, il bene confiscato più grande della provincia di Napoli. Il luogo si trova in campagna, ma vicinissimo alla città e consente di praticare attività immersi nella natura, intercalate da visite e iniziative di formazione che permetteranno di incontrare la realtà di Napoli. Le attività manuali saranno sia all’interno del bene confiscato (gestione di orti urbani, creazione di un percorso di memoria nel bene confiscato…) sia all”esterno (distribuzione ai cittadini del raccolto, passeggiate di quartiere…).

I temi portanti delle attività formative si concentreranno in particolare su questi temi: lotta al caporalato e ruolo del sindacato, inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, contrasto alla violenza sulle donne, difesa dell’ambiente, promozione e valorizzazione delle eccellenze gastronomiche.

Nella foto i ragazzi partecipanti al campo alla partenza per Afragola con l”assessore Claudia Resta

Al campo di lavoro in corso ad Afragola su terreni confiscati alle mafie anche 12 ragazze e ragazzi del circondario

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