Posts by tag: medicina

Economia 16 Ottobre 2019

Visita alla Fondazione Iret di Ozzano Emilia, dove si fa ricerca sulle malattie neurodegenerative

La Fondazione Iret è uno dei centri di eccellenza che lo scorso 27 settembre, in occasione dell’evento «Emilia-Romagna Open» e della «Notte europea dei ricercatori», ha aperto le porte al pubblico. Non ci siamo lasciati scappare questa opportunità e ci siamo uniti al piccolo gruppo di visitatori, composto per lo più da studentesse universitarie e accolto in modo caloroso negli spazi di via Tolara di Sopra. A fare gli onori di casa è stata la direttrice scientifica della Fondazione, Laura Calzà, che ha spiegato in modo chiaro di che cosa si occupa l’ente no profit, voluto dieci anni or sono da lei e dalla collega Luciana Giardino, oggi presidente della Fondazione, facendo poi seguire la visita ai laboratori. Infine, ha risposto alle nostre domande.

Dottoressa, ci può fare qualche esempio dei risultati raggiunti dalle vostre ricerche?
«Per quanto riguarda la demenza di Alzheimer, abbiamo lavorato sulla fase pre-clinica, dimostrando una vulnerabilità legata al metabolismo energetico del sistema nervoso, che compare ben prima delle placche tipiche dell’Alzheimer. La nostra ricerca ha evidenziato che esiste una sofferenza metabolica che provoca difficoltà nelle risposte, ancor prima che si depositino tali placche. Sul tema dell’alterazione del linguaggio tipica nei malati di Alzheimer, in collaborazione con i colleghi del dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Università di Bologna, abbiamo provato a usare metodiche nuove di analisi del linguaggio per una diagnosi il più precoce possibile. Si tratta di linguistica computazionale applicata al linguaggio spontaneo: non quello, per intenderci, legato alla visita in ambulatorio, dove il paziente tende ad esprimersi in una situazione di ansia, ma applicata al parlato registrato in contesto naturale. L’analisi computerizzata è in grado di cogliere segni più precoci di alterazione linguistica. Intonazione, pause, enfasi e musicalità risultano in effetti alterati, ancor prima della perdita della parola stessa».

Se ci si volesse sottoporre a questo tipo di test a chi ci si può rivolgere?
«Lo sconsiglio caldamente: il metodo, anche se già ripreso da altri laboratori (l’ultimo in ordine di tempo, un gruppo cinese) deve essere ulteriormente validato. Ma esistono anche altre ragioni. Faccio un paragone estremo: genitori portatori di una malattia genetica effettuano il test per sapere in anticipo se il loro bimbo sarà malato. Siamo sicuri di volere una diagnosi quando non abbiamo ancora una terapia per quella malattia? Si tratta di novità e procedure che devono essere inquadrate in un contesto preciso. Da una parte c’è l’esigenza di ricerca: potremo sviluppare una terapia per rallentare la demenza se avremo gli strumenti per identificare la malattia prima che sia manifesta. In altri termini: dovremmo avere gli strumenti per dire a una persona se è a maggior rischio. Negli Usa si fa senza problemi, così come nei Paesi del nord Europa. In Italia è un tema ancora difficile da affrontare edè una questione puramente culturale:da noi si fa ancora fatica a dire a un familiare che ha un tumore, anche se il tumore può essere affrontato, figuriamoci se si tratta di una malattia per cui non esiste ancora una cura. Abbiamo quindi anche un problema culturale, legato alla paura che alcune malattie inducono».

La Fondazione Iret lavora su molteplici fronti e collabora anche con il Montecatone rehabilitation institute. Di che cosa vi siete occupati di recente?
«Oltre alle lesioni acute e alle malattie degenerative croniche del sistema nervoso, qui studiamo le lesioni traumatiche del cervello e del midollo spinale. Per quanto riguarda Montecatone, un progettopre-clinico ha riguardato la possibilità di cercare di prevenire o ridurre gli effetti delle lesioni contusive del midollo spinale, e abbiamo brevettato una miscela di farmaci che, da un punto di vista sperimentale, è efficace per limitare i danni. Lesioni di questo tipo danno infatti il via ad altri fenomeni molecolari che nel giro di giorni, settimane e mesi si estendono. A questo fenomeno sono ascrivibili due complicanze sfortunatamente abbastanza comuni: il dolore e le contrazioni agli arti paralizzati. Dovremmo convincere il neurochirurgo che è opportuno intervenire in fase acuta, anche se ci scontreremo probabilmente con i dettami della medicina difensiva (per diminuire la possibilità che si verifichino esiti negativi per il paziente in seguito all’intervento sanitario)». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 10 ottobre

Nella foto la sede della Fondazione Iret

Visita alla Fondazione Iret di Ozzano Emilia, dove si fa ricerca sulle malattie neurodegenerative
Cronaca 15 Ottobre 2019

Al Magazzino verde di Medicina la stagione teatrale per famiglie comincia domenica

Torna la programmazione teatrale per bambini e bambine al Magazzino verde di Medicina, curata da “La Baracca-Testoni ragazzi”, con una stagione per le famiglie, una per le scuole, progetti speciali, laboratori e il Cantamaggio.

La rassegna dedicata alle famiglie cresce, con nove spettacoli che si terranno la domenica alle 16.30 e due appuntamenti il giovedì alle 21 per i bambini più grandi e gli adolescenti.
«Dietro al progetto di Medicinateatro c’è da sempre l’idea di rendere il Magazzino verde un luogo vivo e significativo per la città di Medicina – commentano i curatori de La Baracca –. Uno spazio dove bambine e bambini, insieme alle loro famiglie o ai propri compagni di classe, possano incontrare il teatro e le arti performative in tutte le forme possibili».

La stagione teatrale per famiglie inaugura domenica 20 ottobre, a partire dalle 16, con un pomeriggio di festa e narrazione (ad ingresso gratuito) in compagnia degli attori e delle attrici de “La Baracca-Testoni ragazzi”, durante il quale sarà anche possibile conoscere la nuova programmazione, acquistare biglietti e abbonamenti, e iscriversi ai laboratori.

Il primo spettacolo del cartellone è in programma domenica 17 novembre alle 16.30 e si intitola I colori dell’acqua. Destinato a bambini da 1 a 5 anni, è uno spettacolo poetico sul rapporto con la natura e i colori, basato sul testo originale di Roberto Frabetti e fatto rivivere dalla regia di Andrea Buzzetti per la produzione de “La Baracca-Testoni ragazzi”. Il programma completo della rassegna nel numero del Sabato sera del 10 ottobre.

Fino a giugno si svolgeranno poi una rassegna per le scuole, i laboratori teatrali per bambini, adolescenti e giovani, e un ciclo di letture gratuite per bambini da 2 a 7 anni alcuni sabato mattina nel foyer del Magazzino verde in collaborazione con la biblioteca.

Dall’1 al 3 maggio si terrà inoltre il laboratorio residenziale Cantamaggio, mentre tra giugno e luglio le Notti verdi vedranno workshop e rappresentazioni degli spettacoli finali dei laboratori teatrali. (r.cr.)

Al Magazzino verde di Medicina la stagione teatrale per famiglie comincia domenica
Sport 12 Ottobre 2019

Basket C Gold, tutto facile per la Virtus Medicina contro Castelnovo Monti

Vittoria netta (la seconda consecvutiva) per la Virtus Medicina che, in casa, surclassa 84-63 Castelnovo Monti.

Grande prestazione per la squadra di coach Curti, brava a cambiare passo dopo l”intervallo lungo e scrollarsi di dosso definitivamente gli avversari. Gli ospiti, infatti, resistono solo i primi due quarti prima di cadere sotto i colpi, soprattutto, di Poluzzi e Casagrande.

Nel prossimo turno, in programma domenica 20 ottobre (ore 18.30), Medicina sarà di scena a Castel San Pietro. (d.b.)

Nella foto: la Virtus Medicina nel match contro Castel Guelfo

Tabellino

Virtus Medicina-Castelnovo Monti 84-63 (23-21, 41-38, 63-48)

Medicina: Polverelli 3, Poluzzi 24, Allodi 13, Casagrande 18, Casadei 5, Agriesti 3, Curione 14, Dall”Osso, Lorenzini 4, Poli, Stellino, Ricci Lucchi. All. Curti.

Castelnovo Monti: Longoni 15, Mallon 3, Dal Pos 11, Provvidenza 13, Magnani 10, Parma Benfenati ne, Pucci 2, Levinskis ne, Mabilli, Ferri, Prosek 9. All. Diacci.

Basket C Gold, tutto facile per la Virtus Medicina contro Castelnovo Monti
Cronaca 8 Ottobre 2019

Giovani e lavoro, le proposte scelte per l’«Hub stazione» di Medicina

I lavori per la ristrutturazione dell’ex stazione ferroviaria sono ancora in corso, ma l’Amministrazione medicinese ha già iniziato il percorso di co-progettazione con i quattro soggetti individuati per definire cosa farà l’«Hub stazione».
Si tratta di Linea Gialla, La Strada, Handmedia e Sinergo. Le prime due sono associazioni e si occupano di giovani e di tematiche di loro interesse; le seconde due sono realtà del mondo del lavoro nei settori del marketing, formazione e innovazione digitale. Sono state selezionate in base ai progetti che hanno presentato un paio di settimane fa, venerdì 20 settembre.
Da questi partirà a breve un laboratorio congiunto per definire nel dettaglio le attività nello spazio al primo piano dell’immobile, la cui gestione resta per ora in capo all’Amministrazione comunale (ma in futuro l’idea della Giunta Montanari è quella di predisporre un bando pubblico per selezionare anche un gestore).

Linea Gialla, associazione che già si occupa di un cartellone di incontri, vede il futuro «Hub» come «un luogo dove i giovani possano incontrarsi e che possa connettere fra loro generazioni diverse – spiega Milena Martelli –. Nel nuovo Hub vorremmo proporre incontri di dialogo e formazione come quelli che già teniamo da un paio di anni al Magazzino Verde e magari organizzare eventi, letture, dibattiti su temi di interesse dei giovani, partendo da esperienze di vita diretta. Inoltre crediamo sia un luogo adatto per una sala studio, meno silenziosa di quella in biblioteca, da progettare in gruppo».

L’associazione La Strada, da parte sua, è interessata per «mettere a disposizione le competenze in ambito di accompagnamento dei giovani ed educativa», spiega Letizia Grandi. L’associazione, che si occupa da anni di progetti con adolescenti e young adults di tutti i tipi, vede nel nuovo «Hub» un importante luogo di incontro e progettazione di attività dedicate alle nuove generazioni.

Sinergo e Handmedia, invece, rappresentano il mondo del lavoro: «Nella nostra visione l’Hub può essere un luogo dove far incontrare il mondo della scuola, quello dei giovani e quello del lavoro – precisa Paola Lorenzetti di Sinergo –. Una vera e propria fucina dell’innovazione dove sviluppare progetti, anche imprenditoriali, come le start up, a partire dalle idee dei giovani e, contemporaneamente, dalle richieste del mondo del lavoro e delle differenti professionalità che ne fanno parte». (mi. mo.)

Altri particolari sul Sabato sera del 3 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Giovani e lavoro, le proposte scelte per l’«Hub stazione» di Medicina
Cronaca 2 Ottobre 2019

Al via il Censimento permanente: coinvolte Imola, Castel San Pietro, Medicina e Fontanelice

Al via la seconda rilevazione del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. Interessati ventisei comuni della Città metropolitana, fra cui Imola, Castel San Pietro e Medicina (coinvolti in modo continuativo) e Fontanelice.

A differenza delle tornate precedenti, il Censimento permanente non interessa più tutte le famiglie nello stesso momento, ma esclusivamente un campione di esse. Nella Città metropolitana, quelle coinvolte per il 2019 saranno circa 16mila.
Se una famiglia riceve una lettera che la invita a compilare il questionario online, significa che fa parte del campione della rilevazione da lista.
Se, invece, la famiglia viene informata dell’arrivo di un rilevatore attraverso una lettera non nominativa e una locandina affissa negli androni o nei cortili delle abitazioni e dei palazzi, vuol dire che fa parte del campione della rilevazione areale.
La partecipazione al Censimento è un obbligo di legge, la violazione dell’obbligo di risposta prevede una sanzione.

Il nuovo censimento è comunque in grado di restituire informazioni rappresentative dell’intera popolazione, grazie all’integrazione dei dati raccolti nelle diverse rilevazioni campionarie svolte con quelli provenienti dalle fonti amministrative. (r.cr.)

Al via il Censimento permanente: coinvolte Imola, Castel San Pietro, Medicina e Fontanelice
Sport 28 Settembre 2019

Basket C Gold, ride l'Olimpia Castello al debutto. Ko casalingo per la Virtus Medicina

Un successo ed una sconfitta in questo sabato di C Gold per le nostre squadre. Se, infatti, l”Olimpia Castello ha avuto la meglio 87-79 di Ferrara, la Virtus Medicina è caduta 104-89 sul proprio parquet contro Fiorenzuola.

I castellani di Serio hanno costruito la vittoria nei due quarti centrali, spinti soprattutto da Tomesani, Trombetti e Magagnoli che hanno dovuto fare gli straordinari per placare gli ospiti ispirati dalle giocate del trio Agusto-Percan-Pusic. Niente da fare, invece, per la squadra di Curti che ha fornito una più che positiva prova offensiva contro una big del campionato, dimostrando però troppe lacune in fase difensiva per tutti i 40”.

Nel prossimo turno, venerdì 4 ottobre (ore 21) Medicina sarà di scena nel derby al palaMarchetti contro Castel Guelfo. L”Olimpia Castello, invece, tornerà in campo sabato 5 (alle 21) sempre in casa contro Bertinoro. (d.b.)

Nella foto: la squadra dell”Olimpia Castello

Tabellini

Olimpia Castello-Ferrara 87-79 (20-21, 45-42, 73-63)

Castel San Pietro: Sangiorgi 7, Trombetti 15, Benedetti 8, Tomesani 19, Ranocchi 8, Magagnoli 12, Albertini, Sabattani 8, Righi, Rosa, Procaccio 8, Pedini 2. All. Serio.

Ferrara: Agusto 14, Seravalli 7, Percan 22, Ghirelli 3, Pusic 20, Cortesi 4, Legnani 1, Cattani 8, Benedetti ne, Fortini ne, Poli ne, Ruina ne. All. Furlani.

Virtus Medicina-Fiorenzuola 89-104 (30-34, 52-61, 73-84)

Medicina: Polverelli 15, Poluzzi 17, Allodi 17, Casagrande 16, Casadei 7, Curione 4, Dall”Osso 4, Lorenzini, Galassi 9, Stellino, Poli ne, Agriesti. All. Curti. 

Fiorenzuola: Marchetti 20, Galli 8, Bracci 6, Maggiotto 32, Fellegara, Sichel 2, Fowler 18, Ricci 13, Zucchi, Dias 4, Livelli ne, Rigoni 1. All. Galetti. 

Basket C Gold, ride l'Olimpia Castello al debutto. Ko casalingo per la Virtus Medicina
Cronaca 2 Settembre 2019

Monsignor Zuppi cardinale, le congratulazioni del Comune di Castel San Pietro e del vescovo di Imola

La notizia l”ha data direttamente papa Francesco durante l”Angelus domenicale in piazza San Pietro: tra i 13 nuovi cardinali che saranno nominati in occasione del Concistoro del 5 ottobre prossimo, l”unico italiano è l”arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi. Una novità che interessa direttamente il nostro territorio, poiché dell”arcidiocesi di Bologna fanno parte anche i comuni di Castel San Pietro Terme, Medicina, Castel Guelfo e Ozzano, oltre alla parrocchia di San Martino in Pedriolo, nell”omonima frazione, che si trova nella valle del Sillaro e appartiene al comune di Casalfiumanese.

E tra le prime reazioni alla nomina di monsignor Zuppi c”è dunque quella del sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti: «Un altro grandissimo dono di papa Francesco alla Chiesa bolognese e alle comunità civili. Dalla sua Cattedra, che fu quella di grandissimi uomini di Dio come il cardinale Lercaro, ci insegnerà sempre più anche a livello civile e sociale di stare dalla parte dei più deboli e dei più poveri. Evviva!».

Il vescovo di Imola, Giovanni Mosciatti, ha espresso il suo pensiero, invece, in una nota pubblicata sul sito della Diocesi. «Il neo cardinale Zuppi mi ha ordinato vescovo in San Cassiano il 13 luglio scorso – ricorda monsignor Mosciatti -. Alla costante gratitudine per la sua paternità nel mio ministero episcopale e la sua preziosa guida pastorale unisco di vero cuore le mie felicitazioni per questo riconoscimento, prestigioso, ma non inferiore ai suoi meriti». Il vescovo prosegue affermando che «tramite lui si rinsalda ancora di più anche il legame mio e della Diocesi di Imola con papa Francesco. Il cardinalato non è in primo luogo un titolo onorifico, ma una promessa solenne di fedeltà alla Chiesa e al papa fino all’effusione del sangue, simboleggiato dal rosso della veste. L’effusione del sangue può essere cruenta, ma anche avvenire con la quotidiana, incessante dedizione sponsale alla Chiesa, con le gioie e i dolori che quotidianamente riserva. E posso testimoniare – dice ancora monsignor Mosciatti – che il nostro metropolita ci educa davvero a questo con la sua dedizione pastorale».

Matteo Maria Zuppi, nato a Roma l”11 ottobre 1955, è arcivescovo di Bologna dal 2015. Ha frequentato l”università Lateranense, dove ha conseguito il baccellierato in Teologia e si è laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Roma. Dal 2000 al 2012 è stato assistente ecclesiastico generale della Comunità di Sant’Egidio. La consacrazione episcopale risale al 2012, quando è stato nominato vescovo titolare di Villanova e ausiliare di Roma. Con la nomina a Bologna del 2015, è diventato arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica di cui fanno parte le diocesi di Imola, Faenza-Modigliana e Ferrara-Comacchio. (r.cr.)

Nella foto, monsignor Zuppi (a sinistra) in occasione dell”ordinazione episcopale del vescovo di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti, il 13 luglio scorso. A destra, il vescovo emerito di Imola, monsignor Tommaso Ghirelli

Altri

Monsignor Zuppi cardinale, le congratulazioni del Comune di Castel San Pietro e del vescovo di Imola
Cronaca 14 Agosto 2019

Il Comune di Medicina aderisce nuovamente a “Wiki Loves Monuments'

Per il secondo anno, il Comune di Medicina ha deciso di aderire a “Wiki Loves Monuments”, il concorso fotografico digitale più grande al mondo per numero di fotografie raccolte che valorizza il patrimonio artistico e culturale locale italiano sul web.

I monumenti che possono essere oggetto del concorso sono il Palazzo comunale, il Portico Venturoli, l’ex chiesa del Carmine, la Torre dell’Orologio, il Palazzo della Comunità (interni compresi), il Pozzo Venturoli, il lavatoio comunale e la Villa Pasi.

Le foto si potranno caricare dal 1° al 30 settembre 2019 su https://wikilovesmonuments.wikimedia.it/concorso-fotografico-wlm/. (r.cr.)

Il Comune di Medicina aderisce nuovamente a “Wiki Loves Monuments'
Cronaca 9 Agosto 2019

Medicina: nuova auto di servizio per i volontari della Protezione civile

Il Comune di Medicina ha acquistato una nuova auto attrezzata per il soccorso da destinare ai volontari della Protezione civile.

Si tratta di una Dacia Duster 4X4 completa della barra sopra al tettuccio con sirena bitonale e fonte luminosa, di un verricello anteriore e del gancio posteriore già collaudato per il trasporto del carrello pompa, per una spesa complessiva, tra acquisto e montaggio delle dotazioni tecniche, di 25mila euro.

Un nuovo mezzo per un gruppo di volontari particolarmente preparati chiamati ad intervenire su tutto il territorio regionale e non solo. (r.cr.)

Fotografia inviata dal Comune di Medicina

Medicina: nuova auto di servizio per i volontari della Protezione civile
Cronaca 27 Luglio 2019

Il circondario accoglie la staffetta “Insieme per non dimenticare la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980″

Imola e il circondario si preparano per accogliere la staffetta podistica “Insieme per non dimenticare la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980”, partita da San Marino questa mattina e in arrivo nel capoluogo domani pomeriggio.

La prima tappa sarà a Imola, con arrivo previsto alle 13.40 di domani e partenza alle 14.10. Gli atleti verranno scortati da una pattuglia della Polizia municipale per tutto il corso del tratto imolese della staffetta, e verranno accolti nell’androne del Palazzo comunale dall’assessore agli Affari istituzionali Mirella Fini. Le società Polisportiva Avis, Polisportiva Ceramica Imola e Atletica Imola Sacmi offriranno un piccolo ristoro. E alcuni fra i loro podisti parteciperanno alla staffetta dando il cambio agli atleti arrivati a Imola.

Seconda tappa a Medicina, con passaggio nella frazione di Crocetta (ore 14.50) e in municipio (ore 15). «La memoria è un dovere – spiega Matteo Montanari, primo cittadino di Medicina, che accoglierà gli atleti –, poiché quanto accaduto alla Stazione centrale di Bologna non deve essere dimenticato, né da parte nostra, né da parte delle giovani generazioni». Fra le vittime della strage si conta anche la medicinese Euridia Bergianti, alla cui memoria è stata dedicata una via della città nel 2006.

Terza tappa, infine, a Castel San Pietro, con passaggio dal Cassero alle 16.20. Ad accogliere i podisti saranno i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e il Gruppo Alpini. Una curiosità: il tratto Castello-Ozzano, di 10 chilometri e 840 metri, è il più lungo della parte “bolognese” di questa particolare staffetta, superiore di soli 55 metri a quello Medicina-Castello. (r.cr.)

Fotografia tratta dal sito internet del Comune di Castel San Pietro

Il circondario accoglie la staffetta “Insieme per non dimenticare la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980″

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast