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Cultura e Spettacoli 12 Marzo 2020

Al noir edito da Bacchilega «Occhi viola» di Fabio Mundadori il premio nazionale Nabokov

«Occhi Viola», il libro pubblicato nella collana di storie noir Zero (Bacchilega Editore) e scritto da Fabio Mundadori, si è aggiudicato il premio nazionale Nabokov nella sezione romanzi editi. La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso sabato 29 febbraio al teatro comunale di Novoli, in provincia di Lecce, alla presenza della giuria di qualità presieduta dal giornalista Rai Pino Scaccia e coordinata dagli editori Piergiorgio Leaci e Andrea Giannasi.

«Vincere questo premio è una grande emozione, in primis per la soddisfazione personale – commenta l’autore,Fabio Mundadori -, ma anche e soprattutto perchè a vincerlo è stato un libro giallo nonostante si tratti di un riconoscimento letterario non di genere, il che ha ancora più valore». Fabio Mundadori e il suo giallo si sono aggiudicati il premio Nabokov fra decine di autori e scritti arrivati da tutta Italia. «Occhi Viola» (seconda pubblicazione della collana Zero che Bacchilega Editore dedica a noir, gialli e thriller italiani )racconta la prima indagine del commissario Sammarchi, personaggio nato dalla penna di Fabio Mundadori. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 marzo

Nella foto Fabio Mundadori, terzo da sinistra, mentre ritira il premio. A destra la copertina del libro

Al noir edito da Bacchilega «Occhi viola» di Fabio Mundadori il premio nazionale Nabokov
Cronaca 3 Febbraio 2020

Premio per «Quelli là» di Teresa Porcella e Santo Pappalardo, edito da Bacchilega Junior

Quelli a righe, quelli a pois, quelli che hanno vinto la terza edizione del premio «Il mondo salvato dai ragazzini» ideato dall’associazione Kolibrì di Napoli come progetto di promozione della letteratura per bambini e ragazzi che si assegna a Procida.
A parte il gioco di parole, Quelli là di Teresa Porcella e Santo Pappalardo è uno dei quattro libri premiati per l’edizione 2020, che vede la partnership della rivista di settore Andersen.

Oltre al libro edito da Bacchilega Junior nella collana “I Libricini” dedicata alle prime letture, sono stati selezionati anche Terraneo di Marino Amodio e Vincenzo Del Vecchio per Gallucci editore, A ritrovar le stelle di Annamaria Gozzi, Monica Morini e Daniela Iride Murgia per Edizioni Corsare e Non leggerai di Antonella Cilento per Giunti.

La consegna del Premio Procida si terrà sull’omonima isola ad inizio estate. (r.cr.)

Premio per «Quelli là» di Teresa Porcella e Santo Pappalardo, edito da Bacchilega Junior
Cronaca 7 Gennaio 2020

Lotteria Italia, la dea bendata bacia Imola. Vinto uno dei premi da 20 mila euro

L’Epifania è per tradizione anche il giorno in cui vengono assegnati i premi della Lotteria Italia, abbinata alla trasmissione di RaiUno «I soliti ignoti». Il primo premio in palio erano 5 milioni di euro. Quest’anno la dea bendata ha toccato anche Imola, dove è stato venduto il biglietto di serie B 210348, associato a uno dei 180 premi di terza categoria da 20 mila euro.

All’Emilia Romagna sono però toccate solo le «briciole». Nessuna città della nostra regione figura tra i cinque premi di prima categoria, mentre l’unica dei venti premi da 100 mila euro è Castellarano in provincia di Reggio Emilia. L’elenco completo dei premi assegnati è pubblicato sul sito della Lotteria Italia. (lo.mi.)

Nella foto: la puntata di ieri sera de «I soliti ignoti» abbinata alla Lotteria Italia

Lotteria Italia, la dea bendata bacia Imola. Vinto uno dei premi da 20 mila euro
Cronaca 23 Dicembre 2019

Assegnate dal gruppo Imola Legno 12 borse di studio in memoria del co-fondatore Elio Poli

Sono 12 i vincitori delle borse di studio che il gruppo Imola Legno ha messo in palio per il settimo anno in memoria del co-fondatore, Elio Poli, scomparso nel 2011. L’edizione 2019, aperta a tutti gli studenti di Imola e Lugo dove ha sede l’azienda, aveva per tema «L’economia delle 4 R: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare». I bambini delle scuole elementari dovevano realizzare un disegno («Un mare di plastica… pesci e tartarughe in pericolo»), gli studenti più grandi dovevano produrre un tema («E’ possibile una vita senza prodotti “usa e getta”» per le scuole medie e «L’abbandono delle plastiche negli imballaggi: il ritorno all’acqua nelle bottiglie di vetro?» per le scuole superiori), mentre gli universitari dovevano presentare una tesina su «L’abbandono delle plastiche negli imballaggi: l’impatto per l’economia e l’ambiente».

Le borse di studio sono state assegnate sia in base al risultato della prova sia in base alla media scolastica. Lo scorso 16 dicembre gli amministratori delegati dell’azienda, Matteo e Silvia Poli, assieme alla figlia di Elio Poli, Francesca, hanno premiato Serena Faretina (3ª elementare), Marco Liverani (1ª elementare), Eleonora Lodovici (università), Sara Pierrotti (4ª elementare), Mauro Antonio Pisani (4ª elementare), Riccardo Piselli (1ª media), Sofia Piselli (3ª media), Lorenzo Solaroli (diplomato), Marco Trione (3ª media), Maya Zanotti (3ª media), Sharon Zanotti (3ª superiore) e Fabio Veroli (4ª superiore). (r.cr.)

Assegnate dal gruppo Imola Legno 12 borse di studio in memoria del co-fondatore Elio Poli
Cronaca 6 Novembre 2019

Baccanale 2019, il Garganello d'Oro consegnato alla chef stellata Rosanna Marziale

E” andato alla chef stellata Rosanna Marziale il “Garganello d’oro per la promozione della cultura del cibo” 2019, consegnato dalla sindaca dimissionaria di Imola Manuela Sangiorgi nell”ambito del Baccanale. «Orgoglio femminile nella cucina italiana, per la sua attività e per aver sviluppato e promosso anche attraverso i media, i temi della cultura del cibo e la conoscenza dei prodotti enogastronomici del nostro Paese» è la motivazione a sostegno della scelta compiuta dall”Amministrazione.

La chef campana gestisce con la madre, la sorella e il fratello il ristorante di famiglia, «Le Colonne», aperto dal padre 60 anni fa vicino alla Reggia di Caserta e nel 2013 ha ottenuto una stella Michelin. Nel ricevere il Garganello d”Oro, Rosanna Marziale si è detta «onorata e felice» per il premio e ha raccontato di avere iniziato a lavorare in cucina fin da piccola, ereditando la passione dal padre. «Sono sempre stata curiosa e vivace, caratteristiche che mi sono rimaste anche oggi, insieme al senso della competizione. Con il mio lavoro cerco di far emergere il mio territorio ed i suoi prodotti. La mia è una cucina contadina, che usa tutti i prodotti del territorio, insegnando anche ai bambini a non sprecare niente, partendo dalle ricette della tradizione per rielaborarle in chiave attuale», ha poi aggiunto. 

Da parte sua, Manuela Sangiorgi ha ricordato che la consegna del Garganello è «uno dei momenti più importanti nella programmazione del Baccanale della città di Imola». «Dal 2003 – ha sottolineato – il riconoscimento è stato attribuito a nomi illustri dello scenario nazionale particolarmente distintisi, all’interno della propria eccellenza settoriale, per la valorizzazione e divulgazione dell’arte gastronomica». Per quanto riguarda la scelta di Rosanna Marziale come premiata del 2019, la sindaca in particolare ha messo in rilievo il fatto di avere «trasformato il suo sogno in una straordinaria carriera nel campo della ristorazione nazionale e internazionale», «la volontà di adoperarsi per comunicare ai più piccoli l’importanza di una corretta alimentazione attraverso il cartone animato “La Cuoca Girovaga”» e l”essere una delle «massime esponenti della generazione di chef donne che stanno rivoluzionando l’alta cucina». 

Nel suo discorso la sindaca, che ha rassegnato le dimissioni lo scorso 29 ottobre e che, salvo ripensamenti, cesserà dalla carica alla mezzanotte del 18 novembre prossimo, ha ricordato che a Rosanna Marziale è dedicata la Barbie Chef prodotta dalla Mattel. Inoltre, la chef casertana è ambasciatrice per il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop. (r.cr.)

Nella foto: Rosanna Marziale (a sinistra) riceve il Garganello d”Oro dalla sindaca dimissionaria Manuela Sangiorgi

Baccanale 2019, il Garganello d'Oro consegnato alla chef stellata Rosanna Marziale
Cronaca 31 Ottobre 2019

La delegazione imolese dell'Accademia italiana della cucina ha premiato il Pastificio Bettini

«Il segreto della buona pasta fatta a mano? L’amore, tanto amore, e passione. La pasta la devi accarezzare come si accarezza una donna». Parola di Maria Camaggi, che nel 1990 ha aperto, insieme al marito Graziano Bettini, il laboratorio di pasta fresca Pastificio Bettini. A loro, giovedì della settimana scorsa, la delegazione di Imola dell’Accademia italiana della cucina ha consegnato il premio «Massimo Alberini». Istituito nel 2014 ed intitolato al cofondatore dell’Accademia nonché vicepresidente onorario della stessa, tale riconoscimento viene assegnato a quegli esercizi commerciali estranei all’Accademia che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio.

E l’occasione della consegna è stata la «cena ecumenica» svoltasi all’agriturismo ristorante Frascineti, in cima alle colline dei Tre Monti, ad Imola. Ogni terzo giovedì del mese di ottobre, infatti, l’Accademia della cucina propone questa iniziativa, che vede tutte le 220 delegazioni italiane e le 80 situate all’estero ritrovarsi per una riunione conviviale dedicata allo stesso argomento. «La “cena ecumenica” rappresenta un’occasione per sviluppare attraverso la convivialità, i valori della cucina italiana, con la valorizzazione degli elementi identitari del cibo, non solo con la sua genuinità ed originalità, ma anche attraverso un menu rappresentativo delle caratteristiche delle cosiddette “tre T” che caratterizzano la cucina italiana: tradizione, territorio e tecniche originali», ha spiegato Antonio Gaddoni, il delegato di Imola dell’Accademia della cucina. E in quest’ultima occasione, il tema scelto era «la pasta fresca, ripiena e gli gnocchi nella cucina della tradizione regionale». Un tema ben posto al centro del menu della serata proposto dall’agriturismo Frascineti, in un trionfo di formati e sapori, dai tortelli di ricotta burro e salvia ai garganelli pancetta e scalogno, dalle tagliatelle al ragù di prosciutto agli strozzapreti al ragù, unitamente al coniglio al forno, altro cavallo di battaglia della cucina del ristorante dell’agriturismo, ai cui titolari, a fine serata, Antonio Gaddoni ha consegnato il gagliardetto dell’Accademia e la vetrofania.

L’occasione giusta, quindi, per consegnare anche il meritato riconoscimento ai fondatori del Pastificio Bettini. Già gestori di un negozio di alimentari, Maria Camaggi ed il marito Grazian oBettini hanno avviato l’attività di produzione di pasta fresca al dettaglio poco meno di trent’anni fa, prima in via  Selice, ed ora invia Cavour, riuscendo nel tempo a crescere e farsi conoscere eapprezzare anche da rinomati ristoranti del territorio, come il San Domenico, ed anche da una società di catering fornitrice dei Gran premi di Formula Uno nel mondo e degli Internazionali dit ennis di Roma. Tanto da ricevere encomi da chef del calibro di Valentino Marcattilii e Massimo Bottura, tanto per fare qualche nome. (r.cr.)

L”articolo è su «sabato sera» del 24 ottobre

La delegazione imolese dell'Accademia italiana  della cucina ha premiato il Pastificio Bettini
Cronaca 25 Settembre 2019

Per i Campeggiatori turistici Castel San Pietro merita la «bandiera gialla», il riconoscimento consegnato al sindaco

L”associazione Campeggiatori turistici d”Italia non ha dubbi: Castel San Pietro Terme ha meritato la «bandiera gialla», il riconoscimento assegnato per l”impegno dell”Amministrazione nel promuovere lo sviluppo di questo specifico settore turistico, in accordo con la filosofia della Cittaslow. La consegna è avvenuta in occasione della Fiera di Parma, nell”ambito del Salone del Camper 2019. A ritirare il premio è stato il sindaco Fausto Tinti, accompagnato dalla presidente della Pro loco Raimonda Raggi. 

«Questo prestigioso riconoscimento – sottolinea Tinti – premia prima di tutto i castellani e le castellane, la nostra città con le sue peculiarità in termini ambientali e di infrastrutture, di servizi e di accoglienza turistica, e arreca soddisfazione anche al turista itinerante e a tutti coloro che condividono la passione, l’amore e il rispetto della natura, per diffondere una cultura del tempo libero che consenta di apprezzare appieno il patrimonio storico, paesaggistico, gastronomico e artistico locale». (r.cr.)

Per i Campeggiatori turistici Castel San Pietro merita la «bandiera gialla», il riconoscimento consegnato al sindaco
Economia 6 Agosto 2019

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti

L’albana made in Imola è la migliore di Romagna. L’hanno stabilito sia una giuria tecnica sia il pubblico nel corso della selezione organizzata dall’Ente tutela vini di Romagna. Due i riconoscimenti che erano da assegnare: l’Albana Dèi, ai migliori albana di Romagna Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore. La cerimonia di premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Casa Spadoni, a Faenza. Ebbene, la giuria tecnica ha fatto salire sui gradini più alti del podio due vini imolesi: il Codronchio 2016 di Monticino Rosso, seguito dal Vitalba 2018 di Tre Monti; terzo, Nora 2018 del Podere Baratta di Bertinoro.

Mentre il giudizio popolare ha assegnato la vittoria al Vitalba 2018 di Tre Monti, seguito dal Codronchio 2016 di Monticino Rosso, confermando al terzo posto il Nora 2018 di Podere Baratta. La selezione per giungere all’assegnazione dei riconoscimenti ha previsto due fasi. Nella prima fase la giuria tecnica (composta da critici delle principali guide di settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali enologici) ha degustato alla cieca i vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i vini finalisti. Questi ultimi, poi, hanno affrontato il giudizio del pubblico, che li ha degustati e votati nel corso di quattro appuntamenti «di piazza» itineranti, che si sono svolti in giugno a Faenza, Bertinoro, Oriolo e Dozza, per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

«Al di là della soddisfazione personale per la vittoria nella sezione “L’indigeno del Cuore” con la Vitalba 2018, che bissa il successo ottenuto lo scorso anno con la Vitalba 2017, quello che mi preme sottolineare è l’altissimo livello dell’albana prodotta nel territorio del Comune di Imola», tiene a sottolineare David Navacchia, che con il fratello Vittorio ed il padre Sergio guida la cantina Tre Monti di Imola. «Vorrei ricordare infatti anche il successo di “Codronchio” 2016 di Monticino Rosso e la presenza fra le sette albana finaliste anche di “Mezzelune” 2017 dell’azienda Ca’ dei Quattro Archi,sempre di Imola», aggiunge David Navacchia.

A crescere, in sostanza, è tutto il territorio imolese, che è in grado di conquistare la ribalta e di superare territori d’elezione come Bertinoro e Predappio, diventando un punto di riferimento a livello di tutta la Romagna. Ma a vincere è anche una filosofia del produrre vino da un vitigno ben radicato in terra imolese, l’albana appunto. «Un’albana – spiega David Navacchia – prodotta secondo la tradizione, con la macerazione sulle bucce, che dà colori caldi,in alternativa, per non dire in contrasto, con una nouvelle vague che vuole un’albana meno intensa e più fresca».

Nella foto la cerimonia di premiazione con gli organizzatori e i vincitori dei due concorsi che l”Ente tutela vini di Romagna dedica ogni anno all”Albana di Romagna Docg

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti
Economia 9 Maggio 2019

Francesco Cioria del San Domenico è il sommelier dell'anno secondo l'Academie internationale de la gastronomie

Ha saputo di aver vinto il “Prix au sommelier 2019”, assegnato dalla prestigiosa Académie internationale de la gastronomie, mentre era a tavola con i colleghi del San Domenico. Così Francesco Cioria, che da cinque anni gestisce la storica cantina del ristorante stellato, racconta quel momento. «Per me è stata una sorpresa. Max (lo chef Massimiliano Mascia, Ndr) mi ha passato la lettera con la comunicazione, del tutto inaspettata. Abbiamo festeggiato con lo champagne, come si fa nelle grandi occasioni».

L’Académie internationale de la gastronomie (Aig) ha sede a Parigi ed è una rete che riunisce appassionati gastronomi di tutto il mondo. Fondata nel 1983 dalle accademie di cinque Paesi diversi (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Italia e Svizzera), tra cui l’Accademia italiana della cucina, ogni anno sceglie i migliori chef, pasticceri, sommelier, scrittori e giornalisti enogastronomici su segnalazione delle accademie che aderiscono alla rete. Lo scorso 4 febbraio, a Parigi, si è riunita l’assemblea generale che ha deciso di premiare la professionalità di Cioria, di cui avevamo raccontato sul numero del 27 settembre scorso.

Per il sommelier e manager, che ogni giorno gestisce un patrimonio di circa 12 mila bottiglie e oltre 2 mila etichette molte delle quali preziose, non si tratta del primo riconoscimento. Nel 2016 è stato eletto «Miglior sommelier d’Italia» nell’ambito del Best Italian wine awards. Nel 2018 si è aggiudicato il premio speciale «Dire fare sognare», promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia) e dallo scorso ottobre è Ambasciatore dello champagne, titolo assegnato dal Comité Champagne che in questo modo, attraverso le segnalazioni degli stessi produtto-ri, mette in luce le professionalità in grado di far meglio conoscere e apprezzare questo tipo di vini in Italia. La cerimonia di consegna dell’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è prevista si è svolta l’8 maggio a Milano.

Ne parla però con modestia, senza perdere di vista il suo lavoro e restando con i piedi per terra. «E’ un premio che secondo me fa bene anche al territorio – commenta -. L’Académie è una associazione con un numero di iscritti importante e il nome di Imola e del San Domenico compaiono a livello internazionale. Mi è capitato che alcuni associati siano venuti a complimentarsi prima ancora che la notizia fosse ufficiale e anche questo mi ha colto di sorpresa». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Francesco Cioria del San Domenico è il sommelier dell'anno secondo l'Academie internationale de la gastronomie
Cronaca 8 Marzo 2019

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo

Viene da Monterotondo, in provincia di Roma, la vincitrice della decima edizione del premio Sabo Rosa, dedicato nella ricorrenza dell”8 marzo alle donne che lavorano in un campo di solito ritenuto appannaggio degli uomini, vale a dire la filiera del trasporto pesante: guida, logistica, officine e ricambi. Alessandra Lucaroni è stata votata come “camionista dell”anno” dalla giuria composta dalle dipendenti del main sponsor, il Roberto Nuti Group, che ha la sua sede centrale a Castel Guelfo e che da oltre mezzo secolo è leader nel settore dei veicoli industriali con i ricambi a marchio Sabo. La votazione del Sabo Rosa, che è attribuito una volta all”anno, è avvenuta online, sulla base delle candidature pervenute via web.

La vincitrice gestisce a Fiano Romano l”officina di famiglia “Ormia”, specializzata nei mezzi Scania e nota nell”ambiente come “L”Officina delle Donne”. Il premio vinto lo ha dedicato a suo padre, fondatore dell”officina di cui oggi la figlia è titolare e che le ha trasmesso l’amore per la meccanica. «Fin da bambina – racconta Alessandra Lucaroni -. sono stata il ”maschiaccio” di casa e sono cresciuta accanto a mio padre che riparava mezzi dell’esercito, e da li è sbocciato l’amore. Mi ricordo ancora l”emozione fortissima che provavo quando mi faceva salire sui carri armati»”.

La camionista dell”anno 2019 si è dunque ritagliata, con molta determinazione, uno spazio riconosciuto e apprezzato in un ambiente solitamente considerato per soli uomini. «Si deve partire con l”idea che non esistono lavori da uomini o da donne – sottolinea – e che nel lavoro contano solo la passione, l’impegno e il cuore che uno mette in ciò che fa. È chiaro che all”inizio è complicato farsi rispettare, e occorre metterci un carattere forte e magari fare il doppio della fatica per essere accettate. Una volta abbattuti i muri, però, e si riesce a mostrare quanto si vale, lo scetticismo finisce e ci si trova in un mondo appassionato di meccanica in cui è facile farsi ascoltare perché si conosce la materia e si sa quello che si dice. Oggi i camionisti ci chiamano e dicono ”pensaci tu, mi fido di te”. È il miglior complimento possibile».

Nella sua azienda lo scorso anno è stato assunto un meccanico donna e in squadra ci sono anche due magazziniere che masticano meccanica ogni giorno. E con una piena e impegnativa carriera lavorativa Alessandra concilia anche una famiglia. «Sono mamma di tre figli maschi di 27,18 e 16 anni – scherza -, quindi sono circondata da uomini ovunque, che però tengo a bada senza troppi problemi. Per conciliare famiglia e lavoro occorrono tanto amore e tanta pazienza, e soprattutto correre sempre, perché la casa e l”officina richiedono tempo e attenzioni. I miei figli hanno accettato di buon grado il mio ruolo e spero di vedere almeno uno di loro in officina accanto a me, per poter passare le consegne alla terza generazione, perché vorrei che il sogno di mio padre possa proseguire ancora nel tempo».

Il premio Sabo Rosa è stato consegnato da Elisabetta Nuti, direttore finanziario del Roberto Nuti Group e presidente della giuria, che commenta: «Per la decima edizione la giuria ha deciso di premiare la tenacia e l”imprenditorialità di Alessandra Lucaroni, capace di raccogliere il testimone dell”azienda di famiglia dalle mani del padre e di portare la propria officina a un traguardo impensabile anche solo dieci anni fa. E” bello immaginare la soddisfazione del papà di Alessandra, nel saperla realizzata in ciò che sempre ha amato, senza dimenticare il valore della famiglia e degli affetti». (r.cr.)

Ad Alessandra Lucaroni il premio per la “camionista dell'anno', messo in palio dal Roberto Nuti Group di Castel Guelfo

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