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Cronaca 8 Dicembre 2018

Luca Bacchilega è l'alunno più buono del 2018, a lui il premio della Fondazione Santa Maria Goretti

E” il quattordicenne Luca Bacchilega, che nello scorso anno scolastico ha frequentato la terza classe sezione A della scuola secondaria di primo grado dell”Istituto Comprensivo 5 (Sante Zennaro), il ragazzo insignito del «Premio della bontà 2018», istituito diversi anni fa dalla Fondazione per l”infanzia «Santa Maria Goretti» di Imola.

Il giovanissimo studente ha ricevuto ieri, nelle sale della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, a palazzo Sersanti, un assegno da 1.030 euro.

Questa la motivazione del premio, che è stata redatta dai suoi insegnanti: «Comportamento encomiabile e disponibilità ad accogliere e a vivere esperienze di inclusione di ragazzi disabili».

Alla premiazione erano presenti tra gli altri per la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola il presidente Fabio Bacchilega e il consigliere d”amministrazione Evaristo Campomori, per l”Ic5 la dirigente Adele D”Angelo, oltre naturalmente al presidente della Fondazione per l”infanzia «Santa Maria Goretti», Alberto Romiti, insieme ad altri rappresentanti dell”ente.

Nella foto la consegna dell”assegno a Luca da parte di Vittorio Romiti, consigliere della Fondazione «Santa Maria Goretti»

Luca Bacchilega è l'alunno più buono del 2018, a lui il premio della Fondazione Santa Maria Goretti
Cultura e Spettacoli 25 Novembre 2018

Al Baccanale, Patrizio Roversi riceve il «Garganello d'oro»

«Per la sua attività di giornalista e divulgatore, che l’ha portato a sviluppare e promuovere, attraverso i media, i temi della cultura del cibo e la conoscenza dei prodotti enogastronomici del nostro Paese». Con questa motivazione viene assegnato a Patrizio Roversi il Garganello d’oro, premio che sarà consegnato all’interno del Baccanale oggi, domenica 25 novembre, alle 18 in biblioteca da parte della sindaca Manuela Sangiorgi e alla presenza di Massimo Montanari. L’attore e conduttore televisivo, che è diventato noto al grande pubblico per la trasmissione Turisti per caso condotta insieme a Syusy Blady e successivamente per Per un pugno di libri, dal 2013 alla primavera 2018 ha condotto Linea verde, trasmissione di Rai 1 dedicata all’agricoltura e alle eccellenze enogastronomiche italiane.

Roversi è il sedicesimo premiato con il Garganello d’oro, premio che viene assegnato dal 2003, anno in cui venne premiato lo chef Gualtiero Marchesi. Dopo di lui Carlin Petrini, fondatore Slow food, il giornalista Gianni Mura, Eugenio Del Toma (specialista in Scienza dell’alimentazione e gastroenterologia), il fondatore del ristorante San Domenico Gianluigi Morini, il professor Massimo Montanari, l’attore Vito, la scrittrice e giornalista Clara Sereni, seguita da un’altra giornalista, Licia Granello. Nel 2012 venne premiato un giovane musicista emergente, Lorenzo Vacchi, nell’ambito di un’edizione dedicata alla «Musica in cucina», mentre l’anno successivo toccò allo chef di New York Michael White. Nel 2014 il Garganello andò al presidente di «Last minute market» Andrea Segré, nel 2015 allo chef Massimo Bottura, nel 2016 a Libera Terra, associazione che sostiene il recupero sociale e produttivo dei territori liberati dalle mafie, e nel 2017 a Anna Kauber, regista e studiosa di paesaggio agrario.

Nella foto Patrizio Roversi

Al Baccanale, Patrizio Roversi riceve il «Garganello d'oro»
Cultura e Spettacoli 18 Ottobre 2018

Stasera a palazzo Sersanti la proiezione del film di Damiano Levati vincitore del Premio Città di Imola

Serata conclusiva, giovedì 18 ottobre, della XV edizione del Premio Città di Imola, assegnato al miglior film italiano presentato al TrentoFilmFestival, in programma alle ore 21, presso la sala Grande di Palazzo Sersanti. Promosso dalla sezione Cai di Imola, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dal Comune di Imola, quest’anno il premio è stato vinto dal film «Hansjörg Auer – no turning back »di Damiano Levati a cui è stato consegnato nell’ambito del festival il 5 maggio scorso.

Il programma della serata prevede, oltre alla proiezione del film, la partecipa-zione e gli interventi del regista e della vicepresidente del Festival di Trento, Nicoletta Favaron, nonché i saluti della sindaca, Manuela Sangiorgi, del vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio, Fabrizio Miccoli, e del presidente della sezione Cai, Davide Bonzi.

La motivazione per cui è stata decisa l’assegnazione del premio afferma che «Hansjörg Auer ha esplorato l’arrampicata in solitaria come mai nessuno prima e la sua memorabile impresa sulla via «Attraverso il Pesce» in Marmolada ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo particolare tipo di alpinismo. I trenta minuti del lungometraggio cercano appunto di raccontare, attraverso le parole misurate e sincere del protagonista, il percorso interiore che può spingere un uomo a rischiare la vita laddove un qualsiasi errore potrebbe rivelarsi fatale, pur di appagare quell’impulso che Auer descrive in modo suggestivo e inequivocabile: “Scalare montagne è il cibo della mia anima”.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Stasera a palazzo Sersanti la proiezione del film di Damiano Levati vincitore del Premio Città di Imola
Cronaca 21 Settembre 2018

Il pastore tedesco Clea vince “Un cane per amico', la coppa Lions Club assegnata a Birba, meticcia di 20 anni

La 18ª edizione di Un cane per amico, concorso per cani di razza e non, è stata come sempre una festa fra abbai e scodinzolii (dei cani), sorrisi e applausi (degli umani).

Al termine della sfilata dei 42 cani in concorso, l’assessore all’Agricoltura Anna Rita Muzzarelli ha consegnato i premi ai primi 10 classificati, affiancata dai bambini che componevano la giuria del concorso.

Vincitrice è risultata Clea, pastore tedesco di 18 mesi, che accompagnava Angelo, il suo padrone non vedente. Al secondo posto Winnie, golden retriever di 16 mesi, accompagnata da Luca e al terzo Tobia, golden retriever di 12 anni, accompagnato da Isabella.

La coppa del Lions Club di Castel San Pietro Terme è andata alla longeva Birba, meticcio femmina di ben 20 anni, accompagnata da Luca.

L’articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto la vincitrice Clea

Il pastore tedesco Clea vince “Un cane per amico', la coppa Lions Club assegnata a Birba, meticcia di 20 anni
Cronaca 2 Agosto 2018

Castel San Pietro, l'estro della fioraia medicinese Silvia Marchi che vince premi con abiti fatti di fiori e foglie

Silvia Marchi, fioraia medicinese dallo spiccato estro artistico, si destreggia tra il suo negozio Stile Fiori a Castel San Pietro e i concorsi floreali. La prima gara a cui ha partecipato risale al 2009, in occasione di Bouquet Sanremo, dove il fiorista vincente ha il diritto di creare i mazzi che poi vengono regalati agli ospiti durante il festival canoro. Lo scorso 30 giugno, invece, ad Aprilia è stato organizzata la seconda edizione del concorso Estrosa in cui hanno sfilato 20 abiti indossati da modelle, creati da squadre di due fiorai per ogni vestito e regione. La coppia vincitrice è stata proprio quella composta dalla medicinese e da Alex Tondin che hanno sfilato per il Trentino, patria del ragazzo.

«Ho conosciuto Alex nel 2009, durante un concorso a Rovereto. Da quel momento abbiamo mantenuto i contatti, ritrovandoci ai corsi e alle gare – racconta Marchi -. Non avevo partecipato alla prima edizione di Estrosa, ma parteciperò alle prossime». Il tema della gara erano i Paesi del mondo e dal momento che entrambi condividono la passione per la montagna, la neve ed i boschi, i due hanno scelto il Canada. «Abbiamo cercato di riportare sull’abito le emozioni che suscita in noi quel paese – racconta la fioraia -. Per questo il capo era quasi tutto verde, con anche foglie d’acero, tipiche canadesi».

Il vestito era una vera e propria opera d’arte. Non si trattava di piante attaccate su un abito preesistente, ma di uno scheletro di metallo con una struttura in plastica sopra alla quale erano state applicate foglie e fiori. La gonna era composta da tre balze asimmetriche a forma di petalo che si incrociavano l’una sull’altra e che durante la sfilata animavano il vestito, creando un movimento ondeggiante. Per l’effetto hanno aiutato le foglie di eucalipto nella parte superiore della gonna, fatte a forma di moneta e di colore grigio-verde.

La creazione di capi floreali non è una novità per la medicinese. Già nel 2010, in occasione della Festa di Primavera a Medicina, aveva realizzato un abito di gerbere. Nel 2014, invece, ne aveva confezionato uno utilizzando solo foglie attaccate su foglie. Quest’anno in occasione di Very wine a Castello, la fioraia ha creato un vestito per Renata Dalfiume, dell’omonima casa vinicola di via Madonnina. «Di solito mi occupo del loro stand, ma questa volta ho proposto di “allestire” lei – spiega Marchi -. In entrambi i giorni della manifestazione la gonna era composta solo da foglie in modo che si potesse sedere. La prima gonna era una stola ottenuta intrecciando il formio, mentre per il secondo giorno avevo creato  una balza fatta di aspidistre ribaltate. Nella fascia superiore ed inferiore del bustino invece avevo collocato un festone di fiori».  (se. zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto Silvia Marchi all”interno del suo negozio

Castel San Pietro, l'estro della fioraia medicinese Silvia Marchi che vince premi con abiti fatti di fiori e foglie
Cronaca 3 Giugno 2018

Il premio speciale «Dire fare sognare» al sommelier del San Domenico Francesco Cioria

Ha assaggiato migliaia di vini in tutto il mondo, da Sidney a Londra, passando per prestigiosi ristoranti d’Italia. E’ persino riduttivo definire sommelier Francesco Cioria, classe 1988, irpino di origine e romagnolo d’adozione. Da quattro anni è il palato per eccellenza del San Domenico, il ristorante di Imola (2 stelle Michelin) celebre per le sue portate e per una carta dei vini che conta 2.400 etichette.

Domani Cioria, già Miglior sommelier d’Italia nel 2016, salirà sul palco del teatro Verdi, a Cesena, per ritirare il premio speciale Dire fare sognare, promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia) quale riconoscimento ai protagonisti della cultura del cibo e del vino dell’Emilia Romagna. Il suo nome è stato scelto da Andrea Grignaffini, Elsa Mazzolini e Alessandra Meldolesi, tre delle più qualificate firme del giornalismo enogastronomico. Emblematica la motivazione: «Per la capacità con cui governa una carta dei vini monumentale oltre alla sua impeccabile gestione di sala».

r.c.

Nella foto: il sommelier Francesco Cioria

Il premio speciale «Dire fare sognare» al sommelier del San Domenico Francesco Cioria
Cronaca 23 Maggio 2018

Macfrut, l’innovazione targata Cefla premiata con la medaglia d’oro

La grow unit di Cefla Shopfitting, la divisione del gruppo cooperativo imolese che si occupa di arredi per spazi commerciali, si è aggiudicata la medaglia d’oro del Macfrut innovation awards, il premio organizzato da Cesena Fiera e da L’Informatore Agrario per mettere in evidenza le soluzioni del comparto a più alto contenuto di ricerca e sviluppo. Premio consegnato durante l’importante fiera dedicata all’ortofrutta svoltasi recentemente a Rimini. «Questo premio – ha commentato Andrea Ventura, amministratore delegato di Cefla Shopfitting – conferma il valore dell’innovazione che, da sempre, è uno dei nostri punti di forza»

.La grow unit, che già all’ultima edizione di Cosmofarma aveva riscosso grande interesse da parte di operatori europei della grande distribuzione, non è altri che un modulo espositivo di piantine al loro stadio iniziale di crescita (e perciò ricche di nutrienti, fino a 40 volte in più rispetto gli ortaggi cresciuti), coltivate in un ambiente chiuso tramite un sistema di irrigazione e di illuminazione dei vegetali frutto della collaborazione tra C-Led, società del gruppo Cefla, e università. In altre parole, la grow unit è un vero e proprio orto da cui cogliere verdure fresche. 

r.e.

Nelle foto: la premiazione di «Cefla Shopfitting» al «Macfrut», la fiera dedicata all’ortofrutta svoltasi recentemente a Rimini

Macfrut, l’innovazione targata Cefla premiata con la medaglia d’oro
Cultura e Spettacoli 13 Maggio 2018

Il film sulla vita di Auer, leggenda della montagna, vince il Premio Città di Imola

Nel 2007 Hansjörg Auer ha fatto la salita in solitaria (e completamente slegato) della via «Attraverso il pesce» in Marmolada e negli ultimi dieci anni ha portato a termine un numero impressionante di prime salite e free solo su alcune delle pareti più difficili del mondo, dalle Dolomiti al Karakorum e alla Siberia. La sua storia ha dato vita ad un film che ha vinto il Premio Città di Imola al TrentoFilmFestival.

Sabato 5 maggio, infatti, nel Castello del Buonconsiglio di Trento è stato premiato Hansjörg Auer – No turning back del regista Damiano Levati, dove il talentuoso e abilissimo scalatore si racconta fin nell’aspetto più intimo delle sue imprese: nel film, intervallate dalle parole di Auer, si snodano una dopo l’altra immagini di straordinaria bellezza che danno sostanza e spessore alle parole e alla filosofia di Auer quali «Essere soli significa mettersi a nudo, capire chi siamo, percepire il proprio valore e stabilire che cosa realmente conti nella vita».

Il Premio Città di Imola è promosso dalla sezione Cai di Imola, dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola e dal Comune di Imola. La giuria era presieduta da Reinhold Messner, e composta da Roberto De Martin (past presidente generale Cai), Valter Galavotti, Roberto Paoletti, Giuseppe Savini e Mauro Bartoli.

Nella foto un”immagine del film

Il film sulla vita di Auer, leggenda della montagna, vince il Premio Città di Imola
Cultura e Spettacoli 11 Aprile 2018

Vittoria… in ritardo per la scrittrice imolese Lisa Laffi al concorso «Terra di Guido Cavani»

La scrittrice imolese Lisa Laffi, dopo la vittoria ai concorsi Alberoandronico e Verbania for Women (leggi la news) ha trionfato anche al concorso internazionale «Terra di Guido Cavani», ma con ben cinque mesi di ritardo.

Questo perché originariamente, nel mese di ottobre, la vittoria era andata nella sezione A a Gianni Gandini, mentre la Laffi era arrivata seconda con il racconto La signora degli scontrini. A inizio febbraio, però, l”organizzazione aveva diramato un comunicato stampa dove informava i partecipanti che, causa irregolarità, erano state interrotte le erogazioni dei premi in denaro. Tutte le pratiche, così, sono finite in mano ad uno studio legale che, dopo una serie di controlli, ha riscritto la classifica generale squalificando due autori perché i loro racconti non erano inediti.

Lisa Laffi ha così potuto fregiarsi anche di questa vittoria per la quale sarà premiata ufficialmente all’inizio della serata di gala della IV edizione. Il premio in denaro per lei è così passato da 600 a 1.000 euro a testimonianza del periodo fortunato per la scrittrice imolese che, notizia dei giorni scorsi, ha conquistato anche il 2° posto nella categoria D (romanzo inedito) al Memorial Vallavanti Rondoni con l”opera thriller «La tela della morte». In questo caso la premiazione avverrà sabato 28 aprile al Teatro Cine-Fox di Caorso nel piacentino.

Lisa Laffi ha pubblicato a fine 2017 “Cento passi di donna” per Bacchilega Editore dove racconta figure femminili che hanno lasciato un segno importante nella vita di Imola.

r.c.

Nella foto: la scrittrice imolese Lisa Laffi

Vittoria… in ritardo per la scrittrice imolese Lisa Laffi al concorso «Terra di Guido Cavani»
Cultura e Spettacoli 14 Marzo 2018

Lisa Laffi, la scrittrice imolese premiata in Campidoglio e al Verbania for Women

Prestigiosi riconoscimenti per la scrittrice imolese Lisa Laffi che è stata capace di conquistare due primi posti in altrettanti concorsi letterari nello scorso weekend.

Alla fase finale del concorso Alberoandronico in Campidoglio a Roma, a cui hanno preso parte 700 autori da tutta Italia e anche alcuni stranieri, la Saffi si è imposta nella sezione G ed è stata premiata dal giornalista sportivo della Rai Marco Franzelli e della medaglia d’oro olimpica Daniele Masala. Meno di ventiquattro ore dopo è stata la volta del Verbania for Women, concorso dedicato al mondo femminile che si svolge sulle sponde del Lago Maggiore e che è giunto alla III edizione. La scrittrice imolese, dopo il terzo posto del 2017, ha trionfato con il racconto «La rosa del deserto», storia di una ragazza Saharawi che tenta di far conoscere il dramma della sua nazione dimenticata. Oltre all’assegno da mille euro e a un prezioso gioiello donato da un”oreficeria piemontese, la Saffi avrà anche la possibilità di veder pubblicato il suo racconto su «Writers Magazine Italia» diretta da Franco Forte, grande autore di bestseller storici.

r.c.

Nella foto: la scrittrice imolese Lisa Laffi

Lisa Laffi, la scrittrice imolese premiata in Campidoglio e al Verbania for Women

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