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Cronaca 14 Ottobre 2019

Vedrà la luce a Ozzano grazie a un finanziamento regionale la pista ciclabile dalla stazione ferroviaria a Ponte Rizzoli

Entra nel vivo la realizzazione della pista ciclabile che collegherà la stazione ferroviaria di Ozzano con la frazione di Ponte Rizzoli. Un’esigenza molto sentita dai residenti che ora troverà attuazione grazie a un finanziamento della Regione Emilia Romagna nell’ambito della realizzazione di ciclovie per la mobilità sostenibile. Complessivamente, si tratta di un intervento da 450 mila euro, che verrà finanziato per il 70 percento dalla Regione, mentre i restanti 135 mila euro sono a carico dell’Amministrazione comunale. Nel Consiglio comunale di lunedì 30 settembre è stato approvato all’unanimità il progetto esecutivo.

«Ora, entro dicembre 2019, dovremo aver già affidato i lavori per non perdere il finanziamento regionale – dettaglia il sindaco, Luca Lelli -. I tempi saranno comunque rapidi perché abbiamo la possibilità di fare una gara ad invito per 15 operatori». La nuova ciclabile si estenderà su 2,7 chilometri, un po’ meno rispetto agli oltre 3 chilometri previsti inizialmente. Questo perché è stato necessario modificare un po’ il percorso. Infatti, l’ultimo tratto, ovvero quello che va dall’innesto degli Stradelli Guelfi con via Tolara di Sotto fino al centro abitato di Ponte Rizzoli, è stato modificato in quanto sarebbe dovuto rientrare tra le opere compensative derivanti dalla realizzazione della quarta corsia dell’A14 (a Ozzano spettano 2 milioni di euro per realizzare una rotonda all’incrocio tra via Tolara di Sotto e gli Stradelli Guelfi e allargare il ponte sul Quaderna a Ponte Rizzoli), ma il cantiere dell’autostrada ancora deve partire.

Così l’Amministrazione ozzanese ha deciso di modificare un po’ il tracciato. In pratica, dalla stazione la ciclabile parte in via Marconi «che diventerà ciclopedonale con accesso consentito solo ai veicoli dei residenti, che dovranno rispettare il limite dei 30 chilometri orari – precisa Lelli -. Proprio sfruttando la viabilità esistente, riusciremo a realizzare una ciclabile così lunga con la cifra stanziata». (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 ottobre

Nella foto il tracciato della ciclabile stazione-ponte Rizzoli

Vedrà la luce a Ozzano grazie a un finanziamento regionale la pista ciclabile dalla stazione ferroviaria a Ponte Rizzoli
Sport 26 Settembre 2019

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno

Finalmente mercoledì 18 settembre la Sovrintendenza ha dato l’ok sull’intero progetto di riqualificazione ed adeguamento dello stadio Romeo Galli, comprendente quindi l’installazione delle torri faro da 1.200 lux, per un costo di 860mila euro di quadro economico, ed alcuni interventi strutturali tra cui spogliatoi, sala stampa e spazi sotto la tribuna centrale. Un progetto complessivo, quindi, valutabile in circa 2 milioni di euro, ma scorporato sotto l’impulso dell’Amministrazione comunale per velocizzare i tempi di realizzazione. «Il solo progetto sulle torri faro è ai dettagli – ha fatto sapere in sede di Commissione consiliare il direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso -. Sulla parte restante, invece, non siamo ancora all’ultimo step». Pronta la puntualizzazione dell’architetto di Area Blu, Andrea Dal Fiume, firmatario dei vari progetti. «Ora serve l’approvazione dell’Amministrazione comunale. Solo dopo inseriremo il progetto sul portale del Coni per la concessione del mutuo da parte del Credito Sportivo pari all’intero importo necessario, che dovrebbe arrivare in poche settimane».

In pratica, il Comune di Imola si vedrebbe (il condizionale è d’obbligo) anticipare la cifra, salvo ovviamente restituirla in rate annuali prive di interessi. Il discorso, però, si complica quando si tocca il tema, tanto a cuore all’Imolese, dei tempi di realizzazione. «Dall’ok sul finanziamento – ha precisato Bonaccorso – fino alla fine dei lavori che, salvo imprevisti, non dovrebbero durare meno di 5 mesi, dovrebbe passare circa un anno». Certamente troppo per l’Imolese. «In questo modo la società fallirebbe – ha confermato la proprietaria Fiorella Poggi, presente anche lei in Commissione -, perché se non dovessero essere pronte tra il 20 ed il 24 giugno, non potremmo iscriverci alla prossima serie C».

Il colpo di scena, però, è arrivato direttamente dalla sindaca Manuela Sangiorgi: «I soldi ci sono e riusciremo a completare tutto in tempo. Un anno fa ho preso un impegno con l’Imolese e intendo rispettarlo». Alla fine dei giochi, quindi, sarà una vera e propria corsa contro il tempo. «Il sì della Sovrintendenza è un passo avanti importante – ha concluso la Poggi -, ma vedremo cosa succederà nei prossimi mesi». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: lo stadio Romeo Galli

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno
Cronaca 25 Settembre 2019

A Ozzano partita la raccolta del sughero usato, che va conferito negli appositi contenitori distribuiti in città

Non solo plastica, vetro e lattine. Anche sul nostro territorio cresce la raccolta differenziata di altre tipologie di materiali come sughero e olio. A Ozzano Emilia, dal 16 settembre è partita la raccolta del sughero usato, che in teoria andrebbe conferito in stazione ecologica (e non nell’umido o nell’indifferenziato). I tappi, privi delle gabbiette metalliche usate sulle bottiglie di spumante, vanno gettati nelle apposite «sughero box» allestite in vari punti della città: municipio (via della Repubblica 10), biblioteca (piazza Allende 18), centro civico Villa Maccaferri (via Garibaldi 2), centro del riuso (via dello Sport 30), scuole medie Panzacchi (viale 2 Giugno 49), centro civico di Mercatale (via della Pace 40), centro civico di Ponte Rizzoli (via Duse 2). Attenzione: i tappi di silicone, pure utilizzati nelle bottiglie di vino, non vanno conferiti nei contenitori per il sughero ma vanno gettati nell’indifferenziato.

Il servizio di recupero viene effettuato da Recooper, progetto che fa capo al consorzio modenese di cooperative sociali Ecobi, attivo nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Rimini. Non solo sughero, ma anche olio alimentare esausto, che se disperso attraverso gli scarichi domestici e la rete fognaria ha un alto potere inquinante. Come abbiamo già segnalato nei giorni scorsi, nel circondario la raccolta attraverso i contenitori stradali è cresciuta del 33% nei primi sei mesi del 2019 rispetto al 2018, anche grazie all’ampliamento del numero dei contenitori, promosso in modo capillare in accordo con le Amministrazioni comunali. (r.cr.)

Nella foto il contenitore per il sughero in biblioteca

A Ozzano partita la raccolta del sughero usato, che va conferito negli appositi contenitori distribuiti in città
Cronaca 8 Settembre 2019

Giovani artisti di nuovo all’opera con Tag, il progetto artistico che trasforma le cabine di Hera in tele da dipingere

E’ ripartito Tag (torre, arte e graffiti), il progetto di rigenerazione artistica delle cabine elettriche avviato nel 2018 su iniziativa di Inrete, la società del gruppo Hera che gestisce la distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia Romagna, in collaborazione con l’associazione Noi Giovani.

Su ciascuna cabina, come già fatto in precedenza, dipingeranno uno o più giovani artisti locali, nazionali o internazionali, che con i loro diversi stili regaleranno ai cittadini un itinerario artistico, con opere capaci di raccontare una storia legata al contesto in cui sono inserite. La trasformazione in opera d’arte urbana riguarderà questa volta quattro cabine elettriche, tre delle quali andranno a completare il percorso ciclopedonale cittadino lungo il fiume Santerno, iniziato lo scorso anno con le prime otto torri realizzate. A queste si aggiungeranno anche ulteriori sette cabine del gas. (r.cr.)

Nella foto l”artista Alessandro Suzzi all”opera sulla cabina gas di viale Saffi

Giovani artisti di nuovo all’opera con Tag, il progetto artistico che trasforma le cabine di Hera in tele da dipingere
Cronaca 23 Luglio 2019

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'

Il primo giorno, a fine giugno, hanno camminato in lungo e in largo insieme ai tecnici, sfidando il caldo, per indicare gli elementi che ritenevano positivi e negativi, poi martedì 16 luglio hanno lavorato insieme ai progettisti sulle diverse aree cercando di definire insieme quali elementi dello studio di fattibilità vanno modificati o integrati. In tutto sono una quarantina i medicinesi, principalmente abitanti della zona del vecchio Borgo Paglia, anziani e giovani, un quadrilatero oggi racchiuso tra le vie Fava, Mazzini, Corridoni, Melega, che hanno partecipato al percorso partecipato «Borgo Paglia in comune». Uno dei laboratori organizzati dal Comune con il supporto di Kiez Agency, nell’ambito del più ampio progetto denominato «Lungo il canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale e sociale».

Il Comune ha ottenuto dalla Regione un finanziamento di circa 1 milione per questo progetto che punta, per stralci, alla riqualificazione complessiva degli spazi pubblici posti lungo il tratto urbano del Canale, a partire, per l’appunto, dal borgo inferiore. L’obiettivo è migliorare in generale sia la qualità dal punto di vista ambientale e microclimatico, creando più zone d’ombra e sostituendo l’asfalto con materiali più permeabili, sia dal punto di vista relazionale, capendo come vengono utilizzati gli spazi oggi e come potranno esserlo in futuro. E nell’occasione cercare di risolvere alcune criticità complesse, eredità delle stratificazioni urbanistiche, come alcuni punti facili agli allagamenti in caso di forti acquazzoni. Proprio il processo di partecipazione ha permesso al Comune di ottenere il sostanzioso finanziamento.

Un progetto voluto fortemente dal sindaco Matteo Montanari,che l’ha avviato durante il mandato precedente quando era assessore della Giunta Rambaldi e ha partecipato anche al primo laboratorio su Borgo Paglia. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'
Cronaca 3 Giugno 2019

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola

Al parco del Sante Zennaro procedono i lavori di restauro delle sculture realizzate nel 1970 dagli artisti Nello Bini e Alessandro Tagliolini. Già lo scorso novembre erano state inaugurate la barca e l’astronave/sottomarino, ovvero due delle nove che a poco a poco il restauratore Maurizio Rambelli sta riportando a nuova vita. Ora i lavori si stanno concentrando su altre quattro opere: le Paperelle (ricostruite come da foto dell’epoca), lo Scivolo ponte, il Fungo e il Teatrino dei burattini.

L’iniziativa rientra nel progetto “Sante Zennaro, Bene comune!”, avviato nel 2018 in occasione dei 45 anni trascorsi dalla chiusura dell’Istituto medico psico-pedagogico che al Sante Zennaro accoglieva bambini con disagio mentale. Il progetto vede coinvolti numerosi enti e associa-zioni, tra cui la Fondazione Cassa di risparmio di Imola, il ConAmi, l’Istituto comprensivo 5 e Bacchilega editore, che attraverso la pubblicazione del libro Storia di vitea cura di Amedea Morsiani, hanno contribuito a finanziare il restauro delle opere.

L’inaugurazione delle prossime sculture rinnovate è prevista per venerdì 14 giugno (ore 18.45), nell’ambito della Fiera agricola del Santerno. Sabato 15 e domenica 16 giugno (ore 17), dopo oltre 45 anni di oblio, il teatrino dei burattini tornerà ad animarsi con la narrazione “Un viaggio fantastico nella scultura”, a cura dell’associazione Ippogrifo Imola-Vivere la scrittura. (r.cr.)

Nella foto il Teatro dei burattini

Quattro sculture in restauro nel parco del Sante Zennaro, saranno inaugurate durante la Fiera Agricola
Sport 4 Maggio 2019

L’associazione castellana «Edu» Cerè e una settimana «Diverse» coi disabili di Malta

Una settimana speciale per i diversamente abili delle associazioni sportive «Edu In-Forma(Zione) Renzo Cerè – Bfc Senza Barriere» del presidente Giovanni Grassi e «Frame Football Malta» che hanno partecipato al programma Erasmus «Diverse» al villaggio senza barriere Tolè, a Bologna.

Le attività si sono concluse con una consegna di medaglie alla quale ha preso parte anche Fausto Tinti, sindaco di Castel San Pietro Terme. Oltre alle partite giocate, da segnalare la visita allo stadio Dall’Ara, assistendo a Bologna-Sampdoria, l’incontro col vescovo Zuppi e con l’ex capitano rossoblù Marco De Marchi. (r.s.)

Nella foto: la visita allo stadio Dall”Ara

L’associazione castellana «Edu» Cerè e una settimana «Diverse» coi disabili di Malta
Cronaca 12 Aprile 2019

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»

«Il nostro obiettivo è creare un’attività prevalentemente giornaliera frequentata dalle famiglie e speriamo di poter aprire per fine aprile. Ci sarebbe piaciuto fare prima i lavori ma ci sono eventi importanti in autodromo e non possiamo perderli». Luca Gardenghi è il vincitore della gara per la concessione del bar Renzo, noto locale e baracchina in via Romeo Galli di proprietà comunale. L’aggiudicazione è avvenuta nei giorni scorsi ma ha ottenuto un punteggio talmente alto da superare la soglia ritenuta «anomala» tanto da richiedere ulteriori «giustificazioni». Poi, l’aggiudicazione sarà definitiva.

Gardenghi sta compilando i documenti richiesti ma dovrebbe trattarsi di un proforma dopo che l’offerta economica e quella tecnica hanno superato il vaglio della commissione giudicatrice di Area Blu, la società in house che gestisce il patrimonio pubblico di Imola. Gardenghi ha sbaragliato gli altri due concorrenti (Inerio Marongiu della pizzeria Derby e B&S di Fabio Vasile e Camilla snc del bar Giratempo) offrendo un canone annuo di 40.600 euro contro i 30 mila della base d’asta e un business plan che prevede investimenti per almeno 130 mila euro. «Ci tenevo molto ad aggiudicarmelo e sapevo che “avevo contro” anche altra “gente forte”. Con mia moglie Elena Simoni, che collabora nella nostra società vorremmo fare un’attività con un po’ di ristorazione a mezzogiorno e una pizzeria, che funzioni tutto l’anno – racconta -. Quindi ampliare un po’ i giochi per bambini nell’area di parco di cui dovrò occuparmi del taglio dell’erba, come richiesto dal bando, e qui vorremmo installare un piccolo chioschetto gelateria e frutteria, una struttura non fissa legata ad un fornitore di gelati. Abbiamo due bambini e mi rendo conto che le attività per le famiglie funzionano e ci permetteranno di sfruttare al meglio l’opportunità del parco».

Attualmente la struttura contempla circa 90 metri quadrati di locale più 42 di cucina e 47 di magazzino, quasi 900 di spazio esterno antistante e il grande riquadro verde verso lo stadio. «Il bando permetteva di ampliare un po’ l’edificio e noi vorremmo appunto ingrandire un po’ la cucina e installare una pergola bioclimatica alla facciata centrale, in vetro apribile, per poterla utilizzare anche d’inverno. Queste migliorie non prevedono indennizzo – precisa -, però facendo almeno 50 mila euro di lavori abbiamo ottenuto, come previsto nel bando, una concessione immediata di 9 anni invece di 6 rinnovabile per altri 6».

Complessivamente il gestore potrà trasformare o ristrutturare l’immobile e pure ingrandirlo per un massimo di 40 metri quadrati di superficie utile. Impegno non da poco ma Gardenghi non improvvisa, attualmente con la moglie si occupa della gestione dei bar della Bocciofila di Imola e del Nuova Europa di Faenza, inoltre hanno avviato il negozio Cannabis Store Amsterdam di Imola e quello di Rimini; attualmente hanno una decina di dipendenti e altrettanti calcola gliene occorreranno per la nuova attività. «In realtà pensiamo di dare in gestione qualcosa e dedicarci prevalentemente al nuovo locale. Il nostro è un progetto sociale, con l’impegno di collaborare con Comune e associazioni per eventi o iniziative». (l.a.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»
Cronaca 21 Marzo 2019

Prende il via a Dozza il progetto “St'Orto', un percorso di ortoterapia per persone disabili

Ortoterapia per persone disabili grazie al progetto “St”Orto”. Nelle settimane scorse il Consiglio comunale di Dozza ha approvato una modifica al regolamento “Orti Anziani” con la quale si introduce la possibilità per il Comune di riservare un’area di terreno da destinare a progetti di carattere sociale, aprendo la strada ad un”opportunità di aiuto in più per le persone con disabilità cognitiva.

Il progetto è nato a seguito della collaborazione e conoscenza reciproche instaurate fra l’associazione «Anziani per l’impegno sociale “G. Rambaldi”», che gestisce gli orti per anziani e la gestione della residenza Toschi di Dozza, che attualmente ospita sia anziani che disabili cognitivi. Proprio la presenza di quest”ultima categoria di persone ha consentito di avviare attività che cercano di coinvolgere tutti gli utenti, con l’obiettivo di favorire la stimolazione, il movimento, lo sviluppo delle capacità relazionali e di socializzazione. In questo contesto è nata l”idea di far gestire a queste persone un orto a tutti gli effetti, dalla cura alla coltivazione e alla raccolta dei prodotti.

Il progetto “St”Orto”, presentato dalla cooperativa sociale Elleuno, che gestisce la residenza Toschi, consiste in un percorso di ortoterapia nel quale l”obiettivo è, appunto, la realizzazione da parte delle persone disabili ospiti della struttura di un orto nella zona “orti anziani” di via Chiusure, attraverso due uscite settimanali e con la presenza di personale educativo e di accompagnamento. Il tutto potendo contare anche sulla collaborazione e il supporto dell’associazione “G. Rambaldi”, mentre la Giunta ha individuato l’area da destinare a questo progetto, in modo da poterlo avviare al più presto.

Il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, ritiene che si tratti di «un’esperienza molto positiva, che ha visto un grande entusiasmo sia da parte della cooperativa Elleuno che dell’associazione Rambaldi». «Siamo certi – prosegue Albertazzi – che lo stesso entusiasmo sarà messo nello sviluppo di questa idea.  Altra cosa fondamentale è che attraverso la cura dell’orto verranno favorite, per gli utenti disabili, relazioni di scambio, di confronto e di aggregazione, molto importanti in questo tipo di disabilità e che possono portare un miglioramento della qualità di vita non solo di queste persone ma anche degli anziani che gestiscono gli orti». (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Comune di Dozza

Prende il via a Dozza il progetto “St'Orto', un percorso di ortoterapia per persone disabili
Cronaca 7 Marzo 2019

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente

Obiettivo 3.000 firme raggiunto e superato dal Comitato “Strade future” di Imola. Il gruppo, costituitosi alcuni mesi fa per sostenere la realizzazione della “bretella” secondo il progetto messo a punto dalla Giunta precedente e non nella versione ridotta preferita dall”attuale Amministrazione, ha annunciato di avere raccolto 3.157 firme. Le sottoscrizioni, raccolte nell”arco di quattro mesi con 14 banchetti organizzati dai volontari (dieci a Imola e quattro in vallata), sono state portate in municipio insieme ad una lettera indirizzata alla sindaca Manuela Sangiorgi, nella quale si chiede il completamento dell”asse attrezzato e delle opere accessorie.

«La segreteria ci ha prima avvisato che la sindaca è in ferie, rispondendoci che prima di prendere un appuntamento occorre sapere se la sindaca intenderà riceverci – spiega il portavoce del Comitato, Mirco Griguoli -. Abbiamo così deciso di lasciare solo la copia della lettera indirizzata alla Sangiorgi, mentre le firme, che rappresentano la voce di oltre 3.000 cittadini, le consegneremo alla sindaca quando ci riceverà». Griguoli ha voluto ringraziare «per l’impegno tutti i volontari, tanti semplici cittadini, che nel corso di questi mesi hanno ascoltato e parlato con migliaia di altri cittadini. «Siamo rimasti stupiti nel toccare con mano che il tema del traffico e del mancato completamento della “Bretella” è sentito non solo dagli imolesi, ma anche da moltissimi residenti nella Vallata, che non solo hanno firmato il nostro appello, ma hanno dato il via ad una rete spontanea che ci ha permesso di raccogliere centinaia di firme, andando anche casa per casa, famiglia per famiglia. Questo ci rende orgogliosi perchè conferma che l”impegno civile nel nostro territorio è ancora presente e per tematiche importanti come quella della sicurezza stradale, i cittadini si mobilitano in prima persona». 

I membri del Comitato in questi mesi di impegno hanno anche verificato di persona le condizioni del traffico nel quartiere Pedagna, in particolare sulle vie Puccini e Vivaldi, testimoniando il determinarsi di situazioni pericolose per i pedoni, coinvolti in diversi incidenti proprio in quella zona, uno dei quali mortale. Griguoli ha dunque assicurato che l”impegno del gruppo continuerà «sino a quando l’Amministrazione comunale non avrà chiarito pubblicamente le ragioni per le quali non ha ancora dato seguito agli accordi presi dalla Giunta precedente. Chiediamo sin da ora a tutti i gruppi consiliari di organizzare un consiglio comunale straordinario su questo argomento perché  sarebbe assurdo che Imola perdesse i 21 milioni di euro scritti nero su bianco nel Protocollo infrastrutture sottoscritto a dicembre 2017 con Società Autostrade e Città Metropolitana, che permetterebbero alla nostra città di realizzare un’opera così importante senza spendere un euro delle casse comunali». (r.cr.)

Nella foto la rappresentanza del Comitato Strade Future che si è recata in municipio con le firme raccolte

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente

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