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Cronaca 12 Aprile 2019

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»

«Il nostro obiettivo è creare un’attività prevalentemente giornaliera frequentata dalle famiglie e speriamo di poter aprire per fine aprile. Ci sarebbe piaciuto fare prima i lavori ma ci sono eventi importanti in autodromo e non possiamo perderli». Luca Gardenghi è il vincitore della gara per la concessione del bar Renzo, noto locale e baracchina in via Romeo Galli di proprietà comunale. L’aggiudicazione è avvenuta nei giorni scorsi ma ha ottenuto un punteggio talmente alto da superare la soglia ritenuta «anomala» tanto da richiedere ulteriori «giustificazioni». Poi, l’aggiudicazione sarà definitiva.

Gardenghi sta compilando i documenti richiesti ma dovrebbe trattarsi di un proforma dopo che l’offerta economica e quella tecnica hanno superato il vaglio della commissione giudicatrice di Area Blu, la società in house che gestisce il patrimonio pubblico di Imola. Gardenghi ha sbaragliato gli altri due concorrenti (Inerio Marongiu della pizzeria Derby e B&S di Fabio Vasile e Camilla snc del bar Giratempo) offrendo un canone annuo di 40.600 euro contro i 30 mila della base d’asta e un business plan che prevede investimenti per almeno 130 mila euro. «Ci tenevo molto ad aggiudicarmelo e sapevo che “avevo contro” anche altra “gente forte”. Con mia moglie Elena Simoni, che collabora nella nostra società vorremmo fare un’attività con un po’ di ristorazione a mezzogiorno e una pizzeria, che funzioni tutto l’anno – racconta -. Quindi ampliare un po’ i giochi per bambini nell’area di parco di cui dovrò occuparmi del taglio dell’erba, come richiesto dal bando, e qui vorremmo installare un piccolo chioschetto gelateria e frutteria, una struttura non fissa legata ad un fornitore di gelati. Abbiamo due bambini e mi rendo conto che le attività per le famiglie funzionano e ci permetteranno di sfruttare al meglio l’opportunità del parco».

Attualmente la struttura contempla circa 90 metri quadrati di locale più 42 di cucina e 47 di magazzino, quasi 900 di spazio esterno antistante e il grande riquadro verde verso lo stadio. «Il bando permetteva di ampliare un po’ l’edificio e noi vorremmo appunto ingrandire un po’ la cucina e installare una pergola bioclimatica alla facciata centrale, in vetro apribile, per poterla utilizzare anche d’inverno. Queste migliorie non prevedono indennizzo – precisa -, però facendo almeno 50 mila euro di lavori abbiamo ottenuto, come previsto nel bando, una concessione immediata di 9 anni invece di 6 rinnovabile per altri 6».

Complessivamente il gestore potrà trasformare o ristrutturare l’immobile e pure ingrandirlo per un massimo di 40 metri quadrati di superficie utile. Impegno non da poco ma Gardenghi non improvvisa, attualmente con la moglie si occupa della gestione dei bar della Bocciofila di Imola e del Nuova Europa di Faenza, inoltre hanno avviato il negozio Cannabis Store Amsterdam di Imola e quello di Rimini; attualmente hanno una decina di dipendenti e altrettanti calcola gliene occorreranno per la nuova attività. «In realtà pensiamo di dare in gestione qualcosa e dedicarci prevalentemente al nuovo locale. Il nostro è un progetto sociale, con l’impegno di collaborare con Comune e associazioni per eventi o iniziative». (l.a.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»
Cronaca 21 Marzo 2019

Prende il via a Dozza il progetto “St'Orto', un percorso di ortoterapia per persone disabili

Ortoterapia per persone disabili grazie al progetto “St”Orto”. Nelle settimane scorse il Consiglio comunale di Dozza ha approvato una modifica al regolamento “Orti Anziani” con la quale si introduce la possibilità per il Comune di riservare un’area di terreno da destinare a progetti di carattere sociale, aprendo la strada ad un”opportunità di aiuto in più per le persone con disabilità cognitiva.

Il progetto è nato a seguito della collaborazione e conoscenza reciproche instaurate fra l’associazione «Anziani per l’impegno sociale “G. Rambaldi”», che gestisce gli orti per anziani e la gestione della residenza Toschi di Dozza, che attualmente ospita sia anziani che disabili cognitivi. Proprio la presenza di quest”ultima categoria di persone ha consentito di avviare attività che cercano di coinvolgere tutti gli utenti, con l’obiettivo di favorire la stimolazione, il movimento, lo sviluppo delle capacità relazionali e di socializzazione. In questo contesto è nata l”idea di far gestire a queste persone un orto a tutti gli effetti, dalla cura alla coltivazione e alla raccolta dei prodotti.

Il progetto “St”Orto”, presentato dalla cooperativa sociale Elleuno, che gestisce la residenza Toschi, consiste in un percorso di ortoterapia nel quale l”obiettivo è, appunto, la realizzazione da parte delle persone disabili ospiti della struttura di un orto nella zona “orti anziani” di via Chiusure, attraverso due uscite settimanali e con la presenza di personale educativo e di accompagnamento. Il tutto potendo contare anche sulla collaborazione e il supporto dell’associazione “G. Rambaldi”, mentre la Giunta ha individuato l’area da destinare a questo progetto, in modo da poterlo avviare al più presto.

Il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, ritiene che si tratti di «un’esperienza molto positiva, che ha visto un grande entusiasmo sia da parte della cooperativa Elleuno che dell’associazione Rambaldi». «Siamo certi – prosegue Albertazzi – che lo stesso entusiasmo sarà messo nello sviluppo di questa idea.  Altra cosa fondamentale è che attraverso la cura dell’orto verranno favorite, per gli utenti disabili, relazioni di scambio, di confronto e di aggregazione, molto importanti in questo tipo di disabilità e che possono portare un miglioramento della qualità di vita non solo di queste persone ma anche degli anziani che gestiscono gli orti». (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Comune di Dozza

Prende il via a Dozza il progetto “St'Orto', un percorso di ortoterapia per persone disabili
Cronaca 7 Marzo 2019

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente

Obiettivo 3.000 firme raggiunto e superato dal Comitato “Strade future” di Imola. Il gruppo, costituitosi alcuni mesi fa per sostenere la realizzazione della “bretella” secondo il progetto messo a punto dalla Giunta precedente e non nella versione ridotta preferita dall”attuale Amministrazione, ha annunciato di avere raccolto 3.157 firme. Le sottoscrizioni, raccolte nell”arco di quattro mesi con 14 banchetti organizzati dai volontari (dieci a Imola e quattro in vallata), sono state portate in municipio insieme ad una lettera indirizzata alla sindaca Manuela Sangiorgi, nella quale si chiede il completamento dell”asse attrezzato e delle opere accessorie.

«La segreteria ci ha prima avvisato che la sindaca è in ferie, rispondendoci che prima di prendere un appuntamento occorre sapere se la sindaca intenderà riceverci – spiega il portavoce del Comitato, Mirco Griguoli -. Abbiamo così deciso di lasciare solo la copia della lettera indirizzata alla Sangiorgi, mentre le firme, che rappresentano la voce di oltre 3.000 cittadini, le consegneremo alla sindaca quando ci riceverà». Griguoli ha voluto ringraziare «per l’impegno tutti i volontari, tanti semplici cittadini, che nel corso di questi mesi hanno ascoltato e parlato con migliaia di altri cittadini. «Siamo rimasti stupiti nel toccare con mano che il tema del traffico e del mancato completamento della “Bretella” è sentito non solo dagli imolesi, ma anche da moltissimi residenti nella Vallata, che non solo hanno firmato il nostro appello, ma hanno dato il via ad una rete spontanea che ci ha permesso di raccogliere centinaia di firme, andando anche casa per casa, famiglia per famiglia. Questo ci rende orgogliosi perchè conferma che l”impegno civile nel nostro territorio è ancora presente e per tematiche importanti come quella della sicurezza stradale, i cittadini si mobilitano in prima persona». 

I membri del Comitato in questi mesi di impegno hanno anche verificato di persona le condizioni del traffico nel quartiere Pedagna, in particolare sulle vie Puccini e Vivaldi, testimoniando il determinarsi di situazioni pericolose per i pedoni, coinvolti in diversi incidenti proprio in quella zona, uno dei quali mortale. Griguoli ha dunque assicurato che l”impegno del gruppo continuerà «sino a quando l’Amministrazione comunale non avrà chiarito pubblicamente le ragioni per le quali non ha ancora dato seguito agli accordi presi dalla Giunta precedente. Chiediamo sin da ora a tutti i gruppi consiliari di organizzare un consiglio comunale straordinario su questo argomento perché  sarebbe assurdo che Imola perdesse i 21 milioni di euro scritti nero su bianco nel Protocollo infrastrutture sottoscritto a dicembre 2017 con Società Autostrade e Città Metropolitana, che permetterebbero alla nostra città di realizzare un’opera così importante senza spendere un euro delle casse comunali». (r.cr.)

Nella foto la rappresentanza del Comitato Strade Future che si è recata in municipio con le firme raccolte

Il Comitato pro Bretella ha raccolto oltre 3.000 firme a Imola e vallata a sostegno del progetto esistente
Cronaca 25 Febbraio 2019

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici

Questa settimana sono cominciati i saggi archeologici preliminari richiesti dalla Soprintendenza in piazza Cavalli a Casale alto. A fine gennaio il Consiglio comunale ha approvato l’istituzione del mercato settimanale e vincolato 70 mila euro all’intervento di riqualificazione. Questo vuol dire che i fondi necessari sono già stati stanziati e vincolati. Il costo totale previsto è di 127.622 euro, di cui 47.513 da contributo regionale a fondo perduto, i restanti a carico del Comune.

In sintesi, la riqualificazione di piazza Cavalli è più vicina. La sindaca Gisella Rivola è ottimista: «Ci auguriamo di poter fare i lavori tra la primavera e l’estate. In marzo la piazza sarà occupata dalla Sagra del Raviolo, poi contiamo di essere a posto, approvare il progetto definitivo in Giunta, preparare il bando di gara e affidare il cantiere». Per il momento parte la verifica di rito per la Soprintendenza, con gli scavi fatti in economia direttamente dal Comune e gli archeologi di Sine Tempore srls di Bologna che prepareranno la relazione. Il progetto preliminare, redatto da Idea Srl di Imola, è stato già presentato alla cittadinanza in novembre.

L’idea è quella di dare una maggiore caratterizzazione alla piazza che, al momento, è uno spazio un po’ anonimo all’incrocio di diverse strade, migliorare la sicurezza generale e soprattutto dar vita ad un vero e proprio mercato settimanale stabile, che a Casalfiumanese manca. Non a caso il bando regionale, quello che ha fruttato il finanziamento, al quale l’Amministrazione comunale ha partecipato insieme ad Ascom, Confcommercio, Cia e Coldiretti, era specificatamente dedicato alla valorizzazione delle aree commerciali e mercatali, quindi occorreva istituirlo. Un impegno che faceva parte, tra l’altro, del programma elettorale della stessa sindaca Rivola. Il mercato si svolgerà la domenica mattina ma «entrerà in funzione solo quando i lavori di riqualificazione saranno completati» precisa Rivola.

Il progetto prevede che piazza Cavalli venga divisa in tre zone evidenziate da asfalti di colori diversi a seconda delle caratteristiche d’uso, con lo spazio reso più sicuro perché la parte carrabile, cioè percorribile dai veicoli, sarà limitata mentre ora non c’è una vera e propria area pedonale. (l.a. re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport
Cronaca 25 Gennaio 2019

Trecento studenti partecipano al progetto «Altro-ve» dell'Istituto Comprensivo 7 per tutelare il patrimonio culturale

L’Istituto comprensivo 7 «Luigi Orsini» di Imola è capofila del progetto «Altro-ve: territori, patrimoni, tradizioni, uomini in movimento», finanziato nell’ambito della progettazione del Programma operativo nazionale (Pon) del ministero della Pubblica istruzione dal titolo «Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico». Il progetto è stato avviato a settembre 2018 ed è in corso di svolgimento. Le attività vengono proposte a circa 300 studenti imolesi delle scuole in rete con l’Ic7: l’Istituto tecnico agrario chimico «G. Scarabelli», l’Istituto di istruzione superiore «Paolini Cassiano», il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti. Al progetto collaborano attivamente anche i servizi culturali del Comune di Imola (archivi, musei e biblioteche) e l’associazione culturale per scuole e famiglie Arte.Na.

Il 2018 è stato l’anno europeo del Patrimonio culturale e la rete di scuole collegate vuole realizzare concretamente sul territorio l’educazione al patrimonio seguendo i dettami della Convenzione europea di Faro del 2005: la scuola come motore della «comunità di eredità» dove i ragazzi studiano e promuovono le tradizioni e le culture che si sono succedute e hanno formato nel tempo il patrimonio locale. L’idea progettuale nasce infatti dalla volontà di confrontare e valorizzare gli scambi e la mobilità degli uomini nel tempo, rileggere il passato alla luce del presente in vista dei bisogni e delle prospettive future. Le radici, l’eredità culturale, il patrimonio museale e archivistico sono il risultato di contaminazioni e apporti successivi attraverso i viaggi del passato di cittadini illustri, di comunità in movimento che si sono stabilite nel tempo nella città di Imola. Le attività prevedono quindi la scoperta delle tradizioni, dell’arte, della cultura, del paesaggio tipico del nostro territorio quale risultato ultimo di queste incursioni, la rivalutazione degli apporti esotici che ne sono diventati parte inte-grante. L’obiettivo è di rileggere il patrimonio locale nell’ottica di una continua relazione con culture altre per educare all’idea di tolleranza, al dialogo, alla responsabilità di ognuno, per favorire l’inclusione delle culture che i migranti odierni portano con sé.

Per l’anno scolastico 2018-2019 ai ragazzi sono offerte attività pomeridiane in cui si insegnano e mettono in pratica la tutela, la promozione e la valorizzazione del patrimonio locale. Alcune di queste attività sono già concluse o avviate, altre saranno completate nel secondo quadrimestre. In questo modo gli studenti imparano a conoscere e ad aver cura dei beni culturali locali. Sono i protagonisti nella realizzazione di un sito web di riferimento per favorire l’accessibilità di tutti al patrimonio, con particolare attenzione alle diverse abilità e gradi scolastici, al diverso background socio culturale dei possibili utenti. Realizzano pro-poste di turismo culturale, sociale e ambientale sostenibile per la nostra città e il suo territorio o formulano progetti di riqualificazione urbana di aree periferiche o marginali del centro cittadino.

I dati sono poi raccolti, analizzati e approfonditi dai ragazzi degli istituti scolastici in rete; in alcune attività gli allievi delle superiori o delle scuole secondarie di primo grado fanno da tutor ai piccoli della primaria. I risultati verranno poi restituiti alla comunità tramite la multimedialità e attraverso iniziative di pubblica promozione e libera fruizione da parte della cittadinanza: in queste occasioni i giovani illustreranno il patrimonio materiale (documenti d’archivio, reperti all’interno delle diverse collezioni imolesi e/o storiche di istituti scolastici, siti archeologici e storico-artistici della realtà imo-lese) e quello immateriale (racconti personali, testimonianze orali, canti delle diverse tradizioni). L’aspetto tecnico-scientifico-ambientale è curato dai ragazzi dell’ Itac Scarabelli, la valenza turistica dei percorsi dal professionale commerciale Cassiano, mentre la competenza tecnico-informatica è prerogativa dell’istituto tecnico Paolini.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nelle foto diversi momenti del progetto

Trecento studenti partecipano al progetto «Altro-ve» dell'Istituto Comprensivo 7 per tutelare il patrimonio culturale
Sport 11 Ottobre 2018

«Imolese Old School», un progetto per tutto l’anno tra divertimento e formazione nelle scuole elementari

Un progetto innovativo a cura dell’Imolese Calcio 1919, dedicato ai bambini delle elementari e già partito alle Cappuccini e alle Rubri nel quartiere Zolino, con gli istruttori Alessandro Sasdelli (responsabile del progetto) e Gianluca Montori. E’ stato chiamato «Imolese Old School» e comprende formazione e divertimento per tutto l’anno scolastico.

Lo spiega Alberto Cardi, responsabile dell’attività di base della società rossoblù: «L’idea è quella di inserire, nella scuola primaria dove non ci sono insegnanti di educazione fisica di ruolo, allenatori esperti dell’Imolese Calcio, laureati in scienze motorie, che si sono prestati in maniera volontaria per fare lezione ai bambini. Esiste un connubio tra programma sportivo e le lezioni. Faccio un esempio: se le maestre stanno insegnando matematica, nelle ore di educazione fisica verranno inseriti dei giochi che comprendono dei calcoli. Tutte le classi saranno inserite all’interno del progetto e incontreranno i nostri istruttori una volta a settimana, per tutto l’anno». 

r.s.

Nella foto: il progetto «Imolese Old School»

«Imolese Old School», un progetto per tutto l’anno tra divertimento e formazione nelle scuole elementari
Cronaca 25 Settembre 2018

Erba sintetica, spogliatoi e non solo: il progetto della Juvenilia da 200 mila euro

Novità in via Scarabelli, in zona Marconi. Si tratta dei campi di calcio della parrocchia del Carmine, che sono passati dall’erba al sintetico. Un’idea proposta dalla polisportiva Juvenilia, che gestisce i campi, alla parrocchia, proprietaria dell’area. «Abbiamo pensato di passare al sintetico per permettere agli atleti di allenarsi in caso di maltempo, magari quando il campo Pambera, che è in erba, è inagibile – spiega Maurizio Migliori, direttore sportivo della Juvenilia -. Il sintetico necessita di meno manutenzione rispetto all’erba e negli ultimi anni la richiesta per questo tipo di campo rispetto a quello tradizionale è aumentata notevolmente. Alla fine avremo due campi separati da una rete, uno per il calcio a 5 e l’altro per quello a 7 o 9».

L’intero progetto è stato affidato all’ingegnere Christian Tassinari di Alba Progetti. Per il manto di erba sintetica si sono rivolti a Green Power Service di Vergato (che stanno facendo un analogo lavoro per il Comune di Medicina) e per le recinzioni collaborano con Alba Recinzioni di Imola. «L’idea è nata all’inizio dell’anno, ai primi di agosto sono partiti i lavori che speriamo di terminare entro il 6 ottobre» continua Migliori. L’intera zona è stata modificata notevolmente partendo dalla superficie del campo, che è stato ridotto da 4.000 metri quadrati a 2.700 poiché non era regolamentare».

In questo modo è stato ritagliato uno spazio, che rimarrà in erba naturale, a disposizione delle attività dei bambini della scuola materna, del campo solare e dei doposcuola parrocchiali. L’area sportiva e quella destinata alla scuola verranno separate da una recinzione, ma comunicheranno grazie ad un cancello. Verrà inoltre creato un accesso secondario ai campi su via Scarabelli, con un passaggio in ghiaia affinché gli atleti abbiano il loro ingresso. Infine sono stati comprati due ex container Cesi da Zini che saranno adibiti a spogliatoi e ripostigli per le attrezzature sportive, dal momento che gli spazi disponibili ad oggi sono ormai insufficienti. «Siamo passati da 35 ragazzi a 110 per il settore giovanile, senza contare i circa 30 calciatori di prima squadra e i tecnici – dettaglia Migliori -. Inoltre con il “Progetto Marconi” potrebbe nascere una squadra di calcio a 7 per partecipare al campionato a 7 Csi a Forlì».

Il costo complessivo dei lavori si aggira intorno ai 200 mila euro, sostenuti in parte dalla parrocchia e in parte attraverso un finanziamento del Credito sportivo del Coni, il quale secondo le tempistiche previste verrà rimborsato nel giro di 10-15 anni. «La nostra idea è quella di recuperare il denaro necessario affittando i campi in sintetico aprendoli anche ai cittadini e ai tornei di calcetto del Csi» spiega il direttore sportivo della Juvenilia. (s.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 20 settembre.

Nella foto: Maurizio Migliori davanti al campo da calcio con la nuova erba sintetica

Erba sintetica, spogliatoi e non solo: il progetto della Juvenilia da 200 mila euro
Cronaca 22 Agosto 2018

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato la graduatoria per i contributi dei progetti presentati dai Comuni per contrastare il fenomeno della ludopatia e realizzare iniziative a supporto degli esercizi commerciali liberi da slot machine. 

Tra i 30 progetti presentati c”è anche quello del Comune di Medicina (al 12° posto e unico del circondario imolese) che riceverà così un contributo di 15mila euro per proseguire il percorso nella lotta alla al gioco d”azzardo attraverso l’organizzazione di eventi informativi e iniziative culturali come concerti, spettacoli, reading o eventi sportivi, in collaborazione con le associazioni del territorio, presso le attività commerciali aderenti al marchio «Slot free ER».

«Riteniamo di fondamentale importanza – commenta l’Assessore alla Cultura Valentina Baricordi – arginare con tutte le nostre forze il fenomeno della ludopatia e del gioco d”azzardo ma vogliamo farlo in modo concreto e razionale. In questi mesi abbiamo voluto incontrare i gestori degli esercizi commerciali di Medicina per capire le loro difficoltà e le loro esigenze. Non volevamo “calare un provvedimento dall”alto” ma comprendere ed insieme agire. Siamo infatti ben consapevoli che un”amministrazione comunale possiede poche armi per fronteggiare questi fenomeni ma sappiamo anche che, purtroppo, le entrate derivanti dall”utilizzo dello slot consentono a molti esercizi di sopravvivere. Dismettere le slot e aderire al circuito “Slot FreEr” è oggi una scelta non solo etica ma anche di grande coraggio. Siamo quindi estremamente orgogliosi di aver vinto il bando regionale che finanzia azioni a sostegno degli esercizi aderenti al marchio “Slot FreEr”. Nelle prossime settimane, sempre spinti dalla volontà di agire insieme, convocheremo tutti i commercianti e i centro sociali aderenti al circuito e studieremo con loro eventi ed iniziative culturali ed azioni di promozione e marketing. Concertazione e collaborazione saranno le nostre direttrici».

L”elenco dei locali di Medicina liberi da slot machine e aderenti al marchio Slot-FreeEr sono il Circolo MCL – Villa Maria circolo privato, A la Romana, Gasparotto Maria Pia tabaccheria, Tazza d”Oro, Bar Anna, Centro sociale Nuova Vita, Centro sociale S. Antonio, Centro sociale Fiorentina, Centro sociale Medicivitas, Sapori di Casa Max e Osteria di Medicina.

Nella foto (dal sito del Comune di Medicina): il marchio Slot free ER

Gioco d'azzardo, al Comune di Medicina 15mila euro dalla Regione per il progetto e la promozione del marchio «Slot free ER»
Economia 23 Luglio 2018

Lattoneria imolese, nuova sede in via Faenza e un tetto innovativo progettato per l'Imolese Calcio

La Lattoneria imolese ha da poco realizzato le nuove coperture per le strutture dell’Imolese Calcio. Un cantiere in cui è stata utilizzata una particolare tecnica di rivestimento, valida sia per le pareti sia per le coperture, nota come «doppia graffatura». Una tecnica che richiede, per essere eseguita in modo corretto ed efficace, il conseguimento di uno speciale corso dedicato e un’estrema precisione durante l’esecuzione dei lavori. Il vantaggio che dà la doppia graffatura è che i tetti, o le pareti, vengono coperti interamente di lamiera senza che ci sia alcun tipo di fissaggio a vista, come ad esempio viti o rivetti, che sono punti deboli perché è lì che si formano le infiltrazioni d’acqua.

Una tecnica complessa, in cui i fissaggi sono  invisibili e dunque protetti. Il maggior tempo di esecuzione, che comporta un investimento superiore rispetto alle tecniche tradizionali, viene compensato da una durata più lunga nel tempo, poiché l’acqua scivola via, non infiltrandosi, e i fissaggi scorrevoli con cui vengono montate le singole lastre permettono alle dilatazioni naturali, provocate dal caldo e dal freddo, di non interferire sulla tenuta della copertura. Un lavoro che deve essere progettato ad hoc per ogni tipo di richiesta, come se fosse un vestito su misura. 

«La nostra è un’impresa in continua evoluzione, tanto che ci piace dire che il nuovo capannone è certamente un bel traguardo raggiunto ma vuole essere soprattutto un nuovo inizio». Sono le parole di Antonio Montaruli, co-fondatore insieme a Massimo Cavina, della Lattoneria imolese tetti e coperture che ha inaugurato nei giorni scorsi la sua nuova sede in via Faenza 4/a. Una cerimonia in grande stile alla presenza della sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, del vescovo Tommaso Ghirelli, del tenente Paolo Gorla, della Guardia di finanza, e di Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana, a cui l’azienda è associata.

r.e.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 luglio.

Nella foto: il tetto realizzato per l”Imolese Calcio

Lattoneria imolese, nuova sede in via Faenza e un tetto innovativo progettato per l'Imolese Calcio

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