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Cronaca 6 Settembre 2021

Via Lennon, il Comune di Imola «congela» il progetto contestato dai residenti

Rispetto a quella contenuta nella Variante 5 al Rue (Regolamento urbanistico edilizio), e contestata dai residenti, il Comune ha deciso di approfondire le diverse ipotesi per l’accesso alla nuova lottizzazione via Lennon-via Curie.

Pertanto, la giunta Panieri ha predisposto una delibera con la quale propone al Consiglio Comunale, competente in materia, di stralciare l’oggetto n. 11 “Via Lennon” dall’approvazione della suddetta variante, al momento solo adottata in prima istanza dal Consiglio comunale e non ancora approvata definitivamente. «Abbiamo deciso di stralciare questo oggetto dalla variante perché vogliamo effettuare ulteriori approfondimenti riguardo alle problematiche emerse a seguito dell’adozione del punto della variante relativo a “via Lennon” che, voglio ricordarlo, era stato definito dalle precedenti Amministrazioni comunali. Il nostro obiettivo è di arrivare ad una soluzione che possa il più possibile contemperare le diverse esigenze per il più funzionale assetto urbanistico dell’intero comparto sportivo e residenziale compreso tra le vie Curie, Lennon e Punta. E’ arrivato il momento di fare sintesi e superare i conflitti fra le diverse posizioni, oramai radicate da anni, visto che le tante alternative fin qui presentate non hanno mai portato ad una soluzione – spiega il sindaco Marco Panieri -. Una soluzione che sarà definita nei prossimi mesi, tenendo conto delle problematiche emerse nei vari incontri fra residenti e Amministrazione comunale e della necessità, evidenziata dall’apposito studio di Area Blu, di interventi di messa in sicurezza della viabilità esistente per garantire la funzionalità del collegamento viario proposto».

La decisione dell’Amministrazione comunale arriva alla luce delle sollecitazioni emerse nei tanti confronti che in primis il sindaco Marco Panieri, insieme agli assessori alla Mobilità, Elisa Spada ed all’Urbanistica, Michele Zanelli ha avuto con i cittadini ed i fruitori degli impianti sportivi presenti nell’area interessata e sulla base di quanto scaturito dallo studio effettuato da Area Blu, su incarico del Comune, riguardo alle criticità inerenti l’accesso all’ambito N129 Rio Palazzi e le possibili soluzioni a fronte dei maggiori carichi di traffico. Dai vari incontri, infatti, è emersa la necessità di individuare soluzioni alternative anche per arrivare alla migliore definizione della viabilità del comparto compreso tra le vie Curie, Lennon e Punta. (r.cr.)

Via Lennon, il Comune di Imola «congela» il progetto contestato dai residenti
Cronaca 2 Giugno 2021

Ascoltare i giovani fa bene agli adulti, studenti delle medie «Innocenzo da Imola» protagonisti in Comune

Nella mattinata di venerdì 29 maggio, nella sala del Consiglio comunale, si è svolto il convegno «Io ascolto», per presentare le attività realizzate dagli studenti delle prime classi della scuola secondaria di primo grado «Innocenzo da Imola» nell’ambito del progetto Unicef «Scuola Amica», promosso da Unicef Italia in occasione della ratifica italiana della Convenzione ONU su diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, avvenuta il 27 maggio 1991.

Sono intervenuti il sindaco, Marco Panieri, la prof.ssa Adele D’Angelo, dirigente scolastica reggente dell’IC2, il vescovo di Imola, monsignor Giovanni Mosciatti, il vice sindaco e assessore alla Scuola, Fabrizio Castellari, il presidente provinciale e Unicef Bologna, dott. Raffaele Pignone e il prof. Massimiliano Martorelli, docente referente del progetto. Nel corso dell’incontro, sono stati presentati un documentario, una mostra di elaborati realizzati dagli alunni e una mostra fotografica d’autore dal titolo «Girandola di colori, sperimentazioni semplici». Inoltre, si sono esibiti alcuni studenti e studentesse dell’indirizzo musicale della scuola «Innocenzo da Imola». (r.cr.)

Nella foto: un momento dell’iniziativa in Comune

Ascoltare i giovani fa bene agli adulti, studenti delle medie «Innocenzo da Imola» protagonisti in Comune
Cronaca 2 Aprile 2021

Il Comune di Dozza ha dato l'ok al progetto per i lavori di recupero e ampliamento dell’ex Bocciodromo di Toscanella

La Giunta comunale di Dozza, nella seduta dell’1 aprile, ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione e recupero funzionale del fabbricato di proprietà comunale dell’ex Bocciodromo di Toscanella.

L’intervento che comporta una spesa complessiva di 990 mila euro è finanziato in parte (495 mila euro) con contributo regionale assegnato nell’ambito delle risorse Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione) 2014-2020, della Regione Emilia-Romagna, in parte (458.555 euro) mediante l’accensione di un mutuo con l’Istituto per il credito sportivo e in parte (36.445 euro) con fondi del Comune di Dozza.  Una volta ultimati i lavori la struttura sarà funzionale a nuove attività non solo sportive ma anche aggregative e di intrattenimento nonché per dare risposta a esigenze delle associazioni locali. Un intervento corposo che si concluderà presumibilmente entro la fine del 2022.

«Siamo estremamente contenti – commenta il sindaco di Dozza Luca Albertazzi –. Si tratta di un passaggio fondamentale per poter procedere alla gara e all’affidamento dei lavori, in modo che gli stessi vengano avviati nel prossimo autunno. La realizzazione di quest’opera è determinante per tutta la comunità perchè diventerà un luogo dove sarà possibile realizzare una gamma di attività molto più ampia rispetto alla precedente. Sarà un punto di aggregazione, ricreativo e sportivo, con una particolare attenzione nel favorire l’integrazione tra le giovani generazioni e gli anziani, tenendo conto delle esigenze di tutte le fasce d’età e con un occhio di riguardo alla disabilità. E’ un progetto innovativo che vede da una parte la riqualificazione dell’esistente e dall’altra la costruzione di nuovi spazi, realizzati con criteri ambientali di alto livello». (da.be.)

Foto scattata da Simonetta Ragazzini e tratta dalla pagina Facebook ufficiale del Comune di Dozza

Il Comune di Dozza ha dato l'ok al progetto per i lavori di recupero e ampliamento dell’ex Bocciodromo di Toscanella
Cronaca 11 Gennaio 2021

Parco Acque minerali, il Comune investe 99 mila euro per lavori di manutenzione straordinaria

Prenderanno il via a primavera i lavori di manutenzione straordinaria al Parco delle Acque Minerali. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune ha approvato il progetto, redatto da Area Blu, che comporta un investimento complessivo di 99 mila euro. Questa somma era stata inserita dal Commissario straordinario dott. Izzo nella delibera di assestamento di bilancio approvata agli inizi dell’agosto scorso. Gli interventi hanno lo scopo di ristabilire più adeguate condizioni di sicurezza per i fruitori, intervenendo per il recupero delle gradinate, in particolare quelle che scendono dal monte Castellaccio e per la sistemazione del “sentieramento” nel quale si incanalano impropriamente le acque piovane erodendo le scarpate o le aree non pianeggianti. La realizzazione degli interventi, concentrati in specifiche zone,  non impedirà di fruire del Parco, nelle aree non soggette ai lavori. «Il Parco delle Acque Minerali è un patrimonio della città che va tutelato e mantenuto nel tempo e che molti ci invidiano. Questi lavori serviranno a renderlo nuovamente fruibile pienamente ed esaltare le caratteristiche della vegetazione e dei percorsi. Faccio appello a tutti i cittadini perché ci aiutino nel mantenerlo pulito rispettando anche le regole del civismo per un luogo che appartiene a tutti» sottolinea Pierangelo Raffini, assessore ai Lavori Pubblici.

Nel dettaglio, le migliorie previste nel progetto di manutenzione straordinaria, riguardano l’area giochi (parziale sostituzione degli attrezzi, al ripristino o totale rifacimento delle pavimentazioni antitrauma, alla sostituzione di tavoli e delle panchine ammalorate), i percorsi ghiaiati (riprofilatura, livellamento, ricarica di inerte, scolo delle acque, ecc.), ponticelli in legno (verifica della stabilità delle strutture portanti e la sostituzione delle parti usurate come corrimano e assi dei piani di calpestio), sentiero del Monte Castellaccio (messa in sicurezza e ad un riorientamento dei percorsi sui sentieri più bassi) e vegetazione (riqualificate alcune fasce arbustive con potature straordinarie, eliminazione di teli pacciamanti e residui di ali gocciolanti non più in uso, ed alcuni gruppi di alberi con rimonda del secco ed eventuale abbattimento di esemplari secchi o instabili).

Capitolo a parte la fruizione pedonale e ciclabile, per una più corretta fruizione da parte delle biciclette. L’attuale struttura del parco rende del tutto incompatibile la fruibilità tramite mountain bike. Attualmente il nucleo principale dell’area dispone di 5 ingressi principali, che potrebbero essere riservati all’accesso pedonale, raggiungibili dalla viabilità pavimentata a vocazione ciclabile. Da questi 5 ingressi qualsiasi punto del Parco dista in linea d’aria meno di 200 metri. Per questo verrà limitato l’accesso alle biciclette alla sola viabilità pavimentata, ed ogni ingresso pedonale verrà dotato di un divieto di accesso per biciclette ed una rastrelliera portabiciclette posizionati in un punto evidente e facilmente utilizzabile. Non si tratta di divieto di accesso alle biciclette ma di limitarne l’utilizzo ai soli percorsi asfaltati al fine di migliorarne la sicurezza per la fruibilità pedonale e per le persone disabili. (da.be.)

Nella foto: il chiosco del parco delle Acque minerali

Parco Acque minerali, il Comune investe 99 mila euro per lavori di manutenzione straordinaria
Cronaca 16 Dicembre 2020

#CastelloCiVede, il progetto per una città più bella e sicura

Castel San Pietro sarà ancora più bella e sicura grazie al progetto #CastelloCiVede, finanziato con 125 mila euro di cui 89 mila concessi dalla Regione Emilia-Romagna. Un progetto che l”Amministrazione comunale vuole far conoscere alla cittadinanza con un opuscolo che in questi giorni viene distribuito nelle case, allegato al nuovo numero del periodico comunale Castello Notizie. «Lo avevamo promesso durante la campagna elettorale per il secondo mandato – annuncia il sindaco Fausto Tinti – e ora, grazie al sostegno della Regione, è arrivato il momento di accendere una nuova luce sulla nostra città. Due sono le nostre priorità: potenziare i sistemi di videosorveglianza per prevenire le attività criminose supportando l”attività di controllo delle forze dell”ordine e ottimizzare l’illuminazione, soprattutto nelle frazioni in maggiore crescita demografica e nel centro storico, con l”obiettivo di incrementare la fruizione dei luoghi pubblici da parte di famiglie con bambini, adolescenti e anziani».

#CastelloCiVede prevede in tutto cinque interventi: la riqualificazione del verde e dell”illuminazione del giardino di via Volturno e dell”adiacente parcheggio Oberdan-Marconi all’ingresso del centro storico; la realizzazione di nuovo impianto di illuminazione pubblica a Poggio Grande; il miglioramento dell”illuminazione nel parco Scania; il miglioramento dell’illuminazione del Parco Mariver e, per finire, l’ampliamento della rete di videosorveglianza con scansione e verifica targhe.

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 24 dicembre.

Nella foto (dal sito del Comune di Castel San Pietro): il parco Scania 

 

#CastelloCiVede, il progetto per una città più bella e sicura
Cronaca 24 Novembre 2020

«Mettiamo radici per il futuro», a Imola e Castello distribuite 19 mila tra piante e siepi

Mettere a dimora 4 milioni e mezzo di nuove piante, una per ciascun abitante della regione, nei prossimi cinque anni, per diffondere il verde, realizzare imboschimenti, ripristinare ambienti naturali e svolgere attività didattiche e divulgative. Sono gli obiettivi del progetto «Mettiamo radici per il futuro» della Regione Emilia Romagna, la distribuzione gratuita di piante ai cittadini, alle associazioni, alle aziende e agli enti pubblici interessati che ha preso il via il 1° ottobre, puntando a mettere a dimora le prime 500.000 già entro la fine del 2020 (l’ingresso in zona arancione non ferma la campagna). Le piante si possono ritirare, fino a esaurimento scorte, nei vivai e nelle aziende agricole accreditate, che nel circondario imolese sono Eden Garden a Imola e Arborea a Castel San Pietro.

Com’è nato il desiderio di aderire al progetto?

Corrado Paciarioni (Eden Garden): «Abbiamo chiesto di partecipare con il desiderio di dare al cittadino alberi e arbusti per poter aumentare la quantità di ossigeno nella nostra regione e per altri molteplici benefici. Essendo un’azienda florovivaistica, il desiderio di aderire è nato per poter diffondere il verde, bene molto prezioso. Direi che la risposta è stata importante. Abbiamo consegnato circa 4.000 piante». Marina Bardi (Arborea): «Abbiamo aderito perché è un progetto molto interessante e porta molto lavoro in un settore non sempre facile. E per valorizzare le nostre specie autoctone, insegnando alla gente ad usarle e a creare cultura del verde non solo per ornamento, ma per produrre ossigeno, migliorare la qualità dell’aria, abbattere l’inquinamento e combattere il cambiamento climatico. Come primo anno registriamo un’alta adesione. Al momento abbiamo consegnato attorno alle 15 mila piante». (lu.ba.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 19 novembre.

Nella foto: Corrado Paciaroni di Eden Garden

«Mettiamo radici per il futuro», a Imola e Castello distribuite 19 mila tra piante e siepi
Cronaca 6 Novembre 2020

Progetto «A scuola di Legalità», dalla Regione 20 mila euro per Castel San Pietro

Anche il Comune di Castel San Pietro ha aderito al progetto «A scuola di Legalità» indetto dalla Regione. «Pieno sostegno ai progetti che diffondono la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile – ha detto la presidente della Commissione regionale Legalità, Francesca Marchetti -. Si tratta di iniziative, rivolte soprattutto ai giovani che confermano l’obiettivo della Regione Emilia-Romagna di sensibilizzare  in alleanza con i territori una cultura di contrasto di tutte le mafie».

Nello specifico, «sono 39 i progetti presentati da enti locali e università, sostenuti dalla Regione con un contributo di quasi un milione di euro nell’ambito delle proprie politiche per la legalità e la prevenzione del crimine organizzato. – spiega Marchetti –. Il Comune di Castel San Pietro Terme punta all’educazione alla legalità rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado del comune. Il progetto, dal costo di 35 mila euro e sostenuto con il contributo della Regione di 20mila euro, prevede una serie di attività formative e informative nelle scuole sui temi della legalità, le regole e la cittadinanza attiva rivolte sia agli alunni che al personale docente e alle altre figure educative. Il progetto mira soprattutto a promuovere tra gli alunni la conoscenza della Costituzione attraverso il progetto “Dizionario Costituzionale – La Trama”, un progetto di voci di dizionario dedicate alla Costituzione italiana realizzate da un gruppo di giuristi ed esperti in comunicazione che verrà diffuso in rete e con altri strumenti multimediali». (da.be.)

Nella foto: Francesca Marchetti

 

Progetto «A scuola di Legalità», dalla Regione 20 mila euro per Castel San Pietro
Cronaca 24 Aprile 2020

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid

Come vede la gente il dopo emergenza Coronavirus? E” la domanda che si pone il Comune di Dozza, pronto a lanciare, a partire da lunedì 27 aprile, il progetto «Come sarà domani…», pensato per dare voce a quanti sentono il bisogno di esprimere le proprie considerazioni sull’attuale periodo emergenziale e sul futuro che si prospetta.

Obiettivi e modalità sono così spiegati dal sindaco Luca Albertazzi: «Il presente che stiamo vivendo mostra un orizzonte incerto, a tratti preoccupante, che al tempo stesso si apre a diverse prospettive ed aspettative, quindi abbiamo pensato di invitare ad esprimersi quanti, cittadini e non, vogliano rendere significativo questo cambiamento e la sua evoluzione; questo momento infatti è indubbiamente l’occasione per maturare una riflessione su come superare schemi obsoleti ed aspetti negativi del nostro modello di società e di vita. Ognuno potrà dare corpo a pensieri e riflessioni in riferimento alla propria visione del futuro, scegliendo la forma espressiva che gli è più congeniale: testi, foto, video, pittura, scultura e così via. Dozza, territorio da sempre vocato all’espressione artistica, si presta particolarmente ad accogliere qualsiasi suggestione».

Il materiale raccolto sarà custodito e divulgato tramite i canali istituzionali del Comune ed è possibile anche che vengano esposte in futuro. Tutti potranno partecipare, anche non dozzesi: i contributi dovranno essere inviati possibilmente tramite email, concordando eventuali diverse modalità con l’ufficio segreteria del Comune di Dozza, disponibile anche a fornire informazioni in materia. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid
Cronaca 15 Marzo 2020

Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica

Il Comune di Castel San Pietro spinge sull’acceleratore per ridurre gli sprechi d’acqua e l’utilizzo delle bottiglie di plastica usa e getta negli uffici pubblici e nelle scuole, così come gli sprechi alimentari. Per la fine di aprile, clima di incertezza generato dall’emergenza Coronavirus permettendo, è attesa la risposta di Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) per una richiesta di contributo di 30 mila euro (su circa 47 mila euro complessivi) per la realizzazione di un progetto presentato dall’Amministrazione Tinti.

Sul versante della riduzione dei rifiuti, «si tratta del naturale proseguimento del progetto Castello Plastic Free – spiega Andrea Bondi, assessore alle Politiche per l’ambiente –, già partito con la consegna di 2.512 borracce in alluminio (costo 6 mila euro) a tutti gli studenti e gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, che riprenderemo non appena avremo la possibilità di riaprire le scuole. Vogliamo stimolare un cambio di mentalità nei cittadini».  A questo si aggiunge l’installazione di tre erogatori di acqua potabile in municipio, uno nella biblioteca di Castello e tre nella scuola media Pizzigotti (costo 12 mila euro). Inoltre, verrà installata una Casa dell’acqua a Castel San Pietro (24.400 euro), nel parcheggio del cimitero. (lu.ba)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 12 marzo

Nella foto: la consegna delle borracce nella scuola Don Luciano Sarti


Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica
Cronaca 17 Gennaio 2020

A Montecatone arriva l' «esoscheletro antropomorfo» per aiutare a camminare le persone con lesione spinale

Migliorare le abilità motorie delle persone con lesioni spinali, garantendo loro una qualità di vita sempre più elevata. Il tutto grazie a un «esoscheletro antropomorfo», un dispositivo molto tecnologico messo a punto per aiutare i pazienti a camminare. E’ questo il senso del progetto di ricerca, promosso e coordinato dall’Istituto di Scienze neurologiche di Bologna e in partenza proprio nel 2020, al quale il Montecatone Rehabilitation Institute partecipa come principale centro di sperimentazione quantitativa. Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del bando Ricerca finalizzata 2018 e rientra nella sempre più stretta collaborazione tra l’istituto bolognese e Montecatone, che in futuro potenzierà la condivisione di competenze ed attività nell’ambito di neurologia e neuroriabilitazione.

Al momento è stata già attestata la sicurezza dell’esoscheletro, mentre sono in corso altri filoni di ricerca mirati a valutare la capacità funzionale dell’apparecchio a migliorare il cammino e le abilità motorie in generale e gli effetti sul sistema nervoso centrale. Lo studio servirà dunque anche a comparare la riabilitazione classica del cammino con e senza il dispositivo.In dettaglio, l’esoscheletro permette alle persone con lesione spinale, con il controllo medico e la guida di un fisioterapista esperto, di mantenersi in posizione eretta e di muoversi correttamente sul suolo, gestendo autonomamente il peso corporeo aiutandosi con le braccia con un appoggio mobile. L’apparecchio consente di muovere le gambe attraverso motori a batteria ricaricabile che sostituiscono le funzioni neuromuscolari, mentre la camminata si ottiene attraverso sensori che rilevano il peso spostato e innescano i passi.

L’intero sistema è poi controllato da una centralina computerizzata che si trova, con le batterie, all’interno di uno zaino portato sul dorso dal paziente. Un controller portatile munito di display, collegato via cavo all’esoscheletro, controlla la programmazione e il monitoraggio dei parametri. Grazie all’apparecchio, la persona può muoversi in sicurezza già durante le prime sessioni, con una programmazione graduale che aiuta nella progressione dell’apprendimento, anche se il fisioterapista dovrà sempre assisterla durante la seduta riabilitativa. Per quanto riguarda, infine, le modalità e i tempi della sperimentazione, la sua fase operativa durerà 18 mesi e vi parteciperà una quarantina di persone. (r.cr.)

Nelle foto l”esoscheletro e una persona che cammina con l”aiuto del dispositivo

A Montecatone arriva l' «esoscheletro antropomorfo» per aiutare a camminare le persone con lesione spinale

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