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Cronaca 24 Aprile 2020

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid

Come vede la gente il dopo emergenza Coronavirus? E” la domanda che si pone il Comune di Dozza, pronto a lanciare, a partire da lunedì 27 aprile, il progetto «Come sarà domani…», pensato per dare voce a quanti sentono il bisogno di esprimere le proprie considerazioni sull’attuale periodo emergenziale e sul futuro che si prospetta.

Obiettivi e modalità sono così spiegati dal sindaco Luca Albertazzi: «Il presente che stiamo vivendo mostra un orizzonte incerto, a tratti preoccupante, che al tempo stesso si apre a diverse prospettive ed aspettative, quindi abbiamo pensato di invitare ad esprimersi quanti, cittadini e non, vogliano rendere significativo questo cambiamento e la sua evoluzione; questo momento infatti è indubbiamente l’occasione per maturare una riflessione su come superare schemi obsoleti ed aspetti negativi del nostro modello di società e di vita. Ognuno potrà dare corpo a pensieri e riflessioni in riferimento alla propria visione del futuro, scegliendo la forma espressiva che gli è più congeniale: testi, foto, video, pittura, scultura e così via. Dozza, territorio da sempre vocato all’espressione artistica, si presta particolarmente ad accogliere qualsiasi suggestione».

Il materiale raccolto sarà custodito e divulgato tramite i canali istituzionali del Comune ed è possibile anche che vengano esposte in futuro. Tutti potranno partecipare, anche non dozzesi: i contributi dovranno essere inviati possibilmente tramite email, concordando eventuali diverse modalità con l’ufficio segreteria del Comune di Dozza, disponibile anche a fornire informazioni in materia. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi

Al via da lunedì 27 aprile a Dozza il progetto «Come sarà domani…» su come la gente vede il dopo Covid
Cronaca 15 Marzo 2020

Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica

Il Comune di Castel San Pietro spinge sull’acceleratore per ridurre gli sprechi d’acqua e l’utilizzo delle bottiglie di plastica usa e getta negli uffici pubblici e nelle scuole, così come gli sprechi alimentari. Per la fine di aprile, clima di incertezza generato dall’emergenza Coronavirus permettendo, è attesa la risposta di Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) per una richiesta di contributo di 30 mila euro (su circa 47 mila euro complessivi) per la realizzazione di un progetto presentato dall’Amministrazione Tinti.

Sul versante della riduzione dei rifiuti, «si tratta del naturale proseguimento del progetto Castello Plastic Free – spiega Andrea Bondi, assessore alle Politiche per l’ambiente –, già partito con la consegna di 2.512 borracce in alluminio (costo 6 mila euro) a tutti gli studenti e gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, che riprenderemo non appena avremo la possibilità di riaprire le scuole. Vogliamo stimolare un cambio di mentalità nei cittadini».  A questo si aggiunge l’installazione di tre erogatori di acqua potabile in municipio, uno nella biblioteca di Castello e tre nella scuola media Pizzigotti (costo 12 mila euro). Inoltre, verrà installata una Casa dell’acqua a Castel San Pietro (24.400 euro), nel parcheggio del cimitero. (lu.ba)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 12 marzo

Nella foto: la consegna delle borracce nella scuola Don Luciano Sarti


Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica
Cronaca 17 Gennaio 2020

A Montecatone arriva l' «esoscheletro antropomorfo» per aiutare a camminare le persone con lesione spinale

Migliorare le abilità motorie delle persone con lesioni spinali, garantendo loro una qualità di vita sempre più elevata. Il tutto grazie a un «esoscheletro antropomorfo», un dispositivo molto tecnologico messo a punto per aiutare i pazienti a camminare. E’ questo il senso del progetto di ricerca, promosso e coordinato dall’Istituto di Scienze neurologiche di Bologna e in partenza proprio nel 2020, al quale il Montecatone Rehabilitation Institute partecipa come principale centro di sperimentazione quantitativa. Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del bando Ricerca finalizzata 2018 e rientra nella sempre più stretta collaborazione tra l’istituto bolognese e Montecatone, che in futuro potenzierà la condivisione di competenze ed attività nell’ambito di neurologia e neuroriabilitazione.

Al momento è stata già attestata la sicurezza dell’esoscheletro, mentre sono in corso altri filoni di ricerca mirati a valutare la capacità funzionale dell’apparecchio a migliorare il cammino e le abilità motorie in generale e gli effetti sul sistema nervoso centrale. Lo studio servirà dunque anche a comparare la riabilitazione classica del cammino con e senza il dispositivo.In dettaglio, l’esoscheletro permette alle persone con lesione spinale, con il controllo medico e la guida di un fisioterapista esperto, di mantenersi in posizione eretta e di muoversi correttamente sul suolo, gestendo autonomamente il peso corporeo aiutandosi con le braccia con un appoggio mobile. L’apparecchio consente di muovere le gambe attraverso motori a batteria ricaricabile che sostituiscono le funzioni neuromuscolari, mentre la camminata si ottiene attraverso sensori che rilevano il peso spostato e innescano i passi.

L’intero sistema è poi controllato da una centralina computerizzata che si trova, con le batterie, all’interno di uno zaino portato sul dorso dal paziente. Un controller portatile munito di display, collegato via cavo all’esoscheletro, controlla la programmazione e il monitoraggio dei parametri. Grazie all’apparecchio, la persona può muoversi in sicurezza già durante le prime sessioni, con una programmazione graduale che aiuta nella progressione dell’apprendimento, anche se il fisioterapista dovrà sempre assisterla durante la seduta riabilitativa. Per quanto riguarda, infine, le modalità e i tempi della sperimentazione, la sua fase operativa durerà 18 mesi e vi parteciperà una quarantina di persone. (r.cr.)

Nelle foto l”esoscheletro e una persona che cammina con l”aiuto del dispositivo

A Montecatone arriva l' «esoscheletro antropomorfo» per aiutare a camminare le persone con lesione spinale
Cronaca 15 Dicembre 2019

Al circolo Cappuccini i documentari su Imola realizzati dal gruppo «Liceali doc» dell'Istituto Valeriani

Al circolo cinematografico Cappuccini si accendono i riflettori su Imola, città dei matti. Come si gira un documentario nella no man’s land tra Emilia e Romagna? Perché parlare di Imola? Sono queste le due domande che il gruppo «Liceali Doc» del liceo scientifico Valeriani si è posto per raccontare una città e promuovere un territorio. Guidati da professori della scuola e tutor esterni dell’associazione Documentaristi Emilia Romagna, gli studenti hanno scritto, girato e montato due documentari che verranno proiettati domani, lunedì 16 dicembre, presso il circolo cinematografico Cappuccini, in via VillaClelia 12, dalle ore 18, durante una serata moderata da Giorgio Conti con la partecipazione del giovane poeta bolognese, molto seguito su Instagram, Luca Gamberini.

«E’ un progetto che vede i ragazzi impegnati su tantissimi fronti», afferma la referente di «Liceali Doc», Barbara Marabini, per definire questo percorso finalizzato all’acquisizione di esperienze relative al mondo del lavoro e all’uso di videocamere professionali, microfoni, piattaforme digitali, software per il montaggio non convenzionalmente presenti e adottati nelle scuole. Ma quali sono i temi toccati dai «Liceali Doc»? Le tre classi del liceo Scientifico Valeriani hanno scoperto che i confini sono luoghi di passaggio, non limitazioni.

La 4ª A si è occupata di Imola tra Emilia e Romagna e la discussione ha approfondito la conoscenza di Imola come simbolo di incontro tra culture. Uguale valore simbolico è rivestito dal cortometraggio sul manicomio dell’Osservanza, elaborato dalla 4ª B che ha intervistato ex infermieri e medici. A svolgere il ruolo di ufficio stampa e social media manager dell’intera iniziativa sono stati i ragazzi di 3ª A che in questo periodo hanno imparato l’importanza del lessico dei media e dei social network perla pubblicizzazione di un evento, con un’attenzione speciale per grafica e videoclip promozionali. Per continuare a conoscere l’inedito racconto della città dei «Liceali Doc» si possono seguire e commentare i loro canali social Instagram e Twitter: @Liceali Doc; Facebook: Liceali Doc Imola. (r.cr.)

Al circolo Cappuccini i documentari su Imola realizzati dal gruppo «Liceali doc» dell'Istituto Valeriani
Cronaca 11 Dicembre 2019

Cresce l'orchestra da camera della scuola «Medardo Mascagni» di Medicina grazie ai corsi per le elementari

Un bel progetto («Un’orchestra a scuola») nato per insegnare la musica agli studenti delle scuole nel giro di qualche anno ha fatto crescere l’orchestra della scuola di musica «Medardo Mascagni» di Medicina. «L’orchestra è stata fondata nel 2015 da Giovanna Mascagni e oggi è formata da ben 17 violini, 6 violoncelli e 3 flauti, una vera e propria orchestra da camera come non ce ne sono tante sul territorio – dice orgogliosa Paola Del Verme, responsabile della scuola di musica Mascagni -. L’età dei musicisti che la compongono è molto varia, dai 12 ai 60 anni».

La maggior parte di loro, come detto, si è appassionato alla musica grazie ai corsi che dal 2014 vengono organizzati all’interno dell’Istituto comprensivo di Medicina. Un bel progetto che consente agli studenti di imparare uno strumento in modo totalmente gratuito durante l’orario scolastico e ogni allievo ha l’opportunità di esercitarsi su uno strumento (violino, violoncello oppure l’ocarina) che resta a sua disposizione per tutto il periodo. Sarà anche per questo che, anno dopo anno, l’interesse per la musica classica è cresciuto anche tra i più giovani.

«I corsi gratuiti a scuola hanno fatto conoscere gli archi ad un vasto numero di studenti e le classi interessate da questo progetto si sono esibite davanti alle altre classi» aggiunge la Del Verme. Da qui la crescita esponenziale dell’orchestra di musica, che porta avanti una tradizione di Medicina, città natale del liutaio Ansaldo Poggi, a cui è dedicata un’ala del museo civico, nella quale sono conservati anche due preziosi violini, uno realizzato da lui nel 1933 e uno costruito dal suo maestro, Giuseppe Fiorini, nel 1918. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto: l”esibizione durante le giornate del Fai nella chiesa del Crocifisso

Cresce l'orchestra da camera della scuola «Medardo Mascagni» di Medicina grazie ai corsi per le elementari
Cronaca 14 Ottobre 2019

Vedrà la luce a Ozzano grazie a un finanziamento regionale la pista ciclabile dalla stazione ferroviaria a Ponte Rizzoli

Entra nel vivo la realizzazione della pista ciclabile che collegherà la stazione ferroviaria di Ozzano con la frazione di Ponte Rizzoli. Un’esigenza molto sentita dai residenti che ora troverà attuazione grazie a un finanziamento della Regione Emilia Romagna nell’ambito della realizzazione di ciclovie per la mobilità sostenibile. Complessivamente, si tratta di un intervento da 450 mila euro, che verrà finanziato per il 70 percento dalla Regione, mentre i restanti 135 mila euro sono a carico dell’Amministrazione comunale. Nel Consiglio comunale di lunedì 30 settembre è stato approvato all’unanimità il progetto esecutivo.

«Ora, entro dicembre 2019, dovremo aver già affidato i lavori per non perdere il finanziamento regionale – dettaglia il sindaco, Luca Lelli -. I tempi saranno comunque rapidi perché abbiamo la possibilità di fare una gara ad invito per 15 operatori». La nuova ciclabile si estenderà su 2,7 chilometri, un po’ meno rispetto agli oltre 3 chilometri previsti inizialmente. Questo perché è stato necessario modificare un po’ il percorso. Infatti, l’ultimo tratto, ovvero quello che va dall’innesto degli Stradelli Guelfi con via Tolara di Sotto fino al centro abitato di Ponte Rizzoli, è stato modificato in quanto sarebbe dovuto rientrare tra le opere compensative derivanti dalla realizzazione della quarta corsia dell’A14 (a Ozzano spettano 2 milioni di euro per realizzare una rotonda all’incrocio tra via Tolara di Sotto e gli Stradelli Guelfi e allargare il ponte sul Quaderna a Ponte Rizzoli), ma il cantiere dell’autostrada ancora deve partire.

Così l’Amministrazione ozzanese ha deciso di modificare un po’ il tracciato. In pratica, dalla stazione la ciclabile parte in via Marconi «che diventerà ciclopedonale con accesso consentito solo ai veicoli dei residenti, che dovranno rispettare il limite dei 30 chilometri orari – precisa Lelli -. Proprio sfruttando la viabilità esistente, riusciremo a realizzare una ciclabile così lunga con la cifra stanziata». (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 ottobre

Nella foto il tracciato della ciclabile stazione-ponte Rizzoli

Vedrà la luce a Ozzano grazie a un finanziamento regionale la pista ciclabile dalla stazione ferroviaria a Ponte Rizzoli
Sport 26 Settembre 2019

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno

Finalmente mercoledì 18 settembre la Sovrintendenza ha dato l’ok sull’intero progetto di riqualificazione ed adeguamento dello stadio Romeo Galli, comprendente quindi l’installazione delle torri faro da 1.200 lux, per un costo di 860mila euro di quadro economico, ed alcuni interventi strutturali tra cui spogliatoi, sala stampa e spazi sotto la tribuna centrale. Un progetto complessivo, quindi, valutabile in circa 2 milioni di euro, ma scorporato sotto l’impulso dell’Amministrazione comunale per velocizzare i tempi di realizzazione. «Il solo progetto sulle torri faro è ai dettagli – ha fatto sapere in sede di Commissione consiliare il direttore generale di Area Blu, Carmelo Bonaccorso -. Sulla parte restante, invece, non siamo ancora all’ultimo step». Pronta la puntualizzazione dell’architetto di Area Blu, Andrea Dal Fiume, firmatario dei vari progetti. «Ora serve l’approvazione dell’Amministrazione comunale. Solo dopo inseriremo il progetto sul portale del Coni per la concessione del mutuo da parte del Credito Sportivo pari all’intero importo necessario, che dovrebbe arrivare in poche settimane».

In pratica, il Comune di Imola si vedrebbe (il condizionale è d’obbligo) anticipare la cifra, salvo ovviamente restituirla in rate annuali prive di interessi. Il discorso, però, si complica quando si tocca il tema, tanto a cuore all’Imolese, dei tempi di realizzazione. «Dall’ok sul finanziamento – ha precisato Bonaccorso – fino alla fine dei lavori che, salvo imprevisti, non dovrebbero durare meno di 5 mesi, dovrebbe passare circa un anno». Certamente troppo per l’Imolese. «In questo modo la società fallirebbe – ha confermato la proprietaria Fiorella Poggi, presente anche lei in Commissione -, perché se non dovessero essere pronte tra il 20 ed il 24 giugno, non potremmo iscriverci alla prossima serie C».

Il colpo di scena, però, è arrivato direttamente dalla sindaca Manuela Sangiorgi: «I soldi ci sono e riusciremo a completare tutto in tempo. Un anno fa ho preso un impegno con l’Imolese e intendo rispettarlo». Alla fine dei giochi, quindi, sarà una vera e propria corsa contro il tempo. «Il sì della Sovrintendenza è un passo avanti importante – ha concluso la Poggi -, ma vedremo cosa succederà nei prossimi mesi». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: lo stadio Romeo Galli

Lavori al Romeo Galli, dopo l’ok della Sovrintendenza è corsa contro il tempo per finire le torri faro entro giugno
Cronaca 25 Settembre 2019

A Ozzano partita la raccolta del sughero usato, che va conferito negli appositi contenitori distribuiti in città

Non solo plastica, vetro e lattine. Anche sul nostro territorio cresce la raccolta differenziata di altre tipologie di materiali come sughero e olio. A Ozzano Emilia, dal 16 settembre è partita la raccolta del sughero usato, che in teoria andrebbe conferito in stazione ecologica (e non nell’umido o nell’indifferenziato). I tappi, privi delle gabbiette metalliche usate sulle bottiglie di spumante, vanno gettati nelle apposite «sughero box» allestite in vari punti della città: municipio (via della Repubblica 10), biblioteca (piazza Allende 18), centro civico Villa Maccaferri (via Garibaldi 2), centro del riuso (via dello Sport 30), scuole medie Panzacchi (viale 2 Giugno 49), centro civico di Mercatale (via della Pace 40), centro civico di Ponte Rizzoli (via Duse 2). Attenzione: i tappi di silicone, pure utilizzati nelle bottiglie di vino, non vanno conferiti nei contenitori per il sughero ma vanno gettati nell’indifferenziato.

Il servizio di recupero viene effettuato da Recooper, progetto che fa capo al consorzio modenese di cooperative sociali Ecobi, attivo nelle province di Modena, Ferrara, Bologna e Rimini. Non solo sughero, ma anche olio alimentare esausto, che se disperso attraverso gli scarichi domestici e la rete fognaria ha un alto potere inquinante. Come abbiamo già segnalato nei giorni scorsi, nel circondario la raccolta attraverso i contenitori stradali è cresciuta del 33% nei primi sei mesi del 2019 rispetto al 2018, anche grazie all’ampliamento del numero dei contenitori, promosso in modo capillare in accordo con le Amministrazioni comunali. (r.cr.)

Nella foto il contenitore per il sughero in biblioteca

A Ozzano partita la raccolta del sughero usato, che va conferito negli appositi contenitori distribuiti in città
Cronaca 8 Settembre 2019

Giovani artisti di nuovo all’opera con Tag, il progetto artistico che trasforma le cabine di Hera in tele da dipingere

E’ ripartito Tag (torre, arte e graffiti), il progetto di rigenerazione artistica delle cabine elettriche avviato nel 2018 su iniziativa di Inrete, la società del gruppo Hera che gestisce la distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia Romagna, in collaborazione con l’associazione Noi Giovani.

Su ciascuna cabina, come già fatto in precedenza, dipingeranno uno o più giovani artisti locali, nazionali o internazionali, che con i loro diversi stili regaleranno ai cittadini un itinerario artistico, con opere capaci di raccontare una storia legata al contesto in cui sono inserite. La trasformazione in opera d’arte urbana riguarderà questa volta quattro cabine elettriche, tre delle quali andranno a completare il percorso ciclopedonale cittadino lungo il fiume Santerno, iniziato lo scorso anno con le prime otto torri realizzate. A queste si aggiungeranno anche ulteriori sette cabine del gas. (r.cr.)

Nella foto l”artista Alessandro Suzzi all”opera sulla cabina gas di viale Saffi

Giovani artisti di nuovo all’opera con Tag, il progetto artistico che trasforma le cabine di Hera in tele da dipingere
Cronaca 23 Luglio 2019

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'

Il primo giorno, a fine giugno, hanno camminato in lungo e in largo insieme ai tecnici, sfidando il caldo, per indicare gli elementi che ritenevano positivi e negativi, poi martedì 16 luglio hanno lavorato insieme ai progettisti sulle diverse aree cercando di definire insieme quali elementi dello studio di fattibilità vanno modificati o integrati. In tutto sono una quarantina i medicinesi, principalmente abitanti della zona del vecchio Borgo Paglia, anziani e giovani, un quadrilatero oggi racchiuso tra le vie Fava, Mazzini, Corridoni, Melega, che hanno partecipato al percorso partecipato «Borgo Paglia in comune». Uno dei laboratori organizzati dal Comune con il supporto di Kiez Agency, nell’ambito del più ampio progetto denominato «Lungo il canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale e sociale».

Il Comune ha ottenuto dalla Regione un finanziamento di circa 1 milione per questo progetto che punta, per stralci, alla riqualificazione complessiva degli spazi pubblici posti lungo il tratto urbano del Canale, a partire, per l’appunto, dal borgo inferiore. L’obiettivo è migliorare in generale sia la qualità dal punto di vista ambientale e microclimatico, creando più zone d’ombra e sostituendo l’asfalto con materiali più permeabili, sia dal punto di vista relazionale, capendo come vengono utilizzati gli spazi oggi e come potranno esserlo in futuro. E nell’occasione cercare di risolvere alcune criticità complesse, eredità delle stratificazioni urbanistiche, come alcuni punti facili agli allagamenti in caso di forti acquazzoni. Proprio il processo di partecipazione ha permesso al Comune di ottenere il sostanzioso finanziamento.

Un progetto voluto fortemente dal sindaco Matteo Montanari,che l’ha avviato durante il mandato precedente quando era assessore della Giunta Rambaldi e ha partecipato anche al primo laboratorio su Borgo Paglia. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'

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